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silent bob

Pchan User
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  1. in altri pezzi c'è molto da interpretare obbligatoriamente ma in quello linkato ben poco, o anche in quello dello scontro con l'Eva 04. è tutto molto evidente, fossimo anche del tutto digiuno della filosofia che ch'è in Eva ( tipo fossimo nati nel '700 ) capiremmo molto anche senza dargli il nome. Come anche il film di Vigo che ho preso ad esempio, ci si possono scrivere mille parole o apprezzarlo in modo quasi immediato: c'è poco da interpretare molto da sentire. Oh ciò vale per alcune parti di Eva, non per tutto eh. Poi se ho studiato o ho voglia di filosofeggiare posso cominciare a dar nomi e definizioni, scrivere e altre cazzate ma l'essenza rimane. Ma torniamo al fatto che stai evidenziando una 'essenza' quando in realta' poi parli di interpretazione. Ho ben detto che nei pezzi linkati c'è poco da interpretare obbligatoriamente, può sentirne l'essenza una persona sensibile portata qui di peso dal 1700 come può scriverci sopra uno che ha studiato un pò della filosofia/psicologia che c'ha messo dentro Anno. L'interpretazione è invece obbligatoria in un pezzo come la fasciatura di Asuka. ora io credo a quanto detto da Shito ma non metterei la mano sul fuoco che la fasciatura ci sia davvero per quel motivo, anche se mi sembra plausibile e quasi necessario. Eva ha un essenza coglibile senza interpretazione di immenso valore ( e parlo per esperienza perché 1) io l'ho visto a 14 anni quando non sapevo praticamente nulla, non che ora sappia ma sto un passettino avanti 2) conosco gente che l'ha apprezzato molto avendo una cultura liceale [ = nulla ] ), che può essere osservata con maggiore precisione, discernimento se lo spettatore ha studiato e la interpreta. Confuti? Lo studio e l'interpretazione mettono ordine nei sentimenti e intuizioni del mondo confuse e turbate che l'anime desta nello spettatore sensibile. @Dairon che dice che in eva non ci sono persone realistiche: cazzata sentita molte volte. 1) leggi roba mediocre visto che di psiche fuori dalla mediocrità borghese in letteratura ce ne sono a bizzeffe 2) frequenti gente mediocre e, permettimi di inferirlo, sei abbastanza mediocre tu stesso. Se giudichi le psiche di eva casi clinici e non realistici di conseguenza giudichi ogni psiche agente fuori dalla norma borghese ( aggettivo abusato ma consentimi l'uso ) non realistico ergo sei abbastanza inquadrato ahahaha
  2. in altri pezzi c'è molto da interpretare obbligatoriamente ma in quello linkato ben poco, o anche in quello dello scontro con l'Eva 04. è tutto molto evidente, fossimo anche del tutto digiuno della filosofia che ch'è in Eva ( tipo fossimo nati nel '700 ) capiremmo molto anche senza dargli il nome. Come anche il film di Vigo che ho preso ad esempio, ci si possono scrivere mille parole o apprezzarlo in modo quasi immediato: c'è poco da interpretare molto da sentire. Oh ciò vale per alcune parti di Eva, non per tutto eh. Poi se ho studiato o ho voglia di filosofeggiare posso cominciare a dar nomi e definizioni, scrivere e altre cazzate ma l'essenza rimane.
  3. si però forse ti potrò dire in buona fede che hai sovrainterpretato, tu puoi dirlo a me se io il mostro te lo tiro fuori da quel link ? Non mi pare di averne mai fatto questione di buonafede, anzi, chi sovrainterpreta lo fa perche' appunto convinto di cio' che dice, non c'e' niente di strano. E' la realta' di cio' viene sovrainterpretato che resta comunque assai piu' lineare, in ogni caso. vabbè, cmq non mi hai ancora risposto se io da quei manco 10 minuti ti tiro fuori un mostro sui temi suddetti tu sapresti dimostrarmi di aver sovrainterpretato, o essere andato più in là di quanto seminato dall'autore ? Perché non mi sembra che scrivendo su solitudine, porcospino etc. etc. renderei Evangelion più complesso e denso di contenuti di quel che è. Non mi sembra nemmeno che, prendendo altri pezzi, parlerei a sproposito dicendo che nell'opera c'è dolore a vedere come l'uomo possa essere strumentalizzato tramite i sentimenti che questo prova, o mille altre cose. Ma forse queste cose ci sono anche in opere di meno valore, cos'è allora che dà valore ad Evangelion? il fatto che Anno magicamente sia riuscito a rappresentare eccellentemente la tragedia della crescita o per dirla con Shito la tesi dell'Angelo Crudele, e questo deriva dal fatto che sentisse davvero le pene che raccontava. Un es. di questo sentire davvero, però relativo ad un aspetto un pò diverso, dalla mia rece di Nadia: E questo disgusto ha la sua punta di iceberg, tanto imponente perché mostra solo 1/8 delle sue reali dimensioni, nell’orrore, nel senso di inadeguatezza e nella paura, serpeggianti in tutta la serie, per il freddo mondo degli adulti, per lo più mosso dalle leggi del calcolo egoista piuttosto che da quelle di amicizia e amore, nonché legislatore assoluto in virtù della sua maggior forza (bruta). Una banalità, già vista mutatis mutandis in cartoni disneyani molto più vecchi, esaltata da noi solo perché firmata Hideaki Anno? Beh, tra il disagio che esprime Anno e quello di (quasi) tutti gli altri lavori di animazione c’è la differenza che scorre tra uno Zero In Condotta di Vigo e un Animal House qualunque, e non parliamo di volgarità di linguaggio. Per capire Evangelion ci vuole si lo studio che dice sempre Shito, ma ciò che è necessario e forse quasi sufficiente è la sensibilità. EDIT: ancora guarda questa immagine di Nadia che ho usato nella rece alla scheda del personaggio: in un fotogramma, ovviamente tenendo presente il cartone intero e la scena, c'è tutto il dilemma del porcospino:
  4. si però forse ti potrò dire in buona fede che hai sovrainterpretato, tu puoi dirlo a me se io il mostro te lo tiro fuori da quel link ?
  5. bene, veniamo ora allo specifico. Se io da questo estratto dalla puntata 3 ( http://www.youtube.com/watch?v=Skvb82UIPgk&feature=related l'ho visto a spezzoni e non so perché mi sembra messo male graficamente ma vabbé ) ti tiro fuori un mostro su uomo, solitudine, porcospino, tristezza e via così ho sovrainterpretato ?
  6. se ti ho capito dici questo: le psicologie di Eva sono tutto fumo e niente arrosto, in superficie sembrano chissacchè ma in fondo in fondo son solo citazioni e trucchetti vari ? se si al prossimo post ti rispondo, altrimenti scusami ma spiegami n'altra volta che non afferro bene quello che vuoi dire. :wacko:
  7. Boh per sfondo o palcoscenico di Eva a che ti riferisci ? perché se ti riferisci alle storie cabalistiche o ai complicati intrecci di trama son d'accordo che lì c'è sovrainterpretazione ma sulle storie principlai, o meglio sulle psicologie e il valore base della storia principale, ci si può muovere bene e mi capita spesso di leggere cose che ritengo sensate. Mi fai qualche esempio di sovrainterpretazione, casomai fatta da me se hai letto/ricordi qualche mio post a riguardo.
  8. 1) sulle presunte copie/già detto di Eva rispetto ad altri anime ho già risposto nelle pagine precedenti a Shito. 2) Il marchio di fabbrica dalle mie parti si chiama tipo firma autoriale ed è un pregio. 3) io di Evangelion sono appassionatissimo ma non c'ho speso un euro, dico uno, sopra. Ero tentato di farmi la Platinum Dynit per leggere l'enciclopedia di Evangelion ( grande ciofeca ) ma poi l'ha presa un mio amico e quindi niente, manco cento lire sopra Sai com'è piuttosto che mettermi a rimirare i miei modellini o anche la custodia del dvd ( stile: "o che bella la mia collezione" ) ho preferito spendere tempo e soldi su qualche libro di filosofia esistenzialista. - sui buchi di trama non ho mai sentito problemi, mi basta che non ci siano buchi nella costruzione dei personaggi - in ultimo sarei curioso sentire come Shuji mi demolisce argomentando Evangelion e perché ho letto suoi post interessanti e perché quando qualcuno prova a demolire Eva seriamente c'è sempre da ridere.
  9. ho solo letto qualche stralcio della megadiscussione e non ho mai toccato il manga ma: Io da piccolo questa cosa di sfigato/poraccio vs nobile/genio la percepivo. Soprattutto nella storia di Pegasus ( XD nei confronti con Unicorno e con quelli con l'armatura d'oro e d'argento mentre loro l'avevano di bronzo è evidentissimo ) o forse meglio ancora in quella di Phoenix e Andromeda si capisce tutto o almeno parecchio anche senza sapere che il cartone è giapponese, anche alle elementari. Cioé il messaggio è chiaro, percepibile anche senza sapere nulla dietro. Mi è sembrato ovvio fin da piccolo, ma non lo sto dicendo per vantarmi, che i combattimenti dei Cavalieri, volendogli dare sostanza, erano un pò quelli di malnati che lottano per sopravvivere. Io so d'accordo per primo con Shito che per capire una cosa la si deve studiare ( e io quando "studio" un autore mi studio tutte le sue opere xd ) ma anche senza lo studio si può riuscire ad intuire il messaggio, a percepirlo. Ora ciò è possibile con un'opera ostica come Evangelion ( io mi so prima appassionato di Evangelion a 14 anni, poi ho studiato filosofia partendo dai Greci e solo ultimamente comincio ad avere qualche vero mezzo interpretativo; però il significato essenziale lo aveva capito già al tempo ), figurarsi con Saint Seiya.
  10. silent bob

    L'ultimo libro

    1) contro i vari tipi di letteratura, tra i vari passi ce ne è per tutti XD. 2) Es.: Se un libro ridicolizza l'andare in chiesa e io apprezzo il libro forse mi passa la voglia di andare in chiesa se io andavo in chiesa, no? Col che rispondo anche all'Elfo, ma spero che il suo post non fosse rivolto al topic/me, in tal caso infatti non c'avrebbe capito una minchia se un libro ridicolizza, senza appello, la letteratura [ se stesso compreso, pur concedendosi l'attenuante di essere generato da sola passione, nel caso dei Canti l'odio ] e io apprezzo il libro la conseguenza è simile a quella dell'esempio, no? cmq d'ora in poi chi posta un libro è meglio che argomenti sempre che sennò si può non capire il perché della scelta. Nello specifico Max mi spieghi il perché del tuo libro di Marquez, non chiedo spiegazioni a gallo dato che prima di chiederle dovrei leggere il libro
  11. silent bob

    L'ultimo libro

    Il conte è eccezionale perché attacca in modo implicito. Attraverso l'esagerazione mette in ridicolo la retorica mentre descrive con odio una manifestazione d'odio e rabbia, ma non pensare che questa esagerazione sia roba comica. Il conte fa strage di tutta la letteratura precedente e a lui contemporanea, manco trascura i dizionari scientifici, da cui talvolta sono riprese definizioni intere ( Joyce, se non sbaglio, passa in rassegna la letteratura inglese precedente nelle mandre del sole, forse anche con un pizzico di ironia. Il lavoro del conte è però pieno d'odio e ironico solo quando l'ironia è irosa, l'imperativo qui è attaccare non scrivere un libro memorabile[ si scrisse la volontà di vivere di Schopenhauer è nulla in confronto alla volontà di aggredire di Lautreamont ] ). Sovverte anche le immagini più care alla mente dei romantici. hai presente la persona di spirito "elevato" che contempla lo scatenarsi delle forze della natura nel mare in tempesta o anche roba così: ; beh Maldoror va si in riva al mare quando la tempesta infuria ma, appena vede una nave naufragare, imbraccia il fucile e ben al sicuro sul promontorio fa strage dei superstiti Vabbè va mi fermo qui.
  12. silent bob

    L'ultimo libro

    ma avete capito il topic ? mica ho chiesto il libro che v'ha fatto smette di legge perché faceva troppo schifo, ho chiesto quello che fa smettere ( o rallentare, almeno per un pò :P ) di leggere perché attacca la letteratura stessa. L'ultimo libro in un certo senso può anche essere il libro definitivo
  13. silent bob

    L'ultimo libro

    i libri che sono una rivolta ANCHE contro la letteratura/filosofia stessa, quelli che dopo averli letti si lascia perdere per qualche tempo casomai preferendo la violenza irriflessiva e con un minimo rischio di compiacimento che può offrire la musica. I libri che fanno terra bruciata, la scala che non s'utilizza più dopo l'uso peggio per il lettore se porta all'inferno. Inizio io: I canti di Maldoror, che ho letto giugno scorso ma devo ancora digerire e apprendere ... editato il titolo dopo quanto scritto da Shuji :;
  14. silent bob

    Trollate Random

    scrivo qui che di aprire un topic non mi sembrava il caso: ma gli Yamada di Takahata al di là del linguaggio/stile molto particolare e apprezzabile, ha fatto schifo solo a me come apologia della famiglia, della mediocrità ... l'ho visto parecchio tempo fa ma davvero quel voler "salvare" certi atteggiamenti provandoli a mistificare tramite un linguaggio ricercato mi fece davvero schifo. Di preciso ricordo questa frase al matrimonio: fate dei figli che legheranno/vincoleranno/fortificheranno la vostra unione. o forse l'ho interpretato male io.
  15. ma dalle mie parti la questione è così: Io sono tosto, apprezzo solo roba di qualità e perdio se pronuncio qualche giudizio questo ha i suoi fondamenti ERGO se io dico che tal anime/film/libro è tosto tale prodotto è tosto davvero. Per fare un esempio: non mi sognerei mai di dire che le serie tv di G.I.T.S. siano di qualità perché il cosiddetto contenuto mi è sembrato una mezza boiata per fare figo un anime di azione, esattamente opposto è il mio giudizio sui due film di Oshii. p.s.: si può anche dissentire ma non frequento gente che parla senza conoscere ciò di cui parla.
  16. visto il topic ora, a parte la considerazione di Shito - che in quell'intervista, ma anche altrove, parla dell'Occidente attuale come di un posto di incolti e del Giappone come di una terra promessa, io dissento! - il fatto diviene evidente anche ad uno che conosce il posto solo via anime: Pensa a Otaku No Video o all'amico di Sato nell'anime di N.H.K. fanno vedere che rinnegano le loro passioni quando entrano nel mondo del lavoro e si fanno la famiglia. Non che espongono modellini e roba varia sul caminetto di casa ... Pensa invece, chessò, alla passione del calcio qui da noi. Uno che è fissato trasmette la passione a tutta la famiglia, se ne vanta, mica la rinnega per vergogna del giudizio altrui. = i cartoni NON sono considerati per adulti.
  17. OT: non me ne frega una cippa ma i topic di questo sottoforum non erano per parlare non dell'anime ma sull'anime, o almeno dei contenuti più filosofici/trolloni dell'anime. Mi sembra fu adottata una cosa simile ( parlare non dell'anime ma sull'anime ) per spostare il topo di Shito su Time Of Eve... Perché per Rebuild 2 c'è anche un topo nel forum generale che consultai prima di decidermi ad aprire questo nel sottoforum. EDIT: mi correggo non c'è un topic apposito ma se ne parlo in quello generale di Rebuild, cmq fate voi Se ho parlato a vuoto i mod cancellino pure dato che è un post inutile
  18. boh sinceramente la rece non mi sembrava incomprensibile. Le cit. erano come corollario. L'unica a cazzo di cane è quella su Kant ma era un riflessione estemporanea che m'era venuta in mente a scuola ( beh si, esegesi silent-bobbiana ahaah ). Strano che tu non c'abbia capito niente se hai visto Utena e letto la rece ( sono i presupposti per capire il post ).
  19. Allora ecco un pò di materiale da cui poter iniziare la discussione: la mia rece di Utena, occhiate soprattutto il capitolo La Rivoluzione http://www.everyeye.it/anime/articoli/la-rivoluzione-di-utena_recensione_9905?pagina=2 un commento alla rece e mia relativa risposta ( è in un altro topic a causa del casino successo pel rinnovamento del forum ): http://www.forumeye.it/invision/index.php?showtopic=504999&pid=9792084&st=0entry9792084%20. Una cit: `In that case we start fresh,' said Humpty Dumpty, `and it's my turn to choose a subject -- ' (`He talks about it just as if it was a game!' thought Alice.) `So here's a question for you. How old did you say you were?' Alice made a short calculation, and said `Seven years and six months.' `Wrong!' Humpty Dumpty exclaimed triumphantly. `You never said a word like it!' `I though you meant "How old ARE you?"' Alice explained. `If I'd meant that, I'd have said it,' said Humpty Dumpty. Alice didn't want to begin another argument, so she said nothing. `Seven years and six months!' Humpty Dumpty repeated thoughtfully. `An uncomfortable sort of age. Now if you'd asked MY advice, I'd have said "Leave off at seven" -- but it's too late now.' `I never ask advice about growing,' Alice said Indignantly. `Too proud?' the other inquired. Alice felt even more indignant at this suggestion. `I mean,' she said, `that one can't help growing older.' `ONE can't, perhaps,' said Humpty Dumpty, `but TWO can. With proper assistance, you might have left off at seven.' Un'altra cit. da L'Istante: Per mezzo degli ideali contro le allucinazioni ( breve ma intensa, mi raccomando tenete Utena come riferimento altrimenti si perde la sfumatura che ho voluto immetterci sopra ) Breve riflessione: prendete Kant, apparentemente o forse veramente un filosofo freddo, nell'elaborazione della sua etica. Si deve vivere non secondo le inclinazioni ma secondo la ragione che deve fornirci dei doveri ( dei principi ). Questa fornitura deve essere del tutto a priori. Ed espressamente dice all'incirca: l'ideale deve essere e rimanere, ad esempio, un'amicizia leale anche se non è mai esistito alcun amico leale da prendersi come fondamento empirico. A voi la palla!
  20. per me non puzza di compiacimento ma è inumano ( e ovviamente se qualcuno pensa di realizzarlo al 99,99% c'è compiacimento ). l'ho scritto or ora modificando il post di sopra. Ho voluto illustrarlo giusto per far capire meglio le difficoltà dell'edificazione. Bello Gunslinger Girls, e concordo che il capitolo di Elsa è il più ok. L'ho visto e recensito ( ma niente di che ) qualche tempo fa.
  21. dah hai capito a metà: ti è sfuggita la definizione di amore cristiano come negli atti. L'amore cristiano degli atti è proprio accettare e amare l'imperfezione del prossimo. L'amore cristiano di K non è verso tutta una razza ma verso il prossimo ( e qui sta la contrapposizione classica massa-individuo ). L'amore cristiano degli atti è perfetto perché la grandezza è tutta nell'amante, per nulla nell'amato. Con quell'amore nessuno può dire non trovo la mia amata. butto anche sta cit. : se abbandono il mio amato perché è stato meschino con me, io ho abbandonato il mio amore. Ho perso cmq, se lo amo ancora nella sua tremenda meschinità ho conservato il mio amore. Per farti capire che l'amore cristiano degli atti è delirante ma utilissimo al singolo. Si tratta di un amore etico perfezionato. L'amore etico passa sopra alle imperfezioni dell'amata, l'amore cristiano dimentica L'IMPERFEZIONE( = totale mancanza di pregi ) del prossimo. Ama chiunque ed è sempre con l'amore. Ora che non mi si prenda per un prete però, mi rendo ben conto che è praticamente irrealizzabile, inumano. era per far capire meglio le difficoltà sopra esposte. Che poi un rapporto più umano ( ma cmq etico nella sua verità ) debba essere reciproco l'avevo scritto anch'io qualche discussione fa, ma quando è reciproco la vittoria è già in mano. In Nadia non parte con la reciprocità ... tutt'altro ( e Nadia rinnega Jean anche col "selvaggio", verso la fine ). Su quello gioca il mio discorso edificatore-terreno edificabile. p.s. il discorso sull'amore con la metafora del terreno edificabile ( stile sporco imprenditore ) è gretto come quello di un cono da 2euro e una coppa da 10euro. Da un film visto st'estate in dvd con amici. C'era Sara Tommasi, sta citazione non la becchi XD
  22. non ho visionato ancora attentamente, cmq due tre appunti dato che è roba su cui sto riflettendo sti giorni ( o sti mesi ? forse dai tempi di Eva): - Nadia è molto egoista, egoista di brutto ( vedi quando scorda Jean per l'aitante "selvaggio" ) e non fa nulla per farsi comprendere. e tuttavia è un personaggio estremamente realistico. Anche se pure Asuka, che è peggio, era realistica. - la costruzione di Jean invece, pur molto bella, è un pò manchevole. Come anche scrissi recensendo l'anime, sembra un personaggio da Closed Door Session. è in lui una delle grandi discriminanti Eva Nadia. Sono d'accordo che s'esce dalla solitudine solo coll'amore, per dirla con K l'unica edificazione è quella degli atti dell'amore. Però ( si c'é un però ) io vedo l'edificazione così: - l'edificatore, colui che si sforza di amare. - il terreno da edificare. Entrambi ci guadagnano con l'amore, l'edificatore è colui che comprende di averne bisogno. La grandezza dell'amore sta nel riuscire ad amare al di là dei difetti dell'amato ( meno si pretende dall'amato più è grande l'edificatore ). L'amore cristiano che ama il più spregevole nemico è l'amore al grado massimo. Chi riesce ad amare in quel modo imho vince. è l'edificatore massimo. Ok l'edificatore massimo vince sempre. Se non si trova qualcuno disposto ad edificare su di sé e si dee fare da edificatori allora ci sono dei problemi. Che chiamerò incapacità dell'edificatore. Più l'edificatore richiede una terreno buono per costruire ( = persona per lui amabile ) più egli è incapace. Qui entra in gioco la buona sorte che fa trovare un terreno altamente edificabile. Jean è un grande edificatore, Nadia un pessimo terreno edificabile. = la risposta è l'amore ma Nadia è stata fortunatissima. = ok l'amore ma più questo è lontano dall'amore cristiano, o anche più l'edificatore è incapace più entra in gioco la fortuna. Vabbè so stato poco chiaro ma se hai in mente gli Atti Dell'Amore da cui è partita la mia speculazione penso che mi capirai. Per non dire che sommando i miei ultimi 3 post risulta tutto molto chiaro ... EoE
  23. silent bob

    Otaku no Thread

    La Malattia Mortale Posto qui anche se non è molto pertinente, eventualmente spostate in uno dei topic su Eva. Cosa c’entra con Eva? spesso si fa confusione ( es. nella buona wiki eng ) interpretando la malattia mortale di Eva come semplice disperazione ( a seguito probabilmente della imho confusione che fanno gli esegeti di K ). Volevo chiarire l’equivoco. Inoltre quanto scritto sotto è tutta farina del mio sacco mai letta altrove e volevo sapere che ne pensava uno che dell’argomento ne sa come Shito, che spero mi conceda l’attenzione di una attenta lettura. Cos’è la malattia mortale e Perché essa, a differenza di quanto spesso si dice, non rientra in nessuno dei tre tipi di disperazione estetica descritti in Aut-Aut ( in L’equilibrio … ). I tre tipi di disperazione estetica sono, lo dico per rispolverare la memoria di chi già sa non per altri: la melanconia incosciente del proprio stato ( Nerone ), la disperazione o lutto ( chi soffre perché alla sua felicità estetica si oppongono, apparentemente, solo le condizioni esterne ), l’acre riso ironico che è cosciente della propria situazione ma non vede la via d’uscita degli altri due stadi ( per questo fanno testo i Diapsalmata ). K. Definisce la disperazione come lo stadio finale dello stadio estetico, l’unica via per cui si può uscire da questo stadio. La disperazione in breve è la rottura con un’esteticità felice. L’esteta perso nei divertimenti che desidera ritrovare sé stesso accede alla disperazione, dalla quale lo stadio etico o quello religioso. Lo stadio etico non è il passaggio per quello religioso, si può benissimo passare da estetico a religioso cosi come da etico a religioso. Shito nel suo post su Evangelion scrisse ( ma forse manco lo ricorda dato che era un traparentesi ) che K aveva eternizzato lo stadio estetico perché aveva saltato quello etico. Che K aveva eternizzato l’estetico è verissimo ma non perché avesse saltato l’etico bensì perché falliva nell’entrare nel religioso, per il quale lui aveva rinunciato all’etico. Ho colto il ( imho ) fallo di Shito per prendere l’appiglio per la seguente spiegazione: K scrive nelle sue carte che egli, fin da Aut Aut, è stato sempre un poeta del cristianesimo non cristiano e che si è sempre voluto presentare così. Per questo, confondere le idee ed evitare che lo si prendesse come cristiano, scrisse Aut Aut ( estetico etico con solo un accenno al religioso ) nello stesso anno in cui pubblicò due discorsi edificanti e per questo scrisse il saggetto estetico “La Crisi e Una Crisi nella vita di un attrice“, nel 1848 quando, a seguito dei molti discorsi edificanti, si diffondevano voci che fosse diventato serio, cristiano [ queste sono ancora sue parole ]. Ecco ora la mia interpretazione della sua vita, della disperazione come descritta in Aut Aut e della malattia mortale. K vive la giovinezza da esteta, come tutti, quando si innamora di Regine gli balena davanti l’idea di entrare nell’etico, idea per cui è maturo dato che probabilmente sentiva la disperazione estetica del terzo tipo (quello dell’acre riso ironico, cfr. sopra e i suoi scritti prima di Aut Aut ). La relazione con Regine, descritta anche in Stadi Sul Cammino Della Vita capitolo di Colpevole, Non Colpevole, è però si una antidoto contro la disperazione ma è anche oppressa dal concetto dell’Angoscia. Per fuggire il concetto dell’Angoscia K tenta il rifugio della religione. Si badi alle date Aut Aut è del ‘43, Timore e Tremore e il Concetto Dell’Angoscia successivi ( tardo '43 e '44 ). K non ha ancora idea di cosa sia la malattia mortale, sta solo uscendo dalla disperazione estetica e tentando di imboccare la via religiosa che pensa gli eviterà l’angoscia. Passano 1-2 anni e nel ‘45 scrive Stadi sul Cammino Della Vita nella cui parte finale definisce così l’autolesionismo: fermarsi a metà, rendersi conto dell’abisso della possibilità e della necessità del religioso ma non riuscire a trovare la felicità nell’assurdo, la sicurezza nella fede. Ultimo passo: nel ‘49 pubblica La Malattia Mortale, che penso sia essenzialmente questo: l’affezione dell’uomo insoddisfatto di sé, l’affezione del rapportarsi col proprio sé sotto il segno dell’insoddisfazione. ( dalla mia rece di Eva 2.0 su animeye dove ne parlo di più ). Perché K era insoddisfatto di ciò che era, perché odiava se stesso? Perché, pur avendo decretato il fallimento dell‘estetismo convinto e fino alla fine, ovvero il migliore estetismo possibile ( e si che K era un esteta coi controcazzi: non lavorò mai pur non essendo molto ricco [ ma anche per non fare il pastore, dato che non si riteneva cristiano ], era moderato nell’uso del denaro ma non fu mai tirchio e rischio perciò di morir di fame a soli 43 anni ), non riusciva ad entrare nello stadio della vita in cui desiderava entrare, quello religioso, a dispetto di tutti i suoi sforzi ( e il non matrimonio con Regine= rifiuto dell’etico è lo sforzo più grande ). Penso che da ciò sia chiaro come La Malattia Mortale non sia nessuno dei tre tipi di disperazione descritti in Aut Aut, in questi manca infatti la decisione di entrare in un altro stadio. In quello c’è si la decisione ( e che è più di una decisione estetica [ qui inteso, come anche in alcuni passi di Aut Aut, come incoerente ] ma non ancora etica ) ma anche l’impossibilità di realizzare ciò che si è deciso ( impossibilità che è quasi sempre per debolezza, talvolta anche per ostinazione ). Insomma la malattia mortale è lo sforzo cosciente che fallisce, il che non è nulla delle disperazioni di Aut Aut ( la melanconia, a cui potrebbe assomigliare, è infatti un dimenarsi inconscio ). La malattia mortale in Eva è il fallimentare sforzo cosciente di Shinji di uscire dalla sua chiusura ( ovvio che so bene che la serie non si conclude in malattia mortale eh ). p.s.: se si volessero riferimenti testuali per le citazioni posso fornire anche la riga esatta XD
  24. silent bob

    Rai 4 contro la censura

    nel mondo parallelo di Freccero XD: "Oggi la fiction è serie e anime, non biografie di santi e di eroi del passato. Lasciamo questi prodotti a chi non condivide l’immaginario contemporaneo globale. Il servizio pubblico deve comunicare e diffondere ciò che è vivo. Non può continuare ad impersonare solo l’archeologia della comunicazione. Se la sua missione è una missione culturale, bisogna ammettere che accanto alle reti generaliste che ripropongono la cultura di ieri, esistano reti nuove che diffondano la cultura di oggi." l'impressione è che non abbiate manco letto quello che ha dichiarato ...
  25. silent bob

    Rai 4 contro la censura

    "E’ una censura che chiede di espellere dal servizio pubblico i nuovi telefilm e per estensione anime e fiction non tradizionali. Vuole “normalizzare” la rete imponendole lo stile e la programmazione delle reti generaliste" Ho desunto dal sopraccitato e dal testo intero che non si parlasse di censura nel senso di sforbiciamento dell’anime o similia ma nel senso di rimozione dell’anime.
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