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Roger

Pchan User
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  1. beh, il motivo di tale scelta è spiegato nel redazionale del primo volume di ryu delle caverne. in pratica moltissime tavole originali sono state perdute e le edizioni attuali presentano una qualità insufficiente di esse, quindi è in corso un' opera di ricostruzione delle pagine a partire da fonti diverse in modo da offrire un prodotto di maggiore qualità. certo è che si tratta di una scelta con i suoi pro e contro, da un lato ne risente l' ordine di lettura e dall' altro si disporrà di un' edizione particolarmente curata, ma parte da buoni princìpi e non ne viene fatto mistero ai lettori.
  2. Roger

    Tytania

    Quote E' strano però che a scegliere il successore del capo famigghia sia però il maggiordomo non è strano... in realtà quello è garrison
  3. Roger

    Silent Mobius

    AUTUNNO D/VISUAL: Silent Möbius C'era una volta "Silent Möbius". Una volta, e anche due. O ancora di più. Pochi manga sono stati tanto bistrattati in occidente quanto questo, opera più rappresentativa di Kia Asamiya e, soprattutto, pietra miliare che ha cambiato per sempre il modo in cui i manga sono stati concepiti e disegnati. È stato il primo fumetto a proporre come protagonista un team composto totalmente di donne, creando la formula che poi sarebbe stata ripresa da "Sailor Moon", nonché da un'infinità di altri manga, anime e, perché no, "girl bands": prendi una bruna, una bionda, una sexy, una ochetta, una dominatrice, una sottomessa, una piatta, una formosa, e avrai un gruppo di eroine che sapranno accontentare tutti i gusti del pubblico maschile. Un concetto che ora sembra scontato ma che, se ci pensiamo, prima di "Silent Möbius" non avevamo mai visto. È stato poi il primo a imporre un animatore come disegnatore di manga, con tutto ciò che questo ha comportato in termini di stile grafico: vi ricordate le linee spezzate e ineguali dei manga fino agli anni '80? Le ritrovate anche in autori che al tempo venivano definiti "innovativi" come Rumiko Takahashi o Ryoichi Ikegami; ma non in Asamiya, né nei manga che si imposero a partire dagli anni '90. È stato lui a portare nei fumetti giapponesi la linea uniforme e continua tipica degli anime, così come da questi ha "importato" anche l'uso massiccio dei retini, concepiti come surrogati delle ombre e dei colori nei cartoni animati. È stato il primo a imporre nel manga il genere cyberpunk: se Masamune Shirow ne viene difatti considerato il "padre spirituale" col suo "Appleseed" del 1985, Asamiya è senza dubbio colui che nel 1988, con "Silent Möbius", ne ha fatto un genere ampiamente riconosciuto dal pubblico; non dimentichiamo infatti che la fama di Shirow è nata all'estero prima che in patria e che i lettori giapponesi hanno cominciato a conoscere questo autore solo dopo l'uscita di "Ghost in the Shell", nell'89. Asamiya è stato poi il primo a creare un amalgama che è diventato poi un punto di riferimento di molti manga e anime degli anni seguenti, cioè la mescolanza di elementi dell'esoterismo (in particolare la cabala e l'onmyodo) alla fantascienza. Non ci vuole molto a farsi un'idea dell'incredibile numero di autori che da "Silent Möbius" hanno voluto riprendere questo tema: potremmo tornare a citare Masamune Shirow con il suo "Orion" del 1991, oppure, per stare vicini anche "geograficamente" ad Asamiya, un gruppo di fanzinare che, dal loro miniappartamento poco lontano dal suo studio, si divertivano a disegnare spin-off di "Devilman" pubblicati in costosissimi - e limitatissimi - volumi, ma che di lì a poco avrebbero conosciuto la fama internazionale grazie a un mix di fantascienza e occultismo: le CLAMP con il loro "Tokyo Babylon" del 1990 e il successivo "X" del 1992. E, soprattutto, non si può non citare un certo "Neon Genesis Evangelion", nel quale numerosi "esperti" poco informati - e dunque ben poco esperti - hanno voluto vedere nell'inserimento di elementi cabalistici e religiosi un lampo di genio e originalità dell'autore - così come, senza neppure conoscere Shigeru Mizuki, hanno celebrato Miyazaki e Takahata per la loro creatività in "Pompoko" o "La città incantata". Infine, Asamiya, con "Silent Möbius", è stato l'autore che ha imposto un termine che è ora sulla bocca di tutti, ma che fino ad allora non esisteva: "mediamix". Trasporre i personaggi dei manga in decine di prodotti commerciali era già in uso dagli anni '30 con personaggi come "Shochan" e "Norakuro"; poi Go Nagai traspose questo concetto nella sua forma attuale attraverso "Mazinger Z" e i suoi altri robot. Ma fu Asamiya il primo a concepire il mediamix come uno sviluppo multimediale di un personaggio - dalla musica al cinema, dalle figures ai gadgets - che nasceva non più dalla sala riunioni di un produttore di giocattoli o di una casa discografica, ma direttamente dall'autore stesso. Il manga e l'animazione come sono oggi devono dunque molto a Kia Asamiya e a "Silent Möbius", nel bene e nel male. Perché allora la diffusione di quest'opera fuori dal Giappone ha sempre conosciuto un destino sfortunato? Innanzitutto è necessario citare il fatto che la stragrande maggioranza delle edizioni occidentali si è basata su una pessima traduzione inglese, pubblicata all'inizio degli anni '90 negli Stati Uniti. Brutte traduzioni che si basavano su una traduzione già pessima (e errata) in sè hanno dunque fatto di "Silent Möbius" un fumetto dai contenuti a dir poco ostici per chiunque lo leggesse nelle sue edizioni europee: ennesimo caso di manga dal dialogo molto lineare in giapponese che diventa una sorta di campo minato per i lettori delle sue versioni straniere. Poi, l'edizione americana - e di conseguenza quelle europee da essa derivate - subì un'improvvisa interruzione quando al povero Asamiya capitò di vedere in una libreria di Ikebukuro che importava manga dagli Stati Uniti, una versione inglese che lui non aveva licenziato. Risultato: saltò la testa del giapponesino che aveva pubblicato l'edizione incriminata, ma per un lungo periodo i rapporti tra l'autore e la casa nippoamericana che editava "Silent Möbius" restarono a dir poco gelidi. Quando il clima tra le due coste del Pacifico sembrò migliorare, scoppiò il tifone, questa volta in casa Kadokawa, editore giapponese di Asamiya: in una lotta fratricida per il controllo del gruppo, uno dei fratelli Kadokawa venne silurato in malo modo e tutto il suo team, che curava la gestione per l'estero dei diritti dell'editore, lo seguì per fondare un'altra casa editrice; quando la situazione sembrò tornare sotto controllo, l'allora presidente di Kadokawa venne arrestato per possesso di stupefacenti e frode contabile. Dopo altri mesi di caos, finalmente il licensing del gruppo sembrò indirizzarsi verso una nuova strada con l'arrivo del figlio dell'ex-presidente, reduce da studi internazionali; senonché anche lui finì sotto processo per importuni a sfondo sessuale nei confronti di un suo dipendente, lasciando l'azienda proprio nelle mani di quello zio "ex-defenestrato".C'era una volta "Silent Möbius". Una volta, e anche due. O ancora di più. Pochi manga sono stati tanto bistrattati in occidente quanto questo, opera più rappresentativa di Kia Asamiya e, soprattutto, pietra miliare che ha cambiato per sempre il modo in cui i manga sono stati concepiti e disegnati. È stato il primo fumetto a proporre come protagonista un team composto totalmente di donne, creando la formula che poi sarebbe stata ripresa da "Sailor Moon", nonché da un'infinità di altri manga, anime e, perché no, "girl bands": prendi una bruna, una bionda, una sexy, una ochetta, una dominatrice, una sottomessa, una piatta, una formosa, e avrai un gruppo di eroine che sapranno accontentare tutti i gusti del pubblico maschile. Un concetto che ora sembra scontato ma che, se ci pensiamo, prima di "Silent Möbius" non avevamo mai visto. È stato poi il primo a imporre un animatore come disegnatore di manga, con tutto ciò che questo ha comportato in termini di stile grafico: vi ricordate le linee spezzate e ineguali dei manga fino agli anni '80? Le ritrovate anche in autori che al tempo venivano definiti "innovativi" come Rumiko Takahashi o Ryoichi Ikegami; ma non in Asamiya, né nei manga che si imposero a partire dagli anni '90. È stato lui a portare nei fumetti giapponesi la linea uniforme e continua tipica degli anime, così come da questi ha "importato" anche l'uso massiccio dei retini, concepiti come surrogati delle ombre e dei colori nei cartoni animati. È stato il primo a imporre nel manga il genere cyberpunk: se Masamune Shirow ne viene difatti considerato il "padre spirituale" col suo "Appleseed" del 1985, Asamiya è senza dubbio colui che nel 1988, con "Silent Möbius", ne ha fatto un genere ampiamente riconosciuto dal pubblico; non dimentichiamo infatti che la fama di Shirow è nata all'estero prima che in patria e che i lettori giapponesi hanno cominciato a conoscere questo autore solo dopo l'uscita di "Ghost in the Shell", nell'89. Asamiya è stato poi il primo a creare un amalgama che è diventato poi un punto di riferimento di molti manga e anime degli anni seguenti, cioè la mescolanza di elementi dell'esoterismo (in particolare la cabala e l'onmyodo) alla fantascienza. Non ci vuole molto a farsi un'idea dell'incredibile numero di autori che da "Silent Möbius" hanno voluto riprendere questo tema: potremmo tornare a citare Masamune Shirow con il suo "Orion" del 1991, oppure, per stare vicini anche "geograficamente" ad Asamiya, un gruppo di fanzinare che, dal loro miniappartamento poco lontano dal suo studio, si divertivano a disegnare spin-off di "Devilman" pubblicati in costosissimi - e limitatissimi - volumi, ma che di lì a poco avrebbero conosciuto la fama internazionale grazie a un mix di fantascienza e occultismo: le CLAMP con il loro "Tokyo Babylon" del 1990 e il successivo "X" del 1992. E, soprattutto, non si può non citare un certo "Neon Genesis Evangelion", nel quale numerosi "esperti" poco informati - e dunque ben poco esperti - hanno voluto vedere nell'inserimento di elementi cabalistici e religiosi un lampo di genio e originalità dell'autore - così come, senza neppure conoscere Shigeru Mizuki, hanno celebrato Miyazaki e Takahata per la loro creatività in "Pompoko" o "La città incantata". Infine, Asamiya, con "Silent Möbius", è stato l'autore che ha imposto un termine che è ora sulla bocca di tutti, ma che fino ad allora non esisteva: "mediamix". Trasporre i personaggi dei manga in decine di prodotti commerciali era già in uso dagli anni '30 con personaggi come "Shochan" e "Norakuro"; poi Go Nagai traspose questo concetto nella sua forma attuale attraverso "Mazinger Z" e i suoi altri robot. Ma fu Asamiya il primo a concepire il mediamix come uno sviluppo multimediale di un personaggio - dalla musica al cinema, dalle figures ai gadgets - che nasceva non più dalla sala riunioni di un produttore di giocattoli o di una casa discografica, ma direttamente dall'autore stesso. Il manga e l'animazione come sono oggi devono dunque molto a Kia Asamiya e a "Silent Möbius", nel bene e nel male. Perché allora la diffusione di quest'opera fuori dal Giappone ha sempre conosciuto un destino sfortunato? Innanzitutto è necessario citare il fatto che la stragrande maggioranza delle edizioni occidentali si è basata su una pessima traduzione inglese, pubblicata all'inizio degli anni '90 negli Stati Uniti. Brutte traduzioni che si basavano su una traduzione già pessima (e errata) in sè hanno dunque fatto di "Silent Möbius" un fumetto dai contenuti a dir poco ostici per chiunque lo leggesse nelle sue edizioni europee: ennesimo caso di manga dal dialogo molto lineare in giapponese che diventa una sorta di campo minato per i lettori delle sue versioni straniere. Poi, l'edizione americana - e di conseguenza quelle europee da essa derivate - subì un'improvvisa interruzione quando al povero Asamiya capitò di vedere in una libreria di Ikebukuro che importava manga dagli Stati Uniti, una versione inglese che lui non aveva licenziato. Risultato: saltò la testa del giapponesino che aveva pubblicato l'edizione incriminata, ma per un lungo periodo i rapporti tra l'autore e la casa nippoamericana che editava "Silent Möbius" restarono a dir poco gelidi. Quando il clima tra le due coste del Pacifico sembrò migliorare, scoppiò il tifone, questa volta in casa Kadokawa, editore giapponese di Asamiya: in una lotta fratricida per il controllo del gruppo, uno dei fratelli Kadokawa venne silurato in malo modo e tutto il suo team, che curava la gestione per l'estero dei diritti dell'editore, lo seguì per fondare un'altra casa editrice; quando la situazione sembrò tornare sotto controllo, l'allora presidente di Kadokawa venne arrestato per possesso di stupefacenti e frode contabile. Dopo altri mesi di caos, finalmente il licensing del gruppo sembrò indirizzarsi verso una nuova strada con l'arrivo del figlio dell'ex-presidente, reduce da studi internazionali; senonché anche lui finì sotto processo per importuni a sfondo sessuale nei confronti di un suo dipendente, lasciando l'azienda proprio nelle mani di quello zio "ex-defenestrato". Nel frattempo, Asamiya, forte della fama di "Silent Möbius", pensò bene di affidarsi ad altri editori ben più stabili, come Kodansha (per la quale disegnò "Compiler" e "Assembler OX"), Shueisha ("Steam Detective") e Shogakkan ("Collector Yui"). Diventato l'idolo degli artisti di mezzo mondo, venne inoltre chiamato a disegnare storie per "Batman" e "Guerre Stellari". È in questo momento che decise di abbandonare in toto l'editore Kadokawa per riprendere "Silent Möbius", completarlo e portarlo all'editore Tokuma, che ne ha curato un'edizione a merito chiamata "Complete Edition". Oggi, siamo felici di proporvi proprio questa "Complete Edition", che comprende non solo "Silent Möbius", ma anche "Silent Möbius Tales" e "Möbius Klein", due opere inizialmente separate, ma che ora trovano in questa edizione un nesso comune nell'andamento ciclico della storia originale. Ritroverete quindi le avventure di Katsumi, Kiddy, Lebia, Rally, Yuki e Nami in una collezione di quindici volumi, per la prima volta unite in un corpus unico, e accompagnate non solo dalla riproduzione a colori di tutte le tavole, i disegni e le illustrazioni curate finora dall'autore, ma anche da un ricco apparato di informazioni, commenti dell'autore, interviste e note critiche preparate appositamente per questa edizione italiana, al fine di permettervi di risalire a tutte le numerosissime citazioni che finora sono state ignorate da gran parte di pubblico e critica. Un nuovo appuntamento da non perdere, in arrivo fra poche settimane!! http://www.d-world.jp/dv/index.php per una qualche ragione la notizia non è stata revisionata ma ci sta il lato positivo e cioè che così si gode due volte leggendo solo una volta
  4. Roger

    D/Visual:Cross the line

    notizie fresche fresche di giornata: Una sorpresa da Yu Aida per i fan di "Gunslinger Girl"! Yu Aida, l'autore di "Gunslinger Girl", ha voluto fare una graditissima sorpresa a tutti i suoi fan: il decimo volume, originariamente previsto per l'inverno avanzato, arrivera' invece nei negozi giapponesi con un sorprendente anticipo, il 27 ottobre! Non solo: la prima stampa dell'edizione giapponese, in numero limitato, avra' abbinata una miniraccolta di illustrazioni originali dell'autore, organizzate come una "Guida turistica all'Italia"!! Da parte nostra non possiamo che gioire a questa notizia, che ci consentira' di proporre anche al pubblico italiano il nuovo volume di questo gioiello del manga contemporaneo molto prima del previsto! Stay tuned per ulteriori informazioni!! quella su silent mobius merita un topic a parte
  5. Roger

    gundam daboru o

    mi sa che è una questione di genetica. comunque sto ancora aspettando il ritorno del Bastardo >:(
  6. Roger

    Bakumatsu

    imo è una bella serie, curatissima da tutti i punti di vista. il teatro ha un ruolo importantissimo ed è geniale come è stato inserito nell' anime. un po' meno i bordelli, ma anche questi sono serviti alla sceneggiatura. mi sono fatto due 00 quando la voce fuori campo si dilungava negli avvenimenti storici realmente accaduti, però è una questione di gusti... a momenti mi vedevo 4-5 eps al colpo, altre non riuscivo a vederne più di uno.
  7. Roger

    JCVD

    Quote Steven Seagal lo nominano proprio nel trailer
  8. Roger

    Tytania

    bellino anche il secondo. peccato però che la lipton non sponsorizza l' anime.
  9. Roger

    L'ORRORE! L'ORRORE!

    sì è italiano. però non si può spostare picchè... sabato 18 ottobre: http://capitan-barikko.blogspot.com/
  10. Roger

    Code Geass

    non fatelo, lì non ci stanno trollate
  11. Roger

    Linebarrels of Iron

    non ha i poteri gnutaip?
  12. Roger

    Che cosa avete letto oggi?

    a me invece batman anno 2 è piaciucchiato proprio perchè ci sta un bruce "folle" e motivato, se così si può definire, da eccessi di sentimentalismo oggi mi leggo il decimo volume planeta della collezione, e se mi avanza tempo iron man e i putenti vendicatori 7...
  13. Quote Per i gadget più che il robot mi sembra che in giro ci siano gadget di Maria e Hikaru con qualcosa di Duke,il Grendizer non mi pare riprodotto quanto lo Z anche qui però non sono ferratissimo. queste dovrebbero essere le ultime uscite, anche se il secondo in un certo senso è una ristampa: http://www.hlj.com/product/ZAC82117 http://www.hlj.com/product/ZEN84000 purtroppo i portachiavi banpresto non li fanno più
  14. Quote in Giappone non mi pare se lo filino poi molto. l' impressione che ho è che forse non lo considerano molto come opera a sè stante, ma è fondamentale come parte del trilogia z-great-gren. del resto la produzione di gadget e modellini del soggetto è sempre florida, e nei vari srw la sua presenza è quasi fissa. a confronto, altri super robottoni non hanno proprio retto allo scorrere del tempo sebbene ultimamente si stia assistendo ad un loro ripescaggio. Quote il mio era un discorso generico: va bene goderci e esaltarci per i remake, ma le serie da cui nascono hanno comunque la loro valenza storica e la loro godibilità ancora oggi! per quel che mi riguarda come "fattore godibilità" considero anche il valore artistico, e goldrake si ritrova dei disegni e delle animazioni ancora oggi validissime. e non è che queste cambiano a seconda che ci stia un doppiaggio o un altro. in ogni caso basta con sto goldrake! è una guerra a tutto campo dove la neutralità non è permessa, anzi deve soccombere assieme ai puristi!
  15. Roger

    Casshern Sins

    Quote Quote il tizo blu che deve ancora apparire e' Dio Diciamo che Dio e' Apollon e che Leda e' Artemis? ::) non ditelo
  16. sì no cioè bo e ok... il notebook lo devo pigliare mi, il mini la compagna per fare traduzioni e navigare in rete.
  17. Quote Guerre mascherate? Dubbissima natura e coerena? Roger, non rigiriamo la frittata come tuo solito per favore. Qui sono anni che noi con GRANDISSIMA COERENZA ci battiamo per le stesse cose. Sempre quelle. Sempre le stesse. E continueremo a far sentire a gran voce i nostri giusti diritti, finchè qualcuno non si deciderà ad ascoltarci. Ma è chiara sta cosa O NOOO??? uhm, guarda. ci è voluto veramente poco a smontare tutta questa messa in scena che tiri avanti e che da quando è iniziata, si parla di MESI, non produce alcun risultato a vostro favore. vedi tu se ti conviene andare avanti o darci un taglio. ma una cosa, indipendentemente da te o da me, sei obbligato a farla: non disturbare. Quote E poi, per finire... Anamì, mi stai molto deludendo... anamì sei stato nominato.
  18. Roger

    Michiko & Hatchin

    effettivamente ci sta un buco narrativo non da poco... ma forse è voluto, o almeno ho avuto questa impressione. ci sono buone basi per un anime interessante e tecnicamente questo primo ep gioca bene le su carte in fatto di regia, animazione, caratterizzazioni grafiche, musiche; però mi devono "umanizzare" la figona barbie rambizzata col salvagente al posto delle labbra, o non se ne fa nulla. tatuaggio misterioso, altro che mamma
  19. Roger

    Iron Man III

    Quote (Guardate che il mandarino c'era gia' nel film, anche se senza anelli o simili, fate mente locale ad un certo 'cattivone' comunque medio/orientale ) non è cinese anche se in effetti il ruolo corrisponde a metà (forse la cosa è proprio voluta, chissà). tuttavia il morto potrebbe funzionare come "fratello" del vero mandarino per un sequel. ho visto stanotte il primo film qualcuno mi spiega bene quella storia di samuel jackson/nick fury dopo i credits?
  20. Roger

    Detroit Metal City

    credevo che un episodio durasse 5-6 minuti, ma vengono rilasciati in coppia
  21. Roger

    Casshern Sins

    Quote visto il 3. continua a essere ottimo, e Yamauchi mostra la sua bravua in un episodio praticamente senza azione. ringraziamo la lucertola corazzata per quel minuto di suspance! molto bella l' idea di come è stato sistemato il rapporto tra casshern a friender. però è strano...
  22. di dell non mi fido abbastanza vero è che te li puoi configurare, però rischi di mettere su un modello che non sai se in realtà è presente, con la medesima dotazione, in offerta... e ovviamente non te lo dicono. per quel che riguarda i prezzi, vedo che chl è interessante e soprattutto fornisce molte specifiche tecniche. per il monitor, mi limiterò ai 15 pollici
  23. Roger

    Detroit Metal City

    non so se è normale, ma l’ anime imo è un capolavoro (e spero che qualcuno lo editi ). se mi dite che il manga è pure meglio, non potrò farne a meno sarà che sono brevi, ma ogni oav è un momento di sano divertimento
  24. infatti le guerre mascherate, di dubbissima natura e coerenza, non permetteranno certo ai clienti di essere soddisfatti.
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