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Giorni Vinti
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Ancora abbagliato dalla tua sensatezza, e sempre grado per la considerazione che mi rivolgi, purtroppo non posso che dire che non conosco nulla di quest'opera. Solo, una piccola ricerca. Kotetsujin Jeeg è del 2007. Il doppiatore originale del protagonista, Ono Daisuke, al tempo aveva 29 anni. Il doppiatore italiano, Msssimo Triggiani, ha copertro il ruolo a 39 anni. Obiettivamente, non penso che su un ruolo maschile, per di più sensibilmente già più giovane del doppiatore originale, aggiungere dieci anni d'età sull'interprete possa essere sensato. Il principale ruolo femminile in giapponese era invece coperto da Ueda Kana, venitisettenne all'epoca. La nostra Loretta Di Pisa ha coperto lo stesso ruolo all'età di quarant'anni. Su questi dati fattuali non credo si necessiti di ulteriore commento, purtroppo.
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Parla per te! Io ho la mia buona quantità di problemi. Non me ne vanto e non mi ci vittimizzo e non mi sento figo a non fare né l'uno né l'altro. E' solo la banalità dell'umano, con variazioni stilistiche, no? A ciascuno il suo, dicevo - senza escludermi di certo.
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[Ps4] King of Fighters XIV
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione L'arena videoludica
Beh, stanno pian pian pubblicando dei filmati di demo dedicati a ciascuna squadra. -
Mi rendo conto che ciascuno hai i propri problemi.
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Dici che causerebbe una lacrima nella fabbrica dello spazio-tempo, eh?
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Ommadonna, che citazione agghiacciante.
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Hai proprio ragione. Il mercato OVA nacque proprio così, dal quel grande 'grasso che colava' in Giappone, alla fine della 'economia a rapida crescita'. C'era stato l'anime boom, c'erano da poco i VHS, c'erano i soldi per pensare a un mercato simile, per produrre e consumare questo tipo di intrattenimento quanto più autoreferenziale e vacuo, che iniziava a essere fatto da una generazione postmoderna 'per i propri simili'. Il che a pensarci già implicita tutta una certa vacuità di base, che del resto aveva già influenzato -o meglio "infestato"-la produzione mainstream hollywoodiana coeva. Il che non toglie che anche in questo panorama -dico quello degli OVA- si siano generati, ovvero siano stati creati, taluni piccoli capolavori (in un comparto, o in un altro), e anche rari capolavori assoluti - secondo me. :-) ADDENDUM: https://www.youtube.com/watch?v=cCSH4IA_Gq0 Proverò a vederlo. :-) Certo il tratto di Kanada Yoshinori è proprio unico. Anzi, se devo dire cosa mi ricorda, alla fine mi ricorda un po' qualcosa di Akai Takami. Infatti certe scene 'di inseguimento' mi vanno pensare al DAICONIII (manco al IV, dico al III). Ma potrebbe essere solo una blanda suggestione.
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Sempre di Cronenberg. Uscito in Italia con il titolo di "La covata malefica". L'ho trovato infinitamente superiore a Scanners. Ovvero, Scanners l'ho trovato ridicolo, proprio "niente da salvare". In The Brood ho trovato qualche contenuto, qualche spunto. Si vede l'eredità dell'epoca statunitense dell'entusiasmo psicanalitico sperimentale. Ma la base è sempre la psicanalisi più classica, le forme di manifestazione somatica della nevrosi - per dirla proprio con Freud. Il tutto intessuto un po' nei rapporti familiari. La parte più interessante è la rivelazione del trauma infantile della moglie/madre che genera "la covata". Oh, niente di che. Ma non fa proprio rimpiangere il tempo usato per guardarlo.
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Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
topic ha risposto a Shito in una Taro nella sezione Anime & Manga
Che coincidenza. La mia imouto (<- patetica terminologia otaku per 'consorte/innamorata') è così interessata a Vittorini che a Luglio ce ne andiamo apposta a Siracusa con degli amici di Catania. La Casa di Verga a Catania, chiaramente, l'abbiamo già visitata. ^^ -
Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
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Più che altro, per me, è la semplice gioia di avere permesso alle persone attente e interessate, come mi sembri essere tu, di poter notare e capire. Di avere reso questo servizio alle persone che possono trarre un valore dalla visione delle cose su cui opero. Perché così e solo così, chi vuole capire può capire. Chi non vuole capire, tanto non capisce comunque. Quindi non c'è nulla da salvare, in questo ideale gruppo. No? :-) -
Questo invece mi fa pensare a una versione cittadina di Orange Road (che è comunque periferia) o ancora di più di Umi ga Kikoeru, che è frutto di un soggetto femminile. La vacuità degli Anni Ottanta. Senza aliene cornute, grosse tartarughe, realtà virtuali, computer, corpi artificiali e altre amenità. Solo il vuoto del benessere. Che anni di merda, mamma mia.
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Ah sì, che lei fa il bagno. No, ero arrivato anche fin lì. Continuavo a pensare a: Moebius (i tratteggi) Macross (l'atmosfera) Nausicaa (l'ambientazione, ma ho già detto Moebius) Laputa (il robot gentile con l'animaletto) ma era tutto così mal combinato che blah. Soprattutto pensavo: mamma mia quanti soldi da buttare negli Ottanta, per produrre cazzate simili. XD
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Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
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I trailer tra l'altro sono tutti sottotitolati MOLTO precisamente sul BD italiano. E sì, quel trailer rende PERFETTAMENTE l'atmosfera intesa del film. Che si intitolava, infatti: LA SPARIZIONE DI CHIHIRO E SEN (anche il titolo è inquietante - bambine che spariscono...) Curiosità: nel trailer Chihiro uscita dall'altra parte del tunnel dice: "Konna toko ni machi ga aru?" Traduzione: "C'è una città in un posto simile?" Ma sono battute 'temporanee' - forse di provino (giapponese). Nel film, Chihiro lì dice: "Konna toko ni ie ga aru?" Traduzione: "Ci sono case in un posto simile?" Evidentemente si resero conto che forse 'machi' (città/quartiere) era eccessivo per l'insediamento del caso, che è stato quindi riferito solo come 'case'. :-) Per la cronaca, nel DOPPIAGGIO italiano del film, Chihiro dice: "Ci sono delle case in un posto simile?" Nel sottotitolaggio del trailer dice: "C'è una città in un posto simile?" Per la serie: che la precisione nei testi non conta nulla, eh? Sì, sto facendo il fighetto. Me la sto tirando. Perché so quello che dico, e amo ciò di cui parlo. :-P -
Del resto Goldrake si pronuncia, come tutti sanno, gòldreich. Che è un bel passo avanti rispetto a Mandrake pronunciato mandràche invece di màndreich, no? E Jeeg di pronuncia gììg, persino. Sono cose inaccettabili. Rivoluzione!
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Io non sono riuscito ad andare oltre a quando si vedono gli occhi della tizia, o giù di lì...
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quanto adoro le illustrazioni di questo "tipo"... sarebbe bello se ci fossero anche nell'eventuale box italiano, come fatto per quello di zambot 3. i box giapponesi sono due e se non ho visto male sono compresi due booklet ed un disco bonus, quindi in totale 14 dvd. troppa roba. In effetti l'illustrazione è veramente bella. Scusate se sono stupido, ma non ho capito che problema ci sia nel fatto che un nome proprio si scriva 'Reideen'' e si pronunci raidììn. Microsoft si pronuncia maicrosoft. Fight si pronuncia fait. Poi? Boh.
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Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
topic ha risposto a Shito in una Taro nella sezione Anime & Manga
Come lo si potrebbe definire altro che inquietante? Credo fosse proprio l'intento del regista. -
Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
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Concordo che sia un film bello, onesto e con un bel contenuto. :-) Degli spunti di lettura che avevo scritto altrove. C'è un chiaro, chiarissimo messaggio del film. Tutto gira intorno a Haru, che vediamo subito non riuscire a stare dietro al suo tempo, al tempo delle sue giornate. Si sveglia tardi, tutto di corsa, arriva tardi a scuola e viene umiliata. Le piace un ragazzo ma non si dichiara neppure. Insomma, capiamo che Haru si sente "sfigata", viva abulica e non riesce a "vivere il proprio tempo". Così si lascia tentare dall'idea del "Paese dei Balocchi" che è "Il Paese dei Gatti" - un posto dove non si fa nulla, dove il tempo è fermo nel vacuo perder tempo dei felini. Natoru ne millanta l'indolente fascino: non si fa altro che mangiare e pisolare. Il sole non ci tramonta mai. Muta dice proprio che è un posto in cui va chi non riesce a vivere il proprio tempo. Per contro, Baron ripete sempre ah Haru: "devi vivere il tuo proprio tempo!". Questo è il tema classico della favola di "Urashima Tarou": perdere il tempo della propria vita sedotti dalla comodità del sollazzo. In quel caso tutto partiva dall'aver salvato una tartaruga invece di un gatto. E qui, persino il titolo del film riprende un leitmotif delle favole classiche giapponesi, come "Tsuru no Ongaeshi" (La ricompensa della gru). Tuttavia, benché l'impianto sia quello di una fiaba classica (tentazione->caduta->redenzione), Haru è un elemento realisticamente contemporaneo: una ragazzina tutt'altro che assertiva. Essere trascinati dagli eventi, non tanto perché si dice "sì", ma perché non si dice fermamente "no", è un topos d'oggidì forse universale, ma ancor più marcato nella società giapponese. Infatti nella sua semplicità Haru è buona e brava da principio. Quello che le manca, e che l'avventura di cui è "vittima degli eventi per titubanza" le donerà, è la sicurezza, la fermezza per prendere in mano le redini della sua vita, ovvero la capacità di vivere attivamente il proprio tempo. C'è un momento molto chiaro nel film: quando il Re Gatto si propone direttamente a Haru, lei rifiuta con grande veemenza, mostrando una presa di parte netta e per lei inedita. Nota bene che questo è ciò che fa cambiare Muta, che si rivela e scende in campo: "è che a me piacciono, le ragazze che sono decise". Precedentemente, il buon cuore di Haru era stato sempre irriso e spregiato dal cinismo di Muta. E la stessa Haru titubava: "sarà stato un bene aver salvato un gatto?" Invece, di lì in poi Haru trova la conferma del sé, realizzando che proprio quegli atti erano quel "vivere il proprio tempo" di cui parlava Baron. Pensa alla riconferma del valore delle sue scelte che Haru compie mentre corre sulle scale: in questo film, la maturazione di Haru non è una scoperta, se ci pensi è una riconferma. In realtà il film è molto esplicito, sono tutte cose dette a chiare lettere, spesso più volte. Ma siccome Haru è una ragazzina di oggi, realistica, invece che ideale e idealizzata come le fanciulline di Miyasan, è forse facile perdersele nel sostrato di commedia. Alla fine delle sue avventure Haru capisce tutto (ancora: sulle scale della fuga), maturerà, troverà il coraggio di esprimersi (in caduta libera prima, dichiarandosi a Baron poi - a petto in fuori e viso aperto!) - alla fine è maturata, ha imparato ad alzarsi presto, a preparare la colazione, e contro la frivolezza adolescenziale della sua insignificante cotta è attirata dai passeggini che alludono alla maturazione femminile: la maternità. In ogni caso, questo film ha all'incirca lo stesso messaggio de "La sparizione di Chihiro e Sen", solo rivolto alle adolescenti e non alle bambine - e espresso con diversissimo stile, ridanciano invece che inquietante. -
Una grafica particolarissima che fa subito pensare a Moebius... ...mi pare davvero un anime sui generis, letteralmente. Chi lo conosce?
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Tipo quando, per dare un colpo al cerchio e uno alla botte, si sfascia tutto...
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Mamoru Oshii e i suoi mondi immaginari
topic ha risposto a Shito in una Lord Gara nella sezione Anime & Manga
Intanto mi sono ripassato tutto questo thread -un po' al volo- ed è stato figo farlo. :-) -
Grazie della stima. Riusciresti a postare degli spezzoni di originali e italiani? Non conosco il prodotto originale, quindi posso giudicare molto poco. I ragionamenti che ho sentito fare dai doppiatori all'incontro sono MOLTO validi. Sono sensati, sono giusti. La sensazione è che i doppiatori abbiano fatto un valido studio del personaggi, e l'abbiano condotto secondo delle logiche giuste, cercando di coglierne anche e soprattutto i punti di distonia, i punti di gli elementi contrastanti, senza liquidarli. Questo è lodevolissimo. Ammirevole. Sono colpito. Non posso permettermi di giudicare il risultato finale a tutto tondo, non lo conosco e non conosco il tuttotondo dell'originale. Quello che vedo è un lavoro. professionale fatto con scrupolo. Quello che posso dire, da direttore, è senz'altro che mi piacerebbe di avere occasione di lavorare con questi attori.
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Roger, credo tu abbia magnificamente toccato alcuni dei punti chiave della "bellezza" dell'animazione, e dell'animazione giapponese in particolare. Come dice Takahata, l'animazione è comunque surrealismo. Questa non è una pipa. E' un sottile equilibrio tra stilizzazione e realismo sia del disegno, sia del movimento. E' tutto lì, e non è che rotoscop 24fps costanti = il top. Perché *c'è* un fattore stilistico, che nasce dal dosaggio del realismo e simbolismo che porta al surrealismo. A me la florida animazione Disney non piace proprio, la trovo 'molle' e 'esagerata' nei movimenti, pagliaccesca. Mi irrita. Ma questi sono gusti personali. Di obiettivo c'e quanto prima, e grazie per l'ottimo intervento.
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Maturità, logica, senno. Grazie Roger, this is refreshing. Specie in giornate difficili. Segna che ti devo almeno un caffé chiccoso, alla prima.
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Certo! Si chiama Morisawa Yuu, non You! Eccheccavolo! è_é