-
Numero di post
14349 -
Iscritto dal
-
Giorni Vinti
365
Tipo di contenuto
Profili
Forum
Blogs
Gallery
Calendario
Tutti i contenuti di Shito
-
Seauton Graftà, aka il tutto, il nulla e la ciambella intorno
topic ha risposto a Shito in una Chocozell nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Potevi risparmiarla Perché mai, se è esattamente quello che penso e che ho inteso esprimere? I post di Weltschmerz sono davvero oro. Trovo bello e sinanco esistenzialmente consolate leggere i suoi ragionamenti, in forma e contenuto. Grazie davvero per postarli. Si capisce benissimo quello che esprimi, e dietro a quello si intravede una conoscenza piuttosto approfondita di certe cose. E' davvero splendido. A parte le critiche alla persona che ti ha mosso Vegeta, davvero dissennate (<- nota per i meno attenti, la flessione di genere e numero mostra che l'aggettivo si riferisce "alle critiche", non "al criticante". E. Dannatamente. Diverso.), per i semplici motivi con cui tu gli hai risposto, ci sono punti davvero meravigliosi nel tuo post, che non riesco a non citare. "L'indirizzo che hai riportato mi sembra autorevole solo per dimostrare che oggi pare sia di moda citare patologie a sproposito." Dio mio, quanto hai ragione. Salvo poi mettere tutto dentro il calderone del generico "disturbo di personalità" - ora che la "gamma dell'autismo" comincia ad anadare ancor meno di moda - e fare tana patologici tutti. Mamma mia, che paura, la tassonomia psichiatrica che fa strutturalismo delle personalità. Mi agghiaccia. Penso al povero Giovanni Gentile, alle ragioni per cui intenzionalmente escluse la psicologia da qualsiasi programma d'istruzione media superiore, e mi intristisco. Poi visualizzo un ideale libro statunitense intitolato "Human behaviours - for dummies". E mi spavento. Io che alle scuole medie andavo a studiare sociologia dell'età adolescenziale in biblioteca, e poi la mattina dopo a scuola mi pareva di stare in una gabbia di scimmiette. E no, non avevo letto "La scimmia nuda". Alla fine la società sta rispondendo alla tendenza di narcisismo di autocommiserazione, vittimizzazione che impera. Tanto è egocentrismo, no? E così si va. Una vittima è comunque speciale, e un protagonista! Oh, Justine! Quant'ebbe a invidiarti tua sorella nel pigmento duraturo! Tant'è che tu giustamente scrivevi: "Infatti da me questo film avrà sempre un plauso per il suo essere in controtendenza rispetto all'ideale di edonismo dilagante nella cultura di massa." Sì, sì, assolutamente e mille volte sì. Il problema è che questo film, che può essere rivolto o a un pubblico infantile reale (come Riley), o a un pubblico di bambinoni, ovvero di persone anagraficamente adulte che non hanno ancora psicologicamente maturato alcuna adultità (come Joy, o le finte madri-sorellone immaginate da maschi infantili fuori tempo massimo) - va a fare breccia nella società dei secondi, dei bambinoni, che a volte hanno anche già proliferato. Quindi bambinoni con bambini. Questo è il mondo in cui viviamo. E questo spiega anche il successo di un film come questo, certamente bello e valido in molti modi, ma ritenuto sconvolgente ed epifanico da un mondo di finti adulti che consuma regolarmente finzione infantile incartata per i finti adulti, dai comic-movies a Star Wars a quel che si voglia. Voglio dire, tu scrivi una cosa chiara, limpida, e bella come questa: "Il problema di Riley mi pare del tutto afferente dei fattori endogeni che risultano inadeguati alle sue aspettative (dissonanza tra realtà ideale e realtà percepita). Cioè fondamentalmente sta apprendendo che la realtà esterna non risponde sempre ai suoi desideri e che bisogna accettare dei compromessi per vivere (il che provoca quella frustrazione a cui lei non sa reagire se non schermandosi in se stessa: comportamento disadattivo di cui lei è diretta responsabile, perché si rifiuta di affrontare la situazione). A suo modo è un lutto, certo, e lei lo supera pienamente nel finale. Come è fisiologico, ripeto: non ci sono deragliamenti, procede tutto molto ordinariamente. Del resto, a prescindere da come lo percepisca, il suo è un dramma tutto sommato piuttosto relativo: resta comunque sempre sotto la tutela di due genitori amorevoli che la sostengono (che penso sia tutt'altro che scontato)." Che è davvero tutto, tutto quanto, e che rispostucole ricevi? E' imbarazzante. Piuttosto infatti io dicevo che in una società di famiglie molto, molto più atipiche di quella di Riley, che di atipico non hannulla, è anzi idiliiaca, questo film potrebbe essere sottilmente traumatizzante per molti piccini veri, nell'impotenza di agire sul loro contesto familiare - come si capisce. Ancora: "Credo che si dovrebbe guardare al contenuto, più che alla forma. E, come dicevo, a prescindere dalla forma (abbastanza compiuta in Inside Out, non l'ho mai messo in dubbio), ciò che lo spettatore ricava dalla visione del film è il ritratto rassicurante di un dramma dall'esito positivo. Che di per sé non è un problema, ma è un apologo che descrive la situazione ottimale da vivere nella realtà (la quale conta casi di difficile risoluzione), e non così spesso è quella che si incontra nella vita delle persone." Ovviamente qui intendevi 'lo spettatore adulto', chiaro. Il pubblico ideale di questo film sarebbero i figli preadolescenti di famiglie solide. Tipo, dai nove a tredici anni - che è un'età critica. Per i maschi si può estendere anche fino ai quindici, forse, per le femmine anticipare ai sette. Quell'età in cui si inizierebbe a introiettare il mondo, e a rendersi conto che non gira secondo le proprie volontà, perché "il mondo" e "il proprio mondo" sono enti distinti. E quindi si possono avere microtraumi e "fare i capricci", come Riley. E anche questi microtraumi vanno elaborati positivamente, e questo il film lo mostra benone. Mi viene da pensare sai cosa, carissimo? Che questo film sarebbe stato ottimo per un sacco di persone "adulte" che lo osannano ora, SE L'AVESSERO VISTO E CAPITO DA BAMBINI. Ma ora è troppo tardi. :-( Chocozell, davvero, la tua risposta è realmente imbarazzante. Nota bene: LA TUA RISPOSTA, non TU. La tua risposta l'ho letta e la giudico per quel che è, mente tu sei una persona che io non conosco e non posso giudicare. Ti torna? Te lo specifico perché nella tua risposta sembri non saper distinguere, o cogliere, questa fondamentale differenza. Il che conducendo alla tua risposta tutta storta al punto da essere davvero imbarazzante. Dico imbarazzante per me che leggo, eh. Figurati. Hai mischiato tutto e non hai capito niente. Eppure si capiva tutto, e limpidamente. Credo non ci fosse un modo più chiaro per esprimere le cose che sono state espresse. Weltschmerz ha continuato a lodare il film per il suo valore reale. E ha soltanto detto che la finzione infantile, fruita da un adulto (reale, mentalmente maturato), è sterile. Certo che è sterile, per un adulto, guardare l'Uomo Ragno e Guerre Stellari. Bisogna anche dirtelo? Alla MEGLIO è escapismo vacuo. Credi che un adulto abbia bisogno di capire che "dal potere nasce la responsabilità?". E quando guardi un neonato inerme cosa capisci, secondo te? Hai bisogno dell'Uomo Ragno e degli one-liner di un supereroe per realizzare la vita? Hai bisogno della finzione fantastica per capire il reale? Allora è finita. -
La scelta di Saint per sacro guerriero, tutta la verità (forse..)
topic ha risposto a Shito in una Kobayashi nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Beh sì, più rigorosamente "paladino" sarebbe 聖騎士 (seikishi), cioè 'cavaliere santo'. Difatti la parola 騎士 porta con se tutta l'estetica medioevale, spade e scudo (ed eventualmente cavallo, già che il primo kanji nel composto in effetti allude proprio a quello), insomma e cosa da templari, Re Artù, quell'immaginario lì. Quindi 聖騎士 sarebbe 'cavaliere santo', o 'paladino' in senso assoluto. Ma in Saint Seiya si parla di Antica Grecia, è un altro contesto, e la gente si picchia con le mani, tipo boxe. Quindi in logica giapponese che fai? Cambi un kanji arbitrariamente e fai quello che noi diremmo un "neologismo assonante". Quindi invece di 騎士 (usi 闘士 -che è più generico- significa guerriero combattente) e fai 聖闘士. Tra l'altro, 闘士 significa anche "paladino dei", in senso (2). Tipo potremmo dire che Tiger Mask è il paladino dei bimbi (子供の闘士). E non c'è neppure il kanji di 'santo', no, perché in quel senso 闘士 significa 'colui che combatte per, che lo rappresenta in combattimento'. In questo senso, si usa anche il significato (2) di 'Campione'. Poi quando si traduce un neologismo come 聖闘士, ci sono varie strade. 1) si opta per un termine polilessemico per non perdere nulla: sacro guerriero. 2) si opta per inventarsi un neologismo. Lo feci, ad esempio, con 新造人間 (shinzouningen) derivato da 人造人間 (jinzouningen), e coniai 'neoroide'. 3) si predilige il contenuto lessemico di una parte del neologismo originale. Così è se traducessimo 聖闘士 come 'paladino'. E' un'approssimazione, la cui semantica va valutata nella lingua d'arrivo. Personalmente non trovo molto opportuno l'uso di 'chierico' perché si tratta di una parola più specifica, che non ha significati nati da usi già metaforici (come invece 'paladino' ha), e rimanda all'idea di ordini religiosi in senso cristiano, cosa molto fuori tema. Inoltre, credo che un 'chierico' sia proprio un appartenente a un ordine monastico/religioso, non già soltanto una persona che si è "votata" a una divinità, o una causa. Chissà se sono, ancora una volta, riuscito a spiegarmi. -
[Ps4] King of Fighters XIV
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione L'arena videoludica
Le cose interessanti sono quelle che dicono gli sviluppatori, per me. -
Poi si agganciano per farne uno grosso, come certi set dei Transformers?
-
La scelta di Saint per sacro guerriero, tutta la verità (forse..)
topic ha risposto a Shito in una Kobayashi nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Io avevo fatto un po' di indagini. E seitoshi mi risultava quello che nel nostro lemmario fantasy si dice 'paladino' -quindi non un paladino di qualcosa o qualcuno, ma proprio il 'paladino' in senso assoluto, guerriero legale buono - quasi un chierico combattente. Credo anzi che più che 'sacro guerriero', l'idea è quello di guerriero santo - dico con seitoshi. Da cui, in inglese broken, saint? -
Sì, di mio io sono un amante dell'arabica. Perché in realtà non amerei il caffè per come si intende il caffè italiano. Quindi non amo le miscele con la robusta. Ma il Roma, anche se non lo uso mai, nel genere mi era parso più che discreto. Se non disdegni le arabiche, prova anche quelle miscele che ti suggerivo. Ovviamente, dovete perdonarmi. E' sempre la mia fottuta mentalità che quando qualcosa attira la mia attenzione, allora mi interesso un po', approfondisco un po'. Tipo indago la storia della ditta, dei brevetti, della logica produttiva. Dei modi gustativi, in questo caso. Sono quel tipo di otaku in quasi ogni cosa che faccio. Tipo potrei raccontarvi tutta la storia del Thermomix (da no, Bimby), l'elettrodomestico della Vorwerk, e le sue funzionalità e cose, perché sono sempre come un bambino che si appassiona e scava. Il che risulta, ovviamente, in un atteggiamento sgradevole quando non odioso col prossimo. Always my bad, seriously. ^^;
-
In realtà, "al nostro livello", qui c'è davvero poco - SPERO. Perché se già in Finding Nemo la lezione ai genitori di "la sovraprotezione di un figlio fa danno, non è possibile vivere sotto a una campana di vetro per stare al sicuro" era banale, qui la semplice lezione di "i bambini vivono i loro traumi, la tristezza e il pianto sono fisiologici, non demonizzabili, perché quello che conta è che non venga messa in dubbio la risoluzione del trauma nell'abbraccio familiare", beh - è come dire che l'acqua bagna, il sole e caldo e cose così. Intendo dire che se siamo DAVVERO arrivati a doverci ricordare di cose tanto basiche è davvero finita, no? (Per chi non ricorda: avete presente Ninamon risolta che riesce nel salto in alto? Ecco. Marquis of Carabas, signori. Sovvertito. Il Gatto con gli Stivali è un pessimo, pessimo educatore.) Volevo dire insomma che questo film ha la stessa struttura di Finding Nemo. Non è un insulto. Finding Nemo è l'odissea di Marlin che impara che "una vita senza rischi per suo figlio" on è né buona, né pensabile. Inside Out è l'odissea di Joy che impara che "una vita senza tristezze" per la sua bimba non è né buona, né pensabile. Fin da principio (le primissime battute) Joy parla come la vera madre di Riley, con tutto il senso di possesso materno. La forma mentale è quella lì: quella di una psiche materna scritta da un uomo. Tipo le madri che fa Hosoda, per capirci. Non è un complimento.
-
Beh, come dicevo l'Indriya ha un carattere molto marcato: è odio o amore. Shuuji: credo che i cru che ti suggerivo siano davvero i migliori ad ampio spettro, tralasciando l'acquetta. ;-)
-
Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
Altra cosa che mi pare non detta è che con iOS10 si dovrebbero poter ottenere le raw degli scatti fotografici da iDevice. -
Il punto della girellarità infatti non è un certo attaccamento alla propria infanzia, ma l'attaccamento a quella tramite degli idoli che si dice di "amare", quando in realtà li si strumentalizza soltanto in un flashback proiettivo del tutto narcisistico. Un meccanismo in realtà tremendamente quanto miseramente umano.
-
Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
Eppure qui dicono che se poi le rivuoi le devi proprio riscaricare... https://support.apple.com/en-gb/HT204221 -
Tre post sopra di me ho trovato dell'oro. Di cui ringrazio.
-
Moe, lolicon, kawaii, apocalisse, denti storti delle ragazzine
topic ha risposto a Shito in una AkiraSakura nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Ora prova a risentire "Bad Apple!!" (col testo che adattai). "Io sono la mela marcia, non valgo nulla, sono pessima, mi lascio solo trascinare, meglio che non muova un dito. E' colpa mia, faccio schifo. Ma se apro gli occhi, che muoiano tutti" La vittimizzazione, l'autocommiserazione, è una forma ni narcisismo egocentrico infantile, no? La vittima è protagonista. Oh, Justine, oh Lolita. Così fragili, così pietose, così mortali. Warburg impazzì inseguendo l'idea della "ninfa". Che poi è l'idea della femminilità essa stessa. Salomé che danza d fronte a Erode per la testa di Giovanni, le ninfe che sbranano Orfeo che le rifiuta non dimentico di Euridice. La dama del melograno. La stasi e il movimento, omeostasi e transistasi, morte e vita. Permanenza e impermanenza. Asincronicità e sincronicità. Il tempo. Alice che cresce. Il segreto dei pigmenti duraturi. Il rifugio dell'arte. -
Moe, lolicon, kawaii, apocalisse, denti storti delle ragazzine
topic ha risposto a Shito in una AkiraSakura nella sezione La tesi dell'angelo crudele
La discussione si fa interessante, e chiedo scusa se al momento non ho le energie per tuffarmici come vorrei. :-/ Ho trovato il post di Final Vegeta molto vero, molto intenso. Si mischia impressione personale a ragionamento diciamo etologico-umano, roba che mi è sempre affine. Per contro, AkiraSakura è più strutturato, forse un po' strutturalista. Occhio che anche Azuma Hiroki lo è, di certo già troppo per me. Per contro, Vegeta non coglie secondo me tutte certe suggestioni. Ovvero: il rapporto tra otakuzoku e Aum Shinrikyo non si limita all'uso di materiale divulgativo in stile anime - era una questione di vuoto lasciato dalla modernità in delle menti infantili e, proprio questo, proclivi a una certa idealità, recalcitranti alla post-modernizzazione dell'individuo. Secondo me qui AkirSakura mi segue. Vegeta, vorrei provarti a mettere qualche tassello in più nel tuo schema, perché il tuo mindset molto libero secondo me è quello migliore. Bisogna, insomma, conciliare la destrutturazione con i contenuti specifici, che è sempre la cosa più difficile. Uno spunto: le bambine, le donne fragili, istigano il senso di protezione nell'uomo. Ma è sempre la stessa cosa, ogni forma di dipendenza, l'amae forse più di tutti, è mutuale. Perché colui che vuole amare come dare protezione ha bisogno di sentirsi in questo utile a qualcuno. E' esistenzialmente insicuro. Cerca il suo posto nella sua specie. Come viene detto nella parte live tagliata dai film originali di Eva, una madre dipende dal figlio che dipende da lei, nel senso che senza un figlio dipendente, una madre non è più una madre. Torno a citare il film"La femme de ma vie". Oppure, devo davvero citare la dialettica schiavo-padrone di Hegel? Torniamo ancora più indietro. Alla tragedia greca. Siamo sempre e solo schiavi delle nostre debolezze, delle nostre insicurezze, delle nostre latenze. E da lì partono tutti i nostri autoinganni, e i meccanismi mentali inconsci di conservazione. E da lì si evolve la sociologia umana, come etologia in mano agli Es e dissimulata come Superegotica. Per tollerare sé stessi. E tirare avanti. No? Un essere autocosciente e mortale vive cercando di rifuggire gli specchi (di Dioniso). -
Che scemo che sono. Ho contato male. avevo pensato 'dai 15-16 (quando iniziai a collaborare con Granata Press), e invece di calcolare 25 ho calcolato 30. Grazie della correzione, Alex. :-)
-
Chiedo scusa, pensavo ti riferissi alle strombazzate commerciali di "cacao 90%!!!!" - che imperversavano qualche tempo fa. Beh, magari la spiegazione spocchiosa servirà a qualche lurker. :-) A noi tornando: Ricordando che l'arabica è quella dolciastra, i cru Nespresso 'pura arabica' più intensi sono: Arpeggio: mio preferito, pura arabica 100% Rosabaya de Colombia: non è intensissimo, ma moooolto aromatico, quasi sulle tinte del vino. Fa molto posh oltre che snob. Decaffeinato intenso: in realtà giusto una stizza di robusta c'è, ma la miscela è davvero molto buona sul lato arabica. Vivalto (Lungo): l'unico lungo che valga un bottone, imho. Nota: nelle capsule del lungo c'è proprio più caffè, come peso. Se lo fai corto, ottieni un espresso di lusso. I robusti più intensi sono: Kazaar: credo sia ancora il caffè nespresso più forte di tutti. Era una limited divenuta regular per "vox populi". E' buono. Ristretto: precedentemente il 'classico forte' della gamma. Roma: un robusta+arabica bilanciato. A me è sempre sembrato buono. Indriya from India: un sacco di robusta, molto aromatico - sullo speziato. O si ama o si odia. Io lo odio. Ci sarebbe anche Darkan. Dicono sia quasi tutta Arabica. Ma non sembra proprio. Non mi piace. Proprio ora è uscito un nuovo lungo che dicono molto intenso, ma devo ancora indagarlo.
-
Nono, sei tu che stai dicendo il contrario. Checka pure dove vuoi. :-) Shu: scusa se faccio il saccente, ma quella del cioccolato "puro" è una cagata pubblicitaria. Il cioccolato non si fa col cacao (e la sua percentuale), si fa col BURRO di cacao, principalmente. La qualità del cioccolato dipende in primis dalla % di burro di cacao - perché invece di quello si usa spesso burro vegetale di altro tipo. E infatti questo è un dato che molti produttori non riportano proprio. Un cioccolato 100% burro di cacao ha tutt'altro sapore, davvero.
-
E' un capolavoro ancora oggi brillante. Si vede che è scritto da una donna, e una donna intelligente, e intelligente in modo femminile. Quel libro ha un'onestà, ha genuinità e un coraggio da far impallidire l'accademia tutta (infatti). Oh, lavoro col Giappone e con persone giapponesi da quanto? Boh, tipo venticinque anni. E non sono riuscito a pensarla in altro modo.
-
Kaguya-hime no monogatari (Autunno 2013)
topic ha risposto a Shito in una genbu77 nella sezione Anime & Manga
Questo genere di fortuna ce la si deve anche creare, no? ;-) -
Innanzitutto capiamoci: che tipo di caffè ti piace? Intensità a parte (che dipende dalla tostatura, essenzialmente), ami il gusto tipicamente amaro e corposo della robusta, o quello acre e pungente dell'arabica? Dopodiché, ne parliamo. ;-) (io per dolcificare uso il dolcificante, ma solo quello Mivida/Misura che è buono - lo porto nel taschino, no joke - sì lo so che è ghey da far schifo).
-
Kaguya-hime no monogatari (Autunno 2013)
topic ha risposto a Shito in una genbu77 nella sezione Anime & Manga
Vedere i film di Takahata con persone intelligenti che non siano 'fanatiche degli anime' è la cosa più bella di tutte, infatti. Anche vederli con persone di sesso femminile è molto interessante. -
[Ps4] King of Fighters XIV
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione L'arena videoludica
-
Kaguya-hime no monogatari (Autunno 2013)
topic ha risposto a Shito in una genbu77 nella sezione Anime & Manga
Beh, avevi comunque premesso che: "degli amici (persone in gamba, che stimo)" quindi saranno persone intelligenti, di base. Che vuol dire tanto, eh! ^^ Concordo che un "setting" come quello di PoroPoro, ovvero "ragazzotta di città viziata nell'infanzia che va in campagna e scopre la vita" sia, tutto sommato, affine alla nostra storia sociale - e quindi più empatizzabile per noi italiani. Oltre all'alleanza militare, Italia e Giappone hanno taluni punti di contatto: l'essere società molto "famigliocentriche", l'avere conosciuto una sconfitta e un "miracolo economico postbellico", l'avere un passato rurale poi soppiantato da una violenta industrializzazione dei centri urbani maggiori - con lo scarto tra gli ambienti che questo ha creato. Come ti capisco... Certamente, concordo. Io ho tracciato i due estremi, ma sicuramente ci sono anche gradazioni intermedie, cose miste, opere con componenti diverse, persino contrastanti. Tipo quelle di Miyazaki, per dire... ^^; -
Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
Beh, il mio iPod6gen ha il tasto fisico morto, quindi lo uso con la virtualizzazione software di quello (che c'è da sempre). Sono convinto si possa fare molto di meglio, ma di certo si può fare e anche bene. -
L'Aeroccino per me è la tecnologia più WOW che ho visto, più dell'iPhone. Perché non ho capito come fa a fare quel che fa. Deve essere roba elettromagnetica. Da bravo techy hai preso il modello di macchina con bluetooth e cose, eh? Solo che poi almeno il caffè bisogna andare a berlo, non passa via wireless. XD Facci sapere le tue miscele favorite! Io dopo anni sono sempre a: Arpeggio (best al mattino) Rosabaya de Colombia (best dopopasto / pomeriggio) Decaffeinato Intenso (best decaffeinato, ottimo overall) Vivalto (best lungo) :-)