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Giorni Vinti
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Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
Come si diceva, Yosemite è Vista by Apple... ^^; -
"La cultura di questo paese ormai è finita..." (cit. Miya-san, 2001 circa)
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"Ai miei tempi..." et "Si stava meglio quando si stava peggio" et altre cazzate
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Io non penso che il punto educativo della punizione sia il terrorismo, la paura. Per questo credo nelle punizioni immediate (sempre e solo sul 'manifestus', ovvero colto sul fatto), spiegate per motivarle, e commisurate. Senza sfoghi, senza rabbia, senza esagerazioni. Lo schiaffo di una madre non è per fare male, credo. E' per il gesto, per il significato del gesto. Per la blanda umiliazione che comporta. Chiaramente, non credo nel picchiare i figli, nel procurargli lividi, o peggio ancora farlo in maniera causale o immotivata o poco chiara. Ovviamente imho, il che umilmente vuol dire: che tutto quello che ho scritto penso valga per i maschi. Per le femmine alzo le mani. Mica posso essere tanto presuntuoso da pensare di conoscere l'altra metà del cielo. Di certo, se mai avessi una figlia femmina non mi permetterei mai di colpirla fisicamente neppure per gioco (e la madre che ci sta a fare, del resto?). A proposito, ma anche le femmine fanno pipì e pupù? Me lo chiedo da un sacco di tempo. -
Non esiste una cifra abbastanza bassa per la bruttura. (segnatevela, eh! Che non mi vengono tutti i giorni XD )
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dio mio, ma è agghiacciante!
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"Ai miei tempi..." et "Si stava meglio quando si stava peggio" et altre cazzate
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Mah, non so davvero. Sicuramente i metodi coercitivi fisici e psicofisici sono stati assai demonizzati nelle ultime decadi di puericultura, ma io posso parlare solo come una persona viva. A scuola, alle elementari, ho subito infinite punuzioni. Perché me le meritavo. Perché chiacchieravo sempre. La gamma delle punizioni subite andava dallo stare in piedi durante la lezione, al banco (gli alti seduti), ad andare in piedi dietro alla lavagna, allo stare in ginocchio in un angolo della classe (niente ceci sotto le ginocchia, no). Ci tengo a precisare che la mia maestra di elementari era *notoriamente* la *più buona* (lo so che non di dovrebbe dire) dell'istituto. In altre classi volavano tranquillamente schiaffoni. Sottolineo *tranquillamente*. Ho subìto queste punizioni che erano più psicofisiche (blandamente umilianti, si capisce) che fisiche: niente righellate sulle mani, come capitava a mio padre. Credo siano state un bene, per me. Non ne ho mai subìto traumi, perché erano punizioni motivate. Sapevo perché venivo punito. Riconoscevo l'autorità della maestra nel comminarmele. I traumi che ho subito sono stati semmai generati dalla buonistica, malamente indulgente, NON coercizione di atteggiamenti un tantino violenti (oggi si direbbe: di bullismo) di alcuni compagnucci. Non vi traumatizzavano loro, eh. Mi traumatizzava un sistema che NON li coerciva, sciorinando in luogo della coercizione delle tiritere pseudo cristiane che mi facevano vomitare. A casa, scapaccioni ne ho presi. Mai da avere la faccia gonfia, eh. Punizioni da 'sospensione di beneficio', ne ho avute anche. Una settimana senza questo, un'altra senza quello. Cibo non mi è mai stato negato, e infatti sono cioccione, mannaggia! Ma del resto, qui in terronia, il cibo è sacro o quasi, no? LoL. ^^ Anche queste cose credo siano state buone e giuste. Oh, lo pensavo anche allora. Anche mentre venivo punito. Sapevo che c'era un motivo, che avevo sbagliato, e le cose mi venivano spiegate. Personalmente credo che il punto focale sia proprio questo: la chiarezza del nesso causale che c'è tra l'atto negativo e la punizione che ne determina. Voglio dire: è importate capire che i nostri atti hanno conseguenze. In tutti gli ambiti. La verità è che la "libertà" non è l'impunità. ;a libertà è la libertà di scegliere di commettere un atto illecito, e di subirne la punizione (ora penso a Kaya all'inizio di Mononohe Hime, lol). Così come si puà anche scegliere di fare il male, oltre che il bene, ma c'è un nesso causale sugli effetti. Che poi è il mito della mela, no? 'Proibito' non significa che non sei libero di farlo, no. Sei libero di farlo. A un dato costo. Personalmente, credo che il costante rifiuto educazionale delle 'punizioni', fisiche e non, abbia portato alla crescita di fanciulli dempre più distaccati da questo semplice concetto, ovvero coscienza: la reponsabilità delle proprie azioni. Nonché, in casi più estremi, cose come il delirio di onnipotenza, la sindrome ossessiva del controllo e tanti altri disturbi oggi annoverati nella "gamma dell'autismo" (sic. alcuni dicono 'spettro dell'autismo', anche). Ovviamente, la punizione immotivata, esagerata, non spiegata, erogata senza diritto e senza ragione, è negativa ed è una forma di piccolo (o grande) trauma dagli effetti dissociativi. -
Ma che sarebbe quel 'modellino'?
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"Ai miei tempi..." et "Si stava meglio quando si stava peggio" et altre cazzate
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Credi ancora nell'efficacia delle punizioni? Certamente sì. Punizioni corporali incluse. Ma non è che ci credo 'ancora'. Ci credo e basta, perché se c'è qualcosa in cui non credo ebbene sono i falsi miti di progresso. Credo dunque nell'uso di punizioni fisiche e non, erogate con discernimento e con motivazione. No, con le punizioni si insegnano molte cose. Tra cui fa benissimo insegnare che sì, gli esseri umani vivono in competizione nell'accesso alle risorse del pianeta (tutta la società umanas, tutta, non è che una sovrastruttura che gestisce ciò e lo dissimula a un tempo - quest'ultima parte essendo occupazione della 'cultura'). I 'limiti della decenza' sono un concetto relativo e culturale. Anche il 'contatto umano' sembra un significante bulimico di significati, quindi vuoto, che vomita. Uno schiaffo è contatto umano? Io dico di sì. Ha senso eccome. Toglierlo, negarlo, elargirlo. In ogni atto umano sta il senso che vi racchiude chi lo compie. Comuniczione, no? -
Kaze Tachinu\Quando si alza il vento (A-Bomb)
topic ha risposto a Shito in una Roger nella sezione Anime & Manga
Mi piace molto leggere i post di Vegeta. Perché si vede che si documenta sempre. Nel film in effetti Honjo sembra un po' più grande di Jirou, eh. Cmq sì, non è una cosa di storia. E' un romanzo storico. Viene da uno degli 'appunti trasognati' di Miyasan, ed è un suo vagheggiamento, dove mi pare che l'autore proietti sé stesso sul protagonista, mettendoci pure un po' di suo padre - con la memoria del quale era in corso di riconciliazione durante la realizzazione del film. -
GOEN - Il capitolo della rinascita
topic ha risposto a Shito in una Joker nella sezione Anime & Manga
Sono io o le prime note sono poi riprese pari pari nella Marcia Imperiale di Star Wars? -
Alex, hai un link per questa offertona?
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Mmmh... quando l'ho visto al cinema non ho rinvenuto questi problemi. Nel senso, quando vidi 'il prequel di Alien' (pfff) avevo rilevato mille cose che urtavano persino me, e non sono uno che segue una storia col bilancino. Non più. Ma in ASM2, boh... lui è un ragazzino, vuole bene a lei, è un po' emo per latenza genitoriale, un po' cerca di fare quello responsabile. Alla fine non è che un bravo sfigatello. Il cattivo è uno sfigato che diventa cattivo per questo. L'amico è una persona anche lui resa crudele dalla latenza genitoriale. Mi pare tutto sommato un film adatto a questi tempi. Senza veri cattivi o veri eroi. Un mondo di poveri bastardi, insomma. Fanno pena tutti, infatti. Diciamo che guardando il pubblico intorno a me, in sala, non ho trovato soluzione di continuità.
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Sì, ero partito dal primo. Il secondo ha il problema che non occupi tutto il tempo per la genesi del personaggio. Quindi hai bisogno di più sottotrame. Le sottotrame sono: l'amico ricco, figlio del cattivone moribondo. Quindi ci sono questi momenti da amichetti gay mancati, è tutto molto emo. Sarà nemesi del protagonista, come ogni rapporto ti odi-et-amo prescrive Il cattivo è un povero diavolo un po' tanto ebete che rappresenta l'essere invisibile in società urbana moderna - il motivo del successo dei social network, insomma. E poi la morte della secchioncella da copertina, perché quello che dio da poi se lo riprende, e del resto il padre di lei aveva ragioane da vendere e tu hai infranto una promessa. Imho è un'altra trametta lineare con elementi emo adatti ai ragazzi di oggi.
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pluschef - buone forchette & buone ricette, trolloniche
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Ho avvicinato la salsa aioli e stavo per morire all'odorato. Non è per me. ^^; -
Capisco quello che dici, ed è un discorso che -giustamente- trascende il punto del "film del personaggio" e si appunta sul mero valore narrativo. Nel caso del primo Spider-Man, mi è parso un film da trama lineare modello 'nascita di un eroe'. C'è il ragazzino aggressivo-passivo perché è lo sfigatello con le ferite dentro, il nerd senza famiglia. Secchioncello che è trova la secchioncella da copertina, perché è un film, poi gli capitano i poteri e da bravo aggressivo-passivo diventa bulletto di ritorno. Gli ammazzano lo zio (come da copione) e quindi diviene il giustiziere del sabato sera, fino a responsabillzarsi un po'. Nel frattempo c'è Lizard tipo tartaruga ninja -o Splinter- così si arriva a un rapido climax per sventare il piano del dottore pazzoide che è più retrò della macchina reflex messa in mano allo sfigatello. Ci troviamo?
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LoL. ^^ No, dai. Lo so che a te questi film han fatto schifo, ma tu sei un appassionato di vecchia data, giusto? Il punto è che se consideriamo il target originale del personaggio, ovvero gli adolescenti americani, si arriva a un bivio: 1) il personaggio viene fatto crescere insieme al pubblico originale, quindi cambia target di età 2) il personaggio mantiere target di età, quindi cambia pubblico, indirizzandosi sempre ai 'nuovi' adolescenti di generazione in generazione Ora il punto è analizzare cosa, tra 1 e 2, snaturi di più il personaggio. :-/
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Io avevo visto il film al cinema e l'avevo trovato gradevole, ancora una volta perché mi era parso rivolto al pubblico giusto: i ragazzini di oggi. Ovvero, nulla che abbia a che fare con me.
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"Ai miei tempi..." et "Si stava meglio quando si stava peggio" et altre cazzate
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Credo ci sia una differenza. Non riesco a considerare Macross come un anime che affronta, autocoscientemente, i problemi della postmodernità. Ovvero, è un prodotto postmoderno, pienamente postmoderno, ma il suo rapporto con la 'problematica' postmoderna mia pare più in nuce, più ingenuo. Voglio dire: E' monumentale, no? Da un lato l'appuntamento mostra tutta la semplicità e l'evanescenza e il pieno rigoglio di una società consumistica spensierata. La cosa è ancora più vivida perché, volendo fare tutto un po' futuribile, ora che sono passati trent'anni sembra tutto ancora più realistico. Solo che... quell'equilibrio non duro. Se qualcuno è mai stato, che so, al Venus Fort di Odaiba sarà che dalla fine dei '90 quell'atmosfera aveva già iniziato a diroccarsi - e ora non se ne trovano che i resti, le rovine. Le vestigia, forse. L'appuntamento di Hikaru e Minamy finisce con la percezione dell'effimero di quel mondo chiuso, e con la voglia di evasione che si sfoga nello spazio. Ma non sembra una cosa così drammatica, vero? Sembra un Castello del Dio Drago con una comoda balconata sul mondo e porta di servizio per sgattaiolare via. Mica male! Ovviamente il fatto che il design di Mikimoto ricordi davvero quello dei Cream Lemon, così influenzato dallo stile shoujo manga, non fa che esaltare la sensualità del tutto. Ma dopo lo sketch della proposta di love hotel (che MM ci mette un minimo a cogliera, eh!) c'è la galleria di virtual cosplay che culmina nella coppia di sposi. Voglio dire, non è forse questa una forte eco di modernità nella postmodernità ormai giunta? La virtualizzazione dei grandi ideali! Del resto, il tutto si risolve con "una semplice canzone d'amore"... (ma poi avevano fatto un'edizione con la ending come avebbe voluto essere, qindi? °_° ) Comunque, credo che Macross sia davvero una testa di ponte tra modernità e postmodernità. Già Top wo Nerae ha un'atmosfera tutta diversa, governata dal senso del tempo perduto, dell'asincronia di vita dell'otakuzoku, che diviene motivo di straziante dolore. Lì direi che la transizione tra le due epoche si è conclusa. -
"Ai miei tempi..." et "Si stava meglio quando si stava peggio" et altre cazzate
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
In genere la postmodernità si fa iniziare nei 60 in America e nei 70 in Giappone, se ben ricordo. Cmq anche Macross, se ci pensi, dico l'astronave SDF-1 della serie con la citttà 'imbarcata' dentro dopo il warp iniziale, è una specie di tartaruga con la città di Tomobiki sopra, non trovi? E' una città giapponese del benessere ottantino cristallizzata in uno spazio chiuso. Fuori c'è Gundam, ma dentro c'è Uruseiyatsura o KOR, praticamente. -
Dragon Ball - Super (new series) and all
topic ha risposto a Shito in una Kobayashi nella sezione Anime & Manga
Ma Rough non è della prima ora! Dico in Italia, è uscito in edicola da poco, no? E' recente! -
Saint Seiya Soul of Gold (Asgard Inside)
un topic risposto a Shito in I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Certo però l'idea di un toro con le ali fa ridere, eh. XD -
Dragon Ball - Super (new series) and all
topic ha risposto a Shito in una Kobayashi nella sezione Anime & Manga
Mmhh... no. Solo compassione per chi si è guardato l'anime. Ahahahah, in effetti non l'ho mai guardato. Ma del resto non guardavo più anime in TV dai tempi di Nadia, credo sia stato l'ultimo anime che io abbia visto al passaggio televisivo. Avevo visto qualcosina della prima serie di SailorMoon, ma non seguito. Quanto alla vecchiaia, è che siccome per me il tempo si è congelato nel 1996, il mio subconscio continua a pensare che chiunque parli di manga o anime abbia letto Hokuto no Ken, Xenon e Baoh in versione antologica. E' una cosa ridicola, eppure... Io invece non lo seguii neanche in manga. Ovvero, compravo inerzialmente la prima edizione e la leggevo distrattamente. Mi sembrava troppo per bambini, per un età che sentivo passata in me. Sarà per questo che poi sono rimasto congelato in quel periodo. Deve essere un contrappasso. XD -
Io avevo inteso che "la società", ovvero il modo in cui la società è fatta, organizzata, fa sì che "il destino" diventi una selezione causale. Tipo: di chi sei nato figlio? Il fatto che questo sia discriminante o meno dipende da come è organizzata la società.
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Sì, in effetti sembra più metallizzato, più 'real metal' invece che colore che il metallo ha nell'anime.
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Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
Comunque è veramente buffo, dico questo prodotto. Perché, di riffa o di raffa, una cosa come uno smarthphone ormai risponde davvero alle esigenze di molte persone. Per esempio mio padre ha un figlio (mio fratello) a Singapore, che non è dietro l'angolo, e un nipotino nuovo di zecca, e con l'iPhone può davvero interagire con questi affetti per lui drammaticamente lontani. So che sembra una pubblicità della Apple, però è vero. Diciamo che cose come gli smartphone sono di certo vendute a persone che non ne hanno reale bisogno, in massima parte, ma per qualcuno -e ormai non solo i CEO di aziente multinazionali - un'utilità c'è. Ma seriamente, uno smartwatch a che diamine di bisogno dell'utenza può rispondere? No, seriamente. Dico anche in prospettiva. Mi fa lo stesso effetto che mi fa "Siri". Ovvero: inutilità, fastidio, demenza.