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Shito

Pchan User
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  1. Scusatemi se mi auto/bumpo, ma il thread cresce rapido e la questione credo sia di primario interesse e riflessione> E poi: A me sembra più adatto guerriero, nel mondo di Berserk il cavaliere è prima di tutto un titolo onorifico che certamente Guts non possiede, non andrebbe usato a sproposito stile Fanti dello Zodiaco. Poi kishi viene usato appunto per il Cavaliere del Teschio 髑髏の騎士. Etimologicamente parlando kishi e kenshi sono sinonimi? Premetto che non ho dimestichezza e cognozione del testo di Berserk, quindi quello che scrivo qui in merito [ a livello molto generale. 'kishi' significa cavaliere, sì. Quelli dello zodiaco non c'entrano, in originale non sono 'kishi' ma 'seitoushi', se ben ricordo (una cosa che dovrebbe significare, "paladini" nel senso di 'guerrieri santi' - tipo i crociati? lol) Ci sono molti modi per dire 'guerriero' o 'combattente' in giapponese, bushi su tutti, ma 'kishi' non si annovera tra questi: è proprio cavaliere. Solo che, ho notato ora, 'kishi' è quello usato per '髑髏の騎士', ovvero 'Cavaliere del Teschio'. Nel precedente esempio, anche se si diceva Kishi, c'è Kenshi: che non è cavaliere, è spadaccino. Quindi, "黒い剣士" tradotto come "Cavaliere delle Tenebre" è doppiamente sbagliato: significa Lo spadaccino nero. Chiedo scusa se prima ho fatto confusione.
  2. Beh, io avrei messo "cavaliere nero", perché "kuroi kishi" significa proprio 'cavaliere nero". Capisco se fosse stato "暗黒の剣士" ankoku no kishi, allora ok, si potrebbe discutere su "caveliere delle tenebre" o "cavaliere dell'oscurità", ma "kuroi kishi" è proprio, semplicemente, Cavaliere Nero. Ah, beh, il mio rigorirmo vale anche per le cose semplici. Che cerco di mantenere come tali. ^^; Sì, è giusto. Peraltro, nel testo "Dio Bestia" figura quasi sempre (salvo due occorrenze) con un articolo dinanzi. Si direbbe che già parlando di "il dio blahblah", o di "un dio blahblah", NON si sta parlando di Dio. ^^;
  3. E ci sarà un motivo per cui avevo detto subito che PER QUESTO FILM non ti avrei contestato praticamente nulla no? L'altro era un discorso più generale... anche se al "quella lì è imperitura, non morirà certo per così poco"... ok ok la smetto a posto così tanto son poche frasi in due ore e mezza di film... In primo luogo sono contento che tu abbia trovato buono il lavoro fatto su MH, e ti sia potuto godere il film, con i personaggi che dicevano quel che l'autore ha voluto che dicessero. :-) Nel caso particolare, beh, è Eboshi. Eboshi parla in modo signorile, e spesso è fatto apposta subito dopo il sanguigno Gonza, che Eboshi smonta sempre. Per esempio, lìGonza ha appena detto"Stroncata!" commentato il fatot che avevano accoppato Moro sino a farla cadere a valle, e l'aveva detto proprio tutto gasato. Eboshi dice la frase che citi come un dato di fatto, freddo e distaccato, e smonta Gonza_ "Kiyatsu ha fujimi da. konna gurai de shinau." Ovviamente abbiamo 'non muore' [shinau]. Per "quella lì" hai "Kiyatsu", che è una versione anticheggiante di "yatsu". Infine, '"fujimi", proprio un composto (不死身), che serebbe "corpo che non muore", nel senso di invulnerabile. Ovviamente, Moro puoi muore eccome, la puoi anche uccidere. Quindi non volevo usare 'immortale' tout cour, ma un termine sostanzialmente analogo ma un minimo meno diretto. Inoltre in 'fujimi' non è esplictiamente presente 'shi', quindi in giapponese la frase non ripete due volte 'morte' in forma esplicita. Ho quindi optato per 'imperitura', come a dire "è un essere imperituro, si suo non muore, figurasi se lo ammazzi con tanto poco..." . l'uso di "imperitura" anche per l'eleganza di Eboshi, che conosce Moro e conosce un sacco di cose e sa di cosa parla. Avrai un caso analogo quando sparano a San, e Gonza tutto esaltato subito dice "è fatta, sta cadendo!" - e Eboshi: "Fermi. Un cane selvatico morde anche se ridotto alla sola testa. Mirate al punto in cui cadrà", smontando Gonza. Si noti anche che alla fine Moro trancerà il braccio di Eboshi proprio "ridotta alla sola testa", tant'è che Eboshi dira: "Dannata Moro, pure la sola testa s'è mossa!". Ci sono tutte queste cose, anche nella recitazione. Eboshi per esempio mostra un certo rispetto per la fiera rivale Moro, e persino una certa pietà per la "povera ragzza" San. Moro non è Jiko, ha un suo codice d'nore, e dei suoi valori. Solo, è del tutto autarchica. :-) Sì ma tu devi capire che chi guarda il film se ne strafrega nella gran parte dei casi di queste spiegazioni, per loro resta un doppiaggio "strano" con una bambina che non parla da bambina e quindi non gli piace. Fine. Lo capisco. Mi rattrista, perché è una forma di chiusura mentale a priori che mi pare davvero ottusa e limitante, ma lo capisco. Solo, pur capendolo, non posso assumerlo come elemento determinante del mio lavoro. Io devo fare del mio meglio per far sì che quantopiù dell'oriignale sia preservato nei miei adattamenti, e soia lì per chi vuole capirlo, per chi vuole coglierlo. Non per dire "bravo" a me, ma per capire e cogliere l'originale in quanto tale. Del resto, anche se in Italia è cosa spesso usuale, mica si può far pagare "ai migliori" (nel caso: quelli che vorrebbero capire) lo scotto della presenza de "i peggiori" (quelli che non gliene frega niente), no? :-)
  4. Ah, Alex, dimenticavo: sì, credo per gli slati mi sia guadagnato la fascia nera vitalizia. Stai sparando sulla croce rossa ferita anch'essa. XD
  5. Alex: sicuramente posso convenire che il tentativo di restare quanto più fedele all'originale comporti talvolta la produzione di frasi in italiano corretto ma talvolta ingarbugliate, più raramente molto ingarbugliate - e quindi probabilmente inusuali ai più. Intendevo dire che la ragione di ciò non è il tentativo sterile, fine a sé stesso, di un vacuo "ricalco della sintassi giapponese", come tu avevi scritto. C'è tuttavia anche da ricordare che spesso si presume completamente "alla cieca" la semplicità del testo originale nella sua lingua madre per il suo pubblico originale. Spesso non è affatto così. Per esempio, proprio nel caso di Mononoke Hime spesso nell'originale vi sono arcaismi lessicali e sintattici, o anche cose proprio inventate dall'autore, al punto che non è affatto difficile, facendo ricerca sui termini (come chiaramente ho fatto), incappare in pagine e pagine di fan giapponesi che si chiedono cosa significhi questo, o cosa significhi quello. E questo è un fatto A. Il fatto B, che invece non mi pare tu consideri un problema, ma altri sì, è che è mia forte convinzione ritenere di rendere la cifra stilistica dell'originale. Quindi, per esempio, anche se Kiki dice una cosa molto usuale in giapponese, ovvero "Ohayou gozaimasu", non sta dicendo solo "Ohayou". C'è questa variazione, perché Kiki è molto molto educata, mentre chi le risponde, Osono, è alla mano. E questo si rispecchia nella variazione del saluto. Quindi io *adatto* il primo in "Le auguro un buon giorno", il secondo in un comune "Buongiorno". Si dirà che non è 'usuale' sentire una bambina italiana dire "Le auguro un buon giorno", ma il punto è che Kiki non è una bambina italiana in italia, è un personaggio inventato e scritto da un giapponese. Quindi lei parla come parla lei, e io devo rendere quello - non devo re-inventare il personaggio "all'italiana". Naturalmente, non c'è nulla di difficile in "Le auguro un buon giorno!", giusto? Eppure, c'è chi si lamenta anche di quello. Per l'ingiusta, illegittima pretesa di dimenticarsi che un prodotto straniero è e resta straniero anche se tradotto nella nostra lingua.
  6. Come dicevo, non è neppure dialetto in senso stretto: è una "variazione diatopica d'uso", ovvero un temrine nazionale (nel caso: madama) ha in una certa area determinata (l'area piemonente, nel caso), un'accezione particolare/divergente da quella canonica nazionale. Succede spesso. Anche in senso inverso! Per esempio, la versione "nazionalizzata" del banale insulto 'fesso' credo abbia perso nell'orecchio dei più il suo senso originale "fessa", da "fessura" è l'organo genitale femminile - radice sicula). Su tutto e come regola di ogni adattamento (ma anche semplice discorso, direi) io ricordo sempre: "Entia non sunt moltiplicanda sine necessitate" Cioé "gli enti non sono da moltiplicarsi senza necessità", ovvero non si devono mai introdurre ulteriori elementi in un discoso se non perché necessari. Versione: TLDRL: "non diciamo scemate gratis" XD Se preferite, è semplicemente la negazione perfetta del modo di ragionare di Zio Sam. ^^ PS: Fencer: "a fortiori" è latino corretto, sì, e singnifica "a più forte (ragione)", "a maggior ragione", come dire "tanto più", "all the more". Si usa soprattutto in ambito giuridico, credo.
  7. Alex, tranquillo: davvero a me piace parlare anche con te, a patto che non si dica il falso. Non hai detto che le frasi siano scorrette, sicuramente non ho inteso che tu avessi detto così, certo. Solo, hai detto che "ricalco l'ordine delle frasi giapponesi', cosa che in linea di massima non è neppure possibile. Se lo si facesse, verrebbero fuori molte frasi sgrammaticate. ^^ Tornando invece ai miei copioni e all'italiano corretto, la 'dislocazione' è citata come cosa *comune* e *soprattutto nella lingua parlata*. Chiaramente, un dialogo è lingua parlata. Su un forum si scrive. ^^; Quindi io qui scriverà che ieri ho visto Mononoke Hime, e che Mononoke Hime è davvero fantastico. Ma parlando, molto probabilmente direi "E' davvero fantastico, Mononoke Hime!" La ragione della dislocazione, nel parlato, è proprio quella della 'priorità del rema sul tema' nella produzione di lingua in tempo reale. Siccome il rema, il contenuto comunicativo della frase, è che "è fantastico", parlando prima dici quello, e poi, a posteriori, recuperi la contestualizzazione, il tema, ovvero nel nostro caso il soggetto, ciò che è fantastico: Mononoke Hime. Nel parlato, a livello funzionale spesso il soggetto di una frase nominale diventa quasi un complimento di limitazione di fatto dell'espresso nominale stesso, che è il centro rematico. Non so se se io sia riuscito a farmi capire (scrivere di metalinguismo non è mai semplice, leggerlo neppure), ma che questo semplice fatto spesso sembri coincidere con l'ordine sintattico giapponese è solo perché nel giapponese si usa molto spiccatamente un "primato del tema" nella costruzione delle frasi. :-)
  8. Alex, però non dire cose false. Io uso le dislocazioni quando ritengo che servano, e le dislocazioni linguistiche sono una cosa del tutto italiana. http://it.wikipedia.org/wiki/Dislocazio ... uistica%29 Detto questo, io NON mantengo pedissequamente l'ordine sintattico delle frasi giapponesi. Questo non sarebbe possibile a priori, per creare una frase italiana sintatticamente corretta. Ti prego quindi di non dire l'oggettivo falso. Ovviamente posso citare numerosi esempi puntuali. :-)
  9. Infine, una riflessione per voi tutti - in particolare per chi in questa bagarre sciocchina mi pare mostrare ottima lucità, a cui rendo merito. :-) Chi come noi è venuto da "I Cavalieri dello Zodiaco" e "E' Quasi Magia Johnny" ha sviluppato, nei primi anni novanta una "nuova coscienza" di quanto male fossero fatte le localizzazioni italiane delle cose che amavamo e amiamo. Risalendo all'origine della nostra passione, negli anni della pionierisitica italiana dell'intrattenimento giapponese proposto come tale, ovvero constante della sua marca di provenienza, abbiamo sempre avuto ben chiaro qualche fosse il punto focale: avere la cosa vera, avere traduzioni corrette, essere certi che i prodotti che amiamo non fossero travolti. La mia sensazione è che dopo più di vent'anni, vent'anni che per la loro maggior parte mi hanno visto lavorare personalmente e spingere sempre in questa direzione, una buona parte di quegli stessi appassionati si siano "adagiati" sull'idea che "ok, ormai le cose stravolte come negli anni '70 non le fanno più" - e sprofondati in poltrona come vecchi sedati abbiano dimenticato l'attenzione al contenuto, mentre sia rinata in loro la voglia della comprensione comoda e facile, delle cose "fatte apposta per te, pigro consumatore". Un plauso a Alex che dice candidamente (ed è onestà!"): "a me non è che Shito piaccia, ma mi pare il minore dei due mali" <- compendiosamente parlanto, Alex correggimi se ho inteso male. C'è chi si è, al contrario di lui, addandonato del tutto: quindi viva la girella, e già che ci siamo mettiamo un po' di girella anche nelle cose nuove! Su questo tema, per chi fosse interessato, avevo fatto una disamina *puntuale* su due casi *reali* proprio qui: http://www.studioghibli.org/forum/viewtopic.php?f=21&t=3672 Qui confronto, PUNTO SU PUNTO, di due addatamenti di Laputa, entrambi a mia cura. Si denota come il secondo sia molto più "parlato", meno retorico, e molto più "scorrevole" e "idiomatico" in italiano. Oltre che più preciso e fedele, si capisce. Tuttavia, se il primo NON sollevò alcuna critica, il secondo ne aveva sollevate. Davvero invito tutti coloro che fossero interessati alla questione qui in esame a leggere almeno il topic starter di quel thread. Potrebbe essere interessante. Sì, è lui, però non credo sia interessato al dialogo dal momento che il messaggio in questione era un invito a cambiare adattatore. CVD. Per la cronaca, Enrico è la persona che ha curato le ben discutibili traduzioni di Berserk per Yamato - discutibili a detta di chi ha analizzato la cosa, qualcuno mi ha anche contattato privatamente proprio qui - e che ha al momento il dente avvelenato perché le sue traduzioni "fantasiose" (sic.) sembra lo stiano allontanando anche da Yamato.
  10. Mi sembra che tu abbia ragionato e operato in maniera logica e sensata, indi impeccabile. Bello anche il nuovo titolo, fa molto Nausicaa. ;-)
  11. Signora no perché 'signora' è per-san (tipo 'signora Toki' Toki-san). Madonna not perché ha una caratterizzazione semantica ancora (e molto) più marcata di 'madama'. Caro Gara, avendo io stesso un'educazione piemontese, so bene come 'madama' può essere percepito in quell'area. Ma è una cosa di quell'area. Voglio dire, è dovuta a variazione diatopico-diastratica del temine 'madama'. Ma i dialoghi italiani vanno scritto con l'italiano -e solo con quello- in mente. Ragionando come dici tu, non si potrebbe usare la parola "babbo" col suo vero significato perché nel milanese può far pensare a un insulto "babbo" come short di "babbo di *****", ovvero "testa di ....." ). E mille altre cose simili. No, non devo in nessun caso tenerne conto. L'italiano di riferimento non è quello della percezione particolare di alcuno, non è quello di nessuna area geografica in particolare: né in positivo (quindi non metterò "solo più", lol), né in negativo (quindi non "censurerò" il termine "madama") ^^ Non ho alcun accesso a FB, e mi dispiace di quel che dici - perché avrei amato leggere e rispondere al posto. E' un vero peccato che sia scomparso. A naso, mi viene quasi da immaginare da chi provenisse (forse una persona che si chiama Enrico?), però i casi sono due: 1) o erano cose sbagliate, e andavano confutate 2) o erano cose giuste, e andavano assunte in entrambi i casi, non è stato giusto né *sensato* cancellare alcunché. Alle critiche bisogna sempre dare seguito, perché altrimenti non si fa che martirizzarle, mitizzarle nella loro non-confutazione. Io poi rispondo anche agli insulti più diretti. ^^; Solo, Kiavik, ti prego di non imputare a me azioni che altri attuano in luoghi che nulla mi competono, grazie. Capisco bene. Che dire: se non mi sono mai iscritto a FB un motivo ci sarà... ^^; Scuse ben accette e ben accettate, nessun problema. Per essere schietto e chiaro, ribadisco che non sapevo neppure del post. :-) Invero non ho alcun legame con alcuno dei canali di comunicazione di Lucky Red. Quando leggete una cosa a firma 'Shito' o 'Gualtiero Cannarsi', direi che potete sapere con buona certezza che lo sproloquio è mio. ;-) Kiavik: se tu hai contatto con l'autore del messaggio, invitalo pure a farmi avere il testo -o una sua ristesura (mi spiace!) da parte mia. Se si tratta di Enrico Croce, lui a dire il vero potrebbe facilmente avere persino il mio numero telefonico. Se si tratta di 'inugami', ci sto parlando di là (forum Ghiblone), ma questo messaggio non è apparso. Le due cose che mi aveva imputato a livello di traduzione sono state prontamente confutate. Cose strane, eh? In ogni caso, la cosa per l'appunto sempre strana è che io sono ben raggiungibile in vari modi. Ma quando poi vengo contattato (in genere mai direttamente, e mai senza un bel nick anonimo di un utente da 0 post creato ad hoc), tutto si sgonfia come basato sul nulla. Queste azioni su FB sembrano sempre fatte più per strombazzare nell'assenza di un dialogo reale, piuttosto che per la ricerca di quello. E' una situazione parossistica, ma ripeto: se non mi sono mai iscritto a FB, un motivo ci sarà... ^^;K Posso dire candidamente che del gruppo anti-Shito (lol) so dai tempi della sua nascita, credo fu proprio fondato da Nicola Bolida (Entity), una persona assai mite dal vivo (l'ho incontrato due volte) poi destinata a diventare la più riottosa su internet. Più che 'goliardico', mi è sempre sembrato una cosa nata sul modello della valvola di sfogo, perché Entity ha sempre fatto il troll, e malamente - nel senso di ottenere sempre grande riconoscimento delle sue figuracce. Non ho mai letto personalmente questo gruppo, ma conoscenti vari me ne hanno talvolta dato qualche resoconto "sai hanno detto che...", "sai dicono che..." - cose così. Personalmente non mi sembra una cosa in alcun modo seria, dico fondare un gruppo del genere, ma non è che mi aspettassi nulla di serio. ^^
  12. Shito

    Saint Cloth Myth

    Sì, la sovrapposizione con la figura luciferina dantesca era molto evidente. ^^
  13. Shito

    Saint Cloth Myth

    Quelle ai piedi suppongo non contino come 'ali', nella mente di Kurumada. ^^;
  14. Shito

    Saint Cloth Myth

    E' veramente bello, persino per chi come me non segue questo 'mondo'. Ho sempre trovato delizioso che Hades abbia 12 ali come i serafini (Lucifero). ^^
  15. Shito

    GODZILLA

    Ci sono i velociraptor?
  16. Eboshi-sama è stato (coerentemente) reso come 'somma Eboshi'. Eboshi-don è stato (coerentemente) reso come 'madama Eboshi'. Per la cronaca il nome 'ufficiale' è Eboshi-gozen, reso come 'eccelsa Eboshi'. No, non sono un fan di 'keikaku means plans'. ;-)
  17. Direi di no: http://www.treccani.it/vocabolario/madama/ ^^
  18. La cosa triste è che molte delle citazioni puntuali di dialogo che fanno sono sbagliate. ^^; Tipo A parte che: aehm, dalla sorella? Il testo non dice così, dice: "porta questo INSIEME con te" ^^ Oppure: Non è così, ma "piagere ALLA fornace" (la fornace, nel film è il luogo di lavoro dove le donne 'pigiano' al mantice per alimentare il fuoco) o Non è così, ma "vi recapiterò del sakè". Quanto alle altre, citate correttamente: Davvero fatico a capire cosa ci sia di difficile e/o "poco italiano". La prima è l'estremo saluto dell'anziana vecchina (oracolo) ad Ashitaka, che lascia il villaggio per sempre. ^^ La seconda è l'attacco di una battuta più lunga: "L'ultima volta che ero venuto, anche qui c'era un villaggio di tutto rispetto!" (ora è tutto distrutto) La terza la dice Eboshi dopo aver 'accoppato' Moro: Gonza canta vittoria, lei subito lo smonta. La quarta, che mi pare chiarissima e anche molto semplice, la dice Gonza. Boh... ^^;
  19. Mi sembra molto buona la presenza scenica di Cavatappi. Seria, ma non 'seriosa'. Mi piace molto lo stile di una persona che cerca di farsi capire, di rendersi chiaro. Anche la dizione e la proprietà linguistica sono molto apprezzabili. Il messaggio del video è chiaro e mi pare ben sottoscrivibile: non è un film *per bambini*. Lo dice il regista stesso, come non rimarcarlo. Le agomentazioni di merito sono chiare, validere e corrette. Alzo un sopracciglio sull'analisi del messagio ultimo del film: forse, in tutta la produzione Miyazakiana, proprio Mononoke HIme è il film in cui il regista si sforza di essere più equidistasnte dalle parti del conflitto "umanità contro natura". Voglio dire: dall'arcadia bucolica di High Habour contro l'inustrialità cattiva di Industria, qui ce ne passa. Eboshi ha le sue ragioni, sono valide, e viene palemente ritratta come una persona che fa il bene della sua gente. Il bene degli uomini. Anche il faccendiere Jiko alla fine è un povero diavolo. Sono tutti poveri diavoli. Era del resto il punto d'evoluzione del pensiero a cui MIyazaki era pergiunto ai tempi della conclusione del manga di Nausicaa.
  20. E' presto detto: perché sono due termini e figure diverse. Se ricordi, Kouroku dice esplicitamente: "Quelli non sono semplici cacciatori... sono calcaterra!" e una vecchietta: "Calcaterra?" La parola giapponnese per 'calcaterra' è un neologismo/conio inventato da Miyazaki: jibashiri, tanto quanto lo era "susuwatari" [corrifuliggine]. Nel testo, è espressa in katakana. Ho trovato molti giapponesi che si chiedevano cosa diavolo significasse. La maggior parte delle risposte erano "sono quello che sono", ovvero una descrizione di quello per cui si mostrano del filmn: un elite di cacciatori specializzati e spietati, oltre che schifosi, abietti - tant'è che fanno ribrezzo.[equivalente deggli ammaestratori di vermi in Nausicaa] Ovviamente, avrei potuto lsciare 'jibashiri' e amen. Ma è un nome comune! In più, beché l'effetto WTF fosse voluto (nel film la citata vecchietta infatti ripete il nome, come a dire: e che significa?), un giapponese ne percepisce il contenuto linguistico, in qualche modo. Quindi, ho indagato. In kanji sarebbe: 地走り Quindi, letteralmente terra-corridori. La forma è quella di una sostanzializzazione verbale, tipo: susuwatari, 煤渉り (fuliggine-attraversatori) Il costrutto è quello di molte specie animali classificate in base al loro comportamento. Avete presente, che so, il 'road runner', il corridore delle strade? In giapponese è 'michibashiri'. Cose così. In particolare, c'è assonanza con certe bestiole, insetti di terra e di mare, di tipo 'terricolo' nel senso che invece che nuotare o volare, calcano il terreno. Credo che l'idea fosse che questi 'calcaterra' siano tizi che 'corrono a stretto contatto col terreno' (mimetizzandosu, strisciando, etc). Da cui la mia scelta di resa. -- PS: in un qualche gioco, 'jibashiri' era il nome di una tecnica ninja di 'scatto fulmineo suo suolo del bosco'. PS: di recente, qualcuno usa 'jibashiri' per 'rocciatori a corpo nudo', ovvero 'a stretto contatto con la terra'. Ti è parso correttamente, e complimenti per l'attenzione. E' così perché così è in originale, manco a dirlo. In giapponese, il nome ufficiale di Eboshi è Eboshi-gozen (fa me reso come "Eccelsa Eboshi"), lo trovi nei titoli di coda, ma nel testo del film non viene MAI usato: nei dialoghi è "Eboshi-sama" (somma Eboshi) e un paio di volte Eboshi-dono (madama Eboshi). Stessa cosa per Moro, il cui nome ufficiale "Moro no Kimi" (da me reso come "Patrona Moro") copmpare solo nei titoli di coda. :-)
  21. Eboshi non dice nulla di simile. Credo di avere postato in questo stesso thread le parole del regista, che spiega chiaramente la sua intenzione: fare un film sui conflitti *insanabili*, che non hanno risposta né possibilità di conciliazione. fare un film in cui "un ragazzo arriva a comprendere l'animo di una ragazza, ma alla fine lei rifiuta di vivere con lui, e lui dice: va bene anche così" chi alla fine del film ha capito qualcosa è Ashitaka: ha capito che il suo tentativo di 'cercare un sentiero di vita comue per uomini e natura" era fallace. perché è impossibile. quindi Ashitaka pacificamente accetta il rifiiuto di San, e se ne va a vivere trai suoi simili. Grazie, manda. Davvero si vedevano solo parzialmente le righe più "in alto" e sparite del tutto quelle che dovevano essere un po' più in basso... mi viene da temere che mi abbiano segato via un pezzo di immagine nella parte inferiore perché se no non me lo spiego You've got mail e sì, ti hanno tagliato una 'fascia' di immagine. :-/
  22. Forse sono arrivato a capire un pochino di più Sen to Chihiro.
  23. emm..ma i "suoi" di Ashitaka non sono gli stessi "suoi" di Eboshi?...vabbè vado a dormire che è meglio... Sì, sono gli stessi, nel senso che Ashitaka dice che si stabilirà alla fucina. L'unica differenza è che tutto sommato per Ashitaka il punto è che siano umani come lui, mentre per Eboshi, più restrittivamente, è "sono quelli del mio insediamento" - ma le due cose qui coincidono. :-)
  24. Si vede che non hai mai visitato molti negozi di dojinshi e simili. Ci sono le commesse che fanno le vocine come negli anime. Irritantissimo Dicevo persone normali. ^^; Voglio dire: ti sei un po' contraddetto in termini: "Commesse che fanno le VOCINE COME NEGLI ANIME". Eh, ci sono anche le maid dei maid café, ma non credo facciano testo quanto a 'realismo relazionale'... ^^; Questo segna quasi un record! °_° Se vuoi ti passo in PM gli adattamenti. :-) Eboshi NON intende affatto "rispettare la natura come gli hanno fatto capire Ashitaka e San". Quella era l'invenzione della vecchia versione, cambiata nel contenuto. "Ricominceremo tutto d'accapo, e faremo di questo luogo un buon villaggio (PER GLI UOMINI)" Eboshi pensa giustamente ai suoi. San torna ai suoi (il bosco). E Ashitaka si mette coi suoi (gli umani). Capisci perché non si può vincere contro gli stupidi? Si illudono che possa cambiare qualcosa! Soprattutto, tu non hai capito il film, direi. XD
  25. Non darò seguito al deragliameno di onnipotenza onniscenza (banno bunka zio sam) dello zio, ma aggiungo solo un elemento di certo manca a lui, ma magari può interessare anche altri. In giapponese, il "doppiaggio dai cartoni animati" e "il doppiaggio/recitazione cinematografica, televisiva o quant'altro" sono e soprattutto erano due cose molto molto distinte. L'idea di base -dico ancora in Giapponese- è che per "i cartoni" devi "fare le vocette". Una cosa come il realismo, la credibilità, non è mai stata considerata. Al di là della caratterizzazone vocale estrema, fanno parte dell'idea di "doppiaggio dei cartoni animati": -la sovraenfaticità del parlato, ovvero le battute molto 'spinte' in qualche che sia la loro marca stilistica, da quella drammatica a quella ridicola -l'assenza di realismo di età del doppiatore sull'età vocale del personagio -i cliché recitativi, il macchiettismo ora, benché i cartoni animati giapponesi non siano più Atom e Uran, Kimba e Sapphire e Melmo, e benché si potrebbe pensare che simili cose siano superate, non è affatto così. Perché i cliché si sono rinnovati, ma ci sono sempre cliché 'spinti' e 'caricati' in modo del tutto irrealistico. Voglio dire: non è che ci siano ragazze giapponesi che parlino come Suzumiya Haruhi, Asahina Mikuru, o chi volete voi. Ovviamente, nel corso della storia degli anime, ci sono stati eccezioni e tentativi di controtendenza. Siccome, come diceva -o meglio traduceva- Garion proprio Miyasan e Pakusan hanno sempre 'tenuto gli occhi sulla cinematografia', è ovvio che proprio loro abbiano tentato di fare un altro tipo di recitazione, per i loro film. Soprattutto Pakusan, che è un appassionato di cinema neorealisa, ma anche di un sacco di altre cose, già con Hotaru no Haka ha messo attori praticamente 'ad età reale' sui suoi personaggi (la doppiatrice di Setsuko aveva otto anni!). In PoroPoro i doppiatori sono tutti attori di 'trendy drama'. IN Ponpoko attori di teatro rakugo. Ma la verità è che ben presto i film di Takahata non furono più neppure percepiti come 'anime'. MIyazaki l'ha seguito, ma con un po' di ritardo. Ovviamente, seguendolo pestava i piedi - nel senso che faceva gran chiasso per quello che l'altro faceva da sempre, stando zitto'. E' nota l'intervista di Miyasan ai tempi di Totoro, dove dice che il dopiaggio ìdei cartoni animati' gli fa schifo perché è finto, e tutte le ragazzine sembrano dire in ogni battuta "sono carina, nevvero?". In Totoro Miyasan ha sperimentato Shigesato Itoi (pubblicitario, producer poliedrico) sul personaggio del padre delle bimbe. Ma non è che Satsuki non fosse Hidaka Noriko, eh! ^^ Anche con Porco Rosso si ebbero voci 'poco da doppiaggio', tra cui l'indimenticabile Kato Tokiko su Gina - in primis. Su Kiki c'era piuttosto la faccenda del doppio ruolo, ma era cmq un doppiaggio anime. Proprio con Mononoke Hime, Miyazaki ha "rotto" col doppiaggio anime. Dalla protagonista, Ishida Yuriko (giovane attrice televisiva e cinematografica), alla voce di Eobshi, Tanaka Yuuko (atrrice di teatro apprezzata sui ruoli shakespeariani), alle voci di Moro e Okkoto (Miwa Akihiro, nota drag queen e intellettuale, e Morishige Hisaya, storico attore televisivo)... erano perlopiù tutti interpreti "fuori" dal "mondo dei cartoni". E da allora in Ghibli non si è tornati più indietro, ma lo 'scandalo' fu proprio con Chihiro, quando c'era la bambina protagonista doppiata da una ragazzina, e Haku doppiato da un ragazzino ancora più giovane. Ricordo che ai tempi molti fan giapponesi dissero che "era insentibile", etc. In effetti anche a me fece "molto strano" quando sentii per la prima volta Chihiro, nel 2001. Ma il sentiero era tracciato, e come si sarebbe visto sarebbe stato un sentiero sempre più seguito non solo dallo Studio Ghibli. Chiaramente, nel mondo anime, anche altri hanno avuto i loro tentativi. Per dire di Anno, mettere "la voce di SailorMoon" (vocetta demente) a doppiare Misato "con la sua voce" fu qualcosa che lasciò ai tempi molti fan (giapponesi) stupiti a dir poco. Non che tutto Eva fosse dppiato così. Oppure, Kawamori o meglio Akane Kazuki volle una liceale vera per Kanzaki Hitomi, fecero le audizioni nei licei e 'scoprirono' Sakamoto Maaya. E in fondo, anche MInmay, ai suoi tempi, era stata una bella sperimentazione. Di Tomino, nel merito, non so. Ma sono certo che in caso Garion saprebbe drici. Quindi, Sam: ogni cosa è fatta in un modo, e quello bisogna seguire. Se mi dici di doppiare DragonBall, io ti dico che lo devo fare 'uguale', quindi tutte vocette più o meno dementi, e spinte al limite del parossistico. Più nel concreto: seppur doppiati a distanza di mesi (in Italia), in Ponyo hai protagonisti bambini ad età reali, in Totoro no: indovina perché? Un localizzatore, adattatore, traduttore NON deve 'criticare' col suo gusto il prodotto su cui lavora. Lo deve capire, seguire e riprodurre quantopiù fedelmente. Poi, sedendosi in platea come chiunque del pubblico, potrà dire se gli piaccia o meno. Ma non conta niente. :-)
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