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Mondo Apple (sempre più QUALITY)
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E in effetti non ho ben capito che benefici porti la (mini)displayport rispetto alla (mini)DVI. ADC era un cavo unico che portava segnale video e alimentazione, e chiaramente permetteva di alimentare i display senza un alimentatore dedicato, ma pure senza un alimentatore interno: ottimo, direi. Displayport, invece? D'altro canto, l'innovazione si fa in genere nella nicchia (professionale) ad alto costo, per poi implementarla nel mercato a consumo. La F1 serve a sperimentare tecnologie, no? :-) -
Mondo Apple (sempre più QUALITY)
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Non so, negli studi professionali audio che ho frequentato negli ultimi dieci anni si usa solo FireWire... ^^; Thunderbird si intende Thunderbolt? Comunque io adoravo la connessione ADC, per dire, e quando la abbandonarono mi dispiacque molto. -
Shuji, senza dubbio il tema, il contenuto del film mi è molto vicino, molto vicino a livello intellettuale/personale. Senza dubbio il film non fallisce nel parlare schiettamente di ciò di cui parla, lo fa poi con interpretazioni direi molto convincenti, e quindi mi ha preso, hai ragione. :-) Da un PDV sociologico, direi 'storico sociologico', credo che la tua disamina colga nel segno. Poiché, in più, credo che la storia dell'uomo arrivi in una frattale ciclicità (cicli di cicli), è facile rileggere nel 'momento' di Gatsby altri momenti di cui possiamo sentirci noi stessi testimoni. Quella "Grande Bellezza" italiana che c'è ora nelle sale, non è essa stessa un po' così? Dico un po'. Ovviamente, il 'sogno americano' del farsì da sé è il sogno di una societò senza nobiltà pregressa, credo l'una cosa venga con l'altra. E' senz'altro interessante. Tuttavia, il mio personale interesse è sempre una lettura psico-sociologica, ovvero la lettura della mente dell'uomo singolo (psicologia) nel gruppo (sociologia). E qui, secondo me tu hai centrato nel segno con l'ultima parola del tuo ultimo post: infantile.Gatsby è, ai miei occhi, totalmente infantile. E' ancora il sedicenne che lascia la casa paterna per inacettazione della povertà che l'ha partorito. E' il giovane Julien Soriel che odia il padre che gli fa cadere il libro nel fiume. Tutto il rincorrere Daisy di Gatsby è delirio di superego infantile. Basterebbe una frasetta di lei, ma la deve dire lei, per considerare il passato riscritto, riscritto a partire da un dato punto scelto per propria definizione. E' il gioco di un bambino, è egocentrismo (non egoismo, proprio egocentrismo) puro. Non c'è nulla di maturo, neppure lontanamente, in Gatsby. Anche le sue paure sono infantili. Sembra un bambino cresciuto nella solitudine, del tutto avezzo a non ricevere mai una carezza disinteressata (in questo, il rapporto con il protagonista narrante è esemplare). Un simile personaggio può fare l'effetto del 'povero cucciolo nella società dei cattivoni', ma alla fine non è un bambino vero: è un ritardato. Il cui ritardo è stato autoindotto dal un ego così gonfio da soffocare.
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Mondo Apple (sempre più QUALITY)
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Pare proprio di sì. ^^ http://www.apple.com/mac-pro/ (la pagina è in realtà lunga a ci mette un po' a caricare, occhio). -
[waiting for] Giant Robot THE ANIMATION - The Day the Earth Stood Still
topic ha risposto a Shito in una Joe_Iabuki nella sezione Kyodai Robotto, hasshin!
Ti passo dei dati molto rozzi che ho raccolto mentre parlavo con i colleghi giapponesi di Time of EVE. ^^ Potremmo direi che doppiare un film di difficoltà media (non un incubo in termini di quantità di parlato o cose particolarissime come abbondanza di protagonisti infantili, che so), della durata di 120mins, con un output 'home video' (quindi niente masterizzazioni Dolby per le sale e altre cose tecniche di natura 'cinematografica'), per il mercato home-video (i prezzi sindacali cambiano, mi pare, se si lavora per il circuito cinema o per l'home-video), sia intorno a 20.000 Euro, forse qualcosina in più (22.000). Dico per fare un buon lavoro. Non perfetto ma buono, molto buono. Questo ovviamente sfruttando al meglio le risorse, avendo una struttura di alto livello dal pdv tecnico e un comparto di alto livello dalpdv delle competenze umane e artistiche. Nella mia esperienza, il lavoro del doppiaggio ha ampi margini di 'ottimizzazione'. La competenza dei soggetti professionali coinvolti non risulta soltanto nella bontà artistica del risultato, ma anche nell'effettiva efficenza produttiva che evita stupidissimi sprechi, che sono frequenti dove manchi la necessaria competenza. Se parliamo di sette episodi di durata anche lunghetta come Giant Robo ovviamente il costo, sempre molto alla grossa, va misurato in proporzione di minutaggio. Per un cinematografico i costi tendono circa a raddoppiare. Per intenderci, potremmo dire che doppiare per bene Akira per il cinema sarebbe costato ta i 40000 e i 50000 euro, credo (il film non è semplice, per altro). -
[waiting for] Giant Robot THE ANIMATION - The Day the Earth Stood Still
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Fencer: direi che adesso i conti sul tuo pensiero mi tornano perfettamente, grazie per le precisazioni. :-) -
Mondo Apple (sempre più QUALITY)
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Io l'ho visto stamani nella registrazione ufficiale della presentazione (WWDC). In genere quel tipo di prodotto è su una fascia troppo performante e costosa per i miei utilizzi, indi non mi sono concentrato sui dettagli. Fattore di forma a parte (senz'altro originale e in qualche modo futuristico, accattivamente - almeno per me), non so quanto espandibile sarà - anche se pare intendano che lo sia. In ogni caso, quello che mi pare interessante è che Apple abbia dimostrato l'intenzione di non abbandonare il segmento professional o quantomeno prosumer a favore del 'mero' consumer, da cui ormai trae i suoi larghi profitti. Ho visto questa intenzione nella presentazione di Mavericks, soprattutto, e ne sono felice. Che si possa tornare a sperare in monitor opachi Apple, e cose così? Magari! -
Otakuzoku no Kenkyuu - Studio/Ricerca sull'otakuzoku
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Credo fosse intenzionale, del resto. Ho da qualche tempo aggiunto al primo post la traduzione del testo che introduce la raccolta degli articoli sul sito di Manga Burikko, che recita: -
[waiting for] Giant Robot THE ANIMATION - The Day the Earth Stood Still
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Personalmente credo che una cosa sbagliata sia peggio del nulla. Perché è un valore negativo. E, che so, -3 è meno di 0, no? Una cosa sbagliata fa solo danno, vergogna e cattivo servizio a un'opera. Andrebbe rimossa. A prescindere che ce ne sia una migliore a sostituirla. Andrebbe rimossa e basta, in quanto tale. Il discorso dell'economico lo capisco, ma chiaramente 'economico' può voler dire non eccelso. 'Sbagliato', 'errato' sono cose che esistono su un altro livello d'analisi. Si posso fare cose dignitosamente economiche. Si possono fare cose ricchissime ma sbagliate, indi indignitose. Sono cose proprio diverse. Ma ti leggo piccato, Fencer. Problemi? -
[waiting for] Giant Robot THE ANIMATION - The Day the Earth Stood Still
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Quoto tutto. Il 'senza tener conto' credo sia un Vaso di Pandora, per altro. Si parte dai nomi sbagliati nella pronuncia (Jin Rei invece di Gin Rei), a quelli sbagliati in toto (Nakajo invece di Chuujo), a 'Big Fire' usato come il nome dell'organizzazione (che si chiama B.F., dove Big Fire è solo il capo di quella), a cose fatte del tutto a gusto (Elite dei Dieci? WTF?) e tutte cose così. E poi si arriva al contenuto reale dei dialoghi, dove apriti cielo. Gen'ya che significa 'illusione di una bellissima notte'? Ma in che lingua? XD Quoto. Su qualità video non mi esprimo, non sono competenete e non so nulla. Ma di certo tradurre e adattare Giant Robo è molto, molto difficile. Sia per il doppiaggio o per dei sub, è molto, molto difficile. Personalmente, pur comprendendo che il ridoppiaggio di una serie simile sia forse fuori questione per un mercato come il nostro, credo davvero che il vecchio doppiaggio non andrebbe neppure incluso in una edizione dignitosa. Come può essere dignitoso qualcosa di palesemente, profondamente errato? Non può. Ero a Catania per lavoro, tra sciroppi e arancini (che già mi mancano), ma... perché? °° -
Visto. Con attenzione. Non mi è piaciuto. Cinematograficamente parlando, se da un lato il film ha brillato per un casting che mi è sembrato ottimo, una direzione degli attori che mi è sembrata ottima, interpretazioni dei personaggi che mi sono parse tutte ottime (con quella di DiCaprio che, beh, era allucinante per tanto che era perfetta), dall'altro tanto la regia che la scenografia mi sono barse un ridicolo baraccone. Proprio la messa in scena, dico, ovvero 'il tutto realizzativo' del film mi è parso un ridicolo baraccone. Non si alzino scudi sulla meta-rappresentazione del tema dell'effimero nell'epoca del jazz, la demitizzazione del mito americano, e tutto il resto. Sembrava tutto finto, ma non 'veramente finto', proprio 'finto'. Un videogioco merdoso. Le scene in auto facevano ridere. Le visioni a volo d'uccello sulla città facevano ridere. Le architetture facevano ridere. Luci e ombre facevano ridere. E nulla di questo, credo, avrebbe dovuto o voluto far ridere. Sul contenuto del film. Non avendo letto il libro, ne sono stato parimenti deluso. A parte una chiara velleità del regista verso un certo tipo di fedeltà narrativa intermediatica, che è sempre male (trooooppi monologhi da voce pensiero per il protagonista narrante: non funziona mai), ok, cosa abbiamo? Il tipico narratore 'all'interno ma all'esterno del mondo narrato', che crea un ponte virtuale attraverso la quarta parete ovvero tra realtà esterna e interna alla narrazione. La persona normale calata, quasi suo malgrado, nella follia. Tipico. Tutto questo per mostrarci che, beh, l'eccesso è sempre fasullo. La mia sorellina diceva, a sedici anni e senza avere letto Fitzgerald: "molti amici, molta solitudine". Sembra una cosa normale, no? E poi, e qui mi chiedo se anche il libro sia tanto abbietto, ma Le Rouge et le Noir non lo leggono, in America? Perché è ovvio che una vita di falsità fatta per trascendere la propria origine è solo un deborante superegotico autoinganno. E' ovvio, vero? Per me è ovvio. Anche volendo ammettere che ci si possa elevare dalla propria origine, non la si può negare, né la sua può trascendere. Odiare quel che si era da principio porta solo alla consunzione profonda del sé, porta a "carogne, carogne, carogne", al marcire profondo dell'animo. Io non so se Gatsby, oltre che un poveraccio e una figura patetica, intenda essere in qualche modo una figura anche solo blandamente positiva. La regia pareva empatizzare con lui. Ma vaffanculo, dico. Povero pazzo idiota. Pensi di ingannare il vero, il tempo, e te stesso e gli altri. Pensi di 'amare' una donna che hai eletto tu solo ed egoisticamente come simbolo della tua propria elevazione sociale, e pensi non solo di poter riscrivere il suo presente e il suo futuro, ma anche il suo passato. Sei un mentecatto. Giusto è stato il tuo funerale deserto, nulla mai avresti meritato che il disprezo di chi hai avuto attorno, e non vedo altro valore di una simile narrazione se non come un monito a quello che non si dovrebbe pensare in vita. Anche i personaggi che intuisco (dalla regia) essere 'negativi' nel film surclassano il mentecatto Gatsby per onestà del sé: il marito traditore, l'ereditiera triste e cretina come crede di non essere (ahahahah!), su tutti svetta il meccanico genuino. Ognuno con la sua dignità. Solo mediocre il narratore, né carne e né pesce e senza spina dorsale né dell'uno, né dell'altro. Personaggio abbietto come il Gatsby con cui empatizza. Potrebbero andare felicemente tutti al diavolo e lasciare la vita e il mondo a gente più onesta. No, non idealisticamente 'buona' o cosa sia. Solo 'onesta', ovvero capace di guardare la verità. In primo luogo, la verità del sé.
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Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
Mavericks credo sarà la prima release di OS X a fare del bene dopo Snow Leopard. iOS7 è tutto quello che si sarebbe potuto sperare - finalmente. I nuovi MacBook Air con durata estesa sono cose belle. Il nuovo Mac Pro sembra piuttosto un Mac Mini prosumer. :-) -
Pacific Rim - Si realizza il sogno di noi poveri robofan???!!!
topic ha risposto a Shito in una m0ntella_9 nella sezione Cinema
Ma non era stato detto n pagine fa? -
Otakuzoku no Kenkyuu - Studio/Ricerca sull'otakuzoku
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Ho rifinito un po' la traduzione del secondo articolo, e l'ho aggiunta nel topc starter post. :-) Ecco qui invece una prima bozza della traduzione del terzo articolo. Di questo non c'era proprio la traduzione in inglese. Curiosamente, questa terza parte non è titolata come un capitolo de "Uno studio sui "davoi", forse se ne sono scordati, perché in effetti sull'originale giapponese c'è più di un refuso (anche segnalati in trascrizione ufficiale). In ogni caso, eccoci qui: -
Non ricordo real Yoda usare il termine 'padawan'...
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Beh, non si diceva che l'idealismo è maschio e la pragmatcità è femmina? ^^ (concordo sulla svolta intentata dalla Takahashi che vira dalla 'commedia romantica' alla 'commedia sentimentale' al 'melodramma sentimentale' del finale :-) )
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Credo che Asuna sia molto il personaggio di "non esistono femmine davvero ingenue, sono sempre determinate. Per la femmina l'ingenuità è stategia'. Anche Kozue è così, ognuna a suo modo. ^^
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Eva Manga - new chapter by Sadamoto
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La stazione del 4 episodio è la Stazione di Hakone Yumoto, realmente esistente (ci sono anche stato). E' la stazione 'di linea' puù prossima alla zona di Hakone, dove va a sorgere Neo Tokyo-3 (sì, ho fatto il pellegrinaggio nei luoghi reali ritratti e citati nella serie XD ) Poi checko se è la stessa, anche se ad sensum lo ritengo improbabile. -
Credo che tutto quello che hai scritto sia vero, ma ne ho una lettura un po' diversa. Ovvero, su Kyoko, mi è sempre parso che la sua 'indecisione nel triangolo' fosse in realtà un conveniente permanere in una moratoria ad libitum, ovvero direi in maniera più diretta che fintanto che Kyoko faceva apparentemente 'la cretina' tra Godai e MItaka in realtà si rifiutava semplicemente di pensare profondamente alla questione di un nuovo amore vero dopo Soichiro. Quanto a Mitaka, mi pare anche la stessa cosa, nel senso che anche lui 'fa il ragazzino' (il cascamorto), finché una sonora pedata della vita (grottesca come la Takahashi fa, ma sempre una pedata) lo butta in avanti, e lo fa maturare, in modo adulto, poco idealistico, ma non per questo meno genuino. Credo che l'idea dell'amore con le campane che suonano nella testa sia quella dell'amore infantile (Kyoko piccola, Yagami), laddove l'amore di due adulti è piuttosto la scelta di decicarsi a un'altra persona, per renderla felice, per essergli di supporto nella vita. E credo che molti personaggi in Maison Ikkoku transitino nel loro peridio 'di moratoria', più o meno prolungato. Il senso di passaggio per me è molto forte in Kozue, che 'fa la ragazzina' finché può, ci prova fino all'ultimo, ma poi quando il tempo è scaduto diventa una moglie fatta e finita che sorride stendendo i panni. E' così per Akemi, persino. E' così per MItaka e per Kyoko, anche. Ognuno con i suoi motivi e i suoi modi. Alla fine è proprio godai, forse perché ragazzo di provincia, che si inganna ben poco e gresce costantemente lungo la storia, senza mai indulgere sulla sua (pur reale) giovinezza. Del resto, si era proprio innamorato di 'una più grande di lui'. ^^;
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Eva Manga - new chapter by Sadamoto
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Neppure Dai-NI-Shin-Toukyou-Shi (ovvero NeoTokyo2), mi sa. ^^ (devo ancora tradurmi tutto lo stage) -
Credo sia una lettura molto sensata, molto giusta, molto vera. E' altresì vero che sino all'arrivo di Yagami, che arriva comunque abbastanza verso la fine, e fino ai conseguenti flashback di Koyko, noi non sappiamo *quanto* e *come* la 'giovane vedova' fosse attaccata all'idea del marito. Per Kyoko, Soichiro è stato quello che è Godai per Yagami: una amore totale, giovanile, idealizzato e idealizzante. E poi coronato in matrimonio. Un amore ideale. La difficoltà di Koyko di 'ricominciare una nuova vita, un nuovo maore', non è semplicemente la difficolta sociale (pur vera e vivificamente rappresentata) di una 'giovane vedova'. Credo che Yagami sia il punto decisivo per Koyko perché la verità è che per amare Godai, Kyoko deve definitivamente appacificarsi, risolversi, con "la Yagami che è stata e che è ancora in lei", perché Kyoko non può amare Godai come lo ama Yagami, ovvero come lei stessa amò Soichiro. In realtà, credo che la giovinezza di Yagami, la sua radicalità sentimentale, facciano infine maturare proprio Kyoko, ovvero le facciano fare il salto nella nuova età della sua vita staccandosi da un ricordo, da un precedente capitolo, che Yagami le fa infine vedere ormai 'fuori di sé'. Sottoscrivo anche questo. E anche la serenità che trasuda dalla coppia Mitaka-Asuna quando li si vede nel Last Movie ne è una prova provata. Credo che alla fine, MItaka fosse un personaggio, una persona molto più 'convenzionale' (nessuna offesa intesa) di Godai, o di Kyoko stessa - persone senz'altro più 'particolari' in una società come quella giapponese e ottantina. Godai è uno che sceglie un lavoro 'di passione sincera' piuttosto che un ruolo di sicura carriera in una grande azienda: è un campagnolo idealista del tutto 'outcast' nella 'società normale' dei suoi tempi. Sakamoto, ad esempio, è un personaggio convenzionale. E anche Mitaka lo è: l'aitante maestro di tennis che fa il bello, il cascamorto con le giovani allieve, meglio ancora con la bella vedeovella da consolare, è un atroce cliché. Ma è una maschera molto 'a scadenza' che infatti MItaka dismette, essendo in sostanza anche lui una bravissima persona, nell'amore per Asuna. Che sembra tanto una Kozue upperclass, nevvero?
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Eva Manga - new chapter by Sadamoto
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione Anime & Manga
***** (addendum): btw ho riletto il topic praticamente d'accapo e rileggendomi sono risultato generalmente irritante persino a me stesso. ^^; Non c'è che dire, davvero ognuno ha un suo talento, eh? Un'altra cosa epica è che a distanza di mesi/anni ridico le stesse cose quando parlo delle stesse cose - un po' lol un po' confortante (perlomeno mi confermo di dire quello che penso realmente e non cose a caso dettate dal momento). XD Rileggendomi, direi inoltre che sul rapporto Gendo/Shinji in effetti Taro avesse ancora più ragione di quanto già non gli avessi tributato/riconosciuto. Kin: i miei post a pag 11 sull'erotofobia infantile e la misoginia adolescenziale femminile sono davvero fighetti, però. :-) Di questi tempi in cui mi sto molto occupando della critica giapponese all'otakuzoku direi che i conti mi tornano più che mai. -
Eva Manga - new chapter by Sadamoto
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Credo di capirti, sì. Credo anche di capire che la differenza fondamentale è che Anno 'stava tutto dentro' a Evangelion, nel 1995-96-97. Per sua stessa ammissione, Evangelion (l'originale animato) era lui, ci aveva messo tutto sé stesso. Ed Anno era un otaku. Un otaku in crisi di autocritica, di autoanalisi, di identità. Ma le crisi degli otaku, anche quando intelligenti, sono sempre sul filo dell'egotismo infantile e del vittimismo autocommiserante. Quindi, per molti versi, anche con tutti i suoi spunti intelligenti e cose, Evangelion (l'originale animato) era ed è così. Fa i capricci, fa le sceneggiate, frigna come un ragazzino fuori tempo massimo. Con i suoi isterici alti e bassi, passi avanti e passi indietro, Evangelion (l'originale animato) come Shinji (l'originale animato) come Anno (a quei tempi) sono sempre in bilico tra un intransigente idealismo infantile e una sordida indulgenza autocompiaciuta, tra una volontà di potenza di prondità intellettuale e un semplicismo altrettanto infantile sempre proclive a onanismi mentali spesso autorefenziali - proprio come sono gli otaku, no? Ti tornano, i riassunti? Ora, non so come stesse Sadamoto 18 anni fa, ma 18 anni sono 18 anni. Sadamoto finisce, conclude il suo manga, in un'età tutta diversa. E' normale che sia un narratore molto più maturo, bilanciato, di quanto Anno fosse nel 1996 - e credo cmq che Sadamoto non fosse 'dentro la questione' tanto quanto Anno neppure allora. Sicuramente il finale del manga di Eva, non scontato ma un po' banale nello spirito di questi tempi, mi pare il finale raccontato da un adulto a dei ragazzi. E direi che va bene così. -
Eva Manga - new chapter by Sadamoto
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Beh, in genere non leggo forum in lingua giapponese, non posso sapere cosa si chiedano loro. :-) Di certo, in quasi vent'anni di frequentazione della ML inglese di Eva, ho letto follie inimmaginabili (ma veramente, eh) a livello di deragliamento. Pensando alle questioni che vengono esposte nel libro 'Schizo/Parano', forse uno dei pochi testi 'di interpretazione e approfondimento' scritto da giapponesi su Eva, siamo proprio su un altro mondo. Ma è pur vero che quello non sarà rappresentativo dei fan random sui forum random, ai quali sappiamo bene cosa disse Akai Takami. Ancora, la mia sensazione (è una sensazione) è che di ottusità sia pieno il mondo in ogni sua parte, ma che pure 'i diversi modi dell'ottusità' conoscano variazioni diatopiche. ^^; Sul finale, è anche molto bello il parallelo perfetto dell'inizio dell'ultimo stage (Shinji che pensa sul treno) con l'inizio del manga, proprio le prime tavole. Persino la cartella che porta è proprio la stessa, e i discorsi che fa sono del tutto sovrapponibili. Alla fine credo sia un finale non scontato ma piuttosto banale, in qualche modo. Uno strano connubio, sì. Ma in qualche modo mi pare altresì adatto al manga che conclude, e in questo molto soddisfacente. :-) -
Infatti Kyoko è uguale a Yagami, in realtà, o meglio lo era. Quindi, nell'essere uguali, Yagami è più 'moderna', ma è lo stesso. Kyoko nei flashback è quella strana che non va con le amiche per aspettare il supplente di cui è innamorata, per offrirgli l'ombrello. Quando vede che lui ha un ombrello, si imbosca il suo nella schiena per farsi ospitare sotto quello di lui. Una generazione dopo, Yagami avrebbe fatto cose più 'estreme' e 'radicali' come accettare coraggiosamente di infilarsi nel futon del suo supplente, scappare di casa, o ordire il trappolone in palestra, ma è la stessa cosa - solo traslata nel tempo. Come tempo 'esterno' (l'epoca in cui vivono), Kyoko e Yagami sono distanti, ma se le si accavvalla annullandola differenza di tempo 'interno' (l'età della loro vita che vivono), ovvero si mette a paragone Kyoko adolescente con Yagami (adolescente), sono del tutto sovrapponibili. Infatti Kyoko specchia sé stessa in Yagami, e nella giovinezza della seconda, così determinata e 'matta' e pronta a tutto, a dare tutta sé stessa, senza nessun compromesso accettare, l'adulta Kyoko si mette inevitabilmente in discussione. Al contrario, Yagami ancora non può capire, e 'schifa' l'adultità già segnata di Kyoko, bollandola come ipocrita, cosa che da un punto di vista loli/otaku (ovvero: semplicisticamente infantile) Kyoko effettivamente è. Credo che quello sia davvero il punto più significativo della serie, a livello di psicologie, così come l'addio di Kozue a Yuusaku. Parlando di questo, certo la Takahashi mette in scena sempre dei personaggi grottesci, caricaturati, col suo macchiettismo tipico di Osaka. Questo lo faceva anche in Uruseiyatsura. Tuttavia, essendo Maison Ikkoku un seinen, direi che il macchiettismo diventa più significativo, più rappresentativo delle pieghe di una società reale, tutt'altro che perfetta, tramite la parodia di personaggi in qualche modo isterici ciascuno a loro modo. Si potrà direi che era già così in Uruseyatsura, certo, ma lì l'elemento demenziale era davvero spinto a tavoletta, specie con l'introduzione dell'elemento fantastico e SF, oltre al canovaccio della commedia scolastica. Credo che l'altra cosa veramente bella di Maison Ikkoku sia quella dinamicità dei personaggi che facendoli crescere nella sotira li rende reali, e la storia cresce con loro, abbassando gradualmente il livello della demenzialità verso una maggiore significanza sentimentale e psicologica nello scolpito dei personaggi e delle loro vicende.
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