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Shito

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  1. Non mi scandalizzo, hai ragione. Ma è terribile spacciare rumors e concept di ignoti come cose anche solo 'quasi confermate'. Sono modi diversi: la realtà e il plausibile/probabile, che sino a concretizzazione avvenuta non è che fantasia.
  2. Finalmente sto provando i nuovi "ear pod" di Apple, che hanno sostituito i vecchi "ear bud". La differenza è tipo la notte e il giorno, in molti comparti. Più notabilmente, la nuova forma li rende una via di mezzo tra auricolari comuni e quelli "in ear". Il risultato è il meglio dei due mondi: senza avere un isolamento acustico totale dall'ambiente, la resa è infinitamente migliore, con gli auricolari che stanno al loro posto direzionando per bene l'output verso il canale uditivo. Sono una meraviglia. Ed è incluso il sogno della mia vita: la splendida scatolina dove riporli. Ogni tanto Apple mi fa quesi centri perfetti così... ^_^
  3. Shito

    Pample Pimple Pam Poppum!

    Del resto credo che a livello creativo Maho no Tenshi Creamy Mami abbia forti debiti verso Uruseiyatsura, e non dico solo nel make-up di Creamy.
  4. Ora che me lo ricordi credo si fosse anche considerata questa cosa. Bella l'illustazione Mucha-style, btw. :-)
  5. Ma a parte l'autoassegnazione, esiste davvero quel genere/tipologia? A parte quel singolo titolo, dico. Credevo che certe cose le sancisse la storia che guarda la realtà dei fatti, non il dipartimento commerciale/pubblicitario delle ditte. ^^ Sulla wiki giapponese dicono: "新ジャンルFREE(Full Reactive Eyes Entertainment)を自称しているが、基本的にフラグ立て式のアドベンチャーゲーム。" "Anche se si autoattribuì il nuovo genere FREE(Full Reactive Eyes Entertainment, fondamentalmente un adventure di tipo flag-marker" e nota che FREE non ha link/paginadedicata, quindi mi sa che a parte la stolida boutade di Suzuku Yu poi nessun'altro l'ha usato? Anche sulla wiki inglese il genere FREE non esiste, e resta una trovata pubblicitaria di Suzuki. Shenmue è ivi primariamente catalogato come "adventure game" (nonché come 'rpg' e 'open world' (wtf?)).
  6. Ricordo che ai tempi la cosa fu molto discussa. Non ricordo le parti, dato che mi tenni fuori da ogni cosa riguardante questa serie (lol), ma il punto era (è?) che "rakuen" (楽園) non è esattamente Paradiso, soprattutto non è il Paradiso inteso come nella nostra tradizione. Non è 極楽 (gokuraku - più spesso usato anche nei composti per il concetto di paradiso trascendente), che è la resa giapponese di un paradiso induista/buddhista, e non è 天界 (il regno dei cieli). Se proprio, come concetto si avvicina più a quello di "Eden". In giapponese per indicare proprio il paradiso si usa anche パライソ (dal portoghese dei primi gesuiti, credo: paraiso), e ovviamente l'anglismo パラダイス (paradise), nonché moltre altre parole che fanno riferimento a vari paradisi di varie religioni più o meno induiste/buddiste. Spicca però 'rakudo' (楽土) che si differenzia proprio da rakuen (楽園) e pure in quanto il primo è forse trascedente (paradiso e basta), il secondo è un 'giardino paradisiaco', insomma più probabilmente in terra, non nell'al di là. Credo.
  7. Perché Shenmue *è* un'avventura grafica. Grafica 3D, ma sempre avventura grafica è. Credo che la definizione (mi pare autoassegnata, mica a caso) di 'FREE' segni l'acronimo più stupido di sempre, superando il precedente primato di pretestuosità di LISA (di Apple) come "Local Integrated System Architecture"...
  8. Nel senso che l'ho giocata, l'ho finita, avevo le traduzioni (ovvio). All'uscita, eh. Seguita tutta la storia, etc. E dico che, in più (dico: plus!) avevo anche il piacere di cogliere certe sfumature 'sensoriali'. Ricordo ancora la bellezza dello scambio tra Lang Tei (Lan Di?)e il padre del protagonista. Ma anche con questo, era una stupida cagata. Era una stupida cagata in cui una nuova interfaccia grafica 'immersiva' fingeva una libertà di movimento e azione del tutto fasulla, pretestuosa e per questo irritante - potevi attaccare bottone con chiunque, tanto tutti ti rispondevano che non parlavano con gli sconociuti, che non aprivano agli sconosciuti, SALVO quell'UNICA persona che in gergo si chiama 'flag'. Che buffonata. Police Quest in Yokosuka. Oh beh. Avete visto una macchina nera? Avete visto dei cinesi? Lol, dai, seriamente. Lol. Certe cose non dovrebbero neppure chiamarsi 'videogame'. BTW, la colonna sonora era notevolessima.
  9. Shito

    Yamato Video - News

    Che sciatteria mettere bene in primo piano una battuta come "non dire stronzate!". Ricorda tanto i mesti trailer dei film in onda su Mediaset, dove la battute sono ritagliate e montate nel modo di risultare più volgari/dementi possibili. :-(
  10. Pensa, e io bene o male lo capivo pure a orecchio... ^^;
  11. Buona domanda... suppong che come nell'infame caso della idol di Rough divenuta "Lorella Cuccarini" (argh) in edizione italiana, l'unica strada sia cercare un terreno logicamente comune. Con la letteratura potrebbe essere un classico inglese, ma non è detto che nel caso particolare avrei scelto così. Il caso della traduzione, ovvero interlimguismo, in presenza di variazioni datopiche (dialetti), diacroniche (lingua storica) o simili è sempre molto spinoso, spesso senza soluzione. Anche il personaggio del tuo rank, ad esempio, fu nela mia resa italiana tutto un parto di compromesso... :-/
  12. Ma quella non è una caratteristica del 99% delle avventure grafiche? Trovo indecente anche ShenMue, infatti. ^^ (e la SEGA c'è praticamente morta... :firuli:)
  13. Shito

    Pample Pimple Pam Poppum!

    Non hai presente Nakoruru e Rimururu, vero? ^^; (di Hoshi & Oshii avevo sentito... ma non era il personaggio tipo del regista televisivo?)
  14. Tu sei veramenge un signore, lo sai? (no joke) La questione dell'estetica è che, in sostanza, io ritengo che nel nostro subconscio tutto soggiacia a una più o meno (auto)determinata 'prospettiva estetica individuale' (da qui in avanti, POV). Cosa è 'giusto'? Cosa è 'etico'? Cosa è 'morale'? Cosa è 'desiderabile'? Cosa è 'bello'? In tempi moderni, il superego delle persone era sviluppato in seno alle 'grandi narrazioni umane'. Il mito, la tradizione, la religione, la dinastie, le grandi dottrine politiche. Tutte queste 'forme d'ordinamento' esterne al singolo nel formavano la scala valori di realizzazione individuale. Questo è sempre valso per la stragande maggiornza delle persone. In questi tempi postmoderni, narcisisticamente individualisti, si crede di essersi spgliati di ciò. Ma è una bugia. Perché a parte la grande narrazione imperante (lo scientismo), ovviamente il rimando alle 'grandi narrazioni' può essere più o meno diretto. Perché non ci si ciba della carne umana? "E' tabù" (tribalità), "E' peccato" (religiosità), "E' sempre stato proibito" (tradizione), "Non si è mai fatto" (consuetudine). "E' disumano" (scientismo). Ci sono vari modi di 'rimando' alla grande narrazione sotto la quale soggiace il sentimento umano-culturale sedimentato nella formazione del superego. Quindi ci sono spesso dei postulati dati per scontati, per acquisiti, per 'umani', e su questi si fonda la propria scala di valori di vita e soprattutto di educazione - in questo modo si sedimenta una 'cultura', che altro non è che un insieme di norme consuetudinarie codificate, che viene violentemente inculcata nei nuovi nati tramite un processo appunto violento detto "educazione". Poco importa se il ragazzino ha schifo, onesto schifo, dei baci dei nonni - vanno accettati. Ma se il padre baciasse la figlia in zone 'neglette', pure che lei ne fosse felice, sarebbe da arrestare. Questa è la 'cultura'. Se un medico palpa una ragazzina nuda durante una visita lei non deve vergonarsi - è un medico! (quasi che una laurea appesa a un muro togliesse dai suoi occhi maschili il suo essere umano - e sarà irrisa p coercita se vergognosa e ritrosa!), laddove un poliziotto no: per perquisire in dogana una donna deve esserci una poliziotta, o lui sarebbe un maniaco. Questa è la cultura. La differenza tra 'capriccio' e 'reato' è puramente convenzionale. Peggio: se un padre bacia i figli in modo troppo affettuoso lo potrebbero denunciare, ma se fuma in auto con i figli a finestrini chiusi, mettendogli catrame nei polmoni e probabilmente alzando il rischio che sviluppino domani un cancro, questo va bene. E questa, ancora una volta, è la 'cultura'. Molto presto nella mia vita mi resi conto di queste e tante altre contraddizioni e mi sforzai di destrutturarmi del tutto. Dico dal punto di vista etico, morale, teoretico e pratico. Incominciai a ragionare 'da zero' su ogni questione. Ricriticai tutta l'educazione ricevuta dalla mia famiglia, tenendo quello che mi piaceva e spogliandomi di quello che non mi piaceva, senza però avere bisogno di rinnegazioni violente. Ricriticai tutte le convenzioni sociali (di religiose non ne ho ricevute). Soprattutto, era mia intenzione di spogliarmi di qualsiasi 'appiglio pregresso', 'pensiero altrui' come fondamento del mio 'mi piace'. Essenzialmente, mi resi conto che quando ci si spoglia di tutte le cose passateci surretiziamente per scontate, per date, per postulate, ci si trova in un vuoto in cui 'mi piace' non ha ALCUNA giustificazione superiore - in moltissimi casi. Tenni per me solo un certo tipo di fondamento etologico umano (giusnaturalismo animalista) come fondamento dei miei giudizi. Per il resto, pensai che se dovevo discriminare (e dovevo e devo, perché vivere pensando è scegliere, e scegliere è giudicare - continuamente), volevo farlo solo in base a me, al mio pensiero e al mio gusto, non in base a quello di altri 'passatomi sottobanco'. Mi resi così conto che alla fine quasi tutti i nostri giudizi, compresi quelli elevati o supremi (sul piano etico-morale) insistono in realtà su un fondamento estetico - in senso lato: ciò che mi piace, che mia aggrada, che suscita in me sentimento di piacevolezza, quello lo vorrei per me, vicino a me, con me. Lo chiamo bello, giusto, onesto, nobile. Lo insegnerei a mio figlio e mia figlia, perché vorrei che loro, rispettando la mia medesima scala di valori/gusti, fossero belli/nobili/onesti per me. Ciò che no mi piace, mi disgusta, mi provoca ribrezzo, al contrario lo trovo brutto, spregevole, esacrabile. Lo voglio lontano da me, lo disprezzo, cerco di evitarlo ed eventualmente di eradicarlo dalla realtà. Non lo insegnerei ai miei figli, che non vorrei ne fossero contaminati, anzi li metterei in guardia contro di quello. Notai in seguito che anche la linguistica, in varie lingue, confermava la mia idea: "bello", "pulito", "onesto", "mondo" sono spesso sinonimi in nuce, così come "brutto", "sporco", "corrotto", "immondo". I conti mi tornavano. Mi sono reso conto che, emancipandosi completamente, questo è quello che rimande. Una prospettiva estetica individuale, del tutto autolegittimata, fondata principalmente sulla propria sensualità. Ovviamente, il peso di questa profonda emancipazione, come di ogni emancipazione, è una parimenti profonda solitudine. E' un navigare senza punti di riferimento, senza punti cardinali, senza altro riferimento che il profumo del mare nel proprio naso e il suono nel vento dei propri orecchi. Ma vivo e penso così da tanti anni. Quindi per me o le cose sono assolutamente obiettive (un metro è un metro perché è stato definito, mica per altro), o sono assolutamente soggettive e *Autodeterminate*. Il che non vuol dire "a cavolo". Ma il valore delle ragioni eventualmente alla base dei giudizi di valore è nelle ragioni stesse, nella logica con cui si propongono, non in qualche postulato superiore. Perché sopra a tutto c'è sempre e solo un personalissimo "perché mi piace", o "perché non mi piace". Ora non vorrei che questo fosse letto come uno sciatto tipo di edonismo cinico, perché così non è. Questo è solo un punto di partenza del mio proprio sistema filosofico. In effetti ci sono giudizi più basilari (a basso livello sensoriale) di altri (intellettuali), e i secondi si basano sull'umana comprensione che abbiamo delle cose umane. Ma non sono comunque scevri da un primissimo strato sensuale (Jane Asten sorride, forse - sempre di 'Senno e Sensorialità' si tratta). Quindi che la frutta marcia ci faccia schifo è etologico (se ci piace, è un bug da correggere), che ci piaccia più il kiwi dell'arancia è del tutto sensoriale, che ci piaccia più Michelangelo di Caravaggio passa anche e soprattutto per l'edotta comprensione che si ha del contenuto dei due e delle loro opere. Di mezzo, perssoché tutto il resto. Indi, venendo a bomba, avendo sempre trovati brutte e stupide (ovvero brutte) le avventure della Lucas Arts, con i loro stupidi pattern di giocabilità a storia che si sblocca facendo un'unica prevista cosa giusta, a umorismo di basso lignaggio, a meccanicismo narrativo mediocre, con un contenuto del tutto frivolo, avendo sempre trovato brutto tutto ciò, l'ho sempre disprezzato e lo disprezzo, rallegrandomi che la relativa firma abbia oggi avuto fine. E conoscevo il genere dalle avventure puramente testuali (chi ricorda L'anello di Lucrezia Borgia), e poi grafiche della Sierra in CGA (King's Quest, Police's Quest), e poi Lucas Arts. Davvero The Fate of Atlantis era un'idiozia colossale. Mentre ci giocavo mi stupivo di quanto fosse una cosa proprio concettualmente demente.
  15. Mi stai quindi dicendo che ho sbagliato a adattare, nel suddetto film di Aa Megamisama, una lezione di grammatica giapponese come una lezione di grammatica giapponese? Forse quando il professore parla della "radice dei verbi godan" avrei dovuto mettere "il tema del perfetto dei verbi della terza declinazione...", vero? Mannaggia! Non imparerò mai... :-(
  16. In originale non studiavano latino, vero? Perché in genere i giapponesi usano la pronuncia 'restituta' (classica), cfr il "coro di dea" in Aa Megamisama Gekijouban (felikitas, amikis, tristitia, mag'ni, etc), o anche semplicemente Long(h)inus in tu-sai-dove ... ^^;
  17. Shito

    Pample Pimple Pam Poppum!

    Dico, dico ( vabbuò era Jingle invece di Jim, io sò abituato a chiamarlo così da pampino) Ma sei proprio sicuro? Esattamente. Un buzzurro che viene dall'Hokkaido. Come se i bambini lassù fossero dei selvaggi ^^; Io ai tempi avevo molto il senso di 'il ragazzo che viene dalla campagna è più sentivo, in contatto con la realtà'. E credo questa cosa ci fosse. Mamoru si rende subito conto che Posi e Nega non sono gatit normali, ha 'sensazioni' e cose. Fa molto "siccome viene dall'Hokkaido, patria di Ainu, è OMG in contatto con la natura". Nakoruru e Rimururu insegnano. X° Inoltre c'era il senso "viene dalla campagna non è OMG contsaminato dalla vita urbana decadente", all'inizio mi pare che non sappia neppure chi sia 'Creamy Mami' e la collega al toponomi (kurimigaoka). La Parthenon si trovava a Shinjuku (nella versione italiana dicevano shinjukò), mentre la casa di Yu stava a "kurimigaoka" (che fantasia). Una volta viene inquadrata la piantina della JR che si vede nella stazione e kurimigaoka risulta essere a una fermata da Kichijoji. Per raggiungere Shinjuku si utilizza la linea Chuo, quella con i treni arancioni (Sì Taro, ci sei salito sopra). La stessa linea si vede spesso anche in Maison Ikkoku, dato che Godai la usa per andare all'università. Ah, la Chuosen 'rapida', allora. Altrimenti quella 'locale' è gialla, IIRC. ^^
  18. Shito

    Pample Pimple Pam Poppum!

    Ric: la bacchetta mai trovata, sino a quando mi era poi passato il fetish per gli esorbitanti costi collezionistici. Come dicevo, varie imprecisioni di sorta. ^^ Degli adesivi Sprint ricordo un particolare curioso: all' adesivo di Kidokoro avevano cambiato nome ficcandogli quello di Jim Pentagramma. Dici?
  19. Sì, avevo intravisto le stesse cose credo ieri, ma: "were published in a research note by Brian White of Topeka Capital Markets" "White believes that Apple..." ""iRing" accessory described by White..." "White also believes the "iTV" will..." "White also sees Apple's rumored smart watch accessory..." = cazzate. O una cosa è ufficiale, o è merda di toro. ^^ Ma chi se ne frega cosa pensa White, cosa crede White? Lui dovrebbe fare il mestiere suo. I giornalisti che lo riportano dovrebbero cambiare mestiere. Chi se ne interessa dovrebbe avere qualcosa che gli interessi davvero, invece che le stronzate random datte da tizio random e riportate da giornalista random.
  20. Ovviamente è tutta una bufala/voce/speculazione/masturbazionementale. (qualcuno spieghi ai giornalisti delle maggior restate italiane che 'rumor' e 'concept by user' significano in italiano "stronzate") BTW Shu, è incredibile che tu abbia postato Gollum, perché proprio ieri pensavo che in particolare l'iPOd Touch, che ho acquistato perché "mi piaceva come oggetto" (essenzialmente), [mi] fa veramente l'effetto feticistico da "My precioussss". ^^;
  21. Tanto per dimostrare che si può avere un 'animo nostalgico' senza essere girellari ( = cervello spento), volevo rendere anch'io tributo al trentennale di Morisawa Yuu, per la quale si stanno facendo grandi festeggiamenti in Giappone. C'è anche il café! :-) Il mio primo contributo è d'annata vera, nel senso che è un mio contributo realmente 'vecchio'. Si tratta del primo articlo a mia firma che vide pubblicazione nazionale su una rivista del settore, ed era proprio dedicato a L'incantevole... Yu. Venne pubblicato qui. Con tutto che ero piccolo, senza mezzi (ragazzino di paese), onestamente lo considero ancora simpatico (pur con le imprecisioni del caso). Non scrivevo ancora Yuu con l'allungamento vocalico, ma mi piace che non solo si noti già la vague 'purista' (lol), ma che la stessa risulti in qual modo retrodatata ai miei ancor più ingenui otto anni. Come dire: logica e sensatezza non hanno età! :-) A onore del vero, va pur detto che a otto anni ebbi un forte, ma dico forte, nijicon per Yuu. Va anche detto che nell'articolo che ne venne otto anni dopo (ne avevo sedici) mi cambiarono solo *una* parola in tutto il testo - anche il titolo era (come è del resto evidente) totalmente mio, puntini inclusi. Da lì, non avrei mai più accettato di 'subire' editing sui miei testi, in ogni esperieza editoriale... ^^; Finito l'angolo amarcord (<- la provinciale pochezza semantica è intesa, mica per niente), veniamo a cose più significative: ci terrei a sottolineare che Morisawa Yuu è 森沢優. Il nome, 優 è lo yuu (yasa) di 'gentile', 'nobile', 'aggraziato', 'di classe', 'eccellente' (nei voti, nel livello). Filologicamente, si vede che l'idea alla base semantica della 'gentilizza nei modi' è in lingua (psiche) giapponese quella di una nobile fanciulla aggraziata, una yuutousei (studente modello) 優等生 - e vedete bene che 'yuu' sia. Insomma, come spesso accade la personalità del personaggio contraddice in pieno il nome, ovvero gli auspici genitoriali. Del resto è la figlia di due bosozoku, e la madre era il capo della gang, poi accasatisi nel trionfo ottantino giapponese dell'apologia della famiglia nucleare. Dalle ruote stridenti alle crepes. Grande. Dai tempi: http://www.youtube.com/watch?v=K3ZcXpq-Rf0 (Oota Takako aveva, come si legge, appena 16 anni - e veniva presentata come "new singer") e anche di oggi: non riesco a linkare direttamente il video. Per chi fosse interessato a spare cosa c'è scritto nei baloon del bel 'fumetto animato' di yuu: "クリィミーマミは来年で生誕30周年なんだよ! みんな応援してね!" (Il prossimo anno ci sarà il trentesimo anniversario della nascita di Creamy Mami! Supportateci tutti!) "優は優だもん!" (gioco di parole sul nome della protagonista, cfr. sopra - sarebbe "Yuu è Yuu, ecco!" - "ecco" perché la terminazione in "-mon" fa molto fraseggio infantile. Si può intendere come "Yuu è gentile/aggrazziata/etc, ecc!") Quando la camera 'allarga' sul manga, si vede anche una prima vignatta in cui riconosco Nega dire: "3月31日は高田明美の誕生日なんだよ!" (il 31 marzo sarà il compleanno di Takada Akemi!) --- Non ho ben capito se è un omaggio fatto da fan, tutto originale, o qualcosa di ufficiale. I disegni sono originali. La canzone è fatta con vocaloid, riginale anch'essa. Si intitola [Gravity=Reality], di tale 'samfree'. Ma nei credits leggo anche il nome di Takada Akemi. ^^; Davvero un bell'omaggio!
  22. Shito

    Browsers War

    Grazie per la segnalazione!
  23. Mmmh... I spy potential nonsense.
  24. Shito

    Frankenweenie

    https://www.youtube.com/watch?v=HWRB-VqKPJs
  25. Sì, l'incontro è rimasto famoso. Si parla della 'dichiarazione del nuovo secolo degli anime' アニメ新世紀宣言, ma credo tu ti stia un po' confondendo. Ne parlò anche Garion su queste pagine. Non credo fossero tutti, e neppure la maggioranza, in cosplay. Si parlò di 15000 giovani radunatisi a dichiarare il nuovo secolo dell'animazione - una sorta di 'manifesto' dell'anime boom, che era ormai esploso - si trattava infatti del debutto dei *film* di Gundam. Se ben ricordo, in costume da Char e Lala erano la coppia di frontman, e non vorrei dire una sciocchezza (è da veririficarsi) erano Okada Toshio e la sua compagna Kazumi, non so se già 'Okada Kazumi'. :-) Ecco una fonte direi attendibile: http://www.asahi.com/showbiz/manga/TKY200910170173.html Il titolo del'articolo è "In quel giorno gli "anime" cambiarono: la Dichiarazione del Nuovo Secolo degli Anime nell'anno 1981". Si inizia proprio parlando del fatto che in passato si parlava di 'manga eiga' o 'tv manga', mentre ora gli anime vorrebbero essere considerati una cultura di cui il Giappone vada fiero. Si tratta di una retrospettiva, insomma. Ai tempi, l'evento chiaramente ebbe un impatto mediatico che travalicò la ristretta cerchia delle riviste per appassionati. Ma rimase celebre e monumentale proprio tra quelli più che nell'immaginario collettivo.
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