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Shito

Pchan User
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  1. Grazie per le delucidazioni, Garion. :-)
  2. Mmmh, credo che ci stiamo confondendo tra i vari contenitori preserali che si inventarono. Forse I cartonissimi, poi Game Boat, si spostarono di qua e di là. Cmq ricordo bene quando lo trovai, perché Mangazine ne aveva da pochissimo parlato nella rubrica della posta - ma era una coincidenza. Credo fosse proprio preserale. Ma in effetti a questo punto non scommetterei sull'emittente. :-) Non che cambi qualcosa. Di Eva ha accennato qualcun'altro (la reprise della 'spina di alimentazione') ma non ho dato seguito per mia parte. :-)
  3. Nella mia esperienza normalmente le spine giapponesi non hanno la 'terra' sopra, no. Sono uguali a quelle americane. In effetti non ne avevo mai vista una con la terza parte, né negli apparrecchi di importazione, ne nelle prese 'femmine' in Giappone quando ci sono stato. Forse è la presa per le tensioni più alte, tipo le "grandi resistenze" (quelle per cui noialtri usiamo le "prese tedesche")? Può essere. Inoltre, il triangolo è la formula ricorrente in tutti i simboli di Neo-Atlantide in Nadia. Spero ci avessi fatto caso. In questo caso, è proprio una piramide a base triangolare (tetraedo). Le tazze del cesso non si vedono, ma i triangoli ricorrono nelle sedute e in altri ambienti in genere, sì. Ovviamente, anche le navi volanti di Neo-Atlantis sono costruite sulle bisettrici interne di un triangolo equilatero, intersecato con un altro triangolo. E in ogni caso, era solo per dire che no, non avevo pensato -io per uno, e non conta niente- quello che avevi pensato tu. Avevo pensato altro, avevo notato altro, ognunua nota e pensa quel che nota e pensa. E infatti, come vedi, nonostante il tuo 'assicurare che', sembra che già in questo umile thread la maggioranza delle persone non avessero trovato nulla di comico nella scena che mi 'assicuravi' avere qualcosa di comico. Ancora: non che significhi niente, siamo cinque persone che discutono. Solo, non ha senso 'assicurare' qualcosa della propria percezione (soggettiva) a qualcun'altro, come se potesse esserci qualcosa di obiettivo/oggettivo in 'questo fa ridere'. Non è così.
  4. Io ricordo bene quando la vidi per la prima volta, 1991, "i cartonissimi" su Retequattro, prima messa in onda. Non mi ha fatto pensare null'altro che: "poverino...", e stavo più o meno piangendo dalla tensione.
  5. Peraltro, almeno io la cosa stilistica che notai della spina era la sezione triangolare, come è nell'occhio di dio (di derivazione quabbalistica, in god we trust...) che fa da leitmotif ai simboli altrantidei... In effetti, la presa in toto è un *tetraedo*. la figura che considero perfetta ma non inquietante come la sfera - che è indefinita. E' fantastico! Ripescata la traduzione che dicevo: http://www.pluschan.com/index.php?/topic/321-fushigi-no-umi-no-nadia/page__st__20__p__101197#entry101197 Altro post sui temi che citavo: http://www.pluschan.com/index.php?/topic/2514-scene-drammaticheepiche/page__st__40__p__101045#entry101045 Questo più vecchio, ma sempre sugli stessi argomenti, purtroppo video andati: http://www.pluschan.com/index.php?/topic/1332-i-temi-di-anno-prima-della-depressione/page__p__66551#entry66551
  6. Shito

    The Amazing Spider-man

    E' tutto molto triste, per me, perché i nomi denominativi hanno un senso è una semantica. Quando il Giullare/Buffone ad esempio dice "dobbiamo uccidere l'uomo-pipistrello", in un certo senso non sta usando nomi proprio: "we must kill the batman". Sono cose che vanno scioccamente perse per la nostra esterofilia sottile (colonizzati nel teschio, buona "liberazione"), e a causa di logiche di marketing quantomeno discutibili. Però quando in Harry Potter c'erano nomi proprio inglesi squisitamente inglesi in un setting inglese (ed è un valore, è un'atmosfera, qualcosa da percepire nella sua unica diversità!), lì invece ci inventiamo nomi tutti a caso... bah!
  7. Perché i tre cattivi di Miyazaki (aggiungici il conte di Cagliostro) sono repressi e marci, sordidi. Hanno sempre quella voglia di violenza sulla ragazzina, da Lepka che vuole marchiare a fuoco Lana, al conte che sprezzante prende il visetto di Clarisse tra le dita, a Muska che tira su Sheeta per la treccia e poi le spara. Usano violenza sulle fanciulle, sulle rori, sono luridi in questo modo per la loro repressione. Gargoyle mai e poi mai ha anche una goccia, e dico una goccia, di una cosa simile. Anche quando regala i vestiti a Nadia (come fa Muska con Sheeta, dettaglio che viene dalla sceneggiatura originale) non lo fa per comprarla, per corromperla -come Muska, appunto- lo fa perché pensa davvero che quei vestiti siano belli, e si addicano alla principessa atlantidea che Nadia è. E' davvero straordinario.
  8. Alex, infatti io non ti ho assicurato che la scena non faccia quell'effetto. Non ti ho assicurato nulla. Tu lo facevi con me, non certo il contrario: non confonderti. A ciascuno fa l'effetto che fa, ho assunto l'effetto che fa a te perché l'hai scritto. Non mi ha minimamente disturbato, perché dovrebbe? Come potrebbe? Ovviamente, dato che ripeto l'intento dell'autore è palese e io lo trovo ben realizzato, mi 'sorprendo' in maniera umana di persone che ne traggano l'effetto contrario. Fossero milioni, me ne sorprenderei parimenti. Mi farà sempre alzare un sopracciglio, ma oh, che possiamo farci? Amen, come scrivevo. :-) Sull'offerta di Nemesis a Elsis: Nemesis non è un personalista, no. Non vuole il potere per brama personale. La sua visione è pura. Gli umani sono schiavi inetti e vanno governati, questo è il suo pensiero, ed è onesto. Non è un alibi. Se Elsis non si fosse macchiato di mancato vigore del governante, probabilmente non ci sarebbe mai stato alcun colpo di stato a Tartesos. Questo è confermato nella famosa traccia audio di un CD, in cui sentiamo i pensieri di Nemesis prima di scattare la famosa 'foto di famiglia' (olografica) che si vede nella serie, e in cui lui riflette su cosa sta per fare, ma è evidente anche nella serie. Se Elsis volesse fare il re, il re degli atlantidi dominatori a diritto di un pianeta da loro colonizzato e popolato dal frutto delle loro creazioni genetiche, Nemesis non solo non avrebbe alcun problema, ma sarebbe felice di rimettere la corona al re. Credo inoltre che il fatto che Elsis sia 'in pace' anche quando scopre la sua natura umana ne sia una corona di gloria: non era una velleità personalistica, la sua, ma un'onesta visione universale. Gli avessero detto prima "tu sei un umano" più e più avrebbe insistito in quello in cui già credeva: che un sire atlantide ha da comandare sugli umani. Elsis sa di stare 'facendo le veci' di un re vacante. E' un personaggio meraviglioso. E comunque Gargoyle dimostra affetto per Nemo lungo tutta la serie, mia per niente lo chiama sempre 'Nemo-kun'. Vecchio sovrano, vecchio amico, che una divergenza di visione ha gli ha messo contro. In effetti il traditore è Nemo: ha tradito la legittimità del suo sangue, e la responsabilità del dio sul creato.
  9. Volevo anche ricordarvi il rapporto di Anno col concetto di "miracolo", che passa per Takaya Noriko vs Tashiro (il miracolo non è avvenuto - NO! Il miracolo avverà! LO FARO ACCADERE!") e di Misato vs Asuka "Sarebbe un miracolo"... "Il valore di un miracolo esiste solo dopo che è statto compiuto" (con le mani dell'uomo). E' esattamente l'idea della forza di volontà umana che FLETTE la realtà, oltre lo 'scientificamente possibile'. Anche se appassionato di SF, Anno è intensamente un'umanista. La scena di Nadia ne è la dimostrazione più completa, esplicita e drammatica. La volontà umana che trascende la volontà scientifica (in due tempi). Di mezzo ci sono gli occhi di Venusis, muto, che si serrano per la determinazione. E' meraviglioso, è intenso, e mi sto di nuovo commuovendo. Solo il dettaglio dello spinottone, quello ti assicuro che l'atmosfera drammatica la manda a donnine... Non ha senso 'assicurare' una cosa percettiva. Dipende dalle persone, e dalla loro sensibilità. Ho presente il dettaglio. Non mi manda a donnine proprio nessuna drammacità. Conosco altre persone che non l'hanno mai trovato comico o anti-drammatico. E non credo neppure che tu l'abbia chiesto e verificato su un numero tale di membri del pubblico neppure per avere un campione statistico in qualche modo significativo nella mente e dietro le tue parole. A TE fa quest'effetto, anche ad altri, ad altri no, non a tutti, non sappiamo la maggioranza, non sarebbe comunque significativo di nulla. Amen. E peraltro, pare evidente che non sia fatto per mandare a donnine la drammaticità, indi assumeremo per questo che anche per Anno non fosse un dettaglio anti-drammatico, visto il chiaro intento registico.
  10. Da qualche parte avevo anche ritradotto molto precisamente le battute topiche. Sulla piccola digressione linguistica: sì, linguistica e antropologia sono strettamente legate, perché il linguaggio articolato è anche canone percettivo della realtà, e suo modo di ordinamento. Sarebbe in effetti davvero bello discutere di queste cose con persone, come Federico, che avendo vissuto un'altra lingua e luogo dall'interno ne possono testimoniare una percezione sensibile, che sicuramente trascende e integra quella della tradizione 'formale' e libresca. :-)
  11. Straordinariamente, la ricezione di Laputa nelle sale mi sembra davvero quantopiù capillare e aperta persino a orari serali. Davvero notevole. Sono felice che l'investimento e l'impegno sincero di LR venga pian piano riconosciuto e premiato anche da un mercato come il nostro.
  12. Non so come facciano molti spettatori occidentali a trovarla comica. (la questione di volume/scala di un fenomeno non inficia il mio basimento di fronte a quello ^^ )
  13. Garion: grazie x 2. Alex: no, lo rioffre a NEMO (Elsis La Arwall), ovvero il sovrano legittimo. Se Muska è un represso, un tipico 'cugino del re' e quindi sovrano illegittimo, usurpatore (cfr l'odio con cui prende sprezzante Sheeta per una treccia, perché lei è principessa legittima), al contratio Gargoyle è limpido. Il suo colpo di stato è dettato da un credo onesto, dall'onesta credenza che l'essere misero del re porterà tutto a malpartito. E' un vero Cesare. No so come tu abbia fatto a trovare la scena di Venusis comica, io l'ho trovata sempre terribilmente straziante. Quando Venusis cade, e mentre cade nemo in primissimo piano grida il suo nome, in genere piango. Per altro, quella scena esprime perfettamente il dubbio di Anno sulla scenza, croce anatemica e comoda delizia dell'uomo, con la sua potenzialità bipenne. E' anche una scena molto patetica, in particolare l'inquadtatura col cavone che 'sgorga' come un verme dal suo buco, ed è bellissimo, perché la scienza viene genericamente vista come titanismo. Il dialogo tra Nemesis/Gargoyle e Medina/Elektra è davvero illuminante. E la pacatezza di Venunis su sé stesso, poi, è davvero terribile. ;_;
  14. Capisco. In effetti è del tutto sensato. Domanda stupida, ma solo io ho ben presto iniziato a sentire 'gaizoku' come 'gai-zoku' (la tribù aliena/forestiera?). Sarà solo un'assonanza di coincidenza, o intesa? La romanizzazione 'Gaizok' è in qualche modo canonizzata da fonti ufficiali? Ho sempre trovato buffo che in giapponese quello che per noi è 'alieno' (extraterrestre) è nella semantica 'spaziale' (persona dello spazio), mentre 'straniero' è per loro è proprio quello che è 'alia' (alieno, estreneo, altra cosa), ovvero gai-jin. Deve essere antropologia percettiva isolana, e nello spazio ogni pianeta è isola, nevvero? :-)
  15. Il punto per me è che sia Gaizok, sia Gargoyle avevano ragione a vedere l'umanità buggata in quanto tale. Se da un lato per Gaizok (in esecuzione di un programma) ne discendeva la semplice necessità di estinzione, per Gargoyle era una necessità di dominio paternalistico, ma non necessariamente personalistico: ti ricordo che Gargoyle non è un represso a là cattivodimiyasan (Muska): fino alla fine Gargoyle offre al "legittimo sovrano" (Nemo) trono e scettro, che si era sentito di scavalcare solo per necessità impellente. Gargoyle è assolutamente 'puro', e come tale 'finisce' (persino nell'accettazione finale della sua natura umana). Se ben ricordo (ti prego di erudirmi), Gaizoku non crede necessariamente di dover uccidere tutti gli umani in quanto umani. C'era questo 'tutti o nesusno'? Io credevo che intendesse uccidere tutti gli umani malvagi. E siccome li trova tutti malvagi, li deve uccidere tutti. Ma forse era il doppiaggio marcio? Non credo che Tomino volesse sventolare il fantasma della AI impazzita (non è il suo campo), quanto fare una sottile critica all'umanità intera. Del resto, ci aveva già mostrato quella cattiveria umana lui stesso, nel modo in cui vengono trattati i Jin (che non sono umani, quindi forse sono esclusi dallo sterminio, nella logica di Gaizok?).
  16. Ognuno deve sbattere contro la propria, vecchio mio. Anche io, no?
  17. Capisco ciò che dici. Sì, hai ragione quando dici che ho visto la serie distrattamente, tieni presente che ero un bambino, e la localizzazione era fake. Eppure sì, coglievo il senso drammatico dei 'protagonisti di puntata'. Ricordo soprattutto l'amazzone, e su tutti il collezionista di carrarmati, o il karateka, o la star di hollywood. Ogni episodio una 'maschera'. Da questo punto di vista, il finale (real) è in continutià: anche quella di Banjo era una maschera -fin da principio- con il maggiordomo e il terzetto. Doveva finire con la destrutturazione del tutto. Il punto è che quella drammaticità è comunque macchiettistica, e questo comunque va in conflitto con la mia sensisibilità. Troppo cose mi infastidiscono in Daitarn: i personaggi, il design, la narrazione: praticamente tutto. Io ho sempre odiato i pagliacci, anche quando ho capito il dramma del pagliaccio, la sua tragicità. Odio la farsa, anche quella colta. Ancora, suppongo sia una questione di sensibilità personale. Capisco che anche nell'episodicità di Daitarn vi sia questo tipo di allegoria, ma non riesco ad apprezzarlo appieno. :( Quanto alla demenzialità di Zanbot, la trovo piuttosto episodica. Parodistica, direi. Ma l'ordito della trama non è affatto ridicolo/demenziale. Da questo punto divista, mi pare l'opposto di Datairn. Inoltre, ho anche un conflitto con i robot con le espressioni facciali. Infatti la pecca di Zanbot per me era lo Zambo-Ace. Al contrario, il finale di Zanbot era illuminante. Tifavo per il computer, come per Gargoyle in Nadia. Avevano ragione loro (era il mio periodo ultragiacobino, regime di terrore e cose).
  18. Personalmente, ho sempre ritenuto Zanbot 3 una serie interessante e intensa, che dal canovaccio super-robotico settantino faceva nascere un'epopea umana-familiare in un setting bellico disperato. E' un romanzo di formazione sul sottofondo di una guerra fantascientifica, ma 'antica' nei temi. Da questo pdv, vedo il primo Gundam come una modernizzazione del tema di Zanbot: la famiglia è assente, e il ragazzino non è un figlio di famiglia, ma un alienato. In questo senso, Gundam è 'contemporanea' dove invece Zanbot è 'tradizionale' a livello di sociologica protagonista/pubblico. Con Daitarn ho un comflitto: è demenziale. Vedo i temi interessanti e seri, ma mi pare che abbiamo una presenza troppo minimalista nel marasma del citazionismo di un certo tipo di cinematografia statunitense. Lo cosindero per questo un'opera ben meno importante, rilevante e di valore rispetto a Zanbot e a Gundam.
  19. Mi sembra un pezzo onestissimo, l'ho apprezzato per il suo non essere assolutamente intellettualoide. I riferimenti occidentalisti sono semplici e chiari (derivati direi dall'ottimo press kit ufficiale del film appontato dal bravo Mario Rumor per Lucky Red). Molto bello il riferimento alla "necessità" di vedere questo film al cinema, Miyasan ne sarebbe tanto felice.
  20. Piacere mio, l'indagine semantica è sempre interessante e divertente (omoshiroi, insomma ;-) ) Fatta in comune con altre persone interessate alla linguistica è ancora più omoshiroi. :-)
  21. Sì, senza dubbio hai ragione: rakurai è termine assai tecnico e poco comune nel linguaggio 'normale': senza dubbio 'ikazuchi [kaminari <- credo che come dici questo sia più usuale, laddove 'ikazuchi' forse più altisonante, letterario]', ovvero la lettura indivduale del kanji che nei composti diviene in genere 'rai' mi pare quello comunemente più usato, solo che -all'inizio del discroso- si affrontava l'idea del dinstinguere tra l'elemento acustico (tuono/rombo) e quello visivo (lampo) di un fenomeno composto intesto come 'fulmine' nel suo tutto. Mi pare chiaro che nel dizionario giapponese si privilegi l'elemento 'tuono' per indicare il fenomeno esso tutto (inazuma? Credo che per 'inzuma' si intenda soprattutto il fenomento dell'arco elettrico che si scarica a terra, quindi nella sua totalità ma forse privilegiando l'elemento visivo e quindi luminoso, nell'idea della sua istantanea, 'fulminante' velocità). Volendo trovare un composto che identifichi in maniera più specifica l'elemento visivo del fulmine, rakurai mi è parso preciso, ma appunto più particolare (jinari un suo omologo, direi, sull'emento acustico in quanto tale). Era ovviamente chiaro che Garion trollasse con piacevole divertimento, così come spero fosse chiaro che anche il mio fare ricerca fosse giocoso. ^^
  22. Shuji, la risposta nel merito era questa: Questa mi sembra un'osservazione sensatissima, e sicuramente chiave quanto alla necessità di 'disambiguare' il più possibile l'ambito di bagliore/luce da quello di fulmine/tuono, in quanto arie di semantica 'elementale' distinte del testo. :)
  23. Shuji: avevo fatto una pur veloce ricerca monolinguistica e di occorrenze combinate per vedere se i due composti figuravano negli stessi piani sintagmatici, insomma una semplice indagine di compatibilità (opportunità d'uso) semantica. In effetti non ho trovato spesso "senkou" quando si parla del lampo, sicuramente non metonimicamente per "il lampo" (fenomeno atmosferico), in qualche caso quando è usato anche "inazuma" si parla di "senkou" come il fenomeno luminoso percettivo (tipo: sei in casa, non vedi il fulmine, ma vedi un flash di luce, un bagliore istantaneo alle finestre). Quindi direi che hai capito bene, solo che in giapponese abbiamo due termini distinti per 'lampo' e 'il lampo', da noi è lo stesso. Troverei quindi improprio prendere il secondo e muoversi sinonimalmente lungo la sematica specifica, che non appartiene al primo, anche se in italiano i due termini sono lo stesso. E' il tipico caso di intersezione sematica. A) bagliore, lampo B) lampo, fulmine Non puoi passare da 'bagliore' a 'fulmine', anche se c'è un termine medio che è sisonimo di entrambi. La polisemia, in questi casi, non dovrebbe permette una logica di 'proprietà transitiva della sinonimità'. Ripeto però che sul testo originale la mia è stata una ricerca da pochi minuti, un tantino sommaria e sicuramente non approfondita. Solo uno svago, insomma. :-) Sirtao: è quello che faccio sempre, ormai da anni, per la quasi totalità delle parole in un copione.
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