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Shito

Pchan User
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Tutti i contenuti di Shito

  1. Shito

    Dynit - Novità e discussioni

    Non so come Swift, nel suo trollaggio, intendesse 'pronunciato' Laputa. Non so se esistano libri inglesi che ne riportino almeno una scrittua fonetica tipo Lah-poo-tah. Tutto può essere, per carità, ma come Alex sottolinea il punto qui è M, come tu stesso dici giustamente. E se valuti il suo rigore, tieni presente che su tutti gli schizzi, e anche in una immagine rimasta nel film, M. scrive "Raputa" o "Rapyuta". Semplicemente credo che nelle edizioni giapponesi del libro si parli di ラピュタ e non di ラプータ, con ideale pronuncia proveniente da una lettura anglista, quindi tant'è. Non è che l'autore (M) avesse -o dovesse avere- un interesse filologico come l'adattatore dell'opera altrui deve prescrittivamente avere. Del resto, altrimenti non avremmo neppure Shalulu, Lui e Anli. ^^ Ah, per la cronaca Sheeta è la pronuncia storpiata e trascritta creativamente della lettera greca Theta (dove il 'th' si leggerebbe fricativa interdentale come quello anglista, che diventa 'shiita' in giapponese). Viene da un vecchio progetto di spettacolo di marionette intitolato SinCosinAlpha, e capisci dunque lì il personaggio Theta perché si chiamasse Theta. Cose dichiarate, eh, non mie deduzioni presuntive.
  2. Beh, Lamborghini all'inizio (e tuttora) non è una produttrice di trattori? :-) Countach FTW sempre, btw. A me WinPhone sembra una cosa interessante, iOS lo conosco ed è quello che è, Android sembra iOS vorrei-ma-non-posso (in inglese è anche "non ci riesco"). Il datario del mio telefonino però quando tolgo la pila riparte dal 2004, il che qualcosa significherà.
  3. Shito

    Dynit - Novità e discussioni

    Ryo: si lavora sempre perché possano nascere future generazioni meno ignoranti delle correnti. Darion: il riferimento è spagnolo, anglicizzato nel libro inglese che l'autore giapponese ha preso a riferimento. Quindi: Làpyuta.
  4. Shito

    The Amazing Spider-man

    Sono l'unico a pensare che ci sia una ricerca cromatica precisa e direi molto azzeccata in tutto, a partire dal cielo, per fare molto effetto comics? Il trailer sembra buono, ahimé molto 'pompato', ma è senz'altro inevitabile. La scena in cui spidey fa il cazzone è 100% spidey. "You know, if you're gonna steals cars don't dress like a car thief..." "You found my weakness... it's small knives!" LoL. Ok, non so niente o quasi della continuity, ma Spidey OMG ricercato fa molto Dark Knight, molto cupo e serioso. Suppongo fosse in evitabile. Però, pensavo: no JJ? E per chi le scatterà, le foto? "One for JJ..." *flash* giusto? E "spider-sense's tingling". (per me è tutta roba scoperta con Capcom... ) LoL. ^^
  5. Shito

    Dynit - Novità e discussioni

    Non credo ci sia altro da aggiungere. Ah, sì, esempi pratici a conferma/riprova del tutto. Laputa: si pronuncia Lapyuta, all'inglese, perché viene da una fonte originanel inglese (Swift), rielaborata da una giapponese (Miyazaki) che ha deciso di mantenere la pronuncia anglicizzata. Nella mente di Swift veniva dallo spagnolo (la-puta), ma poiché il punto 'zero' dell'origine del nome narrativo è lui, non si risale a prima di lui. Gulliver (in Laputa), pronunciato Galliver. Non ci avevo mai pensato, è lo stesso fonema di Gundam. Manco a farlo apposta. Gulliver si pronuncia all'inglese, periodo. Poco conto che la maggioranza degli italiani sbagli. Non esiste un errore legittimato dalla sua diffusione. E si capisce che la Alice di Carrol è àlis nel paese delle meraviglie (obv), e gli esempi da farsi sarebbero infiniti. Sono un fan di 'Topolino' made in Italy. Ma rosico da sempre per la perdita della citazione dickensiana in Scrooge MacDuck, e in tante altre cose, e al liceo litigio epico con la prof "o lo chiamo Francis Bacon, o Francesco Pancetta - Francesco Bacone no - scelga lei."
  6. Ok, quindi finalmente ti metti il cuore in pace? Grande. Tranquillo, non voglio niente. Non l'ho mai voluto, da te. Sei tu che vuoi occhio di bue, e forse sfogarti, e attacchi briga in public. Se fossi te ti direi che "se ne sono accorti tutti". Ma non sono te, quindi dirò solo "era ora" ^^. This, and this, and this again.
  7. ok parliamo di teatro e di attori. si parlava di anime. ma tu cosa cerchi? cosa vuoi veramente? più utenti hanno dato delle risposte alle domande che hai posto, tuttavia nel momento della (tua) successiva replica è successa una cosa. prova a rileggere i tuoi post. noterai che a un certo punto sposti l'attenzione sulla tua persona: la definisci in vari modi, ti descrivi, ti esponi, analizzi il tuo modo di pensare e fare. da quell'istante in poi nei tuoi post o scompare il soggetto della discussione o ciò di cui si parla diventa per te uno strumento di autoanalisi. è ovvio cosa abbia preso il sopravvento. ci può stare, eh. ma dopo tante volte, quando ci si rende conto che questo comportamento equivale alla sindrome della valle dell'eco: urlare per sentire (confermare a sé stessi) la propria voce di ritorno, la discussione diventa noiosa, sterile. pertanto non parlarmi di dialogo o ragionamenti con un interlocutore vero, perchè la comunicazione non ci può essere proprio a partire dall'utente shito, che ormai parla a sè e di sè stesso davanti agli altri. ora... data la situazione non pretendere che prenda completamente sul serio le tue argomentazioni in merito agli anime. c'è un confine, e lo abbiamo abbondantemente oltrepassato. se ritorni in topic stai sicuro che ti risponderò più volentieri. No, no, no. Ho riletto tutto, tu l'hai fatto. Io parlavo di anime, e di cosa penso/credo del mercato. Siccome -giustamente, forse- qualcuno mi ha fatto notare una (apparente) contraddizione tra le mie critiche e la mia propria condotta, ho fatto notare che non mi 'chiamavo fuori' dalla sociologia che criticavo. La cosa è stata recepita. Quando ho poi dovuto fare un esempio, un esempio su un termine forte, l'ho usato su di me, percjé è onesto e non mette in campo dubbi (buuuuh, shitarello dice ritardati agli altri e si sente bravo solo lui, tipodicosa). Sei tu che te ne sei con un oneliner random in risposta a un mio post che NON rispondeva a quel post. Rispondeva ad altro, che io non avevo scritto, e che non era desumibile/riconducibile da quanto da me scritto. Te l'ho fatto notare. Allora tu sei partito sul personale, blablablah, ci sono gionare così e cosà, oggi per me era una cosà, con te non si parla, blahblah. Ovvero: teatrata da poseur. E poi la solita anima cicitatis del "tutti ti hanno detto", "molti ti hanno risposto". Bed news for you: non sei tutti. Parla per te. Io leggo e sceglo di rispondere e parlare in base a quel che leggo e secondo quanto la mia personalità liberamente mi suggerisce di rispondere. Amen. Quindi, beh, no. Mi spiace, ma semplicemente no. Io sto ancora parlando di anime, e di quello che vedo e intendo di anime, Tu, forse infastidito da quel che dico, non lo fai, e rispondi sul personale con teatrate random facendo poi finta che a farlo siano altri (io). Non è così. Se non ti piace quel che scrivo, se credi che ti abbia rigato la macchina, non rispondere a miei post. Non te l'ha prescritto il dottore. Se lo fai, e sei libero di farlo, parimenti io risponderò -se vorrò- a quello che hai scritto per quello che hai scritto. Tutto qui, così funziona. Oh, poi puoi andare avanti con le tue punzecchiate. Ognuno passa il tempo a modo suo, e non so se i modi in cui lo passo io siano più intelligenti.
  8. L'animazione giapponese sì, di questo sono sicuro. :-) Interessante il discorso sulla scrittura. Il cinema era nato, nell'idea dei suoi autori, come mezzo documentaristico e stop. E internet era una rete di comunicazione bellica, IIRC? Tuttavia, una cosa sono le finalità, una cosa i target di età di riferimento. Credo.
  9. Non avevo ancora visto che avevi risposto al volo. Ma avevo editato, subito dopo il mio post originale, per aggiungere un'elaborazione. Che questa tua risposta, manco a dirlo, conferma nella sostanza. Fiko.
  10. Questo è sensato, ed è stato a lungo il punto del cammino a cui mi ero fermato. Poi sono andato avanti, e mi sono chiesto: perché sono atrattato proprio da opere che in qualche modo abusano un canone/medium di estrazione infantile per proporre contenuti non più schiettamente infantili? + Nel valutare ragioni, meccaniche e logica della tua risposta per come tu stessi le esprimi, capisco che delle ultime due tendenze da poi te citate devi essere un grande esperto. Again: peccato. Dovresti però domandarti come mai se 'non hai voglia di discutere con me' (legittimissimo) non riesci ad esimerti/evitarti la teatrata. E' questo, appunto, che mi fa pensare alle ultime due tendenze che citavi. Parli a un altro, ma per tua stessa ammissione non gli stai parlando. Quindi, per cosa hai parlato a fare? Per te stesso, per compiacerti nel farlo, no? E per lanciare al teatro un oneliner figo da poser, peraltro in totale non-sequitur con quello alla quale la appendi? [rifletto]
  11. Mh, ho implicitato questo? No. Indi suppongo non avessi retorica migliore con cui rispondere. Peccato. Come già ebbi modo di spiegare, se arrivassi alle tue stesse conclusioni sugli anime, smetterei subito di guardarli: se ad un certo punto ci si rende conto che qualcosa non è più adatto per se stessi, bisognerebbe avere anche il coraggio di abbandonarlo (a me è capitato più volte ed ho agito di conseguenza, magari con rimpianto ma senza esitazione..). La tua risposta è come era del tutto onesta, e la leggo come la lessi con attenzione. In effetti Orfeo perde Euridice, Izanami perde Izanagi, e la moglie di Lot resta di sale. Tuttavia, continuo ad interrogarmi. D'altro canto, come dissi già molto tempo fa, il mio essere passato al lato 'professionale' del settore è sempre stato (e con buona coscienza) un escamottage per non staccarmi del tutto dal contenuto del settore. Per emanciparmente in maniera solo parziale. Si sa che ogni narratore per l'infanzia è una persona che ama i bambini, e no, non solo come l'abate Dogson amava Alice, ma anche lui non è un'eccezione. Ci sono molte forme di amore. E io sono ancora, sempre alla ricerca di un'antitesi dell'angelo crudele: come si fa a diventare un adulto tale da non essere disprezzato dal bambino che si è stati? O meglio ancora: si può? E' anche per questo se leggo e scrivo e mi confronto su questo forum, eh. ^^; Evidentemente la tua compartimentizzazione di conoscenza e sapere in rigidissimi contenitori (alla faccia della destrutturizzazione, mai ho conosciuto in vita mia qualcuno di piu' inquadrato e rigido di te), portata all'estremo e all'eccesso, altro non porta che al timore. Ed e' giusto cosi'. Tale rigidita' e' del tutto ed ineffabilmente sterile e poco significativa. Giusto averne timore,. Ricevo con serietà anche questo commento, di cui ringrazio. Se fosse come tu dici, avrei già agito di conseguenza - come EYMERICH indica con la schiettezza della rettitudine. E invece, a me i conti continuano a non tornare, ma la disequazione si allunga. Spero di riuscire un giorno a risolverla.
  12. Beh, considerando che alcuni degli anime che più ti piacciono sono anime per otaku che più per otaku non si può.. Non mi sono mai chiamato fuori. Solo, lo stare dentro non mi esenta dall'onestà. E' un post che trovo interessante, e lo dico senza retotica. Davvero. Tuttavia, per quanto io sia contro la scienza e contro la scienza applicata alla psiche (come Giovanni Gentile, per intenderci), parmi ancor vero che il ritardo mentale si valuta semplicemente come scarto tra l'età anagrafica e l'età dello sviluppo psico-intellettivo, IIRC. E quindi mi chiedo, il ritardo psicosociale come si misura? A me viene da dire che un trentacinquenne, che so: io, che non ha creato una famiglia propria, ovvero non ha figli a cui provvedere, e non ha fatto sue le logiche e i percorsi mentali propri di un simile 'stadio' di maturazione sia -appunto- ritardato. Suona duro, ma sto parlando di me. Oh, ce ne sono sempre stati: non è che Soren Kierkegaard non fosse un ritardato, in questo senso. Lo era senz'altro. Tuttavia, il punto è che come tu giustamente dici la "cultura" di massa ha diffuso e reso maggioritario (o quasi) quello che prima era minoritariamente straordinario. C'è da pensarci. O almeno, io lo faccio. Per me, su di me, intorno a me. Non trovo questo significativo, lo trovo spaventoso. Per intenderci: http://www.youtube.com/watch?v=KV32uLQGFR8 Per intenderci meglio: una società in cui comics-movie sono consumati da adulti mi spaventa. Una società in cui comics-movie sono PRODOTTI per adulti mi terrorizza completamente.
  13. Tranne gli anime per otaku (che personalmente non farei MAI vedere a dei bambini..). E' per questo che avevo scritto 'in un modo o nell'altro'. Quello è l'altro. ^^; Hai ragione quando dici più correttamente di me "bambini e adolescenti". In maniera imprecisa, ho usato il termine "bambini" in una opposizione puramente dicotomica bambini/adulti, ricomprendendoci anche i 'ragazzi' dentro. Del resto, questa è una società che chiama i trentenni, e forse ormai anche i quarantenni, come "ragazzi", quindi volevo escludere un simile fraintendimento. Intendo 'bambini' come 'persone non adulte'. In un modo o nell'altro.
  14. Mirkosp: il tuo un bel post, e direi che tu hai buoni gusti e sei una persona sensata - il che ti statuisce immediatamente parte di una minoranza umana non particolarmente rilevante dal pdv commerciale. ^^; Però gli anime *sono* per bambini, in un senso o nell'altro. :-)
  15. Non in contemporanea, ma con quella volontà di potenza - a quanto ne so da fonte molto diretta. :-)
  16. Per la mia esperienza direi che avresti avuto assoluta ragione, e che ne hai ora ancora molta, ma non tutta (Berserk movie, per dire).
  17. Shito

    Aoshima Nautilus!

    Naturalmente tutti conosciamo le origini dei Valkyrie. :-) Tuttavia, credo che quando un design, per come la fantasia del suo autore sl'abbia visualizzato al suo occhio interiore, viene 'realizzato' in un anime, quel design diviene il design di un anime. E' certo inteso che i mecha sono una cosa, e sono una cosa meno concettualmente 'piatta' di un viso disegnato da Tezuka in poi. ;-)
  18. Ovviamente parlando del mercato interno del Giappone si campa con la mentalità del pubblico giapponese che è rispettoso (ancora abbastanza) E fetiscista (sempre molto, sempre più?) e quindi riesce a mantenere una nicchia senza deprezzare il prodotto. E' così da molto, forse da sempre, almeno dall'otakuzoku 2nd gen - ovvero dalla nascita del mercaro OVA. Sembra un buon modello di businness. E la pietra tombale, in tempi più o meno brevi, sulle 'nicchie' straniere. Come tutto sommato è giusto che sia. Siamo nel 2012, e le spedizioni costano poco. Si può delocalizzare la produzione di massa, figurarsi l'acquisto di nicchia. Così sia. Del resto, non è la stessa logica del mercato del merchandise, che non necessita di traduzione/adattamento? Così come è giusto che sia.
  19. Grazie, Tetsuo. Ora sono in fase di sedimentazione del primo terzo della serie. Credo riprenderò presto la visione e il commento. ^^ Ogni domanda/confronto/osservazione sarà ora come dopo sempre la benvenuta.
  20. La semplice realtà è che, credo, un simile mercato (ovvero: di opere audiovisive straniere) oggi come oggi non può più reggersi su una 'nicchia', almeno qui da noi. Questo perché la 'nicchia' non è una nicchia dal livello etico (nella sua maggioranza, dico, maggioranza interna di una minoranza) da scegliere coscientemente di supportare il mercato. E' una nicchia di persone informate, sì, ma anche impazienti, frettolose, prone al consumo estemporaneo di ciò che dicono di 'amare'. Del resto, l'intrattenimento audiovisivo è, oggi come oggi, diventato mero passatempo. E continuerà ad esserlo, sempre più: sento *una* canzone qui, guardo un *video* lì, faccio una partitella a un videogioco là. tutto senza soluzione di continuità. E' una sorta di sedazione diffusa, da ubriacatura leggera. Non è più tempo del dedicarsi alle cose, del volerle capire e ripensare e ricordate e maturare passione dentro di sè. Questa è la strada che si è imboccata. Quindi il mercato di nicchia non si regge. L'unica opzione è quella di avere una uscita commerciale più 'mainstream' di clienti non informati e più o meno casuali che pagano, mentre all'ombra della quale la 'nicchia' di *presunti* appassionati vegeta di chiacchiere e pirateria. E infatti, è già così. E' così da anni, perché si produce animazione doppiata solo a fronte di messe in onda televisive, che rapprensantano appunto una vendita mainstream abbastanza da reggere la baracca. Ma la baracca, solo con gli "appassionati", non si reggerebbe più. Salvo eccezioni, si intende. Ma le eccezioni non fanno un *mercato*, no? Ora torno a ripensare, a ri-riflettere su Nadia, e su quel che Anno stava dicendo al suo pubblico facendo Nadia. :-) Ma non perché sia *solo* Nadia su cui si puà pensare. E' che ciascun umano avrà qualcosa su cui pensare, se vuole pensare. Siamo essere limitiati. Pensare di avere tutto equivale ad avere niente. Dov'è che l'avevano scritto per bene? Diario di un seduttore, credo. Sì, doveva essere lì. Ah, certo, e poi anche il Fennec faceva capire lo stesso al Principino. :-)
  21. Concordo con Roger, qui. E' impensabile -oggi come oggi- pensare di far pagare per una tipologia di "prodotto" che viene prodotto non con minore qualità anche a livello fan-made. :-(
  22. Quasi da commuovervi. Io sono ancora più estremo, dato che quando faccio un doppiaggio di una cosa diciamo 'importante' (non le serie animate carne-di-porco che saranno dimenticate l'anno dopo la loro uscita), penso sempre che sto cucinando una girella per il futuro, e che certe cose mi sopravviveranno. Quindi sono più importante di me, in primo luogo. Questo. Duecentomilavolte. Ho sempre lamentato la mancanza delle ditte di settore di *investire* nella 'cultura di settore'. Ma mi sembra sia una cosa molto italiana quella di non sapere fare politiche aziendali a medio-lungo raggio.
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