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Tutti i contenuti di Shito
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Quello che hai scritto è sensato e mi fa pensare alla letteratura di George Bataille. Su tutto, ti andrebbe un dialogo digitale da cui vorrei trarre un mio 'secondo dialogo', partendo dalla tua critica al mio primo? :)
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Questo topico abbisogna di un post di Garion per prendere un senso compiuto, imho.
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Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
Credo che il punto sia che l'iPad non è e non vuole essere un computer. Voglio dire, non si accedono 'file e cartelle', eh! Si accede alla applicazioni che accedono LORO ai LORO file. E' tutto dietro il sipario. Credo che Jobs abbia pensato a questo iPad non come a un 'tablet computer', ma come a un 'electronic device'. :) Cosa che può interessare o meno ciascuno, come si intende. Io, di mio, per esempio non ho ancora capito se mi interessi o meno. ^^; -
Ti sottoscrivo. Ti quoto. E ti rigirerò questa stessa citazione contro in millemila discussioni passare e future, sappilo. :) Detto questo, per quel che si intende comunemente 'otaku' in Italia, suppongo di esserlo almeno a metà. Per quel che si intende 'otaku' in Giappone, suppongo di esserlo almeno a metà. Che le due metà non coicidano è una storia divertente.
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Mondo Apple (sempre più QUALITY)
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Sicuramente questo effetto esiste. Per essere precisissimi, il design è al 100% quello della passata generazione di iMac, col bordo metallico visibile. Ma l'effetto è quello dell'iPod touch gigante. Del resto, da quando la Apple è passata al design dell'Alu+Vetro, i loro prodotti si sono molto tipizzati. C'è un graziosissimo stand per iPhone che lo regge in orizzontale e lo rende, a tutti gli effetti, un 'mini iMac'. Staremo a vedere. :) -
Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
Tornando sul mio discorso che il keynote ha enfatizzato molto poco l'aspetto 'experience' del tutto, provate a dare un'occhiata al promo ufficiale: http://www.apple.com/ipad/#video la possibilità di avere le proprie foto su un 'quaderno digitale', o di navigare il web in poltrona, su un quaderno, come una rivista, è abbastanza d'impatto secondo me. Cosa ne pensate? -
Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
I miei due cents. :) Da bravo fan Apple ieri ho seguito una diretta testuale in inglese della presentazione, sebbene non fossi affatto interessato al prodotto che si preannunciava. Non amo il mobile computing, sono un fan del desktop computiing. :) Personalmente, non amo neppure iPhone, dato che appartengo a un gruppo di utilizzatore che vuole un telefono cheappone in tasca, e bon. Non mi metterei mai appresso gingilli sopra ai 50euro, ecco. L'iPhone non l'ho mai trovato bello, ma come tutti all'inizio ho strabuzzato di fronte alla tecnologia del multitouch, cosa che a tutt'oggi mi sorprende. L'iPod Touch per me ha lo stesso fascino e nulla più. Inoltre, fare 'computing' su cosetti che stanno in mano, peggio vederci film o non so che, mi pare un po' una cosa demente. Voglio dire che quando vedo in treno gente che guarda un film su un cellulare mi pare di vedere un alienato da film di fantascienza di serie B anni '90. Persino le console portatili non mi hanno mai convinto, figurarsi. Quindi, inizialmente vedendo l'iPad ho pensato come tutti: ma a che serve un iPod Touch grande come una cornice fotografica digitale? In effetti, a ripensarci, forse potrebbe servire a rendere realmente 'sensibili' nell'ambito dello pseudo-computing (diciamo multimedia computing, o entertainment computing) le tecnologie (e i modelli di businness) che sono stati sviluppati per l'iPhone. Credo che il KeyNote sia stato un po' sciocco, non enfatizzando quello che è in effetti il vero punto 'rivoluzionario' dell'iPad: avere uno strumento di pseudo-computing tra le mani e comandarlo al tocco. Il problema è che questo fattore è destinato ad avere un impatto realtivo sul pubblico, dato che non è più una cosa nuova. Tuttavia, se ci pensate, sino a tre anni fa una cosa come un iPad sarebbe stata un'immagine da fantascienza, o quasi. Credo che le potenzialità dell'iPad non siano certo i videogiochi pateticamente presantati in un KeyNote che doveva giocoforza strizzare l'occhio ai bampa troppo cresciuti di oggi. D'altro canto, fatico a pensare che questo strumento potrà davvero sostituirsi la segmeno dei 'light notebook' per del computing dalla produttività anche solo un po' seria. Per quello, tanto sarebbe valso fare un MacBook Air da 11 pollici con memoria a stato solido e bon. Invece no. Credo dunque che l'innovazione di questo strumento potrebbe stare nel cercare di portare il modello di businness Apple per la musica digitale al mercato editoriale, sì. Sappiamo che si tratta di sense of coolness, quando l'obiettivo èsmuovere le masse. E oltre a questo, la possibilità di espandere il modello di businness AppStore a un computing non da telefonito. L'AppStore è scoppiato in mano a Apple come un successo credo superiore a ogni aspettativa. Come risulatato, iPad resta un grosso gadget tecnologico da intrattenimento multimediale e forse computing molto, molto leggero. Mail, websurfing, appunti all'università o in riunone, poco altro. Gente come me, che NON usa NoteBooks e NON usa smartphones, potrebbe pensare di usarlo per affiancarlo al desktop. Come utente Mac, vedendo iPad per la prima volta ho pensato che potrebbe vale la pena ficcare tutte le mie foto (o almeno le migliori) su iPhoto, per 'godermele' meglio. Ma quante persone che NON usino né Notebooks né smartphone ci sono? Alla fine, l'iPad è un 'tutto e nulla' che come tale potrebbe avere un grosso successo, o essere un flop totale. Credo che molto dipenderà dal tipo dal software che ci svilupperanno, e da quanto convincerà l'esperienza d'utilizzo. Alla fine, è proprio quell'esperienza l'unica cosa che potrebbe essere 'differente' e quindi 'vincente' sull'iPad. -
Kyoujin no Hoshi è un caposaldo del genere shounen, non si discute. Detto questo, qualcun'altro ricorda la serie del baseball con la lanciatrice che era una rori bionda e faceva i superlanci che facevano sentire la musica classica? Ne vidi qualche puntata random, non so quando, non so dove.
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Thundercats return.
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Il plurale di 'ematofago' è 'ematofagi', btw. Tra tutti i composti di -fago, la terminazione in '-ghi' si accetta come variante solo per 'sarcofago' (chissà poi perché...) :) Carmilla di LeFanu è carino. Qualcuno ha già citato l'opera del medico privato di Byron, concepita nella stessa notte del Moderno Prometeo? Il titolo è 'The Vampire'. :) C'è poi il ciclo della Rice. Non è granché, in verità, a parte il primo che è decente (Interview with the Vampire), ma dopo i vampiri Emo di cui Twilight anche i libri della Rice paiono alta letteratura. Come dire: 'ogni valore è relativo al suo sistema di riferimento'... e il sistema di riferimento dipende dal suo zero, suppongo. :goccia: Comunque la migliore saga vampirica resta quella di Akumajou Dracula by Konami. Juste Belmondo for the win! :)
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Credo che tu non abbia proprio afferrato l'unico punto significativo. Non è che un girellaro sia tale perché fondamentalista. E' tale perché fondamentalista della sua propria memoria, invece che dell'oggetto reale. Ovvero, il Girellaro non ama/apprezza null'altro che sé, il sé infantile trasfigurato in ciò che incidentalmente ha caratterizzato la sua infanzia. Al contrario, anzi in completa antitesi, io non ho alcun attaccamento a 'L'incantevole Creamy'. A me interessa, semmai, Creamy Mami e piuttosto detesto di essere stato ingannato (ma non ci riuscirono) da piccolo. Ho idea che tu non abbia letto l'esempio puntuale (il NON appartenere di Alice in Wonderland alla mia memoria infantile, e neppure giovanile), né il cardine del discorso che facevo in calce al mio precedente post. Altrimenti non mi spiegherei quello che mi scrivi. Quanto al resto: non so nulla di Shin Mazinger Z. Personalmente, non amo granché Mazinger Z. Cos'è la versione Shin? Un Retelling ex-novo? Credo comunque sia stato prodotto quantomento col placet di Nagai, indi amen. Può piacere o meno (giudizio di valore), ma che sia cosa leggitima non credo si possa discutere. Quanto alla differenza tra 'ispirarsi' a un'opera precedente, cosa che mi pare possibile e normale (in questo senso un'opera appartiene alla collettività, ovvero la sua conoscenza appartiene alla memoria collettiva) e pubblicare un'opera omonima a palesemente tesa a porsi surrettiziamente come 'una versione di', anche qui mi pare che tu non mi abbia letto. E pure mi pare che tu non mi abbia letto quando cercavo di farti capire che -almeno- quando si fa 'una nuova versione' dell'opera altrui se ne dovrebbe rispettare quanto meno il senso finale, ovvero il fine comunicativo ultimo, per essere almeno degni. Altrimenti è proprio utilizzo egocentrico e strumentale, appropriazione intellettuale indebita, non so come dirterlo in altro modo. Indovina -e ne ho esposto obiettive raginoni- in quale categoria ricade questo 'Alice in Wonderland' di Burton.
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Cinema e attori, forme espressive e prostitute
topic ha risposto a Shito in una silent bob nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Dairon: recitazione per intrattenimento, non per ritualità religiosa. Nou, Kabuki e Geisha erano originariamente ruoli solo maschili. Con la decadenza, il terzo è divenuto femminile. Bob: se parlo di psichi maschile e femminile lo faccio ben conscio che non esistono esseri reali con una psiche al 100% in uno solo di quei due estremi. E' una questione di percentuale. Ovviamente la metis sopravvive e il il logos si suicida, come nel mito dello Specchio di Dioniso. Le donne sono condannate a vivere, e gli uomini non possono riuscire a *capirlo*. E' l'inizio del segreto di Ulisse. Ti stai avvicinando. :) -
Max, non ti capisco. Come cosa cambia? Un opera di intelletto appartiene a chi la concepisce e crea. Nessuno dovrebbe avere diritto di usare personaggi, ambientazioni, idee e parti mentali altrui. Per contro, se l'autore da il suo placet, tutto è legittimo. Mi sembra una cosa semplice. Bob: commediola un cavolo, per esempio la LeGuin NEGO' proprio a Miyazaki i diritti per fare Earthsea (ne venne fuori Nausicaa) e parimenti la Lindgren gli negò i diritti per fare Pippi. Se l'autore è deceduto, ci sarà chi ha raccolto la sua eredità intellettuale. Anche se in quel caso io non me la sentirei in ogni caso, o quasi. Bisogna avere grande considerazione per l'opera altrui, soprattutto quando non si è in grado di fare altrettanto. Quanto al 'trarre liberamente', indubbiamente Fushigi no Umi no Nadia è 'liberamente tratto' da 20000 Leghe Sotto i Mari (e pure dall'Isola Misteriosa, direi, e pure un pizzico da Viaggio al Centro della Terra, se ci si pensa bene), ma non mi pare che 'sovrascriva' nulla all'opera di Verne. Quindi: -essere ispirati, citare, e trarre spunto è una cosa -fare un caso di omonima traspositiva è altro ancora, fail. E no, non idolatro Miyazaki. Sto ancora cercando di capire se lo consideri un buon narratore o un pessimo otaku. PS per Max: Se chiami Tim Burton regista non ho nulla da obiettare. Non trovo che i registi siano artisti, ecco. E no, non sto cercando di captare benevolenza, figurati compassione o comprensione. Semplicemente scrivo e leggo su un forum per il diletto di farlo. La tua risposta mi è parsa un po' IAC e un po' poco PChan. Peccato.
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'libera reinterpretazione' suona come 'stupro' alle mie orecchie. Per citare un esempio altrui, Miyazaki Hayao ha chiesto IL PERMESSO all'autrice di Howl's Moving Castle per trasporre il suo libro in animazione. Inoltre, mi pare che alla faccia della 'libera interpretazione', questa cavolata di tal Tim Burton porti IL TITOLO dell'opera originale. Quindi è una cosa pericolosissima, perché sedimenterà nella mente di molti giovani un'idea DEFORME di un'opera che NON appartiene a tal Tim Burton. Non ci siamo. (E no, non scomoderei la parola 'artista', specie con quel retrogusto di legitimazione nobilitante passata sottobanco)
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Sto leggendo un po' di libri di linguistica, Graffi-Scalise incluso. Mi sembrano fail. (Forse dovrei provare col testo in francese del Cours de Linguistique General di De Saussure...)
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Se avete letto Traumnovelle e visto Eyes Wide Shut potrete notare come anche una trasposizione che cambia completamente la collocazione e molta della sostanza di un'opera può mantenerne, e anzi rendere maggiormente vivido ai contemporanei (come un'opera di ermeneuitizzazione interna) un classico. Io sto parlando di un lavoro che CALPESTA il SENSO di un'opera di cui dovrebbe essere la trasposizione. Non va bene. A chi parlava di girellismo: io sono la NEMESI del girellismo. Il girellismo è l'autocompiacenza dei propri idoli infantili nell'ignoranza autocompiaciuta della loro verità. Io sono il fondamentalismo della verità originale di ogni opera che ami. Non vedo che nesso ci sia tra il fondamentalismo onesto e la girella. Non conoscevo neppure realmente Alice in Wonderland, da piccolo. Non ho mai visto il film Disney, e non ne sento l'urgenza. Ho letto Alice in Wonderland e Through The Looking-Glass la prima volta non più di cinque anni fa. Girellismo sarebbe, che so, dire che una traduzione fake di Alice, che ne storpia le parole, fosse oro. O dire che la versione Disney fosse 'meglio dell'originale'. Insomma, cose insensate così. Se la Girella è il Serpente, io sare l'arcangelo Michele, davvero. L'originalità consiste nel ritornare alle origini. Always going straight to the root, straight to the source, hunting for the real thing, looking for the truth.
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Intanto è un seguito. Ovvero, il 'seguito' di The Adventures of Alice in Wonderland è notoriamente Through the Looking-Glass, and What Alice Found There. Non può esservi altro seguito, nel senso che tutta la narrazione carrolliana è un'apologia alla psiche infantile e alla capacità di fascinazione che il non-sense può avere su quella. Il 'mondo delle meraviglie' è infatti null'altro che l'infanzia, dove 'cose meravigliose' possono accadere (poiché vi si può credere). Esattamente come Satsuki e Mei non potranno mai più, crescendo, incontrare Totoro allo stesso modo Alice non potrà mai più -dopo Looking-Glass- accedere al 'dominio della puerizia' che ha naturalmente (e -per Carroll, tristemente) abbandonato con la crescita. Fare un 'seguito di Alice in Wonderland con una Alice 'adulta' che 'torna nel paese delle meraviglie' è come chiedersi alla fine de Le Ptit Prince se il principino sia esistito o meno. E' l'incomprensione reale del fulcro della narrazione. Non riesco a immaginare maggiore epicità di fallimento.
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Io lo uso per Pchan, e non mi trovo male. :)
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Parli del video? Ovviamente per il CG3D è solo una questione di potenza di calcolo... che raddoppia (se si vogliono generare i rendering definitivi in parallelo, cosa non prescrittiva). Nel caso del cinema vero, ricordo delle telecamere tutte 'raddoppiate' e messe allo stesso passo, era per esempio il caso del citato Nightmare. Ovviamente, quando si dovevas fare il montaggio sulla pellicola sviluppata era molto costoso. Oggi il montaggio si fa sulla ripresa digitale, e si sviluppa realmente solo quello che si monta. Un bel risparmio. :)
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Erik, anche io ho sempre quella sensazione di 'tutto di plastica' quando vedo un filmato in HD su un televisore HD. Tutto scolla, come se fosse un videogioco poligonale. Non so se sia per colpa degli algoritmi di upscaling, mapping, shitting, o cos'altro. Ma tant'è. Da quanto vidi le prime cose in HD a Tokyo ai centri commerciali italiani di oggi. Quel tipo di effetto lo reggo solo sui documentari e sullo sport, insomma sul real life. Ma quando è cinema, allora il finto non sembra più vero. Mi era capitato di vedere così, di sfuggita, il primo Rocky. Stavo per piangere io, altro che lui.
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Odio anch'io i 'razionalisti' di Alice. Ce ne sono di terribili, a partire dal commentatore più noto, tale Gadner IIRC. Ovviamente queste persone non hanno mai 'inventato alla bisogna' delle storielline per intrattenere un bambino vero. Cosa che è chiaramente il motivo genetico reale di Alice in Wonderland. Looking-glass è del tutto diverso, è davvero un'opera letteraria, maniera di sé stessa nata dalla tristezza dell'autore dinanzi all'irrefrenabilità delle lancette del tempo. Non credo che vedrò questo film. Non amo Tim Burton, ma direi che Charlie and the Chocolate Factory era buono, anche parecchio. Ma mi sa che lì era in effetti America su America. E Carroll detestò persino le bambine, americane. C'è una differenza abissale tra una 'Alice' e una 'Lolita', infatti. Si direbbero in effetti due diverse categorie di moe, ma la cosa è in effetti più profonda. Non sono io a dire che le trasposizione debbano essere fedeli, eh! Ma almeno rispettose dell'intento originale. Per esempio, credo che Eyes Wide Shut fosse una *perfetta* ricontestualizzazione di Traumnovelle. Siamo di nuovo al segreto di Ulisse.
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Sì, come dire che son sempre tutti froci col culo degli altri. Tipico. :)
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Cinema e attori, forme espressive e prostitute
topic ha risposto a Shito in una silent bob nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Ciao Bob! Non c'hai preso. Non del tutto almeno. Ti ringrazio tuttavia per il (credo) genuino interesse che dimostri spesso per i miei spunti. Partendo dalla fine, inizio con un cut&paste. *** Vendere al pubblico ciò che dovrebbe attenere all'ambito privato, lo chiamo prostituzione. Può essere il sesso, può essere un singolo sorriso. Se si dà al prossimo qualcosa di sé in cambio di un tornaconto, è una forma di prostituzione. Una bambina che sorride al padre perché ha capito che così otterrà il gelato sta esercitando ad esempio una forma di prostituzione naturale. Il bambino piuttosto ruberebbe naturalmente ciò che vuole. L'occasione fa infatti l'uomo ladro e la donna prostituta. Questo perché credo che etologicamente l'uomo collutti per ottenere ciò che vuole (furto, stupro), mentre la donna seduca ovvero attiri a sé per ottenere ciò che vuole (prostituzione, eccetera). Quindi mettersi su un palco da attore, mettere in mostra le proprie emozioni, le proprie espressioni, esporle al pubblico ludibrio e venirne retribuiti, è prostituzione. La cosa più triste è il consumo di ciò. Alla fine si vede chi si espone nell'inconscia consapevolezza che 'i nostri cari' non fanno altrettanto. All'inizio era così. Attrici, donne di spettacolo, donne pubbliche. E' uno sfogo della crudeltà della 'sospensione di empatia'. Consumi un pezzo dell'altrui dramma di vita (una prostituta sulla strada, una donna spogliata in tv, un'attrice che bacia un attore) perché vi è questa componente di desiderio di 'consumo' dell'umano altrui nell'uomo, e si esercita con autoinganni vari quando gli affetti forti sono al sicuro. Non è un caso che in mezzo mondo, in luoghi lontati nello spazio e nel tempo, recitazione e prostituzione fossero lo stesso. Grecia Antica. Inghilterra vittoriana. Giappone antico. Lo stesso. Un dato che fa riflettere. Ovviamente, era una cosa preclusa alle solo donne. Si vede bene che la donna è un essere che si intende avere un valore 'in sé' (oggettivo, di oggetto), mentre l'uomo è un essere che ha il valore di quello che fa. Anche questo credo sia etologico, ovvero poi psicologico, ovvero poi etologico. Perché il corpo femminile è il tempio e il santuario della vita umana, letteralmente. Questo implicita che la prostituzione maschile a rigore non esiste, perché nessun valore reale viene deprecato per un attore messo in scena. E' solo un maschio. Non ha valore in sé. *** Detto questo, mi permetto di autocitarmi da un PM inviato a un altro utente, perché c'è una parte di questo mio discorso che -per quanto a me paia chiara- pare invece sfuggire ai più (anche su ghibli.org). Ovvero, che io non ho nulla contro il raccontare. Contro la letteratura. Conto il fumetto. Contro l'animazione. Io ce l'ho con l'uso del corpo umano in quanto tale. Finché non si fa esposizione effettiva del corpo umano reale, non ho alcun problema. Per intenderci: non credo che l'esecuzione musicale fatta in studio sia prostituzione. Il canto su un palco, sì. Per me non si tratta del fine, ma del mezzo. Non amo i mezzi espressivi che debbono usare l'uomo, o meglio il corpo umano (specie femminile) come mezzo. A questa ragione si associa la verità storica del triste destino delle 'donne pubbliche', non perché prostitute sessuali, ma semplicemente perché 'pubblicamente esposte' nel loro 'intimo', anche recitativo. E' da questo che viene il mio 'conflitto' con il cinema. p.s. Non mi offendo. Non l'ho letto perché non ne ho trovato la forza. Carroll voleva che quella stesura fosse solo della sua vera Alice. Quando l'hanno spinto alla pubblicazione, ha riscritto il testo. Quindi non posso leggerlo. -
l'idea è sempre quella di ricreare il naturale effetto di 'stereovisione'. Mi sono sempre chiesto come mai non si sia mai fatto per il sonoro: con delle semplicissime cuffie e con una corretta incisione posizionale di 'doppia traccia' si otterrebbe la VERA percezione posizionale del suono, ovviamente. E costerebbe due lire.
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Nightmare 6, IIRC. Visto al cinema.