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Shito

Pchan User
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  1. Godwin come Maria poi Shelling e il padre suo?
  2. Shito

    Una scoperta sensazionale!

    A occhio e croce non mi pare così, dalla pagina di Wikipedia JPN. Ma potrei sbagliare. Hanno pubblicato persino il disco in vinile con le canzoni italiane, eh!
  3. Semplicemente, visto che già non sono certo che esista la realtà che vedo e tocco e sento e odoro e palpo, non vedo come si possa 'ritenere certa' la 'realtà desunta' tramite un modello creato sulle nostre percezioni sedimentate (fail1)e poi esteso oltre a quelle (fail2) che si chiama 'scienza'. Per la cronaca, attribuisco questo genere di grettitudine al successo che il pensiero di matrice inglese (empirismo et similia) ha avuto sul mondo. Sesto Empirico era più onesto. Occam pure. I logici francesi ci provavano ma almeno eranoi naif, in fondo. I tedeschi, beh, a sprazzi oscillavano tra un eccesso e l'altro, nel bisogno di definire comunque una realtà (eventualmente negandola) Ma gli inglesi... bah! Nessun pensiero avrebbe potuto fare maggiore gioco al successo del lobbismo sionista. Storia di capitali, usura, e para-usura... (credo che Rousseau avrebbe sottoscritto che "Il lavoro rende liberi", per come l'intendeva baffino...)
  4. Shito

    Una scoperta sensazionale!

    Tu sai come si chiamava l'attore che recitava quella frase? I giapponesi lo sanno. Era molto famoso lo spettacolo classico, ai tempi, in Giappone. Molto prima della serie animata. :) (anche Monchicchi, a pensarci, frutto dello stesso autore di PinoPino, lo ricorda parecchio...)
  5. Shito

    Una scoperta sensazionale!

    Fuochino per Taro. Hint: guarda meglio PinoPino. :)
  6. Penso sinceramente che la migliore e al tempo stesso 'maggiore' ribellione a questa nostra società conteporanea sia vivere nascosto a modo proprio amando una persona speciale e cercando di renderla felice. :) E fottendosente di tutto il resto. E non sentirsi fighi per questo, o per nulla altro. Vivere nel nichilismo reale del sé e nell'amorosa valorizzazione dell'amata. Tutto qui.
  7. Beh, no.. Gli esseri umani sono sempre stati sostanzialmente animali sociali, come lo erano gli ominidi da cui si sono evoluti e come lo è tuttora la maggior parte dei primati.. La tesi di Rousseau è scientificamente assurda.. Che brutta cosa, la tecnocrazia occulta che rende tesi speculative come 'certe' nella mente di chi neppure si rende conto che sono in effetti speculative. :/
  8. Shito

    Una scoperta sensazionale!

    Siete fuori strada. Riprovate! Pensate a qualcosa di più classico, che potesse essere noto al creatore giapponese di PinoPino, e che potrebbe linkare al nome 'Pino'. :)
  9. Shito

    Una scoperta sensazionale!

    Altra scoperta sensazionale... mi sono sempre chiesto: PERCHE' si chiama 'PinoPino'? Dunque, guardatelo bene in faccia... Non vi ricorda qualcuno?
  10. Beh, questa cosa l'ho espressa mille volte sottolineando il livello, il grado, la dimensione di ogni giudizio nel controdubire alla formazione di un giudizio globale su una persona, mi pare.
  11. In certi casi argutissimi, come nel celeberrimo 'Use of proper English...'
  12. E allora perché hai risposto? Stai facendo un gran casino. Se parli di società, parli di diritto, non di morale. E il diritto, per definizione, non può che afferire al mondo pratico, non teorico. Ovvero NESSUN atteggiamento *mentale* può essere argomento di diritto, solo atti pratici, è evidente. La questione della piromania, per come tu la poni, è infatti argomento di medicina, semmai. Che con la questione della società c'entra anche poco. E' semmai l'effetto (causa->effetto in senso meccanicista, non metterei in campo la teleologia qui, parlando di 'fine'), ma è comunque l'unica cosa rilevante nell'ambito del diritto, ovvero del vivere in comune, ovvero della socialità. Altrimenti fai una cosa peggio del Regime di Terrore, peggio della PreCrimine di cui Dick, ti pare? Non ha senso. Concordo. Continui a mischiare diritto e morale. Il diritto è ciò che, in un determinato ambito territoria, posso/non posso fare senza incorrere in sazione (eventualmente). Morale è la legge che c'è nel mio animo. L'una cosa non ha NULLA (o quasi) a che fare con l'altra. Io che non credo gli esseri umani essere degli animali sociali, come Rousseau, penso che abbiano formato gruppi sociali per mero raggiumento di utile individuale tramite utile comune. Nulla più. Ma questa è un'istanza storiografica, antropologica persino, non appartiene alla mente del singolo. Almeno non alla mente del singolo emancipata abbastanza per capire che non è che io 'non possa' -che so- uccidere dei passanti. Posso farlo eccome. Solo, se lo faccio incorro in data sanzione. Quindi non è che non sia libero di farlo. Solo, è un atto che -in questa realtà geografico-temporale- comporta date conseguenze. Quindi, si tratta di valutare nel caso le proprie motivazioni e il deterrente, fare un conto da allibratore, e decidere. Questo un poco lo capisco, ma ancora lo capisco come analisi globale, non singolare. E' la descrizione di una certa forma di 'angst' esistenzialista che ha anche fatto la fortuna di certi narratori da due soldi (penso tipo a Salinger, Keruak, quella robaccia là) ed è stata cavalcata, più che espressa, da certe tendenze giovanili. Ma alla fine sono solo fregnacce da wagamama (bambino viziato/piagnone). Perché la libertà di mettere una bomba c'è eccome, di suicidarsi pure, quindi anche la 'ribellione' come atteggiamento non ha senso. Alla fine è solo una rivendicazione di attenzione, come il vagito del neonato o meglio il pianto del bambino. Alla fine è solo debolezza esistenziale. Questo l'ho detto anch'io nel citare l'insegnamento della nonna. Meglio sarebbe dire che il mondo interiore e quello esterire non coincidono, che ci piaccia o meno.
  13. Ovviamente ora tu stai parlando di un caso singolo. I parlavo di 'chi ama tutto l'umorismo demenziale' e del fatto che 'potesse essere probabilmente demente anch'egli', tuttavia il senso non cambia. Come ogni giudizio personale, esso viene mentalmente messo in base alle proprie idee di 'demenza' e 'sintomatologia della demenza', chiaramente. Se non lo fai, ovvero se non dai valore (positivo o negativo) ai tratti di caratterizzazione degli altrui pensieri con cui ti scronti, paragonati al tuo, è un grosso punto di vacuità nel discorrere con te. Come comporresti, altrimenti, la tua personale 'immagine' (interiore) delle altre persone, se non valutando (giudicando) ogni loro comportamento, pensiero, o altro? A parte che nel mio pensiero la demenzialità può spesso essere un problema, dovresti farlo sempre: nel bene, nel male, nell'eventual alternanza e riconsiderazione tra i due, sulle cose e sulle persone. Come disse Emanuele, per gli esseri umani pensare *è* giudicare, indi non giudicare ovvero vietarselo o fingere a sé stessi di non farlo per buonismo sociale, è un poco spegnere il cervello. Al contrario, credo che la sensatezza sia nel tenere nella corretta prospettiva la dimensione, il valore e la pertinenza di ognuno dei nostri infiniti giudizi. Personalmente, cerco di sforzarmi in questo. Ma magari è solo un problema mio, eh! Non capisco invero cosa ti sfugga.
  14. Shito

    Otaku no Thread

    è interessante far notare che l'insegnamento di K - che però non credeva e quindi hai ragione tu - era così: 1) credere ingenuamente, entusiasmo immediato 2) pensare e ritenere di fare la cosa più saggia 3) tornare a credere pur sapendo di non fare la cosa più saggia, entusiasmo intensivo. Questa cosa è super fail. Ovvero, è lo status del 'non credente redente', ma non funziona. La verginità non si riconquista, e il Vaso di Pandora non si richiude. Indi, no. Si crede finché si crede. Non appena anche solo si realizza che 'si potrebbe non credere' (primo dubbio), già non si crede e non si potrà mai più credere. Quel pattern vale per la fede tra uomini. Sembra il pattern di una donna che si rimette al suo uomo come dio-vivente, semmai. Che scelige (una volta sola) al non-libertà rimettendosi nel mancipio di un'altro. La scelta di schiavitù (vengono in mente la Sindrome di Stoccolma e la psiche della 'Vittima Volontaria dal Cannibile', anche, da cui -per la raggine moderne- tutta la fascinazione del vampirismo emo). Detto questo, ricordo cosa porta scritto sul retro il mio iPod SHUFFLE Choice is Knowledge is Damantion e cosa quello della mia sorellina No Choiche but Faith is Love Dio è colui che non ha un dio, non ha alcuno che gli possa dare perdono e assoluzione. Federe è colui che crede nel perdono di un dio che dà l'assoluzione. E Cristo morì per questo.
  15. Shito

    Otaku no Thread

    Esiste la posizione agnostica, ben distante da quella atea. L'ateismo è infatti dogmatismo, come *ogni* religione rivelata. Ma questo lo si sapeva dai tempi delle superiori. Ovvero, si sapeva che oggi il 99% degli abitatori delle zone 'ricche' vive in una combo di ateismo e tecnocrazia, due brutte religioni. La prima dice che 'non esiste dio' <- credere questo è un atto di fede. La seconda dice che 'la realtà sensisible esiste' <- credere questo è un GROSSO atto di fede. Sono due religioni cattive, perché si dissimulano da non-religioni. Quanto alla famosa dicotima di Arturo, o si pensa o si crede, rimando alla giusta lettura del Mito della Mela. O alla *prima* emancipazione mentale del bambino dal padre suo. O anche alla sola differenza tra il 'credere' e il 'credere di credere'.
  16. Shito

    Otaku no Thread

    Del resto, o si pensa o si crede. (vale per tutti gli ambiti)
  17. Io penso che Saikano sia (abbastanza) stupido. Non per questo penso che tu e Shuji siate (abbastanza) idioti. Ma proprio zero. E sai una cosa, alla luce dei fatti? Siete dei fottuti fasci dentro e mi fate incazzare, ma è vero, non siete certo idioti, stronzi o non vi considero degli corrispondenti per internet preziosi, e forse anche qualcosa di più. tl;dr giudizio estetico parziale =/=giudizio intellettivo parziale. Ma anche =/=giudizio estetico totale, e figuriamoci giudizio sulla persona! Comunque è abbastanza.. demenziale (:P) che chi idolatri il Giappone in generale senza distinguo ce l'abbia con un certo genere di comicità. A meno che in assoluto solo gli anime abbiano tutta la demenzialità prodotta nell'arcipelago. E' strano un casino Il tuo discorso è sacrosanto. Torno sul concetto di 'ambito di competenza' (e conseguentemente, pertinenza di livell di valore) di ciascun giuduzio. Del resto, se tu consideri un fascistone come me uno con cui vale la pena parlare sarà (spero) per degli altri tuoi giudizi di valore su cosa dico e Trovo infatti tutte le tue non equivalenze del tutto sensate. :) come lo dico, che poi, ciascuno con la sua pertinenza di livello, metti sull'ideale bilancia che porta il mo nome, no?
  18. Perché? Comunque, se hai letto, dicevo 'disprezzare' nel contesto. Ovvero dirò "hai gusti di merda" o "non capisci niente di questo e quello". Non è che pensero "sei una cattiva persona". Esiste il piano orizzontale della competenza di ogni giudizio, oltre al piano verticale gerarchico dei giudizi. :) Perche' il disprezzare qualcuno per i propri gusti personali, e' la porta principale verso tutte le intolleranze e le deviazioni che ha avuto l'evoluzione della societa' nel corso dei secoli. E' il tipico atteggiamento del bullo di scuola che pesta uno per strada perche' non gli piace il giubbotto giallo che indossa. Quindi, visto che non si sta parlando di questo, ossia del disprezzare un altro individuo per i propri gusti personali, cosa che e' socialmente *inaccettabile* sotto qualunque punto di vista sia personale che collettivo, ritengo che anche il mio intervento si esaurisca con questo commento, visto che il rimarcare alla fine sarebbe alquanto ridondante :) Mmmh... ti seguo a metà. Ovvero, il 'disprezzare' è una cosa. E' un atteggiamento *mentale*. Disprezzo (nel senso letterale di 'non apprezzo, considero negativamente' molte persone, ma non ho mai dato adito ad alcun ATTO di intolleranza, ovvero pensare è una cosa, agire è altra. Ragione pura è una cosa, ragione pratica e altra. Questo in primis. In secundis, credo che l'ambito 'sociale' (ti dici, giustamente, *socialmente* inaccettabile) sia intrinsecamente l'ambito 'collettivo' e NON 'personale'. Dato che la società è appunto il teatro della vita umana comunitaria e nulla più. Credo infatti che i più grandi problemi del nostro tempo vengano dalla perdita di vista della salda demarcazione tra ambito pubblico e ambito privato, ovvero come ogni nonna sapeva "a casa tua fai come piace a te, in società fai come non dispiace agli altri". Altrimenti non si vive (in gruppo), giustamente. :)
  19. Shito

    IMPORT problemi e consigli

    Personalmente non ho mai trovato traccibili in Italia i pacchi EMS. Ovvero: il pacco diviene traccibile in Italia quando entra nel circuito postale nazionale (gli viene cioé dato un codice interno detto 'KK'). Ma questo accade quando il pacco lascia la dogana, ovvero a circa due/tre giorni massimo dalla consegna. Indi funziona che il pacco viene spedito dal Giappone, ed è perfettamente tracciabili. Poi arriva in Italia, e il tracciamento dovrebbe 'passare' al lato italiano, ma non funziona. Perché finché è in dogana (che è il posto dove un intoppo può crearsi, per molti motivi), lo si considera come in terra di nessuno. Fico. Per la cronaca, avendo impostato da mezzo mondo nel corso di vari anni di collezionismo, posso dire che in molti A) Non spediscono in Italia B) Spediscono solo con corriere C) Spediscono solo in un dato modo con rinuncia a ogni diritto di rivalsa perché la scarsezza del nostro servizio postale è rinomata nel mondo. Dico davvero.
  20. Pirkaf, è una cosa che mi porto dietro fin dall'infanzia. Ovvero, quando alle elementari tutti si mettevano a fare le battute alla Lino Banfi, 'e che chezzo' e quelle cose, 'mito, mito', e io continuavo a gridare: ma no, non fa ridere. Non fa davvero ridere! Deve essere una cosa che mi ha segnato. Non sono d'accordo che tutta la comicità sia come la descrivo io nei punti A e B. Esiste anche la comicità situazionale, quella ri *vero* sarcasmo (in Italia non si sa cosa sia, imho, è cosa soprattutto francese), e altre. Moliere mi fa ridere. :) Anche un certo (non tutto) Allen mi fa ridere, per quanto la sua sia tipica comicità giudea/freudiana (fondata su un'etica del successo tipicamente sionista, ovvero 'soldi, sesso, potere e figure sociali'). Mi fa ridere persino la commedia dell'arte, soprattutto con i burattini, perché la trovo in qualche modo archetipale e non caricata. Non distrutta da un gusto del grottesco eccessivo che rende anche una potenzialmente innocente macchietta qualcosa di fastidioso. Per quanto riguarda i tuoi discorsi sui motivi del genere, sicuramente validissimi, non mi interessano. Personalmente, ho sempre fatto una questione psicologica nell'analisi del tipo di comicità che fa ridere ciascuno. E' davvero una delle prime cose che noto in una persona. Tipo quando mi trovo in comitiva faccio un certo tipo di arguzie e vedo chi le coglie, chi sorride, chi no. Perché il riso è una cosa relativamente spontanea e difficilmente mente. Anche perché quando è forzato si vede lontano un miglio.
  21. Perché? Comunque, se hai letto, dicevo 'disprezzare' nel contesto. Ovvero dirò "hai gusti di merda" o "non capisci niente di questo e quello". Non è che pensero "sei una cattiva persona". Esiste il piano orizzontale della competenza di ogni giudizio, oltre al piano verticale gerarchico dei giudizi. :) Quando al 'dimmi cosa ti piace e ti dirò cosa penso di te', se non dicessi questo, sarei un ipocrita. Ovvero: A) A X piace Y. B) Io penso che Y sia una cosa idiota. C) DEVO dedurre che a X piacciono cose idiote. D) DEVO tenere conto di questo nella mia idea di X (in una misura commisurata all'argomento trattato). Non esiste 'possono avere tutti ragione allo stesso tempo anche se dicono cose opposte'. E' solo il buonismo che frigge le menti e ammazza il dialogo reale tra gli esseri umani. Sorry. (Ma anche no, eh!)
  22. No. Resta però una posizione estremamente arrogante, non supportata dai fatti, e stupida. Specialmente per chi, lavorando su entertainment di nicchia, dovrebbe sapere bene quanta poca verità ci sia negli stereotipi e magari aver imparato un po' di rispetto per i gusti differenti dai propri. Il gioco è 'trova l'errore'. 1) Perché arrogante? Ho chiesto se io sia il solo a pensare un pensiero che non do neppure per certo, ma include un 'molto probabilmente'. 2) Come potrebbe un simile giudizio essere 'supportato dai fatti'? A parte che potrei avere i dati raccolti nella mia vita a conferma, ma non farebbero base statistica in ogni caso. 3) Perché stupida? 4) Lavorando sull'entertainment di nicchia personalmente ho trovato solo conferma agli steteotipi. Specie in logica di fenotipi umani. Lo so, è un pugno nello stomaco quando dopo che tutti ti hanno sempre detto che 'siamo tutti speciali' scopri che no, i fenotipi psicologici umani raggiungono a stento la decina, e poi sono solo ricombinazioni parziali, tipo crossing over genetico. Questo per NON andare nel profondo, certo. Si capisce che stiamo parlando di cose superficiali. 5) Dove sta scritto che il rispetto sia in qualche modo 'dovuto'? Su un testo sacro? Se è così, non l'ho mai letto. Ho sempre pensato che il mio 'rispetto' (che è comunque una parola violenta e che io personalmente odio, perché puzza sempre di rivendicazione) lo si debba conquistare. Quindi, perché dovrei 'rispettare' i gusti degli altri 'per se'? Se uno ha dei gusti che per me sembrano dementi, dirò che i suoi gusti mi paiono dementi, e NON stimerò, né rispetterò, quei gusti. Semmai per retrosintomatologia disprezzero (in varie forme commisurate alla trivialità del tutto) anche la persona in causa.
  23. Ma solo io ho sempre pensato, sin da piccolo, che chi ride con la demenzialità è molto probabilmente demente? Tipo che sin da bambino detestato TUTTE quelle cose stupide tipo i film di Lino Banfi, le pallottole spuntate, tutto. Mi facevano arrabbiare invece che ridere. Non vi è alcuna arguzia intellettuale nella comicità italiana. La comicità italiana è comicità essenzialmente infantile. Ovvero, tenta di fare ridere perché A) crea un imbarazzo che il pubblico sfoga con la rista [è il motivo per cui le parolacce o le cose volgari specie a sfondo sessuale fanno ridere i bambini], o B) crea l'idea che una cosa sia comica, qualcuno dire, e il 'gregge' allora ride. Ma non c'è mai niente da ridere, in questo tipo di comicità. In un idiota che sale su un palco e dice cose random idiote, con un marcato accento dialettale idiota, sparanzo qualche volgarità random non trovo nulla da ridere. Penso piuttosto 'che tristezza'. Velo pietoso sui comici 'intellettuali' e 'satirici' che si sentono TAAAAANTO intelligenti scoprendo ogni settimana che gli umani sono umani e gli italiani sono italiani. Se solo si ricordassero chi gli paga la pappa, almeno sarebbero meno ipocriti. Ma poi non saprebbero cosa fare per vivere. Tristezza, davvero. Però mi fa ridere Voltaire. Leggere cose come Zadig mi fa sempre ridere. :)
  24. Shito

    Saint Cloth Myth

    Oggi rimettendo a posto delle scatole/pacchi ho ritrovato la serie di plain cloth dei cinque bronzini, versione non ufficiale. Le bretelle di Shun sono tutto.
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