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Shito

Pchan User
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  1. Hai inteso bene, intendevo quello. :)
  2. Shito

    Grandi Radici

    Vero, vero. E' anche incredibile quante informazioni siano ormai reperibili in lingua inglese sulla storia della DAICON. Ah, curiosità: in Eva, il documento riservato sul 'Gigante di Luce' che si vede in mano a un po' di gente nell'ep. 21 è in realtà riempito di testo inglese sulla DAICON. Ovviamente, il fatto che la Daicon fece Yamata no Orochi no Gyakushuu ha per me un significato di sincronia mistica, visto che Yamata no Orochi è stato il fulcro della storyline di The King of Fighters. :) Infine, mi sarebbe piaciuto leggere nel tuo pezzo anche qualco dettaglio sui coinvolgimenti personali recitativi di Takeda in Notenki e di Anno in Kaittekita Ultraman. Cose che forse gli appassionati sanno già, ma i post come questo sono davvero delle piccole Blue Water nella nostra lingua. Attendo un post sull'evoluzione dello stile shounen dallo sport drama a Joe e Kurumada. Sappiamo entrambi che vuoi scriverlo. :)
  3. Shitoban seduta stante da questo thread (anzi, da tutta questa sezione) per tutti coloro che non andranno a leggersi il post di ieri sul Blog di Garion. :) Sarà necessario esprimere anche uno stringato commeto al post sul blog in questione per testimoniarne la lettura Grazie.
  4. Shito

    Totoro

    Nemo, non fraintendermi. Non ti sto trovando supponente, o fastidioso, o fuori luogo con i tuoi giudizi. Anzi, mi scuso io se le miei risposte ti paiono violente. Se ti rispondo, al contrario, è perché penso di poter esprimere qualcosa che tu (e anche altri, visto che stiamo parlando un pubblico) possa intendere e comprendere. E non sto neppure pensando di risponderti come "quello che è in una posizione privilegiata per farlo". Ti direi le stesse cose in ogni caso: sto cercando di separe la componente puramente soggettiva (gusto, a ciascuno il suo) da quella quantopiù oggettiva (la natura delle cose in quanto tali). Per me è una cosa fondamentale sia come appassionato, sia (soprattutto) come operatore professionale del settore. :) Ora, col tuo ultimo post, ho capito dove per te sta la differenza tra il cantato e il parlato. Essenzialmente, è una differenza di "possibilità di resa". Tu dici che -essensialmente- col parlato ancora ancora si può riuscire a fare una cosa fedele, col cantato è più difficile. In realtà, credo sia il contrario. Ovvero, non non stiamo parlando di una canzone di un'autore canoro presa a random e messa in un film. Stiamo parlando di una cazone SCRITTA (musica e testi) dagli autori del film, e poi 'fatta cantare' a un'interprete selezionata tanto quanto sono selezionati di doppiatori originali. L'interprete della canzone di questo film non ne è l'autrice tanto quanto i doppiatori originali non sono gli autori dei copioni che recitano. Indi, ti dico che è più facile seguire il canto originale che il recitato originale. Perché il canto vive di una componente tecnica che è canonizzata. A una cantante capace puoi dire "fammi un vibrato minore", o "vai sul falsetto a partire da questa precisa battuta metrica", e seguire l'originale davvero fedelmente. Ovviamente, non troverai mai una voce identica all'originale, certo. Ma del resto così è anche nel doppiaggio/recitazione, e lì -in più- c'è tutta una gamma emotiva che NON si più imitare pedisseuamente, se non al rischio di ottenere una recitazione 'tutta tecnica' che poi non esprime alcun sentimento. Ti prego di riflettere su queste osservazioni. Inoltre, aggiungo che capisco quello che senti. Forse un tempo la sentivo anch'io così. Sentivo -per dirla in maniera più abalitica- che il cantato fosse un linguaggio più 'formale' che 'contenutistico', e che quindi le canzoni non possero essere reinterpretate. Poi ho riflettuto molto, per anni, e sono giunto a sfrangiare la casistica. Doppierei mai la canzone di Mononoke Hime? No. Perché? Perché è un caso singolare di una canzone che l'autore ha voluto inserire proprio per la voce dell'interprete. Inoltre, non è in un fil per bambimi, ma per ragazzi. Il contenuto è importante, ma credo che non si potrebbe che sottotitolare. Doppierei mai la canzone finale di Laputa? Sì. Perché? Vedi Totoro. E' il tema finale in lunga prima di un film, interpretato dall'interprete selezionata per il caso. Segue la logica del doppiaggio. Doppierei mai le canzoni di Porco Rosso? Tutto sommato, no. Perché? Perché il film è un film di atmosfera e con un target pseudo-adulto. Inoltre, la canzone in mezzo al film è in francese, non in lingua prima dell'originale. La sigla di coda, essendo cantanta dalla stessa interprete, la terrei comunque in originale, sottotitolandola. Cose così. :) Avrei davvero voluto ricantare la canzone di Therru, per quanto la voce dell'interprete originale sia unica, e per quanto io sappia bene che quell'interprete è stata scelta prima per la canzone, e poi come doppiatrice. Però, è una canzone di grande contenuto, e una canzone che voleva avere -registicamente- tutto l'impatto emotico del caso. Credo per questo andasse tradotta. E c'era anche l'opzione, eh. Come mai non l'ho fatto. Per espressa *preferenza* (non categorica imposizione, ma espressa preferenza) del regista Miyazaki Goro la sottotitolaggio. E' il suo film. E io sono servo suo e del suo film. Indi, non devo neppure capire le sue ragioni. Devo eseguire. Se mai lo incontrerò, magari gli farò gli stessi discorsi che ho fatto qui. Magari cambierà idea, e se ci sarà una riedizione di Gedo Senki, proverò a far ricantare la canzone con la sua benedizione. :)
  5. Shito

    Grandi Radici

    Grande articolo, Garion. L'unico tassello che manca, e credo sia fondamentale (soprattutto per gli occidentali) è quello di Toren Smith.
  6. Shito

    Totoro

    Ancora fallisco nel capire come mai il recitato (doppiato) si possa tradurre e rirecitare, mentre il cantato (canzone) non si possa tradurre e ricantare. Ovvio che la canzone l'ha messa l'autore. Come tutto il doppiaggio originale, no? Li ha messi entrambi lui, nella sua lingua, per un pubblico di quella medesima lingua. Qualcuno puà spiegarmi dove sta la differenza 'ontologica' tra copione recitato e testo cantato? E soprattutto, chi oltre all'autore può arrogarsi il diritto di discernere cosa 'abbia un contenuto' e cosa invece no? Mi riferisco a Nemochan, che decine per i film DEGLI ALTRI cosa debba avere un valore significante e cosa no, in base a canoni PROPRI. In genere i testi delle canzoni nei film di Miyazaki li scrive lui stesso, eh! Come in genere indica agli attori originali come recitare ogni battuta. Del resto, l'autore e lui. Tutto quel che si può fare è prenderne l'opera e tradurla attenendocisi quanto più fedelmente possibile. Direi. Queste cose sono quantopiù obiettive, direi. Di mio, avrei ovviamente preferito la canzone in giapponese. Tanto la capisco pure, figuratevi. Ma non si tratta di 'cosa piace di più a me'. Si tratta di cosa è sensato fare, e perché. Cosa che, per il Vampiro Bill, ho argomentato diffusamente nei post forse da lui saltati. Vi è una questione non di gusto, ma di logica della realtà. Commercialmente parlando, beh, il trailer è uscito con la canzone giapponese. Dato che ancora si lavorava all'italiana. E credo che l'unico valore commerciale della canzone italiana (che NON sarà pubblicata in alcuna forma e per la quale è stata a priori sottoscritta la rinuncia ad ogni diritto d'autore) sarebbe stata solo quella... quindi?
  7. Shito

    Totoro

    Darion, il punto non è "perché i sottotitoli non andrebbero bene per i bambini" (cosa abbastanza ovvia, visto che parte dei bambini in targer per Totoro spesso non sanno ancora leggere, figurati...) quanto che "dato che è un film per bambini è sensato e logico e indi giusto tradurre la canzone". Ovviamente, credo di avere fatto un discreto lavoro. Che è stato concertato (e non solo 'approvato') da Ghibli e senza nessuna leva da parte nostra, ovvero che fino all'ultimo demo era "se ritenete che non vada bene, buttiamo tutto e bon". E' l'unica condizione che ho voluto per fare un tentivo: NON essere vincolato A PRIOPRI della scelta finale. Se fosse venuta 'non bene abbastanza' per noi o per Ghibli, amen. E garantisco che non è stato semplice. :) Taro: ottimo post. Chihiro era proprio per undicenni, quindi a cavallo tra 'bambine' e 'ragazzine', direi. Credo lo stesso target di Kiki, per intenderci. Molto sottili gli ordini prioritari che hai dato ai 'generi' nel pubblico di riferimento che hai indicato. Tutto molto corretto, a mio dire.
  8. Shito

    Totoro

    Ti sei contraddetto in maniera terribile, perché hai detto che: A) la canzone NON va tradotta perché l'autore l'ha messa così B) la canzone NON va tradodda perché "tanto non aggiunge nessun significato all'opera" Ma questo non ha senso, perché se ce l'ha messa l'autore (A) e ce l'ha messa nella lingua sua e del suo pubblico, allora evidentemente l'autore pensava che un significato ce l'avesse eccome, e questo significato viene comunque dato al pubblico, quindi in una traduzione corretta anche la canzone va tradotta. Capirei se si trattasse di una canzone, che so, in svedese all'interno di un film giapponese. Chiaramente i giapponesi non sanno lo svedese, indi si giudicherebbe che l'autore ha inserito il brano per altro che la comprensione del suo testo, e il brano non andrebbe toccato in nessuna localizzazione del film. Ma non è questo il caso. Ripeto: così il doppiaggio originale, scritto e recitato in una lingua e da degli attori, così la canzone originale, scritta e cantata in una lingua da un'interprete. Continuo a non vedere la differnza, e temo che in realtà tu la veda perché inconsciamente hai deciso che le canzoni sono cose 'da sentirisi' e non 'da capirsi', che poi è esattamente l'effeto inconscio di aver ascoltato molta musica in una lingua che non era la tua: ti sei disabituato a pensare che le canzoni siano fatte per esprimere un significato. Come vedi, tutti gli anime che abbiamo visto negli anni 70-80-90 avrebbero piuttosto dovuto avere le loro sigle *fedelemtne tradotte e ricantate sulla stessa musica dell'originale*, e invece nisba, sempre cose inventate del tutto a random (salvo a essere poi idolatrate per tristo girellismo). Cavolo, essere arrivati all'episodio 26 di Eva dopo aver sentito il DANNATO TESTO de 'la tesi dell'angelo crudele', e quindi saperlo anche involontariamente a memoria, e sentire le due BGM riprese dalla sigla suonare PER LA PRIMA VOLTA nell'ULTIMA scena, quello sì che sarebbe stato forte. Ti fa pensare: "cavolo, tutto il significato della serie è già nella siglia, sia come immagini che come canzone". E sai perché non si fece? Perché non si sarebbero trovati i fondi, e le capacità, per farlo. Peccato.
  9. Shito

    Totoro

    Mh, dunque riprovo, d'accapo, con la massima intenzione a fare chiarezza. Hai mischiato moltissimi discorsi, davvero. Provo a dipanare un po' il bandolo. 1) Miyazaki è un narratore per l'infanzia. Lo è davvero, e ci sono infiniti dati a dirtelo. Per esempio, quando ha fatto Howl, siccome aveva un target un po' più alto, ha avuto dichiaratamente una crisi creativa, basata sulla riflessione de "ma perché ho fatto questo film? Io voglio fare film per i bambini!". Cose di questo genere. Miyazaki, da universitario, ancora all'università, era iscritto a un circolo di letteratura per l'infanzia. Ha sempre guardato all'occidente letterario nel suo comparto 'per l'infanzia'. Ha tratto film da libri per bambini, come Majou no Takkyubin, e con Totoro si è fatto scrivere il testo della canzone di testa 'Sanpo' da Nakagawa Rieko, forse la più celebre favolista giapponese che lui ha sempre amato, a cui si deve anche il soggetto di un corto del Museo d'Arte Ghibli (Caccia alla Balena) e molti tratti di Ponyo (il progetto originale muoveva da due diversi libri di Nakagawa Rieko). Totoro è anch'esso un film che venne giustamente prodotto per bambini, ai tempi, quando Suzuki si lanciò nel folle progetto di produtte un film che era stato rifiutato per 13 (e dico tredici) anni, perché ritenuto 'troppo lontano dai gusti dei bambini del suo tempo'. Proprio per questo Totoro venne realizzato in parallelo al film 'serio' ovvero Hotaru no Haka, e ebbe il famoso 'lancio in contemporanea'. Questa è la storia dello Studio Ghibli e dell'animazione giapponese. 2) Il fatto che Miyazaki sia per vocazione, e quindi prevalmentemente, un narratore per l'infanzia non significa affatto che le sue opere non possano o non debbano essere apprezzate anche da persone di età diversa. Molti favolisti, pur essendo narratori per l'infanzia, sono credo a giusto titolo considerati letterati di altissimo livello, a partire da Esopo sino a LaFontaine, o passano per i classici della letteratura per l'infanzia inglese e poi americana, o soprattutto i grand favolisti nordeuropei, dai Grimm a Andersen fino agli autori Svedesi tanto cari a Miyazaki Hayao stesso (celebre il fifiuto di Astrid Lindgren quando Miyazaki le chiese il permesso di fare un film di Pippi... ed era andato fino in Svezia, da cui poi però venne il setting per Majou no Takkyubin). 3) Non è necessario chiamare Miyazaki Hayao 'maestro' per dire che è un valido autore. Lui per primo DETESTA quando viene chiamato così è invita sempre a non farlo, e questo l'ha detto proprio di fronte a me, a 80cm di distanza circa. Ancora, è da evitare l'argomento massimalista de "siccome è acclamato in tutto il mondo allora è un OMG MAESTRO. Questa è una cosa davvero povera da ogni punto di vista, sopratto dimostra un'apprezzamento reale assai scarso dell'opera di un autore che vive a prescindere dalle statuette che riceve, specie all'estero, specie da un pubblico che NON è il suo pubblico di riferimento neppure come nazionalità e cultura. 4) Sul doppiaggio e sulla canzone. Il doppiaggio è una pratica violenta che prende una parte sostanziale di un'opera audiovisiva, ovvero la recitazione vocale degli attore coinvolti, e la ri-crea in un'altra lingua, con altri attori, su traduzione del testo. Si può cercare di essere il più fedli possibile nel testo, nella scelta delle voci e nella recitazione, ovvero nella resa del doppiaggio esso tutto, ma resta una cosa che ha violato l'integrità dell'opera originale. Se si parla della traduzione di una canzone, è la stessa identica cosa. Perché non è che le canzoni di Totoro siano state riarrangiate, o anche solo rieseguite. Ovviamente no, sono state usate le correte 'basi musicali' datate 1988 spedite appositamente dallo Studio Ghibli. E allo stesso modo, la canzone è state adattata nel testo e ricantata nella voce come per essere 'doppiata'. Ovviamente, sono il primo a dire che l'originale è inarrivabile. Vale per la canzone, certo, e così pure per il doppiaggio. Ti prego quindi di mettere le due cose sullo stesso piano, perché in effetti si trovano proprio lì. 5) Ti prego di non venire a parlare a me di 'rispetto' dell'opera. Ti prego di non venire a dire a ME come IO veda i film di Miyazaki Hayao. E ti prego di non nasconderti dietro concetti in effetti vuoti come 'opere d'arte', utilizzati tipicamente come scudo generico da non si sa cosa. Realisticamente parlando, non credo che nell'estremo 'appesantimento' di Miyazaki Hayao e dalla sua opera -tipicamente occidentalr- dell'OMG IL MAESTRO MIYAZAKI!!!111! si dimostri alcun rispetto di lui come autore, e della sua opera. Il rispetto per un autore nasce solo ed esclusivamente dalla conoscenza reale e dalla comprensione reale della sua opera. Spero anzi che finalmente il doppiaggio di Totoro, fedele sia nella sostanza che negli intenti, abbia reso a quell'opera l'onestà di quello che è. Ho letto nefandezze incredibili su quello che la gente in Italia pensa che "Totoro sia", ho letto gente che millantava riferimenti allo "spiritismo giapponese" che avrebbero dovuto essere nel testo originale, quando invece non ci sono affatto. La verità è che, nell'incompresione della lingua e della cultura giapponese, la quasi totalità del pubblico italiano si è fatto un'idea tutta storta di Miyazaki Hayao e della sua filmografia. L'ho visto con i giornalisti a Venezia come con gli 'appassionati' sui forum, a tutti i livelli. Ma questo con Miyazaki Hayao in effetti non c'entra nulla. 6) E' terribile che tu metta sullo stesso piano Miyazaki, Tomino, Oshii e Nagai che sono persone e autori diversissimi. In particolare, Miyazaki è l'unico a non 'venire fuori da Tezuka', perché Miyazaki basa il suo immaginifico grafico piuttosto su una certa tradizione di illustrazione francese che sui 'manga'. Inoltre, direi che Nagai Go sia considerato in Giappone "il depravato settantino che faceva le cose pornoviolente e i robbottoni per bambini", e non credo proprio che -fuori dalla nicchia- lo si consideri un 'maestro'. Tomino fuori dalla nicchia non penso che lo conoscano neppure. Oshii sta' cercando di sdoganarsi con l'occidente, ma alla fine mi pare l'ennesimo punto di frustrazione del suo ego. 7) Su tutto, Tonari no Totoro resta quello che, ovvero quello che era. Un bellissimo film per bambini, che riesce a 'sedurre' grandi e piccini per la fortissima capacità evocativa che l'autore vi ha saputo porre. E che sicuramente ha qualcosa da dire sia a piccini che grandi, come sempre capita per le opere per l'infanzia migliori. Ti garantisco, indi, che nel caso di un film come questo il 'rispetto' e la 'vera fedeltà' sta proprio nel tradurre tutto ciò che andava tradotto, canzone inclusa. Ripeto: così è parlato in giapponese il doppiaggio originale, così è cantata in giapponese la canzone originale. Ora, vorrei che mi spiegassi secondo quale arcana logica il primo per te è correttamente da tradursi nella sostanza (doppiaggio), mentre le seconda no.
  10. Shito

    Totoro

    Tu non hai visto I Racconti di Terramare al cinema, vero? E neppure il Castelle Errante di Howl, vero? Nessuno ha detto 'solo'. Ma che sia 'per bambini' (ovvero pensato, rivolto, indirizzato a loro) lo dice Miyazaki. Oltre che la realtà dei fatti, si intende. Nel caso di Ponyo, aveva persino detto che "non mi iporta se gli adulti lo capiranno". Miyazaki è un narratore per l'infanzia. Dichiaratamente. Quanto al discorso 'otaku', oltre che invitarti a leggere l'apposito topic nell'apposita sezione, ti dico solo che io ho scritto "Totoro è un film per bambini VERI, non per otaku". In quel 'veri' è tutta la verità del caso. Poi non so se tu, adulto che guarda cartoni animati, ti senta offeso a sentirti chiamato 'otaku'. Ma se così fosse, dovresti piuttosto leggerti dentro, non tra le mie righe. :)
  11. Shito

    L'antro del collezionista

    Prova a fare un salto su: www.geemania.net che è un progetto che seguo dalla nascita. Ho scritto per la rivista 'Gamers', progetto purtroppo durato poco. Sto inoltre ultimando un libro sul collezionismo di NeoGeo.
  12. Non sei stato confusionario. Sei stato impeccabile.
  13. Che Evangelion sia nato dall'idea di fare 'Ideon' e 'Devilman' è cosa dichiarata da Sadamoto Yoshiyuki. Non ho mai detto, né scritto, che in Eva ci siano 'citazioni' a Devilman. Il punto è che in Devilman (e dico, ripeto, il manga) c'è un'umanità che lotta per la sua sopravvivenza contro un'entità divina (Satana, nel caso). E perde pure. L'idea di un'umanità che 'lotta per la sua esistenza' su un piano per così dire uomo-dio, veniva da lì in Evangelion, quando il titolo del progetto era ancora Alcion, come lo voleva chiamare Anno Hideaki da principio. Nadia non viene da Laputa. Semplicemente, Nadia si basa su un progetto di Miyazaki Hayao rimasto in deposito alla NHK. In quel progetto vi erano elementi che poi Miyazaki Hayao avrebbe riutilizzato per Laputa. Shuji: mi riferivo al fatto del discernere 'da sé', ovvero 'in base alle proprie speculazioni', cosa possa dirsi un caso di 'sovrainterpretazione' e cosa invece no. Ho ben capito il tuo discorso, e lo condivido senz'altro quando v'è luogo di sovrainterpretazione. Per esempio, parlando di Eva, è stato di certo così per tutte le analisi *basate* sull'apparato di simbologia esoterica e mistica che, come invece è chiaro, erano solo un'ossatura *estetica* e *esotica* del tutto. Al contrario, il contenuto psicologico no, quella è la sostanza. Ancora una volta, non perché lo dico io, ma perché lo dicono gli autori. Mettere le due cose sullo stesso piano, come mi pareva che un po' tu facessi nel rispondere a Bob, è quindi insensato. Ma forse ti ho letto male io.
  14. Non capisco tutto questo fumo negli occhi. SHINSEIKI EVANGELION serie animata del 1995-1996 creata dallo Studio GAiNAX, diretta da Anno Hideaki. Poi conclusa con una doppia uscita cinematografica nel 1997. Dichiaratamente, vuole essere una storia di 'SF realistica' alla Gundam. Tuttavia, non si intenda 'realistica' come per 'hard SF'. Non è il setting a voler essere realistico, ma la caratterizzazione dei personaggi. I referenti principali della serie sono, dichiaratamente: Per i contenuti: 1) IDEON di Tomino, da cui una certa verve animista 2) Devilman di Nagai Go, versione manga, da cui l'idea di DIVINITA' vs UMANITA' 3) Il tema da otaku fisrt gen che fa da leit motif alla GAiNAX essa tutta: il dolore psicologico della crescita come abbandono del dolce idealismo e purezza giovanile 4) La depressione clinica di Anno seguita a Nadia, e i suoi interessi psicanalitici (e filosofici) che ne seguirono, inclusi soprattutto alcuni capisaldi occidentali del genere (Schopenhauer., Kierkegaard, Sartre, Freud, Jung). Per il setting: 1) Un po' di idee New-Age mischiate con l'imprinting di 2001 by Kubrik 2) Misticismo giudeo-cristiano usato come mero espediente estetico dal 'tocco esotico' per i giapponesi 3) La filmografia cara ad Anno, come quella di Okamoto Kihachi e quella televisiva dei coniugi Anderson 4) Gli anime cari agli autori, citati in molte stutture e figure narrative di sorta 5) La letteratura cara all'autore, sia di fantascienza (Chricton su tutti), sia giapponese (Murakami Ryuu su tutti) C'è poi la questione del 'doppio finale' su cui credo si sappia. Resta che Eva è *SENZA ALCUNA SOVRAINTERPRETAZIONE* Un anime di 'belle ragazze e robot' alla moda dei suoi tempi (misticismo, esoterismo random) che facendo della SF psico-realistica affronta i temi da sempre cari alla GAiNAX contestualizzandoli in una prospettiva più che mai schiettamente psicologica/psicanalitica per gli interessi che il regista aveva coltivato in quegli anni. Essenzialmente, Evangelion è 'la storia del dramma psicologico di Shinji' tanto quanto Gundam è 'la storia della crescita psicologica di Amuro'. Tutto quello che ho scritto qui è D I M O S T R A B I L E tramite fatti obiettivi quali dichiarazioni degli autori, citazioni sostanziali puntuali e altro. Quello che ho scritto, dunque, discernendo chiaramente tra 'contenuto' (inteso dall'autore) e 'setting' (estetismi, etc) dell'opera, assolutamente prescinde da qualsiasi sovrainterpretazione, e anzi ne sgombra il campo e tracci i confini di quest'ultimo per un'analisi ONESTA dell'opera stessa. Dunque, ben pronto ad argomentare punto su punto ognuna delle dette affermazioni, vorrei dunque sottolineare come anche la loro possibile confutazione vorrebbe essere supportata da dati e conoscenze altrettanto obbiettive. Punto, a capo. In particolare, Shuji: non so se vorrai replicare, ma quello che hai scritto tu, tra metafore e vagheggiamenti vari basayti più o meno sul NULLA dell'opera e sul TUTTO delle TUE idee di questo e quello, mi paiono piuttosto soltanto vuote bubbole, appunto. Parla piuttosto dell'opera, dimostrando CONOSCENZA REALE dell'opera e dei suoi referenti REALI. Non delle tue teorie sulla narrativa. :) E questo è Shito che una volta tanto, dopo tanti anni, ha stranamente voglia di parlare DAVVERO di Evangelion. A voi.
  15. Shito

    Totoro

    E' un film per bambini veri, non per otaku. :) Quindi dare ai bambini ialiani le canzoni in italiano, come i bimbi giapponesi le ebbero nella loro limgua, è quasi doveroso oltre che sensato. Cercando di tenerle quantopiù vicine all'originale, certo. Quanto all'originale stesso, per te, me e altri appassionati adulti, come vedi nell'HV è a pronta disposizione. Cosa manca? :)
  16. Evangelion = tentativo fallito di antitesi dell'angelo crudele. Tutto qui. (Asuka alla fine è fasciata dove si era ferita perchè il suo animo si è 'ripensato' così. Dopo la dissoluzione della materia, come viene detto nell'epilogo stesso, solo "chi è in grado di determinare sé stesso" può tornare alla forma individuale, distinguendo il 'sé' dal 'tutto', ovvero riedificando il proprio ATF. Una cosa simile è predicata da svariate logge massoniche, JFYI.)
  17. no: presumo che Nagai c'ha fatto pure un minimanga(si trova tradotto online da qualche parte) in cui sostiene che Devilman sia nato come serie TV e poi c'abbia fatto il manga. ovviamente Devilman TV e' un derivato di Mao Dante, ma questo e' tecnicamente un'altro discorso:P Questo è interessante. Quando lessi il manga di DevilMan, da ragazzino, lo trovai davvero molto interessante. L'anime lo detestavo pure da bambino, invece. A ripensarci ora, credo che il buon Go avesse semplicemente la fissa per l'idea della "civiltà precedente all'umanità che viene a rivendicare il diritto del pianeta". Ci ha propinato la cosa in tutte le salse, ma credo che quella di DevilMan sia la migliore, soprattutto per il senso 'paradossale' dell'azione luciferina. Il fatto che 'Dante il Re Demone ', o anche 'Il signore del male Dante' sia stato pubblicato per non so quante volte in Italia col titolo di 'Mao Dante' è uno di quei grandi misteri dell'umanità che sfugge alla mia comprensione. Sicuramente il concept alla base di DevilMan stà lì, e credo ora si possa archiviare anche la pratica che chiedeva come mai la sigla italiana dell'anime fosse -di fatto- un riassunto di Dante. Forse agli autori italioti avevano consegnato la traduzione di un early draft del plot? Chissà.
  18. Shito

    L'antro del collezionista

    Quelli, semplicemente, non ci sono. :) Che c'hai i laser disc? No, semplicemente i fumetti che lessi li ho defenestrati (o venduti o messi in garage) da tempo, idem le VHS italiane di un tempo (la mia infanzia). I DVD non mi sono mai stati simpatici: quelli di lavorazione li distruggo a lavorazione ultimata, e di quelli 'per la vendita' ne ho giusto una manciata giapponese originale (la prima GAiNAX, Studio Ghibli, poco altro). LD non ne ho mai avuti. Non ho alcun homevideo italiano. :)
  19. Shito

    L'antro del collezionista

    Quelli, semplicemente, non ci sono. :)
  20. Già... alla fine è sempre il dualismo tensai vs doryoku di cui tutti gli sport manga. :) Tuttavia, sarebbe stato bello vedere Misty di fronte a un Gold Saint, suo superiore di diritto. ^^
  21. Quindi siccome la serie TV andò in onda un *mese prima* dell'uscita del manga, tu presumi che la serie TV debba dirsi l'originale rispetto al manga? Quindi l'originale di Evangelion è il manga di Sadamoto, giusto?
  22. Shito

    L'antro del collezionista

    La mia collezione è in link. Anche se non sono modellini. :)
  23. Shito

    Saint Cloth Myth

    Ma sbaglio o Algol diviene più viola a ogni successiva immagine? BTW, a me il viso non dispiace. Mi pare invece che ci sia l'intenzione di seguire l'idea che il design anche dei visi è andato sofisticandosi nell'incedere della serie, e che Algol deve fare tema insieme alle V1... :) E ora, Garion, la VERA DOMANDA sui Cloth Toys... dici che la Half Eye farà mai delle perfect change cloth che si montano a object SENZA alcun sostengo, stile manga vero? Giuro che se le fanno, stavolta le compro, eh!
  24. Ci sono anche le citazioni di BeruBara, allora? Tipo, un personaggio che riceve una busta con una lametta dentro... Cmq credo che tra tutte le cose che la GAiNAX cita, da latte che beveva Anno (Shimorak, cfr Eva *e* Gunbuster), a tutte le loro preferenze personali in fatto di cinema, SF e qualsiasi cosa, una da Ashita no Joe sia tra le più 'popolare' nel senso proprio del termine. Più di così potevano solo metterci Rikishi...
  25. Mmmh... si potrebbe dire che tutti gli autori raccontino sempre la stessa storia. Quando va bene, un uomo ha UNA storia da raccontare. In questo senso, non è che per capire Saint Seiya serva Ring ni Kakero, piuttosto direi che RnK è il perfetto 'anello mancante' di congiunzione di SS nella tradizione narrativa che l'ha espresso. :) Detto questo, è interessante come tu veda Ring ni Kakero come un ponte tra il manga shounen che chiameremo 'classico' e quello che chiameremo 'moderno'. Ovviamente tra RnK e SS c'è il passaggio dall'ambito sportivo a quello 'puramente' epico (nel senso che i manga shounen sportivi sono pure loro di 'epica sportiva'). Tuttavia, non so se le esagerazioni dei colpi (sportivi) siano una trovata di RnK: non la boxe ma altri sport ce ne avevano fatti già vedere, a ben persarci. Tuttavia, vedo distintamente la linea evolutiva che vai tracciano. E' interessante. Vi è un'intensità espressiva che solo alcune ruvidezze di tratto possono veicolare. Per questo avrei adorato vedere SS affidato non ad Araki, ma a Komatsubara Kazuo. Questo e' doppiamente vero per Takane Ryuji, il protagonista di Ring ni Kakero. Davvero quel manga e' l'abc dello shonen. Sì, si dovrebbe datare tutto almeno a Kyoujin no Hoshi, direi. Anche se Ashita no Joe è chiaramente un punto davvero cardine della dinamica evolutiva del genere. Misty gli dice "per vincere devi fare un miracolo". E Seiya gli risponde "e allora faro' un miracolo". E dunque, dopo che l'ha sconfitto Seiya porta il corpo di Misty in braccio. Ma a me quell'immagine (del manga) ha sempre comunicato molta tristezza. C'era cmq rispetto da parte di Seiya, e accettazione da parte di Misty alla fine. Nell'anime Misty e' troppo femminile. Araki cerca la bellezza estetica, ma questa cosa si mangia tutto il resto. Le espressioni di Misty nell'anime sono affogate in quella ricerca estetica, non funzionano come nel manga. Misty le avrebbe prese anche da Takaya Noriko, dunque. Mi sto vedendo Norichan che fa un Inazuma Kick sul lucertolino. Epico (specie con uno di qeui gridi della Hidaka... ) Sì, Misty da 'upperclasman' è diventato frozzioman grazie ad Araki. Il senso della forza giovanile che TRAVOLGE l'ordine costituito (le classi, l'ordine nobiliare) è andato perduto o quasi. Peccato, perché stava tutto lì. C'è da dire che l'esaltazione della bellezza fisica di Misty, lungi dalla fozziaggine, nel manga è forse il momento più ellenico di tutti. Nel capitolo finale del Santuario (manga ovviamente) si accenna gia' al sigillo di Hades. Poseidon e' evidentemente una saga di stacco che ha inserito fra i due. Ma e' tutta una preparazione "a senso". Il dio dei mari che viene risvegliato anzitempo, la storia dei sigilli e delle precedenti guerre sante. Sì, i tre step sono molto ben armonizzati. Non si sente Nettuno come un filler, no, perché si passa da "verso un uomo" a "verso un dio incarnato" a "verso un dio VERO". E' un crescendo impeccabile. Infatti, soprattutto non avrei voluto vedere mai un seguito. Non serve scomodare gerarchie olimpiche, si capisce bene che Hades era già il 'nemico top', e amen, per quel contesto. Non è che a tirare fuori -che so- Hecate allora poi 'vale di più'. Così si finisce nella spirare della 'sindrome della necesstià di incremento esponenziale delle doti di lotta', cfr Dragonball. No grazie. Seiya muore come Joe, e amen. Così è perfetto. Doveva essere molto piu' lungo, questo si sa. Ma gli chiesero di accorciare i tempi. Per questo a un certo punto c'e' una deviazione della storia e non assistiamo agli scontri per tutte le prigioni dell'ade. Wow, è fico che mi confermi con dati di fatto quella che era una mia pia e semplice sensazione a lettura. Allora non sono tutto idiota. (forse)
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