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Shito

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Tutti i contenuti di Shito

  1. Beh, il fatto è che paragonare un manga con un anime è una cosa scema da principio. ANCHE (e soprattutto?) se l'anime è tratto dal manga. Perché, manco a dirlo, manga e anime sono mezzi espressivi diversi fra loro QUASI quanto romanzo e cinema. Se si fa una 'trasposizione fedele' è sempre fail. Non può funzionare. E' intrinseco. Detto questo, Saint Seiya è una storia, dei personaggi, che nascono in forma di manga. Il manga è l'opera originale come il suo unico e solo autore l'ha concepita. E qui c'è un punto. Nel senso che a quel punto, è una cosa compiuta, finita. Poi chiami un'intero STAFF, degli SPONSOR, e tanta altra gente e fai una PRODUZIONE INDUSTRIALE che si chiama 'anime tratto dal manga'. E' un'altra cosa. E' ovvio che se si ama la 'compiutezza originale' del manga, l'anime apparirà SEMPRE come una depecrazione. Ma la verità è che l'anime NON andrebbe considerato se sia ama il manga. Perché il manga non abbisogna né di anime, né di MODELLINI (frecciatina alla coerenza di molti) per essere 'perfetto'. :) L'anime? L'anime d Saint Seiya, in sé, lo trovo personalmente un po' troppo una baracconata. Dio sa quanto l'ho amato da ragazzino. Ma è ovvio che crescendo poi uni vada alla fonte. Cercando una componente autoriale/intetellettuale anche in opere per ragazzini come uno shounen, il manga si salva, l'anime no. E' inevitabile. Alla luce di ciò, apprezzo la parte polare dell'anime. Almeno è originale di quel medium. Più o meno compatta in sé: non ci sono filler a muzzo, data che è TUTTA un filler (sembra follia, ma se ci pensate...). Preferisco vedere tutto Asgard che la trama del manga inframmezzata da improbabili pagliacci random. No? Comunque è inevitabile che se hai visto, anche da adulto, prima l'anime e poi il manga tu ne sia rimasto segnato. Leggere (davvero) un manga è più difficile che vedere un anime. La visione è sempre più passiva della lettura. Entrare nella cultura aliena con lo scritto è più impegnativo, costa più sforzo. Tuttavia, ti dico che anche altamente più remunerativo in termini di arricchimento personale. Che poi, crescendo, è quanto di buono ci viene offerto dall'intrattenimento migliore. Magari rifletti su questa idea, se e quando riprenderai in mano il manga di Saint Seiya: "Da dove viene questo manga? Cosa voleva significare, per il SUO pubblico di riferimento, questo manga?" Alla fine, sta tutto lì. :)
  2. Mi piace il Garion bello ruvido di queste pagine. A tutti gli altri: per capire cosa FOSSE Saint Seiya prima di diventare un negozio di giocattoli, provate a rileggere Ashita no Joe. Insisto. C'è un'eredita di contenuto e stile shounen che corre nella tradizione della letteratura popolare giovanile giapponese nota al secolo come 'manga'. Sarebbe bello parlarne. Poi, oh, sì, i capelli di tutti i colori e le armature di tutti i colori sono belle un casino, nevvero? Siamo stati bambini tutti. E molti di noi, in una certa parte, lo sono ancora. No problem. Il problema è solo quando quella parte sopprime l'onesto spirito critico e d'osservazione e d'intendimento il cui sviluppo dovrebbe accompagnarsi alla conquista dell'adultità. Niente di male (forse) a tenere alti gli idoli di infanzia financo in età adulta. Ma almeno, comprenderli a fondo come ci si aspetterebbe da un adulto. No?
  3. Shito

    La verità su i ridoppiaggi degli anime

    Non erano 'Marina Shogun'?
  4. Shito

    La verità su i ridoppiaggi degli anime

    Non ho mai detto che avrei tradotto/adattato 'seitoushi' come 'paladino'. Era per capirci sul contenuto del termine. Per la cronaca: io per primo sponsorizzai 'sacro guerriero', ai tempi di Dynit. Garion: come vedi non intendevo affato criticare la legittimità di 'sacro guerriero'. Per il resto dico: mmmh, non so quanto ci sia da fidarci della letteralità dei kanji dei cloth. Nel senso che sappiamo che Kurumada si diletta assai nei doppiosensi metaforici, direi trasfigurativi, di questo genere di terminologia. In più, per quanto si voglia, delle semantiche così specifice non combiano mai (un po' quando si dice 'medioevo giapponese' per il periodo Sengoku, che è una cosa che mi fa rivoltare la pancia). Se proprio, direi a pensare che so, ai Rosacroce, che erano un ordine monastico e bellico. Ma non vedo i Saint seguire una 'regola' in senso clericale, non li vedo monaci in alcun modo neppure secondo il canone giapponese (sia shinto, sia buddhista), quindi non so. Ovviamente abbiamo tutti presente la traduzioni effettiva di 'surplice', del resto. O di 'robe'. O persino di 'scale', che forse è la più WTF di tutte. Non vedo riti officiati dai Saint, in ogni caso. Vedo piuttosto dei difensori richiamati all'ordine in caso di occorrenza (vedi prima adunata dei Gold Saint, etc).
  5. Shito

    La verità su i ridoppiaggi degli anime

    Ho scritto della questione del 'paladino' molto alla lontana. Quello che voglio dire è che nell'agglutinamento semantico del giapponese, la posizionalità del lessico non va presa alla lettera. SACRO/SANTO-GUERRIERO Non è che significa che il guerriero è proprio santo lui (reso santo) o sacro (chi lo tocca commette sacrilegio). E' solo legare i due concetti di 'santità' e 'guerriero' in qualsiasi modo. Il modo corretto viene dalla contestualizzazione. Nel caso di Saint Seiya, il contesto è che questi guerrieri sono i guerrieri votati a una dea, una cosa divina, indi sono i suoi 'paladini' nel senso fantasy preso moooooolto alla larga, proprio nella sua 'logica di base'. Per intenderci, i Crociati (quelli storici) potrebbero dirsi Seitoushi, fato che prenderano parte a una 'guerra santa' in nome di un'ordine religioso. Anche i terroristi islamici che si fanno esplodere potrebbero dirsi parimento 'seitoushi'. Come vedete, ogni 'fazione' ha la sua santità Ciò detto: 'Saint Seiya' è il titolo GIAPPONESE dell'anime. Io quando mi trovo davanti al ruby uso sempre questo formato: Seitoushi [sAINT] Seiya ma anche la scrittura Saint Seiya non è certo errata, PER IL TITOLO GIAPPONESE. La questione nasce su "come lo TRADUCO"? Se rileggete il mio post originale nasce tutto da lì, e la spiegazione che ho fatto a seguire non ha alcun senso se non partite da questo presupposto. Se fosse il caso, posso portare svariati esempi reali funzionali al caso. Chiedete e vi sarà dato.
  6. Shito

    La verità su i ridoppiaggi degli anime

    Dissento fortemente. L'annosa questione del ruby non ha mai trovato una sistemizzazione, ma nella mia mente è sempre stata molto chiara. Ovvero: in giapponese si può disgiungere la lettura (pronuncia) e la scrittura (significato lessicale) di una parola. Ovvero, si può 'forzare' la lettura (pronuncia) di una parola che ha un suo dato significato (scritto). In italiano, no. Ovvero in italiano lettura (pronuncia) e significato lessicale (scrittura) di una parola sono tutt'uno, perché in effetti la scrittura è una trascrizione pseudofonetica della pronuncia stessa. Quindi, poco importa che 'seitoushi' si 'legga' come 'saint'. Saint, in inglese, ha un significato. Quel signifiato prescinde in buona parte da quello che ha assunto come 'prestito linguistico diretto' (categoria di 'forestierismo' o nel caso 'gairaigo') in giapponese. Quando si traduce, si traduce il significato della parola. Prendendo solo una pronuncia fonetica più o meno arbitrariamente assegnata a una scrittura che viene di fatto elisa da una traduzione che non può ontenere entrambe, si opera un assurdo di decontestualizzazione linguistica. Credo che il concetto di 'seitoushi' sia più o meno quello di 'paladino' nel senso da gdr fantasy del termine: "cavaliere votato a una divinità". Credo. Vi prego inoltre di notare che il termine 'cavaliere' ha due significati diversi. Quello araldico, quello bellico. Che derivano da due termini di lingua romanza diversi.
  7. Shito

    Il Getter preferito

    la mia scelta va allo Shin Getter versione "vs Neo Getter" ^^ E poi, come mecha, ADORAVO anche il Getter G e il Getter GO, soprattutto.
  8. Shito

    Sondaggio Spammoso

    Non ce n'è neppure una di quelle che io consideri 'belle'. :goccia: MinMay dokò? Takaya Noriko dokò? Strano che non ci sia la solita Ayukawa Madoka (o noon l'ho vista?) Ma non la rimpiamgo certo. Non ho visto neppure Ayanami Rei e Souryuu Asuka Langley (la seconda avrebbe forse preso il mio voto, in mancanza delle prime due). Anche se la più 'bella' di Eva è forse la nostra 'dame desu no kyara', Maya-chan. :)
  9. Shito

    L'ultimo libro

    Sarebbe un topic interessante, come dire: "Il libro di metaletteratura distruttiva che vi ha convinto un po'..." In questo caso la mia risposta è: nessuno. Siccome per me leggere è molto faticoso, leggo poco. E seleziono alquanto i libro che leggo. L'ultimo libro che ho letto, qualche giorno fa, è stato L'attenzione di Moravia. Credo che Moravia, un po' come il suo amico giapponese morto (ultimo) suicida (ufficiale), sia sul limite della letteratura che distrugge sé stessa, ma non so quanto volontariamente o involontariamente. La letteratura di Moravia è -a mio dire- a tratti troppo 'drama' invece che 'dramma' (dico, in l33t). Prima avevo letto tre romanzi di Natsume Souseki, che mi avevano fatto un effetto migliore. Kokoro, Sanshiro, Bocchan. Wagai ha Neko de Aru l'ho mollato dopo un po'.
  10. E' una buona domanda, perché è una domanda intelligente. Io no ho visto e non parlo nel merito, tuttavia è assai vero che -analogamente- il valore degli attori è influenzato dalla riuscita/bontà dei personaggi che 'gli toccano'. Ovvero, era così bravo e talentuoso il carpentiere Harrison Ford o era così irresistibile il piratesco contrabbandiere Han Solo?
  11. Chibi: ab initio, per installare un programma su Mac trascini l'icona nella cartella 'applicazioni'. Ma già questa è una finezza. Io quando testo una app la lancio da DENTRO il 'disco virtuale' in cui tipicamente la si trova. ^^; Quando lanci una volta una applicazione su Mac, questa crea tre/quattro file scemi in dati posti. Tipicamnte, un file dove registra i setting (detti 'plist' da 'preference list'. Quando dinsistalli trashi il file (icona) del programma stesso, e poi se sei pulitino fai una cosa molto difficile. Vai in Spotlight (soft di ricercasu indicizzazione) e cerchi il nome del programma, indi cancelli tutto ciò che trova. Fine. Se uno è pigro ci sono App leggere per automatizzare queso stesso processo (tipo AppZapper, o l'altra che uso io -non ricordo il nome-) Ci sono poi una minoranza di programmi fatti 'a là Windows', con installer e disinstaller, e sono quelli che in genere NON accetto di installare. :)
  12. Hai ragione per metà (o forse tre quarti). Ovvero, non c'entrano niente le logiche economiche: il doppiaggio è un'ambiente micragnoso dove, a ogniu livello, si va sempre al risparmio. Si tende a fare MENO. Il meno possibile. Quindi se un personaggio verseggia davvero per dieci minuti uno scrive "versi ad lib" e via, è una sola 'riga' da pagare. Quelle cose, tipicamente, vengono aggiunte 'on the fly' se sono versi, o anche in fase di stesura copione se sono labiali mute. Perché? Perché l'idea base del doppiaggio italiano (spesso inconscia nella mente degli operatori del settore) NON è quella di TRADURRE un opera, ma comunque di RISCRIVERLA. E tale riscrittura avviene sul VISIVO prima che sul sonoro. Quindi, ogni dialoghista italiano, o direttore di doppiaggio italiano si sente in diritto e dovere di aggiungere pezzi di battuta o battute del tutto a random se: "in originale muove la bocca ma non dice niente" "in originale dice una cosa ma non si capisce che intende" "in originale dice una cosa ma un italiano non la direbbe" Cose così. Sono le logiche che ho sempre combattuto. Retrospettivamente, quando venni gettato nel mondo del doppiaggio e non ne avevo ancora destrutturato le logiche, semplicemente non capivo perché facessero certe cose, ma capivo che era sbagliato, e allora per evitare che le facessero mi intromisi. Ovviamente i casi 2 e 3 sono qualcosa di impensabile, ovvero è sottointeso che 'in italiano' è solo sottobanchese per dire 'io' (non la capisco, non la direi). Ovvero quando si parla di idiomaticità, beh, nessun singolo è l'italiano, ed è depositario dell'italiano standard. Ma vaglielo a spiegare. Nel primo caso, beh, io non capisco neppure quello. Perché il direttore di doppiaggio NON è il regista del film, e NON deve compiere scelte registiche. Ovvero, per fare un esempio pratico, in Totoro c'è una scena in cui la regia va 'dentro' la mente di Satsuki che si sta estraniando dalla realtà intorno a lei. Quindi tutto il brusio di sottofondo (c'è gente che blatera in fuori campo) si 'abbassa sino a scomparire' (fade-out sonoro), poi la scena cambia, Satsuki scappa e la nonnina le grida appresso con labiale visibile, ma è muta. Ora io NON so se quello sia una scelta registica, un errore di doppiaggio giapponese, un errore di mix. Per la ragione che ho espresso, credo evidente, per me è una chiara scelta registica (nota: la stessa cosa in Kiki quando Tombo cade e Kiki lo riacchiappa al volo: il rumore della mano che si stacca dal cavo 'chiude' il sonoro, va via tutto il brusio della gente, due ragazzine strillano in primo piano, MUTE, poi Kiki riacchiappa al volo Tombo, si sente il rumore della mano e quello 'riporta' il sonoro. L'idea è sempre che l'eccesso di emozione 'silenzi' la percezione interna del suono). Ovviamente, anche con tutte queste cose, boh, la CERTEZZA non ce l'ho. Magari in Totoro la battuta della nonnina è 'saltata' in mix e non c'era tempo per richiamare l'attrice. Sembra una cosa demente, eh. Lo so. Faccio un'ipotesi estrama. Notate che un sacco di gente in Italia ha detto e scritto 'manca una battura'. Per quanto sia EVIDENTE tutta la regia che ho detto, eh. Quindi riconsideriamo il concetto di 'demenza', intanto. Comunque: Il punto reale è che tutto ciò NON mi deve interessare come direttore di doppiaggio, perché semplicemente NON mi compete. Io devo rifare quello che Miyazaki ha fatto. Non devo fare nulla di nuovo. Se faccio qualcosa di nuovo (diverso dall'originale) in un doppiaggio, ho solo fatto un ERRORE OBIETTIVO. E' semplice. Altrimenti Gendo dovrebbe parlare sonoramente a Ritsuko prima di spararle in Magokowo wo Kimi ni (non Air). E ora potere iniziare a pensare cosa le dica. Ma in Terra lo sanno solo due persone. Cosi' tarpi le ali al direttore del doppiaggio, gli metti paletti :goccia: Vero? Dici che è per questo che sono malvisto nell'ambiente? :) Ci sono due esempi/aneddoti su questo. Uno è antico, primo episodio di Escaflowne. Quando Hitomi chiede il SUO (Hitomi) primo bacio a Amano-senpai. Lo fa con un inchino, molto deferente. La battuta era forse "Ti prego di concedermi il mio primo bacio". Ovviamente Ilaria Latini era tipo: "WTF?" Lo recitò com'era scritto, e glielo richiesi ancora più deferente (cose tipo: vedi, lei lo dice in un inchino, l'emissione del fiato è diversa, devi come scaricare un fiato trattenuto di ansia etc etc etc). E lei era ancora più: "WTF". Travalicando la sua epica gentilezza, riuscì a dire una cosa tipo "ma... ma... nessuno ragazza direbbe quella cosa così...". Chiaramente laconicamente risposi: "nessuna persona italiana, forse. Kanzaki Hitomi è giapponese, anche se ora la facciamo parlare in italiano. La seconda cosa è meno lampante, ma ancora più forte. In Howl, Roberta Pellini fece una battuta. Gliela feci rifare un po' diversa. Lei la rifece. Io dissi 'ora va bene'. Lei disse 'ok, ma a me piaceva di più prima, era più bella'. Io disssi: 'anche per me era più bella prima'. Lei era COMPLETAMENTE stile "WTF?". Allora sono entrato, e le ho detto: "vedi, non si tratta di farla 'bella'. Bella per me, bella per te, bella per chi. Si tratta di farla 'giusta'. Senti l'originale, ora è come in originale. Prima no. Quindi ora è giusta. E' bella ora, perché è giusta, ovvero è fatta come è piacuta non a me, non a te, ma al regista." Tutto qui. Chi lavora nel doppiaggio, per me, dovrebbe sempre restare solo un INTERPRETE di un originale. A tutti i livelli.
  13. Risparmiati qualsiasi antivirus, su Mac. I presunti virus su Mac sono programmi che ti CHIEDONO IL PERMESSO (e di inserire la password di amministratore) per fare quello che vorrebero fare. Se uno prende virus s Mac ha bisogno di una cura mentale, non si un antivirus. Credo che gli antivirus per Mac esistano solo per gli switchers... ^^ Ah, su Mac è divertente provare millemila app, tanto se le togli non lasciano schifo e non rallentano il sistema. :)
  14. Shito

    Saint Cloth Myth

    Pirkaf, ti avevo risposto, ma poi mi sono reso conto che la risposta aveva più senso qui: http://www.pluschan.com/index.php?/topic/1444-anime-sostanzialmente-come-prodotti-per-bambini/page__st__20#entry72808 e ho evitato il semi-ot. Spero dunque di rileggerti di là.
  15. Un altro ricordo è della prima volta che mi trovai in Giappone, per lavoro. La ditta spesava l'hotel, e la prima colazione era inclusa. La prima colazione veniva somministrata nel Family Restourant sotto l'hotel, convenzionato. Trai quattro SET di colazione tra cui si poteva scegliere, i prendevo sempre quello con salmone alla griglia e verdure sotto sale. Tutti gli altri, occidentali e giapponesi, prendevano invece pankakes e toast all'europea. Una volta un vecchio (giapponese) mi chiede "ma come mai tu prendi quelle cose?" E io ho risposto "perchgé mi fanno sentire bene/sano il corpo" Compiaciuto, l'anziano a annuito dandomi ragione. E' stata l'unica conoscenza che abbia fatto in quel luogo. :)
  16. personalmente trovo il MelonPan delizioso. il ChocoChip MelonPan è la versione fighetta, ma sono buoni. Solo, ovviamente ce ne sono di più e meno buoni. Ricordo che una volta ero a Esaka, sotto la sede dalla SNK (che per me è tipo La Mecca o qualcosa), e c'era una bella bancarella di MelonPan. Ne prendo uno che smezzo con la mia consorte. Ci allontaniamo e addentiamo. Ci guardiamo. Torniamo indietro e ne prendiamo tipo altri N da mangiare nel corso della giornata. C'è anche un'ottima panetteria (si chiama, mi pare PANE PANE) sulla stata per Den Den Town scendento da nord. Garion forse se ne ricorderà. La storia del MelonPan è anche molto interessante. :)
  17. Shito

    La nuova ragazza di Beppe

    BDSM è un controsenso. Nessun S potrà mai soddisfarsi di un M. M: "Fammi male". S: "NO!" Credo che BDSM oggi sia solo (piùchealtro) moda, come ghey è solo (pùchealtro) moda. Per capire si può ripartire dai classici, o quasi classici: Donathien Alphonse Francois Le undicimila verghe di Apollinaire Historie d'O (ma consiglio di skippare Retour a Roissy) e poi cercare di capire cosa nel BDSM (o rapporti Dom-sub che dir si voglia) sia solutidine, e cosa possa essere invece sentimento. Si può molto facilmente essere 'soli in compagnia'. Anche legandosì, sì.
  18. Parlando di padri fondartori della fantascienza, non saprei se citare Jules Verne o Mary Shelley. :)
  19. Mmmmh... ovviamente c'è della mitologia dietro al Mac, ma ci sono anche molte cose vere. Sì, essenzialmente il Mac è meno mestruale di un PC con Windows. Lo compri. Lo accendi. Funziona. E per sputtanare le cose ti devi impegnare parecchio. E il Mac non si rallenterà da solo nel tempo. E non c'è rischio di prender su merda random (per ora). Ovviamente a volte si impallerà. Capita a tutti i computer. Sono computer. Direi che l'insieme di queste realtà esprime più o meno la situazione delle cose.
  20. Shito

    Saint Cloth Myth

    Beh, allora allo stesso modo si puo' dire che anche seguire solo il cinema d'animazione sia pure una regressione infantile? Si capisce. Certo. Certo. Benché la logica di base sia la medesima (diciamo la meccanica psicologica), le automobili NON costituiscono un idolo infantile, dato che in infanzia non si hanno/usano automoili. Le autombili sono un feticcio adulto che si sostituisce (subentra) a quelli infantili, catalizzando la suddetta logica di base, e fungendo da sua valvola di sfogo. Certo. Questo è ovvio. Questo no. Per le femmine è altra storia, non in topic qui. Affermazione di personalità per negazione è la prima cosa che citi. Ce ne sono molte altre. Ma ancora, direi non in topic qui. :) In questa parte di te, chiaramente, non lo sei. Ovvero lo sarai, ma parzialmente. Perché probabilmente ora collezioni ciò che prima comunque usavi, e guardi con occhi diversi ciò che prima guardavi in quasi totale spensieratezza. Anzi: :surprice: Beh, io da bambino trovavo fortemente illogico rovinarli! Difatti ho sempre conservato le scatole per riporli e conservarli al sicuro. Quando vedevo dei miei amici che li tenevano tutti ammassati assieme, con le vernici che si rigavano per sfregamento, mi sentivo mancare. Cosa me ne facevo se non ci giocavo? Beh, li esponevo. Era quello il mio divertimento Come vedi proprio tu, che avevi una logica feticistica da collezionista (il godimento viene non dall'uso di un'oggetto d'uso, ma dalla consapevolezza del suo possesso che nasce dalla sua privata espozione), dimostri di essere appunto comunque rimasto a quello stesso tuo stadio, nel merito. E come sappiamo, siccome ce ne sono ormai molti, come te e come me, allora l'intera industria del giocattolo si è fatta industria del modellino da collezione. Un oggetto da guardare/adorare/compiacersi (feticcio puro) piuttosto che da utilizzare (giocattolo puro). Buffo, no? :) Quello che voglio dire è che anche io, che ho preso il GunBuster perché amo GunBuster (che non ho neppure visto prima di una età gia abbastanza adulta), l'ho comunque preso per una forma di girellismo. Ovvero di regressione infantile. Perché è un giocattolo. E i giocattoli sono quella cosa con cui ci si diverte da bambini. Quindi, anche se il modellino del GunBuster NON è una girella nel suo contenuto specifico il soggetto) lo è nella sua sostanza formale (un giocattolo). Ti ricordo che la prima generazione di otaku, ovvero gli otaku di prima generazione, non avevano proprio miti di infanzia 'custom made' per loro, ma ugualmente erano otaku perché crescendo continuavano a praticare i loro interessi infantili e adolscenziali. E' come voler continuare a giocare la Koshien piuttosto che nella lega professionistica. Potrà essere (e credo che senz'altro sia) che il baseball del Koshien sia più agonisticamente puro e vivo. Ma poi si cresce. La giovinezza E' più viva e pura dell'adultitità, sì, e poi finisce. Noi tutti non avremmo voluto crescere, o abbiamo voluto e potuto permetterci il lusso di farlo e non farlo, ovvero di non far crescere una parte di noi, ovvero di conservare degli aspetti pacificamente infantili. E' una cosa che nasce col benessere diffuso. L'importante, credo, è solo la capacità di vivere onestamente il sé.
  21. Serprendentemente, molti dei post in questo thread sono sensati. Deve essere per questo che posto da queste parti. :) Grazie per l'attenzione, innnanzitutto. L'intervist è vecchia di un anno e più. Benone. In caso, però, cercate di leggerla per quello che dice, non per quello che temete che dica di (anche) voi. Io ho detto che l'animazione è un medium espressivo infantile. Lo è, infatti, storicamente. Come nascita. Come motivo. Lo è, infatti, dal punto di vista maggioritario (produttivo). Questi sono fatti. Poi ho detto che ovviamente capita che anche delle cose 'fatte per dei bambini' possano essere intelligenti. Vale anche per la letteraura per l'infanzia, eh. Credo di averlo detto nell'intervista. Ho citato La Fontaine? Quindi è ovvio, ovvero sensato, che a un adulto senza preconcetti possano anche piacere opere intelligenti originariamente destinate all'infanzia. NON ho detto che TUTTI gli anime reali siano destinati a un pubblico infantile. NON ho detto che gli anime siano 'da sfigati'. Non confondete, per favore, dei timori reconditi con le mie dichiarazioni. :) note di merito speciali per: (in ordine di apparizione) Chibi Goku, che ha fatto solo post sensati, chiari, dimostrando di aver compreso/ascoltato benissimo il mio discorso. Grazie a lui. Darion, che ha fatto un post schematico e preciso mettendo a riga solo e tutte cose sacrosante. Inclusa l'ultima che mi accusava di eccesso di partigianeria nazionale, sì. Ma sono umano. E poi non amo solo il Giappone, e non è che non ami anche cose americane. Ma poi dopo una certa età vedi dove sta un certo tuo gradimento maggioritario, e dove quello minoritario. Garion, che semplicemente conosce la realtà di ciò che parlavo, e ne ha parlato. Un accenno a lui e a tutti: Cose come Densha Otoko sono il tentativo di sdoganare l'otakuzoku third gen, che ormai è troppo interessante dal pdv di 'pubblico pagante', ormai anche per delle ditte non così di nicchia. Con la crisi, poi! Con il fatto che il virus dell'otakuzoku è stato esportato, poi! I soldi sono buoni sempre. Quindi ci sono state un po' di operazioni stile 'anti Miyazaki Tsutomu', perché ora serve che gli otaku possano consumare tranquili, nacondendosi il minimo possibile. Perché sono consumatori. E nei momenti di crisi, è proprio quello che si cerca. Avevo scritto un vecchio post sul mio blog, al riguardo. Ma ovviamente non ho alcuna voglia di andarlo a cercare per linkarlo. Infine, per meglio chiarire l'onestà intellettuale della mia posizione, un addendum che ha senso qui, ma non l'avrebbe avuto nella sede dell'intervista: --- C'è una cosa che, per esempio, non ho detto. Ed è il motivo per cui amo così tanto l'animazione. Che poi non la amo così tanto, ma la preferisco a ogni altra forma di espressione comunicativa audiovisiva. I motivi sono due. Il primo è che l'animazione permette un'espressione della 'visione' dell'autore (o degli autori) assai poco viziata dal mezzo, nonostante tutto. Ovvero, io so che Ponyo è come Miyazaki Hayao la vedeva nella sua testa. Quindi lui ha potuto comunicarmi la sua visione in maniera alquanto 'pura'. Al contrario, dio sa come Visconti vedesse Tadzio nella sua testa. Anche con un casting smisurato come quello che fece, non esiste una persona reale che possa essere esattamente come un'idea immaginaria a priori (pura), e lo stesso potrebbe dirsi per ogni soggetto o scenario reale filmato o fotografato. Il secondo motivo è che per me ogni forma di esposizione pubblica di materiale umano è intrinsecamente pornografia e prostituzione dei soggetti coinvolti. Lo era il teatro greco. Lo era il teatro tradizionale in Giappone. Lo era il teatro inglese ai tempi Vittoriani, e badate bene che per salvaguardare almeno le donne da questa cosa si dicevano prostitute le attrici, ovvero si vietava la recitazione alle donne. Il motivo è che le donne, portatrici di un valore reale dell'essere (non del fare) non si ritenevano sacrificabili per l'intrattenimento, e neppure la presuntuosa (o pretestuosa) educazione dei più. Poi, con la nascita di fotografia e cinema, con l'avanguardia, la riproducibilità dell'immagine 'reale ripresa' ha fatto esplodere la voglia di pornografia. La prostituzione è divenuta tetradimensionale. Si diceva da sempre "puttana una volta, puttana per sempre", e tremo sotto il peso psicologico di questo asserto, ma con la riproducibilità delle immagini il senso è diventato non interiore e psicologico, ma fattuale e sostanziale. Se ti sei fatta pagare una volta per mostrarti, è finita. Quella esposizione pur episodica sarà reiterata alll'infinito. Game Over. E ovviamente questa cosa arriva fino ai cellulare con fotocamere e videocamere in mano ai ragazzini. Con una deresponsabilizzazione da stordimento peggiore persino di quella dei registi neorealisti sessantini e settantini, che già erano tutti matti. Ora, io ODIO INVERECONDAMENTE tutto ciò. E quindi amo l'animazione. Una forma espressiva narrativa audiovisiva per cui si può dire "è pura fiction". Lo stesso dicasi per il fumetto, anche se è solo visiva. Ma è pura, sono pure. Come ho detto, lo sono in due sensi. CIO NON TOGLIE che l'animazione NON sia nata per questi motivi. L'animazione è nata perché ai bambini piacciono le creazioni di fantasia, ovvero una storia disegnata animata ben risponde all'immaginfico dell'età infantile. E questo ha fatto e fa dell'animazione un mezzo espressivo (ovvero una FORMA di espressione) prettamente infantile. Il CONTENUTO di detta forma, come si intende, cambia da caso a caso. Ma questa POTENZIALITA' indefinita, propria del resto di OGNI mezzo espressivo, NON cambia la REALTA' di nascita e ragione originale e generalmente maggioritaria di ciascun mezzo espressivo. Credo.
  22. Shito

    Saint Cloth Myth

    Ommadonna. Credo sia molto difficile che una persona adulta apprezzi dei giocattoli, li ami, li collezioni SE NON per una regressione infantile (a là Peter Pan, se ti piace l'abusato referente letteraio). Ovvero, non sono 'i polaretti' e neppure 'i Myth' ma 'i giocattoli', dai trenini a qualsiasi cosa, a rappresentare feticci e idoli di regressione infantile, stile Fanciullino Pascoliano, Otakuzoku, quel che vuoi. Direi che 'comprare i polaretti' sia 'per latenza infantile' e comprare *altri Myth Cloth* invece no mi pare davvero folle, ecco. ^^;
  23. Shito

    Up - dalla Pixar

    Sicuramente un film che vale la pena vedere. Quando un film fa discutere di sé (nel senso buono, nel senso dei suoi contenuti), andare a guardarlo è una win-win situation. :)
  24. Volevo ricordarvi che secondo l'ultimo retcon di Eva classico, tutto l'universo di Eva è molto stile 2001ASO. Ovvero, si dice che c'è questa razza progenitrice che spamma 'semi della vita' per l'universo, e che la terra aveva il suo Adam, ma poi il First Impact (Giant Impact) che ha portato alla formazione della Luna ne ha portato un'altro (Lilith) creando quindi un'anomalia: due semi della vita sul medesimo pianeta. Noterete che EoE campa su questa visione delle cose, in molti modi. Che parte di ciò fosse in Eva sin dall'inizio è plausibile, dato che originariamente tutti gli Apostoli venivano dalla Luna (Fly Me To the Moon...), e quindi si può pensare che nel retelling quel che sulla Luna stava al momento del Giant Impact ci stia ancora, ovvero non sia stato 'droppato' sulla Terra al momento dell'impatto. :)
  25. Shito

    Bandai Armor Plus

    Se posso spendere solo due centesimi con gli esperti delle armature, vi ricordo le ragioni del casting di Peter Weller per il ruolo di Alex Murphy (RoboCop): "Era l'unico magro abbastanza per stare DENTRO a un'armatura la cui proporzioni non fossero ridicole". La verità è che quando noi vediamo un'armatura disegnata, la immaginaniamo con le proporzioni di un fisico umano SENZA armatura. Perché nel nostro incoscio l'armatura è il personaggio. Ovvero, dentro un'armatura come noi la pensiamo, non può che starci uno scheletro o quasi. :) Chi sia entrato in un museo di armi medioevali di tutto il mondo potrebbe averne avuto anche il riscontro 'inverso'. :)
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