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Concordo. D'altro canto, l'uomo per natura ama ciò a cui è stato abituato, la minestra che gli veniva servita, perché in quella specchia il sé stesso del passato. Si tratta sempre di forme di narcisismo sincronico. I sapori di una volta. I bei cartoni di un tempo. Le loro voci. L'infanzia di ciascuno. E le generazioni passano lungo la scala mobile.
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Questa lettura vichiana delle cose è interessante.
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RyoGo Vs. Bancioclick Vs. Dementi Vs. Subber : Fatal Four Way
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Se è per Myochan! -
Belle aka Ryū to Sobakasu no Hime
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Una scelta ancora più piagnona, quindi. :-/ Proprio tipo: Questa è sottile e no-spoiler. :-) -
Belle aka Ryū to Sobakasu no Hime
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Mh, presumo che "lo user" del drago (la bestia) sarà un incel qualsiasi, un emo che si taglia, o qualcosa, vero? Una cosa molto kimokawai, nasakenai. Forse. :-) -
RyoGo Vs. Bancioclick Vs. Dementi Vs. Subber : Fatal Four Way
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Sì, l'avevo notato. E non avendo una funky loli uno si veste da pagliaccio, no? Avevo visto anche la serie, e lo one-shot da cui era scaturita, per consiglio di un amico più attempato di me e te. Il che per come sono fatto include comunque aver approfondito la OST, la opening, ecc ecc. Mania mode always on, you know. ;-) -
RyoGo Vs. Bancioclick Vs. Dementi Vs. Subber : Fatal Four Way
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Avevo avuto un paio di mesi di fetish loop per quella canzone (è il residuo del mio modo di apprezzamento musicale...) -
RyoGo Vs. Bancioclick Vs. Dementi Vs. Subber : Fatal Four Way
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Perché non entravo in questo thread da tot e a me è comparso nella prima pagina che mi ha aperto. :-D Già, credo che la scelta morfosinttattica e lessicale fosse di ridanciano sfottò, ma forse gli esterni che fanno lo stesso su FB, ma lo fanno malamente e con acredine livorosa e voglia di far danno, non lo possano capire. -
RyoGo Vs. Bancioclick Vs. Dementi Vs. Subber : Fatal Four Way
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Beh, quando arrivai sulla prima versione del Plus ero dileggiato al punto che c'erano le giffine apposite. Il Prode Alex, prode non a caso, avrà memoria anche di questo. In più mi dicono che ogni tanto capitò che io sia stato pure tempbanned, benché non me ne sia avveduto. Una volta ne parlai per strada con ChibiGoku a Milano, ricordo. DI recente è capitato mentre ero andato a Napoli a mangiare pizza e sfogliatelle (l'epico giorno un cui feci il salto della quaglia da Team Riccia a Team Frolla). Quindi è tutto banalmente lol-sigh: la gente crede ciò che ha bisogno di credere. La fede nasce sempre dal bisogno. Ogni tipo di fede, e credere è un modo della fede. Questa segnatevela, eh. :-) -
Space Battleship Yamato 2199, 2202 e 2205
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Essì, con la scrittura in romaji Garmillas hanno recuperato anche la doppia elle di Carmilla, di quando Matsumoto propose che la razza aliena fosse di sole avventi vampiresse (al tempo e per lui: "vampanelle", come Hagio Moto voleva...) :-) -
Tutto questo mi pare sensato e assennato. :-) Beh, ridoppiati davvero solo tre (più due, ma Shito su Shito) su tutto il catalogo. Nel caso credo che il fatto che si avesse un'uscita cinema su un film precedentemente prodotto per l'home-video, e in temi relativamente (tecnologicamente) remoti, facesse una buona differenza. Poi ovviamente le ragioni artistiche, che sono proprio quelle che la nostalgia tipicamente sovverte...
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La tomba delle lucciole? "Non potere" per me significa un'imposizione fattuale. E qui non so. "Non volere per sentite ragioni" (bassa qualità di adattamento, o tecnica, o di cosa sia) per me è sempre un "non volere". Ancora: La tomba delle lucciole?
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Per gli interessati, un articolo scritto a quattro mani (e due cervelli) tra me e AkiraSakura. :-) https://lanostrarivoluzione.blogspot.com/2021/10/lupin-iii-il-castello-di-cagliostro.html
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Perdonami, Choco, ma come puoi asserire con certezza ciò? Io per uno non lo so, ma anche il tuo punto di vista mi pare un'ipotesi speculativa.
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Ma perché tutto deve sempre ridursi a tifoserie? Bah!
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Ah, gentile Arlec, capiamoci ancor meglio: dire che il presente è l'unico tempo in cui possiamo vivere non significa che tutto del presente ci debba piacere, o che – anche al nostro sguardo auspicabilmente maturo – taluni tratti del passato conosciuto non possano sembrarci ancora migliori di quelli che il presente ci offre, o talvolta ci propina. Non sto parlando di vacui "si stava meglio quando si stava peggio", ma anche io, pur senza eccessi di nostalgia (spero), mi confino spesso un una retro-bolla, almeno cercando sempre di restare lucido anche dinanzi a queste mie franche ritirate da "rifiuto dell'impermanenza". Capisci bene dunque che non sono qui a predicare dall'alto di una scatola di sapone, no. :-) E amai molto i primi quattro RockmanX, comunque. ;-)
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Credo che la tua splendidamente argomentata riflessione tocchi dei punti nevralgici dell'evoluzione sociale, ovvero – partendo da quanto sopra citato: Giusto. Concordo appieno. Giusto. Concordo appieno, sottoscrivo e controfirmo persino col sangue. Nella mia visione delle cose, ogni volta che si parla di "tempo", o "età", o "epoca", esiste un "tempo interno" al soggetto (la sua età interiore, la stagione della sua vita che sta vivendo), e un "tempo eterno" al soggetto, ovvero l'epoca del mondo e della società in cui quel soggetto si trova a vivere a in quel momento. Per esempio, dire "gli Anni Ottanta" è dire una cosa a metà, dato che nel mio caso dovrei dire "la mia infanzia ottantina". Il mio tempo interno era l'infanzia, il tempo esterno della mia adolescenza erano gli Ottanta, e questa è una congiuntura - non è un'epoca. In questo senso, recuperare una visione oggettiva del "tempo esterno" delle cose aiuta a contestualizzarle ed assumere un giudizio critico diciamo maturo su di esse. Volendo, è un punto di indagine esegetico-ermeneutica, che poi è una parolaccia per dire "cercare di capire le cose contestualizzandole nell'epoca che le ha espresse". Hai di nuovo totalmente ragione. Il mio punto, che non vuole affatto contraddire il tuo, è solo quello di distinguere. Distinguere il giudizio, l'emozione, l'affetto vissuto per un'opera narrativa del me stesso quindicenne negli Anni Novanta, e il giudizio maturo del me stesso quarantenne su quell'opera al giorno d'oggi. L'arte è qualcosa che vorrebbe essere non dico eterna ed imperitura, ma superare quanto più i confini del tempo. Il ri-valutare gli idoli dell'infanzia non cancella il ricordo dell'emozione giovanile - il passato non si cancella né si può cambiare - ma va ad integrare quella visione ingenua ed entusiastica con una più ragionata e fredda, nel giudicare l'opera in quanto tale. In realtà, ti direi che nessuno dei due giudizi ha alcunché di oggettivo. :-) Sono giudizi di valore, sono personali. Ecco, laddove la tua conclusione è impeccabile (se non fa più per me, ne prendo atto e mi rivolgo altrove), secondo me non ha invece senso "sforzarsi di guardare qualcosa con gli occhi di un giovane", quando giovane non lo si è più. Mi pare una cosa perniciosa, quasi morbosa, un attaccamento a un'età passata che è giustamente parte del nostro bagaglio non del nostro presente. In questo, trovo che approcciarsi a una forma di intrattenimento narrativo giovanile come l'animazione con un occhio non dico da sapientone, ma più analitico e critico, come ha fatto secondo me Roger e come io stesso ho proseguito, sia non solo più sensato, ma anche più naturale. D'altro canto siamo adulti con un attaccamento residuo a una forma d'intrattenimento che non ci appartiene più, e che abbiamo continuato a considerare per un sacco di tempo, già da tempo oltre misura. Parliamo comunque della gestione di un'aberrazione. Tu scrivevi: L'eco del passato, spesso un'eco emozionale, è secondo me una cosa umana e bella. Ma un'eco non è un tutto, e non credo dovrebbe esserlo, né che la cosa sarebbe lontanamente auspicabile. Anche "lasciarsi andare" a un'eco di un passato giustamente concluso suona un po' di abbandono, una cosa che non mi piace. La tua parentesi che include "purtroppo" ha un profumo di rimpianto, ma come si può rimpiangere l'infanzia? Un adulto non è un bambino, e anche quella che si chiama "nostalgia", come ogni cosa, credo possa avere dei lati positivi e dei lati negativi. Quando ci porta mentalmente fuori-di-noi, noi come siamo ora, nel nostro tempo, per me è sicuramente negativa. Anche io potrei fare tanti esempi, personale sentiti, ma non vorrei tediare ulteriormente nessuno. :-)
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Dagli albori dell'editoria degli anime ad oggi: una strada sempre in salita!
topic ha risposto a Shito in una Zio Sam nella sezione Anime & Manga
39.9x13 = 518,7 erano milalire, ma al "cambio reale" (di potere d'acquisto), dopo vent'anni+ fai pure euro. Senza film. Senza extra video. Senza sottotitoli. Solo la serie, liscia, in una bella edizione elegante. 10000 copie ad uscita, più o meno. Coi riordini anche di più. L'essere umano non compra oggetti, se non di reale consumo: nel mercato del superfluo compra la propria soddisfazione, di cui gli oggetti sono veicoli totemici. O carta igienica, o lusso. Questa è la postmodernità. Meditate, meditate. :-)- 1276 risposte
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Trovo la tua osservazione perfettamente legittima. :-) Contrariamente a quanto molti credono, distinguere una differenza non deve implicitamente includere una superiorità di una parte dall'altra, no? Tu hai ora espresso la tua personale preferenza, e direi che ne hai anche tracciato i motivi, e ricevo questo tuo legittimo e rispettabile giudizio di valore. Quanto a me, ed esprimo ora il mio giudizio di valore mettendomi in scia con il tuo, davvero non so. Nel senso che in entrambi i "momenti di mercato" ci sono state cose che direi interessanti e cose che direi davvero indegne. Ad esempio non ritengo l'OVA di DeviMan, totalmente figlio del suo tempo, "davvero indegno". Forse oggi come oggi mi pare anche poco interessante, e in questo concordo con Roger quando dice che è "invecchiato male". Indi lo ritengo anche sopravvalutato, ma come si vede "sopravvalutato" è una cosa "totalmente indegno" è ben altro. Forse un altro OVA totalmente figlio del suo tempo, di quel tempo, come Tenshi no Tamago di Oshii Mamoru mi risulta comunque più interessante, benché il suo promotore Suzuki si rammaricasse della piega che quella produzione significò nella carriera di Oshii. Al giorno d'oggi, la pornografia ormai malamente dissimulata da moeblob (altro che fanservice, ahinoi!) mi semvra sicuramente più indegna, concordo con te, perché non ha neppure la violenta dignità di mostrarsi per la sozzura che è. Anche in questo, trovai Suzumiya Haruhi no Yuuutsu interessante. Forse dovremmo semplicemente, pacificamente accettare che le cose interessanti sono sempre state una ristretta minoranza di una vasta maggioranza di schifezze. Non c'è età dell'oro, non c'è Arcadia, cambino gli stili del bello e del brutto ma non il oro rapporto, e l'oro ce lo mette la memoria dolce dell'infanzia ingenua ed entusiasta. Forse.
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Hai citato Roger citando me, ma ok, del resto lo sottoscrivevo in pieno. La tua visione è semplicistica, la realtà fu più complessa. Le cose non sono come tu banalmente dici. Rileggi Roger, che ti ha fornito una visione sicuramente più comprensiva. Poi rileggi me. Se vuoi provare a capire un po' di più. Non che sia obbligatorio. Pensa da te stesso, decidi da te stesso, che cosa tu stesso... ecc ecc. ;-)
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Totalmente vero, perfettamente vero, sottoscrivo. Una cosa simile, per "uguali ma opposte ragioni", a mio dire accade con i manga di Adachi Mitsuru trasposti storicamente in animazione. Pur con grande successo. Totalmente vero, perfettamente vero, sottoscrivo. Il mercato e il mondo produttivo degli OVA, in realtà molto circoscritto a un dato momento storico, fu proprio così. Concordo, essenzialmente un sopravvalutato "giocattolino di lusso", ma comunque con le sue ingenue esagerazioni e manchevolezze tipiche dell'hobbismo prosumer - per logica produttiva. Personalmente, da ragazzo ho amato molto questi OVA. La voglia di "cose estreme" in animazione, siano esse violente o erotiche (comunque pornografia) era tipica di quegli anni, dell'emancipazione dell'animazione dalle logiche produttive infantili pre-anime boom. E come si sa, da sempre nei momenti di liberalizzazione si chiama "arte" la pornografia, la voglia di mostrare, esporre, soddisfare la propria debordante libido con la finzione. Ah, le donne ubriache nude che diventano demoni, con i seni a vista che si squarciano, e poi la carneficina... sono "forti", vero? Sono "gekiga", vero? Tutta pornografia, chiaramente. Cose da bambini che si sentono grandi e non lo sono. Tutto il mondo degli OVA nacque (e tutto sommato visse) così, auspicabilmente siamo ora abbastanza grandi per rendercene conto. E soprattutto la pressoché totalità delle produzioni nagaiana credo sia proprio così, con porno-horror da un lato (sturpi, mutilazioni, e tutto il peggio contenuto del poliziottesco settantino, in varie salse), oppure la pornocommedia (scuole matte, professori maniaci, guardoni, tettone e pisellini e tutto l'altro carrozzone di altro cinema scollacciato europeo dei tempi). Tuttavia, certe illustrazioni/cover di Komatsubara Kazuo sono davvero WOW. E le musiche di Kawai Kenji secondo me sono WOW. Famosa anche una illust di Takada Juzo per una MC index card a me specialmente cara. Ah, la decade 85-95! :-)
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Dici quello giapponese?
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àkira capitolo della nascita Non sempre le cose evolvono in peggio. :-) (E ho trovato molto interessante, nel trailer, soprattutto l'interpretazione di Asuka Ryou).
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Da me la guardavano solo maschi. Ciao, pescioliniiii!
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Quello era un dolce omaggio a Akai Takami, si capisce. XD