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Shito

Pchan User
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Tutti i contenuti di Shito

  1. Se parli di Pen^2 di Eva, è un rip-off di Pero^2 di KareKano. :-) Tanto quanto la birra Yebisu lo è di Orochuban Yebisu.
  2. Credo che l'iPhone12mini sia, al momento, il più recente a essere ancora usabile. Oggi è uscito un aggiornamento per iOS15 (quello sul mio SE 1stGen, il mio main), una cosa bella.
  3. Io per uno nel 2024 sono andato al cinema per vedere tutti i film di Takahata in rassegna LR. Mi trovavo tra Udine eTrieste (in verità mi spostavo apposta da Cividale). Fu per me un luglio davvero ducale, bontà di Paolo Diacono! Detto ciò, come al solito Heisei TanukiGassen Ponpoko continua a essere l'unico film che mi commuove alle lacrime a ogni visione. Houhokekyou Tonari no Yamada-kun, sul grande scherno non è un refuso, ma intesa finta polisemia), colpisce davvero duro. Questi due non li avevo mai visti nel luogo e nella dimensione a loro dati. Quanto a Omohide Poroporo e Kaguya-Hime Monogatari, be, sono sempre un beta e un omega di un discoso. L'alpha è appunto Hotaru no Haka.
  4. È una bella cosa (non il tuo stupore). :-) Sì, e non so.
  5. Credo che il miglior design di iPhone resti quello del 5s ovvero SE originale.
  6. Senza l'orrida escrescenza pe fotine inutilmente hires:
  7. Shito

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    Il personaggio del texìchno-ninja si chiamawa Edward. Ma per davvero, non come il bardo che si chiamava Gilbart ma poi nella versione inglese si chiamava pure lui Edward. Ovvero, in inglese avevano creato un'assurda omonimia. Il techno-ninja era però chiamato col suo nickname, ovvero diminutivo "Edge". Sempre insensato tutto rimane. Ricordo che qualcuno in giappone mi diceva: "gli americni usano i diminituivi perché sono troppo stupidi per elaborare nomi più lunghi di due sillabe", sic. Sembra una cosasprezzante e crudele, ma poi nel mio team di lavoro tutti si presentarano come "My name is XXXXXXXX, but you can call me XXX." Io allora dissi "My name is Gualtiero and you can call me Gualtiero. If you need ti call me, please take your time and call my name. If you don't want to do that, you clearly had no real reason to do it in the first place." Sempre simpantico e socievole, eh? Davvero Forrest Gump era un simpatico ingenuo bonaccione, ma il principio è lo stesso. :-) Comunque, ricordo una battuta di Edward su cui si animò una discussione banale quanto simbolica. Il tipo stava cercando di muove un qualcosa che bloccava la strada. Non ricordo se un masso, un portone, o cosa. Non ci riusciva, e siccome il suo cliché era quello dello donnaiolo figaccione sbruffone la cosa lo frustava anzichenò. In ogni caso, diceva tipo: "non si muove di un soffio!". Ovvero, questo era il mio primo adattamento della battuta in questione. Dopodichè, i fase di revisionme – che si chiamava Q&A – la cosa mi venne del tutto contestata dai colleghi italiani locati in quel di Londra: "non si dice!", "non è idiomatico!", ecc. ecc. ecc. La loro proposta alternativa era: "Non si sposta di un centimetro!" – questo sì sarebbe stato "idiomatico". Ma la fase di revisione si chiamava Q&A perché, nominalmente, i revisorsi sottoponevano quelli che ritenevano "bug" al traduttore, che poteva o meno accogliere – a sua propria e definitiva responsabilità – le correzioni. Di norma, tutte le correzioni venivano accolte da tutti. Così mi dissero. Nel mio caso, a parte gli uinnmerevoli refusi che i revisori mi correggevano stoicamente quanto meritoriamente, e per i quali li ringraziavo sempre e all'istante, discutevo ogni cosa. Nel caso speicifico: "che senso ha usare un'unità di misura reale, quando non sappiamo quale sia in uso in questo modno di fantasia?" ovvero "che ne so che un techno-ninja nel mondo di FFIV misuri le lunghezze in CENTIMETRI?" – mi semba un'assurdo e un'idiozia, tanto quanto quanto che Paolino Paperino vivesse in America e usasse i dollari, o che il vincitore dell'Armatura di Pegasus si chiamasse personalmente Pegasus, o che un giapponese di nome Johnny, figlio di Serghiei, fosse il fratello di SImona e Manuela, cose così. Alla fine cincirdammo su una mia prposta alternativa: "Non si sposta di un capello!" – nei ritratti ufficiali, visibii anche in-game, i personaggi mostravano capelli, dalle fluente chiome di Celicil al codino del "monaco shaolin" Yang, indi il concetto di "capello" non poteva ritenersi alieno a quel mondo. Ma il mio punto restava: gudicare i dialohi di una storia di fantasia in base alla loro presunta "idiomaticità" è assurdo e insensato: in primo luog i dizionari di una lingua viva non sono dei thesaurus da cui trarre frasi fatte, ma soprattutto, come argomentai "non ci si può attendere che un techno-nija parli come il vostro vicino di casa, dacché nessuno di noi potrebbe avere un techno-ninja per vicino di casa". Sic, ma in inglee - questi dibattiti erano tutti condotti in inglese e registrti sulla piattaforma interna dell'azienda. Simili discussioni non fecero che rafforzare e cementare le mie convinzioni in tema di traduzione e adattaento, credibilità del simbolismo metalinguiatico, realtà interna e esterna della narrazione. Mi resi sempre più conto che ciò che in realtà i miei colleghi, come una certa parte del pubblico, realmente voleva non era affatto una ricchezza linguistica, o la sua opportunamente discriminta varietà (il nobile che parli da nobile, il rozzo da rozzo): ciò che in realtà volevano era tutto il contrario era semplicemente la banalità linguistica del loro micromondo abitudinario personale, che scambiavano surretiziamente per una sorta di mai certificata "norma" linguistica. Come no. VOlevano la semplicità frutiva. Volevano la loro stessa mediocrità espressiva. Non la ebbero. Non da me. E ovviamente i "bug" del testo non erano instti neppure informatici. Quelli erano altri. Ne trovai uno in una stringa di stesto condificato, una parentesi quadra mancante. Ovvimente, mancava in tutte le lingue. Avendo accesso solo al file italiano, la reintrodussi solo lì. Poi ovviamente i veri debugger, quelli giapponesi, nella sala delle "scimmie spaziali" (li chiamavano così) la trovarno e segnalarono: "mnc in tutte le lingue, meno che nella versione italiana. Strano." Strano. Livelli di soglia di attenzione.
  8. Shito

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    In originale giapponese, il modo in cui Tellah si rivolge al principe bardo, inteso dal vecchio come il seduttore di sua figlia, è sempre un generico "kisama". L'inglese è un colorito, antiquato, disenyano insulto che l'anziano rivolge al giovane, un modo per dire "bardo farfallone". Nessuna domanda scomoda.
  9. Quello di Howard Fast non credo sia un poster, quanto la copertina di una pubblicazione. E ad Anno piacevano i Malachim, l'omonima scrittura, e i Nephelim e le scritture di Enoch per come a Qumran. ;-)
  10. Di mio, non ne sapevo nulla. Il livello di analogie mi pare ben oltre la possibilità coincidenziale. Ti ringrazio di avermi dato questo input! Ora devo solo ricordarmi dove ho già visto quel font.
  11. Shito

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    Caro Stupishinji (ce ne fossero...), ti ringrazio per l'interesse e l'attenzione. :-) Dunque, per proseguire, dirò che la faccenda delle caratterizzazioni storpiate, appiattite, di Palom e Porom valeva ovviamente anche per tutti gli altri personaggi. Il caso dei gemellini, che come ho raccontato erano (sono, nella loro storia) quanto più stereotipati, era solo il caso più evidente. Ma non per questo il più eclatante. In primis, stiamo parlando del trio dei protagonisti. Ovvero del loro triangolo. Perché in effetti, come credo di avere già scritto, proprio questo FF passò alla storia come "il primo con una storia davvero seria". Dal mio punto di vista, e credo di ripetermi ancora, a ben vedere non si tratta neppure di un videogame in senso stretto: questa mi pare più una visual novel con avanzamento di lettura forzato, ovvero bloccato, in base alla risoluzione di una sequenza di avvenimenti forzato (detti in gergo "flag") e a un ritmo di potenziamento crescente dei personaggi, che obbliga a sobbarcarsi di noiosissimi "scontri casuali". Ma sempre una visual novel è, ovvero un romanzo con uno (scarnissimo) apparato grafico di contorno, e dato che detto apparato grafico è appunto scarnissimo tutta la funzionalità della storia è rimessa alla banalissima trama e agli stereotipatissimi personaggi. Le cui caratterizzazioni, forse l'unica cosa "buona" del gioco, si avvalgono solo delle illustrazioni "fuori gioco" di Amano Yoshitaka e dei dialoghi. Va quindi da sé che averle appiattite significava avere praticamente nullificato il fascino del gioco. O forse, come sempre, è solo una questione di umana sensibilità, e la maggior parte dei "fan" premono tasti per compiacersi di avanzare e "finire" il gioco. Probabilmente è così. Eppure, per quanto banali e stereotipati, e i personaggi in giapponese qualcosa lo esprimevano. I conflitto di Cecil da un lato, appartenente all'ordine cavalleresco "elevato" del modo, ovvero quello dei Cavalieri Oscuri, depresso dall'idea di doversi necessariamente corrompere dalla natura di tenebra del suo stesso ordine. Una sorta di emo darkettone suo malgrado, specie nei confronti della sua donna, tale Rosa. Del tipo: Cecil: Presto il mio aspetto di Cavaliere delle Tenebre si estenderà al mio animo. Rosa: Tu non sei così. Cecil: Ma non sono in grado di mantenermi come sono. Tal Rosa era pure amata dall'amico-rivale di Cecil, ovvero Cain (nomen omen), appartenente all'ordine cadetto dei Cavalieri del Dragone, tutto intento a seguire suo malgrado le orme di un padre in qualche modo negletto. soliti conflitti, insomma. Del tipo: Cain: Come cavaliere delle tenebre avrei potuto ambire ad un rango più elevato, ma mi è più congeniale essere un cavaliere del drago e sentirmi vicino a mio padre. Insomma un polpettone sdolcinato. Ma almeno questi tre non erano quattordicenni. Certo però che in inglese i loro dialoghi erano davvero semplificati, annacquati. Si perdeva in dettaglio, e si perdeva in sapore. Si perdeva, insomma, in tutto. Cercai di recuperare quanto più, sia in contenuto che in stile, dall'originale giapponese. ----- NEXT TO COME Il techno-ninja, un altro stereotipo, e la ridicola ricerca di "idiomaticità" nella finzione di fantasia. Un bug che non era un insetto. La falsa richiesta di "diversità", quando non la si riconosce e meno che meno la sia accetta. Il vero desiderio di banalità. La scarsa attenzione, la poca sensibilità.
  12. Shito

    Che film avete visto oggi?

    1) certamente sì 2) purtroppo sì 3) ma quando mai Letture consigliate: Souseki, Akutagawa
  13. Shito

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    Tornando dall'antico (la Leggenda di Mysidia) ai giovani, come Rydia, Palom e Porom. Gli ultimi due sono gemellini. Maschietto e femminuccia. E qui si concludeva la loro caratterizzazione testuale, nel testo angloamericano. In giapponese? Il giorno e la notte. Il che è pure un cliché, per una coppia di gemelli diversi, ma perché? Lei, Porom, è la classica 優等生 (yuutousei), una studentessa modello, eccellente in tutto, nei modi e nei contenuti dei suoi dialoghi. Usa sempre un linguaggio molto cortese ed educato, insomma 敬語 (keigo), rispettando ligiamente le dovute forme onorifiche nel rivolgersi agli adulti. Suo fratello Palom è il suo opposto, un 不良 (furyou) in erba, ossia un teppistello, uno studente delinquente. Usa sempre un linguaggio colloquiale, giovanilistico, indebitamente confidenziale con tutti. I due sono due maghetti, di fatto parimenti talentuosi e dotati, benché ovviamente opposti anche nelle rispettive magie: nera e offensiva lui, bianca e difensiva lei. Chiaramente il loro contrasto caratteriale genera un'infinità di gag dialogiche, con i gemellino che si apostrofano reciprocamente a ogni occasione Tutto questo andava del tutto perso nella versione inglese. Ma la faccenda si faceva davvero tragica sul finale, quando i due fratellini che non erano mai stati d'accordo su nulla si ritrovano perfettamente e istantaneamente all'unisono nella scelta del loro estremo sacrificio. E anche in quello, nel congedo agli altri protagonisti, le loro parole restano coerenti alle loro opposte caratterizzazioni: "Signor Cecil..." lei, "Fratellono..." lui. Anche nell'estrema banalità di tutta la scena, che va a incastonarsi nella banalità di tutta la storia, l momento mi risultò un po' toccante. Credo sia esattamente questo lo scopo della fedeltà di una traduzione, ovvero di ogni traduzione che viglia dirsi tale (se non è fedele, NON È traduzione, ma altro): permettere di capire, e quindi assaporare, il vero contenuto di un originale. A chi quel sapore piacerà, a chi no, tutti i giudizi di valore sono legittimi, poiché soggettivi, purché basati sull'oggettiva realtà di ciò che si giudica. E non su un inganno. Che è invece esattamente ciò che ogni "traduzione infedele" (ossimoro) costituisce e rappresenta. Di fatto, non di gusto.
  14. Shito

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    NEXT TO COME: Palom&Porom
  15. Shito

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    Nato dalle fauci di un drago... Era il primo verso de "La leggenda di Mysidia". Una sorta di poema presente nella tradizione del "mondo" in cui si ambientava il gioco. Nel suo totale: Nato dalle fauci di un drago Librandosi nell’alto dei cieli Spandendo oscurità e luce, Porterà ulteriori promesse alla terra sopita. La Luna avvolta nella luce eterna Alla Madre Terra donerà Grande benedizione e benevolenza. Breve però sarà il tempo del riposo La stessa luna desiderando una luce sua propria Intraprenderà un ulteriore viaggio. Questa era la mia ritraduzione. o meglio, un adattamento che cercava di recuperare il più possibile dall'originale giapponese. In inglese: One to be born From a dragon Hoisting the light And the dark Arises high up In the sky to The still land. Veiling the moon with The Light of Eternity, It brings Another promise To Mother Earth with A bounty and mercy. Questo fu forse il primissimo campanello d'allarme che mi fece dubitare della traduzione inglese, anche perché "La leggenda di Mysidia" è una narrazione che apre il gioco. In originale: 【原文(1991年)】 りゅうのくちより うまれしもの てんたかく まいあがり やみとひかりを かかげ ねむりのちに さらなるやくそくを もたらさん。 つきは はてしなき ひかりにつつまれ ははなるだいちに おおいなる めぐみと じひを あたえん。 されど つかのまの きゅうそくなり。 そのつきは みずからのひかりを もとめて さらなる たびに みちびかれん。 おなじ ちを ひくもの ひとりはつきに ひとりは ははなるほしに ときのながれが そのものたちを ひきはなさん。 Non stupitevi che sia tutto in hiragana, come dicevo, la risoluzione delle console dei tempi non pemetteva certo di visualizzare dei kanji. E il testo qui incollatovi è proprio quello orignale, in tutti i sensi. Anche tutto in hiragana, mi pareva a occhio più corposo della traduzione inglese. Ma il punto preciso è un altro. Il punto è: りゅうのくちより うまれしもの One to be born From a dragon Ho già detto che ai tempi le mie capacità col giapponese erano limitate. Ma bastavano a capire che: りゅうのくちより うまれしもの sarebbe: 龍の口より生まれた物 bastavano perché a mia comprensione del giapponese era, ed è ancora, principalmente acustica. Ovvero il mio modo di comprendere la lingua è proprio sentirla, leggendola nelle mie orecchie, e in questo senso per paradosso la totale scrittura fonetica mi aiutava. In ogni caso, era palese che la traduzione inglese perdeva il "の口", ovvero "no kuchi", ovvero non nato da un drago, ma dalla bocca di un drago. Lo ripristinai. E ristradussi tutto, certo. Ovvero, con i miei limitati mezzi del tempo, cercai di "recuperare" quanto più potessi dall'originale giapponese. Le consegne erano scadenziate, non è che avessi già rivisto tutti i testi, ma come scrivevo il gioco l'avevo giocatp preventivamente, e... ...la mappa di Mysidia era questa, e la forma è palesemente il profilo di un drago, e dall'atollo che ne costituisce le fauci poi, all'inizio della fase finale del gioco, sorgeva la Balena Lunare, ossia il vascello spaziale che portava i protagonisti sulla Luna, appunto... ...nato dalle fauci di un drago. "così fedele e così piacevole": credo che questo tuo apprezzamento nasca dalla tua personale inclinazione a voler conoscere e capire l'originale. La fedeltà, invero, non è che pura, onesta e vera divulgazione di quello. Sui videogiochi ho lavorato per delle "AppNovel" della ditta giapponese GENIUS.
  16. Shito

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    C'era questo dialogo che mi pareva cruciale. Ovvero, il bardo Edward, invero principe piagnone del suo regno, ha perso (per decesso) l'amata. In realtà il persinaggio si chiamava Gilbert, nome cambiato per le edizioni occidentali, e questo fatto già mi era odioso. Capisco le traslitterazioni ambigue in assenza di romaji ufficiale, ma oh. La sua fidanzata si chiamava invece Anna, per tutti. Il dialogo del caso avveniva in un momento in cui Gilber aveva un picco depressivo a seguito del lutto, si metteva a piangere per poi dire cose come: "ormai la vita non ha più senso, voglio morire" ecc ecc. Per me era il 2006, avevo appena lavorato su Il castello mobile di Howl, e la scena mi pareva la scenata del protagonista del film quando la sua tintura per capelli ha fallito nel renderlo biondo. In ogni caso, qui a "far ripigliare" il vittimista non c'era la nonnina-mammina (Sophie), ma una sonora sgridata della più piccola: Rydia. Credo che il personaggio fosse ancora nella sua veste infantile, non ancora persa e ritrovata avvenente ragazza. La sua sgridata era a sua volta uno sbotto emotivo: "Riprenditi! Sei un adulto! E sei un maschio!" - Lo ricordo bene. Ma il punto della questione era il seguito: nella traduzione inglese, ben condivisa dai miei colleghi (alcuni dei quali traducevano anche da giapponese), era tipo "...altrimenti anche io, anche io... [mi metto a piangere]." Ma per me non aveva senso. Anzi, mi sembrava il senso della scena invertito. Infatti, mettendomi sull'originale pur con i miei al tempo limitati mezzi, trovai che il senso del dialgo giapponese era: "Riprenditi! Sei un adulto! E sei un maschio! Quando persino io... persino io... [che sono una bambina, ho perso mia madre, e non piango.]" Questo mi "tornava", come senso della scena e come tipica visione giapponese delle cose. Ne venne fuori un piccolo confronto, che venne risolto dalla giovane assisente di produzione, ovviamente una ragazza giapponese – lavoramavo fisicamente a Tokyo – che diede esplicito torto alla traduzione inglese e a tutti i miei colleghi e disse che il senso del testo originale era esattamente come avevo inteso, tradotto e reso in italiano. Episodio chiuso, il dialogo resto come da mio intendimento. :-)
  17. Comunque volevo dire che i MBA con lo chassis dei MBP sono deliziosi. Peccato che macOS dopo Mojave sia davvero inutilizzabile.
  18. Shito

    Retrogaming

    Ma quali scuse, grazie a te per l'interesse. Ho preso nota, eravamo arrivati a un dialogo di Rydia su cui mi impuntai e la spuntai. I'll be back. ;-) Frattanto, non so se l'avessi già postato, questo è un articolino di commiato a Toriyama un po' controcorrente che scrissi a suo tempo e in cui inclusi quella mia seconda prova per SQUARE-ENIX che raccontavo anche in questo stesso topic. https://www.vgmag.it/271842/in-commiato-a-toriyama-akira/ Forse qualcuno potrebbe trovarci un po' di stile á la Oguro Yuichirou, se avete letto le traduzioni dei suoi articoli qui regalateci da Garion, tipo: ...ma che volete: più invecchio e più mi accorgo di essere uno Zelig dello stile di scrittura. È per questo che dovrei leggere più spesso buona letteratura. :-(
  19. Shito

    Sentinel Samurai Troopers

    Di che anno è l'originale? Devo ancora capire cosa abbia ispirato cosa tra quello e Sengoku Denshou per NEO•GEO...
  20. Liquid Glass rivoluziona cosa? Come pensavo, si tratta di una UI basata sull'originale Aqua, con abuso di trasparenze e traslucenze su transizioni animate, rese come animazioni pop-up dinamiche e, sui device mobili con giroscopio, effetti parallattici prospettici. Tutte cose che disabilito su iPhone da una decade ormai :-)
  21. Credo che anche ciò che hai scritto sia obiettivamente vero, un fatto. La sensazione è quella di un piede in due staffe, una scarpa e una ciabatta, un colpo al cerchio, uno alla botte, e una testata sul muro. Del resto, credo che nell'animazione giapponese e nel fandom forse non ci sia nulla di più mitologico che l'universo di Gundam, quindi svecchiarlo in toto nei suoi totem sarebbe stato davvero impossibile. Ma già avere provato a fare qualcosa di nuovo/moderno con quel pantheon è tanto, eh!
  22. La giarrettiera con lo smartphone apre una nuova frontiera del brutto.
  23. Infatti la cosa veramente bella di Tsurumaki è che sotto e dietro al grottesco, al surreale, un significato serio c'è sempre. Come e più che in Ikuhara. Solo che Ikuhara, essendo della generazione prima, spinge sia col demenziale che con la seriosità, deve esagerare, e almeno per me è stancante. Invece Tsurumaki no. Solo che è tutto così preciso che molti il serio non lo vedono proprio, e si fermano all''OMG figo esagerato nonsense! Vedi FLCL, come dicevamo. In realtà, credo che Tsurumaki sia il secondo intellettuale della GAiNAX. Dopo Yamaga, si intende. Pretendere che le cose della nostra infanzia crescano con noi infatti è il modo per corromperle. Hai proprio ragione. Mi ricorda la mia sensazione dinanzi a Kimi no Na ha: film bellissimo che non poteva piacermi davvero, ma se avessi avuto 15 anni, i miei 15 anni (mi ricordo), sarebbe stato il film della mia vita. Per invecchiare decentemente, credo si debba in primis trovare qualcosa di degno nella vecchiaia, e capirla, e accettarla con dignità.
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