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keiske

Pchan User
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  1. No guarda, tu non potresti argomentare quello che pensi nemmeno se volessi... a tratti credo che nemmeno tu sappia quello che pensi... abbiamo di fronte il risultato del tuo lavoro, credo che quello parli per te... e che parlino le opinioni autorevoli espresse da persone con un CV molto più importante del tuo...
  2. Poi ci spieghi cosa significa in italiano "ambito di interlinguistico narrativo"? Possibile che ogni volta che commenti sembra che lo stia facendo il Dio Bestia sceso in terra e poi a rileggere quello che scrivi sembra scritto da un analfabeta funzionale? Ci stai trollando o sei serio? 🙄
  3. Quindi riassumendo... traduzioni perfette, adattamento esemplare... vari professori universitari, docenti, linguisti tutti ignoranti... gli spettatori non ne parliamo nemmeno, non contano niente... ci fai un piacere almeno? Ci dici cosa adatterai in futuro così possiamo evitare i prodotti? Almeno questo ci resta ancora come scelta? Grazie infinite.
  4. L'intervento mi sembra interessante... chi l'ha fatto può sempre iscriversi e intervenire... pensavo che questa discussione fosse migliore con interventi di spessore come questo, piuttosto che con i miei interventi....
  5. Che poi lo sanno tutti che non si corre mentre si doppia... poi viene il fiatone... e si sente il rumore dei passi... 😐
  6. Mi permetto di riportare un intervento di qualcuno che credo qua potrebbe stare tra i tre che possono parlare: Lucian L. Belmau - Io non ho niente contro l'uomo Cannarsi. Può pensare quello che vuole. Sicuramente -- opinione personale -- trovo il suo elitismo della domenica poco adatto per chi ha superato i sedici anni da un po', ma questo è parere mio. Il problema non è che lui voglia adattare Evangelion, Miyazaki, Omero o chicchessia secondo il suo gusto personale. E' liberissimo di farlo. Io non me la prendo con lui, quanto con chi continua a rendere un tale lavoro pubblico. E' un problema professionale e forse persino etico. Come è stato ripetutamente spiegato in varie sedi, il suo è tutt'altro che un lavoro di adattamento, piuttosto il suo opposto: è una Cannarsizzazione di qualsiasi opera. I personaggi degli adattamenti di Shito parlano tutti la sua metalingua (tra "mamminine" e "pochitti" vari), che siano principi di un Giappone premedievale immaginario, procioni umanoidi o teenager depressi degli anni '90. Che ci sia la mano di Miyazaki, Takahata o Anno dietro le sceneggiature, poco importa: tutti parlano nello stesso identico (e incomprensibile) modo. Le convinzioni personali dell'uomo Cannarsi influenzano l'intero lavoro di doppiaggio di opere prime e trasudano ego. Ora, paradossalmente, se questo fosse un intento poetico dichiarato, sarebbe persino apprezzabile. Se si volesse leggere la non-prosa cannarsiana come arte a sé stante, potrebbe quasi essere affascinante. E' sicuramente peculiare e segue (pur con una certa libertà) dei principi ben stabiliti. Semplicemente, non è adattamento. E' una resa "poetica" di un lavoro altrui, un po' come, fatte le debite proporzioni, le varie versioni di una Gerusalemme Liberata che attingono a uno stesso canovaccio. E però non è adattamento. Di consequenza sorgono due problemi principali: 1) Non si capisce. Io parlo giapponese a un buon livello, e guardando queste opere in lingua originale posso garantire che non c'è nulla dell'ermetismo un po' d'antani con scappellamento a destra cannarsiano. Chiedete conferma a chiunque conosca giapponese e italiano a un buon livello. E' tutta interpolazione. Questo perché c'è un errore di fondo nel ragionamento del Cannarsi. In linguistica diciamo che determinati tratti della lingua sono pragmaticamente marcati o non marcati. Esempio: in Italiano la frase "Gianni mangia la mela" presenta un ordine SVO (Soggetto Verbo Oggetto) che non è marcato. Non suona "strana" e ha una ricorrenza statistica molto ampia. Viceversa, la frase SOV "Giovanni la mela mangia" risulta marcata, benché comprensibile. Ha una ricorrenza statistica più limitata e dà un certo "tono" alla frase. Questi tratti di ordine sintattico-pragmatico fanno parte di quella componente della lingua che va al di là della semplice morfologia. Si potrebbe dire molto ancora a riguardo, ma andrebbe al di là di quello che è il tema di questo post. Ora, dove sta l'errore cannarsiano? Il suddetto sostiene di essere "il più fedele possibile" al testo originale (che lui bolla con l'orribile nome di "Vero", ma vabbè) nel rendere, ad esempio, un ordine delle parole che sia il più vicino possibile al giapponese. Questa, a voler essere educati, è una baggianata. In giapponese un ordine della frase SOV è non marcato. La frase: ジャーンニは リンゴを 食べる Gianni Ringo-wo Taberu Gianni Mela-ogg. Mangiare Non è traducibile come "Gianni la mela mangia". La resa "Gianni mangia la mela" Per un motivo molto semplice: non ne possiede la marcatezza. Non suona "strana" in giapponese come suona in italiano. Ho fatto l'esempio dell'ordine delle parole, ma lo stesso può essere detto per i vari "... eh?" (particelle finali in giapponese che sono molto meno marcati che in italiano); le risposte con ripetizione del verbo/nome (non marcate in giapponesi, praticamente inutilizzate in italiano) e via dicendo. La ragione per cui il lavoro di traduzione viene (ancora) svolto da un umano e non da un algoritmo sta nel fatto che tutti questi tratti di natura pragmatica sono di difficile identificazione ed è compito di chi traduce darne la miglior resa possibile nella lingua d'arrivo. L'adattatore poi dovrebbe essere colui che a partire dalla traduzione si occupa di trovare il miglior compromesso possibile fra la fedeltà al testo originale e il contesto culturale d'arrivo. Ovviamente il traduttore farà poi delle scelte non necessariamente univoche e condivise, è inevitabile. Le lingue sono sistemi che hanno come obiettivo la comunicazione. Come arrivano a questa comunicazione differisce però di lingua in lingua, con varie alternative spesso nella stessa lingua. Cannarsi si limita ad un livello di analisi morfologico e dimentica qualsiasi componente pragmatica, col risultato di essere straniante quando non del tutto incomprensibile. 2) Il suddetto spaccia questa sua intrusività (che, ripeto, può anche piacere se considerata altro rispetto all'opera originale) come attinenza al "vero". In base a regole che ha creato lui e che non sono basate né su precedenti nella letteratura del settore né su studi scientifici, e nemmeno su prassi di lavoro. Lui ha deciso che "è più vero" se una lingua che ha come tratto non marcato SVO riceve una resa SOV, e così via. Non si tratta di far perdere il lavoro a nessuno. Gli venisse affidata una posizione manageriale. Scrivesse saggi su Miyazaki. Facesse il poeta. E' un assiduo lavoratore, e molto dedito a ciò che fa. E' un peccato che però si dia l'approvazione a un'idea di traduzione ed adattamento basate sul nulla cosmico e del tutto soggettive. Buona giornata Questo lo davo per scontato 😀
  7. Il pienone di riconoscimenti eh? Poi mi paghi per la rassegna stampa? Questa è docente di lingua e letteratura giapponese all’Alma Mater di Bologna
  8. Se avesse chiesto a voi un consiglio magari la furia ce la risparmiavamo...
  9. E' una circonlocuzione alta per dirte che Cannarsi negli anni ha già ricevuto critiche... o no? 🙄 Cioè a voi è andata peggio? 😮
  10. Sì ma a furia di discettare sui singoli punti finiamo nel vortice del "è giusto o sbaglito tradurre così?". Il problema non è la traduzione, ma l'adattamento. Cannarsi NON adatta. C'è un bell'intervento di un linguista su FB che spiega ad esempio come rendere "Luca un gelato mangia" come in giapponese sia sbagliato perchè in giappone ti aspetti quell'ordine... è normale... quindi devi rendere in italiano nella forma che di norma ci si aspetta... quindi "Luca mangia un gelato"... nella sua traduzione è pieno di forme verbali ribaltate, forzate alla forma originale... questo non è adattare... al limite non è nemmeno tradurre...
  11. Il punto è che qua dentro manca un riferimento verso l'esterno... siamo un po' involuti... siamo ancora fermi alla parola qua o là... ma là fuori i discorsi sono un po' diversi... riporto qua quello che per forza di cose da fuori non può arrivare... anche perchè se ci fosse la calata degli Unni sarebbe pericoloso...
  12. Era un tentativo di alleggerire il tono... ah no l’hai già fatto tu... poi l’hai riportato a com’era prima 👍
  13. Qua non c’è un dibattito sull’adattamento... qua c’è una levata di scudi... un po’ dovuta al fatto che Cannarsi ha già abusato della nostra pazienza per il suo diletto personale... stavolta è andato un po’ oltre. Evangelion puó a malapena sopportare Anno, non puó sopportare pure Cannarsi... sotto il peso di tutti e due crolla...
  14. Dopo aver chiesto permesso riporto... ecco il risultato del tuo lavoro... spero che la lingua giapponese prima o poi venga a casa tua a dirti che della tua fedeltà se ne fa una cippa... A parte la chiosa finale su cui soprassiedo, al massimo una risata e un amichevole consiglio, ecco cosa succede all’uomo (donna) comune a cui tu dovevi donare questa serie...
  15. Dopo gli interventi dei moderatori a limitare il trollaggio peró tu non puoi postare sta roba su... un limite alla decenza... mó il 90% è colpa del doppiaggio... 😂😂😂😂😂
  16. Taro/Toma avete ragione... mi sono confuso io 😅 Ho discusso con Shito fino a quando si è capito che è la premessa che ci divide, ma non credo di averlo mai preso in giro o ridicolizzato. Al massimo ho un po’ perculato chi in sua vece si è impelagato in astrusi tentativi giustificatori di scelte per cui c’è una sola spiegazione: “la fedeltà all’originale prima di tutto a scapito della comprensione”
  17. Prossima serie che vedo ti telefono così mi spieghi quali auto sono d’epoca e cosa no così capisco la serie
  18. Già io guardo Evangelion per imparare le usanze dei giapponesi in tema di gusti erotico/sessuali da adolescenti... 🤦🏻‍♂️
  19. Togli “libera”... non mi mettere in bocca parole non mie... ho detto compromesso finale tra adattamento e traduzione... se in ultima istanza l’adattamento lo richiede è possibile derogare nella traduzione usando il termine più vicino possibile adatto allo scopo... si chiama “adattamento”... scusa tu allora cosa adatti dopo aver tradotto?
  20. Hai detto che non segui i social ma hai su Twitter un numero di account selezionati. Fa na cosa. Esci un attimo fuori dal guscio e fatti una tua opinione sull’accoglienza di questo adattamento, così non serve più che te lo dica io...
  21. Questo è l’esempio lampante. In Giappone guardare i polpacci è erotico. Lo spettatore giapponese sente “polpacci” e arrossisce... quello italiano strabuzza gli occhi. Traduzione chiede polpacci, adattamento chiede culetto. Cosa deve prevalere, che lo spettatore italiano arrossisca come quello giapponese o che senta polpacci come quello giapponese? Per me deve arrossire, per te sentire polpacci. Qua la discussione finisce.
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