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Essere Otaku


Creed

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(si scherzava, il nostro snobbone aveva solo voglia di trollare :P)

 

Per tornare al punto: ben poco da dire. Il nerd avrà tanti difetti ma non è che un nerd automaticamente rompa i coglioni...

... anche se è probabile si vanterà del suo campo di conoscenza, per carità.

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E' così difficile discutere utilizzando questo?

Per una provocazione c'è bisogno dell'alfabeto?

A me pare chiaro che stai prendendo sul serio una questione che non lo è, se nel web della gente si comporta in un modo che non gradisci o vengono prese come riferimento opinioni che non condividi, be', il web è abbastanza grande per cercarsi un altro posto, prendersela a cuore è, con tutto il rispetto, una fesseria.

 

E oltre a questo io ci andrei piano a dare per scontato che una stessa tipologia di persone si comporti nello stesso modo, non credo a questa omogeneizzazione dei comportamenti e in più l'ambiente influisce in larga parte sul comportamento, quello che un utente scrive in una topic non trolloso su questo forum non lo scriverebbe su 4chan per dire.

Per fare un esempio potresti vedere un dirigente andare allo stadio, sbraitare e insultare l'arbitro, pensi che in un consiglio di amministrazione si comporterebbe allo stesso modo?

 

P.S. No, non mi sentivo tirato in causa, ho una vita sociale soddisfacente e non ho bisogno di comportarmi da fighetto su un forum, mi rendo già figo a sufficienza con il mio snobismo :snob::baffi:

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E' così difficile discutere utilizzando questo?

Per una provocazione c'è bisogno dell'alfabeto?

A me pare chiaro che stai prendendo sul serio una questione che non lo è, se nel web della gente si comporta in un modo che non gradisci o vengono prese come riferimento opinioni che non condividi, be', il web è abbastanza grande per cercarsi un altro posto, prendersela a cuore è, con tutto il rispetto, una fesseria.

 

E oltre a questo io ci andrei piano a dare per scontato che una stessa tipologia di persone si comporti nello stesso modo, non credo a questa omogeneizzazione dei comportamenti e in più l'ambiente influisce in larga parte sul comportamento, quello che un utente scrive in una topic non trolloso su questo forum non lo scriverebbe su 4chan per dire.

Per fare un esempio potresti vedere un dirigente andare allo stadio, sbraitare e insultare l'arbitro, pensi che in un consiglio di amministrazione si comporterebbe allo stesso modo?

 

P.S. No, non mi sentivo tirato in causa, ho una vita sociale soddisfacente e non ho bisogno di comportarmi da fighetto su un forum, mi rendo già figo a sufficienza con il mio snobismo :snob::baffi:

E si da il caso che io volevo proprio mettere su una discussione seria, perchè qua non si parla di provocazioni, frecciatine e cazzeggio, bensì di gente totalmente malata che fa del monitor la sua vita; certo posso anche cambiare posto qualora tali comportamenti mi diano fastidio, ma il punto non era questo, la domanda che facevo all'utenza è ''cosa ne pensate di persone simili, e come vi ritenete d'essere''.

 

Prima del tuo arrivo ho ricevuto solo risposte serie, ma appena ho citato il termine nerd e i ROTFL&co. è evidente che ti sei sentito tirato in causa ed hai risposto con quel post totalmente fuori luogo.

Ed a giudicare da come scrivi sembra che io abbia voluto in qualche modo prendere di mira questo forum, o magari te, quando invece non è così.

Si parlava di un fenomeno molto diffuso sul web, e tu invece ti metti a giustificare quelle persone facendomi l'esempio dello stadio? Poi non devo dirtelo che ti senti tirato in causa...

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:fear: :fear: :fear: :fear:

Ti fai troppi viaggi mentali, seriamente :goccia:

 

Che poi scusa, fai un topic del tipo "vi ritenete delle merde umane che si comportano da coglioni"? :rotfl:

Io, in tutta sincerità, mi stupisco che siano arrivate risposte serie.

Perché rompere le scatole su internet? Perché si può, perché è internet e non è la vita vera, perché a volte hai voglia di fare il cazzone e invece di andarti ad ammazzare di alcolici e poi fare stronzate (chi non l'ha fatto almeno una volta nella vita :rotfl:) farlo su internet è più semplice e meno dannoso.

E il fatto che la presenza di cazzoni sul web ti infastidisca (spero tu non finisca mai su 4chan :rotfl:) continua a lasciarmi francamente perplesso.

 

Why so serious?

 

P.S. Fare un discorso serio volendo partire dal "sui forum ho incontrato persone che sanno tutto di XYZ e si comportano da merde" credo sia uno degli argomenti più fallaci che abbia mai letto, primo perché sapere tutto di qualcosa non vuol dire essere senza vita sociale.

Shito e Garion conoscono Evangelion a memoria, sono uomini senza una vita? Non mi pare.

Sei superficiale e supponente se credi di poter trarre conclusioni su persone che a conti fatti non conosci, tra l'altro con una categorizzazione così generica.

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:fear: :fear: :fear: :fear:

Ti fai troppi viaggi mentali, seriamente :goccia:

 

Che poi scusa, fai un topic del tipo "vi ritenete delle merde umane che si comportano da coglioni"? :rotfl:

Io, in tutta sincerità, mi stupisco che siano arrivate risposte serie.

No, la domanda era ''come vi ritenete d'essere'', quindi le risposte possibili sono migliaia e migliaia, esempi?

1) Sono un pò nerd

2) non sono un nerd, ma.... bla bla bla

3) Non sono un nerd ma vorrei esserlo... bla bla bla

4) Sono un nerd ma non vorrei esserlo... bla bla bla

5) Sono un nerdone senza speranza... bla bla bla

6) Odio i nerd e li pesterei a sangue, però... bla bla bla

7) Non sono un nerd, tuttavia sono curioso di.... bla bla bla

Ovviamente non prenderle sul serio, sono semplicemente un sunto delle possibili risposte che potevano arrivare, anche perchè in questo discorso di poteva parlare di motivazioni, preferenze e tanto altro.

 

 

Perché rompere le scatole su internet? Perché si può, perché è internet e non è la vita vera, perché a volte hai voglia di fare il cazzone e invece di andarti ad ammazzare di alcolici e poi fare stronzate (chi non l'ha fatto almeno una volta nella vita :rotfl:) farlo su internet è più semplice e meno dannoso.

E il fatto che la presenza di cazzoni sul web ti infastidisca (spero tu non finisca mai su 4chan :rotfl:) continua a lasciarmi francamente perplesso.

Conosco 4chan e non mi attira come sito, è solo un volgare ammasso di immagini e pixel, come failblog o simili, credo.

La prima parte di questa risposta è proprio ciò di cui volevo parlare, ma il fatto che io abbia avuto esperienze con cazzoni simili non vuol dire che il topic debba incentrarsi su questo fatto.

E' come se io ti dicessi ''sai Chibi, ieri ho calpestato la merda, tu cosa ne pensi della merda?'' e tu mi rispondessi con ''ma tu la merda non dovevi pestarla! sono cazzi tuoi se adesso ti puzzano le scarpe! se eri intelligente stavi attento!!".

Why so serious?

 

P.S. Fare un discorso serio volendo partire dal "sui forum ho incontrato persone che sanno tutto di XYZ e si comportano da merde" credo sia uno degli argomenti più fallaci che abbia mai letto, primo perché sapere tutto di qualcosa non vuol dire essere senza vita sociale.

Shito e Garion conoscono Evangelion a memoria, sono uomini senza una vita? Non mi pare.

Sei superficiale e supponente se credi di poter trarre conclusioni su persone che a conti fatti non conosci, tra l'altro con una categorizzazione così generica.

Se una persona conosce tantissime cose riguardo anime e pc, ed ha pure una bella vita sociale ben venga, ma innanzitutto non sto criticando chi non ha una RL, e secondariamente il mio era un esempio per parlare di quelle persone che al mondo conoscono solo QUELLA determinata cosa.Nel rispetto più totale e scrivendo dei bei post costruttivi, s'intende.

Risposte nel quote.

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No, la domanda era ''come vi ritenete d'essere'', quindi le risposte possibili sono migliaia e migliaia, esempi?

1) Sono un pò nerd

2) non sono un nerd, ma.... bla bla bla

3) Non sono un nerd ma vorrei esserlo... bla bla bla

4) Sono un nerd ma non vorrei esserlo... bla bla bla

5) Sono un nerdone senza speranza... bla bla bla

6) Odio i nerd e li pesterei a sangue, però... bla bla bla

7) Non sono un nerd, tuttavia sono curioso di.... bla bla bla

Ovviamente non prenderle sul serio, sono semplicemente un sunto delle possibili risposte che potevano arrivare, anche perchè in questo discorso di poteva parlare di motivazioni, preferenze e tanto altro.

Le domande in realtà sono:

vengo subito al dunque: siete otaku?

Se si perchè?

Cosa spinge la gente a diventarlo?

A parte che autodefinirsi in un certo modo quando chi pone la domanda non specifica nemmeno cosa intende (tanto che infatti sono arrivate risposte che non c'entravano con il tuo discorso) è praticamente impossibile, poi come fa uno a rispondere come si fa a diventare nerd?

Perché forse uno che gioca 14 ore al giorno con WoW, e magari campa vendendo oro/account è uguale all'otaku con la casa piena di poster e figure di rori nude o al nerd/geek americano alla Big Bang Theory?

Un conto è, ad esempio, impostare un discorso sul nerdismo come fuga dalla vita reale, oppure il mondo virtuale che per certa gente si sostituisce pian piano a quello reale perché fonte di maggiore soddisfazioni, ce ne sono di argomenti interessanti sugli aspetti sociali di internet e delle passioni morbose, ma un topic così generico, scusa, ma mi pare tanto simile a topic del tipo "da dove venite?" "come vi chiamate?".

Una volta che hai stabilito che sul forum c'è gente più o meno nerd e ognuno ha la propria esperienza che hai concluso?

Capisci che un discorso più specifico, che può essere integrato da analisi più approfondite svolte da altri (ci sono proprio veri casi clinici, libri, materiale su materiale, ad esempio tempo fa avevo visto su Sky un documentario su alcuni cinesi malata di WoW, più restringi il discorso e più è facile mettere carne sul fuoco, allargalo e avrai un calderone di tutto da cui non puoi trarre conclusioni).

Questo chiaramente se ti interessa davvero parlare del fenomeno.

 

 

La prima parte di questa risposta è proprio ciò di cui volevo parlare, ma il fatto che io abbia avuto esperienze con cazzoni simili non vuol dire che il topic debba incentrarsi su questo fatto.

E' come se io ti dicessi ''sai Chibi, ieri ho calpestato la merda, tu cosa ne pensi della merda?'' e tu mi rispondessi con ''ma tu la merda non dovevi pestarla! sono cazzi tuoi se adesso ti puzzano le scarpe! se eri intelligente stavi attento!!".

Dovendo risponderti seriamente ti rispondere, di che merda parli, di cane, di gatto, di capra?

Dato che l'unica cosa che rende particolare il tuo discorso è l'incipit della tua esperienza, e dato che nel successivo post sembri confermare questo aspetto ti ho risposto in quel modo.

 

Se una persona conosce tantissime cose riguardo anime e pc, ed ha pure una bella vita sociale ben venga, ma innanzitutto non sto criticando chi non ha una RL, e secondariamente il mio era un esempio per parlare di quelle persone che al mondo conoscono solo[/b] QUELLA determinata cosa.Nel rispetto più totale e scrivendo dei bei post costruttivi, s'intende.

Sì ma rimane generico come discorso, un akiba-kei non è uguale ad un gold farmer di wow come non è uguale al peggiore trekker, e le persone che avrai incontrato sul web non saranno nessuna di queste tre categorie, saranno dei sfigati che pompano il loro ego nella rete.

Magari scopri che uno di loro è il tuo compagno di classe sfigatello che nessuno nota mai.

Che analisi vuoi farci?

 

Edit: Chiaramente non ho risposto al messaggio successivo perché ognuno è libero di creare i topic che vuole, e se Creed vuole impostare il topic in questo modo ha tutto il diritto di farlo, quindi evito ulteriori off topic.

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Semplicemente non un analisi, e nemmeno un censimento di tutti i potenziali nerd di Plushan.

Piuttosto una discussione generica sul fenomeno, sulla gente coinvolta, più pareri chi di vive questo fenomeno (da qui la domanda: siete nerd?), pareri di chi non lo vive ecc. ecc.

Si è vero, ho sbagliato nel primo post, mettendo otaku al posto di nerd, ma sinceramente non mi sembra una traccia così difficile da capire, infatti altre persone hanno risposto nel modo giusto, tu no, perchè devi fare sempre il superiore, e cercare il FAIL anche e soprattutto dove non c'è.

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Come si usa dire da un po' da queste parti, c'e' un fail, grande quanto un valkyirie in questo discorso.

 

Un 'rito' di passaggio da un'eta' all'altra, e' codificato socialmente in determinati modi.

Non e' il 'singolo' che decide come deve essere.

In questo caso quella che dai e' una interpretazione del gesto di cui parli, che puo' anche essere condivisibile, ma non universalmente e socialmente intesa come tale.

 

Ergo, non puo' essere un 'rito' di passaggio, anzi gli adulti potrebbero pure vederlo come lo sclero di un bambino poco cresciuto che non ha rispetto per le sue cose e dimostra di non conoscere il valore del denaro usato per acquistare gli oggetti in questione.

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Come si usa dire da un po' da queste parti, c'e' un fail, grande quanto un valkyirie in questo discorso.

 

Un 'rito' di passaggio da un'eta' all'altra, e' codificato socialmente in determinati modi.

Non e' il 'singolo' che decide come deve essere.

In questo caso quella che dai e' una interpretazione del gesto di cui parli, che puo' anche essere condivisibile, ma non universalmente e socialmente intesa come tale.

 

Ergo, non puo' essere un 'rito' di passaggio, anzi gli adulti potrebbero pure vederlo come lo sclero di un bambino poco cresciuto che non ha rispetto per le sue cose e dimostra di non conoscere il valore del denaro usato per acquistare gli oggetti in questione.

 

1) Filosoficamente ( = esistenzialismo per me ) parlando è il singolo a decidere tutto sul rito di passaggio.

 

2) Anche antropologicamente comunque è stato rilevato che la necessità dei riti di passaggio può sorgere spontanea anche nei singoli astratti da un qualsiasi sistema sociali che glieli inculchi ( è stato visto che ne avevano necessità ( = ne hanno dimostrato fenomenologicamente il desiderio ) dei ragazzi chiusi tipo in sanatorio o non mi ricordo che luogo cmq astratto dalla società ) . Quindi fail doppio, ma soprattutto fail 1 che è il fail di un pò tutto il tuo sistema che è, per il poco che t'ho letto, vedo legato a regole non autodeterminate :thumbsup:

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Come si usa dire da un po' da queste parti, c'e' un fail, grande quanto un valkyirie in questo discorso.

 

Un 'rito' di passaggio da un'eta' all'altra, e' codificato socialmente in determinati modi.

Non e' il 'singolo' che decide come deve essere.

In questo caso quella che dai e' una interpretazione del gesto di cui parli, che puo' anche essere condivisibile, ma non universalmente e socialmente intesa come tale.

 

Ergo, non puo' essere un 'rito' di passaggio, anzi gli adulti potrebbero pure vederlo come lo sclero di un bambino poco cresciuto che non ha rispetto per le sue cose e dimostra di non conoscere il valore del denaro usato per acquistare gli oggetti in questione.

 

1) Filosoficamente ( = esistenzialismo per me ) parlando è il singolo a decidere tutto sul rito di passaggio.

 

2) Anche antropologicamente comunque è stato rilevato che la necessità dei riti di passaggio può sorgere spontanea anche nei singoli astratti da un qualsiasi sistema sociali che glieli inculchi ( è stato visto che ne avevano necessità ( = ne hanno dimostrato fenomenologicamente il desiderio ) dei ragazzi chiusi tipo in sanatorio o non mi ricordo che luogo cmq astratto dalla società ) . Quindi fail doppio, ma soprattutto fail 1 che è il fail di un pò tutto il tuo sistema che è, per il poco che t'ho letto, vedo legato a regole non autodeterminate :thumbsup:

 

La 1) e' una tua personale concezione.

 

Per la 2) fare un discorso del genere basato sul "puo' sorgere spontanea", ti spinge su un terreno di alea assai facilmente smontabile. Dialogicamente deve essere o si o no, se tale affermazione la vuoi adoperare ad argomentazione di un tuo intervento.

Inoltre prosegui non facendo esempi di 'singola istanza' ma '*dei* ragazzi chiusi tipo in sanatorio'. E per istanza di natura sociale non si intende neanche il minimo indispensabile per configurare un'associazione a delinquere.

 

Quindi non fail doppio per te, ma semplicemente argomenti tipici di un ragazzino senza esperienza, e molto determinato a mostrare tutti i propri limiti dialettici appena pone piede al di fuori delle (poche) certezze lette da altri e non ancora metabolizzate e/o codificate a livello personale.

 

p.s.

"qualsiasi sistema socialE", almeno scrivilo in modo corretto.

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Ok, voi due. Ma il termine 'rito di passaggio' era stato introdotto da me in maniera del tutto autoctona. Per capirsi.

Non era nella scena, no.

 

Perché discutiamo sulle parole, ovvero sulla loro presunta 'codificazione', invece che sul loro significato nel caso?

 

Sembra il gioco di non capirsi, così.

 

Rewind.

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Mi colpì molto. Ovviamente a Hikaru dispiaceva, ma sentiva di doverlo fare, come 'rito di passaggio' dall'età infantile all'età adulta. C'erano, insomma, idoli da deporre.

 

E' un episodio molto famoso. Prima o poi ne parlero'...

 

Tesi dell'Angelo Crudele, again.

 

Questo e' indubbio, ma invero Kyosuke alla fine le dice che non e' necessario che getti il suo Kumagoro per diventare adulta. Quella era semmai una sua concezione personale, che finche' aveva Kumagoro per casa non poteva ritenersi adulta.

 

E noi compriamo i modellini a quanti anni?

 

Quando avevo più o meno 14 anni, successe una cosa con il mio vicino di casa che ne aveva 12. Ovviamente giocavamo assieme fin da piccoli. Cmq i suoi genitori erano abbienti, molto. Al mio io bambino era chiaro, perchè quando entravo nella sua stanza dei giochi c'era l'universo. Ma non e' che ci potessi fare molto. A me arrivava 1 masters of the universe e a lui 10. Capivo perfettamente il perchè.

Ebbene, coi 12 anni si dichiarò "grande". Prese tutti i suoi masters e li gettò nel bidone dell'immondizia. Ora non è che io all'epoca li collezionassi ancora o che fossi in un periodo in cui mi importava dei giocattoli. I miei masters li avevo semplicemente riposti in uno scatolone. Solo che quel gesto mi sconvolse. Se proprio non li voleva più poteva regalarli a qualche bambino meno fortunato.

E poi che significa diventare grandi gettando i giocattoli? Fosse quello il modo!

Per me, epic fail.

 

Ah, i masters ce li ho ancora, sempre in quello scatolone. Solo che prima che iniziassi la collezione dei myth mi premurai di recuperare quasi tutti i personaggi che mi mancavano all'epoca. Forse e' anche cosi' che si diventa otaku...

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Non mi fece specie che Kyosuke 'salvasse' i giocattoli di Hikaru.

Le femmine sento l'impulso alla crescita non solo prima dei mashi, ma con una inderogabilità interiore che i maschi non sentoranno proprio mai, infatti.

Loro hanno il tempo dentro.

 

E' del resto proprio da questo che nasce tutta l'idiosincrasia tra i sessi, si sa.

 

A Pavia accadde ache altro. Continuiamo con le pulci che odorano di vita, che sono spesso più vivide della filosofia teoretica.

 

Un mio conoscente coetaneo e appassionato dei miei stessi feticci.

Finisce a frequantare una donna dell'est europeo, in Italia con il figlioletto lasciatole da un uomo che l'abbandonò.

Sono cose della vita, anche quando semrano romanzo, a scriverle.

Lei lavora. Anche lui lavora, da anni e seriamente, in diciamo fabbrica.

Chiaramente per lei è dura: casa e figlio da mantenere con uno stipendio.

Tipicamente, lui col suo stipendio ci mantiene soprattutto i costosi hobby e vive a casa dei suoi.

 

Lui le vuole bene davvero, progetta di andare a vivire con lei e tutto.

La prima volta che lei va a trovare la famiglia i lui, vede la sua camera.

W cosa dice, nel suo italiano ancora acerbo, dinanzi alla ricchezza degli orpelli?

"Sembra stanza di bambino."

 

Non rimasero insieme molto a lungo.

 

Garion:

sì, il desiderio di 'recuperare pezzi d'infanzia' a posteriori è un buon modo per otakuizzarsi.

Perché i giocattoli tornano, l'infanzia no.

Modificato da Shito
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La prima volta che lei va a trovare la famiglia i lui, vede la sua camera.

W cosa dice, nel suo italiano ancora acerbo, dinanzi alla ricchezza degli orpelli?

"Sembra stanza di bambino."

 

Disse lei con il figlioletto di un altro in mano.

 

Qualunque tipo di rapporto piu' o meno stretto, meglio ancora quello di coppia, si basa sul compromesso.

Se per lui non c'era problema a far entrare nella propria vita un figlio di un altro, mi sfugge il motivo per cui lei non possa neanche sopportare che il compagno coltivi interessi che lei non condivide.

 

Non e' questione di uno scambio tra le due cose (sarebbe francamente stupido da dirlo), ma la semplice constatazione che da una parte (di lei) c'e' sopportazione solo per cio' che lei rappresentava e indicava.

 

In realta' quindi non c'era un vero rapporto tra due individui.

 

 

Penso e mi auguro che non sia stata veramente questa la ragione non della fine di un rapporto, ma un impedimento alla costruzione dello stesso, ma non puo' francamente essere questo un motivo per indicare l'opportunita' o meno della coltivazione di un interesse personale.

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Shuji, non ho mai detto né scritto che l'osservazione di lei fosse una condanna o una denuncia di inaccettazione.

 

Ora la domanda sarebbe: come mai hai specchiato un cosa simile là dove non vi era? Ma non si parla di questo, in effetti.

 

Anche se ti chiedere almeno: perché da un breve stralcio di vita da me strumentalmente messo in campo per toccare un tema particolare, tu già pontifichi e giudichi le vite altrui? Davvero dovresti scendere dalla scatola di sapone (<- non è una critica personale, giuro.)

 

Io parlavo, per tramite di un esempio reale, di come la non-crescita a cui nel benessere si può essere facilmente abituati, e assuefatti persino, diventi d'un tratto stridente nelle parole così forti -nella loro disarticolazione- di chi ha invece avuto una vita tutta diversa.

 

Riflettevo molto onestamente, e facendomi minuto, su questo. Cercavo di mettermi un po' in gioco. Si sentiva che la cosa era sentita? Credo che anche la mia fidanzata/sorellina/etuttoilresto, che pure è ben più giovane di me, un po' pensi che la mia stanza/studio "sembri stanza di bambino". E non si tratta di 'ognuno ha i suoi interessi', ma cosa sono queste cose da omosessuali che si accompagnano come amichetti? Si sta parlando di rapporti sentimentali, di vita. Una donna che fa crescere un uomo, perché a una donna può servire solo un uomo cresciuto, se non per stordirsi di solitudine. Hai presente che la Mela ad Adamo gliela porge Eva? E' simbolico, come capirai.

 

Poi rifletto sul fatto che alla fine la non-crescitia puzzi di solitudine.

Che gli oggetti puzzino di solitudine, come per Mazzarò.

Che tutto questo puzzi di solitudine avanti e dietro, ovvero come causa e come effetto.

Rifletto.

Modificato da Shito
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Shuji, non ho mai detto né scritto che l'osservazione di lei fosse una condanna o una denuncia di inaccettazione.

 

Ora la domanda sarebbe: come mai hai specchiato un cosa simile là dove non vi era? Ma non si parla di questo, in effetti.

 

Io parlavo, per tramite di un esempio reale, di come la non-crescita a cui nel benessere si può essere facilmente abituati, e assuefatti persino, diventi d'un tratto stridente nelle parole così forti -nella loro disarticolazione- di chi ha invece avuto una vita tutta diversa.

 

Riflettevo molto onestamente, e facendomi minuto, su questo.

 

E rifletto sul fatto che alla fine la non-crescitia puzzi di solitudine.

Che gli oggetti puzzino di solitudine, come per Mazzarò.

Che tutto questo puzzi di solitudine avanti e dietro, ovvero come causa e come effetto.

Rifletto.

 

L'ovvio riferimento e' a questo:

 

W cosa dice, nel suo italiano ancora acerbo, dinanzi alla ricchezza degli orpelli?

"Sembra stanza di bambino."

 

Non rimasero insieme molto a lungo.

 

E' un elemento di inaccettazione, meglio ancora considerando la chiosa finale che pare una conseguenza della visione della stanza; conseguenza che comunque ho ben scritto di non tenere in considerazione.

 

Dicevo infatti che "ma non puo' francamente essere questo un motivo per indicare l'opportunita' o meno della coltivazione di un interesse personale."

 

Che alla fine e' il mio punto di vista.

 

Otaku io non credo sia solamente un qualche tipo di sinonimo di collezionismo compulsivo, quanto lo e' la funzione specifica che tale collezionismo ha nella vita di un individuo.

 

Se queste cose in qualche modo 'compensano' un equilibrio, un qualche tipo di mancanza o carenza, e' una cosa.

Se l'individuo altro non fa che collezionare oggetti, e' un hobby come un altro.

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Perché discutiamo sulle parole, ovvero sulla loro presunta 'codificazione', invece che sul loro significato nel caso?

 

Sembra il gioco di non capirsi, così.

 

Rewind.

 

E' la filosofia, bellezza.

 

(e infatti, confuso pure io sulla parola "crescita" che non vedo inquadrata da alcun sistema di riferimento, non ti posso rispondere)

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bah, per dire due parole sui temi dell'attuale discussione io uso sto trucchetto per giudicarmi abbastanza velocemente:

 

se vedessi un tipo che fa cose x in un film, che penseresti di lui?

 

Io del tipo in casa della mamma di sopra direi: avrebbe bisogno di un pò di schiaffi, che era l'inizio del topic di Shito "la soluzione di eva in 50 sec". Io gli dissi che era una cazzata perché eva è molto di più, però un pò di durezza fa crescere.

 

Facciamo con sto trucchetto: gli eroi di manga e anime ( o peggio vg ) che tipo di vita fanno? un confronto con gli eroi è doloroso ma qualche buona dritta la può dare.

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(io suggerirei comunque "i riti di passaggio", mi pare ed.boringhieri, ma vallo a ritrovare)

 

Parzialmente, e tradotto in altra lingua, è qui, ma il sistema delle preview di goggle books è terribile, non puoi nemmeno leggere il primo capitolo per intero.

 

(ma non dovrebbero essere scaduti i diritti? E' di un secolo fa...)

Modificato da Dairon
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