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Ossessione per la scuola


kache

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Purtroppo sono fuori casa per lavoro + studio e quindi non posso né leggere con la dovuta attenzione né rispondere con la dovuta attenzione (tra l'altro qui c'è solo IE7, che rende la scrittura sul forum un'esperienza più o meno lisergica). Al main thread credo che penserà Garion. A Bob dico: il tuo pensiero educazionale mi pare anarcoide e fallacemente fondato sull'idea che l'educazione sia educazione dell'uomo in quanto tale, uomo universale. Ma questo è impensabile per un'istituzione. Un'istituzione afferisce a una società strutturata. Un sistema educazionale, emanazione non di una società civile ma di uno stato, dovrebbe piuttosto pensare a formare cittadini di quello stato. E, in questo, non esaurire -certo- la vita intellettuale di ciascun soggetto, la cui formazione intellettuale non dovrebbe intendersi come esaurita dall'esperienza educazionale detta 'frontale'.

 

Per contro, credo di capire Shuando esprime la componente educazionale 'implicita' di ogni società civile, ovvero sistema sociale. E personalmente credo che questo anzi valga a tutti i concentrici livelli in cui la società è organizzatata e strutturata (famiglia -> pianerottolo -> palazzo -> cortile -> quartiere -> città -> regione -> nazione -> etc) in barba agli ideali di cosmopolitismo e globalizzazione.

 

Credo quindi che la domanda da porre a Garion sia: quanto del 'sistema Giappone' fa si che ai ragazzi 'debba piacere' la scuola? Ma in effetti è una domanda vuota, un gatto che si morde la coda. Perché se ci pensate, non ha senso criticare la legittimità di ciò che definisce un ente, prendendo nel contempo quell'ente come definito, no?

 

I 'ragazzi giapponesi' sono quelli -appunto- giapponesi, il che include che vivano in Giappone e che la loro scuola gli piaccia.

 

Togliere dalla loro definizione ciascuno di questi elementi non avrebbe in effetti senso, un po' come criticate il passato del sé, ovvero farlo con la mentalità frutto di quello stesso passato.

Modificato da Shito
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Credo quindi che la domanda da porre a Garion sia: quanto del 'sistema Giappone' fa si che ai ragazzi 'debba piacere' la scuola? Ma in effetti è una domanda vuota, un gatto che si morde la coda. Perché se ci pensate, non ha senso criticare la legittimità di ciò che definisce un ente, prendendo nel contempo quell'ente come definito, no?

 

I 'ragazzi giapponesi' sono quelli -appunto- giapponesi, il che include che vivano in Giappone e che la loro scuola gli piaccia.

 

Togliere dalla loro definizione ciascuno di questi elementi non avrebbe in effetti senso, un po' come criticate il passato del sé, ovvero farlo con la mentalità frutto di quello stesso passato.

 

 

mah si infatti ci avevo pensato anch'io, già dicendo che la scuola piace ai giapponesi si dice che la scuola piace al tizio singolo X in quanto giapponese non in quanto lui. Cioè si pone l'accento sulla cultura che li ha influenzati.

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vabbé non avevo chiarificato per non prolungare l'OT e soprattutto la fonte delle mie idee non mi sembrava degna di nota, visto che serve chiarifico:

 

Di Rousseau so più o meno niente dato che l'ho studiato a livello scolastico. Non ho risposto anche per questo.

 

Se Shuji ha pensato che il mio pensiero si accosti in qualche modo a cose simili al buon selvaggio ha sbagliato, o non ha seguito la discussione per filo e per segno. Io non ho detto che l'educazione/ la società spingono l'uomo alla malvagità ma ho negato quello che diceva Taro, ovvero che educhino veramente all'altruismo.

 

E la mia critica di base al sistema educativo non era tanto di corruttore ( in senso di degradamento morale/incattivimento ) dei giovani quanto di loro castratore e lobotomizzatore. No dico ve le ricordate le coglionaggini da liceo: giusto due sere fa mi raccontavano di una cazziata immensa per una fumata in bagno ... oppure l'obbligo di frequenza, oppure i prof ti fanno conoscere gli autori studiandoli sulle antologie, se va bene ti leggi qualche opera per conto tuo poi ripeti e fai finta di conoscere l'autore e l'argomento quando alla fine non sai un cazzo, ti basi solo su le opinioni degli altri sul tal testo visto che tu di tuo non lo conosci.

 

Cioé la scuola è una diseducazione completa.

 

Penso che estrema conseguenza di questo profondo istupidimento dell'individuo e insegnamento di grettitudine sia anche un degrado del suo comportamento e forse della sua morale.

 

Ma non è propriamente la società che degrada l'uomo, perché la scuola/ il sistema educativo alla fine è stato fatto su misura degli educandi, quindi per loro. Non è che li degrada, sviluppa al meglio le loro attitudini. D'altronde ricevere un'educazione vuol dire accettarla, altrimenti ci si ribella. Quindi alla fine è l'individuo che accetta quella roba, tra i miei amici infatti sputiamo tutti sulla scuola, i prof per cui avevo più simpatia la disprezzavano anche loro, sebbene non come me.

 

EDIT: rileggendo i post di prima ho letto che la criticavo come repressore dell'individuo, quindi in un certo senso come suo corruttore. è vero che peggiora l'individuo ma c'è sempre la concessione di assenso di questo. Cioè a occhio quelli che si son degradati si sono degradati per aver dato il loro assenso a quanto insegnato.

Cosi il discorso è più ampio e ne parlo sempre con un mio amico ovvero su quanto la società dal microcosmo della famiglia fino a cerchi più ampi condizioni il PENSIERO dell'individuo. Su quali punti sia in grado di influenzarlo di pià, quali individui si influenzino di più etc.- etc- è un discorso troppo ampio da riportare.

 

EDIT 2: ma ora mi posso riallacciare anche il discorso fatto con Garion: ovvero quanto quella piacenza della scuola si autodeterminata?

 

Però ora risiamo OT.

 

Non puoi decidere se una cosa è educativa o meno senza aver espresso il criterio di educazione che vorresti ottenere.

Né ha senso dire "dare l'assenso" quando non si parla di qualcosa di anche solo vagamente simile ad un patto.

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Non puoi decidere se una cosa è educativa o meno senza aver espresso il criterio di educazione che vorresti ottenere.

Né ha senso dire "dare l'assenso" quando non si parla di qualcosa di anche solo vagamente simile ad un patto.

 

 

Educativo per me = che forma individui che mi vadano a genio. E al di la di tutto la serietà (= non ipocrisia) e l'onestà intellettuale penso potrebbero essere filtrati tra le righe. Ah onestà intellettuale vuol dire anche trarre le conseguenze, tipo se Leopardi era un fallito che piangeva su se stesso l'insegnamento da trarre da una sua lettura è per un comportamento diverso non l'ammirazione per la grande profondità e sensibilità del poeta fallito del cazzo.

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Educativo per me = che forma individui che mi vadano a genio.

 

E allora perché diavolo ti domandi se la scuola è educativa? E' ovvio che non lo sarà, neanche per caso essendo te snob :P

 

Ah onestà intellettuale vuol dire anche trarre le conseguenze, tipo se Leopardi era un fallito che piangeva su se stesso l'insegnamento da trarre da una sua lettura è per un comportamento diverso non l'ammirazione per la grande profondità e sensibilità del poeta fallito del cazzo.

 

Non capisco cosa c'entri questa (pur accettabile se non da me condivisibile) visione funzionalistica dell'arte col discorso.

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Non capisco cosa c'entri questa (pur accettabile se non da me condivisibile) visione funzionalistica dell'arte col discorso.

 

 

 

mmh non era la mia solita visione dell'arte è per spiegare l'ipocrisia del cazzo di molti prof. Cazzo in classe fanno leggere il poeta che si pentiva di aver passato la gioventù a studiare e poi vogliono che gli studenti passino 4-5 ore sui libri a casa. Comportamento del cazzo e tanta ipocrisia e stupidità.

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Cazzo in classe fanno leggere il poeta che si pentiva di aver passato la gioventù a studiare e poi vogliono che gli studenti passino 4-5 ore sui libri a casa.

 

Mi pare discutibile tal poeta sia studiato perché s'è pentito: tanta gente l'ha fatto. E' studiato perché scriveva bene, cosa ben più rara ed interessante.

 

Del resto se si studiasse solo chi la pensava in maniera completamente compatibile con il sistema educativo, potremmo aver difficoltà a riempire i programmi... perlomeno con roba fuori dall'ultimo secolo.

 

Piuttosto puoi dire che secondo te in generale non val la pena di far studiare ai giovani (?) così tanto, non so.

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Cazzo in classe fanno leggere il poeta che si pentiva di aver passato la gioventù a studiare e poi vogliono che gli studenti passino 4-5 ore sui libri a casa.

Mi pare discutibile tal poeta sia studiato perché s'è pentito: tanta gente l'ha fatto. E' studiato perché scriveva bene, cosa ben più rara ed interessante.

 

Del resto se si studiasse solo chi la pensava in maniera completamente compatibile con il sistema educativo, potremmo aver difficoltà a riempire i programmi... perlomeno con roba fuori dall'ultimo secolo.

 

Piuttosto puoi dire che secondo te in generale non val la pena di far studiare ai giovani (?) così tanto, non so.

 

 

ma fanculo che scriveva bene, cioé lo scrivere bene ok ma per me conta più COSA si scrive che COME si scrive, anche se il come ha cmq una sua importanza.

 

Io dico che secondo me un prof, ti faccio un altro esempio per non spingere troppo su Leopardi, non può parlare cogli occhi brillanti della scazzataggine di Byron che comparse in Parlamento una volta sola e poi apprezzare molto la presenza a lezione. E che cazzo se Byron era tosto a farsi vedere solo quando lui lo riteneva opportuno perché io dovrei fare la mezzasega e comparire sempre?

 

L'ho già scritto qui non so quando: è il funerale delle individualità. Si ammira ciò, ma si esecrano comportamenti simili.

Modificato da silent bob
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ma per me conta più COSA si scrive che COME si scrive,

 

Ciò è, mi pare, indifferente rispetto alla storia della letteratura e a chi in essa è considerato importante: se proprio non accetti questo criterio, penso allora semplicemente dovresti dire "non voglio questa materia" piuttosto che dire "non si attiene a criteri che vorrei" quando tali criteri sono dichiaratamente estranei alla materia (stavo per scrivere scienza, uh) in questione.

 

non può parlare cogli occhi brillanti della scazzataggine di Byron che comparse in Parlamento una volta sola e poi apprezzare molto la presenza a lezione.

 

Solo se pensasse i due ambiti siano identici. Ovvero, solo se fosse un idiota.

E sarebbe anche più idiota a confondere ciò che lui ammira politicamente in un autore con la ragione del perché viene insegnato.

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non può parlare cogli occhi brillanti della scazzataggine di Byron che comparse in Parlamento una volta sola e poi apprezzare molto la presenza a lezione.

 

Solo se pensasse i due ambiti siano identici. Ovvero, solo se fosse un idiota.

E sarebbe anche più idiota a confondere ciò che lui ammira politicamente in un autore con la ragione del perché viene insegnato.

 

Nel Byron che se ne fotte del parlamento - non in quello che muore in Grecia, più per smania di azione che per impegno politico cmq - se non puna volta per salvare i luddisti c’è solo disimpegno e disprezzo per il politico. Ciò che è politico è anche sociale è anche istituzione. Il disprezzo per l’istituzione è lo stesso. Ok? Cerca di cogliere meglio le prossime volte, per stasera la lezione è terminata.

Modificato da silent bob
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non può parlare cogli occhi brillanti della scazzataggine di Byron che comparse in Parlamento una volta sola e poi apprezzare molto la presenza a lezione.

 

Solo se pensasse i due ambiti siano identici. Ovvero, solo se fosse un idiota.

E sarebbe anche più idiota a confondere ciò che lui ammira politicamente in un autore con la ragione del perché viene insegnato.

 

Nel Byron che se ne fotte del parlamento - non in quello che muore in Grecia, più per smania di azione che per impegno politico cmq - se non puna volta per salvare i luddisti c’è solo disimpegno e disprezzo per il politico. Ciò che è politico è anche sociale è anche istituzione. Il disprezzo per l’istituzione è lo stesso. Ok? Cerca di cogliere meglio le prossime volte, per stasera la lezione è terminata.

 

Stavo per rispondere, ma sarebbe stato inutile: quel che ho scritto prima è chiaro, a meno di non voler fare gli ignoranti attivi (od i massimalisti, che qui è la stessa cosa).

Insomma, lezione da evitare in quanto fallata.

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vabbé non avevo chiarificato per non prolungare l'OT e soprattutto la fonte delle mie idee non mi sembrava degna di nota, visto che serve chiarifico:

 

Di Rousseau so più o meno niente dato che l'ho studiato a livello scolastico. Non ho risposto anche per questo.

 

Se Shuji ha pensato che il mio pensiero si accosti in qualche modo a cose simili al buon selvaggio ha sbagliato, o non ha seguito la discussione per filo e per segno. Io non ho detto che l'educazione/ la società spingono l'uomo alla malvagità ma ho negato quello che diceva Taro, ovvero che educhino veramente all'altruismo.

 

E la mia critica di base al sistema educativo non era tanto di corruttore ( in senso di degradamento morale/incattivimento ) dei giovani quanto di loro castratore e lobotomizzatore. No dico ve le ricordate le coglionaggini da liceo: giusto due sere fa mi raccontavano di una cazziata immensa per una fumata in bagno ... oppure l'obbligo di frequenza, oppure i prof ti fanno conoscere gli autori studiandoli sulle antologie, se va bene ti leggi qualche opera per conto tuo poi ripeti e fai finta di conoscere l'autore e l'argomento quando alla fine non sai un cazzo, ti basi solo su le opinioni degli altri sul tal testo visto che tu di tuo non lo conosci.

 

Cioé la scuola è una diseducazione completa.

 

Penso che estrema conseguenza di questo profondo istupidimento dell'individuo e insegnamento di grettitudine sia anche un degrado del suo comportamento e forse della sua morale.

 

Ma non è propriamente la società che degrada l'uomo, perché la scuola/ il sistema educativo alla fine è stato fatto su misura degli educandi, quindi per loro. Non è che li degrada, sviluppa al meglio le loro attitudini. D'altronde ricevere un'educazione vuol dire accettarla, altrimenti ci si ribella. Quindi alla fine è l'individuo che accetta quella roba, tra i miei amici infatti sputiamo tutti sulla scuola, i prof per cui avevo più simpatia la disprezzavano anche loro, sebbene non come me.

 

EDIT: rileggendo i post di prima ho letto che la criticavo come repressore dell'individuo, quindi in un certo senso come suo corruttore. è vero che peggiora l'individuo ma c'è sempre la concessione di assenso di questo. Cioè a occhio quelli che si son degradati si sono degradati per aver dato il loro assenso a quanto insegnato.

Cosi il discorso è più ampio e ne parlo sempre con un mio amico ovvero su quanto la società dal microcosmo della famiglia fino a cerchi più ampi condizioni il PENSIERO dell'individuo. Su quali punti sia in grado di influenzarlo di pià, quali individui si influenzino di più etc.- etc- è un discorso troppo ampio da riportare.

 

EDIT 2: ma ora mi posso riallacciare anche il discorso fatto con Garion: ovvero quanto quella piacenza della scuola si autodeterminata?

 

Però ora risiamo OT.

 

No, continua pure. È un argomento che mi tocca nel profondo, sia a livello di vita quotidiana (visto che continuo a frequentarla) sia a livello filosofico ed è, quindi, un piacere per me leggere una discussione di questo spessore.

Inoltre, sono felice che tu abbia citato l'obbligo di frequenza, una delle cose che odio di più del nostro sistema scolastico.

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Inoltre, sono felice che tu abbia citato l'obbligo di frequenza, una delle cose che odio di più del nostro sistema scolastico.

Ed è orrendo che sia richiesto anche sul posto di lavoro, in effetti è una costrizione indecente, a tutti dovrebbe essere permesso di andare a scuola 2-3 volte alla settimana (e magari andare a lavorare 4 giorni su 7), sicuramente un quindicenne riuscirebbe a farlo senza compromettere i risultati scolastici e automagicamente acquisirebbe un senso di responsabilità che nella scuola normale nessuno si sogna.

 

Un sistema che potrebbe funzionare solo se i banci e i silent bob del caso, dopo essersi rovinati da soli per la propria deresponsabilizzazione giovanile, finissero da grandi a pulire i cessi (o a fare gli operatori ecologici, che suona meglio), monito per le generazioni future.

Magari forse in giappone funzionerebbe di più, in effetti.

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Inoltre, sono felice che tu abbia citato l'obbligo di frequenza, una delle cose che odio di più del nostro sistema scolastico.

Ed è orrendo che sia richiesto anche sul posto di lavoro, in effetti è una costrizione indecente, a tutti dovrebbe essere permesso di andare a scuola 2-3 volte alla settimana (e magari andare a lavorare 4 giorni su 7), sicuramente un quindicenne riuscirebbe a farlo senza compromettere i risultati scolastici e automagicamente acquisirebbe un senso di responsabilità che nella scuola normale nessuno si sogna.

 

Un sistema che potrebbe funzionare solo se i banci e i silent bob del caso, dopo essersi rovinati da soli per la propria deresponsabilizzazione giovanile, finissero da grandi a pulire i cessi (o a fare gli operatori ecologici, che suona meglio), monito per le generazioni future.

Magari forse in giappone funzionerebbe di più, in effetti.

 

 

Mi sia permesso far notare che non si compromette un bel niente, tranne forse il 100, non andando a scuola regolarmente.

 

Mi sia permesso anche di far notare che la possibilità di andare a pulire i cessi non si prospetta tanto per i cazzoni, ma per i cazzoni squattrinati.

 

 

Giusto per far capire che non è che chi non lavora non mangia o non si toglie gli sfizi. Diciamo che se hai soldi di base ti togli gli sfizi senza fatica, se sei intelligente scegli un lavoro redditizio e con un poco di fatica ce la fai altrettanto mentre se nasci stupido e povero te la prendi in ogni caso nel culo dato che per tutte le cose che vorrai dovrai faticare. Ti piace la morale? ihihihihih

 

@Bancio: dai che occhio e croce sei in quarto o quinto, all'uni fai come cazzo ti pare e l'unico rimpianto sarà di trovare gente studiosa anche nelle facoltà umanistiche dove per sentito dire ci dovrebbero essere tutti cazzoni a scioperare.

 

@ Chibi: mica frequenti qualche facoltà di ingegniera no? di solito sti ragionamenti da fatica e avrei un pizzicone di piacere tanto dopo vengono da quella gentuncola ihihih

Modificato da silent bob
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Ho voluto aspettare un attimo prima di intervenire sperando che la deriva presa dal discorso rientrasse da sola nei binari della discussione originale, ma mi sembra di capire che non ve ne sia la minima intenzione e quindi mi sento in dovere di intervenire. La discussione deve muovere da un punto di partenza ben chiaro, esposto nel post d'apertura di Bancio e che riporto all'attenzione di tutti come moderatore della sezione:

 

Mi sta venendo un dubbio: ma come mai tutto il mondo anime/manga/drama/novel ecc... è così ossessionato dalla scuola, a tal punto da ambientare li una marea di storie? Francamente io, nel mio ingenuamente puro odio per la scuola, non riesco a comprenderlo. Quali sono le motivazioni di questo interesse ossessivo per la scuola?

 

Invito tutti a riprendere le discussioni partendo da questa che è la base del discorso ed evitare nuove dispersioni del discorso, se possibile. Qualora decideste di voler proseguire entrambe le discussioni sarà mia premura spostare i post "estranei" in un nuovo topic ;)

 

Buona continuazione :thumbsup:

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Ho voluto aspettare un attimo prima di intervenire sperando che la deriva presa dal discorso rientrasse da sola nei binari della discussione originale, ma mi sembra di capire che non ve ne sia la minima intenzione e quindi mi sento in dovere di intervenire. La discussione deve muovere da un punto di partenza ben chiaro, esposto nel post d'apertura di Bancio e che riporto all'attenzione di tutti come moderatore della sezione:

 

Mi sta venendo un dubbio: ma come mai tutto il mondo anime/manga/drama/novel ecc... è così ossessionato dalla scuola, a tal punto da ambientare li una marea di storie? Francamente io, nel mio ingenuamente puro odio per la scuola, non riesco a comprenderlo. Quali sono le motivazioni di questo interesse ossessivo per la scuola?

 

Invito tutti a riprendere le discussioni partendo da questa che è la base del discorso ed evitare nuove dispersioni del discorso, se possibile. Qualora decideste di voler proseguire entrambe le discussioni sarà mia premura spostare i post "estranei" in un nuovo topic ;)

 

Buona continuazione :thumbsup:

Purtroppo quel filone di discussione si è oramai esaurito, e anche se intervenissi chiedendo come mai le opere di maggiore successo (berserk, naruto, bleach, one piece, ecc...) non siano completamente ambientate in una scuola, ma la usano soltanto occasionalmente, dubito di riuscire a farlo ripartire.

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Ho voluto aspettare un attimo prima di intervenire sperando che la deriva presa dal discorso rientrasse da sola nei binari della discussione originale, ma mi sembra di capire che non ve ne sia la minima intenzione e quindi mi sento in dovere di intervenire. La discussione deve muovere da un punto di partenza ben chiaro, esposto nel post d'apertura di Bancio e che riporto all'attenzione di tutti come moderatore della sezione:

 

Mi sta venendo un dubbio: ma come mai tutto il mondo anime/manga/drama/novel ecc... è così ossessionato dalla scuola, a tal punto da ambientare li una marea di storie? Francamente io, nel mio ingenuamente puro odio per la scuola, non riesco a comprenderlo. Quali sono le motivazioni di questo interesse ossessivo per la scuola?

 

Invito tutti a riprendere le discussioni partendo da questa che è la base del discorso ed evitare nuove dispersioni del discorso, se possibile. Qualora decideste di voler proseguire entrambe le discussioni sarà mia premura spostare i post "estranei" in un nuovo topic ;)

 

Buona continuazione :thumbsup:

Purtroppo quel filone di discussione si è oramai esaurito, e anche se intervenissi chiedendo come mai le opere di maggiore successo (berserk, naruto, bleach, one piece, ecc...) non siano completamente ambientate in una scuola, ma la usano soltanto occasionalmente, dubito di riuscire a farlo ripartire.

 

Esempi scelti ad hoc. Se a uno girava anche tra shonejumpate e simili parlava di Negima, voglio dire.

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Tralasciamo il discorso sulla provenienza dei dati che ci farebbe nuovamente partire per la tangente.

 

 

@Bancio , te pero' devi fare un po' di chiarezza su un punto; stai facendo un discorso del tutto generale, od orientato ad una o piu' tipologie di pubblicazioni? Perche' se mi parli nello specifico di Onepiece, Naruto, Bleach, Dragon Ball, et similia, ti avventuri sul terreno delle 'giumpate', e li' il discorso non e' piu' relativo alla 'scuola', ma al 'format' adoperato. Format che e' sintetizzabile alla fine con le tre parole piu' votate a stragrande maggioranza in un sondaggio editoriale (uno dei tanti realizzati) non so piu' neanche quanti anni orsono dagli stessi lettori di Jump; "Amicizia", "Impegno", "Vittoria".

Questi alla fine sono gli elementi che accomunano quel 'format' editoriale che alla fine si e' fatto quasi genere.

 

 

Per quanto riguarda il resto del discorso (a parte che ci sarebbe MOLTO da dire sul fatto che di quella lista solo slam dunk sia in quel tipo di ambientazione, ma sorvoliamo), visto che la 'recherche' si affida e basa ora su nomi e titoli, posso tracciare tranquillamente una linea che unisce la stragrande maggior parte dei titoli che hai messo in evidenza nella lista, anche le giumpate; sono storie di formazione.

E l'ambientazione piu' banale e classica per una storia di formazione e' per l'appunto quella scolastica.

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  • 1 month later...

@Bancio , te pero' devi fare un po' di chiarezza su un punto; stai facendo un discorso del tutto generale, od orientato ad una o piu' tipologie di pubblicazioni? Perche' se mi parli nello specifico di Onepiece, Naruto, Bleach, Dragon Ball, et similia, ti avventuri sul terreno delle 'giumpate', e li' il discorso non e' piu' relativo alla 'scuola', ma al 'format' adoperato. Format che e' sintetizzabile alla fine con le tre parole piu' votate a stragrande maggioranza in un sondaggio editoriale (uno dei tanti realizzati) non so piu' neanche quanti anni orsono dagli stessi lettori di Jump; "Amicizia", "Impegno", "Vittoria".

Questi alla fine sono gli elementi che accomunano quel 'format' editoriale che alla fine si e' fatto quasi genere.

 

 

Per quanto riguarda il resto del discorso (a parte che ci sarebbe MOLTO da dire sul fatto che di quella lista solo slam dunk sia in quel tipo di ambientazione, ma sorvoliamo), visto che la 'recherche' si affida e basa ora su nomi e titoli, posso tracciare tranquillamente una linea che unisce la stragrande maggior parte dei titoli che hai messo in evidenza nella lista, anche le giumpate; sono storie di formazione.

E l'ambientazione piu' banale e classica per una storia di formazione e' per l'appunto quella scolastica.

 

Tutto sottoscrivibile al 100%, direi.

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