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L'idiozia della critica cinematografica.


Shito

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Scena: proiezione del film 'Vincere', con il regista (Marco Bellocchio) e la montatrice (non ricordo il nome) presenti per un dibattito a seguire.

 

Dopo una proiezione rallentata (nel senso che il film, proiettato tramite un pc, scattava ed era in 'ritardo' di 20 min) e tagliata (non hanno fatto vedere il finale), si apre il dibattito.

 

Lo apre il docente di Storia del Cinema e Critica Cinematografica della Seconda Università di Roma.

 

E' imbarazzante vedere come delle persone che non hanno mai fatto cinema non solo non ne sappiano realmente nulla, ma non riescano a capirne nulla.

 

Il professore sproloquiava random mentre Bellocchio faceva facce da antologia.

 

Al contrario, il regista continuava a esprimere con l'umità dell'artigiano la verità della sua pellicola: che dietro molte scelte iperanalizzate c'era solo la suggestione del momento. Bellocchio ha fatto un film sul caso della Dalser, e quindi sul fascismo e su Mussolini, perché era rimasto affascinato dalla figura della Dalser, conosciuta di recente grazie a un documentario. Una suggestione, semplice e genuina. Bellocchio continua a dire 'non sono uno storico, mi sono documentato molto, ma prima di questo non ne sapevo nulla'. Ma questo la critica non lo accetta, ovviamente. Drogata del suo meccanicismo intellettuale vuoto e vacuo, la critica accademica vuole sempre un perché e un percome, come un innamorato deluso. Che non accetta che molte cose non abbiano un perché, e che le ragioni delle cose umane siano spesso incidentali. La stessa cosa l'ho vista tante altre volte, con autori di animazione. L'ultima volta a Venezia, con Miyazaki e la 'stampa specializzata', che non sapeva nulla di Miyazaki (perché non ci documenta nemmeno, prima di fare una domanda!), ma continuava a volergli mettere in testa pensieri e idee che lui non immaginava neppure.

 

Che pena, l'intelletto ipertrofico della gente che finge di voler capiure ma in realtà non cerca che il sé.

 

I momenti topici della giornata: il primo intervento del sottoscritto, che dice -sic- "signor regista, perdoni la critica. La critica è fatta da persona che si credono intellettuali e cercano quindi di intellettualizzare tutto il cinema, perché i critici non hanno mai fatto cinema". Bellocchio concorda, il professore stizzisce.

 

Il professore che dice al regista: "con questo film possiamo dire che lei ha fato una doppia opera di falsificazione storica scenica, in chiave postmoderna, vero?" E il regista: "sì, sì. Che vuol dire?". A questo punto, Shito fa scattare un applauso, seguito da tutto il pubblico. Il professore stizzisce.

 

Il professore che dice "La cosa incredibile è che l'attore protagonista è balbuziente nella vita, ma quando recita parla perfettamente!". Shito: "Pure Luca Laurenti balbettava se non cantava. Considerando la balbuzie come un disturbo logopedistico eventualmente riconducibile nello spettro dell'autismo, è evidente che il balbuziente ponendosi fuori-dal.-sé come nell'interpretazione scenica supera il problema. Per questo, è noto che la recitazione è persino utilizzata come terapia per il distrubo in questione. Psicanalisi 101".

 

Vari interventi di studenti che, abbandonandi i cellulari dove stavano scrivendo SMS, leggono domande preparate presumibilmente col professore, presumibilmenter "per fare bella figura", ovviamente una più idiota dell'altra. Tipo: "come mai la matta che fugge dal manicomio è proprio la ballerina? C'è una simbologia, vero?" Il regista: "beh, no, è solo che è matta. Una balla, una parla sempre, cose così..." oppure "Come mai proprio nella scena di sesso iniziale non c'è accompagnamento musicale? E' una scelta precisa, vero?" Regista e montatrice si guardano increduli, tipo "wow, non ce n'eravamo manco mai accorti", e dicono "credo che semplicemente nessuno ne abbia sentito il bisogno, e quindi non sia stata usata musica".

 

E' una cosa terribile, ma in questi casi viene persino da citare Oscar Wilde.

 

Che è chiaramente una cosa terribile.

Modificato da Shito
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Francois Truffaut e' nato come critico.

 

Basterebbe questo per smontare il principale assunto di questa disamina cosi' poco ispirata e molto invero rancorosa.

 

E invece no, perche' la *vera* critica in se' storicamente ha anche contribuito allo sviluppo del medium in questione; non e' un caso che in un post precedente abbia citato Andre Bazin; Bazin era un critico che poi non si e' dato attivamente alla produzione cinematografica, ma insieme a Truffaut e vari altri come Claude Chabrol rappresentano quelli del circolo dei "Cahiers du Cinema" che tanta influenza hanno avuto a partire dalla Nouvelle Vague.

 

E per la cronaca, tra le altre cose, Truffaut e gli altri sono stati il principale 'motore' grazie al quale in Europa siamo venuti a conoscenza ad esempio di Alfred Htchcock, oltre ad una rivalutazione tout court (mentre altra critica lo snobbava), e sono molto interessanti i suoi testi critici sul regista e la sua opera.

 

Cosa veniamo a conoscere in questo modo?

 

Che c'e' critica buona e critica cattiva; che c'e' critica non meramente 'costruttiva' ma 'che costruisce' oltre a parlare a vanvera.

 

Inoltre, nello scritto riportato in questione viene messo alla berlina un intervento di cui ben poco si sa, visto che leggiamo quasi unicamente a riguardo " sproloquiava random", mentre e' molto facile isolare pezzi di caduta di stile 'random'; la stessa cosa curiosamente si puo' fare anche con il regista financo chi si occupa occasionalmente delle pulizie dello stabile, ma sorvoliamo.

 

Anche prendendo per assunto che abbiamo letto nell'intierezza del discorso relativo cio' di cui il diretto dis-interessato stia parlando in modo che ne possiamo valutare opportunita' e importanza, valutare tutta una categoria di persone per cio' che dice o afferma una sola, e' alquanto singolare ed indice di un notevole e rancoroso pregiudizio pregresso.

 

Ma a parte ancora questo, stiamo parlando praticamente di un discorso che rappresentava piu' che altro una LEZIONE SCOLASTICA, la quale in quanto tale deve sempre e comunque tirare le fila, essere ridondante nell'esposizione e nei temi, trattare un argomento in modo comunque differente rispetto ad una critica asciutta e puntuale.

 

P.s.

modifico il subject del post; o si accenna nello specifico a luogo e a situazione, oppure e' quantomeno fuoriluogo aprire simili post.

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E poi stiamo parlando di un film con Mussolini (co)protagonista fatto in un paese dove tutto viene buttato in politica, sempre, anche e soprattutto quando è inutile. Se fai un film che ha a che fare col fascismo o altri periodi controversi della Storia e dici che la motivazione alla base non è politica nessuno ti crederà mai da queste parti, bisogna rassegnarsi :rolleyes:

 

Se eravamo riusciti a dire che il Signore degli Anelli era "missino", vuoi che non si sovranalizzi un film dove l'ombra di Capoccione è onnipresente? :whistle:

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Ad essere onesti, è vero che il MSI s'era ispirato molto nella sua ricerca di miti "appetibili" a JRRT coi Campi Hobbit e tutto.

Certo, un'analisi elementare della visione politica del suo iperconservatorismo rende chiaro che disprezzasse potentemente i fascismi novecenteschi (più Hitler che il mascellone, per avergli "rovinato" il folklore nordico, ma comunque), ma questo è al di là della vulgata politica tipica italiana.

 

Che PJ mostrasse un visione politica nel film, vabbè. :rolleyes:

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Francois Truffaut e' nato come critico.

 

Basterebbe questo per smontare il principale assunto di questa disamina cosi' poco ispirata e molto invero rancorosa.

 

E invece no, perche' la *vera* critica in se' storicamente ha anche contribuito allo sviluppo del medium in questione; non e' un caso che in un post precedente abbia citato Andre Bazin; Bazin era un critico che poi non si e' dato attivamente alla produzione cinematografica, ma insieme a Truffaut e vari altri come Claude Chabrol rappresentano quelli del circolo dei "Cahiers du Cinema" che tanta influenza hanno avuto a partire dalla Nouvelle Vague.

 

E per la cronaca, tra le altre cose, Truffaut e gli altri sono stati il principale 'motore' grazie al quale in Europa siamo venuti a conoscenza ad esempio di Alfred Htchcock, oltre ad una rivalutazione tout court (mentre altra critica lo snobbava), e sono molto interessanti i suoi testi critici sul regista e la sua opera.

 

Quoto in pieno: non avrei saputo esprimerlo meglio. Ho studiato Bazin a 19 anni.

 

Che poi, stiamo parlando di Bellocchio, non so se mi spiego, un 70enne patetico e petulante, da sempre privo di qualsivoglia afflato creativo o ambizione artistica e pressochè lobotomizzato da Fagioli, uno che ancora campa di rendita per I pugni in tasca e tristo artefice di una filmografia stantia, demenziale, profondamente provinciale e grossolana, capace solo di rigurgitare ad infinitum le piccinerie miserabili del nostro passato ad uso e consumo di fumose elites da salotto (a lorsignori il volgo peninsulare ha sempre fatto platealmente schifo). Se il sempre più osceno cinema nostrano ha il fiato corto da almeno 30 anni è colpa anche di operette putride e da terzo mondo come Vincere. Io il cervello all'ammasso non lo porto. Meglio un entertainment di altissimo livello che i parti farraginosi, compiaciuti e autoreferenziali di questi utili idioti.

Modificato da Boyd
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io tendo a vederla ovviamente in maniera simile a Shuji.

nella mia carriera universitaria ho incontrato sia professori/critici inutilmente arroccati nella loro torre di vetro fatta di autoreferenzialità che personaggi molto propositivi che hanno un ruolo attivo nella scena artistica locale, nazionale e internazionale e sono dotati di una capacità di comprensione dell'opera indubbiamente superiore al comune.

e tutte le sfumature tra i due estremi.

 

molto semplicemente io credo che un buon critico è colui che impara ogni giorno proprio dal confronto con gli artisti. non ci vedo nulla di male nelle domande poste che citi ad esempio, sempre che a fine conferenza il professore e i suoi studenti abbiano capito ciò che Bellocchio voleva esprimere.

Modificato da AndRe
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Vanno benone tutte le opinioni contrarie alla mia, chiaramente.

 

Le leggerei volentieri, se il titolo del topic non fosse stato editato.

 

Il titolo del topic è -implicitamente- a firma dell'autore del topic.

 

E non posso accettare che a mia firma figuri qualcosa che io non ho scritto, né penso.

 

Io, Gualtiero Cannarsi, ritengo che tutta la critica cinematografica, per non dire tutta la critica artistica (il fatto è che non sono ancora certo di considerare il cinema un'arte, anzi penso sempre più il contrario) sia ridicola. Fatta accezione per Giorgio Vasari e altri biografi genuini, buoni ermenuti, cose così. Credo fortemente che sia ridicolo che detta 'disciplina' sia oggetto di studio universitario, ed eventualmente posso agire per propugnare, dimostrare, diffondere questo pensiero.

 

Ovviamente, se faccio questo, sono responsabile dell'espressione del mio pensiero e sono conscio di espormi apertamente a ogni tipo di reazione: dalla critica allo sbeffeggiamento. Va benone. Così funziona. E' il mio pensiero, e finché vorrò potrò discuterne con chiunque.

 

Io lo penso davvero, e quindi tento piuttosto di esprimere questo, anche nel topic di una discussione che IO apro.

 

Se questo deve essere oggetto di manomissione da parte di terzi, no. Non va bene.

 

Non è in nome di una stupida rivendicazione di 'libertà' che chiedo il ripristino del topic originale. Lo chiedo perché trovo davvero umiliante il cambiamento sottobanco di un'idea di terzi, che resta firmata dal suo originale autore. Non lo trovo umiliante per me, ma in senso lato. Perché è una cosa davvero troppo stupida da farsi.

 

:)

Modificato da Shito
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a parte che se lo sapevo ci sarei anche stato per farmi due risate ihihih

 

 

 

Che poi, stiamo parlando di Bellocchio, non so se mi spiego, un 70enne patetico e petulante, da sempre privo di qualsivoglia afflato creativo o ambizione artistica e pressochè lobotomizzato da Fagioli, uno che ancora campa di rendita per I pugni in tasca e tristo artefice di una filmografia stantia, demenziale, profondamente provinciale e grossolana, capace solo di rigurgitare ad infinitum le piccinerie miserabili del nostro passato ad uso e consumo di fumose elites da salotto (a lorsignori il volgo peninsulare ha sempre fatto platealmente schifo). Se il sempre più osceno cinema nostrano ha il fiato corto da almeno 30 anni è colpa anche di operette putride e da terzo mondo come Vincere. Io il cervello all'ammasso non lo porto. Meglio un entertainment di altissimo livello che i parti farraginosi, compiaciuti e autoreferenziali di questi utili idioti.

 

mi sembra tutto giusto quello che ha detto Boyd, eccetto il finale grassettato dato che io sull'entertainment di altissimo livello tipo avatar ci sputo senza pensarci sopra. Il fatto che Bellocchio sia un buffone non c'entra nulla con - e pertanto nemmeno nega - il fatto che roba tipo Avatar sia una nullità.

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E' il subject adeguato all'argomento introdotto.

Se non ti sta bene, ne puoi suggerire uno che all'interno contenga un preciso riferimento al fatto di cui si parla.

 

E' intollerabile stigmatizzare tutta una 'categoria' di persone abusando del dileggio ad un singolo, oltremodo omettendo nella palese quasi totalita' cio' che la persona dileggiata in qualche modo afferma, tacciandolo di 'cazzate' e disprezzandolo a prescindere. Gia' questo e' un comportamento inaccettabile, e ci si passa sopra per amor di discussione, ma scordati che si possa anche tener su un titolo di riferimento cosi' immediato al cui interno comunque orientare la discussione.

 

Quindi, suggerisci un subject piu' consono all'argomento specifico o puoi tranquillamente evitare di entrare in discussione.

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Quindi, in risposta a Darion: no, ci mancherebbe.

 

Il titolo originale era semplicemente:

 

L'idiozia della critica cinematografica.

 

Io credo che TUTTA la critica cinematografia sia IDIOTA.

E' quello che credo, penso, ritengo io.

 

Evidentemente qualcuno si è sentito punto troppo sul vivo.

Modificato da Shuji
ripulitura finale post chiusura del topic da vari insulti
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Non stavo cercando repliche e prendo nota dei tuoi insulti, del resto lo scopo del topic era meramente di dileggiare, quindi, originariamente, perfettamente in topic.

 

Per il resto, e' anche fin troppo palese chi cerchi la claque e chi ha fornito un contributo alla discussione, seppur nata con altri intenti.

 

Il resto del mio invito rimane.

 

 

 

edit: Visto e considerato che Shito a riguardo non ha altro da dire che insulti e che ad una gentile richiesta di pacare i toni in via privata non risponde neanche, ripristino il nome del topic originale che nulla aveva dell'apertura di una discussione civile e di un possibile confronto, e visto che ha contribuito a far andare in vacca l'argomento, si chiude baracca e burattini.

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