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"Screen Epiphanies" aka i Primi o i piu' Importanti Film per voi.


Shuji

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L'anno scorso è uscito un libro molto particolare in Inghilterra ("Screen Epiphanies" di Geoffrey Macnab), che riporta la domanda riportata qui nel sottotitolo: "Qual è il primo oppure il più significativo film che ricordate?", fatta a vari registi, tra i quali Martin Scorsese, Lars von Trier, Danny Boyle, Mike Figgis, Stephen Frears, che quindi raccontano il loro 'primo approccio' col cinema.

 

(Qua ci sono degli excerpts del testo in questione: http://www.independent.co.uk/arts-entertainment/films/features/the-movie-that-mattered-to-me-1828427.html )

 

E quindi, gia' che ci siamo, giro a voi la domanda:

 

Qual e' stato il vostro primo film in assoluto, o quello che per qualche motivo ricordate maggiormente?

Ovviamente e' necessario accompagnare il titolo a delle motivazioni.

 

A Voi la palla thumbsup.gif

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bel topic shuji! :thumbsup:

 

 

c'ho pensato e penso sia L'Age D'Or di Bunuel.

 

Lo vidi a 15-16 anni, stavo iniziando allora ad interessarmi - completamente senza guide tra l'altro, quindi molto alla cieca - al cinema che viene chiamato d'essai o d'autore o quel che vi pare. Insomma avevo iniziato da poco a guardare quel tipo di film - l'altro mio primo autore fu Bergman [ che col tizio di sopra compone la mia triade sacra insieme a Bresson, che però conobbi molto/3 anni dopo ] - e il fatto che L'Age D'Or fu tra i primi film del genere ma non proprio il primissimo penso conti molto.

 

Per i primi era ancora disabituato, mi barcamenavo tra pellicole americane ( quelle diciamo migliori si, ma sempre americane ) e questi film al confronto criptici, L'Age D'Or venne così, quando avevo già qualche mezzo di comprensione ma ancora del tutto pronto a meravigliarsi!

 

E poi, oltre al momento mio personale, il film in sé è davvero di grande valore, con scene dall'elevato mordente. è innanzittutto una celebrazione dell'amour fou in tutta la sua violenza, in secondo luogo un'aggressione alla società contro cui ringhia rabbiosa la suddetta violenza. Davvero un capolavoro in un momento speciale.

 

 

By the way, di gran lunga migliore di tutti i film della lista da te linkata. Quel coglione di Schrader dice Bresson e dice Pickpocket: bah il maestro a fatto molto di meglio. Imho, anche se forse non è il migliore di Bresson, per comprenderlo davvero si deve apprezzare il contenuto di Lancelot Du Lac.

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Piu' indietro con i ricordi di cosi' non vado al momento; "Scarpette rosse" di Powell/Pressburger.

 

"Perche' vuoi danzare? Perche' uno vuole vivere?"

 

Pochi film possono dire di essersi avvicinati alla 'perfezione' del medium come questo, ma ancora di meno sono riusciti ad esprimersi ed esprimere a quel modo.

 

Peccato che di Powell/Pressburger si parli oramai solo per caso...

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Prima che ricordo al cinema Fantasia, poi non scorderò mail'emozione che a 12/3 anni mi diede l'ininizio di terminator 2.

I film della mia infanzia rimangono cmqe star wars, da bambino quel genere di film ti rapiscono completamente in un mondo fantastico

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Non ricordo davvero quale sia stato il primo film che vidi al cinema. Al cinema da piccolo ci andavo soprattutto con mio padre.

 

Mi piacque molto, da bambino, E.T.

 

Ebbi un periodo di mania da fascinazione totale, ma non ci avevo capito quasi nulla.

Rivedendolo da adulto notati tutti i simbolismi narrativi del caso, e dissi anche "wow"!

 

La seconda fascinazione totale, questa volta da ragazzino, fu per RoboCop.

Al tempo, facevo le medie, capii diciamo già tutto quel che c'era da capire.

Non ho mai pensato fosse un 'capolavoro', ma un film con del significato sì.

Leggere ora dei blasonati critici che lo definiscono 'il miglior film di fantascienza dopo Metropolis di Lang' (peraltro, referente assoluto del design di RoboCop insieme a The Day The Earth Stood Still) mi fa un po' sorridere.

 

Passato al liceo, il mio interesse narrativesplorativo principale passò all'animazione giapponese, che mi interessava per un certo non so che di intensità emotiva e verità espressiva unite -chiaramente- a un medium adatto all'età che avevo al tempo.

 

Però per parlare di film cinematografici che mi hanno davvero fascinato... a cosa dobbiamo arrivare?

 

Ho trovato molta significanza di Leon - The Professional, che ormai credo essere stato solo un caso fortuito nella carriera di un regista mediocre.

Prima di leggere Lolita di Nabokov, trovai questa pellicola amaramente dolce. Mi piaceva (mi piace) l'idea di due vite storte che si possono raddrizzare solo trovandosi. Fa un po' narrativa russa, se amate il genere. Per ricucire uno strappo, un trauma nel karma, serve un altro trauma. Sono un po' romantico così, e speravo tanto che tra H.H. e Dolores finisse bene, ma il tempo è tremendo con le femmine, e i maschi che si attardano a capire il loro amore non saranno perdonati. Almeno, è una bella lezione.

 

Ovviamente amo Kubrik, e come potrebbe essere diversamente? Ho amato tanto tanto anche Eyes Wide Shut, anche se l'ho capito dopo. Dopo averlo visto, che ai tempi del cinema ero troppo piccolo. Poi lessi anche Traumnovelle di Schnitzler (sp?).

 

Un altro film che ho amato molto è The Dreamers, di B.B. (no, non la Bartod). Credo che sia stato letto molto male dalla critica. Credo che sia il manifesto intellettuale di un cine-otaku che si arrende, scopre gli altarini di una generazione di bòbò (borghesi boheme) e si cala le braghe davanti al pubblico, finalmente, un po' come fa Miyazaki con Ponyo (ovvero, Fujimoto).

 

Di Miyazaki i film mi piacciono a momenti. Posso dire che quello che per me significa di meno è sicuramente Laputa, che è 'solo un buon film d'avventura', fin troppo denso.

 

Personalmente, trovo che gli antitetci Majou no Takkyuubin e Kurenai no Buta siano -come sinolo- un bel tutto.

 

Volendo, anche Nausicaa - Mononoke Hime. Ma li ho 'sentiti' molto meno dei due precedenti. Questione di assonanze.

 

Al momento non mi viene in mente altro. :)

 

Ma sicuramente è davvero un bel topic, concordo con Bob nei complimenti a Shuji. thumbsup.gif

Modificato da Shito
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Mi spiace, ma non è proprio possibile selezionare anche solo un film, la mia adesione al cinema è totale e onnivora, ho amato davvero di tutto e di più: la realtà fenomenica dei Lumière e l'illusionismo di Mèliès, tutte le avanguardie europee, l'espressionismo tedesco, i momenti fondanti del montaggio delle attrazioni di Ejzenstejn e la codificazione in un corpus unico e organico del linguaggio cinematografico da parte di Griffith, Chaplin vs Keaton, il neorealismo italiano, il cinema classico hollywoodiano, la novelle vague francese, la nuova hollywood anni 70, tutto Kubrick (tranne Eyes Wide Shut); va anche sottolineato altresì che dopo i già leggendari anni 80 nulla ha saputo più catturare la mia attenzione a parte qualche rara perla qua e là (anche un fiore può spuntare dal letame...) e da un punto di vista strettamente storico e cronachistico gli ultimi disastrosi 20 anni vanno consegnati al cimitero degli elefanti.

 

P.S.: Chi indovina a quale film paga omaggio l'inquadratura finale di Kick-Ass vince 10.000 noccioline americane...

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Un altro film che ho amato molto è The Dreamers, di B.B. (no, non la Bartod). Credo che sia stato letto molto male dalla critica. Credo che sia il manifesto intellettuale di un cine-otaku che si arrende, scopre gli altarini di una generazione di bòbò (borghesi boheme) e si cala le braghe davanti al pubblico, finalmente, un po' come fa Miyazaki con Ponyo (ovvero, Fujimoto).

 

 

Un misto di ignoranza ( in Prima Della Rivoluzione c'è lo stesso messaggio in maniera forse più esplicita ) e disonestà intellettuale ( alla fine i critici cinematografici so tutti - per dirla con parole tue - bòbò e la verità fa male ). Tipo le Belle Immagini di SdB - critica già vista al consumismo e di grande finezza alla cultura come eremo dei deboli - fraintendimento totale tutti a dire "esaltazione della cultura", lei smentisce esplicitamente ma non la sentono e continuano per quella via. Davvero disgustoso.

 

edit: by the way, il "si arrende" e "finalmente" non hanno senso. B.B. quell'ottica l'ha sempre avuta, l'unico film in cui ha tentato davvero di passare la staccionata e fare le barricate è Partner, ma c'è Dostoevskij come fonte, una comunque forte critica al borghese-rivoluzionario e poi tutto si spiega con l'infatuazione subita da parte dello spirito del tempo ( lo girò in pieno '68 e influenza godardiana ).

Modificato da silent bob
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P.S.: Chi indovina a quale film paga omaggio l'inquadratura finale di Kick-Ass vince 10.000 noccioline americane...

 

Non me la ricordo l'ultima inquadratura, che c'era?

(BTW: questa parte di discussione e' meglio spostarla sul topo di Kick Ass thumbsup.gif )

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Il primo filmc he vidi al cinema fu "Pinocchio", della Disney ... dalla cui proiezione mio padre mi portò via di corsa, con mio sommo disappunto, per via del terremoto che si presentò a metà visione! :lol:

 

Film che mi rimasero impressi a fuoco?

Molti. Indiana Jones e il Tempio Maledetto, con le terrificanti (per me bimbo) scene sacrificali, lo Squalo, con le mani della ragazza punzecchaite dai granchi, E.T. che torna a casa, Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, che mi piacque moltissimo, anche se lo capii molto parzialmente.

 

Poi mi si chiede perché continuo ad amare incondizionatamente Spielberg. :biggrin:

 

In generale tutti i film fantastici del periodo late-'70s, late-'80s mi hanno profondamente segnato ... nel bene e nel male. :giggle:

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ricordo che rimasi affascinato dal suono fender di "duck" in Blues Brothers. corsi a noleggiare un basso, che dopo due settimane acquistai. il film lo rividi in continuazione al punto che i brani mi vennero naturali da eseguire...

 

con E.T. ricordo che piansi, anch'io accompagnato dal papà pensandoci adesso...con lui guardai anche I sette samurai e piccolo grande uomo ma non capivo un granchè. Ricordo che lui era esaltato da Terminator e Paris Texas :rotfl::rotfl:

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Al cinema il primo film fu Taron e la pentola magica, della Disney. Ricordo ancora dov'era il cinema e le persone con cui andai sebbene avessi solo cinque anni. E forse inconsciamente devo a lui la malsana passione per tutto ciò che concerne il fantastico. Sebbene sia il film di minor successo della Disney l'ho rivisto da non molto e mi è piaciuto, anche se meno di quanto mi avesse colpito da bambino.

Quelli invece che più mi hanno segnato direi che sono stati Stand by me, Star Wars e Un mercoledì da leoni. Hanno scandito alcune fasi della mia crescita e mi hanno permesso di immedesimarmi in Chris, Luke e Leroy facendomi vivere avventure di ogni genere..

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E' interessante come stia spuntando fuori una certa componente disneyana e di spielberg.

 

Azzarderei a dire che una delle qualita' particolari che avevano molti film degli anni 80 era quella di una certa componente 'inspirational'.

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Credo sia una questione generazionale, e dello zeitgeist di ogni epoca.

 

Se così dobbiamo pensare (e io penso che si debba, se vi piacciono i chiasmi), allora adesso ci troveremmo nella fase dell'intrattenimento sedativo.

 

Purtroppo.

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E' interessante come stia spuntando fuori una certa componente disneyana e di spielberg.

 

Di Spielberg ne risconosco assolutamente e aprioristicamente le qualità, epperò non l'ho mai amato. Erano altri negli anni 80 i registi le cui tematiche stimolavano la mia materia cerebrale ed erano affini alla mia sensibilità: Lynch, Cronenberg, Kubrick, Landis, Dante, Cameron, Schrader, Parker, Kieslowski, Gordon/Yuzna e così via; insomma la carne, il sangue e il metallo e tutti coloro che hanno saputo lordarsi le mani penetrando nel cuore di tenebra dell'umanità.

Ho cominciato a frequentare regolarmente i cinema a 14 anni anche perchè conoscevo una maschera grazie alla quale avevo accesso gratuito alla quasi totalità delle sale.

A soli 17 anni vidi Arancia Meccanica al Fantafestival e la mia vita cambiò per sempre irrimediabilmente.

 

@Erik: :notworthy: :notworthy: :notworthy: :notworthy: :notworthy: :notworthy: :notworthy: :notworthy: :notworthy: :notworthy: :notworthy: :notworthy: :notworthy: :notworthy: :notworthy: :notworthy: :notworthy: :notworthy:

 

Hai indovinato l'omaggio di Kick-ass, solo un cinefilo o un gigantesco esperto di cinema avrebbe potuto azzeccarla.

Ti sei guadagnato il mio rispetto. Per sempre.

Modificato da Boyd
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insomma la carne, il sangue e il metallo e tutti coloro che hanno saputo lordarsi le mani penetrando nel cuore di tenebra dell'umanità.

 

 

 

ecco questo fa parte del problema della comunicazione di cui dicevo in qualche topic fa ( anche se qui Boyd è eccessivamente, diciamo ingenuo, perché il fugace eccesso di reale che si dovrebbe scambiare per reale neppure c'è ).

 

 

Niente paura, è l'estremizzazione dello spirito del tempo. Perniola ci deve ancora arrivare.

 

Nel '68 si lanciava una bomba e si pensava di fare la rivoluzione, oggi l'idioza ha superato quel livello: i Negrita cantano di libri e bombe nella mani, i fan hanno il cd in una mano e il biglietto del concerto nell'altra. Un tizio fa un film estremo e si ha l'impressione che si sia lordato le mano con l'estremo.

 

E qualcuno ha detto che la canzone faceva pena perché era una versione scrausa di De André, si fa pena anche per questo.

Ma fa pena di più il suo essere simbolo del REALE spirito del tempo ( ovvero una parziale confusione tra REALE e IMMAGINARIO che ha a fronte la totale confusione, di cui diceva Perniola, tra REALE e COMUNICAZIONE ).

Modificato da silent bob
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(Occhio a non divagare troppo o a non fare commenti su gusti e preferenze sul titolo in se')

 

Per il resto, non sono d'accordo con il discorso Disney-Spielberg = intrattenimento sedativo.

 

Almeno la Disney di parecchi anni orsono (prima del vuoto di High School Musical, per intenderci) aveva una formula molto valida per cio' che rappresentava in scena. Uno stile narrativo che coglieva argomenti con molta immediatezza, da un lato mostrando scene e musiche accattivanti per i piu' giovani, dall'altro mostrando cio' che tale rappresentazione sottintendeva ai piu' adulti.

 

E' un po' una forma di intrattenimento mai stupido, motivo per il quale, tra gli altri, Disney e' praticamente l'unica major che poteva contare su una larga distribuzione in sala delle proprie pellicole animate, al di la' dei soliti 'limiti' dei cartoni per lo piu' relegati a spettacoli pomeridiani.

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Non avendo avuto fino al 1997 un cinema in sala, ho dvouto aspettare parecchio prima di entrare in un cinema, in uno vero poi fino al 1999, nell'estate di quell'anno in vacanza ridavano Matrix(che naturalmente non avevano proiettato da me), quella è stata la mia prima epifania cinematografica, gasato dalla storia trascinante, dagli effetti speciali e dal crescendo del finale!

Poi va behi i wacosi hanno rovinato tutto, però uscii dalla sala soddisfatto come poche volte in vita mia.superfap.png

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Per il resto, non sono d'accordo con il discorso Disney-Spielberg = intrattenimento sedativo.

 

Se rileggi il post, secondo me capirai che non è d'accordo neppure Shito ^_^

 

Sono d'accordo con te. thumbsup.gif

 

Shuji, io concordando con la tua visione del 'cinema ispirante' negli '80, dicevo che allora quello di oggi è 'cinema sedante'.

 

Se riconduciamo il valore dell'esperienza educativa alla percezione anche incolta del fruitore, allora ricadiamo nel paradosso narcisistico contemporaneo.

 

Ci sono degli 'artisti' contemporanei che pensavano che darsi fuoco fosse arte, dico davvero. Roba post-dechaumps. Io dico sempre che il bello delle loro opere che sarebbero auspicabilmente state pezzi unici.

 

Butterei una bomba sul Pompidou, e leggo Michelangelo nel suo carteggio con Vittoria Colonna che le spiega come l'arte fiamminga sia 'buona per fare colpo sugli spiriti rozzi'.

 

Rifletto, e poi credo che avesse ragione. Tutto sommato.

Modificato da Shito
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Basil l'investigatopo visto al mare in quei cinema all'aperto, gran film che mi fece appassionare alla figura di Sherlock Holmes :sisi:

 

Anche per me, come per ThePieMaker, Taron e la pentola magica è responsabile della passione per il fantasy.

 

Insomma sono molto legato ai film Disney per quanto riguarda l'infanzia, penso di non essermene perso uno. Per i film "reali" direi Cabal primo horror visto all'età di 10 anni insieme ai miei amici e che mi rimase impresso a lungo nonostante non fosse chissà che come film in sè ^_^ e Ghostbuster uno dei miei miti di sempre :P

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Anche per me, come per ThePieMaker, Taron e la pentola magica è responsabile della passione per il fantasy.

 

 

Questa cosa mi interessa non poco thumbsup.gif

Per curiosita', in che classifica lo metteresti con Fantasia (il primo) e La Spada nella Roccia?

 

(anche per me Ghostbusters e' un film quasi seminale, ma per altri motivi che magari diro' in un altra occasione, o che anche avevo accennato in qualche altro post.

 

 

@Shito, ok, avevo capito male 2aewndl.png

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Shuji, io concordando con la tua visione del 'cinema ispirante' negli '80, dicevo che allora quello di oggi è 'cinema sedante'.

 

 

 

Politicamente parlando è sedante anche quello anni '80 ( citiamo qualche titolo per non confonderci: Ritorno Al Futuro,Lo Squalo, Star Wars ).

Inoltre il fattore ispirante di cui parlate - non l'avete/abbiamo ancora definito, anche se penso di poter intuire grossomodo cosa sia - penso sia una certa propensione al fantastico ( nel senso di avventura extra-ordinaria più che magicoscientificaavanzata, chessò in Stand By Me c'è profumo di avventura straordinaria ) del tutto presente nel cinema anni '90 ed odierno.

 

Cosa è cambiato? La ripetitività eccessiva lo ha guastato. Negli anni '80 la cosa funzionava perché era una risposta ai '70: tipo rivincita della tradizione contro i traumi dell'innovazione e della rivoluzione ( e tra l'altro è una fascinazione molto otaku; gli otaku son quasi sempre avversi alla modernità e di destra ).

 

Parimenti, in contemporanea ad un regresso ed intimidimento del pensiero, c'è un forte sviluppo delle tecnologie ( e anche questo è molto otaku: pochi otaku studiano Seriamente filosofia, anche se non la disprezzano, mentre di cose tecnologiche, dalla roba militare ai computer, sono grandi esperti. )

 

Bada che la sedazione è tutta lì, è tutta nel bellissimo Stand By Me. Difficilmente un film anni '70 avrebbe fatto la glorificazione dell'infanzia, se non come epoca fuori dalla melma sociale; negli anni '80 c'è il recupero di tutti quei valori che i '70 distrussero.

 

Nella reazione però s'è persa la gran cosa dei '70, la capacità autocritica: ecco dunque ripetitività sempre crescente e vacuità incipiente. Dici sempre che gli otaku di oggi sono pigri, uno sprone al miglioramento è la vera autocritica, quello che al disprezzo di sé unisce immediatamente la volontà di cambiare il sé.

 

C'è un film anni '80 che, essenzialmente, non ponga o ribadisca valori ma critici e metta in dubbio?

 

Con i cartoni Disney, Ritorno Al Futuro e E.T. si dormono sogni tranquilli e d'oro, come la camomilla.

 

 

 

N.B.: basta guardare la filmografia di Zemeckis per credere: http://www.mymovies.it/filmografia/?r=634 .

E poi Spielberg è il regista più SEDANTE che ci sia, davvero. è tipo il diavolo, è astuto! Fa a metà film per ragazzi ( jurassic park, minority report, lo squalo ) e a metà film per adulti ( film davvero poco pericolosi pel sistema. Schindler, Ryan, Amistad ).

 

Già Kierkegaard, ma anche Perniola - dato che lo conosci - hanno molto insistito sul fattore INATTIVO e SEDANTE della cultura come MEMORIA invece che come RIFLESSIONE/Autocritica. Il primo accomunandola all'estetismo ( ammirazione vs. imitazione ) il secondo alla comunicazione ( rievocazione misitificata di antiche azioni come surrogato di azione reale, e Spielberg qui c'è tutto XD ).

 

EDIT: su Schindler, memoria, ammirazione/imitazione e commemorazione c'è anche il seguente fattarello: http://archiviostorico.corriere.it/1997/ottobre/16/vedova_Oskar_Schindler_lista_Non_co_0_971016920.shtml . Godard nei suoi film successivi non manco di dare del porco e altre cose a S.S. , peccato che JLG non lo ascolta nessuno.

Modificato da silent bob
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Shuji, io concordando con la tua visione del 'cinema ispirante' negli '80, dicevo che allora quello di oggi è 'cinema sedante'.

 

 

 

Politicamente parlando è sedante anche quello anni '80 ( citiamo qualche titolo per non confonderci: Ritorno Al Futuro,Lo Squalo, Star Wars ).

Inoltre il fattore ispirante di cui parlate - non l'avete/abbiamo ancora definito, anche se penso di poter intuire grossomodo cosa sia - penso sia una certa propensione al fantastico ( nel senso di avventura extra-ordinaria più che magicoscientificaavanzata, chessò in Stand By Me c'è profumo di avventura straordinaria ) del tutto presente nel cinema anni '90 ed odierno.

 

Per quanto mi riguarda, sei fuori strada.

 

Prendiamo Back to the Future (titolo tradotto un po' male, ciao-ciao ossimoro fico).

 

Non è un film con una componente di ispirazione perché c'è l'avventura fantastica.

Per come l'ho sempre visto io, l'avventura fantastica serve a far riflettere i ragazzini che rizzare la schiena può essere utile a determinare al meglio il proprio futuro.

Che in fondo i ragazzi di ieri, per quanto i loro racconti sembrino vecchi, non erano troppo diversi dai ragazzi di oggi.

 

Cose così. E' semplice e tutto, eh. Ma mi garba.

Non è che si debba inculcare politologia e sociologia storica in ogni angolo.

Anche solo far riflettere, in un film per ragazzi, va benone, no?

(ottantotto miglia all'ora!)

 

Se il fantastico viene usato per far riflettere, se il fantastico è solo il mezzo, ben venga.

Anche Asimov va così, no? E per me va benone.

 

Star Wars è altrettanto ispirante sul punto dell'esotismo orientale.

Ora, dimenticando la 'seconda trilogia', nella prima c'era queata religione mistica che vede il bene e il male come facce della stessa medaglia, e ci ricorda che scegliere da quale parte stare è una cosa che sta a noi.

Il che è ancora una volta comodo e tutto, ma va ancora bene.

 

The Jaws non conosco (lol i seguiti dove le mascelle non erano di Squalo, e da noi erano 'Lo Squalo N' lo stesso).

 

 

 

Cosa è cambiato? La ripetitività eccessiva lo ha guastato. Negli anni '80 la cosa funzionava perché era una risposta ai '70: tipo rivincita della tradizione contro i traumi dell'innovazione e della rivoluzione ( e tra l'altro è una fascinazione molto otaku; gli otaku son quasi sempre avversi alla modernità e di destra ).

 

Parimenti, in contemporanea ad un regresso ed intimidimento del pensiero, c'è un forte sviluppo delle tecnologie ( e anche questo è molto otaku: pochi otaku studiano Seriamente filosofia, anche se non la disprezzano, mentre di cose tecnologiche, dalla roba militare ai computer, sono grandi esperti. )

 

Bada che la sedazione è tutta lì, è tutta nel bellissimo Stand By Me. Difficilmente un film anni '70 avrebbe fatto la glorificazione dell'infanzia, se non come epoca fuori dalla melma sociale; negli anni '80 c'è il recupero di tutti quei valori che i '70 distrussero.

 

Nella reazione però s'è persa la gran cosa dei '70, la capacità autocritica: ecco dunque ripetitività sempre crescente e vacuità incipiente. Dici sempre che gli otaku di oggi sono pigri, uno sprone al miglioramento è la vera autocritica, quello che al disprezzo di sé unisce immediatamente la volontà di cambiare il sé.

 

C'è un film anni '80 che, essenzialmente, non ponga o ribadisca valori ma critici e metta in dubbio?

 

Con i cartoni Disney, Ritorno Al Futuro e E.T. si dormono sogni tranquilli e d'oro, come la camomilla.

 

 

Io ho la triste sensazione che tu stia formattando, e indi sclerotizzando, un pochino il tuo pensiero su canovacci fin troppo abusati.

 

E.T: ti consiglio di riguardarlo, perché parla di escapologia dei ragazzi dinanzi a degli adulti inariditi/persi nella loro 'Tesi dell'Angelo Crudele'.

Mai notato che i ragazzini giocano a un GIOCO DI RUOLO?

Mai notato che non si vede mai un adulto in faccia, madre di Elliot esclusa, e che tutti gli adulti sono o 1) 'tagliati' dalla testa in giù per inquadratura, 2) maschwerati (halloween), 3) scafandrati

E che poi l'unico adulto che si vede è quello che si toglie lo scafandro, e quando Elliot gli chiede 'perché ci aiuti?' lui risponde: "perché sognavo questo momento da quand'ero bambino".

 

Ok, non è FLCL. Non siamo ancora arrivati al problema inverso (gli adulti inetti che schifano bambini troppo svegli, anche se ancora 'puri'), ma è molto prima di FLCL.

 

Bob, temo tu stia diventando un partigiano del tuo stesso pensiero, molto molto categorizzante.

Partigianeria e categorizzazione sono fail, ricorda.

 

 

Già Kierkegaard, ma anche Perniola - dato che lo conosci - hanno molto insistito sul fattore INATTIVO e SEDANTE della cultura come MEMORIA invece che come RIFLESSIONE/Autocritica. Il primo accomunandola all'estetismo ( ammirazione vs. imitazione ) il secondo alla comunicazione ( rievocazione misitificata di antiche azioni come surrogato di azione reale, e Spielberg qui c'è tutto XD ).

 

La cultura *è* memoria.

L'intelletto è tutto il resto.

Dal loro connubio nasce, semmai, la saggezza. Che è altra cosa ancora.

 

 

PS:

L'immagine nella tua sign è la sconfitta del bello, oltre a risultarmi visceralmente sgradevole/nauseante.

Modificato da Shito
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