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Mawaru Penguin Drum


_gallo_

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Visitatore Great Starred
Il 22/4/2015 Alle 11:33, Light ha scritto:

Sinceramente non ho mai capito cosa sia di preciso il Child Broiler (credo che la traduzione macella-bambini in questo forum non sia molto tollerato...), qualcuno parla sia riferito all'orfanotrofio; io ho sempre pensato ad un concetto più ampio (visto l'autore poi...), ossia tutte quelle circostanze in un cui i bambini-figli vengono trascurati, abbandonati, picchiati, ignorati, abusati da parte dei propri genitori.

 

Qui una bella recensione: https://hanagasaitayo.wordpress.com/2014/04/20/commento-critico-mawaru-penguindrum/

L'immagine credo sia solo una coincidenza... oppure no?

Letto lo schemino riassuntivo sulla lavagna.  Capito solo la prima riga.

A parte questo, con una mela in tre sarebbero comunque morti di fame: sono piccoli, poi si capisce che la prigionia dura diversi giorni.

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Tra il serio e il faceto: la società giapponese deve avere una seria adorazione per i pinguini, specie per la razza "pinguino imperatore". Iniziai a pensarlo guardando la serie televisiva live-action nota come 1-litre no namida ("un litro di lacrime"), ovvero la drammatizzazione dei del diario, poi pubblicato, della povera Kitou Aya, che negli Anni Ottanta si ammalò e poi morì (com'era tragicamente inevitabile e realmente straziante) di atassia spino-cerebellare. Nella serie, c'è un episodio che si svolge allo zoo, dove il protagonista, che è un fighetto scontroso a là Kusanagi Kyou, tesse le lodi dei pinguini. Capii allora che nella mentalità giapponese, di tradizione fortemente familista e quindi assai refrattaria - anzi dire RECALCITRANTE - alla postmodernizzazione, il pinguino rappresenta il perfetto archetipo della famiglia nucleare. Non sono un etologo e non so quanto ci sia di vero e di accurato, ovviamente, ma in fondo abbiamo spacciato un animale realmente violento e iroso come il panda gigante per un'icona pacioccosa, quindi ok. Quando arrivai poi a vedere Mawaru Pingudrum trovai conferma a ciò: i pinguini come archetipo dell'amore nella famiglia nucleare, dell'amore incondizionato dei genitori per i figli. Una cosa molto più cristiana che confuciana, intendiamoci. La mia impressione è che il buon Ikuhara si senta sempre un po' un "tagliato fuori", che abbia questa grande sensibilità, e intelligenza, ma anche una tendenza da un lato di sovracompensazione baraccona-fenomenica, dall'altro un po' piagnona, da cui le sue narrazioni sempre parecchio, come dire, sgargianti, pacchiane, spesso persino grottesche. Ma quel grottesco del pagliaccio con il trucco disfatto dalle lacrime.

Impressioni mie, nulla di che.

Modificato da Shito
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peraltro la splendida metafora di pinguini e famiglia, con tutti i loro significati a corredo, è un argomento trattato sinteticamente ma piuttosto e anzichenò con efficacia pure nella serie rimembrata ad traverso il video seguente. 10 minuti della vostra vita ben spesi.

 

 

pendrum è un'opera un attimino più personale, e francamente anche dopo varie informazioni integrative (che poi se non ricordo male ci si è arrivati molto tardi alla fonte di iku, verso la fine della serie) non è un esame universitario al quale bisogna andare preparati avendo studiato chissà quali testi o appunti di tizio che cercava di rivenderseli ad ogni occasione. basta lasciarsi trasportare, avere la pazienza di ascoltare ed accettare le cose per come si svelano. forse alla fine servirà veramente qualcosa in più come una seconda visione (ed in questo potrebbe tornare utile il film), ma sarà per conquistare un altro livello di apprezzamento se lo si ritiene opportuno.

se però si vuole guardare pendrum senza una minima sensibilità e della predisposizione emotiva, beh è bene lasciare perdere.

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dare un giudizio a giochi fatti, quando tra l'altro ormai se ne parla da 10 anni, è molto diverso da quello che si può esprimere cogliendo dei riferimenti sparsi ed andando di pari passo con lo svolgersi, volutamente surreale, di una trama. all'epoca, mentre si guardava cosa facevano i protagonisti, si diede anche molta importanza alla metropolitana, ai luoghi rappresentati con fedeltà, alla messa in scena generale, al ripetersi di una precisa sequenza ed altro meno forte esteticamente che aggiungeva possibili simbolismi impedendo molto bene di anticipare o vedere con certezza il punto di arrivo di questa bellissima storia. chi aveva previsto il sacrificio? e di quanti personaggi? in quel modo? e l'oggetto misterioso dove si trovava? ne era uscito un racconto a puntate bizzarro ed apprezzabile, piacevole da guardare anche per la qualità visiva; in questo caso pensare ai vari perchè è stato fatto così e non colà, o che radici concettuali abbiano le cose A e B, può essere interessante ma non si rivela fondamentale e la bellezza di questa serie sta anche in ciò. bravo iku, davvero non me lo aspettavo da lui visto che arrivava dal sopravvalutato utena.

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1 hour ago, Garion-Oh said:

A mio avviso Utena è semplicemente un discorso più universale. Pengdrum invece più specifico.

essendo due opere mosse da intenti completamente diversi non stavo facendo questo dipo di confronto. purtroppo utena TV tende assere un anime particolarmente astratto ed è spesso eccessivamente ripetitivo, mentre con penguindrum ikuhara si dimostra più maturo nell'esprimersi e nel tenere sotto controllo, senza rinunciarvi, il suo amore sia per il surreale sia per le metafore.

1 hour ago, Garion-Oh said:

Mi spiace per te

ti ringrazio e ti auguro serenità.

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  • 2 weeks later...
On 12/28/2021 at 1:55 PM, Garion-Oh said:

Mi spiace per te. A mio avviso Utena è semplicemente un discorso più universale. Pengdrum invece più specifico.

Sottoscrivo tutto. La più grossa difficoltà (ma anche il fascino) di Utena è che il suo livello di allegoria simbolica è costante, sempre molto spinto, e avulto da riferimenti concreti: capirlo è difficile, e io non credo di averlo compreso davvero, ma sovrinterpretarlo è facile e piacevole - può diventare materiale di autocompiacimento. PinguDrum è volendo meno compatto, perché più esplicito e persino radicato nel reale in taluni suoi elementi, tuttavia a volte parte per la tangente simbolica e anche un po' grottesca, come vuole la cifra stilistica del suo autore. Ad amarlo, ad odiarlo. :-)

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  • 2 months later...

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