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Manzoni: epic fail o epic fail?


Dairon

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Sembra il commento di un ragazzino del liceo che non vede il valore di nulla.

 

Almeno io, quando al liceo dicevo male a Manzoni, lo facevo perché ero contrario alla sua idea di Provvidenza, e proponevo La nouvelle Justine al posto de I Promessi Sposi. Una cosa da liceale del cazzo, si capisce, ma almeno non di quella sciatteria.

 

Il valore storico del romanzo di Manzoni, incluso il suo sciaquarne i panni in Arno, credo sia elevato. Ci sono anche picchi molto belli, nel romanzo, che resta quello che è -un feuilletton- e credo mai nulla di più avesse desiderato essere. Ovviamente non credo abbia senso innalzarlo oltre la sua dimensione, Manzoni non scriveva romanzi filosofici alla francese, e anche il capitolo della storaia-nella-storia della De Leyra (sp?) non è "La Monaca" di Diderot, e non è neppure il terzo romanzo non scritto di Verga (ahinoi!) da Il ciclo dei Vinti, ma resta un libro con un intento, e con personaggio riusciti e significativi.

 

La frase più bella?

 

A memoria dalle squole medie: "E non vedeva nessuno al di sopra di lui, né più in alto".

 

W la squola, davvero.

Modificato da Shito
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Mah, oggettivamente bisogna ammettere che I PROMESSI SPOSI non è un grande romanzo: prova ne è anche il fatto che all'estero Manzoni è sempre stato considerato solo un emulo di Walter Scott, e non si riesce a comprendere come mai alla sua opera venga data tanta importanza in Italia..

In realtà i suoi meriti maggiori sono eminentemente linguistici, e pertanto d'importanza esclusivamente locale: certo, a pensarci bene è un pò ridicolo sentir parlare in toscano colto dell'ottocento dei contadini lombardi del seicento, ma è anche grazie a I PROMESSI SPOSI che quel "toscano colto dell'ottocento" è assurto al rango di idioma nazionale..

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Cioè, dopo tanto scazzo nell'angolo delle seghe (mentali), c'è chi ancora associa la parola "oggettivo" all'espressione di un proprio gusto? :muro:

 

 

a pensarci bene è un pò ridicolo sentir parlare in toscano colto dell'ottocento dei contadini lombardi del seicento, ma è anche grazie a I PROMESSI SPOSI che quel "toscano colto dell'ottocento" è assurto al rango di idioma nazionale..

Allo stesso modo è ridicolo che Nadia non sia doppiato originariamente in francese?

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Cioè, dopo tanto scazzo nell'angolo delle seghe (mentali), c'è chi ancora associa la parola "oggettivo" all'espressione di un proprio gusto? :muro:

 

Beh, veramente è un fatto che a livello internazionale I PROMESSI SPOSI non venga di solito considerato un grande romanzo (se non si può parlare neppure in questo caso di giudizio "oggettivo"..).

 

Allo stesso modo è ridicolo che Nadia non sia doppiato originariamente in francese?

 

Il problema è che, in ogni caso, Renzo & co. utilizzano un registro linguistico decisamente troppo elevato per persone della loro estrazione sociale..

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La critica di gamberetta può partire, come ogni critica possibile, da gusti non oggettivi (ma attenzione, dice cose fin troppo basilari per poter dire che non sono sensate, per la maggior parte delle persone... è una questione più di "che livello ti dà fastidio" che "non ci vedo nulla di quanto dici"), ma ha una metodologia interna oggettiva.

E questa metodologia di analisi vera e pratica del testo non esiste nella scuola italiana.

 

Il fatto che si neghi su basi della morale del racconto, sulla sua importanza storica, sulla sua complessità filosofica la sua qualità di romanzo, che certamente non si basa su queste cose che sono solo accessorie*, non si può che essere d'accordo con l'esempio di cosa si dovrebbe insegnare a scapito del nozionismo letterario spinto. Magari farebbe evitare certe uscite che caratterizzano una critica non prendendo minimamente in considerazione cosa essa dica (questo è certamente da bimbiminkia, in ogni dannato caso).

 

No, che con queste basi qua allora salta fuori che il romanzo italiano "migliore" degli ultimi ventt'anni è Gomorra, eh. Moralità, sociologia, etc.

 

*= questo perché si può anche essere in disaccordo con chi ha studiato l'efficacia dei testi negli ultimi anni (e auguri chi lo faccia, ma vabbè), tuttavia non si studiano i romanzi per la loro complessità filosofica, oh no.

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Beh, veramente è un fatto che a livello internazionale I PROMESSI SPOSI non venga di solito considerato un grande romanzo (se non si può parlare neppure in questo caso di giudizio "oggettivo"..).

Niente da fare, ci rinuncio...pensala come vuoi.

http://www.pluschan.com/index.php?/topic/4033-top-wo-nerae-gunbuster-e-un-capolavoro/#entry203507

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Un emulo di Walter Scott? O cielo, l'Ivanhoe è probabilmente più pesante e illeggibile del libretto di istruzioni di un videoregistratore...

 

E comunque, secondo questa logica, tutte le critiche mosse e Manzoni sono perfettamente ascrivibili anche allo stesso Scott, ma pari pari proprio.

E a voler fare il precisino, ovvio che negli altri paesi si innanza Ivanhoe e s'affossano I promessi sposi: il primo è inglese ed è usato nelle scuole anglosassoni allo stesso identico modo in cui noi usiamo il secondo a scuola... mentre per loro il Manzoni è un autore secondario, come d'altronde da noi il loro eroe, no?

 

E' una questione di punti di vista, che pare però a volte sfugga.

 

P.s. sulla recensione, analisi etc...per quanto alla fin fine dica cose giuste (per quanto riguarda gli errori del metodo d'insegnamento al liceo), c'è da dire che un liceale solitamente è una capra che con gli strumenti si gratterebbe i cosiddetti, anche e sopratutto perchè PRIMA non gli viene data la base che DOVREBBE possedere per poter avere il tanto decantato spirito critico.

Ma in Italia a VOLTE s'impara veramente qualcosa solo all'università...

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Non credo Scott (che a me sta più simpatico di Manzoni, ma questo è un altro discorso) sia letto nelle scuole come Manzoni da noi, però.

Che io sappia è uno dei più torturanti, insieme ai soliti poeti romantici e simili facezie frantuma coglio... insomma, ci siamo capiti u.u''

Modificato da Zellos
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In effetti l'importanza di Walter Scott è dovuta più che altro al fatto di essere il padre di un "genere" letterario, ovvero quello del moderno romanzo storico (e, siccome Manzoni si rifaceva esplicitamente a Scott, all'estero I PROMESSI SPOSI viene di solito visto come un "romanzo storico" qualsiasi..).

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cioè come un qualunque romanzo di Dickens, o Dumas, tanto per dirne 2

 

Beh, in effetti, pure Dickens e Dumas non godono di grande considerazione presso gli storici della letteratura (soprattuto il secondo, che era dichiaratamente un autore di "feuilleton", ovvero l'equivalente ottocentesco dei "romanzetti"..)

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cioè come un qualunque romanzo di Dickens, o Dumas, tanto per dirne 2

 

Temo qualunque analisi seria sarà molto impietosa con i nostri programmi scolastici raffrontando Manzoni a loro.

 

Ma la cosa che non quadra è che "anche solo" a livello di di questi due ne trovi a iosa nella nostra letteratura... anche come lettura a basso contenuto di seghe mentali (elemento piuttosto importante per qualcosa da far piacere a dei ragazzi E insegnar loro le basi di come funziona la narrativa).

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  • 1 month later...

Umberto Bossi ha avuto un guizzo, introducendo un nome nuovo nell’elenco dei nemici giurati della Lega: Alessandro Manzoni. Lo scrittore, reo di essersi piegato alla volontà del Re di trovare una lingua che unisse l’Italia, si è meritato l’appellativo di “traditore” e “canaglia”. “Siccome per fare una nazione serviva una lingua – ha affermato – il re trovò un grande traditore, una canaglia, cioè Alessandro Manzoni e gli fece scrivere “Fermo e Lucia” e aggiunge: “Per questo motivo si studia a scuola- continua – non perché è una grande opera, visto che è un mattone, ma perché era scritto nella lingua italiana”.

 

 

 

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Ma in realtà ha sostanzialmente ragione, se non per il fatto che non c'era ovviamente nulla da "tradire" (gli austriaci?). Non che mi stupisca che alla Lega capiscano un cazzo di storia, ma stavolta è anche andata bene.

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