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The Fool - Kawamori reinventa Nobunaga Oda


Fencer

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E ci siamo giocati quasi i personaggi migliori della serie in una botta sola, Ichi, Caesar e i Gemelli del cestino :giggle: restano solo Leo che trolla e la loli che comunque mi sa che ci lascia alla prossima tappa

 

IMHO ha ragione Ryu Soma, la "faccia" di Artù mi sembra sia come la mascherà dell'alchimista in Vidocq, fornisce illusioni fa vedere ciò che uno vuol vedere, Borgia che è un sadico omicida ci ha visto solo oscurità e IMHO non mentiva ci ha visto quel che voleva lui... ah a proposito ma ci siamo giocati pure Machiavelli? non sebrava avere una bella cera dopo "la ripassata" che deve averle dato Cesaruccio :giggle:

 

Dai che tempo della fine schiattano tutti, tranne Leo  :°_°:

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Ma soprattutto, ci sarà un combattimento decente negli ep. rimanenti? Spero non si siano bruciati il rimanente budget per quello che si sono fumati mentre sceneggiavano stà cagata/abbiano investito i (nulli? Se sono sicti i dvd/br non li ho notati in classifica...) ricavi

 

 

Picche' sei cecato  :°_°:

 

http://www.pluschan.com/index.php?/topic/3856-vendite-home-video-giappone/page-13&do=findComment&comment=297735

 

(cumulativi) 20. *1,206 Nobunaga The Fool

p.s.

si, e' un disastro.

 

 

Il bello è che magari l'ho anche visto nella classifica relativa, ma contando che cerco di rimuovere subito dalla testa tutto ciò che ci è associato avrò annotato la cosa come "bella li, è un flop conclamato/morirà qui spero" e son subito passato oltre :P

 

P.s. cmq vende sempre una cifra decimale di troppo, se penso che Yozakura e Kyousogiga non hanno fatto molto meglio (anzi...) mi girano un pò le palle....

Modificato da Ryu Soma
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Ventiduesima Puntata.

 

La' "dove osano le aquile", "chi osa vince", cosi' dicono "i quattro dell'oca selvaggia".

Cio' non vuol dire una cippa, ma e' in buona compagnia visto che nella puntata non succede una cippa.

 

In questo episodio vediamo che l'ultimo personaggio piu' o meno storico ancora da stuprare, Mitsuhide, ci rende partecipi del fatto che appunto a questa storia qua resta solo l'Honnoji. Ma questo causera' la morte di Oda, oppure sara' da intendersi come il culmine di una costante istigazione al suicidio nei confronti degli spettatori?

 

Abbiate fede nella rutileggiantemente cangiante maschera di King Arthur.

O nel quadro di Troll-Leo.

Per il resto, Giovannona ce la siamo gia' bruciata (battutona!), gli altri non pervenuti non riescono a scegliere come martellarsi nelle p*lle.

 

Re Artu' unifichera' "tutto sotto il cielo"?
Spunteranno fuori i cinesi a ricordargli due cosette sulla frase di prima?

Si fara' sotto Saber per farglene presente altre due?

Il kawa avra' finalmente trovato la chiave per uscire dal cesso?

Tutto, ma proprio tutto-tutto nelle prossime ultime puntate, in cui rivedremo ancora Alessandro dire "Quoque tu, Brute?" al diretto interessato.

 

La', dove anche i Jam Project, diciamolo, si sono un po' rotti le palle.

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bah. la confessione di mitsuhide a saru è stata talmente diretta da sembrare eccezionalmente inverosimile; la reazione di saru è quella che ci si aspetterebbe, ovvero si incazza ma assurdità per assurdità dopo due secondi ammette che se non l'avesse fatto lui (mitsuhide), allora avrebbe commesso la stessa azione al suo posto. esisteva un modo peggiore per dare un calcio rotante con avvitamento al pathos azzerare un fatto importantissimo? :lolla:

più un treno di gente che si sente costretta a fare quello che fa e non si capisce perchè sia così inevitabile. roba che nemmeno il dovere moraleTM.

quanto ad artù... beh alla fine potrebbe essere lo specchio dei desideri di tutti. chissà che ci vedrebbe da vinci...

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Considerando che sulla maschera di king arthur © ci vedono quello che vogliono vederci, se Leo l'avesse incontrato avrebbe detto: "Fratello!"  :°_°:

 

(Comunque e' interessante che in pratica l'unico che non abbia mai voluto vedere e' lo stesso Leo)

 

(Altrettanto interessante e' che tutte ste grandi menti, dopo averlo incontrato e scambiato due parole sul fatto che tutti hanno visto una cosa diversa, 'che forse forse sto Arturo sia una 'sola sarebbe dovuto pure venirgli il dubbio, eh)

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Appunto, non vuol vedere Leo forse perché lui è estremamente logico e razionale, la sua suggestione (chiaro che ci sia una sorta di "controllo mentale") si basa evidentemente sui sentimenti e lo stato emotivo magari su Leo non funzionerebbe per via della sua mentre scientifica... e perché è uno dei pochi lì dentro dotati di cervello superiore a un paramecio :giggle:

 

Per il resto ancora una volta... DUE COGLIONI TANTI!  :thumbdown: Mamma mia cheppalle 'sti qua che parlano parlano parlano... e in realtà non dicono un cazzo.

Modificato da Alex Halman
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Per il resto ancora una volta... DUE COGLIONI TANTI!  :thumbdown: Mamma mia cheppalle 'sti qua che parlano parlano parlano... e in realtà non dicono un cazzo.

 

eh ma tra un po' usce il sacro (santo?) graal, e magari ci sarà il death match graal vs coppa del nonno di nobunaga. sì insomma 'sta serie ha ancora tanto da dire :sisi:

Considerando che sulla maschera di king arthur © ci vedono quello che vogliono vederci, se Leo l'avesse incontrato avrebbe detto: "gioconda!"  :°_°:

 

chissà che non finisca così :°_°:

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:°_°:

 

ep.23

 

sintetizzando... tutta la vicenda alla fine e' servita per far trovare la famosa 'scala' e poi 'passare' la regalia di Cesare mi pare a Giovannona...

(che tanto per cambiare non c'ha fatto gnente, ma tant'e')

 

Sono sempre piu' perplesso per questa storia, una marea di personaggi, una lunga durata, col risultato di avere non si sa come scarsa incisivita'.
Che, diobbono, perlomeno delle sequenze con i famigerati robottoni a questo giro c'erano.

 

Interessante il concetto che la sorte per proseguire sul suo cammino debba trovare degli elementi "chiave", non importanti per la loro importanza relativa ma proprio per 'esserci', come la famosa profezia.

 

Che tutto sia costruito per avere un 'confronto' finale tra i 'due re', mi piace di meno; interessante il concetto che 'serpeggia' che alla fine forse le parole che identificano l'uno o l'altro re 'portano' a considerazioni errate di fondo.
 

Un po' meh il discorso del Graal.

Saro' curioso di vedere quale notazione del mito adoperera' Kawamori a riguardo; questo perche' in realta' il Graal non era una 'coppa', la forma di quel tipo e' un'aderenza che si ha avuta progressivamente con il mito del "rex quondam rexque futurus".

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Un po' meh il discorso del Graal.

Saro' curioso di vedere quale notazione del mito adoperera' Kawamori a riguardo; questo perche' in realta' il Graal non era una 'coppa', la forma di quel tipo e' un'aderenza che si ha avuta progressivamente con il mito del "rex quondam rexque futurus".

Per intenderci, il mito di re Artù è una serie di racconti che poi sono stati continuamente ripresi da altri autori, abbellendoli di volta in volta. Le versioni più apprezzate dal pubblico sono diventate canon. A seconda delle versioni ci sono varie differenze. Ad esempio in certe storie la spada nella roccia non era Excalibur; la prima spada venne rotta e in seguito Artù ricevette un'altra dalla dama del lago.

 

Il Graal è sempre stato una coppa o un piatto. Originalmente il Graal viene dalla storia sul Re Pescatore, dove non aveva nulla che fare con Cristo. Deriva probabilmente da un calderone con poteri curativi della mitologia gallese. Tra parentesi, all'inizio non centrava niente con re Artù.

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Sfiga volle che conosca bene il mito in lingua originale; e, no, non e' 'sempre' stato una coppa, e' una 'semplificazione' o 'rappresentazione' di comodo legato comunque ad un certo modo di vedere la religione; andando poi a leggere man mano si evince che in realta' la 'forma' non e' un qualcosa legata all'oggetto. Molte volte, non ne ha.

 

Cioe', il semplice fatto che anche tu citi una forma di 'piatto', alla quale potrei aggiungere quella di 'vassoio', e di almeno una dozzina di materiali differenti, indica che la forma e' aleatoria, cio' che importa e' la 'recherche', come lo si debba intendere come un 'qualcosa' cui mirare, un obiettivo da raggiungere.

Nel caso di quest'anime, niente sarebbe piu' poco appropriato dell'oggetto-coppa. Resto curioso.


But what actually was the Grail? Authors of the middle ages carefully avoid any exact description. It is obvious that they had never seen the »holy object« themselves. The two French writers describe it simply as a »handsome vessel« or as a »metal bowl«, and Robert de Boron states that it is the very chalice used at the Last Supper. It is here that the christian influence on the Parsifal saga is most apparent. Wolfram von Eschenbach, on the other hand, is even more reticent. He writes simply: »It was a thing, called the Grail, that gave all earthly desires in abundance.«
 
And: »The stone was also called the grail.«
 
Etymologically speaking, several derivations are to be found of the Grail concept. From the middle Latin gradalis and the French gradale, meaning »bowl«; from the Provencal grazaal which corresponds to the old Catalonian gresal, which can also be tranlated as »bowl«, »basin«, or »dish«, but also with the connotations of »milk-jug«, »pleasure«, »charity«, and »bread«; and from a Nordic version of the Parsifal tradition - and this strikes us as most significant - the grail is spoken of as an object known as the gangandi greidi which can be translated as »tranformer of consumable material«.
 
Wolfram von Eschenbach speaks occassionally of a stone which he calls lapsit exillis. Philologically speaking, it has not yet been derminded with certainty what is meant by this, however there is general agreement that lapsit is in fact a corruption of the word »lapis«, or »stone«. One author emphazes that »a contributor to the formation of  Ælapsit“ is the Latin Ælapsus“, as a word designating any , sliding downward movements, fall or Ædive“«. In addition, lapsit exillis is also interpreted as lapis elixir, that is, »stone of the wise«, which agrees well with the miracle-working nature of the grail. Other derive it from lapis exilii (»stone of the exile«), or lapis exulis (»the stone that is found far from home«). Finally, there is another very interesting translation: lapis lapsus ex illis stellis, that is »the stone that came down from the stars«.

 

 


La cosa divertente dei miti... e' che spesso hanno relazioni e correlazioni particolari; cosi' come ad esempio i miti nordici/scandinavi hanno non pochi riferimenti con i celtici, a volte sembrano raccontare una medesima cosa con accezioni differenti.

 

Per dirla tutta.... ad esempio, non e' da solo ieri che molti hanno identificato il Grail come la Pietra Filosofale.

 

E se devo dirla... io mi aspetterei questo nel prossimo episodio.

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O magari salta fuori che ce l'abbiamo avuto sotto il naso tutto il tempo essendo la famosa coppetta che il papi ha lasciato a Nobu :giggle: a proposito ancora un episodio per riscattarsi dal titolo di protagonista più inutile di ogni tempo, ormai ha praticamente surclassato pure Amata, praticamente per tutta la serie tranne un paio d'eccezioni non ha fatto che prenderle DA TUTTI. 'sti benedetti regalia non gli son serviti quasi a una mazza, prova a usare il robottone ancora una volta e pure nello scontro decisivo si stava facendo piallare pure da delle scartine ed è dovuta intervenire la povera loli a sacrificarsi... per permettergli di fare cosa? NULLA, come sempre, vai a casa del nemico e ci vai solo con una katana? (almeno quella l'aveva vero? ho già cancellato l'episodio per il fastidio che mi ha dato) e si sa che quando l'uomo con la katana incontra l'uomo con la pistola l'uomo con la katana... che poi che ti stupischi di Mitsuhide hai già visto com'era tornato Caesar... e alla fine Giovannona si dimostra ancora la sua degna compare, pure lei anche con "la motoretta" non ha concluso una mazza, cede al ricatto e in pratica la sua funzione in tutta la serie era spiccicare quelle quattro paroline sulla menata del re salvatore? FABULOUS!  :furioso: ma schiattassero davvero tutti che almeno smetterebbero di ammorbarci con la loro inutilità

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But what actually was the Grail? Authors of the middle ages carefully avoid any exact description. It is obvious that they had never seen the »holy object« themselves. The two French writers describe it simply as a »handsome vessel« or as a »metal bowl«, and Robert de Boron states that it is the very chalice used at the Last Supper. It is here that the christian influence on the Parsifal saga is most apparent. Wolfram von Eschenbach, on the other hand, is even more reticent. He writes simply: »It was a thing, called the Grail, that gave all earthly desires in abundance.«
 
And: »The stone was also called the grail.«

Faccio notare una cosa: qui si parla appunto di _scrittori_. Chiaramente nessuno di loro ha mai visto il Graal per lo stesso motivo per cui nessuno ha mai visto il castello di re Artù: perché è solo un'invenzione letteraria.

 

Le mi ricerche dicono che la prima apparizione del Graal è in Perceval, le Conte du Graal scritto tra il 1180 e il 1191 da Chrétien de Troyes, e qui era un piatto, miracoloso ma neppure sacro in verità. In seguito altri attinsero dal suo poema (peraltro incompiuto) come Von Eschenbach. L'altro scrittore citato, Boron, è quello che tirò fuori la storia di Giuseppe di Arimatea.

 

In ogni caso è iniziato come un affare per contenere del cibo.

 

 

La cosa divertente dei miti... e' che spesso hanno relazioni e correlazioni particolari; cosi' come ad esempio i miti nordici/scandinavi hanno non pochi riferimenti con i celtici, a volte sembrano raccontare una medesima cosa con accezioni differenti.

 

 

 

Questo perché i miti nordici hanno origine nel paganesimo germanico (e chiaramente i popoli protogermanici confinavano con i celti). Gli antichi romani già conoscevano le cosidette divinite nordiche, e anzi avevano associato Odino a Mercurio. Ciò che ne conosciamo dei miti nordici comunque proviene in larga parte da uno scrittore islandese del milleduecento, Snorri Sturluson, che ha probabilmente abbellito a modo suo certe storie. Nei fatti nel secolo prima la scandinavia era già diventata cristiana, quindi nessuno poteva smentire Snorri.

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La puntualizzazione sul fatto che si parli di scrittori, francamente non la trovo molto utile.

Il Grail del resto E' un oggetto appunto mitico, non esistono 'storiografi' o specificazioni precise di un qualcosa che appunto non esiste.

La notazione di Chretien de Troyes, come si legge nello stralcio qua sopra, risente di una specificazione legata alla storia di Parsifal e di una certa tradizione successiva cristiana. 

Il Grail invece, a seconda (vd.sopra) dello scrittore preso in considerazione che non faccia parte della piu' famosa vulgata, ha una datazione antecedente, o anche meglio, il 'mito' riportato del Parsifal e' composto da diverse fonti, che affondano molto in la' nel tempo, con riferimenti al manibogion con il "Peredur, figlio di Efrawg". Cosi' come non sono solo i due francesi ad averne scritto ma contemporaneamente il da me citato Wolfram von Eschenbach, identico periodo o quasi, che ne diceva come citato prima:

 

Wolfram von Eschenbach, on the other hand, is even more reticent. He writes simply: »It was a thing, called the Grail, that gave all earthly desires in abundance.«

 

 

e' inutile stare a riportare nello specifico i riferimenti a de Troyes e compare, in quanto 'figli' di una certa visione contaminata delle tradizioni in chiave cattolica; Peredur non e' Parsifal, ma Parsifal lo richiama; se andiamo solo a vedere la tradizione 'mitica' tutta italiana e locale legata a storie, miti e leggende, troveremo almeno fino al 1800 tutta una vulgata di riferimenti a santi e Madonna.

Di per se, quindi, gia' dall'inizio nonostante la vulgata, la forma del Grail non era 'ab sustantia', ma l'eco di una tradizione particolare; non una forma certa appunto gia' dal solo riferirne in varie foggie (ove la funzione ostentativa di derivazione cattolica delle funzioni e' fin troppo evidente e ne caratterizza e unifica forme e funzioni), nel tempo poi al di la' della Vulgata citata ha sempre piu' perso dimensione e 'forma', come del resto inevitabile se legata in realta' secondo quella vulgata ad una tradizione di fede.

Fino ad arrivare a innumerevoli 'incarnazioni'; e la tradizione di Eschenbach e' stata anche in parte utilizzata in seguito per riferirsi al Grail anche come alla Pietra Filosofale.

(E si potrebbe tornare indietro alla tradizione ebraica A.C. con un oggetto particolare capace di diversi 'miracoli', e molti insistono che in realta' le varie tradizioni che passano fino ad arrivare al Parsifal, parlassero in realta' di questo).

 

Insomma, la vulgata e' fin troppo palesemente 'figlia' di un certo tipo di contaminazione culturale; tale tradizione in qualche modo riporta a Cristo, inevitabile che alla fine nel tempo si sia parlato in questi termini, un po' come del resto tutte le tradizioni 'sussunte' dalla religione cristiana specie in ambito celtico, come appunto halloween. Non sarebbe di certo quindi la prima volta che bisogna vedere "al di la'" della vulgata, per 'capire' le origini di un mito.

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La puntualizzazione sul fatto che si parli di scrittori, francamente non la trovo molto utile.

Serve a riportarci alla realtà. Abbiamo a che fare in pratica con un memeverse gestito a colpi di quelle che oggi verrebbero definite fanfic. Il Graal è nato come un dettaglio scenografico nella sua storia, ma è piaciuto ed è diventato un meme. Ne hanno fatto spin-off a fiumi.

 

La notazione di Chretien de Troyes, come si legge nello stralcio qua sopra, risente di una specificazione legata alla storia di Parsifal e di una certa tradizione successiva cristiana.

Essendo questa tradizione "successiva", appunto, è un po' difficile affermare che ne risente. Questa tradizione successiva di fatto è la tradizione del Graal. Un banale oggetto magico lo puoi trovare in qualsiasi leggenda, ma il calice che raccolse il sangue di Cristo, questo sì che impressiona la gente.

 

Il Grail invece, a seconda (vd.sopra) dello scrittore preso in considerazione che non faccia parte della piu' famosa vulgata, ha una datazione antecedente, o anche meglio, il 'mito' riportato del Parsifal e' composto da diverse fonti, che affondano molto in la' nel tempo

 

Sì, certamente c'erano influenze precedenti. Tuttavia le fonti di ispirazioni del Graal non sono il Graal, un po' come le religioni abramiche derivano l'una dall'altra eppure non sono la stessa cosa.

 

Faccio presente che secondo alcuni il Graal deriva da certi calderoni presenti nella mitologia gallese.

 

e la tradizione di Eschenbach e' stata anche in parte utilizzata in seguito per riferirsi al Grail anche come alla Pietra Filosofale.

La quale è iniziata come elisir di lunga vita, poi le hanno dato il potere di trasformare metalli comuni in oro, di creare homuncoli e quant'altro ancora. E' un meme. E' quello che la gente vuole che sia. Basta solo pensare che viene chiamata pietra ma si può pure bere.

 

Faccio notare che questa associazione tra Graal e la pietra filosofale è fondamentalmente lo stesso atto di associare il Graal al calice che raccolse il sangue di Cristo, il quale è lo stesso atto di associare il calice che raccolse il sangue di Cristo al calice dell'ultima cena. Un sacco di gente è rimasta affascinata nel vedere associato il Graal ai vangeli. Tu sei evidentemente rimasto affascinato dal vedere il Graal associato a qualcos'altro di più insolito.

 

Questa tecnica viene spiegata nel manga Bakuman. Ti appigli a particolari della storia precedente per creare una finta continuità che prima non c'era. L'effetto è molto buono.

 

(E si potrebbe tornare indietro alla tradizione ebraica A.C. con un oggetto particolare capace di diversi 'miracoli', e molti insistono che in realta' le varie tradizioni che passano fino ad arrivare al Parsifal, parlassero in realta' di questo).

Stai parlando dell'arca dell'alleanza, quella che gli ebrei usavano per aprire l'acqua dei fiumi in maniera da far passare i propri eserciti?

 

E visto che la pietra filosofale si inghiottiva deduco che si tiri in ballo pure la manna. Un meme tira l'altro.

 

Insomma, la vulgata e' fin troppo palesemente 'figlia' di un certo tipo di contaminazione culturale; tale tradizione in qualche modo riporta a Cristo, inevitabile che alla fine nel tempo si sia parlato in questi termini, un po' come del resto tutte le tradizioni 'sussunte' dalla religione cristiana specie in ambito celtico, come appunto halloween. Non sarebbe di certo quindi la prima volta che bisogna vedere "al di la'" della vulgata, per 'capire' le origini di un mito.

 

Puoi dire quello che vuoi, ma a meno che questi scrittori di cui si parla non siano stati massoni trovo difficile pensare che conoscessero anche solo la nozione di pietra filosofale. E' molto più credibile l'dea che il Graal sia saltato fuori da una qualche leggenda o racconto a noi oscuro, o che addirittura sia stato inserito semplicemente per capriccio dell'autore.

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Insomma, la vulgata e' fin troppo palesemente 'figlia' di un certo tipo di contaminazione culturale; tale tradizione in qualche modo riporta a Cristo, inevitabile che alla fine nel tempo si sia parlato in questi termini, un po' come del resto tutte le tradizioni 'sussunte' dalla religione cristiana specie in ambito celtico, come appunto halloween. Non sarebbe di certo quindi la prima volta che bisogna vedere "al di la'" della vulgata, per 'capire' le origini di un mito.

 

Puoi dire quello che vuoi, ma a meno che questi scrittori di cui si parla non siano stati massoni trovo difficile pensare che conoscessero anche solo la nozione di pietra filosofale. E' molto più credibile l'dea che il Graal sia saltato fuori da una qualche leggenda o racconto a noi oscuro, o che addirittura sia stato inserito semplicemente per capriccio dell'autore.

 

 

Quello della pietra filosofale non era discorso atto a sostenere che fosse quella (sarebbe stato del resto un discorso un po' curioso da parte mia sostenere che la forma 'a coppa' e' aleatoria, mentre mi soffermo su un'altra forma specifica), quanto una delle diverse "cose" infilate a significare che la forma, come scritto nel cappello finale del mio intervento, e' perfettamente aleatoria, anzi, troppo facilmente frutto di una contaminazione cristiana come diverse altre leggende 'sussunte' nella religione cattolica e a noi ri-trasmesse.

 

E la tradizione tedesca e non francese (la prima non successiva alla seconda) e' li a dimostrare nei fatti, seppur (ovviamente) romanzati e inventati di per se', che quell'oggetto fin dall'inizio non era una coppa; e prendendo anche la tradizione francese che parla di tre forme distinte, e' inutile dire altro sulla 'certezza' che il Grail fosse-sempre-stato-rappresentato-come-coppa.

Tutto qua.

 

L'ironia poi puoi risparmiartela, non l'ho usata neanche lontanamente con te; se ti da fastidio che altri sostengano un punto di vista differente, non so che farci, comunque, sempre di roba inventata si parla.

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Ep24 - end

 

Pregustando la shitstorm  :giggle: dico anche la mia.

 

Ho trovato piu' onesto "Kanojo ga Flag wo Oraretara", e questo gia' basterebbe; ma ho "trovato" anche un Kawamori dannatamente stanco, che ha portato stancamente in porto una vicenda senza piu' mordente da episodi orsono, finendo con praticamente l'equivalente di un lancio di dadi.
C'e' da dire che l'episodio conclusivo e' comunque bello, nel senso di realizzazione, anche se forse molto incide il fatto che ci sia stata un po' di azione che latitava da non so quanto (tranne forse nel precedente, tra i piu' prossimi).

 

Si vede che Kawamori era legato fortemente ad una serie di stereotipi, piu' che di personaggi famosi, anche e non solo per Oda Nonunaga e accoliti 'locali'; ovviamente Giovannona ha avuto il ruolo di 'bruciata viva' (check); Leonardo genio-sregolatezza doveva dipingere qualcosa (dev'essere che la Gioconda non si e' riusciti a farla entrare nella storia): ok, ammetto comunque che usare l'Ultima Cena era una trollatina simpatica.

 

Personaggi troppo legati a forti stereotipi per prendere 'vita' di per se stessi nella vicenda, e comunque non e' mai stato fornito loro sufficiente spazio per una caratterizzazione 'singola' di pur un certo minimo.

 

Resta qualche dubbio sul finale; se alla fine Oda non era tanto il distruttore ma l'equivalente di Giuda (se non ho capito male i discorsi di Leonardo), allora esisteva davvero un dio-distruttore, o no?

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Se non ho avuto le traveggole, Leonardo King of Troll, alla fine ha 'ritoccato' il dipinto indicando Oda come Giuda; non capisco bene il nesso delle cose, si intende che Giuda e' il re distruttore, o sono due denominazioni 'alternative' l'una all'altra, e se si, l'altra che fine fa o che senso ha avuto?

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