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oh beh l'assonanza magistrale è: shito=shitoh=shit-Oh

Comunuque strano tu non abbia mai letto eco, credo ti piacerebbe e ti starebbe sul cazzo allo stesso tempo

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Mah, direi di no. Primo esempio in mente: Howl.

Beh, Evangelisti, anche insieme a Masali (vedi sopra altri titoli) ed altri, hanno un po' 'rifondato' il genere fantastico italiano.   Quello che io ed altri contestiamo del 'fenomeno' della Miracol

Poco usato.   Comunque, i libri sono belli, specie perche' variano sia temi sia anche lingua che ne parla; il film fa' un po' torto ai libri per un motivo molto semplice; non per l'adattamento ma pe

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Il Bryson di Una Città o l'Altra, che mette decisamente di buonumore: in attesa di qualcosa di più importante.

 

Non indovinerete mai di quale città d'Italia parla veramente male, tra quatto-cinque sparse per la penisola... :pfff:

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Quest'estate ho provato a leggere la trilogia erotica "cinquanta sfumature di [aggiungete un colore]". Un orrore. Interrotta a metà del primo libro.

 

Per sciacquarmi via il sapore di questo libraccio ho dunque letto L'Arte di Vivere in Difesa. Assieme a Stoner e a La Trama del matrimonio direi una delle migliori uscite quest'anno.

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Sta cosa mi incuriosisce, in realta' mi incuriosisco ogni volta che vedo un hype del genere; che diavolo ha di cosi' particolare sto famoso 'ciclo' (avro' contato 3-4 colori diversi) di sfumature di grigio?

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Io sapevo che invece era molto esplicito, non come Twilight. Dove peraltro mi pare i protagonisti non siano come dire, molto predatori (lupi mannari e vampiri, peraltro, ma vabbè).

 

Scommetto che di speciale non ha davvero nulla, come spesso è per i trend di maggior successo. Poco meno che puro caso.

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Non credo vi siano particolari ragioni dietro il successo di un’opera del genere. Almeno, per me, quelle 200 pagine lette non hanno nulla che possa spiegare l’exploit. Forse è, come si dice, una di quelle cose che succedono. Forse, in quanto scritto da una signora, riesce a toccare corde che io non ho perché presenti in un pubblico femminile dalla mezza età in su. Del resto trovo pure strano che la protagonista sia una laureanda, e quindi non ho idea di che affinità abbia con le lettrici tardone.

Però, se razionalmente comprendo in parte perché Il codice da Vinci ha avuto quel successo (il complotto l’intrigo, il torbido, l’esoterico e la religione, se uniti in modo accattivante attraggono, vedasi ehm…. Eva… coff coff), qui forse la chiave è più di natura psicologia. Del resto io non capisco perché alcune trovano così eccitante lo yaoi.

Anyway, secondo me è anche troppo preconfezionato. Lui e lei sono proprio incapsulati nei ruoli assegnati. Secondo me lui è tipo il vampiro di twilight, ma con molti più soldi, e con 15 anni di più sulle spalle. A lei dedicata un attenzione ossessiva. Ecco, forse proprio il fatto che questa attenzione sia totale e destinata e non spegnesi col tempo, può essere una chiave di volta del successo, perché le tardone non si sentono sufficientemente prese in considerazione dai propri coniugi (lol, sto facendo psicologia da 4 soldi). Inoltre l’autrice sembra suggerire che solo la bella protagonista possa riempire il buco del cuore del miliardario feticista. Questo fa sentire il personaggio di Anastasia, e di chi vi si immedesima, in qualche modo speciale.

Poi in effetti è spinto. Io sono arrivato alle pinze per capezzoli e alla ragazza legata alla sedia.

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Del resto trovo pure strano che la protagonista sia una laureanda, e quindi non ho idea di che affinità abbia con le lettrici tardone.

 

Beh, mettiamola così, non tutti i lettori di Conan sono dei grossoni spaccatutto che rubano tesori e sverginano gnocche per sbarcare il lunario. Credo che i grandi successi abbiano quasi sempre quel po' di escapismo, per usare una parola terribile.

 

Del resto io non capisco perché alcune trovano così eccitante lo yaoi.

 

Apri un sito porno, leggi quanti video lesbo ci trovi, nota il target, e la soluzione ti apparirà molto più immediata.

 

Almeno credo su Twilight lo gnokko (termine mutuato dalla critica di settore) non sia anche una fantasia di redenzione. Yep, Twilight non c'entra praticamente un cazzo coi vampiri, giaggà.

Semit-OT: C'è da dire che secondo me il vampiro vero, cioè orrorifico, nella nostra società è una figura con poco mordente, se mi permettete il gioco di parole - non abbiamo quasi più veri tabù sessuali "malvagi"*, solo qualche cosa più sconveniente di altre e questo è un grosso problema per il Seduttore. Immagino potresti metterlo come il maniaco del controllo supremo e supremamente insensibile, ma mi sa così ti sfugge proprio dalle mani ogni riferimento sovrannaturale. Certo, qui stiamo parlando del vampiro di Stoker Le Fanu e Polidori, la figura del bevitore di sangue ha subito tante metamorfosi che chissà.

Non credo affatto sia così, potenzialmente, per il lupo mannaro, anche se la trasformazione perde di potenziale per noi creature di città. Un lupo che scorrazza anche solo nel campo di grano è potente - un grosso cane in un parcheggio, eh...

 

*= ci sarebbe un'eccezione, ma bisognerebbe essere dei geni per farla digerire al lettore senza apparire dei mostri.

Edited by Dairon
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Ecco, questo e' ancora piu' interessante, una roba simil fenomeno di costume alla 'Eat Pray Love' di Elizabeth Gilbert.

(che in questo momento dopo averne sentito per anni il titolo ho anche capito di che parla)

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Figo monomaniaco (in qualsiasi modo) + sindrome da crocerossina = senso di indispensabilità (nel sacrificio) di lei = supremo senso di eleggibilità alla vita.

 

Non è sempre la stessa cosa, da tremila anni?

 

Le fantasie femminili funzionano così, le loro vite (e desideri) reali no.

 

Essenzialmente, anche loro amano immaginarsi migliori di quello che sono. In questo, sono proprio uguali a noialtri uomini.

Edited by Shito
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  • 2 weeks later...

Frattanto, dopo aver completato il libro di racconti di Akutagawa...

 

(stralcio per voi, dallo straordinario Kappa)

 

 

Grazie all’amicizia di Gael il kappa-capitalista, presidente della fabbrica del vetro, visitò diverse fabbriche. Rimase profondamente sorpreso dallo straordinario ritmo di produzione che avevano raggiunto, in tutti i settori. […] Ma ciò che veramente mi sbalordì non fu il numero dei libri prodotti, bensì la semplicità del procedimento seguito. In quel paese, infatti, i libri si fanno gettando semplicemente carta, inchiostro e polvere grigia in un’imboccatura ad imbuto delle macchine che dopo nemmeno cinque minuti riversano tutto quel materiale già trasformato in una valanga di libri in quarto, in ottavo e così via. Domandai cosa fosse quella polvere grigia, e il tecnico kappa, che se ne stava con aria d’importanza davanti alle lucenti macchine nere, rispose in tono sprezzante: << Oh, soltanto robaccia, cervello d’asino essiccato e ridotto in polvere. >>

Con la creazione di nuove macchine - circa sette od ottocento al mese – era sempre più facile e veloce produrre. E, di conseguenza sempre più inutile la manodopera, più o meno quaranta o cinquantamila kappa, ogni mese restavano senza lavoro. Ma nessuna traccia di sciopero, sui giornali. Com’è possibile che nessuno dei disoccupati protesti? Chiese spiegazioni durante un pranzo, a casa di Gael: << Vengono tutti mangiati>>

<< Noi uccidiamo tutti i disoccupati e ce li mangiamo. Ecco, guardate questo giornale: in questo mese sono stati licenziati 64.769 operai, e il prezzo della carne è diminuito in proporzione>>.

<< Qui vige la “Legge per il Macello degli Operai”>>.

Tutti colsero il suo orrore, dandolo, tuttavia, per scontato, Chack dopo una rumorosa risata: << Ma via, in fondo lo stato è cortese a risparmiar loro il fastidio di morire di fame, o di suicidarsi. Un po’ di gas asfissiante, e tutto è finito: non soffrono poi molto>>.

<< Ma come potete mangiarli…?>>.

<< Suvvia, non siate sciocco. Se Mag vi sentisse, creperebbe dal ridere. Nel vostro paese alcune ragazze di basso ceto diventano prostitute, non è così? Dunque, non è che vieto sentimentalismo indignarsi per la nostra usanza di mangiar la carne dei lavoratori! >>.

Gael che si era limitato ad ascoltare, prese dal tavolino un vassoio di sandwich e me lo porse. << Ne volete?>> mi fece con tono distaccato. << Son fatti con la carne di uno di quei lavoratori >>.

 

 

...ora mi sono invece tuffato nella vita agra del Bianciardi.

 

Quante assonanze, davvero.

 

Lascio non uno ma due stralcetti:

 

Ora, i tacchi a spillo sono stati inventati per spostare il baricentro della figura femminile, dandole così un portamento sessuato e cattivante. Allo stesso scopo in Cina scorciavano un tempo i piedi alle bambine, così da grandi avrebbero avuto il baricentro spostato, e l'andatura di cui si diceva sopra. Tutto questo vale purché l'incesso della donna sia lento e armonico. Se invece la donna vuole essere, oltre che sessuata, efficiente, e sui tacchi a spillo ci va di premura, di prescia, di fretta insomma, allora lo spostamento di baricentro provoca una scossa sgraziata che si scarica sulle gote e le fa sconciamente vibrare.

 

Ora, io sono certo di avere avuto in sorte, durante la mia vita, un privilegio che è toccato a ben pochi: che io sappia ad Abelardo - mutilazione finale a parte - al Molinari Enrico di New York e alla mezzala sudamericana Cherubillo, pare, da quello che ne dicono gli sportivi la sera al caffè, astiosi contro di lui per cecità e per invidia. Ed ecco perché io non sento il bisogno di intervenire nei dibattiti sull'erotismo, in letteratura e dove che si sia, scomodando la Sìnngebung e l'epoché.

 

---

 

Edit:

 

Ora, siccome mi piacerebbe tanto che questo bel topic diventasse più interattivo e più gravido di riflessioni, per noi.che una bacheca in cui ognuno -me inclusissimo- si fa notare perché legge libri oltre che parlar di cartoni animati, vado un po' a dire delle ultime due cose che sto leggendo.

 

-Akutagawa:

 

Taluni critici lo ritengono "il primo letterato giapponese contemporaneo" e posso anche capire il perché. L'introduzione della raccolta di racconti che ho letto si sforzava di incasellarlo ovunque, ma poi ti diceva che tutto sommato era non catalogabile, in un florilegio concettuale di "ma anche" che riempivano queste pagine di critica vacua. Bah. Il mio codice di lettore mi impone sempre di leggere l'introduzione e ogni annesso critico a un testo, leggere il testo, e poi rileggere l'introduzione e ogni annesso critico. Ho ridetto: bah. Dopo Souseki, Akutagawa è davvero interessante. Come Souseki, ti da uno spaccato della mente intellettuale giapponese all'inizio del secolo: cosa leggevano, cosa studiavano, come mettevano insieme i puntini culturali spesso occidentali. C'è questa involontaria visione da 'ingenuo' (dico: Voltaire) esterno alla nostra società, che ci guarda e ci critica anche se non volesse farlo. Uscire dal sé, in tutte e tre le dimensioni protagoree, fa sempre bene. Almeno io credo così. Quetsa cosa è massimizzata in Kappa, il racconto lungo o romanzetto breve (dannate le categorie!) che citavo qui sopra. Poco dopo il povero Ryuunosuke si suicidò, ed era ancora giovane, e non penso proprio fu un atto eroico/estetico a là Mishima.

 

Vi consiglio la lettura di Akutagawa, meglio se dopo Souseki. Io sto cercando un'altra raccolta dei suoi racconti, edita da ES, ma trovarla pare un impresa. "La ruota dentatae altri racconti". Se ho bene intenso, "la ruota dentata" è "ingranaggio", in una traduzione forse troppo letterale anche per Shitarello, ma vi saprò dire (se troverò il testo).

 

---

 

-Bianciardi:

 

All'inizio ho storto un po' il naso. Mi sembrava di leggere me stesso, ma superautocompiaciuto di quello che per me è solo un giochino di bambino. Ovvero, dire le cose per perifrasi a tirarsela. Tipo citare i filosofi solo col nome proprio e tradotto in italiano, quelle cretinate che fanno 'non voglio ostentare cultura quindi lo faccio di sponda, che èpiù radical chic'. Quelle stronzatine che faccio pure io, a volte. Ma Bianciardi all'inizio ci butta un intero capitolo, a tirarsela sul quartiere Brera. Ellapeppa! Ovviamente ci posso anche inzuppare il pane, che il mio mestiere non è tanto lontano dal suo (anzi!), e tra fonetica, fonologia e interlinguistica ci sguazzo... ma scriverci un romanzo?

 

Poi diventa molto, molto migliore. Molto vero, anche intenso. L'ho quasi finito -mi mancano due capitolo- e mi sta piacendo molto. Credo che lo adattero come primo (woah!) 'libro di testo' per il corso di traduzione di audiovisivi che vado a principiare il mese prossimo (prorio a Milano). La cosa buffa buffa di questo libro, buffa in senso buono, dolce, sereno, è che lo spaccato di vita vera degli anni del miracolo economico si mostra tale e quale alla vita di oggi, con la crisi e la produttività sotto le scarpe. Fa sorridere. Altro che agra: se la si prende con la (per me) giusta dose di nichilismo, la vita umana è sempre la stessa: umana.

 

---

 

Edit: Bianciardi concluso, con un finale molto "agro" che non delude, ovvero delude.

Edited by Shito
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in quel caso però apriteci un topic apposito che questo è un merdaio e va bene come cazzeggiatorio, oh ribadisco non è che crolla il forum se aprite topic, vi è piaciuto un libro? volete commentarlo e involgiare altri a leggerlo? aprite sto cazzo di topic.

 

Io visto che è tutta la settimana che giro tra venezia e padova per udienze del cazzo ho avuto tempo di iniziare a rilegge il ciclo del Belgariad... dio quanto rulla Silk, il mio prossimo pg di un live sarà così.

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Come nel forum di cinema c'e' un topic 'ultimi film visti', questo come quello e' per scambiare pareri su un libro senza parlare nello specifico di un titolo; se si vuole parlare nello specifico di un titolo e' meglio aprire un topic nuovo, anche per non far 'disperdere' l'argomento tra diversi altri.

 

Se poi non va di aprire un topic, si lascia un messaggio qui.

 

Semplice.

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Ho preso un nuovo libro su kindle, "la formula segreta di dante" di Roberto Masullo; si fa riferimento a varie tradizioni ed ambienti romano/italiani; non e' la prima volta e non e'l'ultima che si legge di questo, ne' dell'ambientazione relativa.

 

Come vedi si puo' benissimo parlare di 'qualcosa' in un libro anche senza parlare di un titolo specifico.

 

Gli spunti di discussione non sono legati o commisurati o esplicitati in seno ad un titolo.

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Continuo a non capire. Cioè, credo tu stia intendendo che l'idea sia che qui si sì parli di un titolo specifico ma sperando e cercando (l'ultimo punto forse è stato fatto molto poco, parlando un po' di tutti) di estendere la discussione ad altro, più che altro nell'ambito letture. Una cosa del genere?

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Forse è meglio scegliere un testo già letto in massa e discutere di quello, per ravvivare.

 

Forse l'unica intersezione fra tutti i lettori della sezione è rappresentata da qualche saga o di fantascienza o fantasy e secondariamente da qualche autore Giapponese. Non vedo tanto materiale in comune. Poi, nel mio caso, fantasy e fantascienza non mi piacciono più, leggo solo quanto ho iniziato addietro (tipo Martin), ma non inizio nuovi autori o libri dei due generi. Una decina di tentativi andati male mi hanno fatto realizzare che non sono più la mia cup of tea, anche se quando facevo il liceo mi piacevano molto.

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Continuo a non capire. Cioè, credo tu stia intendendo che l'idea sia che qui si sì parli di un titolo specifico ma sperando e cercando (l'ultimo punto forse è stato fatto molto poco, parlando un po' di tutti) di estendere la discussione ad altro, più che altro nell'ambito letture. Una cosa del genere?

 

Questo e' un topic generico in cui si puo' parlare di un libro, anche solo per fare una battuta.

Se si vuole 'incanalare' la discussione su di un solo e specifico libro, parlare di un solo libro, si apre ovviamente un topic dedicato.

 

Come in tutte le discussioni del forum poi, quando in un topic generico (ce n'e' almeno uno per tutte le sezioni) si parla molto di un argomento specifico si apre 'di ufficio' un nuovo topic dedicato a quell'argomento.

 

Quindi delle due l'una; o parli quanto ti pare di un libro in questo topic, consapevole che in un topic generico non si parla solo di quel libro e che quindi la discussione puo' andare in qualunque direzione, e vedere se 'accumula' abbastanza commenti relativi per l'apertura di un nuovo topic in cui i commenti saranno spostati, oppure ti apri tu un nuovo topic su di un libro e ne parli.

 

TUTTO QUA.

(occhio, questa non e' una discussione e' come si fanno le cose sul forum, quindi cortesemente non metterti a discutere)

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Frattanto mi è arrivato l'altro libro di Akutagawa, sempre una raccolta di racconti, però di edizione SE.

 

La cosa bella, ho scelto questa (ce ne sono varie) perché ha in comunque con la prima che ho letto solo un racconto (uno dei miei preferiti).

 

Rileggendolo, ci sono differenze *significative* nella traduzione.

 

Mmmh...

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Forse è meglio scegliere un testo già letto in massa e discutere di quello, per ravvivare.

 

Forse l'unica intersezione fra tutti i lettori della sezione è rappresentata da qualche saga o di fantascienza o fantasy e secondariamente da qualche autore Giapponese. Non vedo tanto materiale in comune. Poi, nel mio caso, fantasy e fantascienza non mi piacciono più, leggo solo quanto ho iniziato addietro (tipo Martin), ma non inizio nuovi autori o libri dei due generi. Una decina di tentativi andati male mi hanno fatto realizzare che non sono più la mia cup of tea, anche se quando facevo il liceo mi piacevano molto.

 

Sicuramente dovrebbe essere qualcosa di fantastico. Non penso che siano poi molti ad essersi interessanti di letteratura nipponica, invece.

 

Mi dici qualche titolo della tua esperienza che citi, per curiosità? Cioè, se mi dici che hai trovato JRRT un prosatore di serie C, non penso ti si possa dare torto, tutto sommato è comprensibile tu abbia perso le speranze.

 

Non ho capito perché sia stato censurato, ma dicevo ai mod che finalmente s'è capito che cosa volevano dire. Non facevo critiche.

Edited by Dairon
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