Vai al contenuto

Thor - il prossimo film della Marvel Studios


Erik

Messaggi raccomandati

Esatto: i "dutch angles" sono l'unica bizzarria stilistica che non ho gradito perchè riportano alla mente passati nefasti che tutti noi vorremmo dimenticare (il Batman anni '60, Flash Gordon, Dick Tracy, ecc.) e alimenta il micidiale stereotipo del "BOOM! SPLASH! KAPOW!".

 

... o Battaglia per la Terra ...

 

:suisui:

 

Voto? 7+.

 

:goccia: 'mazza, dai, sei troppo arcigno: un 8 pieno lo merita ampiamente.

 

Ma guarda, è un voto dovuto puramente al fattore emozionale, perché come ti dicevo il film è fatto bene.

Solo che non mi ha morso come pensavo. :)

Link al commento
Condividi su altri siti

Direi che avete detto tutto voi :happy:

 

Uno dei problemi dei D.Angle alla fine era anche dovuto ai controcampi effettuati da quelle posizioni, che rendevano davvero curioso l'andamento narrativo.

 

Io credo che questo film a livello di scrittura abbia solo un fondamentale punto debole; il motivo, la ragione della 'conversione' di Thor.

Attenzione, non sto dicendo che non ci sia o altro, il mio punto di vista e' forse un po' particolare.

 

Thor 'cambia' non per l'influenza femminile, come si vede dal baciamano 'di altri tempi' iniziale il personaggio gia' vede in un certo modo la questione femminile e in questo e' costante.

 

Thor ha un cambio quando cio' su cui conta di piu' come guerriero, la propria forza, anzi, cio' su cui basa il proprio metro di giudizio, le proprie incrollabili certezze, semplicemente, crolla.

 

E questo accade nella scena in cui lui cerca di prendere il martello.

 

Qua sta il punto debole del film.

 

Perche' ho idea che sta cosa non sia percepita, o quasi.

 

E' una bella scena, ma con diversi livelli di sottesti, che il regista non riesce a rendere al meglio visibilmente; c'e' l'orgoglio del guerriero infranto, la negazione della propria eredita', semplicemente la forza che non esiste piu'.

 

In quella scena Thor com'era prima, muore.

 

Ecco il motivo del successivo cambiamento; peraltro reso bene dall'attore che sono piu' che d'accordo abbia reso alla grande un personaggio di certo non facile.

 

E' da quel momento che Thor diventa compiutamente uomo (e la consapevolezza di questo affiora nei dialoghi successivi, con il confronto con gli altri asgardiani arrivati). E nel momento piu' difficile, ecco che Odino come il figlio e' diventato uomo, anch'egli smette di essere 'divino' e diventa semplicemente un padre.

 

Tra l'altro bella prova di Hopkins.

 

Un bel film, una bella scrittura, una regia che riesce abilmente a mascherare situazioni 'limite' quali il mulinare del martello (in qualunque altro modo l'avesse fatto sarebbe risultato a dir poco pacchiano), Brannagh effettivamente vedendo il materiale aveva gia' diabolicamente in canna le caratterizzazioni, per esperienze specifiche pregresse, ed effettivamente ha fatto funzionare al meglio i personaggi, nella propria ottica autoriale/shaeksperiana.

 

Cio' che forse era un po' carente era il commento musicale, poco incisivo a mio avviso, e per un film comunque essenzialmente 'epico', talune sottolineature avrebbero forse dato un qualcosa in piu', come nella scena di thor+martello.

 

Consigliato.

  • Mi Piace 1
Link al commento
Condividi su altri siti

Thor ha un cambio quando cio' su cui conta di piu' come guerriero, la propria forza, anzi, cio' su cui basa il proprio metro di giudizio, le proprie incrollabili certezze, semplicemente, crolla.

 

E questo accade nella scena in cui lui cerca di prendere il martello.

 

Ah, ecco, bravo Shuji: mi ero dimenticato di dire la mia sul fattore "conversione"! :biggrin:

 

Shuji è perfetto quando dice che il crollo delle certezze di Thor è il vero punto di svolta della vicenda e non il suo incontro con Jane Foster ... ma questo crollo, secondo me, non si realizza tanto per il non sollevare il martello, quanto per la consapevolezza delle conseguenze della sua condotta.

 

 

Conseguenze che gli vengono rese note da Loki in persona, proprio in seguito alla scena del non-sollevamento del martello (la morte di Odino, la cacciata per volere della madre, ecc.).

Insomma, se la privazione della forza non ha abbattuto il suo spirito, se la perdita di Mijolnir gli ha reso chiara la certezza della sua condizione (e il giudizio del padre), è infine la notizia della stessa morte di Odino che lo rende chiaramente cosciente di ciò che ha combinato facendo il figo come figlio prediletto di Asgard.

 

 

E' questo, secondo me, che opera realmente il cambiamento.

Ma probabilmente sono solo fattori diversi in una serie di avvenimenti che portano alla rottura, piacevole rimando alla serie di martellate che chiudono mirabilmente il film. :biggrin:

Link al commento
Condividi su altri siti

Uhm, intendiamoci, non ne sto facendo una questione 'meccanica', come di un meccanismo che si spezza, quanto appunto quel gesto e' quanto fa assumere in lui consapevolezza piena del proprio stato attuale.

 

Il discorsetto con Loki e' ininfluente, il guerriero non esisteva gia' piu'; entrato come guerriero facendosi strada nella struttura con la forza, la perde del tutto e prima della discussione e' solo un uomo spezzato su di una sedia, inerme, totalmente differente da poco prima.

 

Quel momento specifico e' lo spartiacque, quello in cui prende piena consapevolezza, quando comprende che non puo' tornare ad essere quello di prima.

 

E da li', va avanti.

 

Da li', il resto della storia.

Link al commento
Condividi su altri siti

Il discorsetto con Loki e' ininfluente, il guerriero non esisteva gia' piu'; entrato come guerriero facendosi strada nella struttura con la forza, la perde del tutto e prima della discussione e' solo un uomo spezzato su di una sedia, inerme, totalmente differente da poco prima.

 

Quel momento specifico e' lo spartiacque, quello in cui prende piena consapevolezza, quando comprende che non puo' tornare ad essere quello di prima.

 

Io ho notato invece un definitivo crollo solo dopo il discorsetto con Loki.

Prima Thor è sì inerme su una sedia, ma ha ancora negli occhi quella furia e quell'orgoglio che dopo l'intervento di Loki perde definitivamente.

 

Questo sempre ai miei occhi, eh! ;)

Modificato da Erik
Link al commento
Condividi su altri siti

Bravi Sciuggi & Erik: belle analisi! Sono orgoglione di condividere 'sta stanza con voi! :banana:

 

Anch'io ho percepito la resa del personaggio nel mancato sollevamento del martello (che è anche sottotesto di mancata erezione e conseguente perdita della virilità), certamente il successivo colloquio con Loki è il blow definitivo, il chiodo finale nella bara dello spirito di Thor.

 

Tra l'altro, ho letto che Branagh non esclude affatto di introdurre propriamente l'alter-ego di Donald Blake nei successivi film: hanno pensato a lungo e largo se introdurre questo elemento della mitologia canonica già nel primo, ma data la tanta carne al fuoco semplicemente non c'era spazio e tempo; ho trovato comunque splendidamente congegnato il "foreshadowing". Di altrettanta rara eleganza e organicamente inserito nel contesto senza alcuna forzatura il cameo di Hawkeye.

 

Ho sghignazzato come 'na ragazzina alla vista di Joe Michael Straczynski & Stan Lee.

 

La debolezza musicale sembra essere una costante dell'intera new wave di CBM.

 

Ho qualche minuscola riserva solo sullo spinning del martello e volo.

 

E' vero che mancano ancora da valutare First Class, Green Lantern e Capitan America, tutti altamente promettenti, ma allo stato attuale Thor è al primo posto nella mia personale classifica dei migliori CBM mai realizzati. Non posso smettere di pensare allo splendore della struttura narrativa.

Modificato da RobertoGranito
Link al commento
Condividi su altri siti

Ok era hawkeye, ero sicuro che fosse lui ma volebo passare qui per una conferma.

 

Il cambiamento di Thor avviene senza dubbio dopo il discorso con Loki.

Prima è uno sconfitto e basta, dopo quel discorso inizia il suo cambiamento che lo porta a tornare degno di Mjolnir.

 

Bel film, il secondo miglior film di supereoi che ho visto finora.

 

LOL la scena della (quasi) incoronazione di Thor in cui in campo lungo si vede che la scena è fatta coi soldatini di piombo XD

Link al commento
Condividi su altri siti

Il discorsetto con Loki e' ininfluente, il guerriero non esisteva gia' piu'; entrato come guerriero facendosi strada nella struttura con la forza, la perde del tutto e prima della discussione e' solo un uomo spezzato su di una sedia, inerme, totalmente differente da poco prima.

 

Quel momento specifico e' lo spartiacque, quello in cui prende piena consapevolezza, quando comprende che non puo' tornare ad essere quello di prima.

 

Io ho notato invece un definitivo crollo solo dopo il discorsetto con Loki.

Prima Thor è sì inerme su una sedia, ma ha ancora negli occhi quella furia e quell'orgoglio che dopo l'intervento di Loki perde definitivamente.

 

Questo sempre ai miei occhi, eh! ;)

 

Il che poteva anche essere dovuto al fatto che l'attore pur avendo fatto un'ottima prova, non e' che avesse sta gran mimica facciale eh :lolla:

 

Sta cosa pero' mi interessa molto :happy:

 

Sarei anche d'accordo su chiodi, bare etc. ma mi rimane una curiosita' inerente la sceneggiatura:

 

secondo te (o di chi ha detto cose analoghe), un'azione succede compiutamente il momento in cui accade, o nel momento in cui viene 'comunicata' in qualche modo?

 

Lo spartiacque nella scena del martello li' e' evidente, mi incuriosisce il momento, l'esigenza della comunicazione verbale per, in qualche modo 'esplicare' il momento stesso.

 

Faccio un esempio :whistle:

 

Due tizi combattono, alla fine uno ammazza l'altro.

Secondo te, la 'fine' dell'azione, e' nel momento della 'morte' del personaggio, o quando viene detto che e' morto?

Link al commento
Condividi su altri siti

secondo te (o di chi ha detto cose analoghe), un'azione succede compiutamente il momento in cui accade, o nel momento in cui viene 'comunicata' in qualche modo?

 

Parli di azione in senso letterale o in senso letterario? :biggrin:

 

Faccio un esempio :whistle:

 

Due tizi combattono, alla fine uno ammazza l'altro.

Secondo te, la 'fine' dell'azione, e' nel momento della 'morte' del personaggio, o quando viene detto che e' morto?

 

In linea di massima credo che la fine dell'azione stia nell'immediato aftermath, lì dove il trionfo è consumato o dove viene lasciato posto alla consapevolezza di ciò che è stato compiuto.

 

Mi spiego meglio: simboli e parole sono solitamente complementari, due elementi fondamentali per raccontare con efficacia un qualcosa.

In linea di massima le parole sono più facili da usare, più immediate, più precise e rendono (se sapute usare) pienamente giustizia a ciò che si vuole comunicare.

Il simbolo, d'altro canto, è qualcosa di atavico e primordiale, che contiene in sé una potenza che le parole da sole non riescono ad avere ma, chiaramente, è più complesso da usare, richiede una certa dose di interpretazione da parte del recettore e non sempre è facile capire cosa stia a significare.

 

Nel caso specifico della sequenza di Thor, abbiamo il simbolo (il martello che non si alza) rafforzato e reso definitivo dalle parole (di Loki).

 

Insomma, secondo me, in casi come questo non si tratta di decidere quando l'azione finisce, ma di quante parti è composta. :biggrin:

 

Ho sghignazzato come 'na ragazzina alla vista di Joe Michael Straczynski & Stan Lee.

 

Leggevo da qualche parte che tra i townies dovrebbe esserci anche Walter Simonson, ma non l'ho visto. :giggle:

Modificato da Erik
Link al commento
Condividi su altri siti

secondo te (o di chi ha detto cose analoghe), un'azione succede compiutamente il momento in cui accade, o nel momento in cui viene 'comunicata' in qualche modo?

 

Non so se ho colto il senso della tua domanda volutamente retorica: se è un'azione non va comunicata e se la comunichi non è più un'azione. Il primo assioma di qualsiasi storytelling è: non dire, mostra. Sta al fruitore sapere interpretare l'allegoria, il non detto, l'implicito. Ecco spiegato, per es., il fallimento totale di Inception. Semplice, no?

 

Leggevo da qualche parte che tra i townies dovrebbe esserci anche Walter Simonson, ma non l'ho visto.

 

Manco io, probabilmente era in BG. (magari era quello che cucinava i wurstel alla griglia!)

Modificato da RobertoGranito
Link al commento
Condividi su altri siti

Non so se ho colto il senso della tua domanda volutamente retorica: se è un'azione non va comunicata e se la comunichi non è più un'azione. Il primo assioma di quasiasi storytelling è: non dire, mostra. Sta al fruitore sapere interpretare l'allegoria, il non detto, l'implicito. Ecco spiegato, per es., il fallimento totale di Inception. Semplice, no?

 

Perfetto.

Ma infatti qui non si parla di un'azione raccontata a mo' di didascalia (come in Inception, in cui anche i cessi hanno il manuale d'uso, non si sa mai), ma di un effetto (il crollo delle certezze di Thor) provocato da tre azioni fondamentali: la privazione della forza, la privazione del martello ... e quell'altra che non dico per non sputtanare nulla a chi non vuole.

 

Non è che Loki racconta che Thor non può più alzare il martello.

Loki dice altro.

L'ultimo chiodo per la bara, appunto. ;)

Link al commento
Condividi su altri siti

secondo te (o di chi ha detto cose analoghe), un'azione succede compiutamente il momento in cui accade, o nel momento in cui viene 'comunicata' in qualche modo?

 

Non so se ho colto il senso della tua domanda volutamente retorica: se è un'azione non va comunicata e se la comunichi non è più un'azione. Il primo assioma di qualsiasi storytelling è: non dire, mostra. Sta al fruitore sapere interpretare l'allegoria, il non detto, l'implicito. Ecco spiegato, per es., il fallimento totale di Inception. Semplice, no?

 

 

Direi che avete risposto, comunque il mio dubbio e' dato da una constatazione abbastanza 'particolare' della percezione delle cose da parte di una certa fetta di pubblico; mi sono reso conto che molta parte di una certa fascia di pubblico italiano in qualche modo 'segue' quanto narrato solo nelle parole dei personaggi, quindi l'azione viene veicolata, e si 'snoda', piu' dalle e nelle parole che per via delle azioni stesse.

 

Alla fine poi se ci fate caso e' anche la cifra stilistica usata nei film italiani e in molte altre produzioni di questo paese.

Link al commento
Condividi su altri siti

Direi che avete risposto, comunque il mio dubbio e' dato da una constatazione abbastanza 'particolare' della percezione delle cose da parte di una certa fetta di pubblico; mi sono reso conto che molta parte di una certa fascia di pubblico italiano in qualche modo 'segue' quanto narrato solo nelle parole dei personaggi, quindi l'azione viene veicolata, e si 'snoda', piu' dalle e nelle parole che per via delle azioni stesse.

 

Ah, ho capito cosa intendi.

No, non sono di quel partito, anzi! :happy:

 

L'ultimo episodio che ricordo con imbarazzo (c'era anche Zellos, che starà lurkando come al solito) è stato all'uscita da Solomon Kane: io esaltatissimo, un gruppo di ragazzi giovani (ventiduenni) discuteva deluso perché il film non era abbastanza fantasy.

Fin lì era irritante, ma tutt'altro che un problema.

Poi la perla: "Eppoi 'un ho capito. All'inizio arriva la Morte e gli dice che aveva firmato un contratto col diavolo. Ma mica si vede! Che stronzata!".

 

Sì, hai capito bene, questi volevano vedere Solomon Kane dal notaio che firmava un contratto su cartapecora, perché l'idea che la cosa fosse metaforica era per loro del tutto inconcepibile.

 

Ormai la tendenza è voler sapere tutto: lui chi è, cosa fa, il perché, come, come funziona, da dove viene, se è mancino, se gli piacciono le lasagne e TUTTO deve essere messo in scena, altrimenti è unammerda.

No, non sono affatto di quel partito. :biggrin:

Link al commento
Condividi su altri siti

In realtà la cosa a mio dire più irritante ( a parte la richiesta di visionare la carta bollata sul patto col diavolo fatto da Solomon Kane XD) è stata il "Eh, ma io mica m'aspettavo fosse in Inghilterra e lui puritano, che schifo." :pazzia: :pazzia: :pazzia: :pazzia:

 

Ma lasciamo perdere l'argomento, va XD

 

P.s. io lurkare? Quando mai, Erik :whistle:

Link al commento
Condividi su altri siti

In realtà la cosa a mio dire più irritante ( a parte la richiesta di visionare la carta bollata sul patto col diavolo fatto da Solomon Kane XD) è stata il "Eh, ma io mica m'aspettavo fosse in Inghilterra e lui puritano, che schifo." :pazzia: :pazzia: :pazzia: :pazzia:

 

Sempre per la serie "so cosa vado a vedé". :lolla:

 

P.s. io lurkare? Quando mai, Erik :whistle:

 

Non so, fai te.

Ti nomino e appari tipo poltergeist! :lolla:

Link al commento
Condividi su altri siti

Non è che Loki racconta che Thor non può più alzare il martello.

 

Non l'ho mai detto: il mio era solo un ragionamento generico sganciato da Thor. :(

 

(il martello che non si alza)

 

:D

 

mi sono reso conto che molta parte di una certa fascia di pubblico italiano in qualche modo 'segue' quanto narrato solo nelle parole dei personaggi, quindi l'azione viene veicolata, e si 'snoda', piu' dalle e nelle parole che per via delle azioni stesse.

 

Alla fine poi se ci fate caso e' anche la cifra stilistica usata nei film italiani e in molte altre produzioni di questo paese.

 

Verissimo, perdiana! Da circa tre decadi abbiamo completamente perso la capacità di affabulazione e tanti anni di scadente fiction nostrana hanno fatto il resto, con un pubblico anestetizzato pressochè privo dei corretti strumenti culturali e analitici.

 

Poi la perla: "Eppoi 'un ho capito. All'inizio arriva la Morte e gli dice che aveva firmato un contratto col diavolo. Ma mica si vede! Che stronzata!".

Sì, hai capito bene, questi volevano vedere Solomon Kane dal notaio che firmava un contratto su cartapecora, perché l'idea che la cosa fosse metaforica era per loro del tutto inconcepibile.

 

:lolla: :lolla: :lolla: Muoio!!!

Modificato da RobertoGranito
Link al commento
Condividi su altri siti

In realtà la cosa a mio dire più irritante ( a parte la richiesta di visionare la carta bollata sul patto col diavolo fatto da Solomon Kane XD) è stata il "Eh, ma io mica m'aspettavo fosse in Inghilterra e lui puritano, che schifo." :pazzia: :pazzia: :pazzia: :pazzia:

 

Sempre per la serie "so cosa vado a vedé". :lolla:

 

Non te la ricordavi? Mi lasciò un po' :PallaFieno:

Vabbè, dai, non era una così grande mancanza... :PallaFieno:

 

P.s. io lurkare? Quando mai, Erik :whistle:

Non so, fai te.

Ti nomino e appari tipo poltergeist! :lolla:

 

Quello è dovuto alla mia naturale condizione, e dovresti saperlo u.u

 

Comunque, tanto per non essere apparso per dire solo fregnacce ( :whistle: ) lascio anche io il mio commento su Thor: l'ho trovato un film godevolissimo e letteralmente magnifica la parte in Asgard :nene:

 

L'unica cosa che mi ha un poco sdubbiato è stato Loki: lo avrei voluto più cattivo :snob:

Ma forse lo tengono in caldo per il prossimo futuro, dove mi renderà fiero di lui :sbal:

Link al commento
Condividi su altri siti

L'unica cosa che mi ha un poco sdubbiato è stato Loki: lo avrei voluto più cattivo :snob:

Ma forse lo tengono in caldo per il prossimo futuro, dove mi renderà fiero di lui :sbal:

 

Direi che la scena dopo i titoli di coda non lasci adito a dubbi.

 

Ecco, mi ero dimenticato di chiedere se era proprio lui... molto elegante davvero...

 

:sisi: Renner è stato splendido, sono bastati due soli dialoghi per rendere il cameo memorabile.

 

Bring it on The Avengers!!!

 

(e pensare che fino a 3 giorni fa bestemmiavo contro Joss Whedon)

 

Perdinci, non potrò mai ringraziare abbastanza Branagh per avermi restituito amore ed entusiasmo per i film Marvel!!!

 

Da due giorni mi prudono le mani e voglio prendere a martellate tutto!!! :pazzia: :pazzia: :pazzia::lolla:

 

P.S.: Ma picchè Joker non commenta? Non l'ha ancora visto? :unsure:

Modificato da RobertoGranito
Link al commento
Condividi su altri siti

L'unica cosa che mi ha un poco sdubbiato è stato Loki: lo avrei voluto più cattivo :snob:

Ma forse lo tengono in caldo per il prossimo futuro, dove mi renderà fiero di lui :sbal:

 

Direi che la scena dopo i titoli di coda non lasci adito a dubbi.

 

Non solo: quello che abbiamo visto è un giovane Loki che ha appena scoperto un sacco di cose e che ha appena (a fine film) chiuso con Asgard. Definitivamente.

Il fatto che lasci la lancia per andare incontro ad un destino tutto suo è altamente simbolico (anche quello). ;)

Link al commento
Condividi su altri siti

Ho visto il secondo eps della nuova serie dei Vendicatori, protagonista Thor, ma Heimdall non era nero...

Heimdall è nero solo nel Movieverse e in Thor The Mighty Avenger

 

 

appro, Heimdall come previsto la recitazione annulla la percezione della quantità di melanina, presumo

Link al commento
Condividi su altri siti

Parentesi nerdosa:

 

 

questo coso qui, contenuto nella "sala delle armi" di Asgard, secondo voi che roba è?

 

Doctor%20Strange.jpg

 

Sulla rete si parla dell'Occhio di Agamotto

 

eye+of+agamotto.jpg

 

... ma io pensavo più all'Osservatore in versione Ultimate:

 

Ultimate_Comics_Spider-Man_Vol_1_7_Page_23_Uatu_(Earth-1610)_th.jpg

 

Insomma, secondo voi è un hint al buon Dottor Strange o ad un passaggio al cosmico andante?

 

Tra le altre cose, nella suddetta sala, doveva trovarsi anche il Guanto dell'Infinito che fu portato in giro per le convention del mondo in fase promozionale, ma se si vede si vede di sfuggita (io non l'ho visto).

 

thor-infinity-gauntlet.jpg

:superfap: :superfap: :superfap:

 

 

Link al commento
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente registrato per poter lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già un account? Accedi da qui.

Accedi Ora
  • Navigazione Recente   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×
×
  • Crea Nuovo...

Informazione Importante

Procedendo oltre nell'uso di questo sito, accetti i nostri Termini Di Utilizzo