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Shito

Children of the Moon (Eye in the Sky)

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Children of the Moon

Is it too late then, Evelyn Hope?
  What, your soul was pure and true,
The good stars met in your horoscope,
  Made you of spirit, fire and dew—

And, just because I was thrice as old
  And our paths in the world diverged so wide,
Each was nought to each, must I be told?
  We were fellow mortals, nought beside?

 

Questo è uno di due thread gemelli che inauguro oggi su ShinSeiki Evangelion.

Qualcuno potrebbe aver notato che, in tanti anni, non ho mai personalmente affrontato l'argomento in modo schietto, diretto, approfondito.

In effetti, benché se ne sia parlato così tanto e in così tanti ambiti e modi e luoghi, non avevo mai avvertito una vera spinta a farlo. Quindi non l'ho mai fatto.

Tuttavia, ora mi pare di avvertirla, e quindi lo faccio,

perché mi pare di aver capito davvero molte cose intorno e dentro quest'opera animata,

e mettendole inseme mi pare di aver capito quest'opera animata, nel bene e nel male, forse per la prima volta.

Quindi come sempre, dopo aver fatto un po' d'ordine del mio pensiero, cercherò di riportarlo qui su carta e nel dialogo con gli amici ormai di lunga data.

L'argomento specifico di questo thread sarà l'aspetto narrativo, il contenuto sci-fi dell'opera, in trama, ordito, fabula, intreccio.

Per come tutto ciò è stato fatto, disfatto, rifatto, speculato e verificato.

Si parlerà anche della componente stilistica dell'opera, delle sue radici e delle sue eredità nello specifico ambito dell'animazione giapponese.

Si partirà dalla spiegazione del titolo stesso del thread.

E anche nel seguito, omaggi, omaggi!

 

Edited by Shito
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Don't leave false illusion behind
Don't cry, I ain't changing my mind
So find another fool like before
'Cause I ain't gonna live anymore'...
 
Al di là della palese citazione SF, l'occhio nel cielo è un Dio, ma un Dio umano solo, che si avvia all'autodistruzione. Basta soltanto la malinconia della canzone a portarci ad Eva (e infatti questo disco lo ascoltavo molto ai tempi di MTV....) Ma anche Don't Answer Me, in un certo senso. Pensieri personali.

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Un grande, grandissimo, album, sto pensando molto a come possa collegarsi ad Eva un pezzo di Alan Parson's project

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Eva è così pieno di influenze di varie tipologie e ha contenuti così variegati che lo si può collegare inaspettatamente (o meno) con ramificazioni che manco una ragnatela^^.

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Ciao, da quando ho visto Honneamise ho associato la parte iniziale strumentale della canzone Fade al pezzo Sirius di Alan Parsons Project. Dato che Shito ha buttato l'amo, ho pensato di scrivere questo commentino. In rete non ho trovato conferme, quindi potrebbe essere solo una mia percezione.

 

 

 

 

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Allora comincio. Ci provo. Voglio provarci.

 

On 2/25/2019 at 2:51 AM, Shito said:

Children of the Moon

Questo è uno di due thread gemelli che inauguro oggi su ShinSeiki Evangelion. 

L'argomento specifico di questo thread sarà l'aspetto narrativo, il contenuto sci-fi dell'opera, in trama, ordito, fabula, intreccio.

Per come tutto ciò è stato fatto, disfatto, rifatto, speculato e verificato.

Si parlerà anche della componente stilistica dell'opera, delle sue radici e delle sue eredità nello specifico ambito dell'animazione giapponese.

Si partirà dalla spiegazione del titolo stesso del thread.

Allora, perché "Children of the Moon"?

La suggestione sottolineata da Sky (grazie del contributo!) è intelligente, e io qui voglio parlare dello spirito del tempo. Innanzitutto. Lo spirito di un tempo, di un'epoca.

Vedete, il "progetto" (企画 • kikaku) e il "soggetto (原作 · gensaku) di ShinSeiki Evangelion non sono tributati ad "Anno Hideaki", ma a GAINAX.

E' proprio il primissimo cartello.

https://www.youtube.com/watch?v=t-QSmNReDyI

Ok, questa per me è una cosa importante, significativa.

La fonte primaria che possiamo considerare per le circostanze della nascita di questa serie animata chiaramente è il libro autobiografico scritto di Takeda Yasuhiro, che si intitola:

のーてんき通信―エヴァンゲリオンを創った男た

(Notenki Tsuushin – Evangelion wo Tsukutta Otokotachi)

[I dispacci di Notenki – Gli uomini che crearono Evangelion]

https://www.amazon.co.jp/のーてんき通信―エヴァンゲリオンを創った男たち-武田-康広/dp/4847014073

Molto eloquente, no? Avevo parlato di Takeda Yasuhiro, e di come lo incontrai di persona nel 2003, nel topic su Abenobashi. Questo libro era stato appena pubblicato in Giappone.

Ovviamente qui da noi (intendo: in tutto l'Occidente) è conosciuto solo col titolo della sua edizione inglese: The Notenki Memoirs.

https://www.amazon.com/Notenki-Memoirs-Studio-Created-Evangelion/dp/1413902340

Capiamoci: va benone. Anzi, plauso e lode a chi ha operato e pubblicato questa corposa traduzione. Che ho personalmente letto, e direi molto buona, sicuramente svolta con grandissima passione, cognizione di causa, conoscenza di fatto. Wow.

A ben vedere, però, nel 2014 lo stesso Takeda Yasuhiro aveva inaugurato i suoi "dispacci" anche sul sito GAINAX:

http://www.gainax.co.jp/wp/category/notenki-tsushin/

Avendone il tempo, prima o poi controllerò se si tratta di semplici trascrizioni dal libro, o cosa. :-)

In ogni caso: Progetto • Soggetto: GAINAX.

Se diamo conto a Notenki, Evangelion fu da principio un'idea nata e incubata da Anno Hideaki. Credo questo lo sappiano tutti e nessuno l'abbia mai negato.

Secondo Notenki, la produzione di Evangelion nacque in virtù di un personale patto tra Anno Hideaki e un produttore di TV-Tokyo. Il che non sembra strano, perché il mondo degl affari giapponesi, ancor più quello dello spettacolo, è un mondo fatto di conoscenze personali, bevute e impegni verbali. Di parole date e ricevute. Sono cose che ho veduto persino con i miei occhi, un pochino-pochino, e poi riportate tra le righe di tanti racconti di tanti prim'attori di questo mondo (uno su tutti: Suzuki Toshio).

In ogni caso, un'altra cosa ben nota è che la GAINAX, ovvero la cerchia interna di questa azienda di sballati in perenne bolletta che faceva di tutto e niente, era molto collaborativa, affiatata. Un gruppo di persone tutte molto individualistiche, come sono gli artisti, ma legate da una storia di mania e pazzia e passione, la perduta strada dell'otaku (cit.) Quindi credo che sia ovvio che, iniziando un nuovo progetto, non è che si dovesse parlare di "riunioni di brainstorming", questa non è una corporate americana, credo che proprio non si parlasse d'altro dai bagni ai corridoi. A Parigi ne parlai anche con Sadamoto Yoshiyuki, personalmente. E lui aveva già da anni personalmente dichiarato che certe idee della trama di Evangelion erano effettivamente sue idee, a partire da "dentro ai robot ci sono le anime delle madri dei piloti bambini", fino al "nervo-A10", di cui aveva sentito parlare in un documentario alla TV qualche tempo prima. Se ben ricordo persino l'idea di avere un protagonista maschile, un ragazzino invece di una ragazzina, fu di Sadamoto, che non voleva replicare Nadia. Cose così. Del resto le persone creative sono così. Noi pubblico, alla foce delle loro creazioni, magari pensiamo che sia tutto così studiato, ma no: spesso c'è un sacco di caso, di coincidenza, di mera suggestione. A studiare tutto precisamente probabilmente non si produrrebbe nulla, meno che meno una serie animata da un episodio alla settimana.

Quindi io credo che se parliamo della trama, del contenuto narrativo "bruto" di Evangelion - ovvero di quello che ho inteso impostare come l'argomento di questo topic – quella sia farina del sacco della GAINAX, dei tipi della GAINAX a partire dal 93. Della GAINAX post-Nadia. Evangelion nasce come un progetto, che è stato pubblicato nel libro Newtye100% dedicato alla serie.

 

企画書

(kikakusho)

[scrittura di progetto]

Questo genere di "documenti di progetto" (no, non vuol dire "proposta") sono quello che in genere uno studio di animazione porta ai finanziatori per farsi dare un budget di produzione. E dentro ci sono un sacco di idee buttare dentro. C'è iuna primissima versione della trama, dei personaggi, del setting. Questa è la farina del sacco della GAINAX.

Da qui partì la produzione reale della serie animata, troncone principale del progetto, e dopo aver terminato il suo lavoro preliminare – il character design – Sadamoto Yoshiyuki iniziò a lavorare alla versione manga, che debuttò PRIMA della serie, e ovviamente con una diffusione MAGGIORE: la rivista della Kadokawa Shoten (uno dei due sponsor del progetto) su cui il manga veniva serializzato aveva una grossa diffusione nazionale, laddove TV-Tokyo era una piccola emittente locale.

In ogni caso, come mi diceva Sadamoto a Parigi e come è Evidente nei fatti, ben presto e giustamente la serie animata di Evangelion diventò il parto mentale del suo regista, Anno Hideaki. Come vuole la logica produttiva giapponese, il capo è uno, e l'opera è sua. In più, il coinvolgimento personale di Anno in questa sua serie, in questo progetto, era totale, viscerale, totalizzante. Ci sono infiniti aneddoti, ma di questo parleremo nell'altro thread, dedicato proprio al contenuto ultimo e reale della serie, a quel distillato psicologico e sociologico, a quel significato vero e umano che grida "questo è il pensiero e il messaggio e la comunicazione di Anno Hideaki".

Qui invece parliamo della trama messa insieme da quei ragazzotti che erano bambini a Osaka'70, l'esposizione universale, e fecero la fila per vedere le "moon rock", le rocce lunari che la missione americana aveva riportato a viva forza dal satellite naturale del nostro pianeta, e esponeva nel suo padiglione. Quindi nel 1070 è Osaka70, nel 1969 p lo sbarco sulla Luna, nel 1968 era stato 2001 – Odissea Spaziale.

Era l'epoca d'oro della fantascienza, prima letteraria e poi cinematografi e televisiva e animata. Stava anche per scoppiare l'anime boom, dove la space-opera fu proprio l'innesco.

Era un nuovo secolo, o credo almeno che i bimbi di allora lo percepissero come tale.

Questi bimbi ho inteso qui designarli come "Children of the Moon". Non guardavano la punta del dito, no.

E certo, in Honneamise si parla della conquista dello spazio come un sogno di bambini, alla fine. Figli della Luna con il naso al cielo. Children of the Moon.

Chissà che, come diceva Sky, quelle sonorità non fossero davvero amate da quei ragazzi, ora in età universitaria. Del resto, poi usarono Twilight della ELO per un loro certo famoso corto, il loro vero trampolino dal dilettantismo al professionismo, quindi mi viene da pensare che un certo tipo di musica lo conoscessero, lo ascoltassero, lo capissero, lo apprezzassero.

Children of the Moon.

Eye in the Sky.

Twilight.

Avremo a che dirne...

 

 

Edited by Shito
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Due cose, tanto per ribadire l'importanza avuta dai collaboratori nello sviluppo della serie: Anno ha sceneggiato autonomamente solo

una minima parte degli episodi (a memoria, eps 1, 14, 20, 25, 25', 26, 26'); nei rimanenti, fondamentali sono stati soprattutto Satsukawa Akio e Enokido Yoji,

che hanno firmato -tranne che nell'ep 4- in coppia con Anno gli script (con il loro nome SOPRA quello del regista). Riguardo la regia, Anno ha diretto

personalmente solo Magokoro (ep 26'), mentre per tutto il resto era il regista generale,  affidandosi a Tsurumaki Kazuya, Masayuki e altri.

Stranamente, ha fatto pure pochi E-konte, curioso, per un regista/animatore.

Tra l'altro, anche nei Rebuild ha avuto dei collaboratori (mi pare gli stessi della serie Tv) alla sceneggiatura (anche se la stessa credo risulti ufficialmente solo sua), e pure qui è regista generale.

Tutto questo senza sminuire l'impronta autoriale di Anno, che c'è, è ben forte e universalmente riconosciuta, ma sarebbe ingiusto dimenticare gli altri (la Gainax in generale),

non riconoscerne i meriti, a partire da Sadamoto.

Edited by Den-chan

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Kishiro, creatore di Gunm, ha apertamente scritto nel suo manga che durante la stesura ascoltava La Sagrada Familia (il disco). E' un po' più giovane di Anno, ma le suggestioni esistanzialistiche-SF tipiche della musica di Parsons e Woolfson son rimaste comunque. Era ancora rock progressivo, una versione molto raffinata e pop, ma comunque la musica dei ragazzi di 20th CB. Per quelli di adesso c'è il trap di mah-ometto-hodd

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Il 9/3/2019 Alle 02:00, Shito ha scritto:

Evangelion nasce come un progetto, che è stato pubblicato nel libro Newtye100% dedicato alla serie.

Dove tra le altre cose c'è scritto che il target della serie erano principalmente gli studenti di elementari e medie. Qualcosa deve essere andato storto :pfff:

 

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Anche di questo avremo a che discutere riportando qualche attendibile fonte. :-)

Come dicevo con Akira Sakura, ho sempre un problema (eufemismo) con un certo tipo di approccio "scientifico" a queste cose "umanistiche".

La verità è che sono stato molto scottato, negativamente impressionato, dalla "accademia umanistica" italiana. Ho visto persone scrivere libri, che dico, riempire libri di citazioni non verificate e collegate fra loro in maniera pedestre, pretestuosa, quando non malevola, e chiamare ciò "letteratura scientifica". Un mondo di bugie e menzogne legittimate da catene di citazioni bibliografiche. Una "tradizione accademica" che si perpetra così, come un esercito in tempo di pace.

Alla fine mi sono reso conto che il meglio, o forse tutto il buono che c'è, è il vero "metodo scientifico" per come portato avanti dagli scienziati veramente colti, intellettuali, ovvero quelli che sanno, e non dimenticano, che la certezza della prova scientifica esiste all'interno della "bolla" del fenomenico percettivo. Che mi va benissimo. E' onesto, e l'onestà è la massima serietà - come per Sesto Empirico. Allo stato attuale, credo che lo scienziato che lavora seriamente all'ombra di questa onesta cognizione sia quanto di meglio. Perché non delira.

Quindi, nell'ambito "umanistico" (nota: per me filosofia, psicologia, sociologia, letteratura... è tutto "umanesimo" in senso lato) la scientificità dov'è?

Non c'è. Credo in effetti sia un abuso terminologico fin da principio. Siccome ci troviamo in un'epoca scientista, siccome il termine "scientifico" è oggi di moda e pregio, per darsi un tono tutto diventa "scientifico". "Scienze umanistice" - un simile ossimoro è il nome di un corso di laurea, davvero. Ma davvero, nell'umanesimo non c'è luogo per questo. Basta dire "serietà". Quindi sì, le fonti. Verificarle. Ordinarle. E poi metterle in realzione, unire i puntini, nel cui processo entrano in gioco anche l'intuizione, la sensibilità e persino il sentimento personale. Contaminatio (i dati attestati dalle fonti, la valutazione NON vincolante del pensiero pregresso) e variatio (il pensiero originale, intuitivo e emotivo e  sentimentale).

Ma non è mai facile. Si tratta di gestire due piani distinti ma correlati, quello della documentazione ordinata e quello della valutazione ed elaborazione personale, e spesso il secondo viene persino ribaltato da nuovi elementi immessi nel primo. Le aggiustature non vanno bene, si riparte sempre dallo zero.

E' anche per questo che ho aperto questo thread, e l'altro.

Edited by Shito

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La vera scienza per me è relegata all'interpretazione dell'osservazione che è duplicemente limitata:

 

a) Io soggetto osservante sono limitato (sensi limitati, intelligenza limitata, organismo limitato e debole). La mia tecnologia è limitata quanto me, in quanto io ne sono il Dio creatore e inevitabilmente essa non mi può superare; al massimo può velocizzare o affinare la mia capacità di calcolo, comunicazione, mobilità o misura;

b) Io soggetto osservante limitato, avendo intelligenza limitata, creo modelli limitati e approssimazioni di ciò che percepisco con i miei sensi o apparecchiature (che sono una sorta di mia estensione). Rimane comunque in me la fede nel fatto che la matematica o il linguaggio con cui esprimo la mia teoria, che non esistono realmente in natura, ma soltanto nella mia mente limitata, siano delle buone codificazioni del mutamento che osservo e delle relazioni che avvengono in questo generale processo di percezione. E' impossibile trascendere la propria percezione (il proprio AT FIELD, volendo) senza cascare nel misticismo.

Tutto il resto è fuffa per dar da mangiare a baroni e fichetti accademici. In particolare gli studi umanistici o economici (ad esempio non esiste economia senza politica e volontà di stabilizzare il denaro/potere in mano ad una certa categoria di individui, siano essi i proletari o i capitalisti/finanzieri).

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X.0) abbeverandosi alla fonte delle fonti

< crosspost sul thread gemello MOONLIGHT SHADOW >

 

Prendiamola alla lontana. Uno dei più grandi conflitti che intrattengo con la cultura accademica, anzi con la mentalità accademica (contemporanea e maggioritaria, si intende) riguarda il loro rapporto con "le fonti", ovvero con la "citazione delle fonti", e l'utilizzo delle fonti delle informazioni trattate. In effetti dico questo soprattutto, principalmente, anzi forse esclusivamente nel merito degli "studi accademici umanistici". In ambito realmente scientifico, penso per contro che l'onesto metodo scientifico abbia un suo giusto campo di applicazione, magari non esente da pecche o rischi, ma pur sempre di tutt'altra levatura e dignità (e necessità). In ambito umanistico, invece, ritengo che la "scientificizzazione" degli studi abbia sortito effetti nefasti, e questi secondo me si estrinsecano proprio (ma non solo) in tutto il rapporto con "le fonti".

Dal mio punto di vista si tratta fondamentalmente dell'annoso rapporto tra cultura, intelletto e conoscenza. Del distinguo tra le tre, volendo. Credo che la "cultura" dovrebbe essere l'insieme delle nozioni incamerate nella nostra memoria tramite l'apprendimento. Ma questo bagaglio culturale altro non è che una mera piscina di dati inerti, e non dovrebbe servire ad altro che da serbatoio di informazioni su cui dovrebbe operare quello che si chiama "intelletto", anche beneficiando di un'altra piscina di dati, non strettamente culturali ma più propriamente esperienziali. Dall'esercizio intellettuale operato sulla base di cultura ed esperienza dovrebbe derivare le "conoscenza", e col sendimentarsi di quella nel corso dell'età dell'individuo si potrebbe persino giungere alla "saggezza". Questo credo, e per intenderci credo anche che uno dei tipici difetti della "mentalità otaku" sia proprio quello di fermarsi all'imagazzinamento di dati, come rimarcava acutamente il sempre acuto e stimolante Azuma Hiroki, e come lo stesso Anno Hideaki ebbe a rimarcare in una delle sue più celebri interviste del 1996. Si tratta in toto di un atteggiamento culturale sterile, e quindi ottuso in un modo alquanto infantile, com'è purtroppo spesso l'ambito della "cultura otaku".

Al contrario dell'idea strettamente "accademico-scientifica", nell'ambito delle "arti liberali", o del "libero pensiero", ovvero dell'intelletto umano e umanistico, attenendoci alla classica regola dell'applicazione di "contaminatio" e "variatio", direi che il fattore di contaminazione è proprio la conoscenza del "pensato pregresso", che si apprende tramite lo studio dell'altrui prodotto culturale, ma il fattore di variazione è per contro quell'attitudine del tutto umana che vive di sensazione, di suggestione, di intuizione intellettuale, e di altri umani fattori non modellizzabili. Perché, a ben vedere, la "cultura" intesa come conoscenza nozionistica ed esercizio citazionistico di quella conoscenza nozionistica è invece una cosa quanto più modellizzabile. Di certo non è in sé una conoscenza veramente umana, non è saggezza. In effetti si tratta potenzialmente di un ambito da intelligenza artificiale. In fondo si tratta di processi rappresentabili tramite algoritmi. Digitalizzate che saranno tutte le "fonti", è facile pensare a una A.I. che le consulti, le interpreti, e produca "papers scientifici" in base a chiavi di ricerca per argomento, tema, taglio, numero di parole. Con citazioni e bibliografia al posto giusto. Con la crescita dei "big data" e della potenza di calcolo, credo che questo sarà presto un lavoro da "Google Essays". Niente di più facile, niente di meno umano. Da cui il mio conflitto verso un certo tipo di cultura scientifico-accademica dell'uso delle fonti in ambito umanistico: mi pare un esercizio arido (ovvero sterile, di nuovo) dove si usa un pensiero pregresso, sedimentato e considerato "autorevole", per validare il proprio stesso pensiero umanistico ma detto "scientifico", che invero diviene così sclerotico, ovvero di nuovo ottuso. In questo modo di utilizzo, con questa mentalità, la stessa "citazione delle fonti", siano esse riportate in linea come a piè pagina come in bibliografia, invece che essere la prova di una documentazione approfondita svolta per amore di verità, diventa soltanto uno sfoggio di pedrigree, di titoli di approvazione, tant'è che spesso le fonti vengono citate senza essere state realmente verificate, così creandosi un meta-mondo di "verità accademica certificate" in cui le falsità risultano attestate come "verità accertate e imprescindibili" dopo essere state lavate e risciaquate da due o tre giri di citazione, un po' come il riciclo di denaro sporco. Come dire: tutto disumano tranne l'ego. Che brutto.

Dal punto di vista puramente (dis)funzionale, si potrebbe altesì dire che si tratta di una "gestione" della cultura umanistica pressoché affine a quella di una cultura giuridica basata su un sedimentato di diritto comune (sentenze) eletto a testo di diritto pressoché civile (codici). Un cosa simile al diritto romano imperale post-Giustiniano, per chi si interessasse si storia del diritto. E questa è la quintessenza della sclerotizzazione del pensiero, se escludiamo il diritto teocratico, perché fonda il pensiero attivo sul "pensato accreditato". Ed è anche, in ambito più strettamente psicologico, il trionfo della mentalità aggressivo-passiva, perché ogni pensiero "nuovo" tende surretiziamente a giustificarsi, ovvero a spogliarsi di ogni responsabilità innovatrice, nel pensiero pregresso citato a suo fondamento. Il che può ancora pensarsi sensato un una disciplina che tende a un necessario determinismo strutturalista come è in effetti il diritto, la cui certezza ideale è propria di una vera "scienza pura" formale e positiva come solo la matematica sa essere altrettanto, ma nell'ambito del "libero pensiero" umanistico un simile atteggiamento è del tutto nefasto, e direi realmente grottesco. A questo punto potrei ora apportare numerosi esempi concreti e puntuali, ma li eviterò, se non uno che mi riguarda direttamente e mi riporta dritto dritto nel cuore dell'in topic: ho visto la mia misera Evangelion Encyclopedia citata tra le fonti di papers accademici, riportata a fondo pagina e in bibliografia. Eppure, la mia misera Evangelion Encyclopedia era il prodotto dell'esaltazione di un ventenne italiano: il sottoscritto di vent'anni fa. Il sottoscritto essendo quello che era, nel concretizzare la sua esaltazione usava delle fonti quanto più vicine all'originale (la mia provenienza culturale era comunque giuridica), tuttavia queste non erano mai citate nell'opera derivata. Quindi, che senso ha mettere quanto scritto in quei fascicoletti come "fonte" di altri scritti ora persino "accademici"? Non ha senso, non ne ha alcuno.

Per contro, anche i più volenterosi appassionati nostrani, a cui va (quasi) sempre la mia sincera simpatia (anche nel senso originale del termine), tendono in genere a rifarsi a fonti mediate, spesso in malo modo, da intermediari linguistici e non solo. Una catena di falsificazioni reali e potenziali che ho visto costantemente offrire i suoi spesso viziati frutti. Il risultato della documentazione svolta per tramiti di fortuna è inoltre una raccolta di dati sempre molto frammentaria. E su tali fonti sempre e comunque imprecise e frammentarie, deficitarie per integrità qualitativa e quantitativa, anche i più sinceri appassionati nostrani tendono a fondare le loro proprie visioni, il che è legittimissimo (si capisce!), ma pure tende a confondere ulteriormente le acque tra ciò che è visione dell'autore sulla sua opera e ciò che è visione dell'appassionato sull'opera dell'autore. Un pastrocchio.

Quindi?

Il mio attuale pensiero, di me come sono oggi, con il mio cuore e la mia barba, e la mia putrefazione, è che si dovrebbe cercare – come esseri umani – di arrivare innanzitutto alle fonti come più originali possibili e più numerose possibili. Consultarle estensivamente, non per estrapolrne citazioni puntuali atte a verificare una "ipotesi" a priori, ma semplicemente per riempirsene, anche empaticamente. Calandosi così nella visione dell'autore, per respirarne l'afflato del tempo, e coglierne la "grande figura" che compongono molto più che per avere puntini da unire, spesso nell'aproristica volontà di dimostrare qualcosa di assunto come "propria ipotesi". Questa per me è la vera esegesi, la vera ermeneutica. Nell'umanesimo. Fatto questo, e anche solo per farlo ci possono volere anni, lustri, specie per opere complesse e nate in luoghi e culture lontane, poi si può e si dovrebbe ricominciare da capo con tutte le stesse fonti. Riconsultandole tutte dopo averle già consultate una prima volta e digerite tutte, ciascuna di loro assumerà un nuovo significato nella loro seconda assimilazione. Perché, come diceva Schopenhauer nell'introduzione alla seconda edizione del suo capolavoro, ogni parte di un pensiero umano coerente ne prevede il tutto, e quel tutto prevede ogni sua parte. Quindi bisogna rifare tutto daccapo, ritornando su ogni singolo estratto con la conoscenza pregressa del loro totale.

Questa è la mia idea attuale.

Ovviamente non è sempre perfettamente possibile, ma almeno si ha un metro e una direzione. Una tendenza, un asintoto a cui volersi avvicinare.

Dunque, in questo post, inizio col catalogare le principali fonti cartacee che sono riuscito a rintracciare in merito a ShinSeiki Evangelion.

Ma a che serve, davvero, un simile listino? Al mero compiacimento otaku di immagazzinare e ordinare i dati, come Azuma Hiroki insegna? Ebbene no. Non solo, per lo meno. Perché innanzitutto bisogna rimarcare che la mole, la provenienza, l'estrazione e gli autori delle fonti costituiscono un primo importantissimo livello di valutazione d'insieme.

Bisogna valutare infatti tutte queste cose per rendersi conto di cosa si sta trattando. Ed è per questo che ho raccolto, ricercato, verificato e poi anche tradotto questi listini. Tutte le traduzioni dirette dal giapponese sono, come ormai di consueto, originali e amatoriali, a cura del gruppo di amici e colleghi che si chiama GAMILAX. :-)

Fosse rimasto tutto solo per me, mi sarei contentato di aver studiato le varie testate di provenienza, i vari intervistatori e saggisti, e i rapporti tra di loro. Questo personalmente mi bastava (non "mi sarebbe bastato", ma davvero "mi bastava", perché l'avevo già fatto). Però non avrei potuto presentavi onestamente il frutto di tutte le riflessioni a seguire. Non si tratta di dire "ho ragione io, perché nell'intervista tal dei tali Anno Hideaki dice che..." – una cosa del genere sarebbe al livello di un ragazzino sbruffonciello al collegio che zittisce una suora sciorinando a memoria i versetti della Bibbia. Una cosa infantile e ottusa, insomma. Al contrario, per ragionare insieme, si tratta di fornire quanti più puntini possibile a tutti, e poi guardarne la figura che va comporsi, non già di presentare una figura e appuntarla al muro conficcando puntine da disegno in dei puntini convenientemente selezionati. Ma non non so se sono riuscito a spiegarmi.

In ogni caso, incominciamo con i principali articoli comparsi su riviste d'animazione in merito a ShinSeiki Evangelion:

Rivista Uscita Contenuto
『Newtype』 1995/gen Dialogo tra Anno Hideaki e Sadamoto Yoshiyuki in cui si parla di EVANGELION
『Newtype』 1995/apr Skill Up: commento di Anno Hideaki e documento di progetto pre-messa in onda
『animateNEWS69』 1995/nov/01 Intervista allo staff di produzione GAiNAX fino all'episodio 4
『Newtype』 1995/nov (allegato)  Speciale subito dopo l'inizio della messa in onda: materiali di riferimento e simposio, molti rapporti di doppiaggio 
『Animage』 1995/dic Debutto totale del filmato d'apertura
『MEGU』 1996/mar Copertina su Ayanami Rei, speciale sui personaggi femminili di EVA
『Animage』 1996/apr Guida estensiva prima dell'episodio finale
『Animage』 1996/giu Impressioni sull'ultimo episodio di Miztama Keinojo, Oomori Nozomi, Itou Shinpei
『Newtype』 1996/giu Intervista al regista Anno Hideaki sui due episodi finali. Si sollevano dibattiti
『Hobby Japan extra』 1996/giu (speciale) 「EVANGELION Special」
『MEGU』 1996/lug Contributo di Oguro Yuuichirou
『Animage』 1996/lug Dialogo tra Anno Hideaki e Miyamura Yuuko
『Newtype』 1996/lug (allegato) Allegato con delucidazioni su tutti i 26 episodi
『Animage』 1996/set Re-ispezione dei contenuti col titolo 「Per una rilettura」
『Newtype』 1996/nov Dialogo tra Anno Hideaki e Ueno Toshiya
『Animage』 1997/gen Dialogo tra Anno Hideaki e Okamoto Kihachi
『Animage』 1997/apr Speciale subito prima del debutto cinematografico. Revisione ottimale della versione TV
『Dragon MAGAZINE 1997/apr Prima metà della sceneggiatura del capitolo DEATH
『Dragon MAGAZINE 1997/mag Seconda metà della sceneggiatura del capitolo DEATH
『Animage』 1997/giu Enigmi chiariti e enigmi non chiariti nella versione cinematografica
『Animage』 1997/set Indagine estensiva - 21 pagine
『Newtype』 1997/set Air / Magokoro wo Kimi ni– intervista al regista Anno Hideaki
『Dragon MAGAZINE 1997/ott Prima parte della sceneggiatura di「Air」
『Dragon MAGAZINE 1997/nov Seconda parte della sceneggiatura di「Air」
『Dragon MAGAZINE 1997/dic Prima parte della sceneggiatura di「Magokoro wo Kimi ni」
『Newtype』 1997/dic 「Ancora un altro EVA」: intervista a Sadamoto Yoshiyuki sugli sviluppi del manga
『Dragon MAGAZINE 1998/gen Seconda parte della sceneggiatura di「Magokoro wo Kimi ni」
『Newtype』 1998/mag Dialogo tra Anno Hideaki e Noda Hideki

La provenienza principale di questo listino è questa pagina web. Stando a quanto dichiaratovi, l'elenco originale è stato redatto anche consultando due libri giapponesi.

Il primo è questo: エヴァンゲリオン快楽原則 (EVANGELION KairakuGensoku). Il titolo, puramente freudiano, è tutto un programma e significa precisamente "Principio di piacere (di) EVANGELION". Si tratta di un'antologia di testi critici e autoriali sull'opera animata in questione, redatta dall'ingegnere e storico dell'architettura Igarashi Tarou. Il libro raccoglie molti contributi precedentemente pubblicati su fonti varie, che nei listini qui riprodotti vengono riportati in rosso.

Il secondo libro, non monografico a tema EVANGELION, ma del tutto generalista sugli anime, è invece   アニメの見方が変わる本   (Anime wo Mikata Kawaru Hon). Il titolo significa "Il libro che cambia il modo di guardare gli anime", e come si capisce si tratta di una vera e propria guida di settore che ne enuclea i titoli e i contenuti ritenuti più significativi. Nello spazio dedicato a EVANGELION sono presenti numerose citazioni di brani interpretativi.

 

In ogni caso, la pagina web giapponese da cui sono partito dunque trae a sua volta da questi due libri molte delle sue informazioni, che ritengo abbia integrato ed elaborato. A mia volta, partendo da lì io ho integrato, corretto e verificato, cercando le copertine e gli indici delle riviste citate, le scansioni o le trascrizioni di quanti più articoli del caso, eccetera. 

Naturalmente ci sarebbero anche interessanti interviste pregresse, diciamo soprattutto interviste che coinvolgono Anno Hideaki nel periodo 1991-1995, ovvero tra la fine di Nadia e l'inizio di Eva. In particolare a settembre del 1991 Animage pubblica una famosa intervista doppia dell'autore in questione e al suo collega Shimamoto Kazuhiko, che pur nella sua brevità risulta cruciale nella messa a fuoco della mente creativa che avrebbe di lì a breve iniziato al elaborare EVANGELION.

Tornando specificatamente alla lista di articoli specifici su EVA, mi sono giustamente documentato sulle personalità coinvolte. Restando per ora nell'ambito delle riviste specializzate di anime, oltre ai molti contributi del regista Anno Hideaki, balzano innanzitutto agli occhi i nomi di Oguro Yuuichirou e Miztama Keinojo.

Il primo è un articolista attivo da molti anni nel settore, noto anche per gli articoli che a talvolta tradotto Garion per noi. In realtà, lui stesso, insieme al suo Studio Yuu, era il responsabile editoriale dei testi contenuti nei fogli allegati ai LD originali giapponesi di Evangelion, ovvero il famoso EVA友の会 (EVA Tomo no Kai, ovvero  Il Circolo degli Amici di EVA) e poi dei famosi tre "libelli", o mook, o program book, che vennero commercializzati in Giappone insieme ale originali uscite cinematografiche di DEATH&REBIRTH e THE END OF EVANGELION. È anche lo stesso articolista tradotto dal nostro Garion per le sue "Memorie di Animage", nonché il mantenitore della prolifica rubrica web chiamata WEB ANIME STYLE, molti articoli delle quale sono stati nel tempo dedicati proprio a EVANGELION.

La seconda è stata (poiché purtroppo scomparsa di recente, e prematuramente) una illustratrice freelance molto attiva nel settore, che non solo illustrava regolarmente gli stessi EVA Tomo no Kai, ma era un'affezionata del Wonder Festival, e della 日本SF大会 (Nihon SF TaiKai), ovvero la grande convention di fantascienza che quando fa tappa a Osaka prende il nome di DAICON. Molto attiva anche nel settore dei videogiochi, Miztama Keinojo ha disegnato per tante riviste ed editori e produttori, ma ben si coglie come fosse vicina ad ambienti "otaku" come quelli dell'originale GAINAX, tant'è che poi divenne articolista e commentatrice redazionale proprio in quegli stessi circoli.

Altri nomi importanti sono quelli del giovane regista Ueno Toshiya, anche lui poi prematuramente scomparso, e del più anziano Okamoto Kihachi, notoriamente molto amato da Anno Hideaki. Un altro nome importante è quello di Oomori Nozomi, un critico letterario e saggista assai preminente del settore della SF giapponese.

Come riviste, la parte del leone la fanno ovviamente Newtype (della Kadokawa Shoten) e l'ormai istituzionale Animage di Tokuma Shoten. La Kadokawa Shoten era uno dei due sponsor originali di EVANGELION (l'altro era la SEGA) e ne pubblicava anche il manga, non stupisce quindi che i primi due articoli sulla serie animata, precedenti al suo debutto in TV, compaiano proprio sulle pagine di Newtype, risultando molto preziosi come fonti di dati originali. Molto importante però è anche la presenza di MEGU, che era la rivista nata dalle ceneri della celebre OUT, la famosa testata settantina di sottocultura pop che pubblicò lo storico speciale su Uchuu Senkan Yamato che si considera il vero punto d'innesco dell'anime boom (un evento molto caro allo stesso Anno Hideaki, che definisce quel servizio giornalistico come "leggendario", nonché a uno studioso di anime che fu tra i principali interpreti di quel momento ovvero Hikawa Ryuusuke, la cui competenza nel settore è forse paragonabile solo a quella di Okada Toshio). 

Veniamo quindi ai più significati servizi giornalistici su riviste non specializzate sull'animazione:

Rivista Uscita Contenuto
『Uwasa no Shinsou』 1996/gen 「Le ripercussioni di『EVANGELION』– il ribollire delle lamentele sul finale 」
『TechWin VideoCD Magazine』 1996 (vol6) Montaggio in VideoCD con riassunto del primo episodio
『Internet Mania』 1996 (vol3) Presentazione di homepage riferite a EVA
『Gendaishisou』 1996/giu Breve trattazione nell'editoriale
『Shousetsu June』 1996/giu (n°79) Specialino「ShinSeiki EVANGELION」
『Shuukan Bunshun』 1996/giu/13 「『ShinSeiki EVANGELION』più fantastico di Uchida Yuki」
『Shuukan Yomiuri』 1996/giu/23 「La popolarità di EVANGELION prende a calci anche Komuro Tetsuya?」
『lui japon Scholar』 1996/lug/11 Articolo sul soundtrack di EVA svettato al primo posto dell'Oricon
『SF Magazine』 1996/aug 「Il mondo di ShinSeiki EVANGELION」– dialogo tra Anno Hideaki e Oomori Nozomi
『ACROSS』 1996/aug Dialogo tra Takekuma Kentarou e Okada Toshio
『Shousetsu June』 1996/aug (n°80) Intervista al regista Anno Hideaki, poi raccolta nel libro "Zankoku na Tenshi no You ni"
『STUDIO VOICE』 1996/aug 「『ShinSeiki EVANGELION』e il suo impatto」
『Dela Beppin』 1996/aug Approfondimento sulla regia con Okada Toshio
『EUREKA』 1996/aug Articolo:「Japanimation」
『QuickJapan』 Vol.9 (1996/aug) Intervista lunga ad Anno Hideaki. Stessi contenuti di『SCHIZO・EVANGELION』
『Big Tomorrow』 1996/set Analisi di Kayama Rika
『Bessatsu June』 1996/set Pubblicazione della prima e seconda sceneggiatura del ventiquattresimo episodio
『Intercommunication』 1996 (Vol.18) Saggio di Azuma Hiroki
『STUDIO VOICE』 1996/ott Intervista a regista Anno
『Kenichiku Bunka』 1996/ott Saggio di Ueno Toshiya
『Takarajima』 1996/ott/16 「Rapsodia del bollente merchandise di "EVANGELION"」
『A: BigComic Architecture』 1996/giu Intervista a Ootsuka Eiji
『QuickJapan』 Vol.10 (1996/ott) Intervista lunga ad Anno Hideaki. Stessi contenuti di『PARANO・EVANGELION』
『Bessatsu June』 1996/nov Intervista al regista Anno, poi raccolta nel libro「Zankoku na Tenshi no You ni」
『Kenchiku Bunka』 1996/nov 「Città al fronte」di Igarashi Tarou
『Model Graphic』 1996/nov Saggio di Odagiri Hiroshi
『AERA』 1996/nov/04 「EVANGELION: gli anime giapponesi si globalizzano」
『TECH Win MPEG SPECIAL』 1996 (Vol.2) Video intervista ad Anno Hideaki e altro
『Shuukan Playboy』 1996/dic/10 「Gli anime da qui in avanti punteranno a "ShinSeiki Evangelion"!」
『Shuukan Shinchou』 1996/dic/12 「Cos'è『ShinSeiki EVANGELION』, dal grande boom senza precedenti?」
『DIME』 1996/dic/19 「La realtà dell'anormale popolarità di『ShinSeiki EVANGELION』」
『SAPIO』 1996/dic/25 「Il boom de『La rivoluzione intracranica』e『EVANGELION』danno l'allarme!」di Miyazaki Tetsuya
『QuickJapan』 Vol.11 (1996/dic) Recensioni incrociate sugli ultimi 2 episodi
『Takarajima』 1997/gen/22 「Quest'anno grandi attese per la febbre del merchandise di 『EVA』!」
『Josei Jishin』 1997/gen/21 Articolo non significativo di 3 pagine
『Zaikai』 1997/gen/28 Strabiliante mole di vendite di CD e videocassette
『AERA』 1997/feb/03 「Il popolare『ShinSeiki EVANGELION』 verso il debutto cinematografico」
『Shuukan Houseki』 1997/feb/13 Presentazione del fenomeno EVA
『QuickJapan』 Vol.12 (1997/feb) Progetto speciale del debutto cinematografico. Divertente mini-enciclopedia di EVA
『The Television』 1997/feb/28 I tre enigmi che hanno sollevato il fenomeno EVA
『TOKION』 1997 – primavera Dialogo tra Anno Hideaki e Pierre Giner
『STUDIO VOICE』 1997/mar Speciale esteso di ben 40 pagine
『Puff』 1997/mar Speciale d'apetura
『Uwasa no Shinsou』 1997/mar 「L'altro lato di EVA」– solo veri pettegolezzi.
『FOCUS』 1997/mar/05 Festa d'avvio di EVANGELION
『Nikkei Architecture』 1996/mar/10 「La possibilità delle『Architetture visionarie』disegnate dagli artisti」
『PIA』 1997/mar/11 「Ci sto dentro! EVANGELION」
『The Television』 1997/mar/14 In tema di anime, che cosa sia EVANGELION
『Shuukan Asahi』 1997/mar/14 Discorso sulla bambola a grandezza naturale di Ayanami Rei
『The Television』 1997/mar/21 Speciale dedicato al film「SHITO Shinsei」
『Kinema Junpou』 1997/mar-fine (n°1218)  Speciale dedicato al film「SHITO Shinsei」
『AERA』 1997/mar/24 「「L'incompletezza」per ritardare la morte degli anime」
『Bart』 1997/mar/24 「ShinSeiki EVANGELION – la ricerca del segreto dell'adultità」
『FOCUS』 1997/mar/26 Rapporto sul debutto della versione cinematografica
『Shuukan Jitsuwa』 1997/mar/27 「Lo stato di furia dell'Eva」
『Shuukan Yomiuri』 1997/mar/30 Discorso sulla bambola a grandezza naturale di Ayanami Rei
『TechWin MPEG Special』 1996 Vol.5 Articolo su Ayanami Rei
『Gekkan Kadokawa』 1997/apr 「Ma『ShinSeiki EVANGELION』che sarebbe?   Per i film che dovranno arrivare」
『Nikkei Entertainment』 1997/apr 「Non vuoi più saperne e quindi non ti passa più? Conoscenza di base di『EVANGELION』」
『ShinKenchiku』 1997/apr 「Commento」di Muramatsu Shin
『Josei Seven』 1997/apr/03 「Ma che ci sarà di così tanto fantastico in『ShinSeiki EVANGELION』?」
『Sunday Mainichi』 1997/apr/06 「La "pericolosità" dell'anomalamente popolare『EVANGELION』e della Generazione Aum」
『Shuukan Playboy』 1997/apr/08 「Le maestose ragioni per cui l'anime "autoesplosivo" EVANGELION è un grande successo」
『Shuukan Shinchou』 1997/apr/10 Il mercato del sesso di EVA
『The Television』 1997/apr/11 「La febbre di『EVA』, colpo diretto sulle isole giapponesi!」
『Shuukan Dokushojin』 1997/apr/11 Saggio di Miyadai Shinji
『Shuukan Josei』 1997/apr/15 「Un milione di persone incastrate! ShinSeiki EVANGELION è un evento! Catalogo completo」e altro 
『Takarajima』 1997/apr/16 「Un anime super-popolare, che a un bel momento viene chiamato "fenomeno sociale"」
『DIME』 1997/apr/17 Il mercato di Kimura Kazuhisa
『Shuukan Dokushojin』 1997/apr/18 「Rapporto di cultura giovanile」
『FLASH』 1997/apr/20 Lezione su EVA secondo Okada Toshio
『nmp』 1997/apr/29 「Ma come si è generato l'EVANGELION-style?」
『QuickJapan』 Vol.13 (1997/apr) Tavola rotonda su DEATH&REBIRT, di ben 38 pagine.
『BART』 1997/apr/29 (No.9) 「La vera natura della sindrome da EVANGELION incombe!」, di Mochida Shuuichi
『INTERNET DA』 1997 vol.11 Presentazione di homepage e del fenomeno. Include anche un discorso del PR della GAiNAX
『SPA!』 1997/apr/30-mag/07 (comb)  「Che cos'è EVANGELION?」
『ACROSS』 1997/mag 「La festosa rappresentazione chiamata EVANGELION」
『BORDERLAND』 1997/mag 「I messaggi subliminali di EVANGELION」
『WIRED』 1997/mag 「La fine del mondo è questa qua」
『Wedge』 1997/mag 「La sindrome di ricerca dell'io che si accalca su EVA」
『Ushio』 1997/mag 「I giovanotti infervorati di ShinSeiki EVANGELION
『Shuukan Dokushojin』 1997/mag/02 Saggio di Ueshima Keiji
『SCIaS』 1997/mag/02 「Cos'è che guarisce l'animo dei giovani?」
『BART』 1997/mag/12 (No.10) 「L'enigma di EVANGELION」
『Intercommunication』 1997/mag/21 「La torsione di finzione e realtà」
『dacapo』 1997/mag/21 「Ma perché『ShinSeiki EVANGELION』è di tendenza?」
『GON!』 1997/giu 「EVANGELION, a questo punto」
『Comickers』 1997/giu 「EVANGELION – I "fumettoromantici" del nuovo secolo 」
『THE21』 1997/giu 「『ShinSeiki EVANGELION』sarebbe?」
『EUREKA Rinjizoukan』 1997/giu Murakami Ryuu:「Letteratura dei postacci」
『FOCUS』 1997/giu/18 Anteprima dal filmato live-action di THE END OF EVANGELION
『Shuukan TV Gamer』 1997/giu/20 「Guida completa al merchandise di EVA」
『Tokusho no Izumi』 1997/estate 「Autopresentazione『Un'introduzione agli studi su EVANGELION』」
『MU』 1997/lug 「Decifrazione completa di『ShinSeiki EVANGELION』」
『Da Vinci』 1997/lug 「Ma i lettori dignitosi di manga dove sono andati a finire?」
『INTERNET DA』 1997 vol.13 Grande speciale sulle homepage di EVA
『AERA』 1997/lug/28 (No.31) Articolo 「Tutto su EVANGELION」– intervista ad Anno Hideaki e altro
『Newsweek Nihongoban』 1997/lug/30 Copertina con Rei e Shinji
『Shuukan Shounen Magazine』 1997/lug/30 (No.33) Dialogo tra Anno Hideaki e Fujisawa Tooru, illustrazioni e saggi "EVA secondo me" dagli autori della rivista
『MU』 1997/ago 「La rivelazione di『THE END OF EVANGELION』」
『WIRED』 1997/ago 「Una narrazione in qualità di single
『Nikkei Entertainment』 1997/ago 「Prima dell'uscita di『EVANGELION』&『Mononoke Hime』」– interviste a Miyamura Yuuko e Miyazaki Hayao 
『PC DECO』 1997/ago EVA e Internet
『EYECOM』 1997/ago/01 Intervista a Kamimura Yasuhiro del reparto network della GAiNAX
『Shuukan Post』 1997/ago/08 「EVANGELION per le persone sconosciute」
『Shuukan Asahi』 1997/aug/15-22 (comb) 「I punti affettivi che legano『Jungle Taitei』e『Mononoke Hime』e poi『EVANGELION』」
『EYE•COM』 1997/aug/15-set/01 (comb)  Intervista a Kamimura Yasuhiro del reparto network della GAiNAX
『Young Animal』 1997/ago/22 Dialogo tra Anno Hideaki e Ninomiya Hikaru
『Young Animal』 1997/set/12 Dialogo tra Anno Hideaki e Ninomiya Hikaru
『EYE•COM』 1997/set/15 Intervista a Kamimura Yasuhiro del reparto network della GAiNAX
『FRIDAY』 1997/set/19 Le sembianze da Ultraman di Anno Hideaki
『QuickJapan』 Vol.15 (1997/aug) Conversazione su Mononoke Hime vs THE END OF EVANGELION
『Comic Box』 1997/ott 「Ma che è successo con EVANGELION」
『Shokun!』 1997/ott Critica ad EVA di Miyazaki Tetsuya
『MacUser』 1997/ott I font utilizzati in EVA
『Gekkan Evah』   Nessunissimo legame con EVANGELION, la scrittura è "Evah"

Poi ci sarebbe anche un piccolo omake, ovvero:『AERA』  1998/aug/31  Intervista al regista Anno Hideaki al debutto del suo nuovo anime『Kareshi Kanojo no Jijou』

 

In ogni caso spero possa essere evidente agli occhi di tutti il livello di "fenomeno di costume" che raggiunse, nel 1996 e 1997, l'anime chiamato ShinSeiki EVANGELION.

Ovviamente, il fatto che una serie animata nata in sordina, senza grossi sponsor né finestre di visibilità nazionale, fosse cresciuta al punto di approdare nelle sale cinematografiche, beh, già quello sarebbe stato abbastanza sensazionale. Ma se si guarda la varietà delle testate non di settore dell'animazione che hanno dedicato spazio al fenomeno, e il loro volume complessivi, e la loro variegata estrazione, viene onestamente un almeno capogiro. Si parla di riviste della neonata vague di comunicazione digitale, certo, ma anche di tantissime testate di costume giovanile, persino di critica sociale, di tendenze urbane, addirittura di cultura popolare tout-court. A più riprese si citano tensioni psicologiche e dell'Aum Shinrikyou. E questo non è un parallesismo fatto da qualche weaboo che cerca di darsi un tono con lo studio a distanza (temporale, spaziale) della storia giapponese contempranea, questo è il Giappone che si interrogava su sé stesso, e davvero a caldo.

L'altro dato rilevantissimo e he furono numerosissime le firme autorevoli "prestate" a tale copertura giornalistica nazionale durata in effetti quasi due anni interi. Si parte con nomi relativamente noti, come Oomori Nozomi e Okada Toshio (con Takekuma Kentarou), ma dopo un'analisi di Kayama Rika si arriva ben presto a veri saggi di veri studiosi e letterati, quali Azuma Hiroki, Ueno Toshiya, Ootsuka Eiji, Igarashi Tarou, Odagiri Hiroshi. Fa poi una comparsa anche la mia vecchia conoscenza personale Pierre Giner, che ai tempi collaborava con Dynamic Vision e che intervistò Anno Hideaki – sempre con Pierre io stesso cenai con la GAiNAX a Roma e intervistai Sadamoto Yoshiyuki a Parigi. Ma a questo punto, ci si avvicinava all'apice del fenomeno, e l'interesse per EVANGELION arrivò persino su riviste di architettura, di scienze, nonché sull'autorevole testata di cinema Kinema Junpo. Dopo la firma di Muramatsu Shin compare addirittura quella del filosofo Miyadai Shinji, che insieme a quella già citata di Ootsuka Eiji mi pare davvero la più autorevole in assoluto. Un nuovo contributo di Okada Toshio e poi saggi di Ueshima Suuichi e Mochidai Kenji. A questo punto, forse per il suo apprezzamento dichiarato da parte del regista Anno Hideaki, viene tirato in ballo anche Murakami Ryuu, che è un po' l'apoteosi della subcultura che lambisce la cultura nazionale, perché parliamo di una autore giapponese di letteratura considerata "alta". Poi nell'estate del '97 si passerà al dualismo tra THE END OF EVA e Mononoke Hime, un confronto che tenne banco nel settore dello spettacolo giapponese nell'estate del 1997, davvero notevole l'intervista doppia tra Miyazaki Hayao e... Miyamura Yuuko. Interessante che poi si tiri dentro anche l'opera di Tezuka Osamu (su una rivista nazionale della Asahi). In seguito si arriverà a dare spazio a una figura chiave della GAiNAX ma sempre molto sottotraccia, il signor Kamimura Yasuhiro, e poi ancora Ninomiya Hikaru e Miyazaki Tetsuya.

Ora, io non so quanti di voi conoscano quanti di questi nomi, dico di testate e personalità. Io nel tempo ne ho indagati molti. Ho anche cercato e letto parecchi dei loro contributi. Almeno sui principali sarebbe mia intenzione andare a elaborare un po' nel proseguo di questo stesso thread (o del suo gemello). Ma lasciatemi dire una cosa, qualora non fosse evidente e chiaro a tutti: l'impatto che ebbe ShinSeiki EVANGELION sulla società giapponese, sul costume e sulle tendenze giapponesi, sul mercato e sul mondo degli anime e dell'intrattenimento, fu semplicemente senza precedenti. Ma proprio come ordine di grandezza. Nel corso di tanti anni di frequentazione anche di questo forum ho letto saltuariamente taluni utenti che, non essendo estimatori dell'opera, o essendone legittimissimi avversatori, magari hanno talora teso a ridimensionare con gli argomenti più futili e provinciali la reale portata che ShinSeiki EVANGELION ebbe nel suo mondo, il Giappone. Fare ciò è in realtà semplicemente ridicolo. Ovviamente dire che ShinSeiki EVANGELION sia – che so – "un capolavoro" resterà sempre un giudizio di valore e come tale per me resta sempre del tutto personale, ma la portata del suo fenomeno è al contrario qualcosa di totalmente fattuale, obiettivo, comprovabile: l'impatto del successo di EVANGELION e il segno che lasciò non è semplicemente paragonabile a nulla dello stesso ambito, né prima né dopo. Se parliamo del periodo dall'inizio dell'anime boom, stiamo chiaramente parlando di un fenomeno la cui magnitudo surclassò persino quella di Uchuu Senkan Yamato (la serie iniziatrice dell'anime boom stesso, a partire dal celebre special sulla rivista OUT), nonché la subito successiva dell'originale GUNDAM. Chiaramente da questi due successi, che erano esattamente i due che Anno Hideaki si era proposto esplicitamente di eguagliare, fino a quello ancora più grande di EVANGELION non vi fu nulla di lontanamente paragonabile a nessuno di essi. Ma anche tornando indietro: passando a ritroso per Alps no Shoujo Heidi fino a tornare ai classici dello spokon (solo Ashita no Joe, forse) e ancora più indietro bisognerebbe forse tornare fino al vero inizio nazional-popolare: Tetsuwan Atom e la guerra del cioccolato per bambini.

Tutto questo semplicemente per essere chiaro e dare un'idea pur vagamente documentata della reale dimensione di ciò di cui stiamo parlando.

E ci tengo a sottolineare che non ho riportato un terzo listino, quello degli articoli dedicati a EVANGELION comparsi sui quotidiani nazionali, il cui contenuto è forse fin troppo generalista per interessarci qui, ma che pure danno un'ulteriore idea delle proporzioni raggiunte dal fenomeno. Ovviamente non si è neppure parlato di tutti gli spazi televisivi dedicati all'opera e al fenomeno, cosa che sarebbe già più interessante.

Dunque, in buona sostanza, di che cosa stiamo parlando?

Non stiamo parlando delle VHS italiane (da me medesimo curate), delle fumetterie italiane e del First Impact (da me medisimo ideato e curato), di EVA su MTV Italia, della Renewal e della Rebuild, e non stiamo parlando neppure di EVA su Netflix nel 2019, no.

Non stiamo parlando di queste cose perché stiamo parlando dell'opera originale e vera, e del suo contenuto e del suo autore e dei suoi creatori, e nel suo luogo e nel suo tempo, ovvero:

ShinSeiki Evangelion, Anno Hideaki e GAiNAX, Giappone, 1995-1997.

Tutto il resto, mi spiace dirlo ma anche no, è tutto sommato quanto più  I N S I G N I F I C A N T E – insignificante se vi interessa la verità e il valore di EVANGELION.

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Molto interessante! Attendo il prosieguo con sincero interesse. Solo una cosa (precisazione scema): prolungherei al '98 il 'nucleo' del fenomeno.

In quell'anno esce l'ultimo materiale inedito e/o 'definitivo' negli ultimi LD della serie.

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