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Joker (You can (not) have a origin movie)


Alex Halman

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Why No One Will Get Fired Over ‘Joker: Folie à Deux’

questo articolo di hollywood reporter è un po' particolare se interessano alcune dinamiche che hanno portato alla realizzazione del film, che ora si sta lasciando che vada come vada, ma c'è anche un particolare che riguarda nolan ed è riferito al precedente joker.

in pratica non stanno volando stracci e il film è nient'altro che l'ennesimo residuo della precedente gestione; visto il successo del primo joker, un seguito era inevitabile e chi ha preso WB non poteva che tenere in piedi gli accordi. del resto hai un blockbuster e lo lasci lì? al giorno d'oggi nessuno si comporta così, anche se spesso sarebbe meglio.

la particolarità è che, forse per via dell'acquisto dell'azienda, non ci sono stati executive DC a seguire la produzione e così todd e phoenix erano liberi di fare quello che volevano. zero test screening. zaslav ha anche impedito che vi fossero maggiori investitori.

relativamente a nolan, il precedente film di joker avrebbe visto nel finale il protagonista incidersi la faccia per avere un sorriso ma appunto nolan è intervenuto per impedirlo, riuscendoci, perchè solo il suo, di joker, doveva avere quella caratteristica.

folie a deux non è un prequel di the dark knight, sempre quello di nolan, nonostante una certa scena però è curioso come si sia materialmente arrivati lo stesso a quell'idea.

 

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Onore delle armi a Warner Bros che data la mala parata sta facendo qualunque cosa possibile per supportare il film.

Se la settimana precedente abbiamo visto circa 40 milioni di incassi in patria e 80 circa worldwide (prima l'Italia con 5, vantatevene) (c'eri anche tu):(fanculo)

per un totale di 120 circa

Questa settimana siamo ad un totale di 165, riuscendo a stare nello stesso numero di sale iniziali, anche se con circa 1/10 degli incassi 

 

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  • 3 weeks later...

visto un po' controvoglia ma volevo togliermi la curiosità dopo le varie recensioni lette qui e lì.

il film, che ovviamente è la diretta prosecuzione del joker che qualche anno fa entusiasmà molti ed incassò fantastigliardi, non si è rivelato all'altezza delle aspettative (qualora ce ne fossero; io ancora mi chiedo come ha fatto joker 1 a piacere così tanto fino a diventare un personaggio di costume).

il come e il perchè del fallimento commerciale direi però che è molto soggettivo.

la realtà è che questo sequel è perfettamente in linea con quanto accaduto precedentemente; il protagonista è davvero coerente e perfino la performance di joaquin è nuovamente da applausi. penso che quello che non ha funzionato è stata la soddisfazione di un certo tipo di aspettative, quelle cioè legate a cosa sarebbe dovuto diventare arthur.

in questo film arthur vive miseramente, è un codardo, non ha nulla e si crogiola nelle, immeritate, fantasie di successo e grandezza. durante il processo, che è pubblico, è condannato a morte per i fatti compiuti ed arriva perfino a coprirsi pubblicamente di ridicolo in tribunale quando licenza il suo avvocato, che puntava all'infermità mentale per ridurre la pena, e decide di rappresentarsi da solo (mettendo in scena dei clichè, ossia degli atteggiamenti e delle tipiche frasi da attori da film, senza però riuscire a darvi contenuto o a formulare uno straccio di argomentazione). sicuramente chi ha apprezzato il primo joker non avrebbe voluto vedere questa miseria che però, ribadisco, è perfettamente coerente con il personaggio già visto in quanto arthur è proprio così, oltre che malato (psicologiamente instabile). le aspettative del pubblico probabilmente avrebbero dovuto essere quelle che aveva nella mente arthur, ma qui si è deciso di mettere da parte la finzione ed il joker in fin dei conti era soltanto un'altra fantasia.

c'è la storia d'amore con lee, interpretata da una lady gaga bravetta e canterina. ah, questione musical. il film NON è un musical e le canzoni, occasionali, sono funzionali alla storia ed in ciò non ci vedo nulla di male o fuori luogo; sono una scelta come un'altra e semmai i vari siparietti canori aggiungono un minimo di vivacità a questo cupissimo film, se non altro creando un'alternanza tra oscurità e luce.

il problema più grosso è però la sceneggiatura, misera come il suo protagonista. tant'è che i primi 3 minuti del film, in formato cartone animato, con il senno del poi preannunciano la morale e l'esito del film: arthure è vittima delle proprie fantasie e finirà male.

succede davvero poco, i tempi sono dilatatissimi e non si esce dalle mura della prigione o del tribunale finchè non scoppia una bomba ed arthur ha modo di fuggire dal tribunale. qui c'è l'ennesimo colpo basso: arthur incontra lee, delusa perchè lui ha dichiarato in pubblco che non esiste joker e così facendo ha frantumato l'iteresse che lei nutriva verso questo presunto anti eroe (un po' come il pubblico...), e sebbene le prometta di diventare quello che lei vuole (joker) l'interesse ormai è sfumato totalmente.

arthur torna in prigione e muore, ucciso da un ragazzino che è il suo emulo.

qui però succede una cosa molto particolare, perchè nella sua ultima fantasia arthur si immagina un discendete. un figlio (sarà anche un riferimento a quello che lee dceva di aspettare da lui). ecco, il ragazzo che lo uccide potrebbe funzionare dasetup per il vero joker. molto probabilmente non succederà mai, però sarebbe stata imo un'idea interessante anche alla luce del fatto che arthur non è IL joker, ma semplicemente joker.

in definitiva è vero che è un film che decostruisce un personaggio di successo che sembrava essere stato creato e ciò delude, ma ha senso. solo questo, perchè francamente non era proprio la storia ideale da raccontare in riferimento ad uno dei personaggi DC tra i più iconici.

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Il perché del problema al botteghino e' presto detto.

Toad Philips ha involontariamente fatto un gran pasticcio col primo film.

Il regista infatti non aveva la benché minima intenzione di realizzare un film su un super eroe.

Di fatto però gli stilemi e gli espedienti vari usati hanno portato e virato verso il più tipico sistema di riscatto, pur con termini negativi,med emancipazione tipici di un super eroe, di una figura di riferimento presso il pubblico.

Toad Philips non aveva però la minima intenzione di farlo.

E' successo per una marea di motivi.

Ora, questo a Toad Philips non solo stava sul cazzo, ma non lo sopportava proprio.

Il problema però e' che ormai il primo film esisteva e non poteva dargli fuoco; si, lo so che apparentemente e' un controsenso dato che quel film gli ha dato fama, soldi e potere.

Ma ecco la tempesta perfetta.

Ovviamente la Warner dati gli incassi del primo, non solo vuole un secondo film, ma vuole anche essere molto più presente negli incassi dato che il primo l'ha fatto credendoci poco.

Ed ecco appunto la tempesta perfetta; da un lato, il cambio in corso d'opera del progetto avviene nel mezzo di passaggio di proprietà e dirigenza Warner, così nei fatti nessuno ha messo becco nella produzione, lasciando totalmente libero Toad Philips di fare quello che voleva,nell'altro lato appunto il regista così libero ha avuto carta bianca nello sparigliare le carte.

Il pubblico che ha determinato il successo del primo film, e' dipinto dal regista come quella massa di idioti che lo osannano come joker, e lui, Arthur, invece di diventare un capo popolo, fugge via e scappa da loro, la sua storia d'amore non poteva che crollare nella realtà e alla fine viene fatto fuori, ma come Arthur.

Joker 2 e' quindi il film Joker come avrebbe voluto andasse il regista.

Ma nuovamente, e questa volta a differenza del primo, consapevolmente, Toad Philips, sbaglia.

Sbaglia perché non può più tornare indietro.

Sbaglia perché lo sparigliare così le carte non poteva portare niente di buono.

Arthur riguadagna la propria purezza originale; non e' mai stato nel suo destino essere "qualcosa di figo" come il Joker, ma esserne al massimo una fonte di ispirazione per chi dovesse prenderne l'aspetto nel futuro.

Quindi in conclusione, Joker 2 può piacere come film SOLTANTO se si empatizza con Arthur, nella propria purezza, non come personaggio negativo, ma come persona che nulla era e che come nulla e' morto.

Se si empatizza con Arthur, questo magicamente diventa un bel film.

Ma questo e' incredibilmente difficile, in quanto si empatizza con figure eroiche o che si stagliano dalla folla, che ne diventano anche finte di ispirazione.

Quello che forse e' uno dei prototipi di persone che cadono all'inferno in una spirale distruttiva, il Pacino di Scarface, lo fa consumato dal fuoco delle proprie passioni.

Arthur e' un ameba schiacciato dal primo che passa.

Certo, c'è a chi piace.

Ma in nessun caso si può sperare che piaccia ad abbastanza gente da fare incassi miliardari come il primo, sbagliato dal regista, film 

  • Grazie! 1
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