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    Yamato Video - News

    Yamato Video e Nexo Studios portano nelle sale Arion, film di Yoshikazu Yasuhiko | AnimeClick Sì, abbiamo chiesto più Yas, ma mi sa che non ci siamo capiti.
  3. Sempre brandelli di una "parte bassa" di articolo su MH mai completato: Il nichilismo autoriale di un adattamento linguistico "oggettivante" Tipicamente, nell'adattamento cinetelevisivo, e persino nella logica sottesa alla fruizione delle opere di finzione dal contenuto linguistico, si mettono in moto alcuni meccanismi inconsci del tipo: "se è un fantasy, la lingua in cui è espresso dev'essere manierosa", oppure: "se è ambientato nel passato, parleranno tutti in modo anticheggiante". A me simili apriorismi paiono assurdi, poiché ritengo ogni opera sia e resti ciò che fu nella mente del suo autore e nella realtà da lui creata. Di conseguenza, credo fortemente che nessun opera di umano ingegno debba in nessun modo adeguarsi alle idee preconcette di soggetti terzi. Credo altresì che la cosa più importante sia sempre andare nel profondo del testo originale, nel dettaglio linguistico di ogni frase, locuzione, parola, ossia la reale materia linguistica in cui si esprime ciascuna opera autoriale originale. Capire tutto approfonditamente e poi renderlo fedelmente per quello che l'originale è, non per quello che si presume che l'originale 'volesse significare', o nel modo in cui si presume che l'originale "dovrebbe suonare" alle orecchie di un ideale fruitore che per di più non è affatto chi attua tali presunzioni, anzi è tipicamente l'esponente di una cultura diversa, di una popolazione nazionale diversa, magari anche di un'età diversa e di un'epoca diversa. Chiaramente ogni singola parola [significante], nella mente di ogni autore che la utilizzi, rimanda a un preciso concetto [significato], benché tutte le parole utilizzate potrebbero aprire la porta a varie interpretazioni. E poiché il destinatario di ogni comunicazione linguistica non ne è l'autore, né può pretenderne di presumerne le specifiche intenzioni comunicative dietro all'uso di ciascuna parola posta dall'autore nel suo testo, ritengo sia semplicemente essenziale rendere precisamente la realtà delle parole per quello che le parole sono e per come sono state inanellate nel contesto linguistico dell'originale. Dunque anche se talune persone mi criticano pensando che io sovrascriva persino un mio riconoscibile stile ai testi su cui opero, in realtà è vero l'esatto contrario: la matrice comune che emana dai quei testi in italiano è più semplicemente l'effetto, per molti inedito, di una traduzione quanto più fedele che muove dalla stessa lingua di partenza: il giapponese. All'interno di questo campo, si manifestano tutte le varianze e variazioni di caso: le differenze tra il giapponese usato da un autore e un altro (come nel diverso uso della lingua giapponese fatto da Miyazaki Hayao e Takahata Isao, ad esempio), le differenze tra un'opera e un altra pur dello stesso autore (come nel diverso stile di lingua giapponese fatto da Miyazaki nei suoi film Mononoke Hime e Sen to Chihiro no Kamikakushi, ad esempio), le differenze tra un personaggio e un altro pur della stessa opera, le differenze tra un dialogo e un altro pur dello stesso personaggio. A tutti gli effetti, quello che si chiama "differenza stilistica" è un qualcosa che esiste nella realtà secondo diversi ordini di grandezza. Dunque, considerando una simile varietà linguistica effettivamente frattale, il mio tentativo dinanzi a ogni scelta di resa italiana di un testo straniero è quello di avere una quanto più oggettiva trasposizione del contenuto lessicale, semantico e quindi altresì stilistico dell'originale, basata su di un criterio discriminante quanto più obiettivo. Questo può avvenire solo tramite una certosina consultazione di quante più fonti – interlinguistiche e monolinguistiche (sia nella lingua di partenza che in quella di arrivo) – nonché grazie al coinvolgimento di quante più figure professionali e non, tra traduttori e consulenti, madrelingua e non. Come risultato, in pratica si potrebbe dire che per ciascuna scelta di adattamento da compiersi, di mio non ho mai scelto né mai sceglierei una data resa piuttosto che un'altra perché mi piaccia di più, o perché mi sembrasse "starci bene", o mi "paresse funzionare", quanto che ho sempre scelto una specifica resa sopra alle possibile altre perché, dopo aver consultato tutte le fonti (testuali e umane) a me disponibili nei due ambiti linguistici interessati, quella mi si è riprovata essere l'opzione più corretta, anche in coerenza con la terminologia di tutta l'opera, anch'essa parimenti analizzata a catalogata. Non sto ovviamente dicendo, neppure surrettiziamente, di essere infallibile in alcunché: la mia non è che una base obiettiva posta a fondamento di scelte sempre e comunque umane. Quello che sto semplicemente ribadendo è che cerco sempre di anteporre il criterio oggettivo al soggettivo, per quanto mi è possibile, ovvero per quanto mi riesca, di volta in volta. Il mio criterio di base è dunque soltanto questo. Eppure, come si capirà, per applicarlo e praticarlo ci vuole molto più tempo e impegno e sforzo che a fare le cose secondo "gusto e fantasia", ovvero reinventandosi più o meno liberamente il contenuto di un originale straniero, che risulta nei fatti una cosa infinitamente più rapida, agevole e per qualcuno divertente di quello che io ritengo essere il mio vero e giusto lavoro. Ci sono persone che lo vorrebbero essere un "lavoro creativo", ma io ritengo che sia un lavoro metodico. Ci sono persone che ritengono che lo scopo di questo lavoro sia quello di far capire e piacere, ovvero rendere semplice e rendere gradevole alle orecchie dei propri connazionali il contenuto di opere straniere, ma io ritengo che si tratti di portare alle orecchie dei propri connazionali la massima veridicità culturale e contenutistica delle opere straniere su cui si opera. La principale e basilare differenza è proprio questa. Solo se una traduzione, adattamento, localizzazione di un'opera straniera viene effettuata fedelmente, l'opera straniera resterà quanto più sé stessa anche una volta trasposta in un'altra lingua, e così – conoscendola per quello che era e che è – ciascun esponente anche di un pubblico straniero potrà legittimamente, liberamente e giustamente decidere se l'opera in questione glii piaccia o meno. Rendere possibile questo onesto giudizio personale che spetta a ciascun singolo fruitore delle traduzione è appunto il mio proprio compito. In questo senso, o una traduzione è fedele, oppure non è, semplicemente. Dunque non credo sia mio compito far piacere qualcosa a qualcuno, anzi non credo sia un mio compito far piacere niente a nessuno. Non sono un venditore e non sono neppure l'autore originale delle opere su cui lavoro, dunque in primo luogo non credo abbia alcuna importanza se una data opera su cui lavoro piaccia a me per primo. Mi interessa invece che quell'opera straniera sia resa nella mia lingua quanto più correttamente possibile, perché se parliamo della traduzione, dell'adattamento, della localizzazione di un'opera altrui, di altro autore, non dirò mai che qualcosa è giusto perché bello, ma sempre che è bello perché è giusto. Ovvero, nel mio ambito, credo che la maggiore correttezza sia la suprema bellezza. Dinanzi al trito quanto misero aforisma della traduzione che, come una donna, avrebbe a essere o bella o fedele, io dico che la fedeltà è la vera bellezza, l'estrema bellezza di una traduzione come di una donna, perché è la bellezza dell'anima. Quindi mi fa ancora specialmente ridere leggere i miei contestatori che sostengono l'esatto contrario del mio pensiero, del mio sentimento, della mia realtà, e sostenere che io sia una persona bramosa di ricoprire un improprio ruolo autoriale, che vorrebbe mettere il suo marchio sulle opere su cui lavora come adattatore. Come si diceva, come si capisce, è l'esatto contrario. A tutti gli effetti è il preciso contrario, a dispetto delle credenze favoleggiate da taluni esponenti del pubblico che, pur legittimamente insoddisfatti del mio lavoro secondo il loro personale e quindi indiscutibile gusto, finiscono poi per deragliare verso astiose espressioni del proprio scontento, proiettando forse sul mio nichilismo le loro stesse malcelate velleità. Proprio sotto questo aspetto, anche (e soprattutto?) il mio adattamento per il secondo doppiaggio italiano di Mononoke Hime è stato apparentemente divisivo, per di più in modo diacronicamente curioso, poiché dopo un primo momento di entusiastico plauso rivoltogli dalla platea di appassionati e professionisti ed esperti del settore, in un secondo momento sembra aver attirato su di sé il malcontento di una frangia più generalista e rumorosa del pubblico. Molto chiasso, soprattutto e insomma. Per contro, negli ultimi anni è diventato oggetto dell'interesse di alcuni attenti studiosi della materia linguistica e cinematografica in oggetto, che mi hanno contattato e intervistato nel corso degli anni per redigere le loro tesi di laurea. Ma tant'è: non è questa la sede per riprendere una diatriba ormai persino stantia oltreché stucchevole, indi passiamo oltre e proseguiamo nei meandri delle logiche e dei metodi praticati nell'adattamento in questione. Il dizionario interno di un'opera narrativa: disambiguazione terminologica In un testo narrativo si possono sempre riconoscere, distinguere e quindi enucleare delle parole chiave elette dall'autore. Sono parole che magari nella lingua d'origine hanno una gamma semantica anche molto vasta, ma che in un particolare testo divengono spiccate, specifiche. In questo senso, per parlare più concretamente, la lingua utilizzata da Miyazaki Hayao è sempre molto, molto più codificata di quella utilizzata da Takahata Isao, per l'ovvia ragione che Miyazaki crea opere di fantasia, e quindi universi con i loro concetti chiave e i loro codici "interni". In verità, lo stesso regista ha poi esplicitamente rinnegato questa logica creativa di elementi narrativi regolamentati (ma erano già i tempi di Howl, difatti si parlava di "magia"), ma resta che i suoi mondi fantastici sono ambiti con dei propri canoni ed equilibri, il che è proprio tipico degli universi fantasy. Dunque, se la difficoltà maggiore insita nei testi dei film di Takahata Isao è proprio la loro profondità e varietà culturale, per contro le difficoltà nel lavorare alle localizzazioni dei film di Miyazaki Hayao sono legate soprattutto a un uso assai personale, fantasioso e autolegittimato della lingua giapponese. Si potrebbe dire che entrambi gli autori si mostrano come artisti imperialisti del linguaggio, ma lungo strade diverse. Del resto persino in un film dedicato a un pubblico di bimbi in età prescolare come Ponyo, non è che Miyazaki Hayao si sia guardato dall’inserire una battuta con arcaismi pseudoscientifici presi di peso da un romanzo di Natsume Souseki (ovvero Io sono un gatto, nel caso specifico), dove troviamo un ormai a dir poco desueto concetto di "fattore (genetico ereditario) inferiore" (劣等因子, "rettou-inshi") in luogo del moderno e corrente "fattore (genetico ereditario) recessivo" (劣性因子, "ressei-inshi"), per esempio. Nei copioni dei film di Miyazaki Hayao ci sono sempre stranezze del genere, al punto che nel commentario audio (giapponese) del film Nausicaä della Valle del Vento l’aiuto-regista del lungometraggio Katayama Kazuyoshi e l'acclamato Anno Hideaki, amico e allievo storico di Miyazaki Hayao, si chiedono esplicitamente "come mai Miyazaki utilizzi per i suoi dialoghi un linguaggio tanto ricercato", per poi convenire che è proprio Miyazaki stesso a parlare spesso in una maniera vezzosa e infine concludere che "però questo conferisce un sapore particolare ai suoi film". Proprio in questo senso, Mononoke Hime risulta persino paradigmatico: come si vedrà più in dettaglio, al suo interno si trovano elementi del tutto vagheggiati (un villaggio Emishi in epoca Muromachi, i calcaterra/jibarashi, i kodama rappresentati in quel particolare modo, l’uso della parola "shishi" intesa col significato della sua antica lettura di "shika" in Shishigami, e altre ancora, arrivando persino all’utilizzo di un kanji considerato inesistente nella lingua giapponese corrente. Nel testo figurano pertanto molti concetti e denominazioni dalla spiccata connotazione specifica, anche al di là delle quali tutto il resto è riccamente costellato di usi del tutto puntuali di parole precise, di registri lessicali discrezionalmente impiegati per caratterizzare sottilmente vari personaggi, situazioni e rapporti. In altre parole, proprio Mononoke Hime è senz'altro una delle opere di Miyazaki Hayao con la lingua più ricca e codificata al tempo stesso, forse la più specificata fra tutte quelle impiegate nei testi dello stesso autore, così defininedo grandemente la cifra stilistica del film stesso e dei suoi dialoghi. Dinanzi a un simile ambito di utilizzo specifico di una lingua naturale all'interno di una narrazione fittizia, una mia tipica linea direttrice è quella di "disambiguare" le parole che costituiscono il dizionario specifico codificato dall'autore all'interno della sua opera, ovvero di rispettare e conservare le "variazioni" e le "permanenze" (lessicali, anche se sto qui usando una terminologia analitica piuttosto matematica, come si vede). Dunque una delle mie "bizzarrie" è enucleare il contenuto semantico preciso "per aree" del testo originale, per cercare una corrispondenza idealmente biunivoca di resa interlinguistica dei termini chiave così individuati. Questo tipo di "univocità e disambiguazione" lessicale, volta a creare una corrispondenza precisa sull'originale, mira a preservarne la cifra stilistica: ciò che è uguale nell'originale (permanenza) tale vorrebbe restare nell'adattamento italiano, ciò che è diverso (variazione) così si vorrebbe preservare. Tuttavia, questo tentativo non sarà mai perfettamente realizzabile. Anzi, non è mai perfettamente possibile, specie quando l'intersemantica non parte da una radice linguistica comune tra una lingua e un'altra, le cui rispettive aree semantiche delle parole non combaciano mai perfettamente, quindi non si riuscirà mai a trovare una perfetta corrispondenza biunivoca tra le parole di due lingue diverse. Pertanto, anche la possibile forzatura a cui si può sottoporre un testo tradotto, adattato, localizzato dovrà per forza trovare un suo limite, perché pure questo intento, questo 'puntiglio terminologico filologico' (o come dirlo si voglia) deve sempre restare un mezzo per la fedeltà di resa del testo del suo contenuto e del suo stile, non un fine in sé stesso. Di conseguenza, la mia ricerca di disambiguazione terminologica è in primis un qualcosa che viene sempre condotto e attuato internamente a ciascun singolo testo, ovvero copione, non già in toto su una data lingua straniera di partenza. In altre parole, non esiste una mia "tavola delle disambiguazioni del giapponese", ma soltanto varie "tavole delle disambiguazioni" di ciascun film su cui ho lavorato. Perché, come dicevamo, ogni film è diverso da tutti gli altri e mostra un uso della lingua diverso, specifico del suo autore e di quella specifica creazione di quell'autore. In secundis, anche all'interno di una stessa opera, la disambiguazione lessicale non sarà mai totale, assoluta, completa, perché questo intento comporterebbe un nefasto deragliare della resa linguistica di base. Difatti, se si analizzano profondamente i testi italiani che ho prodotto negli anni per i diversi copioni dei vari film Ghibli – e qualcuno l'ha fatto e lo fa seriamente, tipicamente per scrivere tesi universitarie e tesine liceali, in vari ambiti e a vari livelli – si noterà che non esiste mai una "quadratura perfetta della terminologia" neppure all'interno di un dato, singolo copione.
  4. Ieri
  5. Tufio

    Stagione Anime Primavera 2026

    Vabbè ricordiamoci del vero best romance della stagione:
  6. Ultima settimana
  7. Tufio

    Stagione Anime Primavera 2026

    Martedì, non si scampa, My Ribdiculous Reincarnation 7 Ed è arrivata la trama Ma prima minecraft CHE PUCCIA CHE E' Non lo so, da una parte apprezzo che adesso la serie abbia un senso logico e struttura, dall'altro mi sembra un po' fuori tempo massimo ed i personaggi sono troppo scarabocchi per tirarci fuori una storia godibile. Nel mentre, HONZUKI LOLOLOLOLOLOLOL
  8. https://www.dday.it/redazione/57455/interattivita-highlight-personalizzati-ia-e-un-nuovo-protocollo-cosi-dazn-sta-rivoluzionando-la-visione-dello-sport Tecnologia avanzatissima per un campionato scadente e un distributore peggiore del campionato.
  9. Tufio

    Stagione Anime Primavera 2026

    Allora, letteralmente è diventata la top serie della stagione, Ponkotsu Fuuki Iin to Skirt-take ga Futekisetsu na JK no Hanashi 7 TUTTI AL MAREEEE, TUTTI AL MAREEEE Scovate l'intruso, cioè questa è la sua vera forma PUCCE Ma quanto è alta la sorellina di coso E vabbè apriti cielo Presidente e presidentessa sono di gran lunga la miglior coppia, gran puntata, molto buona tecnicamente.
  10. Voglio solo dire che i primi 2 capitoli sono uno sfraccassamento di palle con gli specter... quindi ci vediamo direttamente con le immagini legali. Se uno pensava che iniziasse con questi sono i 12 olimpici e ora ci faccio la royal battle bhe non è andata così.
  11. Shito

    Che film avete visto oggi?

    Quanto ho odiato che "Ce ne può essere solo uno." sia stato "adattato" come "Ne resterà soltanto uno." – il fatto che la frase sia in ultimo pronunziata quando lui è GIÀ rimasto l'ultimo mi distrusse tutto il film, togliendo senso al "premio" finale. Ovviamente non è che possa esserci solo un immortale, può esserci solo un onnisciente. Amen.
  12. Sì, l'idea che mi hanno dato però è di voler proseguire e fare eventualmente un remake. Poi direi che non sarebbe il caso perché se per ogni film deve mettersi in mezzo il mondo, direi che sta bene così. E' stato un esperimento sicuramente riuscito fino al finale.
  13. Visto anch'io, e direi che non ci sia bisogno di un seguito, considerando che questo film, insieme ai precedenti special di Koike, è in pratica un prequel del primo film cinematografico di Lupin (noto in Italia come Lupin III - La pietra della saggezza..).
  14. Le spire del serpente attendono pazienti la direzione seguita dalla testa. :-)
  15. Shuji

    Che film avete visto oggi?

    In The grey , di Guy Ritchie allora ci sono due notizie; La prima, buona, è che Cavill è in parte e sembra molto meno Superman. La seconda, strana, è che Guy Ritchie fa quello che sembra un errore tecnico improprio, almeno uno che riporto nel dettaglio, ma volendo si potrebbe dire di altro. (Certo, Guy Ritchie rimane sempre "cinematograficamente muscolare") immaginate una strada con due moto ai lati, una a sinistra e una a destra, che e vanno entrambe verso il fondo. Volendo mostrare le moto di lato, mostrerò la moto sinistra orientata a sinistra se invece volessi far mostrare l'altra moto dall'altra parte della strada dovrei trovare il modo di andare verso la moto e continuare a far vedere che anche quella avrà verso sinistra. invece Guy Ritchie ha deciso di mostrare la prima moto che va in direzione sinistra orientata a sinistra verso diciamo il fondo e poi di mostrare la seconda moto a destra la mostra orientata, che va verso destra quindi abbiamo due moto che vanno nella stessa direzione e c'è quella a sinistra della strada che mostrata di lato che va verso sinistra e l'altra a destra che è mostrata di lato orientata verso destra. è una cosa curiosa perché tecnicamente non sarebbe un errore, nel senso che si parla di scavalcamento di campo quando un soggetto inverte la posizione da una scena all'altra ma uno stesso soggetto qui tecnicamente non sarebbe tale perché sono due soggetti diversi, però il senso della direzione si inverte da una scena all'altra quindi è uno scavalcamento di campo indiretto . una stranezza da parte di Gaia Ricci che non è esattamente l'ultimo arrivato. Quindi in sintesi a parte buona diciamo la buona notizia del film e che caville almeno in questo caso porta avanti bene il suo personaggio (cosa che è di buon auspicio per il prossimo Highlander remake) mentre sempre in questo film c'è la stranezza che Guy Ritchie fa delle scelte registiche un po' particolari
  16. "Social teaser" https://x.com/i/status/2056046519498035267
  17. Volevo scusarmi con @Shito e @Gendo91 per non aver ancora risposto ai loro messaggi e non aver continuato con i commenti. Purtroppo in questo periodo la "real life" è stata molto impegnativa e stressante, e non sono riuscito a continuare la visione di Eva. Però non me ne sono dimenticato, e prometto che a breve tornerò attivo.
  18. Tufio

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    Allora, la roba strana del tizio di Symphogear, Ghost Concert: Missing Songs al 7 Progetto multimediale che è in pratica un incrocio tra fate, petal of reincarnation, una serie idol, diciamo anche kaisen e ovviamente magical girls. Figurati se il villain grosso non era nerone incrociato a gilgamesh Quante cacchio di trasformazioni spiriti ancestrali accumula questa, tutto il cast di tutti i fate probabilmente ESCI DA QUESTO CORPO DEMONE, che scena bellissima Dopo il primo orrido episodio la serie si è piuttosto rivalutata. Discreto l'aspetto tecnico con alcune scene di anche pregevole fattura, la trama si è anche rivelata come un qualcosa di... assai pieno. Cioè, ammetto di non aver prestato eccessiva attenzione ma non ci ho capito piuttosto un ghezzo, c'è una caterva di personaggi, numerose fazioni, poteri/trasformazioni che si accumulano, maledizioni parassitarie, caterve di flashback/finestre storiche e pure qualche dimensione oscura. Cioè mi sa che han condensato uno script di 24 episodi in 12. Mah, ma bene che sembra reggere tecnicamente in vista delle prossime serie dello studio.
  19. Tufio

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    Qualcuno segue le quattro stagioni? Ok, la prima serie della stagione, The Strongest Job is Apparently Not a Hero or a Sage, but an Appraiser (Provisional)! all'8 Tizio verticalmente disabile finisce in mondo fantasy e poi lo sapete come va Disgraziatamente l'elfa tettona se ne va in sidequest per grossa parte della serie e viene sostituito dal support team di loli, micia parlante e MEGAFURRY Non è questo il fanservice che mi aspettavo QUESTO è il fanservice che mi aspettavo Eh, meglio il MEGAFURRY della solita loli, ma ancora meglio se l'elfa restava. Per il resto si è stabilizzato in una molto normale roba fantasy avventura con inaspettatamente una violenta azione. Tecnicamente un po' così ma ho visto di peggio. Ho visto di peggio.
  20. Chocozell

    Stagione Anime Primavera 2026

    Devo guardare sto anime di 'mrbiacone
  21. Tufio

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    Allora, Studio Kai sembra essere in grossi problemi finanziari, e si spiegano molte cose, Snowball Earth 7 Lo scontro procede un po' a rilento, il drama no Risolti subito i dubbi sulla timeline Miglior villain della stagione, i suoi motivi? E' completamente pazzo Tutto il budget nelle espressioni Ecco che tira fuori tutto il suo shinji mentre la situazione è sempre più disperata. Ma bisogna accellerare. Oppure tanto vale fermarsi alle alcolizzate scazzo, Botan Kamiina Fully Blossoms When Drunk 5-6 E si beve, e si cazzeggia, e si beve, e ci si seduce, e si beve, e si va in gita, e si beve Ep 5, e si va al bar, e poi si cucina... "cucina" per modo di dire Millemila inquadrature ad effetto Ep 6, cosa sarebbe lo scazzo pucce senza la consueta gita in montagna? DAI CHE STANNO PER CIULARE, DAI DAI DAI Vabbè, purissimo slice of life ma devi anche avere un bel grappino in mano. Serie anche assai artistica con numerosi cambi di regia, anche eccessivi ma nulla di eccessivamente disastroso come la streamer a parte l'episodio 3
  22. Den-chan

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    Bel tocco mettere come ending Plastic Love nell'ep 06 di OtaGal:-)
  23. Al netto delle mimmate, Academy non mi è affatto dispiaciuto. Mi spiace che non l'abbiano rinnovato. Ci vedevo del potenziale. E la faccenda del Klingon ghei, non mi è sembrata così sconvolgente. L'hanno gestita come mi sarei aspettato in ST, una cosa normale.
  24. Direi che 35th ora >50th Comunque rimasutaaaaaaaaaa https://fixupx.com/i/status/2055220659224216043 The four major projects leading up to the 50th anniversary of Gundam: • Mobile Suit Gundam SEED Freedom Zero, prequel to the film Mobile Suit Gundam SEED Freedom. The story was written during the planning stages of SEED FREEDOM by Chiaki Morosawa, Shigeru Morita, and director Mitsuo Fukuda. • Live-action Gundam movie, co-produced by Netflix, Legendary, and Bandai Namco Filmworks • Mobile Suit Gundam remaster project • New Mobile Report Gundam Wing, new long form project
  25. Precedenti
  26. Tufio

    Stagione Anime Primavera 2026

    OK, marriagextoxin continua ad essere segretamente il best action ed il best romcom Il romance barbarico ha sempre meno animazioni e deve compensare in altri modi...
  27. Chocozell

    Anime Factory - News in progress

    Durante la 3ª giornata di proiezione al cinema Millennium Actress ha incassato 74.782€ al botteghino con 8.983 presenze. Totale attuale: 210.732€ al botteghino con 25.086 presenze. Direi che potevano tenerlo al cinema qualche altro giorno, ma vabbeh.
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