Sull'uso del prefisso "meta-".
Come AkiraSakura ha ben spiegato all'inizio di un post sul suo blog, l'uso originale di questo grecismo sarebbe il concetto di "oltre", "muovendo da". Per esempio, l'esempio classico, la parola "metafisica". Tuttavia, ricercando un po' di più, ho scoperto che dapprima (greco antico, credo), il senso non era questo, ma quello di un complemento di argomento. Ovvero, la fisica è la realtà concreta dei fenomeni fisici, e i "discorsi sulla fisica" (quindi: la scienza) sono "metafisica". Si è trattato comunque di una ricognizione rapida, ma mi è parta la differenza di gradiente tra l'ontico e l'ontologico. La cosa ancora più interessante è che in effetti questo uso "originario" e apparentemente non molto noto del prefisso "Meta" è nei fatti rimasto in uso parallelamente a quello più noto, quindo ci si riferisce a un uso "contenutisticamente riflessivo" di un qualcosa, tipo "un film che parla di cinema è metacinematografia", "un'opera linguistica che parla di linguistica è metalinguistica". Sembra però che nella lingua corrente la cosa si usi solo per l'autoriferimento alla propria natura, come fosse un elevamento a potenza. Non mi pare che Babel sia detto un film metalinguistico.
Quindi, la metanarrativa sarebbe a rigore una narrativa che parla di narrativa. Un romanzo che parla di come si scrivono i romanzi, tipo.
L'uso che AkiraSaakura fa del termine, che non può definirsi un conio ma una ridefinizione di parola tramite deliberata assegnazione di nuovo significato a vecchio significante, non so perché ma l'ho agganciato al volto. E spontaneamente l'ho fatta anche mio. Essenzialmente in questo nuovo uso il senso è un po' quello attuale di "andare oltre", ma consta anche di una componente di pseudo-, quasi- ovvero introduce una connotazione di fittizio, si simulacro di qualcosa. Come un trascendere una realtà per giungere a una sua rappresentazione fittizia. Potremmo ad esempio dire dire, in questo senso, che gli .pm3 sono dei meta-dischi.
Inoltre, concordo fortemente che la differenza tra "grandi narrazioni" e "piccole narrazioni" sia completamente diversa, anzi realmente ortogonale a quella di "narrazioni" e "metanarazzioni". Invero, mi pare che le metanarrazioni siano più spesso che non delle "meta-grandinarrazioni". Del resto, la metanarrazione nasce come succedaneo alle tramontate grandi narrazioni. Una persona ancora più disillusa di me direbbe anzi che a ben vedere tutte le grandi narrazioni, quando ancora c'erano, hanno sempre avuto una componente metanarrativa, idolatrica e in questo simulacrizzante. Ops, l'ho detto.