Capita a volte che in un autore come Miyazaki Hayao certe influenze arrivino di riflesso.
Per esempio, in primis, una certa influenza junghiana arrivata tramite l'opera di Ursula K. LeGuin. Qui sto citando ignoranze e riferimenti esplicitamente dichiarati dall'autore in persona.
Oppure, altre cose della cultura narrativa scandinava che M. ha conosciuto tramite cose come i Moomin o l'opera di Astrid Lindgren,
Cose conosciute tramite le storie di Nakagawa Rieko.
Ai tempi di Sen to Chihiro, ripeto, M. era molto influenzato da Ginga Tetsudou no Yoru di Kenji, che è piena zeppa di tensione cristiana.
Ai tempi di Ponyo stava leggendo tutto Natsume Souseki, e ascoltava Wagner.
Poi visitò la Tate Britain, e si innamorò della Ophelia di Millais. Da cui Gran Mammare, e poi anche il "giardino segreto" di Shou in Karigurashi no Arrietty: ho chiesto personalmente de visu al regista Yonebayashi Hiromasa se la disposizione dei fiorellini riprendesse il simbolismo che i preraffaeliti ripresero dal primo rinascimento, Botticelli su tutti, e lui mi disse che sì, "era stato lui stesso a occuparsi di Gran Mammare, e aveva avuto quel materiale di riferimento da M.".
Oh, per dire, in Si alza il vento il protagonista Horikoshi Jirou si mette a recitare (per intero) una poesia di Christina Georgina Rossetti, sorella minore di dante Gabriel Rossetti, fondatore della Confraternita dei Preraffaeliti: "Chi ha visto il vento?" Non è che Miyazaki Hayao fosse un fervente appassionato dei Preraffaeliti. Se ne sarà incuriosito. Il fanatico sono io, perché sono di Vasto, patria di Gabriele Rossetti, esule a Londra e padre di Dante Gabriel, Christina Georgina e William Michael, Maria Francesca (in ordine sparso). Il loro fotografo ufficiale era un certo Charles Ludwing Dogson, al secolo Lewis Carroll. Sì, lui. Ho visto le sue fotografie chimiche (pose da minuti!) qui al mio paese a casa Pietrocola, cugini dei Rossetti. Teodorico Pietrocola fece la prima traduzione in italiano di Alice's Adventure in Wonderland, e fa sorridere, perché lui era abruzzese come me, ma il suo italiano è ancora molto toscano-fiorentino, usa termini come "grullina" per "silly", tipo. Ah, la moglie di Gabriele Rossetti, a Londra, era Frances Polidori. Figlia del fiorentino Giovanni Polidori e sorella di John William Polidori, medico privato di Lord Byron - che a Villa Diodati, sul Lago di Ginevra, scrisse per noia "The Vampire", primo romanzo gotico sui vampiri (sì, prima di quello di Bram Stoker), mentre l'allora ancora amante di Percy Shelley, ovvero Mary ancora Woolstonecraft, scrisse il suo Frankestein, o il moderno Prometeo. Tutto vero. Dal terrazzino della Keats-Shelley House a Roma si gode una vista speciale su Trinità dei Monti, e da lì ho capito perché Bernini senior abbia fatto la fontana a piè di scalinata proprio come una barca. Però a Casa Guidi, Firenze, dove si rifugiarono Elizabeth Barrett e suo marito Robert Browning (sì, quello di Pippa, Anne e poi Eva) devo ancora riuscire ad entrare.
Ah, vicino alla casa dell'autore di Ode a un'urna greca c'è la casa museo di De Chirico. Sincronie.
Ovvero:
Disgraziatamente, un modo di pensare molto in voga in un società dalla comunicazione sempre più frammentaria, che ai miei occhi e soprattutto alla mia mente allevata al ragionamento giuridico mi pare a livello di uno sketch di Zuzzurro & Gaspare. Non è un complimento.