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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 10/01/2024 in tutte le aree

  1. Capita a volte che in un autore come Miyazaki Hayao certe influenze arrivino di riflesso. Per esempio, in primis, una certa influenza junghiana arrivata tramite l'opera di Ursula K. LeGuin. Qui sto citando ignoranze e riferimenti esplicitamente dichiarati dall'autore in persona. Oppure, altre cose della cultura narrativa scandinava che M. ha conosciuto tramite cose come i Moomin o l'opera di Astrid Lindgren, Cose conosciute tramite le storie di Nakagawa Rieko. Ai tempi di Sen to Chihiro, ripeto, M. era molto influenzato da Ginga Tetsudou no Yoru di Kenji, che è piena zeppa di tensione cristiana. Ai tempi di Ponyo stava leggendo tutto Natsume Souseki, e ascoltava Wagner. Poi visitò la Tate Britain, e si innamorò della Ophelia di Millais. Da cui Gran Mammare, e poi anche il "giardino segreto" di Shou in Karigurashi no Arrietty: ho chiesto personalmente de visu al regista Yonebayashi Hiromasa se la disposizione dei fiorellini riprendesse il simbolismo che i preraffaeliti ripresero dal primo rinascimento, Botticelli su tutti, e lui mi disse che sì, "era stato lui stesso a occuparsi di Gran Mammare, e aveva avuto quel materiale di riferimento da M.". Oh, per dire, in Si alza il vento il protagonista Horikoshi Jirou si mette a recitare (per intero) una poesia di Christina Georgina Rossetti, sorella minore di dante Gabriel Rossetti, fondatore della Confraternita dei Preraffaeliti: "Chi ha visto il vento?" Non è che Miyazaki Hayao fosse un fervente appassionato dei Preraffaeliti. Se ne sarà incuriosito. Il fanatico sono io, perché sono di Vasto, patria di Gabriele Rossetti, esule a Londra e padre di Dante Gabriel, Christina Georgina e William Michael, Maria Francesca (in ordine sparso). Il loro fotografo ufficiale era un certo Charles Ludwing Dogson, al secolo Lewis Carroll. Sì, lui. Ho visto le sue fotografie chimiche (pose da minuti!) qui al mio paese a casa Pietrocola, cugini dei Rossetti. Teodorico Pietrocola fece la prima traduzione in italiano di Alice's Adventure in Wonderland, e fa sorridere, perché lui era abruzzese come me, ma il suo italiano è ancora molto toscano-fiorentino, usa termini come "grullina" per "silly", tipo. Ah, la moglie di Gabriele Rossetti, a Londra, era Frances Polidori. Figlia del fiorentino Giovanni Polidori e sorella di John William Polidori, medico privato di Lord Byron - che a Villa Diodati, sul Lago di Ginevra, scrisse per noia "The Vampire", primo romanzo gotico sui vampiri (sì, prima di quello di Bram Stoker), mentre l'allora ancora amante di Percy Shelley, ovvero Mary ancora Woolstonecraft, scrisse il suo Frankestein, o il moderno Prometeo. Tutto vero. Dal terrazzino della Keats-Shelley House a Roma si gode una vista speciale su Trinità dei Monti, e da lì ho capito perché Bernini senior abbia fatto la fontana a piè di scalinata proprio come una barca. Però a Casa Guidi, Firenze, dove si rifugiarono Elizabeth Barrett e suo marito Robert Browning (sì, quello di Pippa, Anne e poi Eva) devo ancora riuscire ad entrare. Ah, vicino alla casa dell'autore di Ode a un'urna greca c'è la casa museo di De Chirico. Sincronie. Ovvero: Disgraziatamente, un modo di pensare molto in voga in un società dalla comunicazione sempre più frammentaria, che ai miei occhi e soprattutto alla mia mente allevata al ragionamento giuridico mi pare a livello di uno sketch di Zuzzurro & Gaspare. Non è un complimento.
    2 punti
  2. DARIO MOCCIA SU "IL RAGAZZO E L'AIRONE". E' appena uscito un video di Dario Moccia (che piazzo qui perché è amico del Frusciante e per non disseminare di video il forum) che risponde alle critiche, a mio parere ridicole, che una parte del pubblico ha rivolto all'ultimo film di Miyazaki, accusandolo di essere eccessivamente ermetico, autoreferenziale, ecc. ecc.
    1 punto
  3. E già che ci sei potresti andare a vedere pure il Cimitero degli inglesi dove è sepolta Elizabeth Barrett, al quale è ispirato L'isola dei morti di Böcklin, dipinto a cui si richiama una scena del film di Miyazaki nonchè la locandina italiana stessa (parlando sempre di sincronie..).
    1 punto
  4. No. Infatti mi ripromettevo di specificare sta cosa che mi ero reso conto si poteva equivocare. I riferimenti di natura esogena, servono non a capire il film,ma ad avere più chiari i riferimenti stessi del film; in quanto non c'è una vera struttura, molte scene poi sono lì a se stanti, appunto. Ma almeno,non prendi tutto quanto come allegoria di qualcosa e un film non te lo fai in testa Specifico ancora meglio Tra le citazioni effettive ce n'è una da Dante, nella forma di una scritta su di un arco. Ha concretamente qualche valore, aggiunge qualcosa alla comprensione o a un film in sé? No, non qualifica niente di per sé anche perché la famosa torre o gran parte di talune abitazioni sono già palesemente di richiamo occidentale. Quel dettaglio non aggiunge qualcosa di concreto. E' una curiosità.
    1 punto
  5. Se vuoi ti do anche l'interpretazione realistica del film "Io vorrei chiudere baracca e burattini e andarmene a fare altro, ma Takahata non c'e più e mio figlio Goro e' un incapace"
    1 punto
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