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Ma SOTEN NO KEN non doveva concludersi definitivamente con la chiusura della vecchia rivista? considerando però che ad hara ed hojo piacciono tanto i revival chissà... tra l'altro negli ultimi anni con la scusa della pentalogia sono usciti un bel po' di manga relativi ad alcuni personaggi del primo ken, ma mi sembra che non ce ne sia uno dove quest'ultimo è il protagonista.
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a parte il discorso delle zampe "a cerniera" che si spostano sulla schiena ed il loro sistema di bloccaggio, il robottone non è male. le tre unità invece fanno proprio caghè cmq, se non è uno strano effetto della fotografia, notavo che la grandezza delle spalle cambia da antares a daltanious (cosa che si vede soprattutto se si guardano gli avambracci di antares prima e dopo l'unione)...
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anche se forse il soggetto non sarà originalissimo, graficamente è impressionante. peccato per la musica che gli hanno appioppato
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mah... niente più uatà?!
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[Lucca2010] previsioni e speculazioni varie
topic ha risposto a Roger in una Mutsurini nella sezione Anime & Manga
Di sta roba non piglio nulla!!! Ma sono profondamente disgustato dal fatto che si pubblichino manga con protagonisti uomini con le rekkie. Ma fatece Inumimi e Inubaka!!!! ci terrei comunque a precisare che la kanzakata non ha ommeni con le rekkie altre scene non si potono mostrare picchè vanno oltre il consentito :pfff: -
[Lucca2010] previsioni e speculazioni varie
topic ha risposto a Roger in una Mutsurini nella sezione Anime & Manga
se è quel kanzaki lì -
non ti preoccupare andiamo per ordine hai presente che tempo fa si parlava di uno spin off di keiji non disegnato da hara (ma da yuji takemura)? bene, si è concluso ma anche no e quindi lo stesso autore lo continuerà poi è saltato fuori che cyber blue e cat's eye avrebbero avuto il primo un sequel ed il secondo un remake, ma non saranno disegnati nè da hojo nè da hara (delle tre ladre se ne occuperà shingo asai, mentre per l'altro non mi sembra sia uscito il nome dell'artista). ciliegina sulla torta, hojo andrà avanti con angel heart, mentre hara disegnerà ikusa no ko - oda saburo nobunaga den. e c'ha gentilmente regalato un bellizzimo trailer per farci ballare e festeggiare: http://www.youtube.com/watch?v=uxlOFGqm4lU e non è finita
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ma non sei felice che nella rivista-pacco ci saranno anche il rimeik di occhi di gatto ed il sequel di cyber blue?
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in effetti visto l'andazzo c'è anche quel rischio
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non c'è mango a sufficienza per fare un'altra stagione però è stato bello, dai
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break blade: 2010-05-29 (Japan, Book One - The Time of Awakening) 2010-06-26 (Japan, Book Two - The Split Path) 2010-09-25 (Japan, Book Three - The Mark of the Assassin's Dagger) beh rispetto alle altre serie che ho citato è tutta un'altra velocità
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Che bella dimostrazione di stile...complimenti vivissimi. ma è già stato insabbiato tutto?
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io invece, mancandomi un punto di riferimento costante come il manga, credo che attenderò di vedere i film assieme anche se la produzione va avanti spedita (il terzo film esce tra 5 giorni) non ho intenzione di correre il rischio di attese simili a quelle di hellsing ultimate, gundam uc/unicorn o votoms phantom arc.
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[imgleft]http://img827.imageshack.us/img827/1765/20925369.jpg[/imgleft]Volendo, Infinite Ryvius può essere considerato su due livelli; da una parte è la storia di Koji, dei suoi amici e della Ryvius: un’avventura sci-fi dove i vari personaggi attraversano una fase delicata della propria giovane esistenza affrontando situazioni particolari alle quali sono forzatamente sottoposti. Dall’altra, più concettuale, è una rappresentazione in chiave realistica di come si potrebbe evolvere il potere governativo nella società, con tutto ciò che eventualmente ne consegue: in tal caso l’interpretazione di ciò che è giusto/sbagliato è comunque affidata allo spettatore. Il meglio però si ottiene quando si considera tutto nell’insieme… L’umanità ebbe origine sul pianeta Terra ed in seguito si stabilì su altri pianeti fino a raggiungere le profondità del sistema solare. Nell’anno 2137 dal Sole ebbe origine un’enorme e misteriosa esplosione luminosa, denominata Geduld, la quale investì l’intero sistema e ne modificò permanentemente le condizioni gravitazionali in un’area; tale fatto non impedì agli esseri umani di continuare ad esplorare e studiare lo spazio. Ottanta anni dopo questo fenomeno l’imponente stazione spaziale di addestramento Liebe Delta, il cui equipaggio è composto da alcuni adulti che svolgono la funzione di istruttori, una classe di cadetti (gli Zwei) e per una grandissima parte ancor più giovani apprendisti, “sorvola” l’area Geduld durante una fase manutenzione; tuttavia quello che ha le fattezze di un attentato compromette le manovre della Liebe Delta destinandola alla distruzione e il suo equipaggio di adulti viene sterminato mentre si sacrifica per mettere in sicurezza il restante del personale. I cadetti e gli studenti riescono dunque a raggiungere l’interno di una sezione della stazione inconsapevoli di essere giunti a bordo della segreta e misteriosa nave Ryvius, la quale si distaccherà dalla Liebe Delta salvandoli da morte certa. In quel momento inizia il viaggio di salvezza di circa 500 ragazzi e non sarà certo un’impresa facile; il primo problema che dovranno affrontare è di tipo organizzativo e coinvolge tutti: la naturale evoluzione dei fatti vuole che siano proprio gli Zwei, secondi in carica per ordinamento militare, a governare la microsocietà venuta a formarsi. Tuttavia vari eventi fanno emergere l’incapacità di questa classe dirigente, la quale viene quindi velocemente sostituita da un gruppo di “ribelli” dalle maniere spicciole ma efficaci nel fronteggiare le problematiche che si presentano. In breve si rende necessario stabilire anche dei criteri di assegnazione delle competenze di lavoro e razionalizzazione delle scorte; tali decisioni, necessarie poiché volte a definire un equilibrio globale, naturalmente non vengono recepite positivamente da coloro i quali non vedono soddisfatte le proprie aspettative e perciò conducono alla formazione di ristretti gruppi di individui propensi ad un nuovo governo. Non appena le difficoltà provenienti dall’esterno si fanno più pressanti, l’equipaggio della Ryvius entra in crisi e precipita nel caos totale: l’ordine sociale in vigore salta del tutto, il rispetto reciproco viene a mancare quasi definitivamente, i sentimenti di incomprensione, invidia, egoismo, rabbia e violenza hanno il sopravvento anche in quelli che un tempo erano amici fin dall’infanzia. Paradossalmente è proprio una parte degli Zwei (quella più formale) a riassumere il controllo, imponendo restrizioni ancora più severe delle precedenti tanto da stroncare quasi definitivamente la microcriminalità maturata nel microsistema ma da terrorizzare il “popolo”. Cosa potrà mai porre fine a questo crescendo di deliri? La risposta è semplice. In realtà bisogna considerare che l’approccio iniziale al problema è sostanzialmente errato; quindi l’unica via d’uscita è la resa. A tutti, a sé stessi, a ciò che non si è in grado di gestire perché non se ne hanno le doti e non le si possono (almeno per il momento) acquisire. Infatti ciò a cui si è arrivati è dovuto al voler vivere sia senza dover effettuare dei piccoli passi necessari, sia negando il proprio passato (collettivo o di ciascun individuo) che è il vero punto di partenza. La vicenda della Ryvius si mescola abilmente con quelle dei suoi abitanti, in particolare del numeroso cast principale che la abita. La scorrevole rappresentazione di causa-effetto tramite la quale si assiste al passaggio da una forma di governo alla successiva, dove ogni mutamento è anche la proiezione degli ideali di un personaggio od un gruppo e perciò della sua indole, è solo uno degli elementi che arricchiscono Infinite Ryvius. La componente sci-fi non viene mai a mancare ed anche questa è piuttosto varia. La Ryvius è un’astronave con un’origine, collegata al fenomeno Geduld ed ai misteriosi alieni Vaia che la popolano, che viene svelata pezzo dopo pezzo ed il cui importantissimo scopo sarà chiaro solo nel finale; inoltre è un soggetto sperimentale volutamente messo in libertà con la consapevolezza che i casi precedenti sono falliti (perché chi governa questo tipo di nave sembra essere destinato ad impazzire), ma anche questo ha una spiegazione come tutti i misteri che contribuiscono a dare forma alla storia. E sono parecchi, a cominciare dall’identità degli Sphix (ricavati dai Vaia) che vivono nelle rispettive navi ed i loro Vital Guarder (mecha o organismi controllati come marionette da un parte dello staff di bordo). Un’altra caratteristica positiva è che in questa serie nulla è lasciato al caso; ogni cosa, piccola o grande che sia, ha un inquadramento definito: c’è una linearità generica con la quale gli eventi progrediscono, ma allo stesso tempo alcuni importanti sviluppi hanno inizio da fatti insignificanti o per lo meno apparentemente trascurabili che si inseriscono nella trama portante dando vita a situazioni non prevedibili. Il peso della manipolazione dell’informazione pubblica, sia su piccola scala (l’interno della Ryvius) che su grande (le masse di abitanti sui pianeti), è un esempio di questa meccanica narrativa alla quale si aggiungono i “temi” della violenza fisica e psicologica, o dei fanatismi religiosi ed ideologici. Questa è la storia nella quale vivono il “protagonista” Koji, suo fratello Yuki, Ikumi l’amico di sempre, Aoi, Faina, Blue ed il suo gruppo, tutti gli Zwei, i membri dell’esercito e molti altri… non ci sono eroi ma solo individui le cui singole vicende si mischiano in modo significativo e drammatico. Molto belli i comparti musicale, registico e grafico. In particolare il primo, sebbene inusuale (ma non troppo, a quanto pare, quando Goro Taniguchi è alla regia. Che si tratti di una sua scelta stilistica?) è coinvolgente a partire dalla sigla di apertura. Forse si poteva fare qualcosa in più per la rifinitura estetica dei personaggi, il cui character design è qui affidato a Hisashi Hirai. Sunrise ha comunque creato un’ottima serie di 26 episodi televisivi, davvero unica nella produzione animata, che però per l’apparente complessità ed il ritmo con la quale procede rischia di passare inosservata. Oppure volutamente snobbata, che è anche peggio.
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E' morto Sergio Di Stefano voce italiana di Dott. House
topic ha risposto a Roger in una Highlander nella sezione Cinema
mi spiace molto. era un grande -
quando in questo discorso si arriva all'argomento "giaianto robotto dokò?" succedono sempre due cose: su alcuni utenti cala una comprensibile tristezza, altri invece giustamente iniziano a porconare alla grande
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Shin Mazinger Impact! Z chapter (era: Z Mazinger)
topic ha risposto a Roger in una Garion-Oh nella sezione Kyodai Robotto, hasshin!
ok, sono punti di vista. cmq, in riferimento alla trasmissione sul canale sat man-ga, dalla rete si apprende che shin mazinger è in fase di check. -
mah... a parte fumoffu chissà se sono stati veramente ultimati. e poi dipende anche come quei doppiaggi sono venuti fuori (quando ripenso alle "pillole di doppiaggio" soffro ). magari si fanno vivi a lucca
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"è una legge anticostituzionale"
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vabè go nagai in ogni dove ah ecco era 2700 quel fumetto di cui non mi ricordavo il nome golzinga invece non lo conoscevo proprio. oh quale lacuna. bene. ora, dopo cotanto bell'affare, sento che per riprendermi devo assolutamente spararmi sui timpani la opening di soul taker giusto quel centinaio di volte.
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noi c'abbiamo gianni morandi, 339 presenze e 54 reti
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Shin Mazinger Impact! Z chapter (era: Z Mazinger)
topic ha risposto a Roger in una Garion-Oh nella sezione Kyodai Robotto, hasshin!
ti risponda da qua o rischiamo di essere fagocitati dal loop eterno Ah, qui andiamo davvero a gusti, mi sa. Onestamente, Z Mazinger ho fatto una fatica boia a digerirlo, forse a causa delle premesse che non giudicavo troppo esaltanti e dall'andazzo lento e - per me - piuttosto noioso. Ma davvero, qui entriamo nel "mi piace, fico!" e "non mi piace, burp!". Un po' però devo confessarti che mi fa ghignare il fatto che ti sia piaciuto un manga che, a mio parere, ha veramente parecchio del "girellaro", come stile. Su Shin Zero... è da un po' che non lo seguo e su alcune puntate sono d'accordo con te, ma per ora mi sembra che i temi angoscianti non siano stati abbandonati ma solo momentaneamente congelati per il finale allucinato che ci aspettiamo un po' tutti. Sul fatto che Nagai sia il solo ad aver rimesso mano alle sue opere in modo convincente... non so, io sono abbastanza fan di Ota. Se avesse imparato a sceneggiare in modo non nevrotico e a fare dei disegni più accattivanti, la sua Mazinger Saga avrebbe lasciato un segno notevole. Non per quanto riguarda Z, magari, che è l'anello più debole della trilogia, ma con Grendizer e soprattutto col Great ha fatto un lavoro che per me era incredibilmente interessante. bè guarda... da che esisteva mazinger, la trovata dei dei robot appartenenti all'antica civiltà era solo un orpello interessante che serviva a dare un'origine fantastica alla loro provenienza; nè più nè meno di ciò, che inoltre si è rovinosamente perso nel tempo (con l'aggravante dell'imperatore delle tenebre). solo nagai, sebbene l'ovvio fosse sotto il naso di tutti per decenni, è stato in grado di sviluppare questo spunto in elementi sostanziali e funzionali al copione dei mazinger inserendoli in un macrosistema, quello della guerra interplanetaria dove gli dei sono degli alieni che si contendono "territori". alla fine il concetto in sè potrà non sembrare particolarmente geniale, ma anche se la rilettura moderna dei personaggi "storici" di z mazinger sono quello che sono, anche se il ritmo non è particolarmente dinamico e qualsiasi altro difetto si trovi, in quel manga c'è proprio la rappresentazione del background che è sempre mancato ai mazinger classici; peccato non vi sia stato un seguito ma si tratti solo di un, eh, capitolo z? certo poi è una questione di gusti e si può discutere se poteva essere scritto in un modo o nell'altro, ma il punto è che mentre autori e fan si chiedevano "e dopo grendizer? ma il kaiser viene prima o dopo? e quale robbò c'ha il missile più lungo? l'amicizia vincerà ancora una volta? quali struggenti storie romantiche vivranno i nostri eroi?" nagai ha preferito dire quel che poteva esserci in principio. che z mazinger sia anche una girellata è scontato. che altro dovrebbe essere un manga con un mazinger? tuttavia, come ho cercato di spiegarti, il fatto che lo trovi interessante per alcune questioni non è certamente legato all'arte masturbatoria mentale e fisica che pratica il discepolo della girella. shin mazinger zero sarà quel che sarà. aggiungo solo un dubbio; chissà come mai fanservice ed umorismo non provocano straniamenti (nemmeno quando a koji, appena entrato nel pilder per andare a mazzuolare, minerva gli fa lo smorza candela), mentre nel caso di ota se si vede una zinna è da crocefiggere e ne risente la sceneggiatura. ah il potere della modernità Sì... oddio, per certi versi è anche normale. Si parlava di incarnazioni generali di Zeta e, alla fine, in termini animati c'è stata molta meno roba. Mazinger Toei, Mazinkaiser... God Mazinger, che è già un'altra cosa e "Il Pazzo mondo" che vabbeh, non lo contiamo. Non so se mi dimentico qualcosa. Hai ragione quando parli di sviluppo diverso... sono però meno d'accordo con il fatto che anche le tematiche restino separate. non è che sono separate, in animazione esistono solo compromessi rispetto alle controparti cartacee Ah... anche qui andiamo un po' sul personale... quello che vorrei io, è sviluppare di brutto il discorso di ambivalenza di Mazinger, dio o demone. E non solo suo, ma da parte di chi lo pilota. Per questo ti dicevo che un approccio come quello di Mazinsaga, a tutt'oggi, mi appare come il più sensato di tutti. Perché buona parte del motore della storia è il riscatto di Koji e la progressiva presa di responsabilità, cosa che nel manga anni Settanta, per ovvie ragioni si risolveva in modo veloce e che altre opere non hanno mai sviluppato troppo (Kaiser poteva essere ottimo, in questo). Si rifarebbe molto a tutti i discorsi sull'impulso distruttivo dell'uomo che Nagai ha infilato in un mucchio di opere, Mazinwarrior compreso e, per me, potrebbe essere gestito in modo tale da non farne necessariamente un bagno di sangue (posto che per me le produzioni di anime adesso non sono, ok, quelle degli anni Ottanta, ma nemmeno eccessivamente censorie in materia). La cosa che mi ha sempre stupito nelle ultime produzioni mazinghiane (di Nagai e non) è che questo tema, che è importante per l'autore e di una modernità allucinante sia sempre stato lasciato un po' in disparte. E' una scelta iniziale, Koji sbrocca all'inizio, si ravvede e via così. Potresti obbiettarmi che anche in Mazinsaga c'è un andazzo simile, ma lì c'è sempre molto di più il peso di quello che Koji ha fatto (e grazie a stocazzo, ha distrutto un pianeta...), è un tema che finalmente - per me - ha il peso che merita. Poi, non girando alcun cartone di robot, sono discorsi "pour parler". Cutie Honey non mi è dispiaciuto... grave? :) ma l'approccio alla mazinsaga ce l'hai pure in shin mazinger, quando coggi si guarda attorno e vede che ha provocato morte e distruzione. o nel riferimento mao-dantesco. o indirettamente quando il kedora si impossessa del mazinger (lì hai un mazinger demone). se si vuole un protagonista colpevole che si ossessiona a vita per aver commesso un misfatto, ci si legge la storia di peter parker. al che ci si potrebbe rendere conto che non se ne esce se non con forzature... sì insomma, non è che salvare marte ripaghi dell'aver ammazzato tutti i terrestri ammesso che fosse tetsuya, ovviamente non lo posso sapere. e se lo sapessi, vista la situazione, venderei la Verità al miglior offerente poi boh, c'è anche da rendersi conto che non sempre i sequel arrivano subito (così al volo mi vengono in mente gravion, dangaioh, iczer, dancouga, maju sensen...). -
ok che è un concept, ma nel 201X non si può vedere un film dove il robbò che combatte per la chùztizia ha una stellina in bella vista sulla pseudo mutanda. (a dire il vero 'sto genere di cose non le sopportavo nemmeno negli anni '80 )
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Quello originale
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Fatto sta che fanfic, fanart, girelle e girelle ogm (taroccate di orgine koreana ed italiana dei personaggi di Nagai) sono gli unici venerabili elementi di cui si parla in un forum che di Go Nagai ha dunque solo il nome a mò di etichetta di richiamo. Se poi si pensa all'opinione che ha certa gente (compresi i loro ormai sgamabilissimi fake impiegati per "fare numero" ) di Nagai e delle sue opere, anche quelle più recenti, è logico concludere che a questi soggetti spetti la fama e la reputazione che si meritano. Del resto, non fosse chiaro, se la sono costruita da soli negli anni grazie a parecchie ed imbarazzantissime vicessitudini. Una delle quali: Infatti con Gundam ed Evangelion si è visto come è andata a finire