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Shito

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  1. Neanche io sono una crocerossina, ma penso che quando si parla al prossimo lo si debba sempre fare animati di buone intenzioni per il prossimo. Ovvero, se parli a qualcuno per me deve essere perché sei convinto, in coscienza, di stare facendo il bene di quel qualcuno. Questa finalità è per me necessaria nella comunicazione, perché altrimenti sarebbe come ammettere che si parla al prossimo per stare bene con sé stessi, ovvero che si usa il prossimo come strumento del proprio parlare narcisistico, e questo sarebbe per me deprecabile. O il destinatario della mia comunicazione è il fine del mio comunicare, oppure mi farei schifo <- in sostanza.
  2. Finito di vedere ieri notte (stamattina: lavoro fino alle 5:30, poi qualche episodio) la serie. Molto molto carina. Il doppiaggio italiano, benché la serie fosse breve, va del tutto in migliorando. Nel senso che parte bene e procede meglio. E' evidente che gli attori sono entrati ancor più nei personaggi, e che il direttore ha lavorato bene da principio. La serie mi è piaciuta soprattutto per il suo non scadere in facili cliché, tipo che NON è mai una serie del grande mistero da svelare, NON ci mostra mai l'incidente in cui morì la piccola Menma, ma ce lo lascia immaginare da dettagli e reazioni dei personaggi (Jintan in primis). Il non-detto c'è ed è ben gestito. I personaggi sono proprio tutti belli. Sembra, in questo, un manga di Adachi (è un complimentone). Hanno tutti i loro limiti, i loro difetti e la loro personale versione del trauma, ma sono tutte persone che non si può che apprezzare. Infatti la più grande genialata della serie, secondo me, è che quando alla fine Menma scrive un biglietto d'addio a ciascuno di loro con la motivazione per cui 'gli vuole bene', non si può che concordare. I miei personaggi preferiti sono Yukiatsu, Tsuruko e Anaru. Ovviamente Jintan è il personaggio più "banale", perché è il protagonista. Ma è molto bello che gli autori non abbiano lesinato sul suo legittimo desidero di avere Menma per sempre con sé. Perché ovviamente Menma, anche come fantasmina, viene ritratta come adorabile. Quindi è proprio tutto bilanciato. E' bilanciata la gelosia, la repressione di Yukiatsu. Il senso di inferiorità di Anaru. E, di rimando, la frustrazione di Tsuruko. E' tutto molto realistico, come affresco di "cinque infanzie irrisolte, perché interrotte da un trauma". Molto bella anche la parentesi sui genitori (la famiglia) di Menma. Il passaggio/transfer tra Menma e la defunta madre di Jintan è altrettanto perfetto (e anche lì, non sappiamo neppure quale fosse la malattia della signora, e così deve essere). Molto bello che alla fine Jintan si dichiari proprio, e che Menma risponda proprio alla sua dichiarazione ("Ti voglio tanto bene, nel senso che potrei diventare tua moglie" - proprio come conferma che sì, per lui era un 'tipo di bene' diverso). E' una serie delicata che, al netto di alcune sbavature un po' stupide, lo ripeto, da ero doujin, lascia con un senso di conciliazione nella crescita. Credo sia una serie animata molto positiva. Sul finale mi ha un po' infastidito il doppiaggio che insisteva sul concetto di "raggiungere il Nirvana". Mi faceva un po' troppo religione indiana, poco Giappone. Potrei sbagliarmi. Credo fosse semplicemente il concetto di 'trapassare'. Mi è anche un po' spiaciuto per i vari 'suki' resti come 'piacere', perché i bimbi sono piccoli, quindi forse questa sospinta adolescenzialità da "mi piaci tu" non mi calza mai troppo. Avrei preferito la classica traduzione in "Ti voglio bene" e "Ti voglio tanto bene" (cfr. Marnie). Fine commento del vostro Shitarello, sempre sul pezzo delle ultime serie in uscita! XD
  3. Gara: come hanno risistemato Mission Control con El Capitan? Il modo in cui io uso Exposé è molto intragrato con Spaces. Siccome ho due monitor, uso spacese in verticale e orizzontale (quindi 4 x 2 Spaces) perché 'compartimento' le mie finestre nei vari Spaces. Quando uso Exposé, vedo tutte le finestre minimazzate ma individuali e selazionabili, con quelle minimizzate piccole in basso. Il mio uso di Finder è molto customizzato per la mia produttivia con l'uso di soft quali 'BetterTouctTool' e 'BetterSnapTool'. Il secondo mi permette in sostanza padding al la Win7 (se ho ben capito), col primo ho potuto mettere gestures individuali per tutte le funzioni di Exposé, per la Dashboard, per App Exposé (che uso pochissimo), per mostrare il desktop.
  4. Sigma: finché cerchi di conoscere le opere per quello che sono, per me sei un amante di quelle opere. L'amore è una conoscenza che desidera conoscenza. :-) Personalmente, ritengo che l'amore per i propri ricordi d'infanzia sia una cosa del tutto privata e come tale insindacabile. Il mio consiglio è quello di cercare di 'separare' quanto più possibile l'idea di un'opera, che esiste nella sua verità, e una visione viziata che ne abbiamo potuta pur incolpevolmente avuta nell'infanzia. Ti faccio un esempio. Io da bambino ero innamorato di Morisawa Yuu. Ma innamorato forte, eh! Di brutto. Facevo cose da ritardato tipo mettere i piedi nelle pozzangherone, mai che mi avessero potarto sulla Stella Piumata, un po' tra il serio e il faceto. Suppongo fosse anche una mia 'posa' infantile. Comunque me la sognavo la notte, Morisawa Yuu. Avevo otto, nove anni. Già ai tempi mi accorgevo che qualcosa non tornava: Morisawa Yuu figlia di tali 'Candida' e 'Filippo'? Mmmh... ero piccolo, non deficiente! Mi sentivo anche un po' offeso, perché sentivo che qualcuno (gli adattatori italiani) mi stava prendendo per deficiente. Crescendo, non ti dirò che ho dimenticato l'infanzia. Ma siccome sono cresciuto, ho cercato di "correggere" quanto più la mia visione de "Creamy Mami l'Angelo della Magia". Si chiama Mami, non "Creamy". Creamy è un aggettivo, non è un sostantivo. Chiamarla 'Creamy' è sbagliato e soprattutto ridicolo. Poi mi sono interessato a capire *come mai* quella serie mi piacesse così di più di molte serie analoghe. Mi sono indagato, e facendolo ho indagato le cose. E' stato interessante. Alla fine ho anche conosciuto Takda Akemi e l'ho ringraziata, come il pirla che sono, dicendole proprio "jitsu ha na, Morisawa Yuu ha boku no hatsukoi datta!" (trad: "In verità, Morisawa Yuu è stato il mio primo amore."). Abbiamo riso. Ma il punto è che, in effetti, con tutto questo la sigla di Cristina d'Avena, per dire, non c'entra niente. Non c'entra con Morisawa Yuu. Non c'entra con Takada Akemi, che l'ha disegnata. La sigla di Cristina d'Avena è un accidente, una cosa che è capitata quando io da piccolo ho conosciuto la serie animata "Creamy Mami l'Angelo della Magia"), ma a pesnarci non è che una cosa stupida e sciatta, e non c'entra niente. Quando ho scoperto e tradotto la sigla originale "Delicate ni Sukishite" (Amami delicatamente) ho sorriso, perché sembra proprio il tema di una bambina che parla della femminilità "Per le ragazze c'è solo lo amo o lo odio, non c'è normalità". Non è bellissimo? Sembra proprio una cosa adatta a Morisawa Yuu. Invece la canzonetta con le rime cretina "Yu dolce amica mIA, è bello che tu sIA, vivace svelta E, carina come mE" è veramente umiliante, non significa niente, non c'entra niente. Vedi, la ricordo ancora a memoria. Non posso dimenticare. Ma l'ho messa nel dimenticatoio, che è un locale compartimentato della mia memoria. Serve a far si che non offuschi la mia onesta capacità di giudizio critico di adulto (beh, sì, quasi).
  5. Fencer, concordo che il punto di vista di God Sigma sia, tutto sommato, piuttosto confuso. Però non credo che abbia mai detto 'si fotta l'originale'. Credo sia ingiusto attribuirgli questo pensiero. La posizione di God Sigma mi pare quella di una persona che ha conosciuto certe cose come gliele hanno mostrate, ovvero in versioni spesso deprecate, e poi ha conosciuto anche delle versioni più rispettose della verità delle opere. E in qualche modo le ama entrambe. A pensarci, è un passaggio che abbiamo fatto tutti, per il semplice dato di fatto che le cose le abbiamo conosciute come la realtà le ha portare alla nostra conoscenza. Ora, io come credo anche tu ci siamo molto emancipati da quella 'prima visione', perché era una prima visione così viziata e deprecata da essere lesiva, offensiva dell'opera che poi abbiamo conosciuto e imparato ad amare nella sua verità. Quindi, l'amore per il vero ha comportato l'odio, il rifiuto per il falso. Questo non accade a tutti. Però, sempre per la *mia modesta* opinione, più che l'odio per il falso conta l'amore per il vero. SI, per la mia mentalità, e credo anche per la tua, la secondo caso comporta la prima. "Chi ama qualcosa non ne tollera lo stupro" è un mio assioma, ricordi? Lo credo anche io, infatti. Tuttavia, bisogna anche ammettere che finché un certo attaccamento nostalgico al falso NON diventa un freno alla conoscenza del vero tutto sommato è pressoché innocua. Ovvero: è sensato? Anche no. E' realmente dannoso? Anche no. Credo che un utente come God Sigma, che continua legittimamente a ripetere "a me piacciono e basta", dimostri onestà. Perché non sta qui a pontificare le ragioni del girellismo. Non sta qui a tessere strali apologetici sui doppiaggi storici CONTRO le edizioni più fedeli. Non sta qui a dire che il doppiaggio storico E' MEGLIO. Tra lui e i facinorosi di "I CAVAGLIERI SONO POESIA SAINT SEIYA CHISSENEFREGA" ci passi un mondo di distanza. Credo sostanzialmente che se noi qui siamo così bravi e belli e giusti e conosciamo e amiamo le opere nella loro verità, piuttosto che aggredire Sigma dovremmo indirizzarlo, con argomentazioni genuine e consigli positivi, verso la bellezza del vero. E' assai probabile che lungo la strada scoprirebbe da solo una certa insofferenza per il falso. Una strada di emancipazione dall'amore cieco infantile e di sviluppo di una mentalità critica che si chiama anche "crescita" - non dico a livello di età anagrafica. PS: La mia facezia era che 'to trust' sarebbe 'shijiru' in giapponese. ^^
  6. Ma non va bene lo stesso, perché così facendo tu cambi un'opera, ne cambi i contenuti, ma la spacci per la versione italiana di quella che era in originale. E' un inganno, è come una frode.
  7. E la stessa cosa perché quando cambia una cosa, o la fai meglio o peggio mai uguale . E quale delle 2 ritieni giusta è un opinione soggettiva. No. Ti farò un esempio molto chiaro. In Hotaru no Haka, vecchio doppiaggio, la battuta di Setsuko "faccio una tomba per le lucciole" era inventata: lei dice solo "sto facendo una tomba". Questa voglia di glossa interna, di spiegazione, è tipica del doppiaggio italiano in generale e di quello dei cartoni animati in particolare, perché si parte sempre dall'idea che il pubblico sia fatto di 'non capenti'. Ora, quello non è un'opinone. E' un fatto. Due cose uguali sono uguali, due cose diverse sono diverse, e qui la 'variazione' (causa di diversità), è l'aggiunta a bella posta di un pezzo di battuta. A = A, B =/= A. Quindi, no. Setsuko NON dice 'per le lucciole'. E' un dato di fatto. Se glielo fai dire, hai aggiunto. Indebitamente. Hai deformato. Hai sbagliato. O G G E T T I V A M E N T E Non è un'opinione, è un dato di fatto. Se hai un'opinione che contraddice un dato di fatto, sei avviato alla follia ("deformazione percettiva della realtà"). Takahata Isao NON ha fatto dire a Setsuko 'per le lucciole'. Avrebbe potuto farlo. NON l'ha fatto. Punto.
  8. Sto guardando questa serie, che mi sembra molto carina. La sto guardando in italiano, perché il doppiaggio è piuttosto buono - "piuttosto buono" significa "sopra la media" e significa "utile a fruire la serie". Ho controllato con l'originale, e trovo che il doppiaggio italiano operi nella giusta direzione: "rifare l'originale". E ci riesca discretamente bene. Sì, le voci originali sono tutte un po' più giovani, e a volte l'italiano è un po' sovrarecitato, ma decisamente ci siamo. Quindi: grazie Dynit, grazie VVVVID. :-) Tornando alla serie, era un soggetto che mi attraeva da sempre, prima o poi l'avrei dovuta vedere. Quando ho iniziato a vederlo, sono stato colpito dalla lussuosissima realizzazione, di alto livello sia tecnico che artistico. Un bellissimo character desing, dei fondali meravigliosi, un'animazione sempre fluida fanno quasi pensare a un livello qualitativo cinematografico. Wow! Sulle prime un po' mi ha irretito un certo cliché da rorikon-doujin, tipo "ho la rori in casa che mi si struscia sulle pudenda e manco se ne rende conto ma io sono un adolescente OMG". Questa cosa era davvero meh. Davvero. Meh. Per fortuna poi questa componente scema (anche se restano gli OMG sono caduto e ho l'upskirt involontario, "hey sei vergine?", "Sì e di certo è vergine", che sono sempre molto meh. Tanto dubito che questa serie fosse per dodicenni, quindi meh meh meh). Fortunatamente il tutto fila via come una soap opera adolescenziale sui sentimenti che funziona, e funziona bene, e funziona bene perché personaggi e relazioni sono meno stereotipate di certe scenette. Tutti i personaggi sono brave persone e sono ciascuno a suo modo gradevole, quando non adorabile. La serie non vuole mai sconvolgere, non è una ghost story o chissà che, è più uno Stand By Me (dico il film) in chiave "riconsiderazione dell'infanzia", e mi va benone. Anche la opening e la ending sono molto graziose. Come impianto mi ha ricordato certi J-Drama, tipo "un litro di lacrime" - in effetti anche la opening fa un po' Remioromen, come stile (è un compliemento). In buona sostanza mi sembra davvero un bell'uso dell'animazione per una serie animata.
  9. This. Non è proprio la stessa cosa. Perché nell'ambito del gusto (le birre, i cibi, i colori), 'meglio' e 'peggio' sono pure opinioni - più o meno fondate, ma opinioni. Qui si parla di 'corretto' e 'scorretto', che lungi dall'essere opinioni, sono dati di fatto obiettivi.
  10. Lì il problema è che anche il ridoppiaggio, beh, lascia a desiderare. ^^; [tipico caso di "il danno e la beffa"]
  11. E' molto vero che spesso si dice senza avere fatto un controllo davvero puntuale per sapere quanto è male il male, quanto è bene il bene. E' anche molto vero che spesso si lodano cose che poi, in effetti, non si guardano da secoli. I doppiaggi antichi sono pieni di cose che fanno schifo dal punto di vista recitativo, proprio scarse - sia come quantità di voci (riciclo estremo degli stessi attori su vari personaggi), sia come qualità recitativa. Dell'aderenza delle caratterizzazioni all'originale non ne parliamo neanche. La verità è che, come sempre, sapere di cosa si parla costa sforzo, fatica. Documentazione e studio. Non si nasce imparati su nulla. Per esempio ora sto vedendo un anime recente intitolato AnoHana, e il doppiaggio mi sembrava piuttosto buono. Però poi per scrupolo sono andato a vedere l'originale, e ho trovato che il doppiaggio italiano fosse in effetti piuttosto buono. Oppure, The Incredibles della Pixar l'ho visto al cinema e in Italiano e in Inglese, per dire. Per fare discorsi seri, per avere davvero la serietà di quello che si dice, bisognerebbe parlare solo di quello che si conosce davvero - e in genere è molto molto di meno di quello di cui si parla. Per esempio, posso dire che Lupin III Il Castello di Cagliostro non ha mai avuto un doppiaggio italiano decente, né come testi né come nulla. Posso dire che le vecchie versioni di Mononoke e Sen to Chihiro erano scandalose, e sono felice che nei nuovi home-video non siano neppure un ricordo. Ma già quando mi chiesero, tempo fa "Tu chi ci metteresti, su Kabuto Koji?" - la mia risposta fu "Non lo so, non conosco l'originale." - "Ma a sensazione?" - "Non ho una sensazione, non conosco l'originale." - quando poi ho avuto un pezzo di originale da valutare, dopo essere andato sull Wikipedia giapponese a studiarmi l'età del doppiatore originale, allora sì ho potuto 'buttare lì' delle idee, che erano ancora solo 'idee buttate lì' basate su una conoscenza superficiale. Detto questo, la 'tradizione' del doppiaggio italiano è proprio quella di 'reinventarsi le cose a gusto'. Quindi, di base, i doppiaggi 'storici' (significa: vecchi) sono sballati alla grande. Immagino ci saranno eccezioni, e chi è più erudito di me in materia saprebbe di certo dirmi. Ma questa è la base da cui proveniamo, è un dato fatto. God Mars: io per primo ho sempre ritenuto che una cosa obiettivamente sbagliata 'infanga' la bellezza di un'opera. Ho visto ChoujikuuYosai Macross come 'Robotech'. MAI E POI MAI vorrei vedere ancora quella nefandezza ASSOCIATA a Macross, che amo. Perché quella nefandezza depreca, insulta, degrada la bellezza di Macross. E' un torto, e i torti li può solo raddrizzare. Non è che abbia dimenticato quella roba, la ricordo. Come ieri. Dicono che io abbia buona memoria. Ma ha luogo o ambito di esistenza intorno a Macross? NO. Questo, se ami Macross. Se invece ami te stesso bambino che guardava Macross deprecato in Robotech, allora potresti pensare che quella cosa abbia dignità di esistenza. Ma in effetti ce l'ha nelle tue memorie, non nella sostanza di Macross. La nostalgia è, essenzialmente, una forma narcisismo.
  12. Sam: io dicevo a livello meramente grafico, non di caratterizzazioni dei personaggi. A livello grafico, i personaggi qui hanno molta meno dolcezza delle versioni di Pakusan+Miyasan (cosa che tocca il culmine in Cagliostro). Anche Fujiko, qui, sembra davvero uscita da quella vague filo francese di giovane bella, emancipata, fatale ma sbarazzina. Sembra un po' un B.B., volendo. Non trovi?
  13. Mmmh, fermo restando che penso che l'inclusione di una cosa sbagliata/errata/scorretta sia una cosa che *degrada* il valore di un'opera (perché è come sommare un numero negativo), indi fermo restando che non la penso come God Mars, altresì ritengo che includere una cosa 'sgradita' come 'extra' sia davvero il minore dei danni. Perché se è un extra, lo si può ignorare. Ovviamente, quello che conta è che la cosa giusta ci sia e sia la cosa principale. La posizione di God Mars, per quanto non identica alla mia, mi sembra quanto meno tranquilla e conciliante. E' la posizione che ha sempre (ok, quasi sempre) avuto Francesco Di Sanzo: "accontentando tutti non si fa torto a nessuno". Io si sa sono più radicale e categorico, ma del resto il mio nome [Gualtiero] è di radice germanica e significa "conduttore delle truppe". ^^; Tuttavia, e fa quasi ridere che sia io a suonare più "moderato" su una questione simile, non metterei alla gogna il nuovo venuto. A me sembra che sia un po' diventato il bersaglio dello sfogo di tendenze a noi invise ma proprie di persone molto più grette di lui (tipo: OMG PUGNIARRAZZO E NIENT'ALTROOOOO!!!), quindi credo che l'impeto con cui lo si sta osteggiando sia eccessivo o comunque non giustamente indirizzato. God Mars: i ricordi di infanzia nessuno li può togliere a nessuno, e ci mancherebbe. Si può essere affezionati anche alla cosa più sballata, e capita. Taluni, in cui prevale la fredda logica, sentono piuttosto il desiderio, la necessità di 'emanciparsi' da quell'affetto rivolto verso qualcosa di sballato. Altri, diciamo più 'sentimentali', cedono piuttosto all'affetto in deroga alla logica. Le persone sono diverse. Tuttavia, quello che è importante è secondo me che le cose non sono le persone. Ovvero, anche se noi abbiamo conosciuto una cosa/opera in una maniera deforme, e se pure fossimo affezionati a quella, la cosa/opera è stata danneggiata e la sua dignità dovrebbe prescindere da noi. Non si può chiedere di continuare a viziare la cosa/opera in ossequio a un personalissimo affetto tutto nostro. Sarebbe un'idea un po' troppo egocentrica, non trovi? E' per questo che, amando determinate opere, noi le si vorrebbe sapere piuttosto 'mondate' dagli errori che nel passato le hanno viziate. Che poi ognuno ricordi nel suo animo quello che più ama, è pacifico. E molto luterano, anche. ^^
  14. Capisco quello che dici. Capisco che tu ti senta attorniato da estremisti. Capisco che la cosa ti sembri anche un po' pazza. C'è da dire che in questi lidi l'acredine verso le nefandezze delle localizzazioni 'fantasiose' o 'a braccio' è tanta. C'è uno storico da vertigine e credo tu lo sappia. D'altro canto, vedo che non sei qui a a fomentare "il bel doppiaggio tutto sballato dei tempi d'oro", quindi dico anche che mi spiace che tu stia un po' finendo come il moderato che viene preso a schiaffi per colpa dei fomentati che non rappresenta. Di questo mi scuso. Le mie scuse sono l'onestà comunicativa. Indi, ti faccio un discorso molto mio personale. Che quindi non intendo necessariamente rappresentare l'opinione di nessun altro. Il discorso che segue è forse ancora più estremista (nazista?) di chi ti sta un po' aggredendo, però è meno assatanato, forse. Perché è un discorso, per me, di responsabilità. E' un discorso di 'educazione'. E' mia profonda convinzione che anche i gusti si creano. Non sono innati. Nell'essere umano, dico. Vale per me come per tutti. Per me la pietanza più buona è l'umilissima minestra di riso&patate, e indovina perché? Troppo semplice, dai. Ok, detto questo, io non credo che un mercato che 'insegue i gusti del pubblico', ovvero di fatto 'lascia al pubblico il timone', sia un mercato che può portare cultura (di settore). Perché il pubblico, la maggioranza del pubblico, è influenza dalla sua memoria, dalla sua nostalgia e questo è normale. Non è che sia demonizzabile. E' umano. Però, io credo che chi le opere le propone al pubblico, anziché "fare quello che il pubblico chiede", in modo passivo, dovrebbe responsabilizzarsi a "indirizzare il pubblico" verso quanto è giusto e coretto e quindi migliore di quanto sbagliato e scorretto (<- sono categorie quanto più oggettive). Ovvero, secondo me, l'educazione al bello altro non è che l'educazione al vero, alla correttezza. E per fare questo, ebbene è responsabilità dell'editore, dell'operatore di settore, spingere verso questi lidi. Non ci si può lagnare che l'italiano si impoverisce, che siamo provinciali, che tutto va culturalmente in vacca... se poi per compiacere un pubblico lasciato a sé stesso gli si dà in pasto qualsiasi nefandezza, purché gli piaccia. Questo non è un modo amorevole di curare il proprio pubblico. Non è un modo responsabile. Non mi troverai mai d'accordo su una simile condotta. E' troppo facile stare al vertice di un sistema (chi produce: in alto, chi consuma, in basso - della ideale piramide) e lasciare che tutto si scelga 'alla base'. Non so, ma di mio preferisco scegliere per quello che in coscienza ritengo essere il bene del pubblico anche meno informato di me (che devo essere informato per deontologia, il pubblico invece non ha *obblighi*), e faccio il mio in questo senso, anche a costo di essere impopolare. Ma la captatio benevolentiae non crea cultura, crea demenza per tutti. E' per questo che la democrazia è una merda, ad esempio-
  15. Sì, il manga l'ho leggiucchiato. Ma non dicevo che il design dell'anime sia 'uguale', non avrebbe senso. Il manga originale parte come una striscia. Dico che il design dell'anime è nel mood, nel feeling artistico di quella 'vague', non so se riesco a spiegarmi.
  16. Comunque in realtà è una cosa dolce e carina: sono *solo* le bambine a chiamare Nausicaä come 'himeneesama' (sorellona principessa), perché Miyazaki così come ci fa vedere che 'la principessa' fa lavori manuali di fatica (ripara il mulino), ci fa vedere che ha un rapporto da mammina con le bambine del villaggio. Tutti gli adulti chiamano Nausicaä solo 'himesama' (principessa). Questa è una tipica cosa che fa Miyazaki. A lui non importa affatto se quello che fa suoni buffo, o strano, o sinanco incomprensibile. Fa -giustamente- come vuole e piace a lui. Ribadisco che per esempio, durante il *doppiaggio originale giapponese* di Mononoke Hime, gli interpreti giapponesi di Asgitaka e Kaya pensavano, recitando il testo, che i due fossero semplicemente fratelli - dato che Kaya chiama Ashitaka come 'anisama'. Che fossero sposi promessi lo sapeva solo Miyazaki, non era implicito nel testo giapponese per dei giapponesi, non era neppure intuibile, no. ZERO. Infatti poi Miyasan spiegò la faccenda (che aveva in testa solo lui) agli attori. 姫姉様 (ひめねえさま) come scrittura non esiste neppure sui dizionari monolingua. E' solo un composto giapponese strambo che un giapponese capisce, perché è in giapponese, tanto quanto un italiano capisce 'sorellona principessa', che è infatti in italiano. E' proprio tutto così semplice. Mettendo 姫ねえさま su Google, lui incomincia a suggerire ricerche che contengano anche 'naushika' o 'serifu' (battuta). Buffo, eh? Sono commosso e stordito per overdose di verità. Se sarai a Lucca ti offro da bere.
  17. Hai ovviamente ragione. Dicevo che il chade è meraviglioso pensando al gensaku, il manga. Poi saper miscelare questo a un'ambientazione retrò o moderna è questione di soggetto e sceneggiatura...
  18. Certo però, con tutto che detesto Lupin, il chade di questa serie è proprio bello, è proprio ben fatto, da fare scuola davvero. Riesce perfettamente a esprimere il tempo dell'opera originale senza apparire vetusto.
  19. Nel commentario audio del film, Anno e Katayama rimarcano più volte quanto Miyazaki usi sempre dialoghi strani e verbosi. ^^
  20. Se la guardate su YT e leggete il livello dei commenti italiani capirete perché tutto sommato la sigla di Moreno e Vanni è sin troppo per il nostro pubblico.
  21. Sì, ma più arcadico. ^^ Più socialisticamente arcadico. Tipo il paesino in Hols pre-Hilda. Tipo il paese degli Schtroumpf prima dell'arrivo della Schtroumpfette, insomma.
  22. Sì, sono sul finale di Earthsea (Arren che diventa l'allievo di Ged, insomma).
  23. Cmq è "hime-neesama!" (senza 'o'). E' una cosa molto bella, che manco a dirlo torna in Mononoke Hime, ma sin dai tempi del suo interesse etnico-antropologico manifestato in "Sabaku no Tami", Miyasan aveva questa idea del popolo quasi tribale in cui "si conoscono tutti, sono tutti come parenti" - e la cosa trabocca nell'effettiva assenza di reale gerarchia politica o nobiliare. Essenzialmente, i regni presenti in Nausicaa sono modellati su archetipi estetci ben precisi. La Valle del Vento è, essenzialmente, un paesino svedese, dei boschi svedesi. Pejitei è Arabia (Anno e Katayama insistono molto sul gineceo). Torumekia è la Germania imperialista. ^^ Per il ruolo di Nausicaä, Miyazaki ha esplicitamente dichiarato quanto abbia inteso caratterizzarla con un seno prosperoso per accetuare il suo ruolo materno sia con i bambini che con gli anziani.
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