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Ti rispondo per quel che mi compete, come è d'uopo. Se cerchi di essere fedele, otterrai sempre due effetti: 1) una certa 'comunanza' della resa, perché parliamo della stessa lingua base. 2) una certa 'differenza' tra opera e opera, perché le opere sono differenti. Sono due linee ortogonali. Per dire: Mononoke Hime e Sen to Chihiro sono due opere create nella stessa lingua originale e dalla stessa persona, ma sono due opere molto diverse, in tutto. Quindi c'è una diversità *all'interno* di una similitudine. Se si usa il termine 'facinoroso' non perché "piace all'adattatore", non perché "è adatto alla scena" ma semplicemente perché, valutati i dizionari monolingua giapponesi e i dizionari italiani risulta il più corretto ovvero preciso per rendere l'originale termine giapponese, si implicita che chiunque avesse fatto lo stesso lavoro -preciso- avrebbe usato "facinoroso". Perché è un scelta, sì, ma se fondi la tua scelta sull'obiettivo diviene una scelta obbligata. :-)
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No, no, semplicemente più si riesce a capire l'originale più ci si sforza di renderlo nel dettaglio - se questo è lo scopo che ci si prefigge. Più si è precisi nella resa dell'originale, più 'i conti tornano' con l'originale. Non è necessario sovrascrivere nulla, sovraimporre alcuna scelta stilistica al contenuto dell'originale. Perché l'originale nel suo contenuto contiene anche tutto il suo stile, indi se rendi precisamente il contenuto hai reso anche lo stile. I conti torneranno. Per esempio, quando adattai Abesho, ancora non sapevo che 'Il gatto montano di Iriomote' è una specie praticamente estinta e molto rara, e quindi per logica nella collezione delle figurine degli 'animali rari del Giappone' sarà di certo la figurina più rara di tutte, o quasi. A rigore, sarebbe stato meglio tradurre 'Gatto selvatico di Iriomote' - è una cosa che ho imparato dopo gli studi che ho condotto per adattare Mononoke Hime (in giapponese il prefisso yama- sulle razze animali corrisponde al nostro 'selvatico', dato che per noi ciò che non è domestico afferisce ai boschi, per i giapponesi afferisce alla montagna), ma non si può dire una traduzione scorretta. Ora il punto è che anche se al tempo ancora non avevo unito i puntini (perché Sasshi dice di questo "Gatto montano di Iriomote?") i puntini sono quelli. Finché restano quelli, saranno unibili per chiunque saprà e vorrà unirli. I conti tornano, e torneranno. Ci sono cose che credo in un adattamento linguistico proprio non si possano salvare. I dialetti sono una di queste, salvo rese palesemente comiche. Ma prendiamo l'uso neorealista dei dialetti che fa Takahatata. Il dialetto del Kansai in Hotaru no Haka, ad esempio. Sì, si può in ragione di quello giustificare l'uso più spinto di un italiano sub-standard, ma è poca cosa. Peggio ancora, la *variazione diastratica e diatopica* del parlare di Taeko rispetto a tutte le persone di Yamagata, soprattutto i più anziani, in Omohide PoroPoro. Lì la cosa is perde proprio, c'è poco da fare. Si può solo tentare di dare una 'recitazione un po' più campagnola, meno pulitina' ai personaggi. Ma il testo è pressoché inerte dinanzi alla pur significativa variazione.
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Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
topic ha risposto a Shito in una Taro nella sezione Anime & Manga
Figurarsi! -
Shuji: quoto il tuo quoting perché semplicemente veritiero. Quello che posso dire è solo che nell'esercizio della mia individualità, io vado intenzionalmente CONTRO la logica che c'è dietro tutto quanto di vero hai scritto. Arrivando ai massimi sistemi, c'è chi crede che la 'culturalizzazione' sia dare un minimo di cultura a tutti, un massimo comune denominatore. Credo che un mio conterraneo di regione la pensasse così. Al contrario, io come Eraclito come altri, credo che si debba istigare educazionalmente un'elite. Credo che si debba dare non la carità a tutti, ma la possibilità di elevarsi a chi la sa cogliere, e che poi ognuno si salvi da sé, se ci riesce. Credo che l'economia linguistica sia la tomba della culturalizzazione nazionale. E nel mio piccolissimo faccio il mio per osteggiare le logiche che disprezzo. Pervicacemente. Gotan: non ritengo che quell'uso di -kaiser intedesse costituire alcun riferimento a Mazinkaiser. :-)
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Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
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Ah, invece il gradevole Umi ga Kikoeru, in imminente uscita home-video, l'ha tradotto il buon Garion. :-) -
In Abesho la citazione di Hakushon Daimaou c'era in originale. Mazinkaiser non c'è né in originale né in italiano, direi. Si parla semmai del 'gigante della leggenda' (Ideon), e di mille altre cose. Senza dubbio i momenti comici, specie quando citazionistici, sono una ndelle zone grigie in cui i punti di discutibilità sono più elevati. Ma io parlavo proprio delle richieste di "semplificare l'italiano dei dialoghi". Tipo che se in Neko no Ongaeshi il Re Gatto dice "Dannati facinorosi!" qualcuno ti direbbe "Facinorosi? Troppo complicato! Metti una cosa più semplice!" Ma più semplice cosa? Dice "facinorosi", punto.
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Fencer: quello di credere il proprio pubblico fatto solo di deficienti/cerebrolesi è un vizio tipico italiano. Semplifica i dialoghi, o NON SI CAPISCE! Cambia il titolo, o NON SI CAPISCE! Hai presente? E' così che si innesca il circolo vizioso che rovina tutto: pensando che il pubblico sia fatto di dementi. E poi dicono che lo spocchioso sono io. Io adatto cercando di conservare quanto più posso di quello che c'è in originale: chi lo capirà lo capirà, chi vorrà studiare per capire potrà farlo, chi non sarà interessato non sarà obbligato a nulla. A ognuno il suo, no? E invece no: meglio rovinare tutto per tutti. W ITALIA
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Fencer: la sensazione che tu descrivi è quella di un editore del tutto asservito alla logica di "vendiamo almeno ai nostalgici, che è l'unico modo per stare a galla". Siccome sono un eremita, di annunci comunicazioni social e anche edizioni non so davvero nulla. Assumo quindi quello che mi hai spiegato.
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Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
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Evidentemente è stato valutato che il film potesse avere un pubblico cinematografico. -
Amico Fencer, in effetti è uno scenario agghiacciante, quello che descrivi. -.-
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LoL "il produttore Mitsuki Susuba" XD -
i Dolori del Giovane Girellaro (cite Very Culturale da Goethe - il giovane Werther)
topic ha risposto a Shito in una God Mars nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Credo fosse dopo il tragico Idol Densetsu Eriko. -
Per dire, nei sub italiani di -come si chiama- quell'anime del bar tra la vita e la morte - di errori di traduzione proprio sul senso delle cose ce n'erano. E non uno e due. Tipo una delle scene madri (la protagonista in un flashback che parla con la madre) era tutta travisata nel suo significato. ^^; Non ho guardato come fosse nel fansub inglese.
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No, no. Ho ribadito più volte nel mio post il concetto di 'errore contenutistico'. Mai avuto una traduzione che non ne presentasse almeno un paio. La perfezione non esiste, e proprio per questo non si deve mai ambire a nulla di meno della perfezione se si vuole ottenere qualcosa di almeno "buono"" <- è la mia etica professionale. Ma non parlo di questo, no. Parlo di fraintendimenti di senso. Quanto alla questione culturale, citavo anche quella, sì.
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Cobra, non è come tu dici. Ovvero, non solo come tu dici. E' che io devo ancora vedere una traduzione su cui non abbia corretto degli errori di comprensione, o di resa. E faccio il lavoro che faccio da vent'anni. Solo quest'anno ho lavorato con tre traduttori 'nuovi'. E magagne saltano sempre fuori. La semplice verità è che fare lavorazioni 'corrette' (senza errori di COMPRENSIONE sulla traduzione) costa troppo sforzo, troppo tempo, troppo tutto. E a parte me medesimo non ho ancora trovato UNA SINGOLA persona che sarebbe disposto a farlo. Un mercato striminzito come il nostro non ha mai avuto, e non avrà mai, le risorse necessarie a fare le cose corrette. E anche se le avesse, si aprirebbe la "questione culturale": cosa si intende per "traduzione", cosa su cui voglio ridere. (e sbaglio anche io, eh. solo, passo così tanto tempo dietro a queste cose, dietro alle cose che faccio, che sbaglio di meno - suppongo).
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Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
topic ha risposto a Shito in una Taro nella sezione Anime & Manga
Frattanto è uscito Pioggia di ricordi. Faccio ancora fatica a crederci. -
Credo che il problema sia l'effettiva impossibilità di creare, nel 2015, delle localizzazioni fedeli. Corrette. Doppiate o sottotitolate, l'idea che per delle NUOVE PRODUZUZIONI ci debba essere la localizzazione sballata e poi il correttivo è pazzia da principio. Dovrebbe essere corretta la localizzazione del doppiaggio, e poi i sottotitoli a seguire. L'idea che i sottotitoli 'correggano' gli errori di un nuovo doppiaggio, fatto nel 2015, è un'aberezzazione che nasce solo dalla folle accettazione dell'incapacità degli operatori del settore. La rinuncia a priori a poter avere la cosa più normale del mondo: la semplice correttezza. Ma è così. Che nell'originale si dica A e nell'italiano si dica B è solo follia, tutto qui. Non c'è molto altro da aggiungere.
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A molti mesi della visione lo considero sempre un ottimo film. E' un film di fantascienza che parla dell'umanità intesa come 'natura umana' più che come 'razza umana'. E' un film di fantascienza che mostra un futuro per far riflettere sul nostro presente. E' un film di fantascienza di quelli che ha un senso fare, insomma.
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Tutto su Lupin III / Lupint the 3rd / Rupan Sansei
topic ha risposto a Shito in una Tetsuo nella sezione Anime & Manga
Certo che visto che per gli italiani Lupin SanSei è il cartone animato, avrebbero dovuto intervistare piuttosto Ootsuka Yasuo. ^^- 842 risposte
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Hai ragione, Roger: l'analisi obiettiva apprezza un caso specifico, lo Studio Ghibli. Tuttavia, in questo caso specifico in primis, in dieci anni di distribuzione, c'è stata una curva. E' un fatto. La tomba delle lucciole in due giorni incassa più di Il vicino Totoro in due/tre settimane - appena se anni fa. Le ragioni di questo fatto, secondo me, sono due. 1) Il cambiamento del mercato del cinema in Italia, a tuttotondo: da lato distributivo e da lato della fruizione del pubblico. 2) L'essersi sedimentato di un buona base di persone che conoscono il "brand" Studio Ghibli, al di fuori dello zoccolo di noi "fumettari" (otaku?). Credo che questo sia stato merito del lavoro/impegno continuativo di Lucky Red. Un investimento di risorse. Ora, chiaramente, il dato (1) ci sovrasta. Il dato (2) ci [mi] riguarda più da vicino. Non sto dicendo che questa sia la semplice equazione aurea, da applicarsi estensivamente in ogni altro caso per ottenere uguali risultati. Hai ragione a dire che Ghibli è Ghibli, come Eva era Eva. Però però, resta che di editori che pensano di trovare in questo piccolo settore facili guadagni senza investimento, di risorse e di cultura, ne ho visti vari e ho visto che non hanno fatto altro che danno. E' un'azione desertificante. Mentre credo che, come in ogni nicchia, essa vada innaffiata e alimentata di cultura di settore. Una nicchia in cui il pubblico (sia pure il più informato) "ne sa di più e meglio" degli editori, responsabili dell'offerta, è una nicchia che va a estinguersi. L'investimento non è un magnate che cerca una new-venture a caso. L'investimento è conoscenza, amore, cultura delle cose che si mette al servizio della produzione. Per questo dicevo: "La scommessa sarà riuscire a costruirci qualcosa sopra, a quella fondamenta." -
Gestione collezioni
topic ha risposto a Shito in una sirtao nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
io uso i file .txt, rigorosamente .txt. XD Redatti con un editor da coding, eh. Old skool or no skool at all!!1!!!!!1111! -
Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
topic ha risposto a Shito in una Taro nella sezione Anime & Manga
Per la serie: come cambiano le cose. Era il 2009. Fine 2009 Non vent'anni fa. Ponyo era già stato distribuito nei cinema italiani. C'erano state varie venute veneziane del regista, lo sapete. Era la fine del 2009 e Totoro, il film simbolo dello Studio Ghibli, veniva distribuito in Italia in modo 'plenario' (più settimane di programmazione). Sul forum ghibliano per pagine e pagine ci davamo notizie dei cinema e degli spettacoli dove vederlo, che manco fossimo su Radio Londra, o non so che. E ripeto, era il 2009. Non il 1988. I risultati? Ce li riportava l'amico e utente Rosario: La tomba delle lucciole, un film ben più difficile, in DUE GIORNI questo mese ha fatto ben più di quei 232.913 euro. Per non dire di Si alza il vento, che la scorsa estate ha fatto quanto? In tre giorni, UN MILIONE di euro. Chi è stato a Lucca Comics quest'anno avrà notato più cosplayer di Sophie che nel 2005, quando uscì Il Castello Errante di Howl. Le cose cambiano. Il mercato cinematografico in Italia è cambiato radicalmente, a partire dalla diffusione del cinema digitale. E' cambiata la distribuzione, e le sue logiche. Inoltre, la Lucky Red in dieci anni di lavoro continuativo ha davvero sedimentato una buona base di pubblico per questi film. Il che, certo, insieme ai cosplayer entusiasti porta anche una buona fetta di pubblico chiacchierone, ben poco interessato, social-fanfarone. E' fisiologico. E' quello che succede nell'allargarsi di una nicchia, specie di questi tempi. Ma una grande scommessa vinta, la più grande scommessa vinta, per me, è che ci sono già bambini che hanno visto questi film solo nelle loro edizioni corrette, edizioni italiane fedeli all'originale. A quanto leggo il catalogo Ghibli andrà ora in TV, sempre più diffuso. E non ci sarà "Akù', non ci sarà 'Maro', non ci sarà "Questa volta la natura ha vinto!", niente di tutto questo. Altri bambini, altri ragazzi, si affezioneranno alle nuove edizioni: quelle corrette. Che gioia! Molto, davvero molto è stato fatto. Me l'avessero detto dieci anni fa, non ci avrei creduto. E dieci anni fa era praticamente quando iniziava tutto questo. Quando sono state poste le vere fondamenta di tutto questo. La scommessa sarà riuscire a costruirci qualcosa sopra, a quella fondamenta. Intanto, vediamo come si comporta il buon Totoro alla sua ri-uscita cinematografica italiana. -
Lingua Giapponese: traduzioni, traslitterazioni, convenzioni, riflessioni
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Il fono 'z' è una fricativa credo palatale (iirc) che in italiano esiste in due versioni, sonora e sorda. La versione 'sonora' è quella di, per dire: "zona". La versione 'sorda' è più discussa, quasi sempre si usa in parole dove altri usano la versione sonora, tipo 'zucchero'. Ma per fare un esempio nel quale quasi tutti credo usino la versione 'sorda' della /z/ dico 'zozzo'. Ora, sul punto del 'raddoppiamento' di questa consonante. Da un lato, la /z/ sonora raddoppiata è abbastanza rara, ma non crea problemi: "zuzzurellone". Per contro, la 'z' sorda è in realtà sempre raddoppiata. O meglio, "rinforzata". Noi scriviamo con doppia consonate i suoni consonantici rinforzati, che foneticamente si creano con una piccola sincope tonale prima di fare la consonante rinforzata, specie se plosiva o fricativa. E come se 'preparando il colpo' dell'emissione consonantica, quella si carica e viene fuori più forte. E' la ragione per cui per "raddoppiare" una consonante in giapponese prima si scrive un piccolo 'tsu' - è questa sincope, questo hang-up. Potete fare prove. Pensate alle consonanti d'attacco rinforzate del dialetto siciliano: c'è una piccola pausetta tonale prima. O ai raddoppiamenti coarticolatori essi tutti: Andiamo a Venezia -> Andiamo avvenezia! -> sarebbe in realtà "Andiamo a'vvenezia". Ma in realt, la /z/ sonora in italiano è sempre almeno un po' rinforzata. Hanno un bel dire i maestri di elementari ai bambini, che le parole che terminano in -zione non vogliano la doppia /z/. Ma in realtà in italiano quel suono consonantico è rinforzato eccome. In evvetti diciamo 'Venezzia'. Ovvero, 'Vene'zzia'. Provateci a pensare. Se volete fare proprio una sola /z/ la seconda /e/ si allunga, perché in /ve/nèz/zia/ la sillaba tonica è chusa, e quindi la vocale è corta. ma in /ve/nè/zia/ la sillaba tonica è aperta, e la vocale si allunga. E diventa la "pronuncia veneta", fateci caso. Per contro, è il motivo per cui a Roma, anzi arroma, si dice 'la sedia' come la moglie dell'assedio, ovvero dicono 'lassedia'. Perché per pigrizia non vogliono fare la /e/ di sedia lunga, in pratica. XD In ogni caso, le /z/ sorde in italiano sono sempre rinforzate. Ora il punto è QUANTO le si rinforza. E' lo stesso discorso delle coarticolazioni: QUANTO si rinforza la consonante di coarticolazione? Di mio sono cose che valuto da caso a caso. Spesso in doppiaggio si esagera un po', perché quando si recita in modo enfatico la coarticolazione soprattutto scappa spesso e volentieri. In genere basta sprecare una (due) incisioni in più. Alle volte, invece, anche edit riducendo la pausa di attacco di un quarto di frame (quindi in 1/96 di secondo) o di un mezzo frame (quindi 1/48 di secondo) sono cose che limo un po'. :-) -
Lingua Giapponese: traduzioni, traslitterazioni, convenzioni, riflessioni
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Mio piacere essere stato d'aiuto. :-) -
Lingua Giapponese: traduzioni, traslitterazioni, convenzioni, riflessioni
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
In giapponese non c'è accento tonico. In italiano sì. In giapponese ci sono gli allungamenti vocalici. In italiano pure, ma non credo lo sappiano poi in molti. In italiano, quando una sillaba "tonica" (la sillaba su cui cade l'accento tonico della parola) è una "sillaba aperta" (una sillaba che finisce per vocale) allora la vocale si allunga. Esempio: Gualtiero Cannarsi Gualtièro Cannàrsi Gual\tiè\ro Can\nàr\si Quindi: la "e" tonica di Gualtiero è anche lunga, mentre la "a" tonica di Cannarsi no. Indi: グヮルチェーロ カンナルシ -------- Regole di buon senso: Se un nome giapponese non ha allungamenti, renderlo 'piano' (accento tonico sulla penultima, la norma italiana) allunga la vocale. In particolare, l'allungamento delle accentazioni piane è molto marcato. Questo è bene che coincida con gli allungamenti vocalici giapponesi, se ci sono. Se non ci sono, la cosa diventa discutibile, ma direi che di certo NON E' GIUSTIFICABILE in caso di vocali giapponesi non solo 'non allungate', ma anche semimute o stette. Tipo: Asùka è impensabile, Àsuka (se proprio non Às'ka) è doveroso. Idem Sòs(u)ke e Sàs(u)ke. Sakùra è tremendo. Sàkura, pliz. Nadeshìko è tremendo. Nadèshiko, pliz. Akìra è pessimo, Àkira, meglio. Nel caso di vocali più sonore, la scelta è pressoché opzionale. Mìkasa o Mikàsa, Hìsashi o Hisàshi, Tàkashi o Takàshi. La versione piana suonerà però sempre più "naturale" al nostro orecchio italico. :-) Inoltre, spostare l'accento tonico sulla sprima sillaba di una parola trisillabica (rendendola così sducciola) causa un effetto di "doppia accentazione", specie se la parola finisce con una vocale acuta. Esempio: Hiromi. Se su pronuncia Hìromi, suona negli effetti quasi Hìromì. Tipo Hìro-mì. Questi casi sono da usare con moderazione, a mio avviso.