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Rientrando nel topic leggevo ancora di GG. Volevo ricordarvi che: Questo è dal finale del manga. Responsabile: Gioseffo Androide: Henrietta Se andate a vedere la prima traccia di 'Poca Felicità', l'image album di GG, la prima traccia si intitola 'Lui si chiama [kare no na wa]', e inizia con Nanri Yuka che canta IN ITALIANO Lui... si chiama... Gioseffo... Gioseffo. Dico davvero, eh! Fa quasi ridire. Volevo fare una clip e mandarla a Federico. ^^; Giosè è sempre stato il diminutivo di Gioseffo, e il nome Gioseffo viene probabilmente da quello di Gioseffo Zarlino. Gioseffo Zarlino fu un compositore italiano, se non erro imparentato con un certo Giovanni, e di mezzo c'era pure Croce. Avevo trovato tutti i fili. Per Triela: in GG i suoni 'R' vengono raddoppiati, quasi sempre. Per esempio Ferro è scritto proprio フェッロ. Una volta non si faceva, ma ora si incomincia a fare. E' impensabile che Triela sia Doriella, è un'idiozia bella e buona. Ah, c'è un'altra cosa. Quando l'animazione di GG era in pre-produzione, un amico giapponese che lavorò per Dynamic Italia (e sarebbe stato poi il mio capo in Square-Enix), da sempre vicino alla MadHouse, mi contattò per consultarmi nel tradurre precisamente in italiano i titoli giapponesi degli episodi, che poi avevano il sottotitolo in italiano per l'edizione giapponese. Ho ancota la mail (ciao, Yo'!). Tutto vero. :-)
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"Ai miei tempi..." et "Si stava meglio quando si stava peggio" et altre cazzate
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Una cosa interessante (credo): Miyasan, nei primi Ottanta, sosteneva che i decenni precedenti fossero stati l'epoca del manga, e con l'anime boom fosse iniziata l'epoca degli anime. Curiosamente, Miyasan ha sempre avvertito gli anime come un medium "in competizione" con i videogames, un medium di intrattenimento ancora più giovane ed emergente. So che è banale, ma ogni epoca ha le sue cose. Ha anche le sue forme di intrattenimento. Avrete sentito i vostri nonni raccontare che ai loro tempi si giocava con una palla di stracci. I girellari di oggi, anche da nonni racconteranno di pomeriggi passati dinanzi alla TV con la girella d'ordinanza in mano, no? Quindi, io direi semplicemente che ogni medium ha una sua storia: nasce, cresce, tocca un picco e poi inizia a decadere. Quando tocca il suo picco, in genere il medium è anche al massimo della sua penetrazione sociale, sforna prodotti di grande riconoscibilità. Nell'epoca precedente, quella della crescita, sicuramente avrà vissuto un momento 'seminale', in cui si saranno distinti degli archetipi che saranno poi ripresi alla nausea. E' naturale. Tutto sommato credo che Miyasan avesse ragione. Lui sosteneva che l'anime boom avesse rapidamente esaurito anche il potenziale espressivo dell'anime, perché ormai si erano esplorati un po' tutti gli ambiti narrativi, e quindi il destino era ricadere nella ridondanza. Il che è probabilmente vero. Per questo mi è piaciuto tanto vedere Ronja. Perché è stato un tentativo di riportare l'animazione a intrattenimento popolare, nazionale, per bambini. Con una storia che possa diventare formativa per i più piccoli. Ed è stato fatto col computer, che a me potrà anche far schifo, ma chi se ne frega? Non sono io a contare, in questo discorso. Ecco, pensavo una cosa così. Perché sapete, in genere, quello che è in gran voga quando gli esseri umani hanno otto anni, sotto sotto si pensa come che ci sia sempre stato e ci sarà per sempre. Gli otto anni si dice siano il momento in cui il cervello umano raggiunge la sua piena funzionalità, si arriva alla piena autocoscienza, alla concezione del tempo, del prima e del dopo, e spesso della morte (ovvero della fine del tempo). E' interessante. Pensate, Miyasan ha fatto Laputa per bimbi di quell'età, pensando proprio queste cose. ^^ -
"Ai miei tempi..." et "Si stava meglio quando si stava peggio" et altre cazzate
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Beh, in linea di massima credo sia facile "distillare" da una lunga storia, da una grossa produzione, solo i personaggi "memorabili", perché di quelli ci si ricorda. Mentre la gran massa dei personaffi "nonimi" viene dimenticata. Quindi è ovvio che, voltandosi indietro, si vedono solo quelli che spiccano, e si dica "oooh, quelli sì che eran tempi", mentre sul contemporaneo ci si sente affollati dalla massa dell'anonimato. In questo senso credo che Sam abbia torto. D'altro canto è pur vero che il mercato degli anime ha visto una sua sotto-nicchia diventare sempre più rilevante. Mentre il medium si allontanava da un posto di "cultura popolare nazionale", la nicchia dei fanatici/fissati si ingrandiva. Questo porta autoreferenzialità creativa. A pensarci, molti anime di oggi sono costruiti su personaggi e basta, o quasi, montati a tavolino come un tempo si faceva piuttosto per i gal game. Non che non ce ne fossero anche prima, ma credo che questa tendenza sia in effetti incrementata. -
Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
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Per la gioia di tutti (?), dopo N anni credo di aver capito come mai Vegeta si scrive Vegeta e si pronuncia (in giapponese) BEJITA. A parte BE/VE, mi sono sempre chieto perché 'JI' sulla I, invece che 'JE'. Perché mi dicevo: "viene da "Vegetal", no? Invece no. Giustamente viene da: *vegetable*. E vegetable, in inglese/americano, si pronuncia vèg'tabol, presente? Quindi il suono dopo 've' è un 'ji' dove la 'i' è praticamente muta. L'ho capito infine (sono tardo, eh), perché il fratello di Vegeta si chiama Table, pronunciato 'Tabòl'. ^^; Che poi era ovvio, dato che 'Vegetable' è la traduzione di Yasai (<- Saiya-jin). E nello speciale TV spiegavano che il pianeta prima era diviso tra brutali/barbari Saiya-jin e tecnologici/civili Tsufuru-jin (Tsufuru -> Furutsu -> Fruits), e che in originale forse si chiamava Plant. In effetti le piante sono sia le verdure che i frutti, mentre i 'vegetable' sono solo le verdure (yasai). -
"Ai miei tempi..." et "Si stava meglio quando si stava peggio" et altre cazzate
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Beh, credo che l'idea di "waifu" sia legata al fatto di essere otaku/ritardati e coltivare un attaccamento psicologico morboso per un personaggio femminile. Voglio dire, quando dico che a otto anni avevo un nijikon per Morisawa Yuu dico un nijikon vero, eh. Di brutto. E mi durò per -boh- anni? Ma avevo otto anni, persino l'adolescenza era ancora di là a venire, quindi suppongo che parlare di cose come "otaku", al di là del conoscerne la terminologia, sarebbe stato fuori luogo. Però non so se questo genere di 'personaggio femminile stereotipato' si sia appiattito col tempo. Credo in massima parte siano sempre stati piatti. Perché del resto non è certo la reale complessità femminile che il pubblico maschile apprezza in un personaggio fittizio. Per esempio, Nadia è un personaggio complesso. E' una ragazzina traumatizzata, essenzialmente, e tutta la serie col suo nome è la storia del suo 'recupero'. Ma Nadia viene piuttosto etichetta come "una rompipalle". Essenzialmente il pubblico maschile, con certe cose, si vuole confortare. Come con delle prostitute, no? Pagando una prostituta, non sarebbe mica accettabile che quella nell'amplesso ti raccontasse i suoi traumi d'infanzia, o avesse una crisi di nervi, no? Viene in mente il termine, di discendenza bellica, di "donne di conforto". La mia idea è che esista questa componente psicologica di 'conforto' nella fruizione della finzione. Tutta la finzione. Intanto il conforto che "le cose abbiano un senso", ovvero siano governate da una logica meccanicistica. Tipicamente, i maschi e soprattutto i maschi giovani (quindi finti giovani inclusi) provano disagio dinanzi ai non-sequitur narrativi, a "le storie con i buchi", perché credo che in realtà il loro subconscio si voglia consolare del caos che regna nel mondo reale fruendo finzione dove "tutto quadra". E lo stesso con le figure femminili. Quindi Asuka è una rottura, Rei è amabile (lo faccio sempre apposta). Indi, no, secondo me la maggioranza delle 'donnine' dei cartoni animati è sempre stata piatta. Voglio dire, secondo me Miyazaki ancora si sogna Hilda la notte, e dico negli incubi. Infatti lui ha fatto cose come Clarisse, come Sheeta, come Satsuki, come Fio. Su Nausicaa e San secondo me ancora ci riflette. ^^; Quanto a Takahata, lui con Hols "non stava più facendo i cartoni animati, lui stava facendo Prevert, stava facendo Edit Piaf" (cit.) - quindi anche qui i conti mi tornano. Ma con tutto il mio nijikon, con tutto che era più "realistica" di molte colleghe, anche Morisawa Yuu è una "brava tùsa" ideale, ovvero una loli. ^^ -
E' strano. Ovviamente non ha senso, ma 'ci rivedo' un sacco di cose. Non intendo dire 'si ispira a', sarebbe ridicolo. E' più una risonanza che sento io. Ovvero: Neko no Ongaeshi in versione shounen, Sen to Chihiro in versione shounen (specie le musiche), e per la drammaticità maschile -non ridete- mi vengono in mente le lotte tra i gatti in Jarinko Chie. ^^;
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"Ai miei tempi..." et "Si stava meglio quando si stava peggio" et altre cazzate
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E' inutile dire che a me piaceva Ami. Sono banale. Ma no, il senso del topic non era questo (e comunque è stato tutto spostato, quindi non era proprio questo il topic). XD -
"Ai miei tempi..." et "Si stava meglio quando si stava peggio" et altre cazzate
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Sicuramente le versioni adulte di Momo e Persia sono pressoche solo 'funzionali'. Come dire: devo essere grande per risolvere la questione. Per potermi muovere nella società. Per avere capacità di agire. Tipo un mix tra Melmo-chan e Honey. ^^; -
"Ai miei tempi..." et "Si stava meglio quando si stava peggio" et altre cazzate
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Yuu/Mami, Persia, Mai/Emi Creamy, in particolare, è un aggettivo. Viene da Creamy Crepes, il negozio della 'mamy' di Yuu. -
"Ai miei tempi..." et "Si stava meglio quando si stava peggio" et altre cazzate
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Creamy Mami è un po' particolare. Il referente antitetico di Creamy Mami era ovviamente Minky Momo. Il colore dei capelli di Yuu venne scelto in base agli avanzi di Lum-chan (lol) e per essere 'diverso dal rosa'. Ne parlavo con la Takada, a cui ho spudoratamente detto "La ringrazio, perché in effetti Morisawa Yuu è stata il mio primo amore." ^^; Ma Creamy Mami ha una grande anomalia rispetto al genere, che ritengo la renda più moderna di tutto il genere: Yuu non ha una missione. Non ha nulla da fare con i suoi poteri magici, che le sono stati donati come cadeau tanto per ringraziarla di un suo merito involontario. Quindi Yuu non sa che farci, non è che ne sia mai entusiasta. Yuu è una bimba già postmoderna, davvero. Nell'anime è evidente l'influenza dai toni di Uruseiyatsura, a giusto titolo considerato uno dei primi veri anime della postmodernità, ovvero un anime pieno di gente che non ha niente da fare, e non sa perché fa le cose che fa, tutto a caso. L'immagine di Mami che bighellona all'inizio del secondo episodio è significativa. Anche il finire nello show-biz di Mami è tutto per caso, e mai una volta Yuu se ne rallegra davvero. Non è entusiasta. Yuu non aveva neppure il sogno di diventare famosa, non le importa niente. Lei vorrebbe solo conquistare il ragazzino che le piace, tutto qui. In questo Yuu è fedele al suo nome (Yuu è scritto col kanji di 'gentile, elegante'), ovvero è una bambina giapponese che poi inizia a comportarsi semplicemente per il carico di responsabilità che le viene imposto. Chiaramente Kidokoro le fa pena. In fondo anche Shingo le fa pena, e la sua condotta è determinata da ciò. Quindi abbiamo questa bambina di oggi che si muove, sotto mentite spoglie, nel retroscena del'lidol star system, e manco le importa (Glass no Kamen è una storia moderna, non postmoderna, per capirci). Lo fa per inerzia e per bontà d'animo, mentre diventa suo malgrado rivale di sé stessa nell'unica cosa che le importi: conquistare Toshio. Infatti credo ancora che Maho no Tenshi Creamy Mami sia un anime piuttosto valido e non solo di maniera. :-) Oltre al nijikon che ebbi per Yuu, certo. Ma lì avevo otto anni. Eravamo coetanei. -
"Ai miei tempi..." et "Si stava meglio quando si stava peggio" et altre cazzate
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(da piccolo cantavo "Shot the Monkey", non avevo mai letto il testo, lol) -
"Ai miei tempi..." et "Si stava meglio quando si stava peggio" et altre cazzate
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Lo sai, vero, che prima dell'avvento di Nausicaä, nel cuore dei lolicon c'era *Minky Momo*, vero? Ma Garion non l'aveva posta, il lolicon-test di Animage? Sì che l'aveva postato. Forse voi, lasciatemelo dire -scioccamente-, non intendete cosa io intendo per 'pornografia', e per 'erotismo preadolescenziale'. Ma veramente, vermanete siete ancora lì a pensare che la pornografia sia "the porn"? Perché se è così non potrete capire. La pornografia è l'esposizione di un certo tipo di drammaticità grafica. Sia sesso, sia violenza, anche solo psicologica. Guardare la finzione, che so, di una telefonata di un assassino è una fruizione pornografica, psicologicamente. E' sublimazione proiettiva di un certo tipo di libido. Sin dal teatro greco, eh. Che era poco pornografico, perché le scene drammatiche in genere le raccontava per voce riportata (di un messo, tipicamente). Non a caso dal teatro greco a quello romano si va verso maggiore sublimazione di libido, verso maggiore 'libido gradfica', indi pornografia. L'Eva Shogouki che sbrana Zeruel (si, lo faccio apposta, così si potrà criticare solo questa riga ignorando tutto il resto) non è meno pornografico della mano di Shinji sul seno di Rei, ma chiaramente Asuka in stato catatonico è ben più pornografica della già pornografica Rei in bende. Si tratta della rappresentazione drammatica, che va a sublimare una tensione erotica, di libido. E questo tipo di proiettività è tipicamente adolescenziale. Voglio dire, i romanzi molto grafici, per esempio il genere fantasy, tende a essere adolescenziale proprio per questo. E' più erotico Shannara che Lolita, se li conosce entrambi. In Lolita Nabokov mette il concetto. I concetti non sono descrizioni grafiche, non sono proiettivi. Ma una foresta lussureggiante, descritta come tale, è libido proiettata. Avete presente l'iconoclastia? Sto parlando a vuoto, vero? Voi trovate più sensuale il Giudizio Universale di Michelangelo, o Amore e Psyke di Canova? Capezzoli (femminili) ce ne sono solo nel secondo. -
"Ai miei tempi..." et "Si stava meglio quando si stava peggio" et altre cazzate
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Woah. -
"Ai miei tempi..." et "Si stava meglio quando si stava peggio" et altre cazzate
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In realtà Shu è pazzesco. Nel senso che vidi due scene, dico DUE SCENE di 'The Games of Thrones" perché un fan me le mostrò. E lui mi disse: figo eh? E io, che ti giuro, NON NE SAPEVO NIENTE, risposi: dieci a uno che l'autore del soggetto è obeso. E l'amico sgranò gli occhi, perché era così. Ora sembrerò Bobo, lo so, ma who cares. Il punto è che quel tipo di fiction americana prima non c'era. Quella è APPUNTO una ero-doujin in telefilm, ovvero repressioni sessuali adoscenziali ipertrofiche proiettate in finction. Ovvevo vedi due scene pensi al ragazzino brufoloso nerd che si masturba sul cesso pensando oh che figo il mondo fantasy violenza sgozzamenti strupi sangue l'elfa albina fragile sodomizzata. Cristo, dai, è un ero doujin di Lodoss-tou Senki, o che? Ecco. Stiamo parlando (o almeno io sto parldando) PROPRIO di questo. Di quello che passa da una fogna piena di girini a una pioggia di rane. (Ok, questa era fica, dai. Shitarello style. Sono anch'io una merda, eh.) -
Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
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Certo l'effetto da doppleganger in un kakakutou taisen geemu è spiccato. -
"Ai miei tempi..." et "Si stava meglio quando si stava peggio" et altre cazzate
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Sam: ho trovato il tuo post ricco di spunti interessanti. Ti rimanderei al quarto e conclusivo articolo della serie 'Otaku no Kenkyuu', firmato da Ejisona, che si trova, quindi al secondo (sì, in senso inverso), scritto da Nakamori Akio, che si trovano ovviamente qui. Il quarto, conclusivo, affronta molto bene la questione psicologica. Il secondo invece inchioda al muro al questione erotica. Tra i due, io incastrerei questo scritto di Miyasan: Non ho trovato nulla di 'banale', nel senso denigratorio, in quello che hai scritto. Quello che trovo banale, piuttosto, è un certo tipo difesa aprioristica della finzione, nella tipica giustificazione che 'ce ne'è per tutti i gusti'. E' una cosa vuota, perché sembra ignorare -e credo lo faccia in modo sottesamente di comodo- l'andamento dell'evoluzione sociologica di una, o due, società civili. Da questo punto ti vista, il libro di Prandoni è monumentale. Perché è una lettura dell'evoluzione sociologica della gioventù giapponese attraverso l'evoluzione dell'animazione giapponese, ed è fantastico, e i conti tornano. Quasi spaventosamente. Alla fine, quello che viene chiamato 'otakugaku' (otakuologia) altro non è che lo studio della postmodernità giovanile di una nazione, c'è poco da fare. E la cosa interessante sarebbe parlare della diffusione via 'soft power' di questo immaginario, di questo modello di vita, persino. Proprio noi dovremmo interessarcene di più, perché che lo si ammetta o meno ci siamo dentro con tutte le scarpe, in un modo o nell'altro. Quanto a chi passa nel mondo della produzione di prodotti per l'infanzia per non staccarsi da quel mondo, è una cosa che ho sempre pensato anche io. Ben, non proprio sempre. Diciamo dai vent'anni, ecco, quando inziiavo a lavorare con Dynamic Italia. Ovvero, pensavo che alla fine anche chi storicamente era stato un narratore per l'infanzia, è perché aveva un animo bambino e -pur conscio di crescere- non voleva distaccarsi da quel mondo di percezione. Non parlo solo di Lewis Carroll, eh. E quindi i conti tornano davvero, secondo me. Alla fine è una questione di affinità elettive, se vogliamo, di sensibilità che si ritrovano, ma in modo asincrono. Sarà che di questi tempi sto lavorando a Il regno dei sogni e della follia. Di recente è anche uscita una lunga intervista (del pubblico) a SHmamoto Sumi dove le chiarisce (e da donna) in maniera lampante il tipo di sensibilità di Miyasan: lavorare con lui è come lavorare con un bambino. Chi vedrà il docufilm della Sunada forse lo capirà al volo (o forse non vorrà notare l'ovvio), ma la questione è chiara. Il punto qui per me diventa solo una società civile in cui l'eccezione si fa norma. L'arte è sempre stata il prodotto della stortura di qualcuno. La storia dell'arte è la conservazione che le persone normali fanno della stortura di qualche distraziato, disturbato. Ovvero, era così. L'arte nasce sempre da una turba, in qualche modo. Quel tipo di produzione nasce da una turba. Il punto, nella massificazione dell'intrattenimento, è la reianimilazzazione che induce - e qui parlo con Azuma Hiroki. Per chi mi segue. -
"Ai miei tempi..." et "Si stava meglio quando si stava peggio" et altre cazzate
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Ma quei bambini, crescendo nel rifiuto di crescita, hanno sviluppato in loro un erotismo deforme, voyeristico ma inconscio, purinato ma lascivo. Un mostro di preadolescenzialità gonfiata. La sessualità degli otaku, proiettiva come quella dei bambini, strangolata tra idealismi e sfogo di pulsioni. E il settore che aveva generato tutto ciò, per continuare a esistere, ha preso piuttosto ad alimentare il tutto. E' così che il fan service ha divorato tutto. -
"Ai miei tempi..." et "Si stava meglio quando si stava peggio" et altre cazzate
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Quindi di riffa o di raffa il mondo dell'anime è sempre più ridotto a blanda pornografia dissimulata da qualcosa altro. Un genere di porno leggero. Non avrei mai pensato che sarebbe andata a finire così. Anche se forse era solo mia ingenuità. -
Di sottotitoli e di doppiaggi
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Recitativamente parlando mi parve un lavoro onesto, quel doppiaggio. Ma potrei ricordare male. -
Le DIVICHE
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Vedo che uno dei miei cavalli di battaglia, ovvero la dicitura 'tuttoaccaso' (la sua versione più rude è "tuttoammuzzo",btw), ha attecchito davvero bene. D'altro canto, ce n'erano tutte le ragioni. -
Di sottotitoli e di doppiaggi
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Invece era Roberta Gallina, vero? A memoria novantina, dico. -
Ok, è lo stesso che dicevi tu, sorry for being late. ^^
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E' un arcade giapponese del 1994. Qual è la fonte che cita Fleed come ufficiale? (sono ignorante in merito)
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Di sottotitoli e di doppiaggi
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EYMERICH: senza dubbio meno folle di Minmay, certo. Tuttavia, Doi Mika nel 1982 aveva VENTISEI anni. Monica Ward 12 anni fa ne aveva TRENTOTTO. Se la matematica non mi fa difetto. Hayase MIsa ne ha 19, di anni. Diciannove. Di cosa stiamo parlando? Ah, ho capito. Delle prassi del doppiaggio italiano. ^^; -
Di sottotitoli e di doppiaggi
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Ricordo che mi accennasti qualcosa nelle nostre conversazioni epistolari. ^^ Ma cos'è, la pazzia? °° Voglio dire, Minmay era doppiata (non solo 'cantata') dalla giovane Iijima Mari! Che significa Antonella Baldini? °° E Hayase Misa non era l'allora non attempata Doi Mika? Capisco invece De Filippis e anche Guerrieri, che mi paiono sensati sui ruoli. Ma lol Alessio De Filippis ragazzino con Antonella Baldini "che fa la ragazzina" sua coetanea. Viene da ridere solo a pensarci, dai. Laura Romano su Claudia è una figata, invece. Ma del resto lei è COSI' brava... beh, è anche sensatissima sul ruolo. Dinelli su Gloval mi lascia qualche dubbio, onestamente. A dispetto della bravura dell'interprete. Ma chi era il direttore/distributore delle voci, Mazzotta? ^^;