Vai al contenuto

Shito

Pchan User
  • Numero di post

    14349
  • Iscritto dal

  • Giorni Vinti

    365

Tutti i contenuti di Shito

  1. Shito

    Yamato Video - News

    No, no, ripeto: *percepiva*. Nel senso che anche se glielo dicevi, proprio non vedeva alcuna deformazione. Non c'entra la cultura o l'ignoranza. C'entra la sensibilità. E' come chi non vede che col restauro della Sistina è venuto via tutto un layer di ombreggiature, ecco.
  2. Shito

    Psycho Pass

    In un'altra serie, del resto, dice esplicitamente che l'unica energia antientropica dell'universo è essenzialmente il ciclo del 'desiderare' e quindi 'disperarsi' delle ragazze. ^^; E aggiunge che senza questa caratteristica (femminile), l'umanità sarebbe ancora all'età della pietra. E' una cosa che ho pensato spesso anche io, che alla fine sono sempre le donne portatrici del cambiamento (transistasi), mentre gli uomini sono pacificamente soddisfatti nella stasi (omeostasi). Lo dicevano anche Kaji e Ritsuko, e credo sia vero. Lo dicono anche nell'antico testamento, dove a spingere l'uomo (Adamo) alla primigenia emancipazione dallo status di 'figlio felice al parco giochi' (Eden) è la donna (Eva), che per prima coglie e poi induce il suo compagno a coglierere il frutto della conoscenza/emancipazione/solitudine/passione o come si voglia dirlo. Essenzialmente, stanno tutti dicendo che le donne sono sempre laciate nel tempo, nel moviemento, nel cambiamento, mentre invece gli uomini possono ingannarsi di essere a-sincronici. Lo penso anche io. Aby Warburg condusse un'interessante studio nella storia dell'arte essenzialmente sullo stesso tema, ricercando nella figura della Ninfa, e nelle sue varie incarnazioni diacroniche, lo spirito del tempo. Credo avesse centrato il punto in pieno. Del resto, le ninfe rifiutate dall'uomo che si strugge di dolore per la morte dell'amata, poi lo sbranano. Lui era Orfeo.
  3. Shito

    Yamato Video - News

    Quando iniziarono a circolare nei locali pubblici (ristoranti, etc) i relevisori 16:9, e i contenuti televisivi erano tipicamente ancora in 4:£, mi sono sempre chiesto se avesse un QI superiore un primate o il tipico esercente che non *percepiva* la deformazione dell'immagine. ^^;
  4. Senza dubbio, ovvero a me ciò che scrivi pare indubbiamente vero. Ci sono processi che non si possono invertire (central dogma?), come per la svalutazione di un prodotto/medium di massa. Ovvero, dal 'cestone mentale' della mente della gente (massa) una volta entrati non si esce. Più che di 'cestone', si dovrebbe in effetti parlare di 'nassa'... :-( Inoltre, le congiunture difficilmente si replicano, per quanto abbiamo visto la stessa logica di mercato applicata in altri ambiti. E il fatto che i MacBook restino tra i notebook più venduti ne è la prova. Tuttavia, permettimi di far notare che non avemo MAI inteso che quelle logiche passate fossero replicabili nella situazione attuale. :-)
  5. Ahimè Roger, è questo un terreno che non permette dimostrazioni, in quanto ogni scelta passata non esiste in parallelo alla sua inversa, quindi è pacifico che in qunato sostengo resti dell'opinabile. Di fattuale c'è che, nel modo in cui è stato, Eva è stato il più grande successo dei tempi, con venduti che superavano facilmente il 5x, sia in uscita (primo ordine) che in riordine. Di fattuale c'è che Eva per tutta la sua serializzazione ha continuato a vendere anche come 'catalogo', e continuava a essere ristampato, come nessun altro. Questi sono fatti che ho constatato con i miei occhi. Ci sono poi le opinioni di rivenditori / fumetterie che occasionalmente raccoglievo ai tempi, ma già questi non sono fatti da me constatati, ma che potrei riportare. Indi dal valore relativo. Si noti che tutti il discorso che ho proposto non è un discorso esclusivo. Sin da principio non ho detto: "ciò che è necessario per sospingere e mantenere il consumo di un bene è la percezione del valore di quel bene che ha il pubblico. NON intendo valore esclusivamente monetario" La questione del 'lusso' come costo è una componente. Eva era il prodotto adatto per mettere in moto un certo tipo di volano. Era un prodotto molto attesso, molto chiacchierato, che arrivava in Italia nell'onda lunga di un grosso boom giapponese, che proponenva contenuti e stili che al tempo venivano considerati 'radicali' e 'all'avanguardia', nonché -sia nel vituperio che nella venerazione- "intellettuali". Era il prodotto perfetto per essere confezionato come l'elite del genere, in quei tempi. Sto dicendo solo questo, e a guardarsi indietro direi che la cosa ha funzionato. Ma certo, si trattava comunque di una congiuntura. Non sto certo dicendo che basti sovraprezzare qualcosa per renderlo ambito, non fraintendermi. Ovviamente focalizzando sul mio uso simbolico della marca 'Cartier' come mero esempio di 'gioielleria di alta fascia' opposta alla 'biogiotteria' non fai onore alle tue capacità di intendimento. Anche quell'esempio stava solo a significare che sinché in un mercato esiste un 'hi-end' e un 'low-end', il mercato ha un suo metabolismo sano. Un mercato di solo low-end porta al cestone.
  6. A quei tempi io ero già fuori. E cmq non mi sono mai occupato di politiche aziendali, fatte salve molte delle scelte che 'imposi' su Eva (no pubblicità nell'interno fascetta, ma lista dei titoli e grafica minimalista a tema; no "si comincia!" prima dei trailer, e altre cose). Cmq, senza dubbio lo 'svalutarsi' di un medium (il DVD) ne uccide il mercato: se una cosa costa molto è ambita, la si vuole possedere e ci si sforza per ottenerla: da questo deriva soddisfazione personale, senso di appagamento. se una cosa costa poco, nel subconscio dei più "vale poco", e per averla non si vorrebbe spendere neppure quel poco, perché è una spesa che -per modesta che sia- non arreca "soddisfazione della spesa". Sono davvero in pochi coloro che, nel mondo consumistico, hanno un intelletto così emancipato da assegnare deliberatamente 'i propri valori' alle cose in mera soggettività. Si subiscono forma di influenza sociale inconscia. E il 'prezzo' è la prima auto-dichiarazione di valore di un prodotto proposto su un mercato. Se un intero mercato è un mercato di oggetti dal basso costo, sarà percepito come mercato di oggetti di basso pregio. Ed è una sprale verso il basso che porta al cestone. Voi pensate che tutti gli amanti delle patate puzzolenti di Alba le amino per il loro delicato sapore? ^^;
  7. Non è così. In un sistema di vendita di beni di consumi di lusso (tutto l'intrattenimento è lusso, nel senso che non è un "bene di prima necessità"), ciò che è necessario per sospingere e mantenere il consumo di un bene è la percezione del valore di quel bene che ha il pubblico. NON intendo valore esclusivamente monetario, ma anche. Una cosa confezionata con eleganza e cura, che spicchi per bellezza anche 'inter pares', e che costi di più della norma di genere, è una 'lepre' che traina un settore. Questo è stato Eva, nel mercato dell'anime home-video in Italia, e credo ogni rivenditore del tempo potrebbe confermarlo. Perché sottilmente, nella sua ambita desiderabilità, un prodotto di alta qualità diffonde un'aura di desiderabilità anche ai suoi consimili. E' perché esiste l'alta moda e il suo mito, ad esempio, che le ragazze riempiono i loro armadi di stacci comprati al supermaket. Perché l'esistena di un picco (l'alta moda) in un ambito (l'abbigliamento) fa si che tutto l'ambito prenda valore, indi pur non potendo acquistare l'alta moda si desiderano "i vestiti belli", perché è surrettiziamente passata l'informazione che "i vestiti" siano qualcosa di bello, desiderabile.Si vende la bigiotteria perché esistono i gioielli veri di Cartier. Credo siamo proprio nel thread giusto, e qui sostengo che Eva, con la sua serializzazione costosa e centellinata, abbia fatto bene al nosto mercato come null'altro avrebbe poi fatto.
  8. Shito

    Yamato Video - News

    Ovviamente qualsiasi genere di deformazione o taglio dell'immagine originale di ogni opera è inaccettabile, per principio per logica per buonsenso per piacere per pietà. ^^; A parte ciò, credo mp3dom abbia detto, semplicemente, tutto - esaurendo la questione (su cui, io per uno, non sapevo nulla).
  9. Mh, se mi è permesso di esprimere un parere per chi ha vissuto dall'interno i momenti di cui si parla, io credo che inevitabilmente le cose stessero cambiando, come sempre tutto continuamente cambia, anche prima che con MTV si aprisse il 'canale anime giapponesi in TV'. Questo perché, inevitabilmente, ogni novità invecchia e cessa di essere una notivà. E semplicemente credo che gli anime presentati come 'anime giapponesi' (ovvero, rimarcando e valorizzando quella matrice culturale di provenienza, piuttosto che annullandola) fossero stati una novità sino a un certo punto, ma poi anche basta. Già ai tempi di Eva, solo Eva vendeva come Eva, ovvero era chiaro e palese a tutti che fosse un'eccezione (dico: nel mercato del tempo). Altri prodotti cercarono di seguirne la scia a livello di 'presentazione' (proposta editoriale), e penso a cose come Escaflowne o Nadeshiko, ma pur essendo ottimo prodotti e ben confezionati, erano lungi dal raggiungerne i fasti (ancora: come successo di pubblico). Perché anche il medium era entrato nel plateau, ovvero non era più una rampante novità con un pubblico di avanguardisti mordenti. Non dimentichiamoci che se parliamo di Eva, parliamo di un periodo in cui in Italia i cellulari erano ancora agli albori (intendo: come oggetto di massa), internet era ancora agli albori (intendo: come oggetto di massa). Credo che col subentrare di altre forme di svago -molto multimediali per loro natura- inevitabilmente l'idea di spendere dei soldi, quei soldi, per *vedere* due/tre episodi di un anime in VHS o DVD che fosse stesse tramontando. L'idea dei passaggi televisivi è sempre stata, almeno in casa Di Sanzo, quella di 'aprire' la nicchia al pubblico. E credo fosse una buona idea. Perché ogni nicchia, se resta solo e sempre sé stessa, invitabilmente si prosciuga. Si noti che 'aprire' la nicchia è una cosa, 'spaccarla' è altro, e ora non saprei definire esattamente come andarono le cose. Sicuramente penso che la programmazione su MTV fosse adatta e misurata, perché era una TV ma cmq con una forte impronta giovanile, e non mainstream quanto una Italia1, per capirci. Del resto, i tempi in cui si poteva pensare di vendere 'il contenuto inedito' all'acquirente medio sarebbero passati velocemente, come la storia ci ha mostrato. Si doveva chiaramente passare alla vendita dell'oggetto, per forza. Non è un caso, credo, che persino in Giappone, dove i prezzi del mercato dell'home video si mantengono stabili e dove quel mercato sembra comunque più solido, la gallina dalle uova d'oro chiamata OVA sia andata praticamente in cantina. Gli OVA erano stati il modo per produrre animazione con MAGGIORI risorse di una serie TV (dico, per episodio, per minuto). Era un mercato nato col boom delle VHS e dell'home-video, con le bikini armor, con i Cream Lemon e con tutta l'animazione "woah questo in TV non lo potrei vedere". Inevitabilmente è stato un momento che è passato, come ogni momento passa.
  10. Shito

    Ruroni Kenshin - Manga, OAV, Live.

    Shu, cosa intendi per 'riedizione del manga fatta in occasione del film'? Sono all'oscuro del tutto...
  11. Ovviamente è un mio pensiero, ma ho sempre creduto, pensato e 'sentito' che i mecha dell'animazione, a renderli in live-action o li fai 'fedeli', e diventano giocattoli oversized, o li fai 'realisticizzati', e sono altra cosa che l'originale. Per esempio, il Gundam 1:1 è chiaramente un giocattolone enorme, per intenderci. Ma Patlabor ha una vague realistica, secondo me, che trascende la questione 'real robot' o che. Anche le abientazioni, i setting, sono 'reali' piuttosto che realistiche. Anche le situazioni, i gruppi di persone. Patlabor mi è sempre sembrato un po' un 'live drama' da principio. :-)
  12. Shito

    Ruroni Kenshin - Manga, OAV, Live.

    Considerando il taglio drammatico e serio di quella parte della storia, sembra la più adatta a diventare un live-action, giusto?
  13. So che sembra banale dirlo, ma tra tuuuuuuuuuuutti gli anime 'con mecha' Polizia Celere Patlabor è forse l'unico che può avere senso trasporre in live-action. Forse.
  14. Shito

    Yamato Video - News

    E' il nome di una collaboratrice che si trova anche in taluni manga con sui quali lavorò in varie vesti, credo. ^^
  15. Shito

    Yamato Video - News

    In un mondo in cui nessuno obbliga a comprare un dato prodotto, rivolgersi così ai suoi acquirenti mi pare davvero eccessivo, oltre che fuori luogo.
  16. Shito

    Yamato Video - News

    Conio del mese, dell'anno, e anche più :-)
  17. Shito

    Yamato Video - News

    L'ho pensato anch'io... ^^; Bambinesco è l'adulto che si inalbera perché a qualcuno non piace il film di rori per cui si stravede. Amen. Non stravedo per quel film. In effetti, non l'avevo mai visto sino a quando ci lavorai, e da allora non l'ho mai più visto. Tuttavia, il bello (per me) di lavorare su un prodotto è l'approfondirlo. Il doverlo approfondire. Questo porta necessarimaente a documentarsi, ad avvicinarsi gli stili e i motivi, e i punti di vista degli autori. A volte, ma non necessariamente, tutto ciò conduce a una migliore comprensione, conoscenza e indi apprezzamento del prodotto.C C'è una frase bellissima di Otsuka Yasuo che dice di 'non comprendere appieno' un oggetto sino a che non lo disegna, dopodiché è come se "se lo fosse messo nella mano destra". Nel mio caso, siccome forse sono lento di cervello, ho la sensazione di non comprendere appieno il contenuto di un audiovisivo (straniero) sinché non lo adatto, finché non mi sforzo per renderne ogni dialogo di parola in parola, e allora me lo sonno "messo nel in entrambi gli emisferi del cervello". ^^;
  18. Shito

    Yamato Video - News

    Il punto di un film non necessariamente è 'raccontare più trama', o 'avere un ritmo più serrato ad avvincente'. Questa è solo la tua bambinesca visione delle cose. Il punto di un film può essere altresì dare un'atmosfera, un'idea, una sensazione narrativa. Come evidentissimamente è in questo caso. Tipicamente, poi, quando un film tratto da una serie TV si presenta come un gaiden -ed è questo il caso, come quello del film di Aa Megamisama- si cerca di tributare gli elementi classici della serie in un excursus narrattivo 'non necessario nella continuity'. Il punto di film del genere è, essenzialmente, vedere sul grande schermo e con ampio respiro ciò che si è amato nella serie, con qualcosa di 'inusuale' per la serie.
  19. Shito

    Yamato Video - News

    No, il primo film di Sakura è molto bello. Non sembra un episodio TV diluito, dato che il punto del film NON è recuperare una Clow Card. Come dice Sakura nel trailer, il film "avrebbe dovuto essere un viaggio tanto divertente, però...", ovvero proprio un excursus. E infatti, il film è proprio una 'trasferta': una trasferta come location, perché è ambientato fuori dal Giappone, a Honk Kong, e molto spazio e rilevanza è data a questa ambientazione scenica. Ovviamente questo è fatto soprattutto per il cinema, dove l'impatto scenico è maggiore. Ed è una trasferta perché le vicende non girano intorno alle Clow Card, ma intorno a un personaggio 'ospite' nella storia, ovvero la maga. Questo per chi ha voglia di notare anche solo l'evidente.
  20. era per infatizzare il livello di idiozia, altrimenti non avrei usato il nome fake 'Mazinga'... ^^;
  21. No, dico, ok avere un negozio di settore, per carità. Ok intendersene. Ok avere anche passione per queste cose, tutto ok. Ma *davvero*, fare una psuedotrasmissione da audlti per stabilire se è più forte Goku o Mazinga, restanbdo seri e 'credendoci', dico... davvero? Senza vergogna? Boh, è il mondo alla rovescia...
  22. Shito

    Yamato Video - News

    Anche il trailer era stato fatto uguale uguale al giapponese. Stesso montaggio, stesse battute, credo persino le stesse scritte a video, negli stessi punti precisi (peccato per lo slato di Kaiya Naomi citata come Naomi KaiTANI). ;_; Nostalgia. Non ricordo a memoria l'originale, ma lo posso 'intuire' dalla resa italiana. 10 a 1 che Kerochan dicesse 'yatta, Card Captor Sakura no toujou/deban yo!" con accento di Osaka, che la precedente frase di Sakura fosse "Totemo tanoshii no [.....] hazu 'ndakedo...", e che la maga all'inizio dicesse 'zutto... matteita...', o cose simili. A proposito, Barbara De Bortoli in quel ruolo fu come è a tutt'ora fantastica (iirc era la Hayashibara, non un caso). Ah, è bello ogni tanto ricordarsi che -volendo- il mio mestiere si può anche fare così. ^^ Edit: (auto)scommessa vinta: Certo c'è un po' l'appesantimento di dialogo tipico di quegli anni, in cui si pensava di dover 'aggiungere, aggiungere parole per rendere ogni battuta più lunga, più piena e più didascalica' (ahimé - me ne sarei liberato solo quando mi emancipai al punto da ignorare bellamente la tipica 'idea di synch' italiana), si sente giusto sulle prime battute della maga, ma cmq ci siamo. Era anche il primo film in cui usai il corretto ordine Cognome-Nome per i personaggi giapponesi, come poi avrei sempre fatto. :-)
  23. Shito

    Che film avete visto oggi?

    Credo che per Burton, come per molti artisti dell'audiovisio che ne hanno manifestato passione e inclinazione sin da giovani, l'animazione sia sempre stato un modoo di creare un mondo alternativo in cui rifugiarsi, in cui fare escapismo da quel mondo 'normale' in cui si sentiva segregato. Da cui il surrealismo: surrale il mondo dell'escapismo, e surreale il mondoo reale che viene rappresentato in una grottesca caricatura. Ci sono sempre questi due ambienti: la città con i suoi quartieri, e il castello che è 'fuori dal mondo'. In Frankenweenie il secondo è il mulino, ma in Edward è il castello da cui lui viene e torna, in Charlie è la fabbrica in cui Willie si rinchiude. C'è una forma di escapismo isolatra. E poi, la paura della morte, il senso di perdita supremo (o meglio, la radice della paura del senso di perdita stesso), che i trasfigura e esorcizza nel gotico, anch'esso spesso grottesco. Credo.
  24. Shito

    Che film avete visto oggi?

    Vidi "Il calderone magico" al cinema, all'uscita. Indi grande non ero. Facevo gli ultimi anni delle elementari, credo, o forse prima - perché i ricordi sono un po' confusi. DI certo andò via la luce durante la proiezione (black out), che si interruppe e poi riprese. Ai tempi comunque ero un grande fan di Dragon's Lair, e se non mi sbaglio ne "Il calderono magico" c'è lo zampino di Don Bluth? Ne avevo letto qualcosa su una rivista per bambini nota come "MASTERS e il team dell'avventura" (chi ha buona memoria acustica ricorderà che "è in edicola dal cinque aprile!"). Il film non mi dispiaque da un PDV esperienziale, ovvero per le astmosfere e l'ambientazione, ma se poi il mio subconscio non l'ha coltivato dentro di me un motivo ci sarà. ^^ ^^; Non essendo un fan di Burton, avendo visto di suo forse solo un paio di film, con Frankenweenie credo di 'averlo capito', ovvero di avere stabilito un canale empatico con il regista che mi ha fatto percepire il suo animo. Io credo che Burton fosse un bambino 'sempre per i fatti suoi', con un intelletto introiettivo molto forte (qualcuno direbbe un borderline nella gamma dell'autismo), che guardave queste tipiche situazioni americane, tipo la grigliata del 4 luglio, che guardava tutti starnazzare, e nel suo angoletto pensava "sono tutti matti", e voleva solo essere lasciato in pace nel suo cantuccio, con le sue cose, le sue cose inanimate. E nulla nel suo cantuccio doveva mai cambiare, perché ciò che questi soggetti temono più di tutto e più di tutti è il dolore del senso di perdita. Questa è la tipica psicologia del proto-otaku, che inconsciamente coccola e si coccola con 'le cose', e persino i dati e e le memorie lo sono, è la psiche del piccolo Hans e del rocchetto di filo, è una forma intensa della percezione inorridita della caducità dell'ukano e dell'effimero nel mondo. Victor, in inglese, continua sempre a ripetere 'I can fix it' - lo dice inizialmente con la pellicola, avrebbe dovuto essere "posso aggiustarla", e poi lo ripete sempre a Sparky che perde i pezzi: "I can fix it", "posso aggiustarlo". Nulla deve cambiare, nulla deve perire. Burton fa questi ameni vicinati americani rimempiti di figure di piccoli borghesi parossistici, del tutto prigionieri ciascuno nella propria monomania, e solo i bimbi si salvano, perché almeno hanno ancora degli interessi, della passioni reali. Non era così anche Edward Scissorhands? E non era così anche Charlie and the Chocolate Factory, con i figli già mezzo matti prodotti da genitori tutti matti, ognuno una maschera della postmoderna società schizoide? E Willie Wonka non era un bambinissimo non cresciuto, nella sua 'cristallizzazione caramellata' della vita? Ora lo capisco, Tim Burton. Oh, come lo capisco. Chi non si animalizza, in mezzo alle bestie rischia la pazzia.
  25. Shito

    Eva Manga - new chapter by Sadamoto

    ---- Haiku per la conclusione del manga: Neve d'estate Dopo sì lungo inverso Giunge il disgelo
×
×
  • Crea Nuovo...

Informazione Importante

Procedendo oltre nell'uso di questo sito, accetti i nostri Termini Di Utilizzo