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Shito

Pchan User
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  1. Shito

    Man-Ga

    Credo che il film di Sakura abbia un certo senso solo come 'celelbrazione' dei personaggi della serie, ma io mi sono commosso a vedere 'la cattiva' sconfitta non già con le armi, ma per la mera 'comprensione' del suo trauma amoroso, ovvero "sconfitta tramite risoluzione" :-)
  2. Shito

    Eva Manga - new chapter by Sadamoto

    Come dicevo, è proprio come in Sen to Chihiro. Anche lì, molti occidentali hanno letto le traversie che Chihiro affronta in quel film come un romanzo di formazione, ma non è così: alla fine Chihiro non ricorda nulla di quello che è accaduto, ma dentro di lei c'è comunque una forza nuova, a livello inconscio. Qui è la stessa cosa. Il 'nuovo mondo' non è un mondo perfetto e ideale/idilliaco, quello che è successo ha lasciato delle eredità: gli Eva Series crocefissi come lascito/monito, e le perdite di chi è morto (Misato, Ritsuko, Kaji - loro non tornano in vita). Il tempo non è tornato indietro: riprende 'dal momento del Third Impact', ma su una linea di eventi diversa, che cambia la situazione in cui le persone che si trovavano 'a quel punto' ora si vengono a ritrovare. Shinji non è una persona tutta diversa, perché non ha piena e lucida coscienza di quello che ha passato, ma è una persona con dentro di se un sentimento, una spinta, una 'stance mentale' tutta diversa. Come Chihiro, che si volta e il suo laccio per capelli scintilla, Shinji si muove volitivo verso il futuro ignoto, e la croce di misato appesa alla sua cartella scintilla. Entrambi (Chihiro e Shinji) pur non essendo 'cambiati' sono diversi, perché ora non sono più preda dell'abulia postmoderna ma hanno trovato dentro di loro la spinta a 'marciare in avanti'. Ovviamente non mi addentro proprio, come il fandom occidentale sta già facendo, con le domandine tipo "ehi ma allora che fine ha fatto Adam? E il GeoFront? Se ci sono gli Eva Series c'è anche la Luna BIanca al Polo Sud? E quelli della Seele sono tutti riformati, no?", e già si divertono a trovare link tra questo finale e la Rebuild cinematografica. Credo simili atteggiamenti di punto croce sulla trama siano -per non essere offensivi- stupidamente infantili. Per essere proprio scemino direi che almeno Asuka dovrebbe essere già laureata, altro che ammissione alle superiori. ^^ Ma chiaramente il punto non è questo. Perché Shinji non ricorda nulla? Si è congedato con la sua scelta da Rei ovvero Lilith, e con la sua scelta ha 'risettato' (non resettato) la realtà. Perché è cambiato? Perché la sua anima, al momento di fare ciò, si era 'risolta', più che essere 'maturata', come si è visto nel recupero delle memorie della matre e nel congedo dai genitori. Direi che questo è, in effetti, tutto quello che serviva sapere. Mi pare un finale davvero molto bello e ben giocato tra la positività del messaggio, la non esagerazione del lieto fine, e il non compiacimento della negatività vittimistica. :-)
  3. Shito

    Eva Manga - new chapter by Sadamoto

    Non conosco, ma il finale -in qualche modo abbastanza classico- mi pare ben dosato nei suoi comparti. Non è un idillio, non è una tragedia. Ci soono state perdite e lutti, elaborazione di quelli, e un cambio di mentalità. :-)
  4. Shito

    Eva Manga - new chapter by Sadamoto

    Avanti con le indiscrezioni. Dunque come si vede nell'immagine Shinji e Asuka si incontrano 'per la prima volta' mentre stanno andando a fare gli esami di ammissione alle superiori. Ed è inverno. (Yui aveva detto di voler mostrare a Shinji il mondo coperto di neve bianca, quando il Third Impact è stato abortito Lilith è diventata neve nel tornare sulla Terra). Tuttavia, a quanto pare, gli unici personaggi che si vedono sono quelli che al momento del Third Impact erano vivi, ovvero che si erano 'sciolti in LCL' da vivi. Si vedono Shinji, Asuka, Kensuke. Ma non Touji. Non MIsato né Ritsuko. Ovviamente non Gendo (che riunitosi a Yui è partito con lei nello spazio siderale dentro ai resti dello Shogouki), e neppure Rei - che si era unita a Lilith e si è 'dintegrata' con essa. Shinji riceve una chiamata dalla zia, con cui evidentemente risiede. Quindi è un reset parziale. Non è, per intenderci, proprio come Abesho in cui vivi e morti tornano come vuole Sasshi. Intanto Shinji stesso non ha memoria di quel che è successo, e poi qui la linea temporale si ri-attacca al punto in cui si era arrivati, solo in un'ideale alternativa in cui il Second Impact non c'è stato. Si vedono tuttavia i resti degli Eva Series, e Shinji ha la croce di Misato, pur non ricordandosi cosa sia, ma 'avendo la sensazione che sia una cosa molto importante per lui'. Allo stesso modo, quando persone che si conoscevano nella 'vecchia' linea temporale si incontrano, hanno dei dejà vu (cfr lo sguardo di Asuka nell'incontrare Shinji). Sembra che Shinji e Asuka si incontrino per caso, tipo lei sta cadendo e lui la acchiappa al volo: つかまって <- reggiti! Quando lei alza gli occhi a guardare chi sia che, in mezzo alla folla dove probabilmente era inciampata, l'ha afferrrata, trova Shinji (la vignetta posatta sopra). In effetti questo sembra un po' il finale di Madoka Magika, eh? Con Rei che è scomparsa, cancellata, e le cose messe su un altro binario ma senza poter resuscitare a comando chi ci sta simpatico. Incontri finto casuali e dejà-vu delle persone che precedentemente avevano un legame. Shinji col memento fa un po' la parte di HomuHomu, si direbbe. Quanto alla personalità di Shinji, non è che ora sia 'risolto'. Ha una personalità simile al ragazzo dell'inizio della storia, ma sembra avere un atteggiamento più positivo, ovvero dice di avere trovato qualcosa che lo motiva. Sembra che la frase finale di Shinji, congedandosi da Asuka che gli dice 'ganbatte' per gli esami, sia: "Sì, farò del mio meglio / mi impegnerò (ganbarimasu). La strada che prenderò dipende da me. La strada dinanzi potrebbe non essere lineare, potrebbe avere pieghe e curve. Potrebbe piovere e potrebbe soffiare il vento. Ma il sole splenderà sempresulla strada a venire. Il mio futuro si dispiega dinanzi a me." ―Ikari Shinji Quindi tutti gli avvenimenti non sono stati un ulla di fatto: anche se è 'tornato al punto di partenza', Shinji ha maturato una positività che priuma non aveva. Essenzialmente 'ricomincia' con un singolo insegnamento acquisito dentro di sé, un insegnamento fondamentale. A pensarci, questo finale mi ricorda anche molto -nella sostanza- il finale di Sen to Chihiro no Kamikakushi (dove Chihiro non ricorda nulla della sua 'avventura' come Sen, ma il laccio per capelli datole da Zeniba è ancora lì, e il suo sguardo è diventanto un po' più deciso - anche se non è cambiata da zero a dieci). ----- Aggiornamento, ci avevo quasi preso. Ecco l'incontro tra Asuka e Shinji, dove vediamo la situazione e le personalità non stravolte dei due: "Ho detto che scendo, no? Scansatevi!" "Afferra!" (Tieniti, reggiti) "Ti ringrazio. Mi hai salvato." "Ma tu... non ci saremo già incontrati da qualche parte?" (credo che nel suo ballon Asuka dica solo un verso di vago diniego) "Ehi, ma... senti un po'... fino a quando mi starai a stringere la mando?" "Bleah!" (credo che KIMO! sia una shortform della shortform "KIMOI!" - ma chiaramente manca un pezzo, quindi...) "Quanto a te, fino a questo momento non ti conoscevo, piuttosto vorresti rimorchiarmi perché sono carina?" "Eh... ah... ma no! Non ho affatto una simile intenzione" "Ma dai...? Il che allora è una rottura...! Beh, non fa niente." "Ti ringrazio ancora per avermi aiutata." "Ah... aspe..."
  5. Shito

    Eva Manga - new chapter by Sadamoto

    Dico che alla fine di Magokoro, visto che Shinji è entrato nel suo 'ruolo decisivo' in preda alla depressione più totale, e anche all'intero del 'campo coscienza' lo vediamo dilaniato da tale sentimento e poco più, non si capisce perché allora non accetti pacificamente la morte ovvero il ritorno defintivo all'essere totale dell'Uovo di Lilith. L'unica spiegazione, o comunque rimando, si trova se vogliamo nel testo originale giapponese scritto da Anno della seconda canzone poi non utilizzata del film, ovvero la 'gemella' di Komm Suesser Todd (anche questa aveva un testo originale giapponese scritto da Anno, ovvero "Amaki Shi yo, Kitare". Si intitola 'Everything you've ever dreamed', e lascia vedere la libido (= istinto alla vita) di Shinji sotto il suo destrudo (= istinto di morte). E' una cosa molto misera, molto autommiserativa, molto vittimistica che si sposa bene con lo stato mentale di Anno ai tempi in cui fece Magokoro. UNa cosa tipo "faccio schifo, non sento di avere il diritto di vivere, vorrei stare con Asuka ma non me lo merito perché l'ho ferita più di quanto non mi sia ferito io, ma pure voglio viivere, anche se non so come farò ad espiare". Ma nel film la cosa non è granché esplicitata, dico di questo sentimento egoistico, più che egocentrico (una volta tanto), di Shinji.
  6. Shito

    Eva Manga - new chapter by Sadamoto

    Beh, anche per quello che sembra che sarà, non è che ci siano Shinji e Asuka sposi felici. Anche nel manga, Shinji accetta di ritornare al mondo in cui si vive e si soffre per la reciproca frizione delle individualità (gli ATF repulsivi). Il mondo in cui questa vicendevole repulsione delle coscienze era eliminata era il tutt'uno del Third Impact perfezionato, che Shinji ha rifiutato. Come in Magokoro, Shinji l'ha rifiutato, ma mentre in Magokoro l'ha rifiutato non si sa bene perché, per poi ritrovarsi nel mondo desolato della sua chiusura, nel manfa Shinji lo rifiuta coscientemente. Arriva alla scelta non dimentico del cammino di maturazione da lui compiuto, laddove in Magokoro ci arrivava in un rapsodico singhiozzo di momenti di crescita e sbalzi depressivi all'indietro da sindrome nevrotica/schizoide. Lo Shinji del manga è molto diverso. Ha realizzato la comunicazione con Rei, avatar materno ma altresì ragazza alla scoperta, alla definizione del sé. Ha realizzato una comunicazione reale e finale con Misato, dopo la cui promozione è andato coscientemente al salvataggio di Asuka. Il che non vuol dire che Shinji non vada incontro ai problemi, ai ferimenti dell'imperfetta vita umana. Solo, ha accettato che così è e così deve essere, mantenendo la promessa fatta alla madre.
  7. Shito

    Eva Manga - new chapter by Sadamoto

    --- UPDATE: Sembra che possa finire proprio come avevo predetto (sperato?) L'uscita dell'ultimo stage è tra tre giorni, ma pare ci sia una prima immagine di anticipazione: Sembra che, proprio come Sasshi/Yasuchika, Shinji resetti tutto il mondo a una situazione di normalità, dove gli Eva non sono mai esistiti (nell'immagine qui sopra, si noti, Asuka non usa i connettori d'interfaccia neurale come fermacapelli), il Second Impact non è mai avvenuto (nell'immagine qui sopra, si noti, è inverno), e dove tutti esistono ma senza alcuna memoria di quello che è stato. Pare che Shinji resetti così anche i rapporti: se Sasshi/Yasuchika 'rimette le cose tutte belle dritte', ovvero tutto è come prima che Abenobashi venisse distreutto per la riedificazione ma niente più, Shinji reboota proprio: incontra Asuka per caso e da inizio a un nuovo 'normalissimo' mondo dove condurranno tutti una nuova 'normalissima' vita. La sensazione è quella della 'realtà alternativa' che veniva presentata in coda all'episodio 26, solo che è molto meno parodica/macchiettistica. Si noti soprattutto che Sadamoto porta a compimento la metafora del 'contatto tra le mani' come 'coraggio del contatto umano', che era stata aperta e mai realmente chiusa nell'anime, mentre nel manga è proprio un fil rouge portato avanti soprattutto col personaggio di Rei. Se le indiscrezioni sono vere, si intende.
  8. ---- Nota: sto continuando ad aggiornare il topic starter post, aggiungendovi informazioni e rimandi e traduzioni. :-)
  9. Shito

    Man-Ga

    Non credo fosse mai stato annunciato.
  10. Personalmente, la cosa che mi colpisce davvero del primo articolo di Nakamori, ovvero quanto non immaginavo, è che lui è giovane quando lo scrive (è ancora nei vent'anni, nella prima metà dei suoi vent'anni) e parla degli otaku (i "davoi") come di ragazzi dell'età di studenti di scuola media e superiore, ovvero che per Nakamori quell'età (12-18 anni) fosse già 'troppo grande' per dedicarsi alle loro ridicole passioni. E benché Nakamori generalizzi il concetto oltre alla mera cerchia degli appassionati di manga e anime, sembra in effetti che il nucleo primario della sua concettualizzazione sia proprio quello. Ovviamente parlando di appassionati di manga vengono subito introdotti ponti al lolicon, che era davvero un piccolo boom nella subcultura degli anni '80 (e del resto gli articoli erano pubblicati su Manga Burikko, una rivista di manga lolicon tanto per cominciare), ma viene altresì subito citata anche la SF letteraria, nonché il cosplay e le idol. Quello che sembra tuttavia essere il tratto più distintivo dei 'davoi' è la totale inettitudine sociale e relazionale dei soggetti che si danno ossessivamente a queste passioni, il loro esseri 'cupi per natura', insomma l'essere in qualche modo 'spooky'. Il passaggio è questo: "...le persone di questo tipo di norma sarebbero chiamate tipo maniaci, o fanatici appassionati, o al massimo 'la tribù degli ombrosi'..." - davvero interessante. Sto proseguendo con la traduzione, pur cosciente che non è il mio mestiere. Ho continuato a ritoccare la prima, ma non sono ancora soddisfatto al 100%. Intanto, introduco qui il secondo pezzo, che si focalizza sulla 'sociologia sessuale-sentimentale' degli otaku. In testa troverete la spiegazione della provenienza del termine 'otaku', che conferma quello che si era già spiegato in questo thread - anche se su questa base molte indagini successive vennero poi edificate Quelli dell'illustrazione sembrano burattini in stile Hyokkori Hyoutanjima, vero?
  11. Shito

    Yamato Video - News

    Credo intendessero Kenshin 'seisouhen' (il capitolo del tempo), che sono l'epilogo, non le origini.
  12. Shito

    Man-Ga

    Senz'altro anche il signor Garinei, oltre a Carlo Valli, si intende. :-)
  13. Shito

    Man-Ga

    'papi' sarebbe il papà vampiro? Carlo Valli. :-)
  14. Shito

    Yamato Video - News

    Se non altro Melanzane e Kenshin sarebbero prodotti più che discreti per molti versi. :-) Cinderella Boy = meh, Yukikaze non conosco.
  15. Shito

    Maison Ikkoku

    In realtà, non ci sei lontano. Il punto più significativo in Maison Ikkoku è sicuramente il confronto tra le psicologie di Yagami e Kyoko, perché Yagami è ancora la fanciulla che la donna Koyoko è stata, e anche se se ne rende conto, Kyoko fugge da questa verità. Ci sono delle differenze di 'epoca', da cui una spregiudicatezza in Yagami che Kyoko ai tempi del corteggiamento di Soichiro non poteva avere, ma la psiche è la stessa. La psiche del darsi, totalmente, per conquistare -ovvero "essere conquistata"- dall'amato. Il mettersi in gioco totale della fanciulla, della kore, laddove la donna già duramente colpita e ferita dalla vita (Kyoko vedova) tentenna per tuta la storia. Yagami lo capisce, per giovane che è, e lo sbatte in faccia a Kyoko chiamandola ipocrita. E' la natura della giovinezza che disprezza il compromesso (in senso lato) che l'adultità rappresenta. Yagami è un personaggio al tempo stesso molto idealista e molto postmoderno. Kozue è una realistica 'ragazza' giapponese che pensa al matrimonio, meglio se con l'amore d'infanzia, ma si tratta comunque di trovare un buon partito. E' romantica nei limiti che il pragmatismo femminile (giapponese ottantino) le concede. Yagami è 'di un'altra generazione', e infatti è davvero l'unica che resta sola, alla fine, attaccata al suo ideale amoroso. Onore, virtù, giovinezza, purezza. E' senz'altro l'unica loli della serie.
  16. E' tuttavia il preciso momento in cui il termine 'otaku' è stato messo a battesimo di ciò che a tutt'oggi si indica così. E' in ogni caso la vera genesi del termine qui in discussione nell'accezione qui in discussione.
  17. E' fantastico che zio Sam cita 'il giornalista' quando nel post subito sopra di lui c'è traduzione precisa del testo che -non so se ne sia reso conto- sta citando. Ovvero, sotto alla fonte primaria totalmente esposta, si continua ad arguire sulla discussione delle fonti di seconda/terza mano. Ma perché invece che bisticciare su come intendete il termine voi, 'i giapponesi', 'gli italiani', non provate a commentare la forte primaria, per vedere di intenderla profondamente? Che follia...
  18. Quanta confusione! E pensare che il thread era nato proprio per fare chiarezza. Mi sa che gli articoli non li ha letti nessuno o quali. Garion: indagando più approfonditamente, pare che 'otaku' fosse il modo con cui le mogli degli anni sessanta, in pieno miracolo economico, si riferivano alla casa(famiglia delle vicine di casa. In quel tipo di società, ovviamente i discorsi di queste casalinghe erano spesso pettegolezzi da famiglie consumistiche, superficiali e distanti. Tipo: "da noi (taku) abbiamo un nuovo televisore, ma ho sentito che da voi (otaku) ne avete addirittura due!". Questo genere di dialogo sessantino è il terreno d'infanzia dei futuri otaku. A riportare il dato è l'artista Sawaragi Noi, nell'interessante catalogo 'LITTLE BOY' (catalogo della sua mostra d'arte omonima da curata da Murakami Takashi). Lo stesso viene riportato da Ishikawa Satomi in un suo libro sull'argomento, dove si procede a delinearne il passaggio nell'uso tra membri di circoli delle convention SF (cosa riportata ancge da Volker Grassmuck). Pare che il modo si riferirsi a vicenda si fosse diffuso tra i primi otaku collezionisti, che ovviamente parlavano di che cosa i loro pari avessero in casa: "da voi avete la serie completa di XXXXX?". C'è un eufemistico senso di distacco, di rapporto sociale un po' formale e materialista, come sottolinea lo stesso Grassmuck. Okada, sempre nello stesso libro/catalogo (c'è un intervista), riporta il caso di Ichijo Hikaru in Macross che si riferisce agli altri col pronome 'otaku' -cosa citata anche da Ishikawa Satomi-, e suggerisce che forse era perché sia Kawamori che Mikimoto erano giovani studenti della Keio, un'università presumibilmente di alta estrazione sociale. Si cita anche un'autrice di romanzi che rispondeva alle lettere dei lettori utilizzando il termine 'otaku' per riferirglisi (posso recuperare i dettagli). In ogni caso, è con Nakamori Akio che il termine trova una sua prima canonizzazione. Ecco la traduzione italiana del suo primo articolo (prima stesura, poi lo aggiungerò anche nel primo post): E' una scena di Freaks, questa, vero?
  19. Shito

    Eva Manga - new chapter by Sadamoto

    No, Anno non ha mai inventato o anche solo introdotto un motivo, nel materiale narrativo di Eva, a giustificazione del fatto che tutti i soggetti elencati nel rapporto Marduk fossero in realtà gli iscritti alla classe di Shinji. Ma te l'avevo già detto, subito dopo la mia frase che tu citi, c'è: "Ovvero, la mera necessità 'narrativa' non ha mai trovato alcuna giustificazione 'interna' alla narrazione.". Sì, senza dubbio la questione delle 'madri' è focalizzata tu Shinji e Asuka. Sono del resto loro i 'veri quattoridicenni' della trama. Rei è un po' un caso a parte, un ibrido tra figura giovanile e figura materna, in più è un personaggio che è stato 'riscritto in corso d'opera' più volte, almeno per quanto riguarda l'anime. Tsurumaki si è mostrato stupito in 'chi (l'anima di chi) ci fosse nello Zerogouki perché, chiaramente, non si era mai posto il problema. Ovvero, cercare queste 'perfezioni architetturali' nella trama è naturalmente tipico degli spettatori/fan, più che dei creatori di un'opera. Soprattutto un'opera creata in un certo modo, con un livello di trasfigurazione allegorica effettivamente assai più importante (per il narratore) del piano fabulistico in quanto tale. :-) Sì, la tua sensazione è errata. E' errata non indagando le prime stesure, è errata a prescindere, semplicemente guardando le due opere citate. E' del tutto evidente che in Eva la questione della gioventù dei piloti è meramente legata alla loro situazione psicologica individuale di difficoltà comunicativa (da cui la storia delle anime materne nei mecha), mentre in DieBuster è una questione sociologica, di 'chi sfrutta chi' (il mondo degli adulti sfrutta gli idol) proprio sul piano generazionale, di 'momento della vita'. Del resto, questo è tipico di Tsurumaki (chi ha capito FLCL lo sa). In questo senso, si potrebbe dire che DieBUster è più simile -come discorso- a Madoka Magica (ovviamente DieBuster non è una cosa 'tutta al femminile', e ci sono altre differenze). Ho citato elementi precisi tanto per dare degli appigli obiettivi, ma in effetti questa differenza è evidentissima nelle opere in questione (Eva, DieBuster) da qualsiasi punto di vista. Il nesso che citi è troppo, troppo generico per creare un parallelo. Ci starebbero dentro anche Mazinger Z, Gundam e Macross, per citare solo i più celebri, e avremmo così coperto tutta l'animazione di genere (chiaramente, il nesso con Gundam sarebbe sensato, visto che lì si parlava di una 'nuova umanità', l'appartenenza alla quale era strutturale al pilotaggio, come in Eva invece non si fa). Non risulti noioso (almeno per me). :-) Quanto a Sadamoto, credo che sia stato davvero mirabile nella pervicace serietà con cui ha portato a termine il manga senza 'buttarlo via' in nessun modo. Deve essere stato molto pesante, per lui.
  20. Signori, ho aperto un meraviglioso thread tutte dedicato all'indagine filologica e sociologica reale sul termine 'otaku'. Non fate i timidi. Sbrano, ma non mordo.
  21. Shito

    il tempo di EVE

    Sono già in contatto con la produzione. :-) Tuttavia, il mercato italiano (in lingua italiana) è troppo locale. Non avrebbe senso mettere il doppiaggio italiano e non quello spagnolo (lingua molto più diffusa), francese e tedesco.
  22. Shito

    Eva Manga - new chapter by Sadamoto

    Credo che tu parli di quello che non sai. In Evangelion, a livello creativo, non c'è alcuna necessità di essere 'piloti giovani', o 'quattordicenni'. Ho pubblicato la traduzione dell'intervista dove Anno spiega come mai abbia scelto piloti quattordicenni, ovvero cosa rappresenti per lui l'avere quattordici anni. C'è un'altra intervista di Sadamoto (che pure programmo di tradurre e postare), dove Sadamoto dice chiaramente che quando la serie animata era già in onda chiese ad Anno: "ah, ma come mai tutti i piloti devono essere per forza quattordicenni?", e Anno risponde "Ah, già... devo inventarmi un motivo...". Ovvero, la mera necessità 'narrativa' non ha mai trovato alcuna giustificazione 'interna' alla narrazione. Peraltro, la questione delle anime delle madri è uno dei fondamenti di Eva sin dall'inizio. Non si apre nessuna 'parentesi titanica'. Basta sapere le cose come sono e come sono sempre state, al di là delle speculazioni fondate sul nulla dei fan: Sadamoto racconta pubblicamente che fu una sua idea, prima ancora della messa in onda, ai tempi delle riunioni per assemblare le idee, di 'far sì che nei mecha ci fossero le anime delle madri dei piloti per permettere la sincronizzazione tra gli uni e gli altri'. Questo è uno dei punti base della trama/soggetto (gensaku) di ShinSeiki Evangelion. Con tutto questo, Tsurumaki non c'entra nulla. Non c'è neppure un parallelo. Lo stai vedendo tu. Come ti ho spiegato, il punto di DieBuster è la critica della società degli adulti che vampirizza i giovani idol della loro giovinezza. Non c'è nessun limite di età, in Eva per 'interagire con il mecha'. Nulla di simile. Sulla Rebuild non so, ma non ha nulla a che fare con il manga. Peraltro, Sadamoto ha più volte dichiarato che vuole concludere il manga per voltare infine pagina. Escluderei che intenda tornare a 'un altro manga di Eva'. Cmq lo Stage95 è così:
  23. Shito

    Eva Manga - new chapter by Sadamoto

    Se con 'schifoso' ti riferisci alla battuta del finale di Magokowo ("Kimochi warui", "Che schifo"), allora già la serie aveva un finale opposto a quello (omedetou -> arigatou / complimenti -> grazie). Se con 'schifoso' intendi che a te nessuno dei due, e la loro 'somma', non è piaciuto sta tranquillo: non sei il mondo. A molti sono piaciuti l'uno, l'altro o tutt'e due - trovandone il senso e il significato e la bellezza. Io tra questi. :-) Stiamo parlando del manga originale di ShinSeiki Evangelion. Opera di una singola persona al disegno e alla storia, pubblicato a partire dal dicembre 1994. Non vedo in alcun modo legame con un eventuale 'proseguo' o 'rinarrazione' della storia in questione, salvo considerare prodotti laterali (in tutti i sensi) di quello originale, cosa che personalmente non ritengo degna. :-) Era del tutto diverso. In Evangelion, sin dal progetto originale, la 'connessione' tra i piloti e le loro madri, contenute nei mecha, rappresenta un 'ritorno all'utero' come più semplice possibile contatto umano tra individui comunque diversi. E' una metafora della comunicazione interpersonale, dove il legame madre-figlio rappresenta la migliore efficenza. In DieBuster, la metafora è tutt'altra. La gioventù dei piloti è la potenzialità dell'immaginario e della freschezza giovanile, l'energia dell'ingenuità che viene 'predata' dagl adulti, come nel mondo dello spettacolo dove gli idol sono le giovinette che si fanno sgambettare, fintanto che fanciulle, per il sollazzo dei più vecchi. Questo è tipico di Tsurumaki, che essendo più giovane della generazione di Anno (come lui stesso dichiara) mette in scena il punto di vista di una gioventù già totalmente disillusa degli adulti, mentre Anno, che era all'Expo'70 di Osaka e ha vissuto da ragazzo lo sbarco sulla Luna in diretta, è proprio a cavallo dell'entusiasmo positivista del GIappone all'alba del radioso futuro promesso con la Bubble Keizai e la disillusione di quello. Quella cosa è veramente interessante. Perché il 'buco' del secondo Apostolo è stato maldestramente 'tappato' nella serie con Lilith dichiarata secondo Apostolo, ma non ha senso. Nel manga, Sadamoto ha sempre messo Lilith in 'parallelo' con Adam, indi giustamente 'un altro primo Apostolo' (originariamente non destinato alla Terra), indi potrebbe darsi che retrodaterà tutti gli apostoli di un numerale a partire da Sachiel, che diverrebbe il secondo invece del terzo, per poi tornare automaticamente giusto da Shahaquiel. Chissà. :-)
  24. Soprattutto quando si ha la fortuna di trovarne al volo una ufficiale giapponese con titolo bilingue XD (mi è andata davvero di lusso, direi...)
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