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Io ho trovato tutto Akutafgawa molto interessante perché, degno discepolo di Soseki, in lui c'è tutto il conflitto della 'modernità' come 'subita' dall'occidente, in qualche modo. Come autoimposta. C'è al tempo stesso anelito e recalcitranza. E' molto intenso. Inoltre, se penso alle tesi sociologiche di Kojeve che vogliono "la cultura giapponese naturalmente restia all'animalizzazione postmoderna e anzi tipicamente avversa tramite l'opposizione di una froma di snobismo", trovo tutto questo perfettamente rappresentato -in nuce- in Akutagawa, in una società che ha ancora (apparentemente) un bisogno di una organizzazione gerarchica della cultura, da 'alta' a 'popolare', e così della critica, di tutto. E' un punto di quadratura percettiva per me molto importante. Ma Akutagawa non è antico come il Genji Monogatari, dai. ^^ E anche io faccio come te. Solo che in una traduzione era "Posso bere?" e nell'altà era "Berrà?". Era una VP (voce pensiero). Comunque leggilo assolutamente 'il fazzoletto'. Io lo trovo monumentale. Credo di aver scoperto a cosa si riferisse http://www.antoniogenna.net/doppiaggio/anim/fireemblem.htm Shito ci ha lavorato ma non era né traduttore o dialoghista ma per qualche strano motivo viene attribuito a lui http://www.nintendarea.it/forum/post98744.html#p98744 Non ero niente. Credo che in quei tempi ci fosse la tendenza di spammare a caso nomi di collaboratori più o meno fissi in ruoli random. Non ricordo di avere fatto davvero niente su Fire Emblem (potrebbe dispiacermi, col senno di poi). In effetti non ricordo neppure che fosse stato editato in italiano. -
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Sisì, è quello. No, non cercavo il titolo (mi era recuperabile), cercavo una tua opinione di merito, in caso l'avessi letto. ^^ Ci sono diverse traduzioni italiane di Akutagawa. Per esempio, in uno dei suoi racconti a dire mio (e di Mishima) più rappresentativi, ovvero 'Il fazzoletto', ci sono differenze stilistiche abissali, ma secondo me anche dei fraintendimenti non da poco su quello che (potrei controllare, ho link con tutte le opere in giapponese) sarei pronto a scommettere sia un semplice "nomu ka?". ^^ -
Dagli albori dell'editoria degli anime ad oggi: una strada sempre in salita!
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Qualcuno si chiedeva come mai la subcultura anime/manga si fosse apparentemente radicata così tanto meglio in Francia che in Italia. Tra le varie ragioni (ok, essenzialmente due) si citava (ok, citavo io) una storia maggiore 'affinità' tra Francia e Giappone dal pdv culturale/narrativo/artistico.- 1276 risposte
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Zenone, per caso hai letto anche tu il racconto di Akutagawa a cui facevo riferimento, e di cui non mi viene assolutamente in mente il nome? E' quello del padre gesuita portoghese che passeggiando un pomeriggio si incontra e discorre con un kami, essenzialmente. -
Per la cronaca, sicuramente ai tempi di Dynamic Italia quanto a doppiaggio si lavorava con: -Cooperativa Eddy Cortese -Sefit-CDC -Cast Doppiaggio -CVD Shin Vision pure mi pare lavorasse con tutte queste società. Che a loro volta spesso si appoggiavano ad altri stabilimenti. Quello del doppiaggio è un mercato libero e competitivo... ^^
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Il tuo primo spunto è anche il mio primo punto, Zenone. Concordo molto. E' buffo, ma ci sono stati casi in cui mi è riuscito ad arrivare al significato preciso di un termine solo in quel modo. Per esempio, proprio recentemente, il fatto che 'hontai' (da dizionario credo 'corpo principale') sia nell'ambito aeronautico la fusoliera è stato frutto di un'intuizione che ha poi trovato conferma puntuale solo su manuali tecnici in lingua, neppure sui dizionari monolingua (a me disponibili). E via dicendo. Il caso di maou è una cosa che studiai tempo addietro perché mi affascinava come l'uso metaforico, eufemistico o comunque esteso avessi in qualche modo sovrascritto nella lingua corrente la sua fonte primigenia. Ma del resto, io sono uno che passa giornate a pensare al vero (profondo) significato dell'inglese 'brave', dalla radice latina all'uso che ne fa Shakespeare in The Tempest a poi la ripresa di Huxley, quindi deve essere proprio un bug mio di passione filologica. -
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Sì, esatto. Mi riferivo a quello. Cmq non direi che Klimt (e tutta la Secessione?) sia stato poi molto influenzato dal Japonisme, trovo lui sia più affine a una ricerca verso il vicino oriente (anche materica), anche come tematiche. Credo che il vero Japonisme (che cmq è un termine francese mica per niente) sia quello di HTL, delle stampe parigine, della belle epoque sino allo Stile Liberty. Klimt piuttosto pare influenzato da gente inglese come Bearsdley, ai miei occhi (che pure il Japonisme l'avevano sfiorato appena, imho). Ovviamente poi tutti pensano al ponte con la pioggia OMG a china, ma non mi pare il caso più eclatante. Gli illustratori giapponesi infatti rifanno ancora oggi Alphonse Mucha, e chi non amava Sarah Bernhardt a Parigi? ^^ Quanto al fatto che il sistema scolastico nel Meiji (prima c'erano scuole pubbliche, in giappone? Dico come istituzione statale/nazionale? Non sono convinto...) venga fondata su quella francese, sicuramente questo ha un significato profondo non solo come 'influsso che ne fu', ma anche come 'affinità che vi si dimostrava'. Quanto al gusto per le illustrazioni, non dico di influenze, dico di affinità.- 1276 risposte
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Max: quello che intendevo è appunto che essendo un termine che da un'origine precisa (religiosa, buddhista) ha assunto un significato ampio, molto dipende dalla contestualizzazione d'uso, di volta in volta. E' chiaro che se il 'maou' in questione è un essere umano, come un mafioso o un industriale corrotto, siamo dinanzi a un uso metaforico. Nel caso che tu dichiari, evidentemente, è tutt'altro. Per dire che quando trovai un 'maou' in Abenobashi, e sì che era il caso di un GdR, usai io per primo 'Re Demone', perché era proprio un demone. Ma che so, in Chrono Trigger 'Maou' è uno dei protagonisti, e non è esattamente un demone, è più uno stregone. Capita spesso che quando un concetto ha ampliato la sua area semantica in una lingua la sua resa vari dalla sua contestualizzazione. Per esempio anche il concetto di 're', molto codificato per noi (è un tipo di sovrano), per i giapponesi è più ampio (sovrano in generale, spesso, o signore nel senso di leader). Mazoku fa pensare molto a una 'stirpe demonia', o 'stirpe maligna', nel senso di una etnia, di una razza, di una discendenza. In genere l'uso di 'zoku' porta quel significato lì, a livello semantico. Con 'zoku' senza dubbio il kanji di 'ma' direi che può essere variamente intesto sia in senso di creature demoniache, sia in senso di essere dotati di poteri maligni (stregoneschi). Del resto, anche nella nostra tradizione la 'strega' era intesa come una femmina maligna, proprio fa 'maleficium'. Anche qui si tratta di vedere a cosa ci si riferisce. :-) Credo che non esista altro che 'kamisama', come diceva Vì. :-) Nella mia esperienza personale e letteraria (viene soprattutto in mente un racconto di Akutagawa), il 'problema' non è proprio percepito nella logica profondamente pagana dei giapponesi. Se c'è un monoteista, per loro è "ok, quindi lui ha quel dio lì, bene per lui". Per loro sarà sempre e cmq solo "un altro" dio, o meglio "un'altra divinità". Credo davvero che nella mentalità giapponese più che una singolarità e una pluralità di divinità, ci sia un concetto diffuso, puramente 'incontabile' di 'divinità'. Come se fosse "il divino". Credo. -
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Sisì, lo so che l'origine del termine è buddhista (credo che a rigore 'maou' sia un concetto buddista simile a 'signore degli spiriti maligni', originariamente uno dei sei demoni celesti che...) Poi ha preso il significato di 'Capo dei Maligni' praticamente in ogni ambito, sia trascendente (per estensione), sia terreno (per metafora eufemistica). C'è da dire che per noi 'demone' è una cosa molto fisica, tipo una bestia demoniaca, mentre credo che nel caso in questione la cosa fosse più sfumata verso la malignità. Come dire 'evil' più che 'devil' in senso stretto, Infatti 'majou' non è certo 'demonessa', quando 'strega', ma non vorrei addentrarmi proprio nella filologia del buddhismo giapponese. Per l'uso corrente in giapponese, qui c'è un'ottima trattazione dell'evoluzione che ha avuto il termine dalle sue origini religiose sino agli usi e abusi nel parlato: http://ja.wikipedia.org/wiki/%E9%AD%94%E7%8E%8B Ovviamente si spiega l'uso metaforico/giornalistico comune, ma c'è anche l'apposita sezione dedicata al particolare uso che se ne fa in "manga, computer game e light novel", in cui si dice chiaramente che lì "per mahou si intende il nemico del protagonista", tipo "capo dei cattivi". Avevo letto che in questo senso evolutivo del termine in particolare la serie di Dragon Quest avesse avuto un ruolo rilevante. C'è anche la nota che da quando il termine venne usato per il 'genio' di Aladino, da allora i 'geni' di quella mitologia araba sono 'mahou' (cime il caro amico della Tastunoko, infatti ^^ ). -
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Cmq 'Maou' sarebbe 'Il signore del male', tipo. ^^ -
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Non è così semplice, invece. Nel senso che il nome di Sheeta è 'derivato' dalla 'nome della lettera greca 'Theta' (si legge Thita, con Th fricativa interdentale). La fonte è un vecchio spettacolo di marionette che si chiama va SinCosinAlpha, a firma Miyazaki (universitario). C'era questo personaggio che si chiamava proprio 'Theta'. Poi, in Laputa, Miyasan ha derivato solo il suono, ovviamente nella sua tralitterazione giapponese (Shita), perché gli piaceva. A posteriori, l'ha collegoto random a mille cose. E in ogni caso l'ha "canonizzato" con 'Sheeta'. Quindi in questo caso c'è una radice, una fonte pur dichiarata, ma la 'deformazione di scrittura' è altrettanto ufficiale e canonizzata, quindi la fonte diventa la 'fonte' e non il 'referente presente' del nome stesso. Allo stesso modo, i pur ridicoli Shaluu, Lui e Anli, che Miyazaki dice 'vengono dai nomi della dinastia reale francese' (chiaramente Charles, Luis, Henri), sono stati canonizzati così, ufficialmente. E' una deformazione fondativa di scrittura. Pazu viene da un personaggio 'avanzato' dalla ciurma del Barracuda in Conan. Ci sono fonti veramente commiste. E a volte anche cercare la scrittura in romaji ufficiale non è facile, con Miyasan. :-( Con Nausicaa, per esempio, sarà ancora più difficile. Yuusha 勇者 è 'eroe' nel senso di 'l'eroe della storia', 'l'impavido', l'intrepido'. 英雄 eiyuu è più semplicemente 'eroe'. Cosa c'entrano la maid-sorellina e la maid-sorellona? ^^; -
Dagli albori dell'editoria degli anime ad oggi: una strada sempre in salita!
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Ma davvero "la storia dei rapporti e delle affinità nippofrancesi ha diversi natali e diverse affinità rispetto al caso di noialtri", oppure più semplicemente in Francia quella nicchia è stata "coltivata" come invece (cosa che anche tu deploravi..) non è stato fatto in Italia? Entrambe le cose. Si potrebbe dire che il Japonisme fu una corrente francese, solo a torto tradotta in 'giapponismo'. Oppure che l'illustrazione libresca francese è molto affine al gusto nipponico. Oppure che il sistema scolastico giapponese è calcato su quello francese, come struttura e fini... proseguo? :-)- 1276 risposte
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lol XD
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Anche qui, troverò il tempo per spiegarti perché no. ^^ -
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La U è muta a seconda di chi e come pronuncia, lo sai bene. Dragon è una parola esistente, vero. Ma se così fosse invece di Sheeta avrei dovuto chiamata Theta (viene da lì, dichiaratamente). E il povero Gurendaizaa? XD -
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Ok, quindi Casca come dice Wiki.jp. ^^ Allora dovresti forse pronunciare KyasUka? ;-) E Gurendaizaa. ^^; E Doragon. -
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Anche se la wiki giapponese riporta come scrittura in romaji 'Casca', per la cronaca. Sì, avevo notato anche qui quello, tuttavia non so davvero la pronuncia di quel 'Caska'. Sempre che poi non si intenda davvero scritto 'Casca' come dicono su Wiki.jp. Quanto a Guts, non so se in tedesco sia come in inglese (cosa ben possibile), ma non credo in questo caso che la pronuncia sarebbe diversa, dato che i fonemi coinvolti sono pressoché comuni... -
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Ah, se vuoi coincidenza anche più calzanti: Ovviamente i giapponesi traslitterano 'kyaska' ^^ -
Ma nella versione anime dell'Athena Cloth, da dove salta fuori la tunica che poi è nell'object? Perché dato che la scala è 1:1, se la tunica d'armatura non copre sino a terra indosso a Saori, come può farlo in versione object? °_° Certo capisco fortemente la necessita di un OCE invocata da Vì... mamma mia se è pacchiana la colorazione anime. Tipo "mi hanno messo i dettagli in tinta con i capelli". Ok.
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C'è cmq una logica. Ovvero, il fatto che la scrittura ufficiale (mi si corregga se sbaglio) sia 'Caska', e la pronucia in katakana sia 'KYASKA' ti fa capire al volo che tipo di suono si intede essere 'a monte', ovvero il 'ca' di 'cat' o 'cast', ovvero /kæ/. Del resto, anche gli altri nomi di protagonisti (Guts, Griffith) si mostrano avere una scrittura e una corrispondende pronuncia chiaramente di derivazione anglista, il che mi pare un'ulteriore conferma. :-) Ah, per la cronaca, con Casshern è proprio la stessa cosa. Infatti è un'altra pronuncia anglista, come mostra anche la resa '-ern' in 'AAN' (con la 'e' che va su una [a] e la 'r' che si ammutolisce 'mangiata' dalla vocale larga). Di fatto, pronunciare in italiano 'Chiasca' è come pronunciare Grendizer in Gurendaizaa invece che (correttamente) Grendaizaar <- all'americana, con la zed americana, la R finale ingolata, etc. -
Non si parlava di una nuova linea per le God rivisitate?
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Perché non è che 'ca' diventi 'kya'. Più precisamente è il fonema /kæ/ (come in cat: [ˈkæt]) che lo diventa. La [æ] qui è una vocale 'quasi aperta', la cui durezza (in conbinazione con il fono [k] ) viene resa dai giapponesi con l'aggiunta della y. Quindi cast -> kyasuto, cat -> kyatto, etc. Al contrario, il 'car' (automobile) /kɑːr / il suono è diverso ab initio: è piuttosto una [ɑ] non [æ], che con [k] da un'altra combinazione coarticolatoria (fonema): /kɑ/, che non è 'duro' come /kæ/. Infatti in italiano, ad esempio, il suono /kæ/ non esiste, e non si trovera un 'ca' italiano reso in giapponese come 'kya' in luogo di 'ka'. -
Dipende da QI della persona. ^^; Ma quindi la nuova linea in cosa si differenzia dalle *due* precedenti?
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Dipende da cosa intendiamo per 'popolare'. Anche il successo del Japan Expo di Parigi, per esempio, per me è ancora una nicchia subculturale. Sicuramente ben più nutrita che da noi. Ma del resto la storia dei rapporti e delle affinità nippofrancesi ha diversi natali e diverse affinità rispetto al caso di noialtri. In realtà, da un pdv di 'sociologia di mercato', credo che il momento di Eva sia stato buono. Perché il 'prodotto' della 'VHS di Evangelion' veniva percepito come un oggetto speciale, di valore, un oggetto che valeva (nel subconscio dei suoi acquirenti) il suo alto prezzo. E queste sono cose che aiutano a 'definire un gruppo sociale subculturale', perché danno elementi di identità, autodeterminazione. Anche le fasce su MTV erano ottime in tal senso (secondo me). Ma il totale 'svendersi' del mercato dell'home-video non è certo una cosa relegata al settore anime. E una volta che l'oggetto è merda da cestone, nessuno vorrà riconoscersi in quello. Il medium è bruciato, e non c'è via di ritorno. :-/- 1276 risposte
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