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Shito

Pchan User
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Tutti i contenuti di Shito

  1. Sisì, che fosse Apple a volersi sganciare lo sapevo. Dico, se in una situazione del genere non autorizzano l'App di Google Maps, sono matti. ^^;
  2. Shito

    Brave (ribelle) di Brenda Chapman e Mark Andrews

    Per lasciare spazi a contributi essenziali come il tuo, o come questa inevitabile, inutile risposta? Oh beh.
  3. Ah. Avevo letto che c'era l'App di Google per le mappe. Avrò capito male, chiedo scusa. Se è come dici, Apple ha reinventato la zappa e se l'è data sui piedi. Reinventata.
  4. L'importante è che si possano usare le mappe che funzionano (Google). Certo Google farebbe un bello sgambetto a Apple inibendo l'installazione/uso su iOS6 di Google Maps, non trovate?
  5. Shito

    Brave (ribelle) di Brenda Chapman e Mark Andrews

    Non è affatto vero, capo! Io non ho mai scritto "qui si cita questo, qui si cita quello". Non ho mai inteso, *né scritto*, descrivere le *intenzioni* degli autori. Ho solo raccontato quello che ho visto, con le assonanze che ho rintracciato. Che poi non sono quello che mi ha infastidisto. Ciò che mi ha infastidito è l'insopportabile negatività della protagonista, come questa venga fatta passare 'in cavalleria' (<-questa è finissima, eh!) e in definitiva, da tutto ciò, la tremenda portata diseducativa del film.
  6. Semplicemente, le mappe di Apple sono allo stato attuale una merda. It's no big deal. Di merda è pieno il mondo. Quelli che non capiscono che anche Apple fa merda, sono quelli che si rallegreranno di vederne parlare, oppure quelli che si sentono bene a parlarne male. Ovvero, la maggioranza degli esseri umani 'civilizzati' che si trovano su inet di questi tempi, direi. E tra i due schieramenti, non c'è poi molta differenza a livello di Q.I. Secondo la moda o contro la moda, non c'è differenza. :)
  7. Shito

    Prometheus di Ridley Scott

    Rapporto di Gualtiero 'Shito' Cannarsi sopravvisuto alla proiezione di 'Prometheus' Mi ricevete, Terra? Se mi ricevete e non avete ancora visto questo film NON VENITE A VEDERLO! QUI C'E' SOLO MERDA! MERDA A PALATE! NON VENITE QUI! --*blip*-- --- Seriamente. Questo deve essere il film più stupido, brutto, sciatto, demente E pretenzioso che io abbia mai veduto nella mia inutile e già troppo lunga vita. Sul serio, eh. Un insulso miscuglio dell'esistenzialmento a là Blade Runner, con in mezzo l'armata brancaleone di Armageddon e il finale di Independence Day. E già tanto basterebbe e a dire: MA SIAMO IMPAZZITI? E invece no, no, perchéil tessuto connettivo di questi pilastri di banalità è la summa dei più atroci cliché della cinematografia, ma che dico, della narrativa umana essa tutta di sempre. Ora finisco di vomitare e faccio riassunto diaristico. --*blorgh*-- Vado a vedere Prometheus suuuuuuper fiducioso. Ridley Scott ha firmato grandi cose. Lo apprezzo. E il film tocca proprio tutti i miei fetish, ovvero la nascita aliena della razza umana, che da 2001 a Nadia a Eva per me è WOW, il fetish mentale di sempre. O quasi. E' il mio fetish mentale da quando ALLE ELEMENTARI notai che WOW, le piramidi e le ziqqurat e pure quelle altre cose nel sudamerica si assomigliano proprio. E sono troppo lontane per contaminazioni dei tempi (c'erano gli oceani). Poco dopo, pensai che la razza umana era troppo 'compatta' nella sua distribuzione mondiale, e la teoria dei vagabondi sugli *oceani ghiacciati* mi pareva una stronzata. Poi ancora notai che troppe mitologie religiose arcaiche mixuppavano umani e bestie, per i miei gusti, per credere a delle coincidenze. Cose così. Nel frattempo avevo fatto le medie, conoscevo DNA e cose, e mi pareva tutto abbastanza chiaro. I tempi del collegamento di tutto questo con le mistiche di circa tutte le religioni del mondo ancora dovevano venire, ma era ok. Ora, vado a vedere Prometheus carico dell'entusiasmo di un bambino. Lo devo vedere in 3-maledette-D dato che qui lo davano solo così. Per un po' mi infastidisce, ma è ben fatto, e dopo poco è evidente che tutto sommato la sceneggiatura non fa marchette al 3D, quindi ok: è fastidioso, ma dopo un po' ce ne si dimentica, tipo una spina in un dito del piede, mentre si marcia di buon passo. Quindi, si inizia col tizio di Juuoki (per voi: Altared Beast) che si suicida in modo efficace innescando quella che sembra la nascita della vita sulla Terra (la vita viene dall'acqua! - Talete di Mileto). Ok, sembra una stronzata ma ok, è l'inizio. Sono ancora fiducioso. Poi c'è l'androide belloccio che si annoia e fe il cretino, e l'effetto A.I. è forte, ma ok. Poi si svegliano tutti, dopo soli due anni, warp non se ne sono visti e pensi: dove cazzo sono andati, di così vicino? Ma ok, non uccidiamo gatti e rane. Poi capisci che è l'armata brancaleone e incominci a pensare: "noooooooooooooooo!". La spiegazione del vecchio è tipo una telefonata interplanetaria. Quando dice "se mi sentite sarò già morto" lo guardi in faccia e sai tutto il film. Rosica poco? Zac. Ovviamente, la cameretta con la macchina costosa è a livello di gadget di Harry Potter: lo vedi, te lo spiegano (che caso!), e SAI che sarà necessario/usato nel film (lo stesso film), tipo gdr sciatto sciatto. Il resto è un fiume di cazzate. L'armata brancaleone, rutilando da un atroce cliché all'altro, ma proprio senza saltarne nessuno, fa tutto quanto di illogico, insensato, non-credibile possa mai SERVIRE per portare avanti la trama ridicola di un film ridicolo. E l'androide rosicone 'senza anima', eh! E il parallelo creato che parla al suo creatore che cerca il suo creatore. E il parallelo creazione della vita (dio/razza) creazione della vita (donna/gravidanza). E i topoi della sterilità femminile, della volontà di potenza maschile, del trascendere il proprio limite. Frattanto il capitano della nave negro ha avuto il suo momento di gloria portandosi a letto, presa per orgoglio, la stronzetta algida bionda. Woah! E poi, il senso di negro pizzica: non si sa come e ci spiega tutto, anche se non volevamo saperlo: E.T. è cativo cativo, folefa sterminare cenere umano! Questo è laboratorio di arma batteriolocica! Io grante eroe africano no permetterò che vermi mertosi arrifino su Terra! Tranquillo, zio Tom. Il momento per il tuo sacrificio epico arriverà. Si legge sull'elenco del telefono, vedi? E poi: TADAAAAAAN! Il conflitto gerazionale! Sì, Roy Batty, hai sentito bene! TUTTI VOGLIONO UCCIDERE IL PROPRIO PADRE/CREATORE. Tranne la cretinetta stronza che bu-bu al padre suo ci ha pensato l'ebola. E poi, ibridizzazioni e cazzabubbole varie, dopo un osceno conflitto finale degno del più risibile tentacle hentai si arriva al WOWOW MacGuffin che ci poterà a un attesissimo sequel, perché EHI!: non ve l'avevo detto, ma questo E' IL PREQUEL DI ALEN!!!1!!1!!!!!! Pazzi tutti, davvero. -- Unica nota positiva: la fine indegna dello scienziato otaku stronzo, e fine multipla sempre più indegna. Hai una donna che ti ama e che ami, e pensi all'origine della vita nello spazio? Ma muori, stronzo. Muori nel più stupido dei modi, che della vita non hai capito nulla, e nulla potrai capire, con quella testa lì.
  8. Shito

    Brave (ribelle) di Brenda Chapman e Mark Andrews

    Si intenda però che non intendevo citazioni (intese), ma influenze, contaminazioni. :-)
  9. Shito

    Brave (ribelle) di Brenda Chapman e Mark Andrews

    Cito Ghibli quando ritengo sensato farlo. Continuerò a farlo quando riterrò sensato farlo (senza maiuscolo). Non lo faccio per indispettire te, né alcun altro (bensì perché ritengo sensato farlo). Non intendo mai fare pubblicità a niente e nessuno. Non posso fare nulla per le tue palle girate. Nel mio commento ho espresso 1) che il fim mi ha disgustato, 2) perché mi ha disgustato, 3) il fatto che vi ho rintracciato sinanco un eccesso di citazione Ghibliana, ma questo non è stato certo la causa del disgusto. Se rileggi il mio commento (se mai ne avessi la voglia), vedrai che è così. Come Shuji ha giustamente ricordato, esistono i gusti. Anche io ho i miei. Ma mi piace anche esprimere le 'ragioni' di quei gusti, nel caso, altrimenti non avrebbe neppure senso parlarne.
  10. Shito

    Brave (ribelle) di Brenda Chapman e Mark Andrews

    Ma hai visto il film? Perché è proprio evidente. Che poi Pixar abbia dichiarato a più riprese (tante tante) che si ispira sempre o quasi ANCHE a Ghibli è un fatto. Ci sono interi DVD a documentarlo. E i dati, anche. Ciò detto, non ho ricondotto The Amazing Spider-Man né a Ghibli, né a Eva. Non posso fare nulla per le tue palle girate. Non avevo letto nulla in merito, ma ho sentito molto di Porco Rosso, come ho scritto, nel film. Su tutto, le scazzottate/rise con i maschi bambinoni che si divertono, e Gina che va a togliere le castagne dal fuoco.
  11. Shito

    Brave (ribelle) di Brenda Chapman e Mark Andrews

    Visto. Che brutto, brutto, brutto film. Brutto e stupido, ovvero brutto. Per qualche ragione, si è optato per un design a 'bambolette' di tutti, protagonista in testa, che si sogna l'espressività di Violet anni e anni prima, e anche le movenze -orsi a parte- sono così. Anche le ambientazioni sembrano diorami. Soprattutto, un diorama della foresta dello Shishigami, dove vivono i kodama azzurri volanti. Qui nei pressi, l'alter-ego del capo dei Mammaiuto ha sposato l'alter-ego di Gina, che ha però partorito la vesione deficiente e banale di Fio. Too bad. Sgraziata, insignificante e ingrata, se non avesse una madre adorabile e intelligente e sensata farebbe pensare a registi più misogini di Woody Allen. Ma no, è solo stupida. Eppure il padre è un'amabile sagoma, e i gemelli fratelli sono intelligenti - che strano. Ci si domanda da chi abbia preso questo sgorbio. Comunque, tra una banalità e l'altra, tra un atroce cliché e l'altro, la cretina si rende conto che ha i capelli rossi e dice: "wow, come Ariel". In un moto di ribellione trova quindi la strega d'ordinanza, Zeniba in disguise (mica tanto), che fa una comparsata strumentalissima per poi essere dimenticata come merita (e anche chi attende la fine dello staff roll non l'avrebbe rimpianta, no). Fa il casino e ci mostra ancora e ancora il peggio di sé: nega la responsabilità, fa casino, è egoista e insopportabile. In qualche (banale) modo mette le cose a posto, tra telefonatissimi corsi-e-ricorsi storici che puzzano di mortiferi lasciti di potteriana memoria, e ancora si redime e matura solo per finta. Alla fine sarà la madre, che ha guadagnato un ciuffo bianco d'isteria, a divenire cretina come la figlia e a cavalcare nelle banalità vocali che luccicano al sole. Senza parole. Nota di merito per il corto firmato da Enrico Casarosa. Che fosse un fan Ghibli si sapeva, e qui mette in scena Daffi e Pom e un adorabile piccolino. Chi ha fatto caso alla luna nei titoli di coda, con i vulcanini, ora sa che evidentemente è anche un fan de Le Petit Prince. La prossima volta che lo 'sento' vedrò di chiedergli conferma.
  12. Taro, Laputa in BRD esce questo mese, se non a giorni, ed è già disponibile come rental. ^^ Tutti i tuoi discorsi mi paiono corretti, salvo poi che credo Yamada-kun più ostico anche per il solo home-video sia di Neko no Ongaeshi che di Umi ga Kikoeru. :-) Ah, sì: non dimentichiamo che il copione di Kiki è ben migliorabile. ;-)
  13. Shito

    Che cosa state leggendo

    Frattanto, dopo aver completato il libro di racconti di Akutagawa... (stralcio per voi, dallo straordinario Kappa) ...ora mi sono invece tuffato nella vita agra del Bianciardi. Quante assonanze, davvero. Lascio non uno ma due stralcetti: --- Edit: Ora, siccome mi piacerebbe tanto che questo bel topic diventasse più interattivo e più gravido di riflessioni, per noi.che una bacheca in cui ognuno -me inclusissimo- si fa notare perché legge libri oltre che parlar di cartoni animati, vado un po' a dire delle ultime due cose che sto leggendo. -Akutagawa: Taluni critici lo ritengono "il primo letterato giapponese contemporaneo" e posso anche capire il perché. L'introduzione della raccolta di racconti che ho letto si sforzava di incasellarlo ovunque, ma poi ti diceva che tutto sommato era non catalogabile, in un florilegio concettuale di "ma anche" che riempivano queste pagine di critica vacua. Bah. Il mio codice di lettore mi impone sempre di leggere l'introduzione e ogni annesso critico a un testo, leggere il testo, e poi rileggere l'introduzione e ogni annesso critico. Ho ridetto: bah. Dopo Souseki, Akutagawa è davvero interessante. Come Souseki, ti da uno spaccato della mente intellettuale giapponese all'inizio del secolo: cosa leggevano, cosa studiavano, come mettevano insieme i puntini culturali spesso occidentali. C'è questa involontaria visione da 'ingenuo' (dico: Voltaire) esterno alla nostra società, che ci guarda e ci critica anche se non volesse farlo. Uscire dal sé, in tutte e tre le dimensioni protagoree, fa sempre bene. Almeno io credo così. Quetsa cosa è massimizzata in Kappa, il racconto lungo o romanzetto breve (dannate le categorie!) che citavo qui sopra. Poco dopo il povero Ryuunosuke si suicidò, ed era ancora giovane, e non penso proprio fu un atto eroico/estetico a là Mishima. Vi consiglio la lettura di Akutagawa, meglio se dopo Souseki. Io sto cercando un'altra raccolta dei suoi racconti, edita da ES, ma trovarla pare un impresa. "La ruota dentatae altri racconti". Se ho bene intenso, "la ruota dentata" è "ingranaggio", in una traduzione forse troppo letterale anche per Shitarello, ma vi saprò dire (se troverò il testo). --- -Bianciardi: All'inizio ho storto un po' il naso. Mi sembrava di leggere me stesso, ma superautocompiaciuto di quello che per me è solo un giochino di bambino. Ovvero, dire le cose per perifrasi a tirarsela. Tipo citare i filosofi solo col nome proprio e tradotto in italiano, quelle cretinate che fanno 'non voglio ostentare cultura quindi lo faccio di sponda, che èpiù radical chic'. Quelle stronzatine che faccio pure io, a volte. Ma Bianciardi all'inizio ci butta un intero capitolo, a tirarsela sul quartiere Brera. Ellapeppa! Ovviamente ci posso anche inzuppare il pane, che il mio mestiere non è tanto lontano dal suo (anzi!), e tra fonetica, fonologia e interlinguistica ci sguazzo... ma scriverci un romanzo? Poi diventa molto, molto migliore. Molto vero, anche intenso. L'ho quasi finito -mi mancano due capitolo- e mi sta piacendo molto. Credo che lo adattero come primo (woah!) 'libro di testo' per il corso di traduzione di audiovisivi che vado a principiare il mese prossimo (prorio a Milano). La cosa buffa buffa di questo libro, buffa in senso buono, dolce, sereno, è che lo spaccato di vita vera degli anni del miracolo economico si mostra tale e quale alla vita di oggi, con la crisi e la produttività sotto le scarpe. Fa sorridere. Altro che agra: se la si prende con la (per me) giusta dose di nichilismo, la vita umana è sempre la stessa: umana. --- Edit: Bianciardi concluso, con un finale molto "agro" che non delude, ovvero delude.
  14. Hai ben ragione, e non è neppure provocatorio, a puntualizzare che non tutti gli autori -nel caso nipponici, ma diremmo in generale- sono avulsi a una prospettiva di pubblicazione e notorietà (e ritorno, di fama e danaro) internazionalista. Pensavo in effetti all'autore nipponico vecchia maniera (e qui, direi sia singolo cone produzione), e come al solito generalizzavo troppo. Parlo sempre per massimi sistemi, per archetipi quasi, e dunque per quelli ti rispondo -mi perdonerai forse, mi intenderai sono certo-: se anche l'autore non avesse in mente per un piffero lo straniero, anche lo straniero che tocca l'opera sua diviene suddito suo. Se l'autore dice "fa come ti pare" è una cosa (e allora subentra l'etica esegetica in contumacia dell'opinione sovrana espressa), ma la verità è che almeno con l'oriente è quasi sempre così, dato che assai raramente capita che l'autore esso singolo e individuale, nella sua personalità, si interessi o risponda a interrogativi indirizzati all'adattamento straniero dell'opera sua. Alla fine credo davvero che sia, nella pratica, una questione di rapporto opera-traduttore, e del doverso nichilismo del secondo nei confronti della prima, e dell'ente logico rapprensentato dall'idea dell'autore di quella. Parlavo proprio di queste cose con il sempre buonissimo Alessandro Bottero, a Catania qualche giorno fa. Manco a dirlo non eraamo concordi, ma ciascuno intendeva le ragioni dell'altro. Che è moltissimo, e consola parecchio, in molti modi.
  15. Credo, e ripeto *credo*, che la lavorazione HD sia ben compatibile (non identica, ma ben compatibile) tra produzione di BRD e proiezione digitale. Credo quindi che il passaggio cinema sia stato proprio pensato come una cosa dedicata alla bellezza del film e agli appassionati. Nonché come un piccolo trampolino promozionale (è una cosa di cui la stampa può interessarsi / essere informata, di una uscita home-video secca molto meno). Credo.
  16. E' un problema suo. Di mio, misi le pronunzie a latere dei nomi dei personaggi di Evangelion (manga), e fu forse il primo dannato caso in cui qualcuno si fosse dato la pena di far sapere che Gendo si pronuncia Ghendo in maniera tanto esplicita. Anni dopo, pare la cosa non fosse stata recepita. Del resto, avevamo già patito Jin Rei, vero? Eh già. Sì, la vedo come tu dici, e soprattutto la vedo come l'adattamento = servizio per coloro che hanno voglia/forza/intenzione di sforzarsi a venire incontro a un'opera STRANIERA per quella che è. Coloro che non avevano quelle prerogative, per me, sono persi in partenza. Lo straniero giustamente non esiste nella prospettiva creativa dell'autore. E così deve essere per chi lo traduce e adatta. Lettura e scrittura sono dissociate? Sia. Tutto qui. Il sole nasce ancora ad est. Entrambe devono restare intoccate. Pronuncia e scrittura. Ovvero si scrive (in caratteri latini) come si intendave dall'autore essere scritto (benché si scriva più spesso in kana), e si pronuncia come si intendeva fosse prounciato, nella fonetica che l'autore pensava, a prescindere dal fatto che poi si pronunci in kana. Pronunicare Millerna come Millerna fu un errore. Non bisognava neppure pronunciarla Miraana. Andava pronunciata Millarna, e scritta Millerna. Era semplice. Le mie vesti sono uniche. :-) Belmondo, non Belmont. Suo figlio si chiamava Soleil. Erano una stirpe francese, all'inizio. Non si sa perché fossero emigrati in Valacchia.
  17. Tedesco. Whoops! Il -ger anglofono va in effetti in -jaa, come tutti i ranger e gli amanti dei sentai sanno. ^^; BTW, anche Simon Belmondo (il protagonista dell'originale Akumajou Dracula) è Shimon. Il fonema 'si' si è sempre reso in giapponese come 'shi', sino all'invenzione del suono 'impuro' SUi, ma io stesso traslittero il mio cognome come 'KAN'NARUSHI', e non 'KAN'NARUSUi'. :-)
  18. Aggiungerei anche che in effetti credo sia pure perché, con un titolo 'debole', gli esercenti te lo tolgono dalla programmazione dopo la prima settimana (monca) e hai fatto anche cattiva promozione (per gli esercenti) per il titolo successivo. Le logiche della distribuzione cinematografica, da quello che ho capito a orecchio, sono davvero complesse - nel senso puro del termine: composte di molti fattori sovrapposti e intrecciati. Davvero una cosa per cui, almeno io personalmente, non sono portato. C'è poco da 'scomettere' e 'rischiare' e 'provare'. E' un terreno minato, dove chi sbaglia il passo salta per aria.
  19. Zenone, ho letto il tuo post e ne sono stato rattristato, perché mi pare esprimere una pochezza di visione della logica della pronunzia/fonetica interlinguistica non da poco. Su una radice tedesca ti ha detto Fencer. Ovviamente è più sensato ZAHA che 'sàcher' per la Sacher (Torte), e credo che ne saremo tutti convinti. In ogni caso, quando una traslitterazione è ufficiale davvero (= presente su uno o più prodotti GIAPPONESI pubblicati in GIAPPONE e da un editore vicino agli autori), allora non la si deve accettare. La di deve assumere. Tipo: il sole nasce a est, non ha importanto se a me, te o chiccessia sembri 'strano' o che. Nasce a est, e se ce un dio, e gli si parlarà, magari gli si chiederà oziosamente il perché, ma nasce a est. Mazinger è Mazinger, ed è fatto per essere un nome anglofono che è calcolato pronunciarsi in giapponese come 'Majinga-'. In questo (celebre) caso sappiamo bene anche il perché. Con Laputa, come dicevo, è stato davvero più duro: scegliere se Sheeta o Theta (con pronuncia fricativa interdentale di TH), dato che le 'fonti ufficiali' (pur misere) scrivevano Sheeta, e l'autore spiega l'origine del nome in Theta. Stessa cosa per Shalulu/Charles, Anli/Henri, Lui/Luis. Si fa esegesti delle fonti, in caso di conflitto. Ma in ogni caso non si critica la legettimità fondativa e creativa di QUALSIASI atto deliberato dell'autore, palese errore incluso. Del resto si scrive Ghibli e si pronuncia jibli, ed è stato un semplice errore di chi quel nome l'ha coniato. L'idea che vi sia una corrispondenza biunivoca tra scrittura e lettura articolata è una vecchia bugia raccontata ai bimbi italiani, che devono scrivere Venezia anche se si pronuncia Venezzia (salvo dialetto locale), e le maestre gli dicono che l'italiano 'si legge come si scrive'. Come no.
  20. Perché, come ho detto, dato il contenuto, lo stile e il taglio di Coquelicot, si è ritenuto questo film inadatto a una distribuzione cinematografica sul territorio italiano. Cosa che non affatto accaduta per Arrietty. A titolo puramente personale (e non vale nulla), concordo fortemente con tali scelte. :)
  21. Sia Arrietty che Coquelicot sono sono stati sceneggiati dalla collaudata coppia Miyazaki Hayao e Niwa Keiko.
  22. Woah. Uno va a fare una fiera del fumetto isolana, e guarda che succede sul forum. Ho scorciato le ultime tre pagine, non lette precisamente, ma aprioristcamente (apriorisimo puro) so già cosa contengono, chi ha torto, chi ragione, e come! Scherzi a parte, senza mettermi in contraddizione intesa con nessuno, volevo solo precisare alcune cose sulla traduzione del katakana, soprattutto. A) Ci sono casi in cui il katakana ha scrittura ufficiale in romaji. Salvo rarissimi casi, e valutando la dignità della fonte ufficiale (livello di ufficialità, eventuale conflitto con altre fonte ufficiali, insomma normale esegesi delle fonti) qui non c'è nulla da aggiungere. Così è, e i processi alle intenzioni non esistono. Luffy è Luffy, Rufy è un errore, tutto qui. Guts è Guts, Gatsu è un errore. Griffith è Griffith, Grifis è un errore. Gioseffo/Giosè è Gioseffo/Giosè, ogni altra scrittura è un errore. Tabris è Tabris, Tablyth (lol) è un errore. E via dicendo, gli esempi sono infiniti. B) Ci sono casi, e sono i più, in cui una scrittura ufficiale in romaji del katakana non c'è. Capita soprattutto per le cose che non sono proprio-proprio nomi propri. Allora bisogna armarsi di pazienza e fare esercizio di back-track. Da dove proveniva il katakana? E' una scrittura ascrivibile, pensabile proveniente da quale lingua? Esempio: c'è un mostro in un Akumajou Dracula che in inglese si chiama: Skula. E' il corpo di una donna innestato su varie bestie, con teste di serpente come code. Il katakana è precisamente SKYURA. Ovviamente, parliamo del mostro mitologico noto a noi italioti come Scilla, ma in greco (la sua lingua d'origine) è Scylla, che si pronuncia 'schiulla', e che i giapponesi traslitterano dunque in 'SKYURA'. Il backtrack è chiaro, indi. Skula è sbagliato, e insensato, Scylla è corretto. Nello stesso gioco, c'è un demone che si chiama -in inglese- Skull Million. Il kana è SUKARUMILIONE. Che viene dall'italiano Scarmiglione, però, dal nome di un demone della Commedia di Dante. Ci sono opere che sono veri florilegi di questo genere di katakana il cui backtrack è difficilotto. In Abesho mi capitò di dove backatrackare alcuni termini di Nadsat (il lingo dei teppisti di A Clockwork Orange, ovviamente dall'originale inglese, che noi nel film doppiato in italiano mai sentimmo). Oppure, ricorderò sempre la difficoltà che ebbi nel backtrackare il katakana pure 'semplicemente anglofono' delle navicelle delle protagoniste di Angel Rabbie. MOTORUDOSEJJI, ad esempio, mi venne proposto in traduzione come Motor Sladge, ma in effetti era Mottled Sedge, dato che -poi è evidente- tutte quelle navicelle sono disegnate sul modello delle diverse escheper la pesca con la mosca. C) Ci sono anche casi in cui si ha una scrittura in romaji 'più o meno' ufficiale, o in contraddizione con altre 'più o meno ufficiali', e sono tutte palesemente 'errate' rispetto al riferimento di provenienza dei nomi del caso. Per esempio con il 'primo Miyazaki' è spesso così. E questa è la situazione da mal di pancia, perché come si fa si fa, ma si sbaglia sempre, per un verso o per l'altro. Se vi interessa, elaborerò questo punto, che è in effetti l'unico a mostrare una certa 'gamma' di azone. :-)
  23. Anche Arrietty è uscito al cinema, con soddisfacente successo. :-) L'ultimo film distribuito al cinema, Laputa, è stato il maggiore successo 'di catalogo' Ghibli al cinema, invece, a dispetto della tremenda flessione del settore (-36% sull'anno precedente). Direi che Lucky Red è molto soddisfatta dell'andamento delle produzioni Ghibli, e il merito va anche e soprattutto alla loro capacità di corretta collocazione delle opere. Alcune opere sono state sin da principio intese come destinate al solo mercato dell'home-video (e televisione, eventualmente), come Ponpoko o Mimisuma o anche l'ultimo arrivato Coquelicot-Zaka kara. Dato il taglio e la levatura del film, non mi sento proprio di criticate la scelta distributiva, anzi. Tuttavia, trattandosi di un film 'nuovo', gli si è voluto comunque permettere un giorno di gloria cinematografica, come è bello e giusto che sia. Sarà un piccolo evento in cinema selezionati in tutta Italia (proiezione esclusivamente digitale) dedicato a tutti i più fedeli appassionati dello Studio. :-)
  24. Chibi, credo tu sia ingiusto: Schermo: oltre che più grande, è dichiarato senbilmente migliore come colori. Forma: oltre che più lungo, è sensibilmente più sottile e più leggero. Antenna: è realmente un 4G. Processore: è dichiarato essere molto molto migliore (generazione nuova). Autonomia: la durata è dichiarata superiore ai modelli precedenti. Benché molte cose siano da verificare sul campo, sulla carta non mi pare poco. Mi pare 'migliorare tutto il migliorabile'. ^^
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