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Saint Seiya Omega
topic ha risposto a Shito in una Garion-Oh nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Beh, ma io avevo inteso la scoreggia di Pegasus essere una citazione dantesca ("lo duca mio del cul fece trombetta", iirc). Di diretto c'erano la porta e la suddivisione dell'inferno (anche se le prigioni arrivano da qualche altre parte) in gironi, Maleborgie, Tolomee e Giudecche varie. Anche se s'è sbizzarito. Lassamo stare la Granata che ancora fa danni o ha rischiato di fare danni. Non vale comunque finchè i personaggi non snocciolano a memoria l'intera Divina Commedia commentata o non spuntano terzine a caso inventate per l'occasione. Ti confondi un po': maleboLgie, e soprattutto la Caina, l'Antenora, la Tolomeia e la Giudecca sono uniche, in quanto sono i nomi individuali delle quattro partizioni del Cocyutos/Cocito, dedicate ai 'quattro tipi' di traditori - ma sono i miei ricordi di scuola media, quindi non ho la pretesa di essere precisissimo anch'io. Ovviamente anche Caronte nocchiero col remo veniva pari pari dalla Commedia, giusto? Speravo nei soliti Barbariccia, Rubicante, Cagnazzo, Scarmiglione, Calcabrina (tanto cari a Square e Konami), ma mi sa che di quelli non c'era l'ombra. -
Saint Seiya Omega
topic ha risposto a Shito in una Garion-Oh nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Questo accadeva almeno nell'Inferno del manga, slati Granata a parte. -
Quarta scimmietta rulez, te lo dicevo. ^^;
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Non si può cercare 'amaeru' in una situazione come quella. Nessuno è 'amai' con Seita. E' il modo in cui Seita rispondere a questa assenza a essere assolutamente fuori contesto.
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Sei un grande. Siceramente.
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Non c'è alcun accanimento, davvero. Non che ti debba piacere per forza, ci mancherebbe, ma non c'è gratuità né pretestuosità, né insignificanza nei pensieri, negli atti, nei destini delle rori qui rappresentate. Il bacio di Triela a Hilscher svenuto, per dire, con quei sentimenti e quelle lacrime, è realmente un picco di esoressività e significanza elevatissime.
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Direi che nell'economia della storia e di quello che esprime, le loro morti sono tutto tranne che inutili.
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Ho sempre inteso che il punto del manga esso tutto fosse: che differenza c'è tra condizionameno e amore (e educazione, con Pinocchio)? E poi: qual'è la responsabilità del sentimento, e di chi lo riceve? Cose come Elsa/Henrietta, o Triela, e poi Petra per me sono sempre state lì per questo. Quindi trovo che questa parte conclusiva sia perfettamente collocata e coerente: rimuovi il condizionamento, vedi cosa resta.
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Pippov, il tuo discorso è concreto, tuttavia non puoi pensare che la logica 'interna' di un film prescinda sa quella che è la percezione culturale delle cose che è propria del gruppo sociale di personaggi e autori di quello. Per eseguire una misura, hai bisogno dell'unità di misura e del sistema di riferimento, no? Ecco. Per esempio, in una narrazione bonobo ambientata dai bonobo, credo che molte cose sarebbero diverse, ovvero avrebbero un diverso valore, rispetto a come quelle cose sarebbero nel nostro sistema di riferimento. Non si può leggere, ovvero interpretare, ovvero valutare una realtà con i canoni, ovvero gli strumenti, ovvero i paradigmi di un'altra. Questo vale anche nella comunicazione interpersonale tra persone vicinissime, tipo marito e moglie. Se la moglie dice "A", il marito interpreta "A" come se lui avesse detto "A", ovvero da a "A" detto dalla moglie il valore che avrebbe avuto se l'avesse detto lui stesso. Fail. Perché "alia" non è "ego", ovvero è il non-ego.
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Credo che Shuji abbia ragione (si capiva?), benché legga in lui una rottura evidentemente frutto di uno stillicidio su un suo punto sensibile. Posso empatizzare fortemente anche con ciò, perché anche io ho i miei punti sensibilissimi. ^^ Oh, credo che nessuno con un po' di sale in zucca direbbe che Lucas non ha il *diritto* (in senso legale, l'unico senso di 'diritto') di fare ciò che crede con la propria opera. Tuttavia, neppure un autore può cambiare il passato. Pensare di poterlo fare, volerlo fare, è a mio modo di vedere una cosa triste, un non saper accettare che il passato è passato. Ogni opera, ogni opera reale, passando attraverso complessi processi di realizzazione passa pure attraverso infiniti compromessi. E' ovvio, è inevitabile. Si dice che Michelangelo avrebbe voluto più azzurro nei panneggi della volta della Sistina, ma che Giulio II non volesse fornirgli tutti i necessari lapislazzuli. Amen. Quel che è stato è quel che è stato, con i suoi motivi, le sue ragioni, le sue cause efficienti, e i suoi accidenti. Poi, un prodotto *esce sul mercato*, ovvero qualcuno o qualcosa -foss'anche il caso- sancisce una fine del processo produttivo. A quel punto, il prodotto ha una sua identità finalizzata dagli eventi. Ogni cosa sia capitata, è stata parte integrante di quel processo formativo di realtà. Quello è l'originale che la storia sancisce irreversibilmente come tale. Ora, capisco che un autore voglia -se può- 'tornare in po' indietro' e correggere come non avrebbe potuto. Ma non si può pensare di SOVRASCRIVERE. Nel senso: che io sappia Tasso non voleva pubblicata la Liberata. Non l'aveva pubblicata. Quindi io leggo solo la Conquistata, dato che la Liberata è proprio 'leaked' contro il volere dell'autore. Ma non è il caso di SW. SW è uscito, ed è stato, quello che era. Si può fare la versione SW', la versione SW'', la versione SW''', ma non si può cambiare la storia e la realtà. Inoltre, se lo si chiede a me, è grottesco. Tanto Leila Organza avrà sempre quella capigliatura. Vorrano rifare anche quella in CG? Oh beh, tanto varrebbe fare un remake da zero, allora... no? Infatti questa cosa è l'unica che non capisco. Il brand è il brand. Se si volesse davvero modernizzare il tutto, bisognerebbe rinarrarlo oggi. Cosa fattibilissima. Forse allora Lucas è proprio un po' pirla, chissà. Io non lo conosco. ^^;
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Heh, viene in mente la differenza tra adulto/bambino come la vede Anno, e come la vede Tsurumaki. Anche questa è una (successiva) differenza generazionale...
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Deposte le armi, il nuovo episodio è tutto su Petrushka, e sui sentimenti. Interessante.
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Ma come fai a dire che "l'egoismo è un sentimento umano universale"? Dio mio, come fai a usare la parola 'sentimento' e 'universale' nella stessa frase? Soprattutto, non ti rendi conto che quando dici 'sentimento' tu stai pensando a una sensazione, all'idea di un sentimento che è TUA e la stai appiccicando, in virtù di un nome convenzionale, nella testa di altri, di tutto il mondo, di altri popoli e di genti con altra cultura, perché TU credi che quel NOME CONVENZIONALE corrisponda a una idea 'univoca e universale'? Dico, per me è pazzia vera, eh! Fai la scienza della calzetta, e non ti rendi conto che nella mente di un giapponese 'verde' e 'blu' sono lo stesso colore, non sono due colori con lo stesso nome, sono proprio a livello percettivo lo stesso colore - e il fatto che si chiamino allo stesso modo (convenzionale) è sintomo di una percezione diffusa, non fondativa di quella. Hai presente che siamo noi che abbiamo deciso che la gamma diffusa dei colori presenti nello spettro sia divisa in sette quanti? Hai presente che è una pura convenzione? E quando hai presente questo, come, come non puoi capire che cose ben più personali, soggettive, relative come l'intendimento dei sentimenti umani variano nei luoghi e nei tempi, facendosi beffe dei significanti (pseudo) comuni usati dagli uomini? Ma davvero pensi che 'fede' significhi la stessa cosa ora e ai tempi di Michelangelo, con la controriforma e Savonarola dietro l'angolo? Ma tu studi l'umanità pensando che la storia e il mondo siano stati popolati da tuoi tanti cloni analizzabili con i tuoi propri metri analitici? Ermeneutica reale: zero. Capacità empatica reale: zero. Possibilità di comprensione reale: zero.
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Ah, si sostiene che TU conosci il valore sociale e psicologico delle cose per tutti, obiettivo assoluto valore valido e comune in ogni cultura del mondo? Ok.
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Darion: ci pensi che io -italiano- sono stato educato al contrario di come tu dici? Mi dicevano sempre di mangiare composto non per gli altri, ma per me stesso. Oggi come oggi, ma da sempre, mi sento male a mangiare male, a non lavarmi le mani prima di sedermi a tavola, a sedermi vestito sul letto, a fare un sacco di cose di cui mi è stata fatta vedere la nefasta sciatteria, e questo sentimento, da me recepito con approvazione profonda, è diventato parte di me. :) Lo dici TU che "stare seduti scomposti è un aspetto sociale." Per me non è così, è aspetto individuale, un imperativo categorico assoluto interiore che è parte della mia persona in quanto tale, come altre cose. Infatti, anche se sonopersona per nulla sociopatica ma assai solitaria (quasi isolatra), non mi permetterei mai di masticare con la bocca aperta, o di fare rumore mentre bevo. Mi sentirei male per questo. E così sono io, non tu, ma tu non pensare che le cose siano per tutti come sono per te. --- Takahatasi si sofferma molto anche sull'aspetto 'muliebre naturale' di Setsuko, ma meglio non addentrarsi nel pensiero dell'AUTORE: il povero Darion potrebbe esplodere nel clash culturale.
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In effetti, razzolo proprio malissimo. :(
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Viene in mente lo schiaffo, l'unico schiaffo, del padre in Omohide Poroporo, perché la figlia era uscita di casa a piedi scalzi. E la faccia del padre dopo, mentre lei piange come una bambina di M. non pianse mai (neppure Chihiro con gli onigiri in bocca, no). Questa tua presunzione di universalità non solo dei sentimenti umani, ma anche e soprattutto della loro percezione e del loro valore, semplicemente perché intercomunicati con dei significanti fonici articolata (convenzionali), è un velo che ti copre la vista. "Siccome si chiama così (anche in traduzione), è lo stesso per tutti". Certo.
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Saint Seiya manga news
topic ha risposto a Shito in una Garion-Oh nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Infatti direi che si risolve dicendo che quello era un boost momentaneo. Come aveva già spiegato Saori a Shun. Ovvero: "non è mica sempre domenica". Giustamente. ;-) Credo inoltre la cosa fosse già accaduta con Poseidon, no? Ovvero, le armature di bronzo placcate d'oro e cose. Non mi pare che alla ripresa della saga post-Poseidon (spectre @ santuario) i bronze fossero pacificamente sullo stabile livello dei gold, o erro? -
Se riesci a capire il perchè, allora ti sarai avvicinato un po' di più a comprendere la cultura giapponese. Questa volta sono io a consigliarti di rinunciare, amico mio. Per poter comprendere qualcosa, innanzitutto è necessaria la volontà di comprendere, al genuina intenzione a farlo. Non c'è peggior discente di chi non vuol capire (è al quarta scimmietta). E non si può capire il diverso se ci si ostina pervicacemente, sinanco in modo impettito e borioso, ovvero realmente ottuso, a leggerlo con gli occhi, la scala di riferimento del proprio. Sarebbe come pensare di capire una lingua straniera usando la grammatica della propria. Non ha senso. Ma Darion ha dimostrato, e implicitamente anche dichiarato, di vivere e approcciarsi alle opere straniere sulla falsariga di "siamo tutti umani, tutti fratelli, siamo tutti uguali, non esistono differenziazioni endemiche culturali di provenienza!" Quindi, è impossibilitato alla comprensione di ogni cosa diversa dal sé, a da ciò che si riconosce come tale o ad esso annesso. :(
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più che egoistica, egocentrica. ovvero infantile, quando non potresti permetterti il lusso dell'infanzia. inoltre, credo che Takahata abbia comunque voluto fare quel film in animazione perché, oltre ad amare sinceramente le potenzialità del mezzo, voleva che lo vedessero anche i bambini, quantomeno quelli dell'età di Seita, magari insieme alle famiglie. grazie per il post, Garion. La pancia incominciava a dolere.
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Mi riferivo ai film. Non era meno penoso lasciarli invecchiare in pace, come meritano i classici, piuttosto che gravarli di chirurgia estetica per continuare a venderli? Svendere la dignità di qualcosa per soldi è sempre miseria. Non vale mica solo per le persone. :-)
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Riassunto di una lunga storia-della-storia: "quanta pena nel non saper invecchiare"
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E' molto semplice. Verrebbe da dire: come può essere visto come altro che un colpevole? In un momento reale come quello che lui vive (guerra, genitori morti), anziché sopportare mali tutto sommano minori (la sgradevolezza della zia, le angherie), Seita preferisce fuggire di fronte alla realtà, rifugiandosi in una pantomima di vita familiare con la sorellina, di cui pure era naturalmente responsabile. Questo causa la morte della sorellina in prims (parte autobiografica), e poi dello stesso Seita (espiazione fittizia dell'autore, che invece chiaramente sopravvisse alla sorellina). Takahata sottolinea come, generazionalmente, questo atteggiamento di rifiuto fosse un'eccezione in quei tempi: quando si deve sopravvivere si accetta tutto, laddove essendo diventato usuale nella società del benessere Seita viena percepito come 'vittima' da pubblico più giovane (siamo nell'88). Takahata cita la parola moderna 'mukatsuku' (cheppalle, che stess) come untermine di nuovo conio dietro al quale i giovani (dell'88) si rifugiano newlla loro fuga dala realtà. Questa parola, dice Takahata "non non ce l'avevamo". La stessa cosa è chiara in Anno. Ai tempi di Eva (e sel neonato sito GAiNAX) due delle parole/espressioni chiave dichiarate erano: "iyaaa-na kanji!" (ovvero: che schifo, che sensazione di repulsa) e la sua giusta risposta "nigegha dame da!" (non si deve fuggire!), che esprimevano la lotta verso la conquista di una tardiva adultità da parte dell'otaku. Ancora una volta si nota come la "misofobica intransigenza", l'idealistico essere del non-compromesso, il "rifiuto dell'inaccettabile" siano tutti sentimenti infantili, che il benessere diffuso -e solo quello- permette di protrarre ad libitum in un rifiuto della crescita psicologica e sociologica reale. In questo senso, i due film di Miyazaki Gorou sono davvero dei meravigliosi messaggi alla nuova società umana.
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Credo anch'io che La tomba delle lucciole sia un film importantissimo, quasi quanto credo che la sua lettura sia estremamente difficile. Ricordo un bel dialogo tra il regista Takahata e l'autore del racconto originale (che ricordo essere un racconto massimamente autobiografico) in cui si enucleavano le ragioni per cui tutto il pubblico (giapponese) sotto una certa età (essenziamente: non vecchi, nati dopo la guerra) percepisse il protagonista Seita come 'poverino' (una vittima) anziché come un colpevole, ovvero come l'autore lo intendeva. E' uno spaccato di evoluzione sociologica preziosissimo. Proprio ora che sono al lavoro su un'opera di Miyazaki Gorou, e che ho appena finito di ri-lavorare su Terramare (sub precisi per il BR ^^), sono ancora più vicino a questo uso maturo e cosicente del mezzo cinematografico, sinanco animato, volto a veicolare spunti umani importanti.
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Saint Seiya manga news
topic ha risposto a Shito in una Garion-Oh nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Questa cosa della velocità è sempre un po' lol, si attendono i saint che sferrano colpi in curvatura warp. ^^; Credo che, come diceva Garion, non abbia molto senso fare le pulci a queste cose dimenticando l'inteso semplicismo su cui si fonda uno shounen manga. :-)