Vai al contenuto

Shito

Pchan User
  • Numero di post

    14349
  • Iscritto dal

  • Giorni Vinti

    365

Tutti i contenuti di Shito

  1. Shito

    Aim for the Top! Gunbuster

    Beh, in pratica è quello che hanno fatto gli americani dopo la Seconda Guerra Mondiale.. Non proprio.
  2. Shito

    Aim for the Top! Gunbuster

    No non e' curioso, e' mentalita' misogina tipicamente giapponese di cui sono infarciti il 100% degli anime anni 80 e 90. Il giappone sara' pure un paese tecnologicamente all'avanguardia ma dal punto di vista "sociale" e' quanto di piu' arretrato si possa trovare. Sopratutto quando si parla della condizione femminile. Le cose cambiano, ma molto troppo lentamente. Potresti sempre provare a sbarcare tu con delle perline colorate da offrirgli insieme alla tua cultura avanzata e superiore, della quale i retrogradi che civilizzerai ti saranno naturalmente ed eternamente grati.
  3. Shito

    Aim for the Top! Gunbuster

    Visto? Smetti di chiedere, fa un favore a te stesso. Smetti di rivendicare, di pretendere, di volere che altri facciano cose per te. Ti ho detto che mi sono quotato. Evidentemente intendevo qualcosa. Evidentemente intendevo qualcosa che intendevo tu postessi capire. SFORZARTI, se vuoi capire altro che te stesso. SFORZARTI di uscire dal tuo canone, sei come in una camera del giocoso eco, renditene conto. Non si tratta di avere ragione o torto. Si tratta di voler capire, di sforzarsi per capire, di riuscire a capire. Cose che non ti ho mai visto fare, e non parlo solo di quando discuti con me. Non sono così egocentrico e stupido e misero.
  4. Shito

    Aim for the Top! Gunbuster

    Darion, mi sono già spiegato. Mi sono quotato. Mi sono riquotato. Sembri un bambino che frigna per avere ulteriori spiegazioni dall'adulto. Questa è la tua idea di comprensione? Non capirai mai nulla. Infatti, anche del libro della Benedict non hai capito nulla. Sei piccolo. E lo sei fuori tempo massimo. Sei un bimbo che si sente grande mentre si specchia nell'altro cercando solo conferme. Non si va da nessuna parte. E ovviamente tu devi credere che sia colpa mia, e della mia spazzatura. Così è.
  5. Shito

    Aim for the Top! Gunbuster

    Takami-chan è la figlia, non la madre (Kimiko). Takami dalla foto chiama Noriko 'zietta'. Non capisci neppure di cosa parlo.
  6. Shito

    Aim for the Top! Gunbuster

    Darion, smettila, che ti han già fatto un angolino mica per niente. Lo sanno tutti che spesso ti diverti a portare avanti le discussioni per le discussioni, e che non apri davvero il cervello per capire. Non so se ci sei o ci fai. La differenza è che mentre gli altri ti sfottono e basta, o quittano e basta, o si innervosiscono e basta, a me spiace. Perché sono una specie di santone, di mistico, e infatti il mio 'angolino' ha quel taglio. Tutto torna. Beh, mi pare la tipica situazione in cui, tra due persone che cominciano un percorso insieme, ad un certo punto una ha scelto di farsi una famiglia e vivere una vita normale, mentre l'altra ha rinunciato a tutto ciò per conseguire obiettivi superiori: si tratta di scelte personali, ma alla fine delle due è la seconda ad essere diventata una persona importante, della quale la prima implora l'aiuto.. Del resto si diceva anche che Noriko è in fondo il tipico personaggio degli anime privo di qualità particolari, ma che attraverso l'impegno ed il sacrificio raggiunge risultati eccezionali, elevandosi al di sopra della massa.. Non è così. Quando Noriko ha scelto di seguire le sue passioni, non sapeva cosa avrebbe perso. Non se ne rende conto, in effetti, finché non incrocia Kimiko sulle scale col passeggino (scena EPICA). E' proprio come Urashima Taro, o come un otaku: finché non apri la scatola, finché non apri gli occhi, finché non te ne rendi conto, il tempo sembra essersi fermato. Solo dopo ti rendi conto che no, non si era fermato, ti eri fermato TU, mentre il tempo di tutti scorreva *normalmente*, e tu invece ti eri chiamato fuori. Poi si piange, come Noriko.
  7. Shito

    Aim for the Top! Gunbuster

    Forse non ha rinunciato ai suoi sogni, ma ne ha trovato uno più grande rispetto a fare l'eroina: innamorarsi, sposarsi e avere una figlia. Non mi pare ci siano indizi che dicano che Kimiko sia insoddisfatta della sua vita, no? Probabilmente è realizzata così. Stai citando Ikari Yui a Fuyutsuki subito dopo la consegna della tesi suprema?
  8. Shito

    Aim for the Top! Gunbuster

    Hai perfettamente ragione. Non sono assolutamente in grado di farti venire la voglia di capire qualcosa, no. Inufappa (alla fine è la cosa più chiara, tra cambi di nick e cose), cosa ti è ostico in: E soprattutto, cos'altro c'è da aggiungere? Noriko, nel suo mondo di SF, è un'eroina appasionata e tragica, vittima dell'effetto Urashima (perdita del tempo sincrono della propria vita) che ha 'sacrificato' all'altare della sua passione/attività nobile. In questo, mostra allegoricamente al pubblico di otaku il rischio della loro stessa 'passione', non certo altrettanto eroica (la vita NON è una SF-drama), ma spesso sinanco vissuta come tale (cfr Otaku no Video). Cosa C'è Di Difficile? :) Però è lei quella che alla fine è costretta ad implorare l'aiuto dell'altra.. Per sua figlia, come ogni madre realizzata. Per garantire un futuro alla figlia. Ma non riuscite prorio a trascendere la prospettiva del bambino viziato che chiede ancora per sé, ragiona semore per sé e in sé, e nessuno vede di più importante? L'amata, i figli, sono quelle persone che contano più del sé. La Signorina avrebbe volentieri mandando a fanculo l'universo per dieci minuti col suo Koichirou. E alla fine accetta la predica di Noriko solo in onore al sacrificio (del tempo) di lui. E' proprio, proprio, proprio come spiega la Benedict, davvero. Perché proprio in una finzione iperbolica come Punta al Top! si ritrovano gli archetipi più che la vita vera della strada. Quella cambia di anno in anno. Gli archetipi, invece, in genere permangono. Anche i sentimenti archetipali. E' quello che dice la Benedict al 101%. Provate a leggerla. :-) Comunque Noriko scoppia a piangere sulla foto olografica di Takami-chan. Il suo tempo perduto. L'essere "lasciati indietro" dal gruppo che è "andato avanti", e lo stare male per questo, per questo senso di esclusione che è solitudine sociale profonda, è tipico della psico-sociologia giapponese, davvero. E' proprio una delle cose alla base.
  9. Shito

    Aim for the Top! Gunbuster

    Allora sei strano davvero. O forse devi semplicemente leggere anche tu la Benedict. :P E' già stato fatto più volte nelle pagine precedenti, e non solo da me. Ma per capire bisogna dediderare di farlo, quindi tu sei tagliato fuori.
  10. Shito

    Aim for the Top! Gunbuster

    Eh beh, si vede che hai capito tutto.
  11. Shito

    Aim for the Top! Gunbuster

    Non credo, comunque, che GunBuster fosse schiettamente una 'autocritica' di otaku agli otaku, quanto che contenesse degli elementi di 'autoconsapevolezza', di analisi. Da questo punto di vista, il finale di Otaku no Video è monumentale: entrati sul ponte di comando dell'SDF-1, tolti gli scafandri, i due protagonisti si ritrovano giovani. Anche se c'è molta amarezza.
  12. Shito

    Aim for the Top! Gunbuster

    Non parlo di categorie di entertainment, ma di modo profondo di percepire la realtà. Ancora oggi i ragazzini si chiedono se Cesare, alla fin fine, fosse 'buono o cattivo'. Sono cose culturali profonde, io credo, marcate a fuoco nella percezione, nelle lenti che le persone hanno sugli occhi mica nell'analizzare la finzione, dico nel cogliere la realtà. Le vedi ancora nei commenti verso i politici, verso i personaggi storici, in tutto. Sono categorie percettive, non analitiche. Berlusconi è cattivo, è cattivo perché va con le prostitutelle. E se non la pensi così, la pensi 'al contrario di così', che è lo stesso. Siamo ancora a Nicea, eh. O almeno alla controriforma. Niente di male, ma è la realta. Bisogna esserne consci.
  13. Shito

    Aim for the Top! Gunbuster

    Noriko non è un'otaku marcia, non lo è all'interno del suo piano esistenziale narrativo. Non perde il suo tempo perché guarda Totoro 24/7, perde il suo tempo per combattere contro i mostri spaziali, cosa che nel suo piano esistenziale è cosa sinanco nobile (protegge il mondo, eh!). I poster di Tororo e Ai Oboeteimasuka nella sua stanza sono messì lì tanto per rendere ancora più evidente il richiamo al suo significato allegorico/simbolico. Noriko ha seguito la sua passione -> diventare un pilota spaziale. Facendo questo ha finito per perdere il suo tempo di ragazza, la sua immagine nella foto di diploma è aggiunta con un clipeo, e laddove la compagna di banco è ormai una madre con una figlia, lei è ancora la ragazzetta che era (ha perso il suo tempo, si è desynchata dal tuo tempo in senso fisico/reale - non mentale/sociologico, perché questa è SF). Gli otaku marci sono quelli a cui il messaggio allegorico si rivolge. Il piano allegorico/simbolico è di chi seguendo le sue passioni infantili (manga,anime,SF,etc) perde il suo tempo a livello mentale/sociologico. L'avere messo quei due poster in stanza di Noriko è solo un in-joke di richiamo intra-extra narrativo. :-)
  14. Shito

    Aim for the Top! Gunbuster

    Chi ha detto che Noriko Takaya sia, o fosse intesa, come un personaggio negativo? Io non l'ho mai scritto. Noriko Takaya è un personaggio che nella sua storia viva il 'dramma della perdita del suo tempo' per l'effetto Urashima. Questa è metafora/allegoria della situazione di un otaku che indulgendo nei trastulli infantili perde il tempo della sua vita/crescita. Questo non rende Noriko un personaggio negativo: il suo uso allegorico è 'fuori della storia'. Voglio dire, il simbolismo, hai presente? Un giglio bianco non è il sesso femminile, ma per secoli ha rappresentato la verginità, in mano ad angeli dell'annunciazione. Il valore dell'allegoria che trai da un oggetto non è il valore intrinseco dell'oggetto all'interno del suo piano esistenziale. Si noti che persino il chiamare, all'interno nella storia, proprio 'effetto Urashima' l'effetto del time-split è un messaggio chiaro: la favola di Urashima è la favola di un bravo bambino ( = salva la tartaruga dai ragazzacci, è un gentile, uno che manco a dirlo è 'come un otaku ancora da piccolo') che perde il suo tempo (= l'amata invecchiata) per essere rimasto nella crapula, per esseri trattenuto e obnubilato nei trastulli compiacenti ( = il soggiorno al palazzo del DioDrago). E quando te ne rendi conto (= apri lo scrigno da non aprire, come il vaso di pandora della coscienza regressa), allora sei vecchio d'un tratto. A me è capitato, forse abbastanza presto, ma è capitato. Quindi lo capisco bene. Fencer: ragioni con le categorie di personaggio positivo = personaggio buono, personaggio negativo = personaggio cattivo. Eroe e antagonista. Sono le categorie occidentali, soprattutto americane, non giapponesi. Leggi la Benedict, capitolo 10 - mi pare. Parla proprio di questo.
  15. Shito

    Aim for the Top! Gunbuster

    Shito-Recap: 1) Io ho detto che per me Punta al Top! *è* un capolaoro. E' un capolavoro di un certo settore, non è un capolavoro universale. Come ho detto, c'è tutto l'entusiasmo della prima generazione otakuzoku che ha infine 'messo le mani' su una produzione reale (non amatoriale), e sfoga tutta la sua 'libido' da otaku. E' come quando Yutas vede il mondo che la libido di Sasshi ha creato (l'episodio degli EroGee). La cosa bella, è che la prima generazione di otakuzoku si era nutrita di cultura ad ampio spettro nella quale cercava la roba da fanatici. Sono quelli che Okada Toshio chiama 'otaku forti'. Leggi libri di SF, guardi cinema mainstream per distillarne la roba da fanatico, che è un 10% se va bene. Quando queste persone sono arrivate alla produzione, hanno fatto anime che erano roba otaku al 90%. Anima e corpo, ovvero apparenza (i robot, le rori, il fanservice) e anche contenuto (un'autoanalisi validissima dei problemi dell'essere otaku). Per me è ok. Il 'problema' è che questo materiale è stato recepito dalla generazione successiva in modo del tutto passivo, e sedativo. Manco il 'contenuto otaku' è stato colto, solo l'apparenza. L'avevo ben capito che le lacrime di Noriko perché Kimiko ha Takamichan e lei hai poster (oh, Takami viene da Akai Takaki... nell'anime è la *figlia* di Kimiko, mi pare Kimiko fosse il nome della *moglie* di Akai Takami... in-jokes? Marito-otaku = marito-figlio?), ed è tremendo. Io per uno ho riflettuto parecchio SU ME STESSO di fronte a quella scena, e dico che PER QUESTO Punta al Top! è il capolavoro di settore che è. Ma le generazioni dopo si sono indebolite. La pappa pronta, pure avesse avuto dell'assenzio in fondo al bicchiere, è stata presa SOLO per il miele che ne orlava il calice. I produttori, come Garion giustamente sa, ci hanno sguazzato. Ne è venuta una ridonanza tematica, un'autoreferenzialità involutasi in spirare di superficialità. La seconda generazione di otakuzoku è stata 'debole' (Okada). La terza è stata proprio persa. 2) Anche Evangelion è come GunBuster. Anno, che 'ci era passato', ha fatto un robot-anime per dire chiaramente agli otaku cresciutelli: "oh, questo è il nostro problema, se ne esce così". Il finale TV era positivo, nei contenuti, a dispetto della forma forzatamente sperimentale. Ah, Garion: nella trascrizione del titolo è "la bestica che gridà IO nel cuore del mondo", dato che han messo AI in katakana. Io tradussi AMore per mantenere il doppio senso (AM, inglese, ore sarebbe pure 'io' in giapponese). E' il discorso dell'egotismo che è alla base dell'infantislismo protratto dell'otakuzoku, credo. Solo che anche con Eva andò male. Se Gunbuster era stato preso da tutti solo come 'capolavoro di fap-material', anche Eva voleva essere preso così dagli otaku deboli. E allora Anno sbroccò, ebbe una crisi, ci ricascò (nella depressione) con tutte le scarpe, e fece i film con un finale opposto, del tutto negativo. Il finale della serie era di speranza, quello dei film di non-speranza per l'umanita (= otakuzoku, nella rappresentazione). Dovrebbe essere tutto. Forse. A parte questo, direi che Garion ha già esposto perfettamente il 'problema' del settore dal PDV creativo/produttivo in senso generazionale. E' per questo che ADORO Miyazaki Gorou e i suoi film.
  16. Oppure è perché sei intelligente.
  17. Intendiamoci: sono il primo a dire che i giudizi, per quanto tutti 'relativi', hanno valori diversi in base alla loro serietà, documentazione, competenza, ovvero alle qualità di chi li esprime. Ci mancherebbe. Non è che siccome dico: "tutti i giudizi di valore sono personali", impliciti che tutti i giudizi di valore valgano lo stesso. Non per me, almeno. Se ho lasciato a intendere questo, se non sono stato chiaro nel fugare questa nefasta lettura, me ne scuso. Davvero. Perché ciascuno, in ogni suo giudizio, spende quello che è e quello che sa. E credo che il valore del suo giudizio dipenda da quello. Se tu qui mi fai una critica di un libro che si mostra chiaramente documentata, analitica, referenziata, costestualizzata... ovviamente io penserò qualcosa di quel tuo giudizio in base a tutto ciò, e quel qualcosa sarà "questo giudizio è un giudizio che ha un peso, un valore". Lo terrò in considerazione in relazione a ciò. In più, ci metterò quello che so a livello pregresso del giudicante: nel tuo caso, nel tempo ho visto un certo tipo di preparazione culturale, di competenze settoriali. Tutte cose che pesano sul giudizio dei giudizi che esprimi. Chiaramente, se arriva un troll e spara una menata, questa avrà il valore di ciò che si dimostra essere: una menata. Capisco ora che dici: certi giudizi strutturali, in quanto tali, sono obiettivi. Tipo: questo testo ha una forma perfettamente circolare dei suoi contenuti narrativi. Vi è questo schema. Gli elementi narrativi del testo sono ben bilanciati. L'intreccio è privo di contraddizioni interne. E via dicendo. Notare queste cose può essere fattuale, certo. Tuttavia, non si può poi passare sottobanco un'oggettività che non c'è: che qualsiasi elemento pur obiettivamente/oggettivamente rilevato sia *bene* per forza, ovvero *bello* in senso assoluto. Questo passaggio sposterebbe la rilevazione oggettiva su un piano soggettivo in base a un sotteso giudizio di valore dato per assoluto (l'equilibio è bene), e sarebbe quindi un'artifizio dialettico simile a certe prove dell'esistenza di Dio, e non va bene. Hai rilevato tu stesso la differenza tra un giudizio di realtà strutturale di un'opera, e un giudizio di valore/apprezzamento... il punto è che tra i due non si può istituire un certo ponte se non con un altro argomento di giudizio di valore soggettivo. Senza dubbio ci sono giudizi e giudizi. Ci sono giudizi con un valore, e giudizi vacui. Critiche e critiche. Ma anche con questo, credo che tutti i giudizi *di valore* siano personali, quindi non ci si può aspettare che alle spalle di ciascuno di essi ci sia un paradigma assoluto. Come osservatore Humiano, direi che è 'solo abitudine'. E nota, io come te credo tantissimo nell'armonia come metro *quasi* assoluto della bellezza agli occhi dell'uomo, la sezione aurea è la regola suprema dell'armonia, e ce ne sono altre. Lo dicevo alla mostra di Modrian, che davvero ho disprezzato, perché mi sembrava la fiera non del banale (niente di male), ma dell'inutile assurto a rivelazione. Ma questo sono comunque io, io che dico 'est modus in rebus', e che predico e amo la misura delle cose. Non è detto, ancora, che questo sia assoluto. Anche se io *credo* che sia 'quanto di più assoluto si possa trovare', so che è una mia *credenza*, una cosa in cui ho fede, e quindi non è un dato oggettivo. Mi rendo conto che esiste una tradizione critica che tende a criticare l'opera in relazione alle opere, al loro m.c.m. formale, costitutivo, distintivo e indi stilistico, ma anche questa è solo una tendenza. E' un'idea. Questa idea io la riesco a sposare a metà, perché se da un lato concordo che solo un'osservazione palingenetica del prodotto di un tempo possa tracciarne lo spirito (Warburg, ti amo, ma le ninfe invece no), e se penso che questo sia necessario come uno dei punti cardinali di ogni indagine ermeneutica che voglia essere buona e genuina, dall'altro lato come tu dicevi io sento anche che in ogni opera c'è almeno una *parte* di unicum. Michelangelo è al tempo stesso il crocevia del suo tempo, in cui tutto converge e da cui tutto riprende le mosse, ma è al tempo stesso solo Michelangelo. E' una apparente antinomia che è difficile da spiegare col linguaggio articolato. In soldoni, io non dico che la (buona) critica sia inutile, è senz'altro cosa utile e a tratti necessaria, ma per come la vedo io 1) è una cosa che *serve*, non ha valore per sé, e 2) cercando spesso di avere valore per sé diventa mistificazione finto-oggettivizzante, e diviene il male. E' proprio studiando 'storia della critica dell'arte' che ho vieppiù soppesato questa deprecazione, corruzione di una cosa bella che era nata per genuina, nobilissima passione: Vasari. Sono stato a casa sua, davvero, e mi sono avvinanto tanto alla sua personalità. Era un delizioso otaku, assolutamente in pace con la dimensione del sé e con l'amore dell'arte suprema di altri, e adorava tutto quello che faceva, tutta l'arte intorno a lui, e chi la faceva. Per dire: ho scritto la mia NeoGeoBibbia pensando a Giorno. ;-)
  18. Tranqui, era un bait apposta per chi gli avrebbe chiesto "wow, che cosa?" Sai, dovresti vedere che figo quello che non puoi vedere! Cose così. ^^ Ora torno al lavoro, che ho cose più importanti da fare. Come dite? Ho appena postato su un forum per dirlo? Oooops! Shuji: "la migliore" di un'opera dare, è come dire "la più buona" (che come saprai e rigore è un'espressione sgrammaticata), o se parliamo di grafica, anche (non solo) "la più bella". Quindi, "bella", "la migliore", "un capolavoro" sono tutti frutti della stessa pianta. :-)
  19. beh, allora è in linea con il profilo storico dell'autore del topic
  20. Shito

    Aim for the Top! Gunbuster

    Credo -anzi sono quasi certo- tu mi abbia frainteso. La responsabilità di cui parlo non è la responsabilità di rendere la comunicazione efficiente. Certo non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, e cosa potrebbe fare il parlante? Su questo credo non ci piova, o quasi. La responsabilità di cui parlo è la responsabilità etica di chi espone molti al proprio pensiero, alla propria espressione, perché è un narratore. Non lo si dovrebbe fare, secondo me, autoreferenzialmente -nel senso di farlo a puro scopo di autocompiacimento del sé-. Questo è quello che hanno fatto certi autori tipo otaku-1st-gen: hanno fatto le opere che avrebbero voluto vedere loro da pubblico, solo che loro le hanno fatte proponendole a un ben più vasto pubblico di loro stessi. Questo innesca una spirale involutiva. Ovvero, è il modo di fare irresponsabile di un bambino che si trastulla a fare le cose dei grandi. Quello che dico è che un autore di un'opera mediatica dovrebbe mettersi sulla sua sedia e riflettere sul fatto che sì, quello che lui dirà/farà finirà negli occhi e nelle orecchie di molte persone. Quindi non può farlo come se si trovasse allo specchio, sarebbe uno scriteriato. Ci deve pensare, al pubblico. Non per farsene influenzare, ma per tenerlo in onesto etico conto nel suo processo comunicativo esso tutto.
  21. Shito

    Aim for the Top! Gunbuster

    Non ho mica capito cosa intendi. La prima allusione mi pare quella mossa a un pubblico molle che si disinteressa realmente alla comunicazione onesta insita in un'opera, e la condivido. E' una cosa molto brutta, concordo. Dopo la seconda virgola non colgo il senso di ciò che intendi, ma in ogni caso qui mi pare tu parli di un 'vizio' o 'difetto', e ci sto, più che di una responsabilità. Nel senso che l'ignorante che pensa che l'opera dell'artista X sia tutt'altro da quello che l'artista X l'ha intesa, e si compiace della sua deragliata visione, fa una cosa ignobile, ma la fa solo a sé stesso. Rispetto a ciò, la responsabilità della comunicazione è altra cosa.
  22. Shito

    Aim for the Top! Gunbuster

    Concordo che ci siano fulgidi casi che fanno eccezione. Mi pare che Leopardi, che pure non apprezzo affatto, non avesse per esempio pubblicato il suo blog (Lo Zibaldone). E concordo al 101% sulla necessità compulsiva di 'fare arte' dell'artista. L'artista fa arte, si esprime e comunica perché non può fare a meno di farlo. Ma parimenti -salvo le dette eccezioni- non può fare a meno di farlo verso un quantomeno ideale pubblico, realizzando la sua comunicazione espressiva. Esponendo quadri. Pubblicando testi. Facendo film che verranno distribuiti. Perché criticare l'irresponsabilità degli artisti? Perché nel momento in cui ti poni al vertice di una piramide comunicativa (1 revista VS tutto il pubblico) devi capacitarti di ciò che -volente o nolente, foss'anche un per te fastidioso side-effect della tua necessità di esprimerti- stai facendo. E dimensionarti a quello. Altrimenti, appunto, la comunicazione verticale diviene irresponsabile, anzi deresponsabilizzata, ed è orribile. Se parli a qualcuno, non puoi farlo solo egoticamente: devi pensare al qualcuno a cui stai parlando, anche. E' per questo che detesto Oshii, ad esempio.
  23. LoL. Il famoso controsenso dell'uomo moderno debole: "è bello ma non mi piace", ovvero un'orrendo ossimoro di chi riconosce inconsciamente (o postula) una sorta di deus-ex-machina del giudizio di valore oggettivizzato, che quindi idealmente disgiunge dall'unico giudizio di valore in grado di esprime: il suo. Ah, quella donna è bella ma non mi piace. Nonsense. E sì che già Kant nella Critica del Giudizio aveva già espresso bene la faccenda, e io sono un innamorato deluso di Kant dai tempi del liceo. :-/ Non esiste giudizio di valore umano che sia 'disinteressato', ovvero obiettivo, ovvero oggettivo, se non forse il giudizio di bello di natura. Kant aveva letto protagora, mi sé, e si è spostata dall'uomo all'Uomo, cercando l'unica scala umanamente universale che potesse trovare. --- Shuji, tutti hanno letto che non ti ho insultato. Al contrario, ti ho tributato di competenze "evidentemente superiori alle mie". Ho poi espresso una mia sensazione, una sensazione che tu mi dai, l'ho fatto in maniera suppositiva e anche più. Non c'è insulto. Al contrario, la tua irretitissima sdegnosa ritirata sembra confermare perfettamente la mia sensazione. Che dire? Se le cose stanno così fai in effetti bene a lasciare il campetto, visto che pare tu tema di inciampare sul pallone. Non è che abbia come missione quella di destabilizzare te, quindi se sono destinato a quest'effetto fai bene a ignormarmi. Peraltro, sei vecchio, quindi per te è probabilmente troppo tardi per una distruzione edificante. In bocca al lupo. :-) Io continueò a leggerti cogliendo il buono di quel che stimo di te. ^^ --- Edit post-spostamento. Ora anche la linguistica è diventata ufficialmente "materia da otaku" ^^ Ma in effetti, credo sia giusto/sensato così. :-) E tutto sommato, la questione 'Gunbuster capolavoro o no' in effetti stava in Zankoku-na Tenshi no Teeze da principio... ^^;
  24. Shito

    Aim for the Top! Gunbuster

    Non hai proprio colto il piano del mio giudizio. Forse non sono stato chiaro, ma il mio dire del modo di essere, era per far capire che -per quanto mi riguarda- turpiloquio e vialettalismo sono INGIUSTIFICABILI. E anche se sarcastico, anche se mezzo di scherno, foss'anche usato per mettere alla berlina l'oggetto rappresentato l'esposizione di certe cose (come la boria dell'ignoranza) è INGIUSTIFICABILE. Lo so che Boris non esalta esplicitamente quel modo di essere parodizzato e caricaturizzato di un dato ambiente, sì. Piuttosto tende a sbeffeggiarlo, ridicolizzarlo. Ma anche quando si pensa di ironizzare schernendo, come in Boris, determinati comportamenti / bassezze umane, in realtà in modo surrettizio se ne fa un 'simpatico modello'. E' una cosa implicita. Sai quante volte ho sentito persone prendere il protagonista ridicolizzato, o persino schiettamente negativo, di turno come 'modello figo'? Anche i cinepanettoni vengono essere detti 'una salace critica della società italiana contemporanea', e invece puntualmente diventano modelli di comportamento surrettizi, modelli di parlata, modelli da replicare. Quindi, non va bene. Almeno a mio modo di vedere. Non sto dicendo che Boris non mi piace. Sto dicendo che cose simili sono vergognose perché negativ e non dovrebbero esistere. Fosse per me, la televisione sarebbe un mezzo di educazione nazionale e qualsiasi cosa che non fosse in perfetto italiano non dovrebbe avervi luogo, mai se non in rarissime e contestualizzate e motivate occasioni. Che è, chiaramente, solo il mio pensiero. I fan di un certo tipo di intrattenimento hanno certo a che sperare che non diventi mai il dittatore del mondo in cui vivono. Cosa che, assai probabilmente, non accadrà. :-) Beh, no, ogni artista è uno che vuole esprimere qualcosa, ma che non necessariamente vuole comunicarlo ad altri (ed infatti GUNBUSTER è un'opera i cui autori realizzarono essenzialmente per se stessi..). Questa dell'artista che si esprime per sé stesso è una vecchia bubbola. L'artista è proiettivo, ha bisogno di un pubblico, e infatti pubblica la sua opera. Un'opera artistica non ha senso senza un pubblico, perché l'arte *é* espressione del se, indi comunicazione di qualcosa, e una comunicazione per essere tale ha bisogno di un ricevente. Un artista (salvo eccezioni) non è un carcerato che imbratta la sua cella. Anche gli artisti più isolatri, in realtà volevano essere letti. E non esistono cose come "ho aperto un blog per me stesso", perché allora avrei usato un .txt in locale (per intenderci), non una pagina che *guardacaso* è dannatamente aperta a tutti. Ora, capisco che mentendo a sé stessi si è sinceri col prossimo, ma c'è un limite anche all'autoinganno (spero). Siamo certi che Gunbuster forsse un'opera piuttosto autoreferenziale nel suo indirizzo di pubblico, ma la mia critica non si rivolgeva a quel tipo di prodotto (la cui diffusione era davvero molto limitata, se paragonata alla prospettiva nazionale). Mi riferivo all'impatto generare di un turnover generazionale in un certo settore creativo esso tutto, che è altra cosa.
  25. Shito

    Aim for the Top! Gunbuster

    Non stavo facendo sarcasmo con l'ultima riga, lo giuro. La votazione per lo meno serve a delinerae in modo obiettivo (statistico/numerico) "l'opinione del forum", per quanto limitata a un dato momento. ^^
×
×
  • Crea Nuovo...

Informazione Importante

Procedendo oltre nell'uso di questo sito, accetti i nostri Termini Di Utilizzo