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Alcool e caffè, ma anche unicorni
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione L'arena videoludica
Ecco, questo è il controsenso estremo. Chi ama qualcosa -non chi lo vuole/deve vendere, dico, chi lo apprezza!- lo ama per quel che quel qualcosa è. Non potrà amarne una sua alterazione, soprattutto nel primo e principale punto di *identità*: il nome. Quindi, no. Chi ama qualcosa semmai cerca di diffondere presso altri appassionati la buona cultura della conoscenza vera di quel qualcosa. L'amore non si accontente mai. :-) Ricordo che quando incontrai per la prima volta il responsabile storico delle vendite internazionali della SNK (Koyama Yoshihito), parlavamo in inglese del NeoGeo, e io continuavo a usare i nomi originali dei giochi. Lui mi correggeva sempre, indicandomi i nomi fasulli americani. Allora gli spiegai che capivo la logica dell'esportazione, e capivo che loro avessero ritenuto necessario alterare i nomi per venire incontro alle limitate capacità di intendimento che riconoscevano al pubblico occidentale (vedi: tutti i seguiti devono avere un numero progressivo, altrimenti non si capisce che sono seguiti - mi riferisco alla saga di Samurai Spirits), ma gli dissi che io amavo il NeoGeo, e che quindi mi ero impegnato l'avevo studiato, e che quindi non avrei mai potuto usare altro per riferirmi ai giochi in questione che i nomi originali. Il buon Koyama sorrise e disse che comprendeva. Anche in quel caso, i nomi occidentali erano dati direttamente dalla ditta giapponese per l'esportazione. Ma i casi sono infiniti. Anche i nomi 'internazionali' dei film dello Studio Ghibli sono 'inventati' dal dipartimento commerciale dello Studio Ghibli -da sempre- ma credo che Miyasan non li conosca neppure, né gli interessino. Giustamente. Quindi, boh, per me Sen to Chihiro no Kamikakushi o si chiama così, che è il nome originale, o si chiama 'La sparizione di Chihiro e Sen', che è la traduzione nella mia lingua di quel titolo originale. Altro non deve essere considerato per me come appassionato, e la ragione è solo una: io amo quel film, e per tanto non posso accettare altrò che la sua veritòà. :) RyoGo: io non ho detto a nessuno 'ignorante'. Anche Alex mi tacciava di una simile logica. Non l'ho fatto, non posso farlo, e non lo farei, soprattutto perché la cosa ancora più grave -per me- è che qui SI SA BENISSIMO che Biohazard è il vero nome di 'Residen Evil'. L'ignoranza -quella vera- è una cosa molto poco grave, dato che è facilmente correggibile: basta informarsi. Anche se questa società matta insegna alla gente di prendersela quando viene chiamata 'ignorante', io per uno so di essere ignorante di tutto ciò che ignoro, e non c'è alcun problema in questo. Al contrario, ben più grave è l'errore di superficialità o prigrizia o cattiva abitudine - che poi sono la stessa cosa: l'incapacità di correggersi spogliandosi di ciò che si sa essere falso/sbagliato, ma costa troppa fatica/sforzo (generamente mentale) dismettere. Quindi: RyoGo, Alex: capisco che quando il teatro della disputa diviene teatro di ego ci si intirizzisca, è inevitabile, ma non quotatemi su cose che non ho detto. Altrimenti non mi contraddicete neppure, ma palesate le vostre code di paglia per proiezione inconscia. Ovvero: io non vi ho dato degli ignoranti, come non l'ho dato a Fencer, e sinceramente NON vi considero tali nel merito. Voi avete paura di sentirvi chiamare o essere considerati tali? E se sì, perché? -
Provate tutte e tre le variazioni di quest'anno. Per me quella alla ciliegia è ottima, mentre trovo del tutto mediocri le altre due.
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Fixed Ah, mi pareva. :) Io sapevo che ci si liberava dagli invasori/oppressori STRANIERI, non da sé stessi. Qui siamo al vice-versa.
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Alcool e caffè, ma anche unicorni
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Tu dovevi essere uno dei pochi che al liceo capivano il postulato *meramente logico* della Critica della Ragion Pratica, eh? Comunque, non sono stato io a ingenerare gli stali sulla U di Gundam, per quanto attenda il ridoppiaggio di Lapura per poter pronunciare gAlliver. ^^ (se non me lo casseranno, si intende, ma anche se lo facessero ciò non renderebbe corretto gUlliver, no). --- La cosa veramente buffa, ma proprio tanto tanto buffa, è che tutti si affannano a discernere delle linee guida per 'discriminare' quale cambiamento sia 'tollerabile', quale 'inevitabile', e quali no. E la cosa è buffa perché di mio non ho mai, mai, mai fatto un punto di ciò. Ovvero: la morale/logica del venditore è una cosa, e nella sua morale molte cose possono essere sensate/opportune, ma la morale/logica dell'appasionato dovrebbe essere altra cosa. OVVERO: l'appasionato ama una cosa, indi dovrebbe amarla nella sua unica verità: quella originale. Che poi cambiamento sia stato fatto per ragioni buone, buonine, forse-forse, cattive, pessime, cosa cambia? Cambierà semmai il giudizio su chi ha operato il cambiamento, ma NON SULL'OGGETTO esso stesso, che ha sempre e solo un solo originale, che preesiste, prescinte e se ne sbatte nella sua esistenza di tutto quello che gli fa seguito. Indi, per intenderci. Gundam si chiama Gundam pronunciato Gandam, questo è un fatto, e non si può cambiare salvo avere la macchina del tempo. Il cambiamento operato, da chi la operato, potrà essere da ciascuno giudicato più o meno lecito, più o meno opportuno, quel che si vuole. NON cambia che un amante di Gundam, se ama l'opera, saprà che la verità del suo nome è sempre Gundam pronunciato Gandam. Allo stesso modo, Biohazard è una serie di videogiochi che si chiama Biohazard. Poi per ragioni varie venne importata altrove con altro nome, come il Megadrive divenne Genesis negli stati uniti. NON HA IMPORTANZA se detto cambiamento sia stato obbligato, o evitabile, o voluto da dio e dalla madonna. Resta solo il fatto che, per chi ama Biohazard, si chiama Biohazard. Chi dice di apprezzare Resident Evil, che gli roda o meno, si mostra solo una persona superficiale abbastanza da non riuscire neppure a chiamare l'oggetto della sua 'passione' col suo vero nome. E se si arrabbia di fronte a questa constatazione -perché è una mera constatazione- dimostra solo che gli orde riscoprirsi superficiale. Ma è semplicemente così. -
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Del resto, se uno arriva in un mercato con un prodotto sufficientemente innovativo e con una forte identita, e ha un grande successo spaccando il mercato, è inevitabile che poi il suo concept venga ripreso, riproposto, evoluto, sviluppato... che dobbiamo farci? Tutta l'arte umana è contaminatio e variatio. :-) -
Alcool e caffè, ma anche unicorni
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Hai capito tutto, bravo. :) -
Alcool e caffè, ma anche unicorni
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Fencer: hai una strana idea di 'civiltà'. La civilità è la maniera della vita *pratica* in civitas, ovvero: non mettere ad asciugare i panni sopra al balcone del vicino. Non ruttare in pubblico. Questa sì, è educazione. Ma la ragione teoretica, le idee e l'espressione di quelle, c'entra poco quanto niente. In effetti, su un forum internet, dove non si 'convive' neppure -se non virtualmente- è persino strano abusare di questo termine. Non verrò a fare puzzette in casa tua, tranquillo. Ne a insultarti con turpiloquio. Come del resto non ho fatto neppure qui -e perché mai avrei dovuto?-. Molte persone possono spesso sentirsi insultate dai giudizi che esprimo su di loro, o su qualcosa di loro (un'azione, un comportamento, un modo di essere), ma se mai qualcuno avesse voglia di farci caso, è proprio raro (forse mai accaduto) che io rivolga epiteti ingiuriosi direttamente alla persona di qualcuno. E non per stratagemma retorico (tipo: per fare "quello che non insulta"), no, perché per me il punto non sono mai le persone. Ma quello che esprimono. Quindi ti dirò che stai scrivendo idiozie, che è triste, che sei in una ridicola contraddizione e che le tue argomentazioni sono patetiche, e che non rispetto minimamente ciò che esprimi in questa sede. Ma non ti dirò: sei un ***** (<- insulto/parolaccia scelta), semplicemente perché non lo penso. Dato che non ti conosco neppure, non posso avere un giudizio su di te come persona, né mi interessa averlo, né sento il bisogno di averlo, perché non ti conosco. Indi, naturalmente circoscrivo il mio ambito di giudizio a quello che leggo di te, e solo a quello. Non ho preso a parolacce neppure Maximilian con i suoi molti attacchi personali nella sua ridicola pantomima del "il tuo italiano [quello di Ponpoko] non è italiano". Non ho insultato Zio Sam con le ridicolaggini del suo modo di ragionare presumendo fuori di ignoranza in mille modi. Anche se trovo l'uuna e l'altra cosa veramente disgustose, indegne e quant'altro, non conosco LE PERSONE che l'hanno espresse. Con questo, continuerò a credere, e quando necessario a rimarcare e a dire, l'inopportunità, la falsità, l'errore profondo di quelle condotte e affermazioni. All'infinito. Perché la realtà non cambia, e io non mi stanco mai di rimarcare ciò che so essere vero, ovvero che credo profondamente tale, e per delle profonde ragioni. La civiltà non è mai stata l'idea che le opinioni di tutti debbano essere rispettate da tutti. Questa è l'idea marcia della società che non dialoga mai davvero, ma si parla solo addosso, perché parte dal presupposto che due posizioni antinomiche possano convivere. E' anche l'alibi di chi ha paura di restare ferito del dibattimento. Non ha senso. Al contrario, il confronto verbale è sempre un disputare. Chi ama l'antica dissertazione alla maniera francese tardomedioevale saprà quali sono i natali moderni del 'dibatto', ma l'idea di base è che ognuno dei dibattenti pensi di avere ragione, e indi l'altro torto. Partire dall'idea che 'si possa avere ragione contemporaneamente anche stando su due posizione opposte' non è da persone civili, è da cerebrolesi. Naturalmente, il 'rispetto' è un valore che ogni soggetto riconosce a ogni altro soggetto, a ogni altra idea, in base a propri canoni. Quindi sì, ovviamente io decido PER ME cosa sia meritevole/valido PER ME. E' una visione personale, certo, come OGNI giudizio di valore umano. Ed è assolutamente RELATIVA alla mia persona. E ovviamente non pretendo, presumo, o mi interesso che qualcuno dia valore a questa opinione. Se tu dicessi "a me di cosa pensi tu non importa nulla, del tuo rispetto non mi importa nulla", ovviamente direi "certo, e cosa te ne dovrebbe importate?". Mi pare chiaro, logico, onesto. Un rispetto elargito per dogma ricevuto è fasullo tanto per cominciare, del resto. Esattamente come quello che serpeggia regolarmente nella nostra società di finti buoni e ipocriti. Ora, mi rendo conto che questo mio modo di essere, in questa società di invertiti, possa suscitare un certo giudizio di boria o di 'voglia di e-penis' in lettori molto semplicistici, e del tutto incapaci di distaccarsi di forme mentali imperanti nella nostra epoca quanto a me aliene. Ma per me, davvero, non funziona così. Per me funziona che credo profondamente in ciò che credo, per le ragioni in cui lo credo, e lo propugno, con forza e ostinazione, perché credo che sia giusto e bene farlo. Dalle questioni più grandi a quelle più piccole, percepisco il senso delle cose e cerco di correggerlo quando *secondo me* è deviato. Sono adamantino, in questo. E' il modo in cui percepisco il mondo e la vita, sino nel mio intimo. Non è che metta una pistola alla tempia di nessuno, ma neppure che io freni le mie parole in virtà di logiche parassite come quelle indotte, siano sociali o religiose o consuetudinarie. (BTW: bel titolo, per il thread. Specie per un astemio, è molto dicotomico. Cosa annebbia la mente, cosa la tiene sveglia. Mi piace.) -
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Interessante... -
Alcool e caffè, ma anche unicorni
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Al contrario: ci sono un sacco di idiologie che passano sottobanco il concetto di rispetto delle altrui opinioni come dovuto, ma non ho mai creduto a nessuna di queste. Ho sempre creduto che il rispetto si guadagni, e che chi lo preyenda a priori sia il primo a non meritarlo. Un'opinione si rispetta perché valida, non perché 'espressa civilmente'. Spesse volte sento civilmente espresse opinioni per me idiote, e come tali le disprezzerò. Ci mancherebbe. Il politically correct non ha brainwashato la mia testa, eh. Ah: anche Tomino si sdarebbe potuto imporre per gAndam, e gUndam non pregiudica in alcun modo l'esperienza di visione e comprensione dell'opera. Quindi? Discorso ridicolo, il tuo. Pieno di supposizioni presuntive e discriminazioni finto-oggettive del tutto opinabili. Bleah. Alex: stai proiettando le tue attitudini sul tuo prossimo. -
Io dico ancora adesso: so festeggia la 'liberazione', eh. Questo è vergognoso. La resa, se si vuole. L'invasione. Non la 'liberazione'. Da chi? Dal sé? Con armi straniere? Simili autoinganni indignitosi per sentirti 'dalla parte di chi ha vinto' non possono non causare schizofrenia diffusa. Ogni cosa ha il suo prezzo.
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Chiamando 'salvatori' i nemici, e 'liberazioni' una disfatta, direi che non sembra una sconfitta. Sembra un popolo di vigliacchi che volta le spalle al 'tiranno sconfitto', per correre dal nemico dicendo 'boo-boo, non volevamo, era cattivo solo lui!' Hai presente? La cultura repubblicana italiana si fonda su un simile inganno, magheggio, tradimento de *sé* (non di Mussolini, eh).
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Mobile fapness: smartphones, tablets e gadget che SPINGONO
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Gara, ma scusa: proprio l'idea di un telefono 'tutto schermo' basato su un candybar di icone a comando multi-touch è iOS. Direi che questo fondamento, prima di tutto, è stato proprio clonato. Che poi fosse ovvio e inevitabile che accadesse, ci sto. Che poi su questo fondamento si siano introdotte varianti spesso innovative, posso ben crederlo. Ma mi pare evidente che prima i telefoni erano in un modo, poi è uscito iPhone con il suo OS, e poi i telefoni si sono messi a replicare quell'approccio. Proprio come logica di utilizzo di base, eh. Non è che i concorrenti abbiano detto: no, è una cazzata, ci vogliono le tastiere fisiche! Hanno semplicemente reprlicato gli stessi presupposti, prima inediti, da cui è nato iPhone. -
Mobile fapness: smartphones, tablets e gadget che SPINGONO
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Ha anche un ottimo italiano e pronuncia italiana. Gli consiglierei solo di impegnarsi di più sui termini inglesi indispensabili: "bluetooth" -> "blutùtt" è ARGH. -
Non fingere di 'stare dall'altra parte'?
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Immagino che anche la Crown dell'Acquarius Cloth avrà doppia testa. Ed è dunque facile pensare alle prossime tre uscite, nè? Credo che Libra beneficerà assai della scala ingrandita, visti tutti i gadget.
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A parte il crash epico (ma in effetti in uno stress test non da poco), sembra davvero un prodotto in stile ultimi windows: ovvero, cerca di fare un sacco di cose e le fa, e le fa anche bene, ma è un casino. Una cosa in cui puoi perderti. Notevolissima la riproduzione video, e ovviamente la compatibilità con millemila formati (cosa che serve davvero, nell'ambito). Certo però che l'OS (che non avevo mai visto) sembra davvero una copia spudorata di iOS nella sua base, proprio nel concetto. Oltre la vergogna, ma suppongo che questo sia il mondo. E' strano come il look and feel dell'oggetto sia hi-tech, ma cheap overall. Ovviamente credo sia infinitamente meno fragile di iPhone4, che è figo e tutto ma se ti cade: game over. Su tutto: splendida la recensione. Sembra provenire da un mondo migliore, di contenuti e informazione seria. Un sogno. Andrea Galeazzi +2376451764351764351872645 punti, per me. -
Alcool e caffè, ma anche unicorni
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Al vento le parole non si sprecano mai, c'è sempre chi le coglie -e in genere tace felice e pago della sua comprenzione- e ogni tanto c'è anche qualcuno le ricorda persino. ---- Ricordo una volta, quanto entrai nella prima comunità dedicata al NeoGeo che trovai. Era internazionale, ma c'era un gruppo di italiani. Che erano lì da prima di me. Tra loro, c'erano anche un paio di persone che sapevano di cosa parlavano. Che amavano davvero il NeoGeo. Mi dispiacque tanto leggere cose ignobili come "FATAL FURY", "ART OF FIGHTING", e simili. Ho incominciato a predicare. Ovviamente, ho dato del cretino a tutti. Gente che non mi conosceva, che pensava solo "ma che cazzo vuole, questo, appena arrivato?". Ma lentamente, tra ironia e sarcasmi e insulti, le cose sono cambiate. Ora al 99% quelle stesse persone dicono "GarouDen" (short for "Garou Densetsu"), o "Ryuuko (short for "Ryuuko no Ken") e simili. Ora negherebbero come sia inizato il cambiamento, ma cosa importa. Non vado mica in cerca di credito. La cosa bella è che poi la terminologia è proliferata. Altre community nate a seguire l'hanno adottata. E chi ci approdava, fosse più giovane o meno informata, trovava posti dovi si usavano i nomi VERI. E così ho fatto per 'AkuDora' (Akumajou Dracula) su 'Castlevania'. O per un sacco di altre cose in cui mi sono imbattuto. Spesso ha funzionato. La verità è una cosa che tutti evitano, ma se insisti si radica. E' fantastico. -
Alcool e caffè, ma anche unicorni
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Alex: hai dimenticato "rotto", credo, altrimenti sì: "er cazzo" ce l'ho. -
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Ancora: è tutto un processo alle intenzioni. Nella sostanza, ovvero nella realtà dei fatti, cambiare la pronuncia di una vocale è MOLTO MENO che cambiare un titolo esso tutto. Poco conta se l'autore abbia avallato una scelta commerciale poco dopo o molto dopo l'originale, no? E' sempre l'autore. Quindi? No, non ho ragione gné gné gné. Stai proiettando te stesso nei tuoi argomenti. Soprattutto, tu parli di me e ti difendi così, io non parlo di te, ma dei fatti e dei titoli e delle cose. Sai cosa significa, vero? -
Alcool e caffè, ma anche unicorni
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Io non voglio litigare, no. Non mi diverte, non ha senso farlo. Io voglio rendere palese a te e a tutti l'incongruenza, l'autocontraddizione e indi l'incorrettezza e sinanco l'idiozia di alcune tue affermazioni/posizioni. Così che sia chiaro per il bene della Logica e della Verità. Ricoda: l'originale è uno. Il titolo originale è uno. Cosa poi porti a cambiarlo, boh. Ma se il risultato è ufficiale/ufficializzato/legittimo, in base a cosa discrimini? Non l'originalità [accetti Resident Evil]. Non la legittimità [non accetti Cavalieri dello Zodiaco]. Quindi, cosa? Il tuo gusto? La tua propria girella? Processi alle intenzioni? Uno spartiacque indicato da te su 'fin dove arriva l'autorato dell'autore'? Tutto a caso e niente di logico, in ogni caso. L'originale è uno. I legittimi molti. Se tu invece vuoi spiegarmi perché "non ha senso paragonare un videogame a un anime", in ambito di 'logica di esporazione e localizzazione di un prodotto straniero", fallo un privato, o qui, o dove vuoi. Non aspetto altro che una delucidazione di quest'altra assurda assunzione messa a supporto di una contraddizione del tutto puerile. -
Alcool e caffè, ma anche unicorni
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Io non trollo mai, se non l'hai ancora capito. :-) -
Alcool e caffè, ma anche unicorni
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Grande notizia: finalmente ho capito che è giusto pronunciare gUndam con la U. Perché Tomino ha accettato, avallato e indi ufficializzato quella pronuncia. Quindi è quella giusta. Bisogna dire gUndam. Me l'ha spiegato Fencer! :-) -
Alcool e caffè, ma anche unicorni
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Comunque, qualsiasi cosa che è sublicenziata dagli autori, e quindi ha il loro placet, è legittima. Tutte le edizioni di Saint Seiya (tranne quella eden del terzo film) sono indi legittime. Bisogna quindi direi Cavalieri dello Zodiaco. Me l'ha spiegato Fencer. :-) Hint per voi: "originale" e "ufficiale" sono due concetti diversi, soltanto uno dei quali risponde al canone di 'correttezza'. -
Alcool e caffè, ma anche unicorni
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Ma cosa dici? The Secret of Blue Water è negli eyecatch giapponesi. Quella serie ha un doppio titolo da principio, come ogni serie di Anno, in ossequio a Ideon. Resident Evil è un titolo per l'edizione straniera, sconosciuto a quella originale. E' incredibile come si riesca ad affermare il contrario della realtà, assumendolo non solo per vero, ma per dato di fatto. Sono sgomento. --- Sì, di cambiamenti per l'esportazione di prodotti originali ce ne sono sempre. Basta ignorarli. -
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Che brutto che anche tu parli per assunzione di cose che non sai. :( Credi che le branch straniere di queste softco siano la stessa cosa di quella originale? Dal discorso che fai, direi di sì. A parte che ai tempi di Biohazard Capcxom NON si distribuiva manco da sola, in US e Euro, eh. Ma anche 'sotto la stessa etichetta', i dipartimementi internazionali scelgono con unìignoranza e un pressapochismo che solo il Golosastro capirebbe. Ho toccato con mano. Più e più volte, In più e più casi. E che brutti gli alibi all'italiana "eeeeh, ma c'è di peggio!". E stica? Quando mai un maggior torto giustifica il minore? Follia. Ciò stante, alla fine intendo sempre e solo enfatizzare che chi crede di apprezzare qualcosa, o si è sforzato di conoscerlo, o è un povero di spirito o è un falso. Così credo e vivo, e sì, è un cosa mia. Come tutto ciò che esprimo, eh! Tu invece parli conto terzi? E' che sono passato di qui e non ho potuto non pensare "che tristezza". Io non biasimo i venditori, il loro lavoro è incontrare il gusto degli idioti <- la maggioranza. Io biasimo chi si dice amatore di qualcosa, e non ha neppure in animo di chiamarlo col suo nome.