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Alcool e caffè, ma anche unicorni
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione L'arena videoludica
Non cambia il fatto che all'origine c'era sempre il vento del deserto e confermi sempre più che il nome giusto era Ghibli con la GHI... Secondo i tuoi canoni però il Mya non era un vero appassionato, non sapeva nemmeno come si pronunciasse il nome dell'oggetto della sua passione (qui ci starebbe bene un "che tristezza" ) E' esattamente così, sì. -
Alcool e caffè, ma anche unicorni
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione L'arena videoludica
Non ci siamo proprio capiti, eh? :) Cmq la fonte del nome 'Ghibli' del caso è questa: http://it.wikipedia..../Caproni_Ca.309 E' un aeroplano di cui Miyasan è un otaku sfegatato (cfr Zassou Note e altre fonti), che prende *a sua volta* nome dal vento del deserto, certo. E' probabile che Miyasan conoscesse l'origine del nome del suo amato aeroplano, e l'abbia considerata ai tempi della fondazione dello studio (anche Suzuki lo conferma). In ogni caso: http://ja.wikipedia....%83%96%E3%83%AA 「スタジオジブリ」の名称は、サハラ砂漠に吹く熱風(ghibli)に由来しており、第二次世界大戦中のイタリアの飛行機の名前でもある。紅の豚においてエンジンにGHIBLIの名前もあり、宮崎駿の思い入れがうかがえる。宮崎駿の思い込みから「ジブリ」となったが、「ギブリ」の方が原語に近い発音である(イタリアのマセラティ社の乗用車ghibliは日本でも1970年代から「ギブリ」と呼ばれている)。スタジオジブリのマークは、スタジオジブリの作品『となりのトトロ』に登場するキャラクター、トトロがデザインされている。スタジオジブリの第2レーベルで実写作品部門の「スタジオカジノ」は、スタジオの所在地東京都小金井市梶野町から命名された。 Ovviamente un errore è un errore, Suzuki non lo nega - lo ammette pacificamente. Dice 'meno male che si è sbagliato', ma non nega che si sia sbagliato. :-) Shuuji: a dopo per la risposta al tuo interessante post. ^^ -
Alcool e caffè, ma anche unicorni
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Mah, peraltro all'ultimo piano dello Studio Ghibli (jiburi) c'è anche lo Studio Ghibli (ghibli) che IIRC è uno studio pubblicitario interno, oltre allo Studio Casino (quello che ha prodotto Shiki-Jitsu per Anno Hideaki). L'errore alla base della nascita del nome 'Jiburi' è ben noto, Suzuki in un'intervista scherza dicendo che meno male che Miyasan si sbaglio, perché secondo lui 'Ghibli' sembra "come se uno stomaco si rivoltasse'. :-) C'è anche da dire che il nome non ha alcun legame col suo 'referente originale' che la memoria di Miyasan stesso, dato che nel logo non è che si veda un aereoplano modello 'Ghibli', o una duna del deserto con un fennec. Cmq il principio è semplice. Se domani chiamassi una mia azienda 'Evangelion', con 'ge' pronunciato come in 'genova', avrei sbagliato a riferirmi all'anime di Anno, ma il nome sarebbe quello - per quanto 'generatosi' da un errore di pronuncia. Questo semplicemente perché il nome dell'azienda sarebbe una creazione ex-novo di una entità originale. -
Alcool e caffè, ma anche unicorni
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No, come ho già scritto la nominazione è creativa. Poco conta che alla base di chi *attribuisce* un nome a una *propria* creatura ci sia un errore concettuale. Per intenderci, se mia madre mi avesse chiamato Gualtioro, erroneamente ricordando la pronuncia di quel nome, io mi chiamerei realmente Gualtioro. :-) L'errore nell'atto creativo non intacca il potere assoluto della creazione originale, quale una nominazione è. -
Il GunBuster è l'unico SoC che abbia, lo presi con una buona offerta su Yahoo! Japan Auctions. ^^
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Forse la descrizione di Nausicaa quando Odisseo la incontra la prima volta? Considerando la location e la descrizione di una fanculla 'pulchra' (no belletti, pulita), potrebbe essere. -Provo a googlare. -Non ho trovato. Attendo soluzione. :-) -
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Giustamente, è un nome greco. :-) Tanto quanto ジブリ si pronuncia 'gibli' ed è un nome giapponese derivato dalla pronuncia *erronemanete presunta* della scrittura italiana 'Ghibli'. ^^ Potremmo incrociare le due cose e parlare di Ναυσικάα ovvero ナウシカ. ^^ -
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Odysseus traslitterato, naturalmente con la Y pronunciata come 'yu'. ^^ -
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E a disfare. -
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mtpgpp: ho sempre avuto molta considerazione dei nomi, delle persone e di ogni cosa. :-) Ricordo liti roventi, al liceo, perché mi rifiutavo di chiamare Descartes come 'Cartesio', o Bacon come 'Bacone'. Piuttosto 'Pancetta', dicevo. :) Ho sempre combattutto per avere i nomi giapponesi pronunciati nell'ordine corretto cognome-nome, dato che l'ordine delle parti di un nome è fondativo dell'identità linguistica di quel nome stesso, e non troverai una cosa adattata da me dopo il 1998 in cui si usa l'ordine ammerrigano. E ovviamente, sì, non ho mai accettato che colleghi inglesi storpiassero il mio nome in stupidi diminutivi e nomignoli: "se non volete fare la fatica di chiamare il mio nome, non chiamatemi", dicevo. Da piccolo, alle elementari, quando venivo chiamato 'Gualtiè' semplicemente non mi voltavo. :) Un nickname ce lo si sceglie. Questo lo scelsi con molta, molta riflessione nel 1996, e ancora lo uso. Quindi ovviamente se mi si chiama con questo nickname, ha un senso. Ha un senso qui. Voglio dire che ogni livello di 'vicinanza interpersonale' implicita anche un livello di fedeltà identitaria. Una cosa è chiamare la propria metà con un vezzeggiativo, una cosa è chiamarla SOLO così - ovvero non avere alternativa, o non essere in grado di fare altro. Est modus in rebus. -
Alcool e caffè, ma anche unicorni
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Sì, rulla. :) -
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Komatsubara Kazuo era un dio in terra. -
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Taro: quello che apri è un campo minato, perché in risposta fioccheraano logiche presuntive, ma ricorda che NO: un sottotitolo è parte integrante di un titolo, un titolo aslternativo -foss'ache scelto dall'autore per la distribuzione straniera- invece non lo è. I distinguo che tracci tu sono ben validi per disquisire sulla 'dignità' di un titolo di distibuzione straniera: si va dal totalmente indegno al massimamente degno. Ma non dimenticare che il vero è solo il vero, e l'originale è sempre e solo l'originale. Quindi: Top wo Nerae! - GunBuster è una cosa. Sen to Chihiro no Kamikakushi / Spirited Away è un'altra cosa. Noterai ovviamente che quando si tratto di pubblocare GunBuster in Italia, il titolo che correttamente scelsi non fu 'solo' GunBuster, ma: Punta al Top! - GunBuster (fu una scelta mia - si intende) Parimenti, sbagliai con Evangelion, di cui per mia ignoranza soppressi il doppio titolo. :-( --- RyOGo: bene così. :-) -
Le DIVICHE
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Non ho mai rigato alcuna macchina in vita mia, né mai cagionato la morte di alcun gatto, quindi il caso in questione è ancora più preoccupante, ma tant''è. :) Cmq facevo più o meno questo lavoro anche prima di iniziare a lavorare sui film dello Studio Ghibli, e posso immaginare di continuare a fare più o meno lo stesso anche dopo, non vedo il problema. Nel frattempo poi ho fatto anche altro, e magari ancora ad altro mi dedicherò. O magari cambiarò settore professionale. Oppure magari ancora morirò, boh. Tutto è possibile. :-) -
Alcool e caffè, ma anche unicorni
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione L'arena videoludica
Si chiama Stadio Gibli. Si chiama così perché Miyazaki Hayao lo chiamò così, lo nominò così nel pieno potere *fondativo* di un nome che è la nominazione. Alla base di questa nominazione, che lega la pronuncia 'Gibli' alla scrittura 'Ghibli', c'è un errore di Miyazaki Hayao, che credeva -erroneamente- che la scrittura italiana 'Ghibli' (del vento del deserto e di un modello di aeroplano di cui lui è otaku) si leggesse 'gibli'. Questo errore essendo parte di una nominazione creativa, non inficia l'effetto di quella nominazione: sempre Stadio Gibli si chiama. Tutto quello che ho racconato non è invenzione mia, ma è spiegato a chiare lettere da Suzuki Toshio in un filmato pubblicamente disponibile. :) Chiaramente, pronunciare 'Studio Ghibli', con la U e la GHI italiane, è sbagliato. E' un peccato più veniale di altri in quanto il tranello è sottile. Non disprezzerò chi lo compie inconsciamente, non disprezzerò chi lo compie anche conoscendo il vero (tutti i lettori di questo thread da qui innanzi, ad esempio), ma parimenti apprezzerò chi si sforzerà a ri-abituarsi all'uso del vero dopo la sua conscenza. Per inciso: anche io sbagliavo. NESSUNO NASCE IMPARATO, eh! Voi ve la prendete con me perché pensate che io mi atteggi da maestrino, e va benone, ma io predico soltanto la forza di scrollarsi di dosso la comodità di un errore collaudato per armarsi della forza della ri-costruzione della propria abitudine fondandola sul vero. Questa è la mia predicazione, e non mi stancherò mai di portarla avanti. Se a voi questo da fastidio, e ve lo dico con tutta la possibilità di essere ancora più odiato per questo, è perché nel vostro inconscio voi sapete benissimo che ho ragione. Sapete che quello che predico è scomodo quanto giusto, e vi farebbe fatica seguirlo: come quasi sempre accade la via della verità e della correttezza è quella più faticosa. Siccome non tollerare a voi stessi la vostra opposta scelta di comodo, perché sapete che è una ragione infima, voi scagliate contro di me. VA BENONE, mi sta bene essere un simile capro espiatorio, perché la vostra rabbia sublimata nella vostra rabbia catalizzata nei miei riguardi altro non è che la prova che la mia predicazione ha messo in moto qualcosa all'interno del vostro animo. Se son rose, fioriranno. A VOSTRO MERITO E BENEFICIO, non che io ci guadagnerò mai nulla. Ma non predico per guadagnare nulla. E, se non ve ne foste accordi, io non MAI, e dico MAI detto che voi DOBBIATE usare i nomi veri. Molto più umilmente, e mestamente, ho esordito dicendo "che triste che voi usate i nomi falsi", "che brutto" e cose simili. Vi ho fatto notare che non è degno di voi, di persone che si chiamano appassionati. Come mai questa cosa vi ha toccato? Che ve ne importa se io mi intristico? CHIEDETEVELO! Chiedete a voi stessi come mai le mie posizioni abbiano tanta presa tra di voi da obbligarvi a rispondere, da toccarvi, da farvi sentire chiamati in causa. In che causa, poi? Quella del reattristarsi di colui che pure schernite? Ma ci credete davvero? Vi ho messo in conflitto con voi stessi, non con me. Io uso i nomi veri, sono tranquillo con me stesso. Il fatto che in me non vi sia alcun egoismo, ma altruismo puro, vi manda forse in conflitto. Ma è così, voi nel vostro animo lo sapete, e colluttate per questo. Guardate con maggiore onestà dentro il vostro animo: la verità è già lì. Bene così. Postare alteri pony o quel che vi pare. Va tutto benissimo. :) Più mi farete ripetere le stesse cose, più con futili argomenti cercherete di divincolarvi da una verità che è già dentro di voi, più ne resterete avvinghiati. Non ha assolutamente importanza che voi 'mi diate ragione'. Non cerco mica una simile ridicola soddisfazione da dibattito. Io prima rompo le zolle, con un po' di provocazione violenta, e poi inizio a seminare con logica fredda. Le parole contrarie innaffiano. I frutti a raccogliersi non saranno comunque per me, e va bene così. :) -
Le DIVICHE
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Confermo che Fencer ha solo rispostato la discussione nel thread in cui si era originata, che aveva prima chiuso dando origine alle mie metastatiche provocazioni. A scanso di equivoci: no, Demone, una cosa come "I Cavalieri dello Zodiaco" non ha ragione di esistere. Nel caso che constestavo a Fencer, un prodotto in cui *il solo nome* è stato cambiato, già trovo vergognoso che un appassionato usi il nome alterato. Nel caso de "I Cavalieri dello Zodiaco", in cui a essere alterati sono anche i contenuti dell'opera, è vergognoso che una simile alterazione profonda sia esistita, in senso lato e toto. Non freintendermi: non te lo permetterà. -
Alcool e caffè, ma anche unicorni
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione L'arena videoludica
Ridurre ora il nome a un orpello mi pare però parossistico. Direi di conoscere "ogni aspetto di un gioco sino nei più remoti recessi" e non riverire come giusto il nome rale di quello mi pare anche parossistico. Come, ancora, conosce sino il numero di scarpe della propria amata, tutti gli episodi della sua vita, e ostinarsi a chiamarla con un nickname in quanto 'primo nome con cui la si è conosciuta'. Direi alquanto deforme! Fencer: sembri sempre glissare sull'idea che la passione, l'amore, vogliano la verità delle cose e non si accontentino della 'cosa più comoda', della 'cosa a cui si è abituati'. Questi sono strali di pigrizia, indolenza, e la passione non può cerco fondarsi su simili basi. Quello è solo il consumo, anche compulsivo e forsennato. Tipo il girellaro che sa tutto di GOLDRAKE, e crede di 'amare il cartone', ma no, non lo ama affato, dato che non fa che consumare avidamente il ricordo della sua stessa infanzia trasfiugrato in quel NOME FASULLO. -
Alcool e caffè, ma anche unicorni
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione L'arena videoludica
Fencer: senza dubbio il titolo a priori non è il fondamento dell'appassionari a un videogioco, concordo. Anche se un libro attira per la copertina, poi è dopo dieci pagine che si decide se proseguire nella lettura, dopo cento che si sa se si è caduti in amore o meno col testo. Tuttavia, il mio punto è che una volta che passione è (posto che passione sia, dico), quella chiama conoscenza reale, DEVE chiamare conoscenza veritiera, altrimenti passione non è. :) -
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topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione L'arena videoludica
Shuji: io ricordavo qualcosa di simile anche nella demonologia forse orientale, tipo "conoscendo un nome di un demone/genio, lo si sconfigge e domina". Mi mi hai fulminato con la questione alchemica, perché l'alchimia è un po' l'anello mancante che 'magia' e 'scienza', ovvero è proprio quell'elemento che togliendo la soluzione di continuità tra le due ci dice che ogni 'conoscienza' è 'potenza', così sul piano magico che alchemico che scientifico e oltre. In questo senso, il potere della nominazione stesso viene a cadere nell'ambito del 'coscientia est potentia'... -
Alcool e caffè, ma anche unicorni
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione L'arena videoludica
Arren è ancor più categorico di me. Dal mio punto di vista, l'appasionato non è quello che 'comprende tutto', quanto colui che ha l'INTENZIONE di comprendere tutto. Ciò che intendo dire è che 'comprendere tutto' è un concetto limite. Una cosa a cui si può tendere, ma mai raggiungere. Specie per chi come me, come noi, ama i prodotti di una cultura straniera, poi, l'intenzione è foriera di apprendimento continuo a mai completo, mai concluso, mai pago. Per esempio, per quanto io possa avere studiato, e ragionato, e ragionato tanto, e paragonato... so bene che non saprò/comprenderò mai *tutto* di un film di Miyazaki, anche solo perché non sono giapponese, non sono nato giapponese, e sono uno straniero, e qui film sono stranieiri per me. Questo non si può cambiare. Ciò non toglie che anzi, proprio per questo, se amo quei film io debba impegnarmi di più per comprenderli quanto più possibile. Lo stesso vale per un videgioco, per un libro, per qualsiasi cosa si ami. Ho scritto il libro sul NeoGeo non per dire "ecco guardate quante cose so". L'ho scritto per dare a chi voglia informasi una fonte di informazioni verificate, controverificate, organiche, approfondite. E' un libro dedicato agli appassionati per come io li intendo, e gli appasionati per me non sono quelli che "già sanno tutto", sono quelli che *vogliono sapere per davvero*. La passione, l'amore, per me è sempre voglia di conoscenza quasi compulsiva. Come per le persone, appunto: quando si ama, sin dall'innamoramento all'amore più maturo, si vorrebbe sapere tutto dell'altro, cosa che è impossibile, ed ecco che un amore può durare una vita. :) Così per le cose, così per le persone.ù E ovviamente, l'amore no, non ammette mistificazione alcuna (che l'intento commerciale, al contrario, si mostra poter ammettere). -
Alcool e caffè, ma anche unicorni
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(Per la cronaca, tale concetto e' di natura esoterica, non originario della Le Guin.) Splendida aggiunta di cronaca. Ci credi se ti dico che questa semplicissima nota mi ha arricchito? E' la verità, lo giusto. Ho unito almeno un 5 puntini importanti. Grazie. ... Fencer: senza alcuna provocazione, come sono sempre ma come a volte sembra che non sia: -Siamo tutti concordi che, se il nome BioHazard non era utilizzabile in USA, quel nome sarebbe stato cambiato. -Non staremo a fare le pulci sulla bontà o cattiveria del nome. Potrei farlo, è anche il mio mestiere, ma qui *non conta*. Non stiamo parlando della ratio del distributore. -Dal punto di vista del giocatore, del consumatore del prodotto, non si dica che un nome non conta nulla. Certo, non conta TUTTO, e non cambia TUTTO. Nessuno, o almeno io, ti dirà questo. Nel caso di BioHazard, un po' cambia. Ad esempio, se pensi a uno che non ci abbia mai giocato, giocare a 'BioHazard' subito ti pone nell'idea che sia una questione scientifica: ci sono gli zombie, ma è un virus. E' un'informazione basica ma molto chiara. Gli zombie sono creature generalmente intese come mistiche, dei resuscitati, il che sta a metà tra la vita e la morte, quindi tra il piano materiale e quello animistico. Con 'BioHazard', il taglio è subito su un piano materiale, biologico. Al contrario, Resident Evil strizza l'occhio all'esatto contrario, dato che 'evil' è un concetto etico, non biologisco-scientifico. Quindi direi che un titolo significa eccome, vedi? Ma concordo con te che il cambio del titolo non cambia i *contenuti* del gioco. Solo che un gioco non è fatto di meri contenuti, o meglio l'esperienza di gioco non è una mera somma algebrica di contenuti, è anche una questione di soggettiva fruzione, e il mind-set in cui un titolo ti dispone influenza l'impatto che un'esperienza ti darà. Ti risparmio strali di psicologica cognitiva in merito, ma sono davvero molto convinto di questo, e non mi importa di quanta psicologia mi dia ragione: lo sono a prescindere da quella. -Il punto di vista che qui si discute, che io discutevo da principio col mio scoramento, è che l'appassionato non è il venditore del gioco. L'appassionato è chi quel gioco si suppone che lo ami. E se lo ama, per i suoi contenuti e tutto il resto, come fa a tollerare/accettare di chiamarlo LUI STESSO (l'appassionato, non il venditore) con un nome alterato? C'è una cosa bellissima che Arren ha detto: vale anche per le persone. Anche io ho conosciuto la mia sorellina con il suo nickname. Se la chiamassi ancora con quello, dopo tanti anni d'amore, qualcuno mai crederebbe che io la ami? EDIT: e io che credevo di essere l'unico a chiamare la spada di Chrono Trigger come 'Grandleon'... mamma mia, quanto mi sentii offeso quando scoprii che Baltashar, Melchior e Casper erano la fantasiosa e velleitaria invenzione di un americano, che il tono arcaico della vulgata di Kaeru era tutta invenzione contraria alla caratterizzazione originale, e tante altre cose! Momento di commozione per Shitarello, che questa sera si sente un po' meno solo... Cmq, quanto a stravolgimenti di nomenclature di spade, demoni, etc, la saga di AkuDora batte tutti, con il suo massimo in Gekka no Yasoukyoku e Akatsuki non Enbukyoku. ;_; -
Alcool e caffè, ma anche unicorni
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Tra le righe? L'ho scitto a chiare lettere che l'etica di un distributore l'etica di un appassionato sono cose diverse. Il distrubutore vende: ciò che fa vendere è la cosa migliore. L'appassionato (di suppone che) ama: ciò che non è veritiero nell'oggeto del suo amore dovrebbe esseregli intollerabile. Certo che sì. Un 'appasionato' che non sente neppure il bisogno di chiamare ciò di cui si dice appassionato col suo vero nome, che appasionato è? Ciascuno è chi è, parla solo per sé stesso e esprime il proprio concetto di giusto e sbagliato? Non te n'eri mai accorto? Eppure è così da quando sei nato, ovunque intorno a te (salvo forse per preti e religiosi di sorta, che si credono portatori di verità a loro superiori). La verità di cui parlo, è la MIA verità. Tu puoi anche trovarla ridicola, e dirmelo, non mi offendo, eh! Non ho mai detto questo. Si dimostra al contrario che per 'umana naturalità' la verità delle cose è rifuggita, perché è in genere la strada più ostica, meno comoda. Parimenti, credo che la verità delle cose vada sempre perseguita e mi adopro in questo. (Nota: la verità delle cose non è la mia verità. E' una verità obiettiva intrinseca a ciascuna cosa, tipo che "il nome originale di una cosa è il suo unico nome originale", ecco, non è una mia visione personae = mia verità, ma una verità oggettiva = verità della cosa. Naturalmente esistono interi ambiti in cui una verità obettiva non c'è, come l'etica, la morale e molto altro, e in quegli ambiti esiste solo la verità di ciascuno di noi)B tw, RyO: vai forte con le parolacce! Dacci dento, che la ragione sarà tua! Notevole anche il giochino sul nick! :-) -
Alcool e caffè, ma anche unicorni
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Ma ti sei accorto che NESSUNO STA CRITICANDO i venditori/distributori del gioco? :) Non è qyesto il perfetto argomentyo di OGNI girellaro a giustificazione di OGNI nefandezza obiettiva?D Dico "mia esperienza giovanile" = "fonte in senso oggettivo". Certo, come no... -
Alcool e caffè, ma anche unicorni
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Eccolo là... un'altra tipica tecnica del nostro Shito quando non ha un cazzo di argomento sensato con cui controbattere, Ehm, e tutto il resto del post? Poi oh, non sono (siamo?) all'asilo, "comunella"? Chiunque si trovi d'accordo con me, è d'accordo con me. Chi no, no. Ma con che logiche ragioni? Dei campetti? Ma pensi che ciò che credo e/o predico sia inficiato da chi mi condivide e/o contraddice, o si basi su delle profonde convinzioni personali? -
Alcool e caffè, ma anche unicorni
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Wow, so pauerful... Ma, scusa... Il complemento oggetto di questa frase è: la buona cultura della conoscenza vera di quel qualcosa. Cosa ti sfugge al punto di dover urlare nel concetto di 'complemento oggetto'? Il complemento oggetto di quella frase non è la conoscenza vera di quel qualcosa, ma 'buona cultura'. Ovvero: che tutti conoscano 'Resident Eviul', un nome falso, ovvero che tutti conoscano un qualcosa con un nome falso, è cattiva cultura. La buona coltura è la conoscenza del vero. Da diffondere, per me, è questa buona cultura sopra alla cattiva. Proprio perché ragioni commerciali hanno voluto una cattiva cultura dilagare, sarà l'appassionato a difendere la buona cultura della conoscenze dal vero sul falso. Tutto qui. Cmq non so se avevi letto l'edit del post precedente a te esplicitamente diretto, RyOGo, sul mio *non* aver chiamato nessuno come 'ignorante'. :-)