-
Numero di post
14349 -
Iscritto dal
-
Giorni Vinti
365
Tipo di contenuto
Profili
Forum
Blogs
Gallery
Calendario
Tutti i contenuti di Shito
-
E questo slato cosa c'entra?
-
Se vuoi spiega in PM. :-) Cmq io ho un buon rapporto con Mazzotta, che è una persona di vivo intelletto e spiccato senso dell'umorismo, cose che ho avuto modo di apprezzare ultimamente a EtnaComics. Ci possono essere state tra noi divergenze professionali in passato, ma non ho capito infatti questo senso di acredine personale che il pubblico vorrebbe vedere tra noi.
-
Beh, poiché nel tuo precendente post hai scritto solo: Hai implicitato che il mio lavoro sia garanzia di non alterazione, ovvero che una tale alterazione sia garanzia della mia non presenza. Indi, grazie. :) Il primo lavoro che ho svolto su un film Ghibli fu Majou no Takkyubin (per Buena Visya), sì. E altresì non sono conivolto nel triste rewriting italico de "La sparizione di Chihiro e Sen", esatto. In questo senso, il primo film Ghibli nei cinema italiani da me adattato e diretto è stato Howl. Ricordavi male solo 'a metà', direi. :)
-
Grazie per la fiducia implicitata. Non l'ho adattato io, e non andai a vederlo al cinema, per non -da consumatore- accettare un simile sfregio. Mi costò, eh! Proprio io che conoscevo il testo a memoria, sarei potuto andare a godermi le immagini proiettate da pellicola con i tappi nelle orecchie. Ma no, c'è una logica delle cose. E a oggi non ho mai ascoltato quel doppiaggio. E non ho mai visto Mononoke Hime proiettato da pellicola. :(
-
Sì, ma chiunque fosse mica mi ha detto iil nick. ^^ Non posso linkare facce presenti all'evento e nicknames. A parte quell'errore e susseguente presunzione, non direi che ci siano 'errori'. E' una ri-esposizione dei contenuti, ma pesi e contesti dei discorsi cambiano nella percezione del riespositore, com'è inevitabile.
-
Vero, wow, pensando al nick ho subito associato con un'utente femminile... ^^
-
E' davvero brutto che le parole altrui siano riportate tramite le parole di altri. I concetti si colorano sempre di sfumature diverse -quando va bene-. La querelle sull'impoverimento linguistico che citavo non era con un direttore di doppiaggio, ma di edizione. Chi ha trascritto ha capito male, e presunto peggio. Noterai che le persone che, tra i commenti, erano presenti all'evento esprimono un punto di vista ben diverso dagli haters da schermo. Sia. (epico Raharu... quale miglior nick per un estimatore del mio lavoro?) (è probabile che King Kon sia il solito hater di nome Nicola, in uno dei suoi mille alias Dalla genericità delle critiche è palese che NON ha visto il film in italiano, altrimenti avrebbe citato dei suoi tipici misunderstanding, vedi Arrietty)
-
Mah, credo che un trasferimento del thread fosse già in stato di valutazione, vista la piega che si era intrapresa... ^^
-
Beh, se è conveniente, fallo.
-
1Q84 e le Murakami-fapnesses
topic ha risposto a Shito in una Il grande Mu nella sezione Libri&Fumetti
E' una buona descrizione dell'effetto che fa M. Ryu, specie se letto con sforzo empatico. -
La deteriorità dell'otakuzoku
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Attendo con ansia i tuoi commenti di là, visto che qui concordo così tanto con te. :) -
La deteriorità dell'otakuzoku
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Il mio obiettivo è al tempo stesso cercare altre persone che ne siano dotate, e provuoverne lo sviluppo in altre che pur non essendono già notate dimostrano di averne l'interesse/forza per svilupparla. E' per questo che in genere scrivo qui, come altrove (e non ovunque capiti, in ogni caso). Se fosse solo un passatempo, sarebbe vano e noioso, no? :) -
Appunto. E' quello che fai tu con gli adattamenti dei film Ghibli. Lo stile di adattamento italiano va in un altro senso, tu non lo accetti e imponi il tuo. Gli altri non ti capiscono e ti criticano. Conosco persone che capiscono il mio modo di lavorare, lo apprezzano, mi ringraziano. Per esempio, a Lucca una cinquantina di persone si sono fermante per il commento post film. Per per PIU' di DUE ORE. Erano interessati, il tempo passava a nessuno se ne accorgeva. Come al solito ho parlato fuori dai denti, l'unico modo in cui so parlare. E alla fine molti hanno voluto stringermi la mano, anche se prima non mi conoscevano affatto. Gente di tutte le età, da famiglie con i bambini, a persone ben più mature di me, a coetanei, a persone più giovani. Ho avuto persone che si sono volute far firmare il biglietto dell'evento per ricordo, e mi sono imbarazzato, e tre simpatici fan provenienti dalla sicilia (NON ghibliani, NON 'miei fan') che hanno insistito per invitare a cena me e mia consorte, offrendoci il pasto. Ho iniziato a fare questo mestiere quando avevo diciassette anni. Dopo un po' il mio nome ha incominciato a circolare in certi ambienti, e questo porta cose storte come idee di conflitto personale, idolatria o odio. Taluni hanno continuato ad odiarmi e osteggiarmi ostinatamente, talaltri mi apprezzavano e continuano ad apprezzare il mio lavoro, altri -ed è la cosa più significativa- hanno man mano capito il senso profondo di quello che intendo. Ma a chi importa di me? A me, no. A me importa delle opere su cui lavoro, di cui io sono strumento. Non viceversa. Ho dovuto spiegare e dibattere su certe cose persino con crisi interne alla gestione Ghilbi. Mi sono messo a nudo e in gioco al 100% contraddicendo loro personale interno, con grande imbarazzo. Alla fine ho avuto ragione plenaria e carta bianca, perché a differenza di certe persone certe altre sanno riconoscere l'obiettività di ragioni disinteressate. Per contro, le persone in Italia criticano senza cognizione di causa. Ho ricevuto critiche per la complessità di una battuta di Fujimoto che "in una sala giapponese nessuno avrebbe capito" in originale, cito il referente Ghibli stesso, giapponese. Quindi? Le persone sono abituate male e criticano in base alla loro malsana abitudine, non in base a una conoscenza reale di ciò di cui parlano. Non ha senso e non mi interessa, no. C'è cattiva abitudine, in Italia, quando si parla di fruizione di opere straniere. C'è cattiva cultura. Lo spiego nei seminari che tengo, nei corsi post-lauream di traduzione di audiovisivi in cui insegno, e ho visto persone partire da posizioni diamtralmente opposte alle miei, perché indottrinati in 5 anni di università a credere il contrario di quello che io predico, poi finire a darmi ragione plenaria. Quando ci si guarda negli occhi, la verità ha un impeto e una forza molto diversa da quella che ha scritta su un forum. E poi, ci sono i bambini. Quelli che saranno adulti domani, e che non saranno cresciuti a pane e merda di adattamenti settantini/ottantini, grazie a dio. Se posso fornire loro anche una sola goccia di sensatezza, se posso puntare tutto anche su una solo di quelle menti ancora vive, lo farò. Lo faccio. Posso puntare tutto il mio lavoro futuro su questo. Lo faccio a ogni lavorazione, e non importa se ogni mio lavoro possa per questo diventare l'ultimo che farò. Non mi importa assolutamente, il mondo è pieno di lavori da farsi, non sono obbligato a fare proprio questo. Ma finché faccio questo, il mio compito è fornire ai giovani del domani una girella futura che sia l'assenza di una girella. Io non voglio fare proselitismo, io voglio fare educazione reale. E per fare questo, devo pensare a chi ha la forza di farsi educare. Chi pensa che 'amici miei sono Peter Ray' sia una bella sigla, per citare l'autore di quella serie, potrà anche morire odiandomi. Non fa nulla, per me, essere odiato. Io mi devo dare a questa causa, finché vivo (professionalmente parlando), perché in questo credo. Quando poi sarò morto, professionalmente o fisicamente, beh, non importerà comunque neppure quello. :) Una persona che apprezza il mio modo di lavorare, mi spiegava come guarda tutti i film adattati da me insieme alle sue figlie piccole, e trova tutto molto normale e costruttivo. Gli risposi: --- Garion: hai un po' edulcorato le brutture del canovaccio della 'traduzione italiana', che è una continua glossa a uso e consumo del pubblico locale. E hai molto ridotto lo sprettro della mia prospettiva, che è a 360°, non solo nell'ambito che citi tu. Ma alla fine, pur sacrificando gran parte della gamma, ci sei piuttosto. Il mio punto, tuttavia, NON è un compiacimento linguistico autoreferenziale. Non è un gioco di geometrie. Il mio punto è che il VALORE di un'opera straniera stia proprio nell'occasione dell'incontro con una cultura diversa. Se questa diversa cultura viene 'domesticata alla nostra' in fase di adattamento, non ha senso fruire l'opera straniera tanto per cominciare. Sono cose che avrà ripetuto alla nausea, su queste pagine. Ma la lettura è fredda, ed è facile velarsi gli occhi dell'animo. Non fa niente, continuerò a ripeterle al mio eterno. :) E a Lucca ho incontrato un traduttore/adattatore che lavora nell'ambito, che mi diceva candidamente che io sono il suo punto di riferimento ideale. E vedo il mondo del doppiaggio che lentamente cambia, e cambia verso la mia direzione. In tanti anni, da quando la mia giovinezza era un'anomalia bella buona, a ora che vedo miei coetanei, che pure hanno iniziato a lavorare dopo di me, ma sono miei coetanei. Le cose cambiano. E il cambiamento o lo si subisce passivamente, o ce ne si rende araldi attivamente. Io so qual'è la mia strada. E la perseguirò.
-
La deteriorità dell'otakuzoku
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
In effetti è incredibile notare come il contenuto doujin-like, morboso di GG sia costantemente calato nella narrazione e nell'occhio registico, in favore di una emotività intensa quanto algida. E' mirabile: le premesse c'erano tutte per adagiarsi su una lordura compiaciuta tutta grafica, e invece nisba. I capitoli di Triela sono, a questo proposito, un picco narrativo davvero elevatissimo. La cosa tremenda è che sì, come ho appresso esiste anche un messaggio contenutistico davvero interessante, intessuto su un piano allegorico tutt'altro che occulto - ma come ho patito di là: "chi non ha occhi per vedere non vede". Mi piacerebbe se tu potessi leggere le mie osservazioni in merito ai contenuti della serie, e passarmi le tue considerazioni e riconsiderazioni. -
Non ho veduto quel film.
-
Sam: no, tu non eri cmq incluso nel gruppo del tentativo, tranquillo. :) Per gli altri: gomen. Hontou gomen (se fossi femmina, qui diverrei una strega).
-
Ringrazio ancora chi mi ha fatto vedere questa serie, btw, che per quanto mi abbia turbato mi ha pure interessato. Mi spiace solo di non essere riuscito a rendervi sensibile ciò che è pue evidente e palese, ma giuro che c'ho provato al mio meglio. :(
-
La deteriorità dell'otakuzoku
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Ifigenia in Aulide... ;_; Pornografia classica. La sconfitta del sovrano! Di certo Giangiacomo l'aveva ben presente quando scrisse L'Emile... -
Tu, per esempio, cosa hai sentito e capito, nel casus? Cmq la mancanza di un 'non' inqursta frase, che per come è stata scritta esprime il contrario di quel che intendeva dire, è un lapaus sicronico trobbo bello. Perché sì, non ce la faccio a voler vedere quello che non c'è, vedo solo quello che c'è. :) (avete notato, vero, i discorsi di repressione della prof di Madoka, il discorso al bar tra la madre di Sakura e l'amica, la descrizione della madre e del suo comportamento che ne fa il padre? - pensate siano tutte cose messe a caso, come che il 'fan service' sia solo la zettai ryouki?)
-
La deteriorità dell'otakuzoku
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Zenone, ti sottoscrivo al 100%. Se leggi i mei post, ciò che mi aveva scandalizzato era appunto il compiacimento morboso sulle lascrime della protagonista, che è evidentemente nell'occhio della camera. Ho certo di spiegarlo più e più volte, che non era una mia sovralettura, ho provato a spiegare le radici di un certo tipo di 'autoappagamento estetico contemplativo', ce l'ho messa tutta. Fa piacere che almeno qualcuno abbia visto le cose per quello che sono, ed è consoltatorio per me che l'abbia fatto senza che io per primo abbia avuto nulla a spiegargli. Mi rassegno all'idea, dunque, che al contrario chi non vuole vedere -anche posto dinanzi all'evidenza esplicitia e esplicitiata con la migliore delle spiegazioni- non vedrà. -
Direi quindi che la 'chiusura al mondo' è ben più infantile della 'non accettazione', perché è una non accettazione passiva, più o meno inane. Come il bambino che dice "non mi piacciono le regole quindi non gioco più". Al contrario, se la 'non accettazione' per voi è volta al cambiamento di ciò che non si accetta, è cmq una cosa attiva -titanica, utopica o donchisciottesca forse- ma non per questo infantile. The ones who are crazy enough to think they can change the world... are the ones who do (and did, as of not-so.short story of or race). Quelli che invece si richiudono in un 'pezzettino di mondo' che dicono di accettare, ma nei *fatti* rifiutano, -tipo hikikomori- direi sono quelli con l'atteggiamento più infantile di tutti.
-
Inizio a capire che molte persone sentono molto di meno di quello che pensavo vedendo un anime in lingua originale.
-
Ma tu riesci a sentire come parla un personaggio, cosa dice, che tono ha? No, perché altrimenti non capisco come fai a vedere un anime in originale. La madre di Madoka nella serie è sempre tesa. Passa dalla sciatteria occulta, all'essere tiratissima, e instilla questo anche nella figlia (le da i nastrini perché dice che è importante essere belle). Nel dialogo serio, è amaraggiata, rassegnata ma appacificata con le brutture dell'adultità, e così la ritroviamo al bar a ubriacarsi dopo la morte di Sayaka e la discomunicazione con la figlia. E' una madre pressoché assente nella vita domestica (cucina il padre), e si dedica all'affermazione professionale quasi compulsiva. La madre dell'epicolo è la tipica mammina giapponese realizzata nella famiglia nucleare, del tutto pacificata col suo non essere più giovane (rifiuta il nastrino, QUEL nastino, che Homura le regalerebbe). Si dedica al bambino e pensa a una prossima figlia. Ha un aspetto diverso, un tono di voce diverso, dice cose diverse. Ma tu DAVVERO non noti tutto ciò? Perché è lì, in bella mostra davanti ai tuoi occhi, e quella scena è fatta APPOSTA per questo, eh! Si vede lontano un miglio! E non vedi che quei demoni sono figure maschili, smagrite come monaci, quasi il tipico simbolo dell'asceta (il logos, tant'è che hanno manifestazioni astruse SULLA MENTE - fronte)? Boh, secondo me tu vedi davvero quello che vuoi vedere, e soprattutto neghi quello che è evidente ma non ti piace, perché come hai dimostrato molte volte anche se credi che ti piaccia l'animazione giapponese a te i pilastri della cultura giapponese proprio non piacciono.
-
Il topic definitivo delle Sigle!!!
topic ha risposto a Shito in una mirkosp nella sezione Anime & Manga
Certo che si intendeva essere un apprezzamento positivo! :-) BTW, anche tu hai un ciclo circadiano strambo, eh! -
Ma come si può dire di 'accettare' ciò che nei fatti si 'riufiuta'? Mi pare un controsenso. L'accettazione non è la semplice presa di coscienza, eh. "Iya na kanji" è un'espressione di rifiuto forte, quasi fisiologico, dinanzi a una realta. Come dire "che disgusto!" "Nigedasu" è il fuggire, tipicamente di fronte a quel rifiuto. In Eva, per espressa intenzione degli autori, Shinji continua a ripetere "nigecha dame da!" (non si deve fuggire!) di fronte a situazioni da "Iya na kanji". In questo, la sua ricerca di crescita e superamento del rifiuto/inaccettazione dell'adultità -tipica dell'otaku- BTW: Clagliostro no Shiro è un bellissimo figlio deforme. Nel senso che con Lupin non c'entra nulla, anche se nominalmente "è un film di Lupin".