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Shito

Pchan User
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Tutti i contenuti di Shito

  1. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Si può, perchè entrambi sono anime tratti da opere preesistenti, scritte da donne e rivolte a un pubblico preadolescente. Solo che Anna lo ha diretto Takahata , mentre Candy Hiroshi Shidara. E ti voglio vedere se Takahata ti dirigeva Candy che cosa ne veniva fuori. Non vorrei risultate offensivo, ma con una risposta tanto superficiale e facilona, davvero capisco come mai 'non vedi nulla di strano' nella fruizione da adulto di opere per bambini. :( Heidi e Anne sono opere dal cipiglio europeista fatte per educare una nuova generazione di Giapponesi, come l'intera serie dei 'Capolavori della Letteratura Mondiale'. Erano prodotti per BAMBINI, con una forte impronta educativa schiettamente intesa. Candy Candy è intrattenimento giapponese per ragazzine, una cosa senza alcuna reale pretesa (o intendo) educativo. Sono proprio una capra e dei cavoli. Nah, in realtà, volendo essere ancora più stringati, il succo è Kimochi warui. (per la serie "life sucks, live with it") Non sono io a dire che il succo fosse quello, era scritto sul vecchio sito GAiNAX, nelle obscure pagine inglesi di presentazione dello staff storico. Il rifiuto per ciò che non si accetta, che ci fa schifo o repulsa ("Iya na kanji!"), è il rifiuto del bambino. E' una forma di misofobia, volendo (Maya vs Ritsuko docet),e il no-compromise che sembra nobile e tutto, ma alla fine è sempre un viziarsi del bimbo che si permette di rifiutare la vita reale (che è essa stessa compromesso). Il non fuggire, l'imposizione di non fuggire di fronte a questa repulsione (nigecha dame da!) è al contrario la spinta al supermento di questo blocco infantile e alla conquista dell'adultità. Se qualcuno di voi ha studiato psicologia (soprattutto dell'età dello sviluppo cognitivo) dovrebbe sentire dei campanelli suonare. Kimochi warui è invece solo l'apoteosi, canonizzata in una sola riga, della discomunicazione etoresessuale. E' come tu dici, è proprio così. In Evangelion come in Gundam, la SF è solo il setting in cui muovere delle vicende umane realistiche. Intendo: vicende interiori. Resta solo il dubbio che il successo sia venuto proprio dall'abuso escapista di ciò che escapista non intendeva essere, ovvero da quel sollazzarsi nella forma ignorando il contenuto, da cui la discomunicazione autore-pubblico che mandò in crisi il primo nell'incomprensione del secondo. Shuji: credo però che -seppur pensati entrambi come "generi"- fantascienza e fantasy siano molto diversi. Nel senso che il fantasy tende più spesso che no a essere, di riffa o di raffa, il regno dell'evasione, della fantasia evasiva. Ci sono eccezioni, certo: LeGuin anyone? Al contrario, più spesso che no parmi che la fantascienza sia un setting usato per mettere 'fuori dal sé' ciò che ci poco chiaro perché troppo vicino, troppo in noi, e poterlo così osservare da lontano. Ovvero, il contrario dell'evasione: l'autoanalisi oggettivata. E' buffo: forse fantasy e SF hanno anche comuni radici (il romanzo gotico inglese, soprattutto?), eppure mi sembra si siano sviluppati secondo vague assai divergenti.
  2. Sono l'unico a pensare che Kamigami no Triforce (dove originariamente il protagonista non era neppure 'Link') sia la perfezione del genere e del franchise?
  3. Shito

    Rebuild of Evangelion

    E pensare che tutto il succo di Eva è nella famosa duplice frase Iyaaaa-na kanji! Nigecha dame da! Come necessario presupposto per la conquista dell'adultità (= superamento dell'empasse dell'otaku),
  4. Shito

    Rebuild of Evangelion

    L'evasione non è una questione di genere, è una questione di *assenza di fine comunicativo*. Ogni (finta) comunicazione fatta solo per intrattenere è mera evasione. E' sedazione. E' sedazione Maria DeFilippi con i suoi ragazzi coi lucciconi per la casalinga, è evasione il robottone tutto cazzotti e niente più, è evasione lo shoujetto random del chi-si-mette-con-chi. Ma Kidou Senshi Gundam non era mera evasione. Perché il suo autore aveva disposto il mezzo comuicativo (i robottoni) per un fine comunicativo reale (educativo) dei giovani a cui indirizzava l'opera. Che è, appunto, un'opera per l'infanzia. Di quelle buone.
  5. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Come si fa a paragonare Alps no Shujo Heidi, o Akage no Anne, a Candy Candy? Il primi sono classici per l'infanzia, il secondo è uno shoujo = romanticherie per ragazzine. Sono cose diversissime, ed è ovvio che i primi -a parte il regista molto più intelletuale per sé- abbiano un contenuto, un fine educativo del tutto assente nel secondo. E' come paragonare una capra a un cavolo. Inoltre: i gusti si formano nell'infanzia. Perché il gusto è abitudine, e l'infanzia è il periodo della sensibilità alla fascinazione. Quindi da grandi si cerca soprattutto quel che si è ricevuto da bambini, quando si vuol fare escapismo. E' inevitabile, è umano. Miyazaki lo sa quanto il Golosastro, eh.
  6. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Includevo Takahata tra gli autori che dicevo, dato che hai detto di due anime a sua regia. Proprio Takahata è un autore molto responsabile che ha inteso parlare ai bambini. Se già mi dicessi 'Jarinko Chie', ti direi che quellaèuna commedia a più vasto target, ma Heidi e Anne sono proprio per l'infanzia. Recupero quanto rimasto indietro (scusa il ritardo). Sì, certo. Certo che no! Quella è una spia, una marca, ma il punto è "per chi l'ha creato" il suo autore, quale pubblico aveva in mente mentre scriveva. Ne consegue che il pubblico occidentale è, in questo, "ritardato" rispetto a quello d'origine, dato che fruisce / si esalta / segue da adulto un prodotto pensato e realizzato per ragazzi(ni).
  7. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Sono classici per l'infanzia, scritti per l'infanzia e sceneggiati per l'infanzia. Sto dicendo che chi li ha realizzati stava coscientemente "pensando di parlare ai bambini". E' un fatto, non un'opinione. Pensaci.
  8. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Darion: come già dicevamo si concorda che le opere proprio supreme riescono a parlare contemporaneamente a più eta, in una sorta si multistratificazione di forma e contenuto. E' una cosa WOW. Concordo anche che, anzi, più spesso che no sono le opere (onestamente, genuinamente e responsabilmente) rivolte all'infanzia ad avere un valido contenuto intelletuale, in quanto si rivolgono a un pubblico che ancora capisce qualcosa, e tentano di esprimere qualcosa. Tra adulti ormai è più spesso che no sedazione e null'altro, o semmai autocompiacimento autoreferenziale. Ma che dobbiamo farci? Empatizzo con gli scrittori di buone favole, si capisce, ma anche loro stanno rincorrendo un'età che ha smesso da tempo di appartenergli. Ognuno cerchi la sua strada: sintanto che rimane onestamente cosciente io la dirò sempre individualmente onesta. Il punto è semmai l'analisi su larga scala, la prospettiva sociologica su numeri elevati. E' per questo che una nicchia ha una tollerabilità diversa da un comportamento massimalista, dico.
  9. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Tu diresti il primo? Stai ragionando proprio come un bambino. Il target di un prodotto non è determinato dalla sua qualità intrinseca, o dal livello dei suoi contenuti. E' determinato da tante cose. Che tu lo voglia o meno, Hokuto no Ken è una cosa per preadolescenti e adolescenti, e Vacanze a Fanculo -per idiota che sia- è roba per persone adulte. Abbandona i tuoi comodi alibi e accetta la realtà, dai! Non è difficile. Anche lo sdegno della mediocrità adulta, che potrei facilmente spalleggiare, è bambinata. E' tutto molto banale, davvero. C'è un dettaglio che ogni buon esegeta dovrebbe considerare, ovvero la storia ingigantisce l'impatto sociologico di chi più si dava a scrivere. Quindi l'ellenismo ci par pieno di gaissimi filosofi circondati da gitoni e cose, ma la verità è che la maggioranza di persone comuni non scrivevano, e probabilmente nessuno scriveva di loro. Vallo a dire ai neoterici latini, per dire. E' come se tra mille anni si dicesse che in quest'epoca erano tutti emo, consultando solo lo storico dei blog.
  10. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Non so, D. Ovviamente tu manderai a caghèr ciò che credi, e credo di avere inteso come la pensi. Come la pensi, io lo chiamo "stordimento da falsi miti di progresso veicolati da un lieve sospiro da progressismo finto giacobino". Più o meno. Per me quello è il mondo alla rovescia, il mondo degli invertiti, il mondo in cui quella che credo essere la matrice fondamentale della specie a cui credo di appartenere (quella umana) viene ignorata e anzi boriosamente negata in un grottesco a triste individualismo narcisistico e indi anarcoide, ovvero solitudine dissimulata e autoingannata al sé. Come capirai, non fa per me. Ma sono io, eh. Se chiedi a me, dirò che non fa per me e non dovrebbe fare per nessuno. Ma questo non ti vieta di mandare a cagare qualsivoglia idea, o sinanco me medesimo con le mie idee. Nessuno si offenderà. E non perché non ti si consideri: solo perché ritengo che avere e proporre le proprie idee impliciti anche la possibilitàdi farsi mandare a cagare. Fa parte del confronto, e credo vada bene così. :)
  11. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Non ho capito il senso dell'ultima affermazione. Non è che esistano opere 'necessarie'. Non è che sia 'necessario' che ci sia animazione "per persone adulte", e non è che il fatto che un autore si sia a suo modo provato di fare ciò, risultando in Evangelion, sia una conseguenza da giudicarsi come deforme. E' stata solo una realtà emersa nel mondo reale, no?
  12. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Sicuramente ci sono opere così, e sono grandi opere. Mi viene in mente Le Petit Prince su tutti, e poi anche certe intelligenti opere della Pixar, concordo (magari non proprio Up!, per me molto deludente, ma non cambia il punto). Ah, Porco Rosso è un film per quarantenni e più (businness men in volo, per l'esattezza), ma è un'eccezione. E ce ne sono altre. Non tante, non la maggioranza di un mercato e di un'industria.
  13. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Mi viene in mente qualcosa di Takahata (Omohide Poroporo, tipo), e altre lungometraggi "anche" per trentenni o persino quarantenni, ma su tutto: dovrebbero esistere? Quando sei adulto più che necessitare della fascinazione delle immagini, dovresti avere testa a sufficienza per cogliere il pensiero dei tuoi simili espresso in forma articolata (linguaggio scritto). Tendenzialmente sì. Anche se -ti sorprenderà- il dedicarsi professionalmente a ambiti infantili è da sempre la scappatoia di chi non riesce a darsi in toto, ciecamente, a questo ritardo. Tutti i narratori per l'infanzia sono così, in primis. Si narra al fanciullo perché "si vuole ancora essere parte della fanciulezza", sai? Miyazaki è così. Gli animatori sono così. E' la voglia di trovare un'entrata di servizio per un modo che il tempo vuole temporaneo nella vita di ciascuno: l'infanzia. Diciamo che questo l'avevo capito già da prima di lavorare su Evangelion (era il 1996, avevo vent'anni), perché già mi sentivo male a stare appresso a idoli per l'infanzia/adolescenza - età che non mi appartenevano più. E allora, la scappatoia era farne un lavoro/professione. Diciamo che la cosa cosa mi era almeno chiara/conscia nell'animo.
  14. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Quoto tutto il post di Garion, e aggiungo. La cifra contenutistica di Evangelion, il cui contenuto è sempre stato psicosociologico, è tutta nipponista. Il punto di Misato è che lei è una vetinovenne nubile senza prospettive di matrimonio che vive da sola con cibo istantaneo. Gag a parte, questo in Giappone, nel giappone del'96 perdipiù, aveva un valore da leggersi su una scala del tutto ignota al pubblico internazionale, Italia inclusa. E' un fatto che il pubblico internazionale di Evangelion ha da sempre preso un'ossatura meramente estetica (l'esoterismo, etc) come una matrice contenutistico-simbolica, quando così non era. Quanto al contenuto, e alla chiave del successo, direi che tutto è ancora nell'interrogativo che Anno pone alla base del progetto della serie: "può un ragazzo che è cresciuto con l'animazione arrivare a 25 anni e continuare ad apprezzarla"? Vi fa ridere? Pensateci megli. Il punto era: se a 25 anni guardi ancora i cartoni animati, sei un otaku (ovvero, un bambinone più o meno ritardato). Allora Anno si chiese: "posso fare un anime per 25enni che non faccia sentire i 25enni che lo guardano dei ritardati"? Capiamoci: Anno andava a nuoto e guardava SailorMoon. Non poteva neppure dirlo ai suoi amici di piscina. Non è normale essere un uomo adulto e guardare roba da ragazzine. E ci mancherebbe. Anno, che si diceva uscito dalla sua depressione, voleva provare a fare una serie 'otaku non otaku', ovvero una serie che in effetti -avendo contenuti più maturi- non avrebbe dovuto essere la tipica 'cosa per bambini fruita da adulti' nel modo dell'otakuzoku. Evangelion è nato così. E' per questo che, rispetto a Gundam -che è intelligente ma è onestamente per ragazzi- la sua cifra stilistica è più "pesante". Ed è per questo che, tutto sommato, il finale TV -per storto che sia- è il suo degno finale. Ed èper questo che, quando il pubblico (dico giapponese), non lo ha 'capito' o 'apprezzato', Anno è impazzito: alla fine gli otaku erano otaku, ovvero bambocci, e volevano i robbottoni e stop. FAIL. Forse tutto questo farà ridere, oggi: viviamo in un mondo in cui "gli adulti" vanno al cinema a vedere film di fumetti per ragazzini americani, o roba demenziale per bambini che però siccome è in CG allora è sdoganata anche "per i grandi" (magia della tecnologia!). Ma personalmente, a vedere i trentenni e più che si interessano di Harry Potter, io mi sento in imbarazzo intellettuale e ripenso al legittimo interrogativo di Anno. Quella che era una nicchia (l'otakuzoku) è diventata una contaminazione latente nel pubblico mainstream (la demenza), e se chiedete a me forse è proprio questo quello che sta mandando a donnine la nostra bella società civile contemporanea progressista blablablah: il fatto che i trentenni, invece che interessarsi a opere con un contenuto intellettuale adatte alla loro età e *presunta* capacità intellettiva, vogliono SpiderMan, Hulk, i robbottoni e i cartoni in tivvù. Lo sapete, vero, che il concetto di "ritardo mentale" (in senso clinico, medico, accademico) non è fisiologico, ma meramente psicologico? Nel senso che un bambino di dieci anni che ragiona come uno di sei lo dice "ritardato di quattro anni". E guardare intrattenimento da quindicenni quando si hanno trent'anni? Ah, ma è una nicchia di matti, ok. E se invece è la maggioranza della società civile? Chissà...
  15. Ok, ho testato un po' Lion. Opinione personale: è OSX che ha preso l'AIDS. Perché? Allora, in primis c'è la cavolata della presa per i fondelli delle 'applicazioni aperte'. Per chi si interessa, vado a delucidare. In pratica, sulla questione 'apertura della applicazioni e gestione della RAM', iOS si è sempre comportato come -sorpresa sorpresa- Windows. Ovvero: iOS ha una propria priority list di tutte le applicazioni che l'utente ha aperto. Decide cosa tenere in RAM e no in base a questa lista prioritaria, che l'utente non controlla in alcun modo. E' quello che Windows ha sempre fatto: gli utenti basici credono che le applicazioni si 'aprano' aprendone una prima finestra e si 'chiudano' chiudendone l'ultima finestra, ma i più attenti avranno notato che ri-aprendo un'applicazione pesante appena 'chiusa' (quindi sensa più finestre attive), il tempo di lancio è minimo. Come mai? Semplice: perché finché la RAM non viene reclamata da un'altra applicazione da aprirsi, la 'chhiusura' delle precedenti è del tutto nominale, ma non effettuale. Per non dire del 'prebiding' di certe componenti di certi programmi chiave (tipo l'Office Quick Launch che va di default in autoavvio, o spesso anche roba Adobe). Insomma: il computer fa al meglio, e tu utente non te ne curi. Ottimo, no? OSX non è mai stato così, separando il concetto di 'applicazione aperta' da quella di 'istanze attive di quella applicazione'. Ok. Era una cosa un po' antica e inutile, ma OK. iOS ha sempre e da sempre fattocome Windows. Benone. Gli utenti Applepiù sciocchini se ne sono lagnati, volendo un 'multitasking' gestibile dall'utente. E' stato implementato in iOS per popular demand, ma è una presa in giro: si chiudono applicazioni e le si vedono aperte in maniera del tutto fittizia. Si può 'chiudere' un'applicazione aperta e poi riaprirla... istantaneamente (come se non la si fosse mai aperta), o si può richiamare un'applicazione ancora 'aperta' e vederla ricaricarsi d'accapo, come se fosse stata chiusa. E' un modo per farsi prendere malamente in giro. Ora questa malattia ha contagiato anche OSX. I più volenterosi avranno voglia di leggeretutto il dettaglio nella bella recensione di ArsTecnica, ma in soldoni è come in iOS. Lion -se lo vogliamo- ci inganna facendoci credere che esistano applicazioni aperte e chiuse,cosa del tutto FALSA. Di default Lion NON visualizza applicazioni aperte, tale quale a Windows. Va benone ed era ora. Per carità, l'opzione "visualizza indicatori di applicazioni aperte" (anch'essa richiesta da popular demand) dovrebbe essere "fatti prendere per il culo", Non selezionatela. Jobs aveva detto al riguardo delle applicazioni aperte/chiuse: "just forget it". Era sincerto e onesto. Sì, ora è come Windows. Sì, è per il meglio. Sì, there's no way back. Fin qui, l'AIDS non si era ancora manifestato. Si manifesta appieno con MISSION CONTROL. Io davvero pensavo che fosse solo il nome più stupido di sempre, con l'icona più brutta di sempre. Non e così: è il modo per mandare a donnine la singola feature che rendeva usabile OSX: Exposé. Il punto è questo: siccome OSX per 'punto d'orgoglio' non può implementare cose che sono su Windows, OSX ha il dock, ovvero una taskbar handicappata. Come mai è handicappata? Perché non mostra le finestre attive, che indi NON si possono selezionare. Se sono nascoste, sono nascoste. Come le seleziono? Exposé. Exposé saves the day, month, year and life of OSX. Or, used to. Now is dead. A parte la scomodità di avere una semplice feature divenuta un'icona di programma -ma va beh-, ora le finestre di ogni programma si visualizzano a mucchi, l'una sull'altra. OK: COME FACCIO A SCEGLIERNE UNA? Non puoi, sei fottuto, Joe. Devono essere ubriachi, impazziti, o entrambi. Ucciso Exposé, OSX è inutilizzabile. Anche LaunchPad è un passo indietro terribile (eh, potevo già visualizzare la cartella applicazioni in modalità icone, e NON era la mia scelta...), quindi: bah! SL faceva rimpiangere la sobria eleganza minimalistica di AQUA, tuttora imbattuta. Non era bello che il Finder, che è un'applicazione (certo), ma è l'applicazione d'ambiente, quindi percepita come "l'ambiente", fosse divenuto 'coerente' con iTunes. Ma ok, era una questione di gusto estetico. Qui hanno nerfato le funzionalità produttive. SL = OK. Lion= AIDS. Seriously.
  16. Shito

    Eva Manga - new chapter by Sadamoto

    Il padre della stella dei Giants, volete mettere? :)
  17. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Sadamoto ha varie auto sportive. Anno non so. :)
  18. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Io non sento il bisogno di avere tutti quei soldi, soprattutto. ^^; Semmai li vincessi, suppongo che li userei per fare dei viaggi piacevoli con la consorte (basterebbero per decadi!), o li metterei sotto il materasso per tempi cupi. :)
  19. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Io non uso automobili in assoluto, se non eccezionalmente, e non ne possiedo alcuna. :)
  20. Shito

    Eva Manga - new chapter by Sadamoto

    Perché/da cosa avrei dovuto capire il tuo 'tono' retorico? Senza uno smiley, senza neppure dei puntini di sospensione, da cosa? Proprio perché non ho sovranalizzato nulla, ho risposto a ciò che è stato scritto come osservazione onesta. Non sopravvalutare ciò che lasci nella tua mente, ma non scrivi. :) La realtà è quella che appare (che è scritta, in questo caso), non che si presume.
  21. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Ad Anno non piacciono le macchine sportive. Quello è Sadamoto. Tutte le auto di Misato sono farina del sacco di Sadamoto. Ad Anno piacciono i treni. Il fatto che in Eva ci siano le Romance Car della Odakyu (linea Tokyo-Hakone) o altre minuzie simili è farina del sacco di Anno.
  22. Shito

    Eva Manga - new chapter by Sadamoto

    Devilman manga: "andate all'inferno maledetti umani!", forse. :) (è verso la fine, quando lui incenerisce degli 'inquisitori' che torturavano ibridi innocenti). Del resto Devilman (manga) è uno dei referenti basici di Eva, per ammissione dello stesso Sadamoto, insieme a Ideon. Sadamoto disse esplicitamente "Evangelion è IDeon + DevilMan". Se ci pensi, la fine di Air, con Shinji che arriva in tempo per vedere Asuka (il Nigouki) fatta a pezzi, è come Akira che trova Miki fatta a pezzi dai caccia demoni al ritorno a casa. Ma proprio identico, eh. E anche il finale di Magokoro, lui e lei, sembrano Ryo/Satana e Akira/Devilman alla fine del Manga. Anche l'atmosfera postapocalittica è alquanto analoga.
  23. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Non so, Anno era entrato negli anime per il suo interesse maniacale per la fantascienza, soprattutto. Lui era un SF-otaku, senza dubbio.
  24. Shito

    Vedere Kimagure Orange Road e Gundam

    Intendevo 'originalità' nel senso di 'opera creata a partire da zero', con tutte le sue influenze di sorta (certo), ma non basata su opera preesistente. Hai ragionissima a dire che per l'originalità in senso di 'cosa non vista, nuova', si son fatti orrori tremendi. Ma qui torneremmo alla mia visione de "dopo i Classici, tutto è contaminatio+variatio", e nulla di male in ciò. :)
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