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Shito

Pchan User
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Tutti i contenuti di Shito

  1. Sirtao: non hai capito il senso di quell'episodio (btw era Sophie in Howl, non Hitomi in Escaflowne).
  2. Shito

    Majokko Club

    Per non dire di Melmo-chan. Miyazaki è un altro che nascondendosi (a sé stesso) dietro al paravento dell'innocenza dei soggetti ha sempre mandato in giro per i suoi suoi film smutandate a volontà. Kiki in Majou no Takkyubin mosta mutande ogni 3 x 2, ma anche la piccola Satsuki non deludeva. C'è questo occhio indiscreto nei registi dell'animazione, perché alla fine se disegni le ragazzine è probabile che in un modo o nell'altro ti piacciano le ragazzine - dato che con loro popoli i mondi del tuo proprio escapismo in primis. Questa è una cosa che è sempre stata rinfacciata a Miyazaki che pure molto ipocritamente si sorprendeva e lagnava che le sue creaturine divenissero subito soggetto/oggetto di 'lolicon gokko', ma alla fine ciò che porta a certe cose di Miyazaki non differisce da ciò che porta a molte cose di Azuma. Alla fine Miyazaki mette sempre le sue eroine pure in situazioni da stupro dietro l'angolo, si pensi a Lana con Lepka, Clarice col Conte, Sheeta con Muska, e altri casi ancora. C'è sempre il bruto pronto a brutalizzare, a usare violenza, perché rendere 'kawaisou' la fanciulla del caso la rende ancora più kawaii del kawaii, come sapeva DeSade (a Juliette, la zoccolona, non capitano sventure, ma solo alla virtuosa Justine) e come sanno tutti dai tempi della tragedia greca. Ab initio il punto non è la psiche intesa nel pubblico di riferimento, quanto quella probabilmente obnubilata dell'autore stesso. E' inevitabile: dedicarsi alla letteratura per l'infanzia (anche animata) è un attaccamento all'infanzia. Il narratore per l'infanzia è lolicon (in senso primigenio). Carroll ne sa.
  3. Shito

    Kimagure Orange Road

    Uruseiyatsura fu una cosa incredibile. Benché pubblicato come un semplice shounen, aveva (e campava di) infiniti innuendo sub-pop-culturali che lo rendevano interessante, se non indirizzato, a un pubblico più grande. La banalità del canovaccio della coppia scoppiata apriva le cataratte del cielo su infiniti archetipi otaku, dalla nudità femminile della protagonista (calcata su una bikini idol), allo stesso concetto di alieni e demonologia folkloristica reinterpretata i chiave pop-sexy, oggi si direbbe 'gravure idol'? E' incredibile pensare a quanto fosse 'avanti' Uruseiyatsura ai tempi, ma di certo il fatto che Lum-chan svolazzi già nel Daicon IV Opening Anime non è un caso. Orange Road era 'solo' una onesta e ben realizzata commedia romatica adolescenziale con tratti tipicamente ottantini (inclusa la voglia di sovrannaturale della porta accanto). Senza nulla togliergli, visto che io non sono certo un fan di Uruseiyatsura.
  4. Passavo di qui e volevo solo dire che leggo le parole di Majere come quelle di un Daniele. E ricordate, nella traduzione/adattamento: "Non è giusto ciò che è bello, ma bello ciò che è giusto" Soltanto questo.
  5. Shito

    Kimagure Orange Road

    Non a caso Morisawa Yuu è il mio primo amore, e Creamy Mami (la serie) la primissima cosa di cui io abbia scritto nel settore. :)
  6. Roger: 1) è chiaro che benché io abbia spento la TV nel mio mondo privato, parimenti la conosca obtorto collo nel resto del mondo. Il mondo non è mio. Lavoro, vivo, mi interfaccio con altre persone e famiglie - inclusa la mia famiglia di origine - che non hanno certo fatto la mia stessa scelta. Sono quindi 16 anni che confermo la mia scelta, e ogni volta che incrocio la televisione italiana sento di confermarla a più forte ragione. 2) il 'momento' non era quello della morte di Steve Jobs, ma l'idea di un programma dedicato alla morte di un personaggio, che persone stimabili come voialtri hanno guardato per poi dire 'che boiata'. Uno dei miei assiomi di vita è che nulla di brutto merita di essere discusso. Al bello il tempo, al brutto il silenzio. Ignorare è meglio che spregiare: non costa tempo.
  7. Avrai notato che il mio post aveva una seconda metà IT. :) Ovviamente non ce l'ho a male, e ci mancherebbe. E ovviamente puoi dirmi di ben peggio, e ci mancherebbe. Se così non fosse, non scriverei quel che scrivo, no? E ora rullo di tamburi, IO correggo uno slato (perché noto la sua reiterazione): usi una B di troppo in snobismo, credo. Parola che mi pare chiave qui su pluschan, come da faccina.
  8. Shito

    Kimagure Orange Road

    Bob: col senno di poi, avresti dovuto riprendere il topic in PM con Garion. :(
  9. Tutto vero e tutto giusto, ma la seria domanda è piuttosto come mai delle persone che stimo dotate di senno quali voi tutti siete abbiano a guardare simili nefandezze per poi poterne averne a dire e scrivere. Noia? Eccesso di tempo libero? Scazzo? Masochismo puro? Proprio in un momento simile, lasciatemi ricordarvi che il tempo è la risorsa più limitata della nostra vita, anche se prima di un dato momento (che varia per ciascuno di noi) non ce ne se ne rende davvero conto. Tanto per dire che io la TV (italiana) l'ho fisicamente quittata a 18 anni. E mai lo rimpiansi. --- Back on topic, "parlando di Siri" (<- fico il gioco semantico, eh?) Da un lato il livello di fuzzyness che sono riusciti a implementare nel sistema non tanto di riconoscimento vocale, quanto di interpretazione linguistica è davvero WOW. Chiaramente ci sono alcuni cliché che balzano subito alla mente, tipo: "I'm afraid I can't do that, Dave", e altri che come un filo rosso ci portano direttamente al capitano della nava di Wall-E, e al suo timone (chi coglie, colga). Tuttavia, c'è anche un retrogusto di "un altro passo verso l'autismo indotto è stato compiuto", almeno nella mia percezione. Idee?
  10. Facendo un rapido calcolo di quadratura col sito francese, predico che i prezzi della nuova line-up italiana dell'iPhone saranno: iPhone 3Gs - 8GB: 399 (prezzo confermato) iPhone 4 - 8GB: 549 (prezzo confermato) iPhone 4s - 16GB: 659 (prezzo previsto) iPhone 4s - 32GB: 769 (prezzo previsto) iPhone 4s - 64GB: 879 (prezzo previsto) per la serie: wow, costosetto l'amico... Praticamente Apple non fa pagare l'upgrade tecnologico (i prezzi dei modelli da 16GB e del 36GB mi paiono in linea con quelli dei corrispondenti iPhone4, ora fuori produzione, sul filo dei 10euro...), ma non deprezza nemmeno, così che il nuovo taglio da 64GB costa un'enormità. Mmmh...
  11. Shuji qui e in altro thread ha davvero dispensato una combo di post ai quali c'è poco da aggiungere. Mi viene da chiedermi: chissà se ora che non c'è più Jobs al timone creativo, Apple lascerà la parte l'idea di eliminare il concetto di file system dall'home computing. Spero tutto sommato di sì (è una ragione egoistica, generazionale, ovvero delle peggiori). Ho sempre stimato Jobs per il suo modo del tutto autarchico e dittatoriale di imporre la sua 'visione', specie quando spacciava questo suo modo di essere come una forma di pensiero libertario. Davvero un illuminato, in questo.
  12. Siri (lol il nome retard) sembra una cavolata epica, ma tant'è si disattiva ASAP e via. Sono felice anch'io che non ci sia iPhonw5, che dalle indiscrezioni sembrava una merda. Al contrario, il design di iPhone4 è dio. iPhone4S sembra davvero un gustoso 'more of the same', tuttavia il prezzo credo sarà abnorme. Ora come ora, il 'vecchio' IPhone4 downgradato a 8GB cosa 539... mentre quello da 16GB (ufficialmente fuori produzione) è in offerta a 499euro... Mmmh... mi sa che il best deal sia proprio questo affare, dato che realisticamente i prezzi del 4S saranno: 639 (16GB), 739 (32GB) e 839 (64GB), che mi pariono onestamente altini, tutto sommato.
  13. Shito

    Kimagure Orange Road

    Uruseyatsura è un caso davvero particolare. Sarebbe bello parlarne, che ne dici Garion? Apro thread apposito?
  14. Shito

    Kimagure Orange Road

    Capisco perché la tacci di contraddizione interna, ma io l'avevo letta come un gustoso ossimoro apparente: "una (pretestuosa) complessità (contenutistica) per ritardati (sociali, che fruiscono un mezzo inadatto alla loro età sognandolo gravido di contenuti a loro appropriati)". In attesa di interpretazione autentica da parte di Bob, si intende.
  15. Shito

    Kimagure Orange Road

    Sicuramente nessuno di noi è vissuto in Giappone negli '80, ed è un fatto. Tuttavia, ci sono 'presunzioni' basate sul nullo, o sull'ipotesi fatta sparando nel buio e a sentimento, e le 'presunzioni' fatte basandosi su fatti. Per esempio, è un fatto che ai tempi del Daicon III e IV ancora praticamente NON esisteva un 'pubblico otaku' riconosciuto, e SICURAMENTE non esisteva alcuna produzione dedicata a un simile pubblico. La General Products di Osaka fu il PRIMO 'speciality store' del GIAPPONE, e vendeva via snail mail ritagliandosi piccoli spazi di inserzione in b/n su riviste che non erano 'per Otaku', ma generaliste. Esistevano l'animazione generalista. Il trailer di Laputa lo chiama ancora 'manga eiga', ci pensi? E Nausicaa era già uscito. Animage c'era, ma non c'era un fandom EMANCIPATO. E' questo che Garion, ma anche io, stiamo cercando di farti capire. I fan di quei tempi vivevano nel sottobosco all'ombra del mainstream, dal quale ritagliavano sagome di feticcio otaku. Creamy Mami era fatto per le dodicenni normali, e poi gli otaku se la guardavano a 20+ anni. Tutto qui. Anche Orange Road era un semplice shounen manga trasformato in una commedia animata, era per adolescenti normali, non per otaku. Non esistevano figures, chi le avrebbe dovute comprare? C'erano le bambole per le bambine, ma tratte dalle serie al limite col kodomo (vedi Licca-chan, le majokko et similia). Nessuno riconosceva un pubblico 'adulto' per la roba da bambini, e nessuno dedicava a un simile pubblico produzione alcuna. Erano tempi più sani, sì.
  16. Shito

    Junikai-Hen

    Sulla CHEERIO cfr anche FLCL. (sempre splendide letture, Garion. Quest'anno vado a fine Febbraio, solo Kansai come quasi sempre ormai. Potresti consigliarmi qualche escursione per me ancora inedita!)
  17. Shito

    Browsers War

    Intanto la 7.1 è disponibile.
  18. Shito

    Kimagure Orange Road

    Ma sono l'unico a trovare rivoltante il modo in cui Sam continua pervicacemente a opporre assunzioni del tutto oziose e immotivate a informazioni puntuali che gli vengono proposte? Lo chiedo sinceramente: personalmente lo trovo quanto di più demotivante abbia mai letto su queste pagine. Per Garion: mi sono riletto tutto il thread daccapo. E' una figata. E' bello che Bob l'abbia rescusiscitato per la sua visione dell'anime. Bob appare ruvido, ma è onesto. Non una parola è sprecata con lui, lo garantisco.
  19. Guarda che non lo capisco neppure io. Come non capisco cosa ci sia di bello in un concerto, tra la puzza di sudore di altre persone e il fracasso (peggio che frastuono) della loudness sparata in luoghi che rimandano perlopiù solo i bassi, e cose. Solo, a prescindere da ciò che empaticamente non colgo e non cogli, accetta il fatto che, come ti ripete anche Kobayashi anche sotto e come fingi di non capire essere il punto cardine, tutto sta nell'aspetto sociale del vivere un evento, non nella pretestuosità di quello. Per chi lo vive e vuole viverlo, eh, non per noi che ne parliamo. No, credo tu abbia detto una cosa sacrosanta, ti leggo e ti capisco (credo) molto. Sono cose su cui mi interrogo molto, in effetti, e dico anche personalmente (non conto terzi). Per ora, la mia risposta è che anche quegli adulti che hanno conservato la passione infantile *nei modi infantili* sono più da compatire che invidiare, in quanto vivono comunque fuori dal (loro) tempo. Ma non ho affatto smesso di pensarci. Anche io sono fortemente nel dubbio. Da un certo punto di vista invidio la genuina passione che spinge molte persone ad entusiasmarsi in modo pressochè perenne a questo o a quel feticcio (mentre in me la passione si sta rapidamente trasformando in apatia. Ah, quanto sono lontani i tempi in cui aspettavo con ansia l'uscita della PS2, o del gioco del momento!). D'altronde trovo spesso questo genere di atteggiamento un tantinello ridicolo. Mi viene quindi da pensare che ci sia (dovrebbe essere) un'età per ogni tipo di passione (C'e da dire però che gli appassionati di calcio, tanto per fare un esempio, sono spesso infantili e privi di qualsiasi rispetto delle più normali regole dell'educazione e del rispetto per il prossimo). Quindi probabilmente, anzi, senz'altro il problema è più complesso di quel che sembra. Forse un primo passo sarebbe quello di conservare le passioni infantili con gli occhi di un adulto, e tenere ben presente che sempre di passioni infantili si tratta. Concordo pieamente e totalmente. Esempio pratico: qualcuno dei miei amici 'neogeosi', critica fortemente chi come me ormai colleziona la console e i suoi giochi più che giocarci. Che ne posso? Dal mio punto di vista, giocare ai videogiochi appartiene a un'età che sento passata. Quando ero adolescente, potevo dedicarmi a un gioco "come se non ci fosse un domani", l'esperienza era conclusa e finalizzata in sé. Ora non sento più questo sentimento, e se mi forzo a farlo piuttosto mi sento a disagio. Forse è un po' triste, e certo vi è la componente di essere un po' blasé dinanzi al nuovo del genere, ma del resto sono cose che ho già vissuto, nel loro tempo. E per me quel tempo è passato, ovvero non è più quel tempo per me. Credo allora che dedicarmi a quello stesso idolo di adolescenza (il NeoGeo) in forma collezionistica, sia forse un inconscio tentativo di approccio più 'adulto' (ahahahah). Ovvero, tesorizzare feticisticamente, come un simbolo, come a creare un museo, ciò che si è amato da adolescente, ciò che si riconosce essere stato significativo per me. Ma anche così, il tempo dedicato è esiguo. Forse perché sono comunque videogiochi, e sono semprepiù lontani nel passato della mia prospettiva esistenziale. Non so se si sia capito qualcosa. Ti sottoscrivo appieno. Nel sapersi parte di un gruppo sociale endemicamente 'asociale', c'è la voglia di distinzione. Psicologicamente, è l'affermazione del proprio essere tramite la negazione di quello maggioritario. Quindi, si fa gruppo riottoso e compatto all'interno del gruppo generico. Ci si sente bene a sentirsi dire "ma siete matti?" perché c'è un plurale, quindi non ci si sente tali, e anzi si pensa orgogliosamente e compiaciutamente "matti loro. Se anche tutti, NOI NO!". Cosa classica. Se anche fosse, questo non condurrebbe a fenomeni sociali, ma a spinte pratiche realmente individuali. Quindi direi che sei nel giusto col tuo precedente ragionamento. Sottoscrivo FORTEMENTE. Sottoscrivo FORTEMENTE.
  20. Hai letto con poca attenzione. Ho scritto che l'evento è il *pretesto* per condividere l'esperienza dell'attesa col proprio gruppo sociale. Un pretesto è -per definizione- pretestuoso.
  21. Hai una visione piuttosto fantasiosa del Giappone e della sua società.
  22. No, perché la posta non è un filtro di selezione di gruppo sociale. Al concerto sei in fila con quelli che amano lo stesso artista che ami tu. All'apertura dell'Apple Store sei in fila con quelli che amano gli stessi feticci che ami tu. I gruppi sociali funzionano così, e i loro riti sociali e tribali sono in qualche modo sempre interni al gruppo, no? Dai, fai prima a dire "ok, non avevo letto". Ti vorremo bene lo stesso. O almeno, io sì. :)
  23. Non hai letto. Dicevamo appunto che per chi ama quel tipo di esperienza, l'esperienza sono le 10 ore di attesa notturna, e l'apertura è il pretesto.
  24. Ma infatti a quelli dell' Appple non frega una mazza del negozio in sè, quanto di essere lì e provare sulla propria pelle la sensazione di aggregamento e l'eccitazione che porta l' apertura del negozio. Come del resto per la maggioranza di quelli che vanno a vedere un concerto, eh, e poi ti raccontano che "la cosa più bella è stare in coda con gli altri fan per accapararrasi i posti sotto al palco", et similia. Il paragone è corretto, direi, e forse oggi come oggi trovi anche quarantenni. Parliamo di adulti che vivono ancora un entusiasmo infantile, indi 'ritardato', sì. No, credo tu abbia detto una cosa sacrosanta, ti leggo e ti capisco (credo) molto. Sono cose su cui mi interrogo molto, in effetti, e dico anche personalmente (non conto terzi). Per ora, la mia risposta è che anche quegli adulti che hanno conservato la passione infantile *nei modi infantili* sono più da compatire che invidiare, in quanto vivono comunque fuori dal (loro) tempo. Ma non ho affatto smesso di pensarci.
  25. Kobayashi, capiti mai dalle parti di Roma? Non per niente, ma mi piacerebbe conoscerti! :) Shuji: tu pare sia proprio della capitale, vè? L'invito per pranzo era rivolto anche a te! :)
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