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Shito

Pchan User
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Tutti i contenuti di Shito

  1. Shito

    Saint Cloth Myth

    già fatti, brutti, ma già fatti. Dico le armature che poi puoi far indossare al chara, eh! Come quando Seiya apre il Pandora Box di Pegaus per la prima volta nel manga, e si smonta il suo object.
  2. Shito

    Saint Cloth Myth

    Ma delle versioni delle V1 manga che in object sono delle piccole icone da stare dentro a un pandora box no, eh?
  3. Shito

    Trollate Random

    Eh, Odoru Ponpokorin fu un grande successo, scalò l'Oricon e divenne una canzone popolare ben al di fuori del pubblico dell'anime. E' davvero memetica. I virtuosi ne ricordano una versione di Captain Jack che la Konami inserì mi pare nel terzo e sestro mix di DDR, ma i veri hard core sanno del gioco per NeoGeo di Chibi Maruko Chan. Ai tempi mi prendevano in giro perché quando il testo dice "Edison ha... erai hito!" si sostevenva che fosse mimisora per "era di Shito"
  4. Shito

    Soul of Chogokin

    Darion, non ridefinire le parole italiane a tuo comodo. Se un bimbo usa una bottiglia come un giocattolo, la bottiglia NON è un giocattolo. E' il bimbo che la sta usando come tale. Se etimologicamente 'giocattolo' viene da 'gioco', questo NON significa che il sostantivo desostantivale tragga dalla sua radice etimologica la destinazione intrinseca. Davvero, non contestare a me i dizionari. Scrivi tante belle letterine agli editori di quelli, in cui gli spieghi che tu, Darion, ne sai di più, sei l'Italiano e che loro devono aggiornare le definizioni dei lemmi.
  5. Shito

    Saint Cloth Myth

    Mi pare che negli object stiano cercando di enfatizzare un feel da 'senza supporto', ovvero cercando di rendere il supporto meno visibile.
  6. Shito

    Soul of Chogokin

    Chi ha denigrato Apollo e Psiche di Canova? Ghezzi o MBF?
  7. Niente da trollare: sono semplicemente contento per te! :-) Ah, sì, il prox iPhone mi sa che me lo catto davvero, e forse anche l'iPad corrente. Se puoi offrire sconti epici (ma fatturabili) piemma, eh!
  8. Shito

    Soul of Chogokin

    Ricordo che a proposito delle stampe di Hokusai, ci si domandò se la sua produzione potesse essere ritenuta arte. D'altronde non esisteva un quadro unico come eravamo abituati in occidente, ma una produzione in serie dello stesso soggetto (tra l'altro in occidente fu scoperto perché le merci che arrivavano dal Giappone venivano imballate con carta recante i suoi stampi). Sono un grande amante dell'ukiyoe (e un fortunato possessore di qualche stampa originale prodotta dall'artista dinanzi ai suoi occhi). La definizione di 'arte', anche solo 'arte pittorica' è sempre difficile, e trovo fallimentare il tendativo di ricerca di un cretireio discriminante unico (sia finalitò dell'opera, unicità dell'opera, unicità dell'artista, etc). Il caso dell'ukiyoe, o della litografia -se preferiamo un termine più tecnico- è senza dubbio controverso. Ci sono almeno tra autori per ogni opera (disegnatore, incisore, colorista), e da ogni cliché vengono fatte potenzialmente infinite stampe. E' arte? Credo che l'arte sia il prodotto dell'intento artistico umano di esprimersi, di esprimere qualcosa di umano, tramite una creazione umana, ovvero 'artefatta', e non 'naturale'. Certo, Giulio II si stava facendo decorare la Sistina dal 'più figo del suo tempo', ma quel 'più figo del suo tempo', nel fare ciò (un DECORO!), intanto *sfruttava* quella commessa per mettere nei suoi dipinti un suoi sentimento, una sua tensione, un suo contenuto umano e umanista che M. *sentiva* di dover esprimere. Quella che tu citi è perizia tecnica dell'autore, ma non credo che la perizia tecnica per sé sia qualcosa di nobile. La bellezza, ho sempre creduto, non può mai essere vuota. Dico la bellezza umana. La bellezza umana è la fisicizzazione in un oggetto d'arte di un significato umano. Detto questo, è davvero impressionante il livello sia di perizia creativa che produttiva raggiunta dalle produzioni dell'industria di cui parliamo, specie a livello di sculpt. Ma perché ti piace, alla fine? Il gusto umano è al 99% abitudine. Generalmente inconscia. Tu sei nato quando sei nato, cresciuto con cosa sei cresciuto. Hai amato uno stile e una forma. Se la ritrovi, questa assonanza la chiami bellezza. Ovviamente, il 'bello' non esiste (se non proprio quello di Natura, e sì, la Critica del Giudizio è un buon libro :) ) Anche il giocattolo 'non vintange' piace per nostalgia, solo che è una nostalgia dissimulata, ovvero serpeggiante sotto mentite spoglie. E' la nostalgia del tempo in cui amare oggetti di quella matrice era la norma di vita, della nostra vita. Proust. Io ho questo effetto con una sfera di marmo, o ancora di più con un tetraedo di vetro. Il tetraedo è la mia figura solida, indi il mio oggetto, preferito. Ma oltre a cose così basilari, credo siano sempre assonanze con ambiti della nostra mente risalenti al tempo dell'impressionabilità cerebrale: l'infanzia. Altrimenti, perché dovresti trovare 'bello' un 'personaggio dei cartoni animati riprodotto in oggetto'? Quello che intendo dire è che il bello di Amore e Psiche, senz'altro la mia scultura preferita, non è la perizia del Canova. E' il SIGNIFICATO di quella scultura. E' il poter sognare che il pentimento femminile esista, e che la donna pentita possa riscattare il suo torto mettendoci tutta sé stessa, riparando al 'senso di perdita' per cui si piange da bambini. Posso stare ore davanti ad Amore e Psiche, eventualmente piangendo un po'. Un altro effetto simile me lo fa ad esempio Il Ratto delle Sabine del Giambologna. O il Perseo Trionfante del Belvedere ai musei vaticani. Cose così. Ma è sempre il significato infuso, fisicizzato nella materia inerte che rende l'inorganico ricco di fascino. O almeno penso così. Spesso penso che tutte le collezioni tipo le nostre non siano altro che appigli per fuggire dalle ombre della solitudine interiore, surrogati prendispazio di vuoti esistenziali con cui non vogliamo neppure dialogare. Escapismo solido, insomma. Credo che in Giappone, come ovunque, si arriverà prima o poi a un grosso crash.
  9. Shito

    Soul of Chogokin

    E' incontrovertibile che quell'espressione sia un ossimoro, indi una cosa che non dovrebbe usarsi. Perché usare un ossimoro, fuori dall'ambito poetico (al limite), è un magheggio semantico che fa ammalare la comunicazione. E' un ossimoro perché il termine/concetto di giocattolo è DEFINITO dalla sua funzione (il gioco) e finalità (i bambini). Eliminando una di queste parti della sua *definizione*, si usa una parola per quello che non indica, ovvero si viola il legame significante significato. La neolingua orwelliana era chiaramente una provocazione, per dire. Ma di questi tempi, la stiamo realizzando spesso. :( Sono d'accorco che una lingua viva sia definita dal basso e poi descritta nella canonizzazione dei testi a posteriori. E' il motivo per cui ho citato più fonti. Il punto è che con tutte le evoluzioni in fieri, si deve comunque trovare un faro guida, altrimenti 'ognuno intende quello che intende lui' per ogni parola, e la comunicazione è impossibile. L'esclusività di un asserto minimo è implicita. Cibo per cani, anche senza 'solo', implicita che tu che sei un uomo non dovresti mangiarlo. Puoi anche farlo, ma non era un cibo per te. wiki. Ovvero il dizionario del futuro (dai, fatte 'na risata ). Wikipedia, che spessissimo mi sorprendere per l'alto livello dei suoi contenuti, trova proprio nell'ambito linguistico uno dei suoi angoli meno efficaci, proprio perché non perché oggi 'tronista' significa qualcosa possiamo dire che questo termine durerà più di un lustro ancora, e che quindi 'sia italiano'. Senza fare l'accademia delle variazioni dia-qualcosa, il valore dei dizionari 'tradizionali' è proprio quello di rappresenzate una cernita di lemmi e significati sufficientemente verificati nel loro impatto sulla lingua nazionale. Non è che sia imbarazzato nel definirli, in effetti non è che senta il bisogno di definirli in assoluto, è che la loro essenza un po' mi spaventa e lascia perplesso, perché mi sembra insistere come una leva su un punto di autoinganno psicosociale contemporaneo. Vorrei farti chiaro che una cosa per me focale, che forse non ho reso sufficientemente evidente, è la distinzione tra l'oggetto e il soggetto. Il soggetto, il fruitore di questi beni, può fruirli in molti modi. Alcuni che riterrei più aberranti, altri meno. Con maggiore o minore onestà intellettuale. Ci sono gamme di varianza. Sono queste due delle casistiche, ma non tutte. C'è anche chi li fruisce con onesta cognizione che si tratta di un po' di nostalgia proustiana. C'è chi si inganna che 'non sia infantile'. C'è questo e quello e altro. Proprio per questo, io non criticavo nessuno e non parlavo tanto dei soggetti che consumano questi beni, quando degli oggetti in quanto tali. Ovvero, questi 'giocattoli modellinizzati'. Il collezionismo non è un'attività necessariamente infantile. Il collezionismo è un'attività che vive di appagamento estetico e spesso di soddisfazione compulsiva. Il collezionismo è più che altro un attitudine maschile adulta. Mi fa quindi specie (ma anche no, da un pdv sociologico -> di mercato è obv) e molta paura che i giocattoli (per bambini) si siano evoluti in "giocattoli-modellino" per appagare sempre lo stesso pubblico, che era bambino ieri, adulto oggi, ma in un processo di crescita evidentemente deforme ha mantenuto pesanti tratti della sua infantilità. Questo lo trovo semplicemente 'stupido' ovvero 'insensato', ma è un discorso su un piano molto più basso, interno all'hobby, insomma da otaku marcio. ^^; Sinora ho detto 'giocattolo modellino'. Anche 'modellino giocattoloso' andrebbe bene. Model Toy, come dire. In italiano, dici? Non lo so. A parte "feticcio", ma chiaramente non è la categorizzazione che chiedevi, non mi viene in mente niente. Forse tutto sommatto più 'modellino', sì. E' un giocattolo che si è evoluto in logica, costruzione, costi e uso (come dicevamo e dicevi) in un modellino che conserva un'estetica parzialmente affine al giocattolo per fare 'effetto nostaliga' su quel tipo di pubblico. Forse mi fa paura per questo tipo di disonestà intrinseca (dell'oggetto, non necessariamente di ciascun suo acquirente). Con un brivido penso alle 'bambole per signore', o le 'bambole per donne' (Dollfie anyone?). Ma non sono forte con le definizioni dai tempi del mio disamore per Kant (fine liceo). Nota: quello è l'unico SoC che ho mai comprato, ma poi non l'ho mai aperto. :( E' difficile. Provo a spiegarmi. Quando sei piccolo, hai i giocattoli e li immagini perfezionati: che si trasfromino meglio, che siano uguali uguali al soggetto in tv, cose così. Poi sei grande, ti trovi questi modellini giocattolosi perfetti, e scopri che era fail. Fail perché così non sono più giocattoli, e tu volevi dei giocattoli perfetti che questi non sono. E' come quando ti piace il bitmap, sogni tutto in hi-res, poi arriva la roba hi-res, non vedi più i pixel e capisci che eri sciocchino a sognare la morte dello spirito che amavi. Ovviamente vedo la bellezza della realizzazione di certi soggetti. Ma quella che io considero la loro 'disonesta natura' ne permea l'estetica, e me li fa dispiacere. E se proprio mi farebbe rimpiangere l'onestà dei 'giocattoli giocattoli'. Che si riflette anche nell'estetica. Il punto è che ogni volta che ci piace qualcosa, se ne vorrebbe di più e di meglio. A volte quel di più e di meglio arriva, e non funziona perché è una noia. Tipo giochi a King of Dragons e dici "wow, ma che bello se avesse tutti gli incrementi e gli oggetti selezionabili e le magie come un vero D&D". Poi esce D&D Shadow over Mystaria e capisci che con tutte quelle cose non è perfetto, è solo una noia/rottura giocarci. O quasi. Forse è anche un po' buffo, ma credo davvero sia così.
  10. Shito

    Soul of Chogokin

    Bob: il post era meglio prima dell'edit. L'hai frustrato, peccato.
  11. Shito

    Che cosa state leggendo

    Topaz -il libro- divenne l'omonimo film, poi pubblicato in occidente come Tokyo Decadence. Topaz II -il libro- divenne il flm intitolato Love & Pop, dove per la prima volta Murakami Ryuu lasciò ad altro regista un suo soggetto. L'altro era Anno Hideaki. Vi ricordo che Suzuhara Touji e Aida Kensuke sono i nomi dei protagonisti di Ai to Gensou no Fascism, altro libro di Murakami Ryuu. BTW, sempre di cul-de-sac da esistenzialismo postmoderno metropolitano si parla. Buffo come Haruki e Ryuu facciano proprio la stessa cosa: continuare a parlare dello 'spiriti del loro tempo'. Alla fine sono parimenti inutili. Nulla di universale o assoluto in loro. Per dirla con Eliot, la loro 'letteratura' è tutta "wastelands", Bob: il tema della 'deprivazione emozionale' è interessante. L'altro giorno mi commuovevo intonando Il Cantico delle Creature di San Francesco, perché se ci fai anche solo un po' di indagine ermeneutica è davvero incredibile. Altro che Ungaretti, altro che Joker. E' già tutto lì-
  12. Shito

    Soul of Chogokin

    Senza provocazione: giocattolo per adulti' non è una parola, neppure una parola "poli-lessemica", tipo 'messa in scena' (che alcune dottrine linguistiche considerano una sola parola, io personalmente discordando anche su questo). 'giocattolo per adulti' è un'espressione, una definizione ossimorica, dato che il significato di 'giocattolo' include il suo indirizzo infantile. E' un po' come dire 'quadrato a tre lati'. Non che non se ne usino, a scopo pubblicitario (tipicamente), a scopo provocatorio, o che. Tipo: 'home theatre' è una definizione ossimorica. Per quanto odioso, è stata sdoganata commercialmente ben oltre il punto della sua inclusione in lemmari di sorta. Ma non è il caso di 'giocattolo per adulti', che credo esista solo in un certo tipo di psicologia demente, nel mercato che la segue, e poi nel giustificazionismo dell'otakuzoku. :( Oh, per capirci: io colleziono merda per adolescenti ottantini, lo so. Spero di essere almeno onesto con me stesso. Mi fanno più paura i videogiochi che 'nascono' per un pubblic 'adulto', perché seriosly: wtf? Cosa avrei pensato, a 14 anni, se mio padre quarantenne invece che lavorare da buon pater familias fosse stato 'attaccato ai giochini in tv'? Non voglio pensarci, in effetti.
  13. Shito

    Soul of Chogokin

    Ma tu non puoi 'mettere in campo' dei 'tuoi ragionamenti' e cambiare il significato delle parole. Tu hai scritto: Io ti ho dimostrato che è il contrario. La TUA visione personale è contraria al significato italiano del termine 'giocattolo', mentre la mia gli è del tutto concorde. E' un fatto che ho dimostrato citando fonti, non un'illazione come le tue. Non c'è nulla di becero. Becero è credere che l'italiano sia il tuo sentimento linguistico: non è così. Tutto il tuo bel discorso generalizzante e nobilitante si basa su un presupposro linguistico ERRATO. Semplicemente errato. Ovviamente leggo parti del tuo discorso comunque sensate, ma il presupposto di base, e indi l'ottica dell'argomentazione, resta del tutto fatasiosa. Il giocattolo *è* un oggetto dato al trastullo dei bambini. Non nella 'mia visione', ma nel semplice italiano. Per argomentare sul tema in modo sensato, non puoi contraddire queto assunto, ma solo prenderlo come punto di partenza. Tendenzialmente sì. Tuttavia, un anime è comunque un medium espressivo. Come medium, la finalità è nell'uso che se ne fa, non nel medium stesso (o nei suoi natali). Del resto per i Lumiere il cinema aveva mero scopo documentaristico e sperimentale. Ma era un nuovo medium, che in mano a tanti autori ha trovato molte finalità. Al contrario, il giocattolo è un oggetto singolo e finito, non è un medium formale. Il paragone, in questo, sussiste per meno di metà.
  14. Shito

    Soul of Chogokin

    Mah, invero mi pare un magheggio semantico a scopo giustificatorio con retrogusto fintoculturale, che a casa mia è il peggio del peggio. Anche perché: Dizionario Treccani: Garzanti: Sabatini-Coletti: Persino Farlex! Poi se ci si vuole non solo autoingannare, ma proprio prendere in giro...
  15. Shito

    Soul of Chogokin

    I myth devono per forza essere giocati. Nel momento in cui fai indossare l'armatura al personaggio, ci stai giocando. E' innegabile. Poi non so, forse tu hai l'idea dei bambini che giocano coi robot o coi pupazzetti vari facendoli scontrare fra di loro, lanciandoli o chissà che altro... Ma in realtà anche quello è solo uno dei tanti modi, non l'unico. Forse te l'avevo già detto, ma io da bambino giocavo: 1) facendo le esposizioni dei modelli (devo avere ancora delle foto da qualche parte) 2) tenendo tutto in scatola Percui visto come colleziono adesso i myth e i chogokin, direi che da parte mia c'è assoluta coerenza. Quando ero piccino picciò, giocavo con i Masters e con altre action figures nel vero senso della parola. In genere immaginavo una serie di scontri successivi tipo fighter one-o-one, a là Ye Are King-Fu, per intenderci. Per la cronaca, il boss finale era sempre Man-A-Face. Andando avanti, anche io arrivai a uno stile di uso del giocattolo come il tuo. Tipo per i saint cloth classici, sì. Ma facevo già le medie, e percevivo già la stortura sotto il fatto che io comprassi/avessi quelle cose. Deve essere una cosa mia, eh! Non sto criticando nessuno, né intendevo farlo. Il punto non è tanto nelle persone, quanto nella logica del prodotto stesso. Il mio punto è che io vedo questo 'inganno' proprio permeato nei SoC e nei Myth, per dire. Non sono modellini e non sono giocattoli. Sono ibridi, giocattoli ibridizzati in una evoluzione a modellino per nostalgici della loro infanzia. E credo sia questo che mi fa un po' irretire dinanzi a questi prodotti. Per dire che sono meno irretito, anche ora, dinanzi a una collezione di vintage. La sento più onesta.
  16. No, fece un colloquio ma non gli piaceva la posizione offertagli. Ora lavora in una grossa firm di counseling a Singapore. :)
  17. LoL. Mannò, era davvero una trollata di lusso. BTW poi lasciò Microsoft (non per quel motivo, LoL).
  18. Shito

    Soul of Chogokin

    Difficilmente quei prodotti si trovano nei negozi di giocattoli (tipo Kiddy Land), sono piuttsto un altro canale. Ma soprattutto:: i 'giocattoli per bambini' non esistono quasi più, proprio in assoluto, eh! Nelle pubblicità dei chougokin del tempo si vedeva proprio che erano cose per ragazzini: loro ci giocavano. Ma questi modeliini finti giocattoli non sono fatti per giocarci, ma per esporli pensando che ci si giocherebbe. Cosa che mi puzza di autoinganno generazionale. Sarò io, eh.
  19. La cosa più figa di tutte è che una delle tre la volle mio fratello, che al tempo era un dirigente vendite in Microsoft, tanto per trollare. XD "Corporate Trolling"...
  20. Non c'è da perplimersi: a ognuno il suo finché non si fa danno ad altri. :) Ah, se vuoi una maglietta di inaugurazione dell'Apple Store di Roma Est ne ho tipo tre. Senza fare coda, feci questa cosa laidissima: entro e ne prendo una. Poi vado da altro commesso parlando in inglese, e dico che sono entrato senza capire che me la regalavano: me ne danno un'altra. Poi faccio la stessa cosa da un altro commesso ma in francese: terza maglietta. Volevo farlo anche in giapponese (mi dicono che è la mia pronuncia più dissimulata come original), ma i tratti somatici mi tradiscono, e poi i commessi non avrebbero capito. ^^; Cmq, vendo a prezzi folli questo pezzo di storia, se vuoi!
  21. Shito

    Soul of Chogokin

    Dipende dai punti di vista. Il bello del vintage è l'onestà di un giocattolo che è un giocattolo, è per bambini, non vuole fare le pose plastiche per un collezionista adulto che pensa ai 'modellini'. Il bimbo si esalta perché il giocattolo si trasforma come in TV, poco conta se poi è fisso come un ciocco di legno. E' il concetto del 'si trasforma' che esalta. In questo senso la kanzen henkei è il top. Questo fascino per me è molto bello. Si noti: non ho né vecchi né nuovi, eh! Sono imparziale. Per esempio, anche se i Myth Cloth sono molto belli, il fascino del giocattolo dei classici sta proprio nel fatto che i 'pupazzetti', vivono di quel simbolismo del 'cambi il colore dei capelli e tanto basta'. I giocattoli tipo SoC e Myth mi fanno un po' paura, perché sembrano 'giocattoli per adulti', cosa che è chiaramente un controsenso. Non so però se sono riuscito a esprimermi.
  22. C'è gente che fa la fila per vedere un tizio sudato su un palco (caso: concerto), c'è gente che si picchia per ventidue sconosciuti che tirano calci a una palla, e tante cose ben più dannose ancora. Alla fine, se le persone trovano una via per essere felici senza far danno al prossimo, direi che è tutto ok.
  23. Shito

    Giulia non esce la sera

    Devo seriamente vedere questo film. L'ho avvicinato a livello di informazione a causa della colonna sonora realizzata da un gruppo, i Baustelle, nei confronti del quale ho un rapporto di amore-odio, o meglio di ammirazione-disprezzo. E' incredibile come i Baustelle riescano a produrre sonorità e soprattutto linee melodiche di caratura per me assoluta, interpretazioni canore di spessore e testi anche intelligenti e belli, ma il tutto sia condito da un'alone di marcio, di lurido e sordido che mi fa rivoltare lo stomaco. In particolare, è notevolissimo quel che sono riusciti a ottenere nella musica d'uso (ciao, Fabio!), ovvero una colonna sonora. Il film, poi, tocca un tema per me carissimo: LA RESPONSABILITA' DEL SENTIMENTO. Come dicevo, devo veramente vederlo. Qualcuno che l'abbia fatto ha un commento da elargire a Shitarello? :)
  24. Shito

    Eva Manga - new chapter by Sadamoto

    E' molto interessante, per me, vedere la differenza che c'è tra i registi di animazione che 'vengono dall'animazione' e i registi di animazione che 'vengono dalla regia'. Il fuoco della camera, l'interesse dell'occhio, è tutto diverso. C'è un passaggio davvero illuminante nel documentario su Otsuka Yasuo. Se non l'hai visto, ti suggerisco davvero di farlo. Si parla di quanto si stava realizzando Hols no Daibouken. Se non l'hai visto e intanto vuoi che ti spieghi in due (vabbé, qualcuna di più) la cosa, scrivilo pure qui. Che se l'hai visto, invece, non annoio tutti gli altri. :)
  25. Sarà forse perché alla fine, tra esseri umani, o si parla del sé, del vero, della propria vita, o si parla più o meno di pugnette. Alla fine nel dialogo l'onestà è tutto.
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