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Non è che ci sia una democrazia della verità. La verità viene semmai statuita dalla compentenza e dalla conoscenza individuale, eventualmente provata/dimostrata *a chi sia interessato*. Per chi non lo sia, non fa niente comunque. Non è che se mille ti dicono 'hai ragione', tu hai ragione. Semmai ti senti il pancino caldo, ma non hai ragione se hai torto perché molti ti danno la ragione. Capisci? Di mio, ti ho spiegato i fatti. Obiettivi. Reali. A fronte di una critica ingnorante perché puramente presuntiva, ti ho educatamente indicato le cose vere. Ora, vedi, resta un solo discriminante: 1) ti interessa 2) non ti interessa se è 1) hai gli strumenti, ovvero sei TU che devi rivedere il film, accettarlo per quello che è, provarti a capirlo se è invece 2), posterai un sacco di sciocchezze per sentirti meglio, luoghi comuni, levate di scudi, boo-boo e cose tutto gia visto in tante salse, con tanta gente. vecchia storia del mondo. ma alla fine: la realtà non cambierà tu non sarai migliorato e avrai perso una chance pensaci, magari oppure no è uguale per tutti tranne che per te la chance è la tua, nessun altro beneficierebbe del tuo miglioramento dipende se vince il tuo 'orgoglio' (e-penis) e 'voglia di avere ragione', o se hai un interesse reale a capire qualcosa in bocca al lupo :)
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:) Ormai sono un super estimatore di Takahata, non posso farci niente. Sarà perché è un intelletuale anziano E giapponese, ma non è mai 'intellettualoide'. Credo che Ponpoko sia davvero il suo capolavoro assoluto. Il livello trasfigurativo è incredibile, perché se da un lato abbiamo proprio dei 'pupazzi', le situazioni, le psicologie, tutto è così reale! Ci sono delle scene che mi fanno sempre tremare. In particolare, quando la volpe Ryuutarou porta il saggio tanuki di Awa, ovvero Kinchou VI, in un kyabakura a Tokyo. Il mondo in cui viene condotto l'affare, come si comportano le donne, lo scontro tra le mentalità 'antiche' e 'moderne' giapponesi mi colpisce sempre some uno schiaffo in faccia. I momenti memorabili, onestamente, si sprecano. La cosa che adoro è che a volte un momento viene reso memorabile da un dettaglio veramente minimale, e neppure enfatizzato dalla regia. In questo senso, è neoralismo di lusso. Per esempio, il fatto che Otama, la 'donna' di Gonta, si compiaccia nel portargli la *birra*, che lui deve bere rudemente sotto lo sguardo di lei, è già incredibile. Ovviamente Okiyo non avrebbe mai fatto nulla di simile per Shoukichi. Figurarsi Hanako per Ponkichi. Gli accoppiamenti di caratterizzazione sono perfetti. L'uso del SuperFamicom per spiegare la geografia 'umana' ai vecchi patriarchi è ancora incredibile, per chi si interessa di gap generazionali e cose. Ma su tutto, torreggia un'umanità (rappresentata dall'umanità di città = 'nuovi giapponesi' e i tanuki = 'vecchi giapponesi') che, come scrivevo altrove, ha dimenticato il significato della parola 'meraviglia'. Come del resto anche noialtri, nel cui imbarbarimento linguistico 'meraviglioso' è ormai divenuto un superlativo di 'bello', invece che significare una cosa che -per la sua INSPIEGABILE, INCOMPRENSIBILE magnificenza- causa sgomento, timore e riverenza. Le meraviglie dalla natura, per dire. Le meraviglie del creato. O persino il 'paese delle meraviglie' di Alice, in cui accadono cose tremente e soprendenti e inspiegabili, non certo bellissime. Ma in questa deriva di società tecnocratica e spettacolarizzante, tutto è intrattenimento. Anche l'orrore. Anche quello vero ai telegiornali. Tutto è spettacolo. E qui consiglio a tutti: provate a guardare Heisei TanukiGassen Ponpoko. Fotografando quel momento, Takahata era ovviamente un po' in anticipo. E' spaventoso e meraviglioso. Verrebbe davvero da correre ai ripari, ma non si sa dove.
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Il bello di Takahata è che, nel suo stile neoralista (dichiarato), non prende mai una vera parte. I suoi film fanno riflettere. Il linguaggio è strumento. Parlare dell'urbanizzazione di Tama New Town è esso stesso uno strumento per riflettere sulla direzione 'scelta' dall'umanità. Tra picchi di emotività assurda, c'è veramente da pensare. Secondo me dovresti assolutamente guardare questo film. E' di quelli che ti toccano dentro, e dopo non è più come prima. Davvero.
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Facile. Avranno visto che era un film animato con animaletti carini protagonisti e l'hanno importato senza manca sapere di che parlasse sul serio mi sa... Non avendo visto nessuno dei due film del topic non entro nel merito del linguaggio usato... tanto che dei tanuki non potrebbe fregarmene di meno Porco Rosso invece lo guarderei No, no, no. Stefano Massenzi, che si occupa delle acquisizioni in Lucky Red, amava Ponpoko da ben prima che lo doppiassimo. Non so dove abbiano trovato il coraggio, o la follia, di editarlo. Cmq fai male a snobbarlo. I tanuki sono ovviamente mera metafora. E' un film delicato, intenso e intelligente. Anche io, cmq, non ho trovato molto felice la scelta dell'immagine di coertina. Ovviamente di mio amo le locandine real: la versione snob è la mia preferita: Ma probabilmente avrei scelto l'altra, più 'completa' e d'effetto:
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Nuova edizione? Non ho capito di cosa stai parlando. Cmq, a onor del vero, non ho neppure capito come mai si sia deciso di pubblicare in Italia un film come Heisei TanukiGassen Ponpoko. :)
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Maximilian: ripeto. Guarda Porco Rosso e Ponpoko e dimmi se sono dialogati con lo stesso registro. Darion: 'niente' o 'poco' o 'a fatica', suppongo a seconda del loro livello culturale. Ma considerando che è pieno di politichese, gergo sessanttottino, e modi di dire anche proprio arcaici tenderei più verso il 'poco o nulla', dato che non sono questi ambiti linguistici a normale portata di ragazzino. In particolare il narratore è molto complicato. Per dire una cosa semplice, quando deve dire che ormai la battaglia stave per iniziare, usa la metavora di antiche pistole la cui sicura removibile era un filo da tagliare, o qualcosa di simile. E' spesso, molto spesso, così. Poi c'è un sacco di Amidhismo, leggende giapponesi, le poesie arcaiche e cose. Il tutto recitato da un attore rakugo (il cui stile è celebre per essere serrato e veloce, alla osakese). Si vede che a Takahata è piacuto così. :) Per la cronaca, onde 'capire' a fondo Ponpoko nel suo linguaggio e nelle sue citazioni ci sono volute due traduzioni da due traduttrici diverse (una madrelingua, l'altra bimadrelingua), così da poterle crociare, e tanta tanta tanta ricerca. Sicuramente è stato il testo più complesso e 'ricco' dal pdv linguistico con cui mi sia mai misurato.
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Per Ponpoko, rileggi il post prima. C'era già la risposta. E poi dimmi se Porco Rosso, in italiano, è parlato uguale. Oh, non voglio convincerti. So come stanno le cose. Volevo dimostrarti che non ho niente contro di te. I film sono quelli, il bello è che li puoi vedere e capire per quello che sono. Se non ti piacciono, i loro autori si chiamano rispettivamente Takahata Isao e Miyazaki Hayao. :) 'per come la vedi tu' è solo presunzione, nel senso che presumi quel che non sai e non hai indagato neppure di lontano. Quindi, beh, proprio super epic mega fail.
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Quando ho parlato col responsabile Studio Ghibli, una donna, lei mi ha detto, SIC: "Il narratore in giapponese parla in modo veloce e difficile che noi non riusciamo a capire cosa dica se non ci concentriamo molto". Ovviamente a dire questo è una donna adulta, e giapponese. Ti prego, prima di presumere, di informarti. Manca di rispetto per gli autori del film? Ma in base a cosa muovi un simile giudizio? Il film è quello. E non credo fosse anche solo minimamente rivolto ai ragazzini, che non credo possano capire -o anche solo interessarsi- alla questione dell'urbaninazzione in epoca Heisei. Non è 'colpa' mia se Takahata Isao ha deciso di utilizzare un registro linguistico PRECISAMENTE e INTENZIONALMENTE da vocaboliario militante per tutte le questioni dei tanuki, e tante altre cose così. Dentro a quel testo c'è una poesia antica giapponese (cercate 'principessa Nukata' se mai vi interessasse) per tradurre la quale abbiamo dovuto cercare della parafrasi in giapponese, perché è antica. E altre cose così.
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Le DIVICHE
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Ho mai lodato la fedeltà dei doppiaggi Dynamic? No conoscevo la battuta di Tessa (dio mi scampi da FMP), ma credo dalla vostra spiegazione si riferisse al 'mizu shoubai', letteralmente 'mercato dell'acqua' (water businness), che NON sono le soapland, ma TUTTO il mercato dell'eros live, dalla prostituzione light alle fuzoku che dite voi. Questo solo per essere precisi. -
Le DIVICHE
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Haiku per voi Abitudine è la forma del gusto in fanciulezza e ancora Doppiaggio antico così magico appare ma è tutto a caso e infine Mente crociata difendendo i ricordi sempre girella -
In effetti sembra una carnevalata che manco un sentai d'epoca. Shuji: come sottotitolo che ne dici di "Spider-ass' tingling?" EDIT: ops, too late.
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Avrai infatti notato le virgolette da me stesso utilizzate.
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Formali? Per le società moderne, sì. Alcune societa antiche o 'retrograde', conoscono 'diritto consuetudinario non scritto', ma funzionalmente non c'è differenza. C'è sempre un contratto sociale, scritto o implicito, alla base di ogni gruppo sociale umano.
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Ovviamente è una questione di gusti. Trovo anch'io che a livello aromatico, il Cosi sia superiore a altri cru ben più blasonati (tra tutti, non amo il Vollutto, tanto decantato), ma non amo i caffé eccessivamente 'deboli', salvo che non siano lunghi, e allora è altra storia. :)
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Sono stato io a dire 'irrecuperabile'. Si trattava, ovviamente, di una boutade. Ma come mi è solito, le mie boutade -anche le più estemporanee- nascono da convinzioni profonde e per lo più articolate. A esplicita, gentile e parmi onesta richiesta, non posso che essere lieto e onorato di elaborare. Eviterò l'accademia, che pure mi è invisa. Il discorso che segue vorrebbe essere improntato sul parallelo binario di 'senso comune' e 'tentativo di univocità comunicativa finalizzata alla migliore comprensibilità'. Dunque, per anarchia, si intende una forma di stato 'civile' in cui la vita comune è 'regolata', ovvero autogestita, nell'assenza di leggi, ovvero di alcun tipo di prescrizione normativa dall'alto. Per contro, l'imposizione della 'legge' è cosa che si è dimostrata nella storia e nella realtà dell'umanità non già come 'bella' o 'amorevole' per se, quanto 'necessaria' e 'inevitabile' in ragione della natura umana. Ovvero, gli esseri umani, esseri individuali ciascuno dotato di individuale autocoscienza ovvero appecercezione del sé, non sono mai stati in grado -e io ritengo mai lo sarebbero- di vivere in gruppo di comune accordo. La loro natura, infatti, fa sì che benché la vita comune sia a loro UTILE, per varie ragioni (sia percettivo-esistenziali che più schiettamente pratico-utilitarische), pure non sia per loro PIACEVOLE in senso stretto, e cià determina l'impossibilità di una 'vita sociale naturale' dell'essere umano. Neppure la vita del singolo, cosa che dovrebbe essere il fondamento della vita del gruppo, riesce a essere garantita. Lo stato di natura dell'umanità è insomma fallato, poiché il fatto che un essere mortale sia pure autocosciente è propbabilmente un errore, e da ciò non può che deterimante quel famoso stato di guerra di tutti contro tutti, di uomini lupi di uomini e compagnia bella. Non funziona, semplicemente questo. Ovvero, non ha funzionato. Perché, come si vede, QUALSIASI istituzione umana è nata, ovvero è EMERSA, per *necessitàé. Non perché una razza aliena l'abbia imposta. Dalle paleoteocrazie alle moderne pseudodemocrazie, tutto è stato 'necessario', ovvero è 'ponstaneamente emerso'. Da cosa? Dalla natura umana, insieme di bisogni e modi di essere. Indi è utile vivere insieme, indi è auspicabile farlo, ma per riuscirci è necessario darsi delle regole. Tutto qui. Si potrebbe dire che dunque gli esseri umani sono stupidi, perché pur individuando un loro utile non sanno spontaneamente perseguirlo. E' così. L'essere umano è strangolato tra le dimensioni individuali e comunitarie, e non riesce a gestire sé stesso. Di fatto, indi, ritengo che l'anarchia sia: A) un concetto limite a cui ogni forma di governo dovrebbe tendere, poiché l'ideale della 'anarchia funzionale' non può prescindere dall'ideae sotteso di una società civile in grado di gestire l'anarchia, ovvero una società civile sì eticamente educata da non necessitare più di regole. E' una condizione inumana, si capisce, ma è altresì il limite (ovvero mai raggiungibile) a cui lo sforzo educazionale di ogni società umana dovrebbe tendere. Ogni stato dovrebbe puntare alla felicità dei propri cittadini e al tempo stesso all'annullamento di sé stesso, punto limite in cui lo stato, educando alla civiltà i cittadini, si è reso di fatto in superfluo ovvero inutile. Così come il padre è inutile al figlio realmente e perfettamente (nel senso di 'completamente) educato. Anche Hegel ha detto delle cose buone, direi almeno un paio. B) l'anarchia è, altresì, uno stupido ed infantile (l'una cosa non essenso necessariamente sinonima dell'altra) concetto romantico, qualora non solo propugnato, ma anche solo teorizzato come 'realmente attuabile'. Anche il sognarlo in maniera romantica è stupido. Perché è un'utopia stupida persino come utopia. E ora veniamo al concetto di 'irrecuperabilità' di un adulto che si trova nello status B. Tale irrecuperabilità muove appunto dall'infantilità dello status. Non uso il termine 'infatile' come una denigrazione implicita a caso. Dico 'infantile' perché un certo tipo di idealità da 'sopravallutazione della natura uamna' è tipica della fase psicologica dell'adolescenza maschile. La fase 'estetica', per dirla con parole altrui ma pure fatte mie, o quella 'eroica' o 'titanica'. Anche a me piace Foscolo, e Machiavelli, e Hobbes. Erano persone intelligenti e dotate. Mi sono formato in una cultura illuministica, nel senso proprio del termine, sono realmente 'il figlio di Emilio' (il nome di mio padre, non a caso gran romantico dell'umanità). E' bello pensare che l'umanità 'potrebbe essere in grado' di fare grandi cose, che I MIGLIORI dell'umanità potrebbero, e poi tutta l'umanità potrebbe essere un'umanità di ottimati, ovvero nessuno sarebbe più 'migliore'. Poi si cresce, e ci si rende conto che chi ci ha creduto, anche onestamente e positivamente, ha fatto gran disastri. Che il socialismo è stato il sogno dell'umanità che si ingannava di essere migliore di quel che era, ed ha fallito. Prima nella sua incarnazione minimalistica (francese) e poi in quella massimalistica (russa). E perché ha fallito? Semplicemente per la natura umana. Perché non funzionava. Perché alla fine ci si rende conto che gli illuministi erano tutti dei ragazzini intelligenti che ragionavano 'da ragazzini', come il giovane Foscolo che scrive la meravigliosa 'Che stai' (anche nota come 'A se stesso'), come il giovane Julien Soriel che fa la fine, paradosalle, che fa. Carogne, carogne, carogne. Tutto, mestamente, qui. Non c'è da intristirsene. C'è da rimboccarsi le maniche. Mantenendo sulle labbra il sorriso di una condizione dannata, quella umana. Per quanto Lei possa avere l'età di mio padre, direi che la prima affermazione è fasulla. Non credo che Lei sia contemporaneo dell'età della Chanson de Roland e dell'amor cortese, in particolare non la credo coetaneo del Poliziano, e indi direi che -su quella scala- siamo della stessa generazione, la generazione di chi quelle cose ha avuto la fortuna di studiarle a scuola. Un grande lusso. Sentendo l'affermazione che lei cita, le dico che: A) E' un ossimoro. Il concetto di 'furto' NON può prescindere da quello della 'proprietà'. La proprietà, non già il possesso, è un istituto giudirico. Come quello di furto. E il secondo non puà configurarsi senza il primo, ci aveva mai pensato? Solo questo rende ai miei occhi palese il livello del Suo autoinganno, del mageggio semantico *inconscio* sotteso alla Sua percezione delle cose. Ma lo ripeto: lei è troppo anziano per essere recuperabile da questo punto di vista. B) è una frase romantichetta adatta a chi non è anarchico, ma ha vissuto -tutto sommato- sufficiente benessere per dissimulare il proprio modus superegotico di autarchia come un sogno di anarchia. E' una cosa triste. E' tutto molto buffo, perché Lei ha vissuto più di me, e ha fatto evidentemente cose più grandi di quelle fatte da me, ovvero lei ha generato e cresciuto un figlio che parmi dotato di senno e pure una discreta educazione. Quindi, ci tengo a sottolinearlo, sebbene io La ritenga irrecuperabile pure sono conscio che tale è faccenda del tutto triviale. Se ha già fatto così tanto di bene, perché non dovrebbe ora cullarsi con le dolci fantasticherie che pure Le sono generazionalmente proprie? Io direi che va tutto bene così.
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Playstation Vita - Topic ufficiale
topic ha risposto a Shito in una Endrius nella sezione L'arena videoludica
Mh, non so se voglia fare il verso più a Eppol o Diesse, ma sembra davvero inutile. -
Il Cosi (senza accento) è buono, ma molto molto blando. :)
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Questo è possibilissimo. :)
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Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
Tutto vero. -
E la ragione per cui mi trovo bene su Pluschan è...
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Il 'tralasciando' è giusto e degno, ma il punto è che l'atto sessuale è e deve giustamente essere attuato nella considerazione del significato profondo che comporta, del cambiamento che comporta, della responsabilità che comporta. E' solo perché i maschi hanno avuto convenienza a stare al gioco della dell'ugualianza tra i sessi che si è arrivati a credere che fare certe cose, e averle fatte, sia lo stesso per un maschio e una femmina. Ma è una bugia che segna solo la seconda, e serve al sollazzo del primo. -
Nausicaa, il manga, era all'incirca al punto dove 'finisce il film' quando il film venne messo in produzione (1983 circa). Il film raccoglie non tanto 'solo' quel materiale narrativo, ma la mente del Miyazaki Hayao di allora. Circa quindici anni dopo, film dopo, e tante cose dopo il manga sarebbe arrivato a una conclusione dalla drammacità molto più adulta dell'incipit, che essenzialmente era la rilettura Miyazakiana di Earthsea + l'idea della rori/kore che piace a ogni otaku. In effetti, il finale di Nausicaa manga esprime la mesta tristezza di un uomo che ha conosciuto l'adulità, come Mononoke Hime (che è contemporaneo) e persino On Your Mark (che è contemporaneo), Non è questo, è che sono due marcati diversi. Nausicaa veniva pubblicato su Animage, che già ai tempi era una rivista da fanatico/otaku dell'animazione. Al contrario, un film è una produzione che si deve ripagare con un'esposizione wide-public cinematografica. Non solo questo, due media differenti funzionano in modi differenti. No, non sono queste le motivazioni di K'shana nel film. Nel film, K'shana è -a causa delle esperienze vissute- un'interventista radicale. E' una 'pro umanità' assoluta, non differentemente da Eboshi in Mononoke Hime, e non differentemente dal modello di 'femmina cresciuta' Miyazakiana. K'shana vuole spazzare via il Mar Marcio per renderle il pianeta all'umanità. Non per vendetta, per strategia bellica. Nell'anime ne uccide tre in uno scatto di furia per l'uccisione del padre. E molto violentemente. Tant'è che poi avrà un crisi di timore del sé. La vista del dettaglio truculento non significa 'violenza'. Di fatto, la scena più violenta mai creata da Miyazaki è Nausicaa che sbottona la la veste di Rastel mentre intanto le dà da parlare, per tenerla sveglia, e dopo aver 'visto' il suo petto, che lo spettatore NON vede, Nausicaa sgrana gli occhi, cambia espressione in rabbia, e mestamente richiude la veste, perché non c'è niente da fare. Non si vede nessun dettaglio truculento, ma ognuno immaginarà la propria peggiore idea di scempio sul petto della povera Rastel. La violenza peggiore non è mai graficamente descrittiva. In un modo o nell'altro, Nausicaa è èpiena di scene da tentacle hentai, è un fatto. Nausicaa nell'anime che viene 'sondata' dai tentacoli degli Ohm non è diverso. Alla fine è Miyazaki, e gli piacevano le rori. Le disegnava per questo.
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Se è una persona adulta, a parlare in quel modo, a parlare d'anarchia, allora è ancora più preoccupante. Non la si riprende più.
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"Sociologia otaku a giudicarsi dal consumo di intrattenimento infantile anche da adulti"
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
http://www.youtube.com/watch?v=4oAB83Z1ydE Non parlo dell'opportunità pubblicitaria. Dico che se non sei storto, non hai che da vivere consumando pacificamente. E' la 'stortura' che porta all'impeto creativi artistico. L'arte non è mai pacifica, per chi la fa. SASSHI: "Sono gli otaku che muovono il mondo" Nota: quelli di terza generazione non si qualificano come 'otaku'. -
"Sociologia otaku a giudicarsi dal consumo di intrattenimento infantile anche da adulti"
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Lo sai, vero, che l'arte è atigianato (non sempre vero il contrario), e che nell'artigianato creativo e manovale hanno da essere la stessa persona per avere un buon risultato? Vallo a dire a Miyazaki padre. O a Michelangelo, se proprio. -
E la ragione per cui mi trovo bene su Pluschan è...
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"Coloro che non si divertono che a leggere e scrivere le prime pagine dei romanzi, moriranno senza avere mai scritto o letto il finale del loro libro. E' una garanzia di insoddisfazione profonda." "Comodità e felicità sono cose profondamente diverse."