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Le novel di Haruhi in Italia (?)
topic ha risposto a Shito in una Nighthawk nella sezione Anime & Manga
Dipende anche dalla qualità linguistica minima che la coscienza permette di pubblicare. -
Continui a non capire. Un'opera audiovisiva NON PUO' essere il frutto di un solo autore. Anche se c'è un 'direttore' (regista), se anche lui dirige tutto, usando 'strumenti umani' essi divengono di fatto coinvolti nell'autorato. Nel comparto caratterizzante che è la recitazione originale di un personaggio, l'attore originale ha una componente creativo-autoriale, sotto la scelta e le indicazioni del regista. Così è. Tu non stai parlando della realtà dei fatti, ma delle tue pie illusioni basate su mere speculazioni presuntive.
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Su cosa basi la tua opinione? Io baso la mia sulle numerose dichiarazioni di numerosi autori, e prima ancora sulla realtà di fatto che per quanto incidentale la scelta della voce possa essere, prima della sua interpretazione originale quel personaggio non ha voce, e la voce (con tutta l'emotività che si tira dietro) è una parte integrante e caratterizzante del personaggio finito-completo. Tu stai speculativamente discriminando in modo presuntivo sui valori di questo o quel tratto e mezzo di caratterizzazione di un personaggio. Trova l'errore. mmmh non trovo proprio l'errore. Anche se rimane l'impressione che l'impercettibile tradimento insito in una ( buona ) traduzione di qualcosa ( cambio di lingua ) sia di natura diversa rispetto al tradimento insito nel cambio di doppiatore. Signor DeLapalisse, le faccio notare che un doppiaggio constando intrinsecamente *anche* di una traduzione di un testo, ma non esaurendosi in quella, *non* può non essere 'di natura diversa' da quella.
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Su cosa basi la tua opinione? Io baso la mia sulle numerose dichiarazioni di numerosi autori, e prima ancora sulla realtà di fatto che per quanto incidentale la scelta della voce possa essere, prima della sua interpretazione originale quel personaggio non ha voce, e la voce (con tutta l'emotività che si tira dietro) è una parte integrante e caratterizzante del personaggio finito-completo. Tu stai speculativamente discriminando in modo presuntivo sui valori di questo o quel tratto e mezzo di caratterizzazione di un personaggio. Trova l'errore.
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Addio Arnold
topic ha risposto a Shito in una Roger nella sezione Film e telefilm nel salotto di casa
Credo che agli interpreti di Willis e Kimberly sia toccata una sorte peggiore che a Gary... :( -
Le novel di Haruhi in Italia (?)
topic ha risposto a Shito in una Nighthawk nella sezione Anime & Manga
Ma che dici? Allora un manga dovrebbe costare 32 euro (i libri non vengono scansionati, ripuliti, letterati e stampati su carta pregiata). Tuttavia i costi di traduzione sono in genere un po' più alti, data la differente quantità di testo. -
Ci si sta inutilmente ingarbugliando sui dei termini, ovvero su malintesi semantici. Vi ricordo che la comunicazione, ancjhe qui, funziona solo con la 'volontà buona' di intendersi. Poi rispondo a Sam che torna nel vivo del topic, intanto vole vore che, frutto di slato o di genio, 'iperfezione' è un neologismo stupendo. ^^
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Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
Onions è sempre avanti. Ma di poco. E' questo il problema. -
Il titanismo buono è solo quello che nasce dal nichilismo reale, sì. "Siccome io in quanto tale non valgo niente, posso provare a fare qualcosa di assolutamente buono". Questo genere di cosa.
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Bob: 'carattere' in senso recitativo non è come il carattere di una persona. E' il 'carattere' come 'character', ovvero la caratterizzazione del personaggio stesso. Infatti un personaggio è l'insieme dei suoi tratti di caratterizzazione. In questo senso, la voce originale è fondativa di quel personaggio/carattere perché ne è un tratto costitutivo tanto quello che fa, come è disegnato, etc. Spero di aver chiarito un punto di freintendimento semantico che avevo involtariamente disseminato. Ryoga: 'migliore' e 'peggiore' si misurano SOLO sulla scala della correttezza, per un doppiaggio. Perché, come si evince dal mio post precedente, il doppiaggio NON è un'opera originale, è uno strumento interpretativo. Una cosa SENZA valore assoluto. Quindi quello che dice non ha senso. Il doppiaggio NON ha modo di essere 'migliore' o 'peggiore' TRANNE che nella sua migliore o peggiore funzionalità, che è funzione della sua correttezza. Meimato: sei sempre il vecchio amico di Gemant/Marco Frattino? :-) Comunque capisco quello che intendi, infatti leggere la letteratura italiana è bellissimo nel sentirsi il giusto destinatario dell'opera. In un modo o nell'altro, coloro che amano opere straniera, sono 'storti'. Non c'è niente da fare. Non bisogna autoingannarsi e essere disonesti, non serve a niente. La fruzione di un'opera tradotta è 'storta'. Lavorando con cognizione e coscienza, si cerca solo di minimizzare la stortura con la traduzione 'migliore possibile', ma è sempre una cosa imperfetta e violenta, perché (Miscellanea:) - Sì, ovviamente tradurre significa tradire. Sempre e comunque. - ovviamente non si può fare un 'paragone di valore' tra l'originale e dei doppiaggi in altra lingua. Tra questi, fa loro, sì. - no, non ritengo che le mie posizioni siano mai cambiate. Ritengo tuttavia che solo ora alcuni qui, avendomi imparato un po' a conoscermi, e quindi a leggermi correttamente, le intendano per quello che sono sempre state. - sì, il doppiaggio italiano è tutto sovraenfatico, perché l'enfasi recitativa è quella che porta il 'mestiere' senza comprensione reale. Sono le maschere fisse del teatro classico, i cliché, le macchiette, gli zanni, come volete voi. E' più semplice, più veloce. Una sit-com americana stupida in italiano diventa generalmente demente, sì. Il brutto è che non ci se ne accorge finché non si 'sente un pochino' l'originale/vero. Se ho dimenticato di rispondere a qualcosa, chiedo scusa e invito a richiedere. La discussione è molto bella, ci sono molti interventi sensati e interessanti, credo sia davvero un topic proficuo per tutti, e tutti ringrazio.
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Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
Così è. -
Hai espresso un ossimoro. Te ne rendi conto, almeno? Il carattere di Jean *è* quello dato dalla Hidaka. Quello è Jean. NON ESISTE uno Jean Roque Lartigue oltre a quella caratterizzazione. Perché quella caratterizzazione è *fondativa* del carattere di Jean. Foss'anche stata scelta Hidaka Noriko solo per l'interesse sentimentale di Anno Hideaki, come i pettegolezzi vogliono, non ha importanza. Perché Jean, ente narrativo, ESISTE *dopo* l'interpretazione della Hidaka. Prima era solo un'idea, semmai, uno schizzo e un progetto mentale. Quindi quello che hai scritto non ha proprio senso, proprio per logica. Non per giudizio di valore, eh. Sarebbe come dire che quello che tu traducendo questo post rappresenti questo post meglio di questo post stesso. Ovvero, un ossimoro e un nonsenso.
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Vedo di fare un po' di ordine, ringraziando chi ha chiesto spiegazioni e chi ha offerto interessanti osservazioni. Dritto per dritto. I disegni animati non parlano. Quindi, così come un'animazione si sceneggia, si disegna, si musica, pure la si recita. TUTTO questo, composto nelle sue varie parti, è un prodotto originale finito. Completo. A questo punto, non importa COSA abbia portato a una scelta, o a un'altra. Ovvero potrà importare a chi ha fatto quell'originale, ma l'originale è quello che si è formato in ogni sua fase di creazione. Un colore usato per i capelli di un personaggio perché quello previsto era finito? Un attore al posto di un altro perché l'altro si era ammalato il giorno delle registrazioni? Non importa. TUTTO è frutto di accidente, se guardato da una distanza sufficiente. Ma tutti questi accidenti sono FONDATIVI dell'originale. L'originale è, ovvero si definisce, come il PRODOTTO di questi accidenti. L'originale NON può essere criticato in sento ontologico dall'esterno. L'originale è quello che è, punto. E' comunque perfetto, nel senso di 'compiuto', anche con tutte le sue possibili imperfezioni interne. Poi si vuole fare un falso d'autore di questo originale a mero scopo d'uso. Un doppiaggio NON HA ALCUNA RAGIONE DI ESISTERE se NON quella del 'mero uso'. Un doppiaggio SERVE. Nulla iù. Non vale nulla. Al massimo SERVE. Serve alla persone che non parlano la lingua dell'originale a fruire l'originale -anche emotivamente- nella loro lingua. Serve solo se è fatto bene. E fatto bene significa 'giusto'. Non significa 'che piace'. A chi poi? A me? A te? A altri? No. Se partite da come ho definito l'utiliza è la ragion d'essere di un doppiaggio, si capisce che questo SERVE solo se rende quello che l'originale è. Al meglio possibile, in un'altra lingua. Se è fatto male, tanto vale non farlo. Non serve a nulla. Non ha ragione di essere, non deve neppure esistere. Quindi, al diavolo l'arte come 'valore a sé'. Arte è la terza parola più abusata dell'ultimo ventennio almeno, dopo 'libertà' e 'poesia'. Al diavolo tutto questa merda. Il doppiaggio è artigianato che serve a qualcosa, se fatto bene. Quindi sì, si deve capire l'origina e TROVARE IL MODO di renderlo FEDELMENTE in un'altra lingua. Quindi sì, ci deve essere uno che SENTE l'originale, lo CAPISCE e dico sia come significato che come emozioni. E deve spiegare agli artigiani, che magari non lo capiscono (e non lo si potrebbe pretendere, certo) cosa devono rendere. Come, perché. In che modo. A CHE SCOPO. Sul perché questa cosa non funzioni, ho letto una corretta supposizione di Shuji proprio qui sopra. Ha ragione. Non si può tirare fuori quello che non ci si è messi dentro. Non si può riesprimere quello che non si è capito. E per tornare a un vecchio post di Sirtao, il 'mestiere-tm' aiuta, ma non basta proprio. Non per come io intendo che le cose vadano, possano, debbano essere fatte.
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Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
Il problema di surriscaldamento degli iPad era noto dal loro lancio US. E', ovviamente, una cosa abbastanza ridicola. COme giustamente si dice, è un dispositivo portatile. Se poi non si può usare sotto il sole (e non dico all'equatore, eh!) che senso ha? Obiettivamente è una ridicolaggine grossa come una casa. Obiettivamente non ha fermato, né rallentato, le vendite neppure di un pelo soffiato. Soggettivamente, a me non importa perché tanto se lo comprerò lo userei solo in casa... Credo sia la prima volta che le mie manie mi danno un side-effect positivo... -> -> -> -
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In effetti deragliare un thread (ri)nato come split benefico sarebbe grottesco. Bob, per l'altro topic potresti aprire un topic apposito della Tesi dell'Angelo Crudele? E' implicito che a me interesserebbe, e forse non avete colto che Shuji per primo avrebbe da dirne -eventualmente su posizioni non del tutto accordi alle nostre- ma si è sollevato dal farlo per buono spirito di civiltà. Ricordando a tutti che l'intelletto umano è nella capacità di elaborare giudizi di opportunità reale del giusto e dello sbagliato, più che nel discernere tra il giusto e lo sbagliato tout cour, torno su Nadia. I filoni che sarebbe bello portare avanti sono dunque due: 1) I due doppiaggi italiani paragonati all'unico referente obiettivo, ovvero l'originale giapponese 1.1) come fedeltà di contenuto 1.2) come fedeltà di resa interpretativo-emotiva da cui: 2) i contenuti reale di Nadia e come essi siano resi nei due doppiaggi italiani. Bob, dai che un po' di analitica su qualcosa che NON sia (solo) il tuo pensiero ti servirà per la tesi. :) Avrei bisogno dell'aiuto di qualcuno che riuscisse a diggare quello spezzone con doppiaggio Mediaset. Non sono un drago con il tubo.
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Il padre di Misato non ha mai abbandonato la famiglia. La trascurava per i suoi studi, da buon otaku, ma è la madre che chiede il divorzio (e la figlia se ne sente sollevata, perché "non facevano altro che litigare"). I rapporti con Shinji e Ritsuko (e con Makoto, anche) non sono ascrivibili al legame con Kaji, Ritruko è un'amica di università, poi collega, con cui Misato ha un classico rapporto schietto di simpatia/competitività femminile. Shinji all'inizio è il ragazzino che 'fa pena' a Misato, nei confronti del quale semmai lei inizialmente 'prova a fare l'adulta educatrice'. Tieni presente che PenPen è comunque un comic relief, per quanto si dice chiaramente che 'a causa degli esperimenti, a un'intelligenza paragonabile a un bambino di nonmiricordoquanti anni'.
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Mmmh... siamo ovviamente d'accordo che la fabula e l'intreccio di Nadia siano solide come quelle di Eva non furono mai. Ma questo non c'entra con l'importanza della fabula e dell'intreccio nella comprensione del senso e significato dell'opera. Ovvero Eva ha una storia tutta traballante, che comunque NON serve a capire il senso. Nadia ha una storia solida, che comunque NON serve a capire il senso. Chiaramente il punto NON è che Nadia sia la principessa di Tartesos, Atlantide o Timbuctù, o che stesse in un circo o in un orfanotrofio o dove vuoi tu. Conta la solitudine che ha vissuto, e la psiche che se ne è formata. E conta come Jean si dedichi al suo 'salvataggio/recupero'. Nadia è la storia di come l'amore sincero di un ragazzino riesce a salvare la vittima delle colpe dei padri. :) C'è un OMAKE molto molto chiaro, su questo. Featuring Anno in persona. Forse lo conosci. Su Kubrick. Ci sono registi e registi, che fanno film e film. Ovviamente conoscere un regista significa conoscere la sua cifra stilistica e i suoi canoni espressivi, altrimenti non capisci cosa ti dice. Per dire che Anno è una cosa, MIyazaki è un'altra. Anzi: Miyazaki giovane era una cosa, MIyazaki vecchio è un'altra. L'ermeneutica genuina (che sembra un parolone, ma vuol dire solo documentarsi sull'autore e sull'opera e sul contesto per leggere bene un linguaggio) serve proprio a questo. Dobbiamo fare il confronto puntuale sulla scena finale Giapponese Mediaset Yamato Io oggi ho vinto il premio dello scavatore matto, YouTube lo lascio a te... :)
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(splendido post di Bob, sono commosso quasi alle lacrime vere) Comunque, per tornare IT: RISE FROM YOUR GWAVE! (<-non è uno slato, ma una fine citazione) Ho diggato il vecchio topic di Nadia sul vecchio Plus. Vi citavo anche Garion, ma se mi permettete direi che i suoi commenti sono datati. Nel senso che ho avuto sensazione e prova che la sua appercezione del giapponese sia incrementata drammaticamente, negli ultimi 2 anni e mezzo. :) -------------- Garion, ma dove lo senti Kiyokawa Motomu 'con un vago sentore di checca'? Con un giudizio del genere, mi sento di questionare sulla tua percezione sensibile del giapponese. Nulla di 'okama' è nel Gargoyle di Kiyokawa Motomu, come poi non c'era in Fuyutsuki, come non c'era -che so- nel maestro di Kenshin ormai anziano in Seisouhen. Comunque, Gargoyle è più anziano di Nemo. Lo si vede nella 'foto olografica' con Nadia in fasce (protagonista di un drama extra da CD,peraltro). Lo si vede quando lo si scopre canuto allo sgetolarsi della maschera nel finale. La voce di Maurizio Scattorin, lo scrissi altrove, era veramente impeccabile su Gargoyle. La sua interpretazione quasi perfetta. Davvero stupisce che fosse riuscito a 'centrare' tanto il personaggio anche senza conoscere la lingua originale. Qualche sfumatura è divergente. Diciamo che a volte Scattorin vuole essere troppo esaltato, mentre Kiyokawa mantiene sempre un distacco nobiliare, proprio di colui che si sente un gradino sopra tutti gli altri, e da nulla viene sfiorato. Dovessi ridoppiare Fushigi no Umi no Nadia ora, sarei davvero indeciso se usare Maurizio Scattorin o Oliviero Dinelli su Gargoyle. Credo tutto sommato che entrambi potrebbero renderlo al meglio, opportunamente diretti. Ma con Scattorin si avrebbe senz'altro un risultato vocale più simile all'originale. Il doppiaggio Yamato non l'ho mai sentito, ma credo sia folle l'aver fatto doppiare Gargoyle a Claudio Moneta. Solo una grande ignoranza del prodotto può avere condotto a ciò. Del resto, è ancor più folle aver confermato Garbolino, invece, che sin da principio non c'entrava quasi nulla con l'interpretazione di Jean data da Hidaka Noriko. Non so chi doppi ora Nemo-senchou, ma considerando che in tutta Milano non credo ci sia una voce che possa coprire Satsugawa Akio, mi viene da dubitare sul risultato. Forse una buona scelta milanese avrebbe potuto essere solo Raffaele Farina. Buffo che abbiano messo la brava Debora Magnaghi su Nadia. Con tutta la sua bravura, non avrebbe mai potuto rendere quel personaggio. Gli l'ho anche detto, come le ho detto che sarebbe stata invece molto azzeccata sulla nostra povera Medina. :( Peccato. Ma almeno Debora, anche su Nadia, non appesta il personaggio con l'inflessione milanese che fu di Nadia Biondini. PS: Garion, ma anche tu vedi nel dialogo 'faccia a faccia' di Nadia e Venus un certo citazionismo di quello tra Amuro e Lalah che tu stesso citavi in altro thread? "Kanashi unmei..." ---- Non ho mai trovato neppure lontanamente la voce di Giovanni Battezzato adatta al Capitano Nemo (Akio Satsugawa). Si tratta di una pasta vocale completamente diversa. Resta che il 'vecchio' doppiaggio italiano di Nadia aveva delle caratterizzazioni dei personaggi piuttosto azzeccate, e dico a livello di direzione e impostazione dei personaggi, tanto da far davvero impallidire molti doppiaggi di oggi. Questo non cambia la totale improprietà di distribuzione delle voci, da Elektra sarda (Paola Messina), a Nadia milanesissima biondina, a Hanson agli antipodi dell'originale, a Jean completamente tutto diverso. La lista sarebbe lunga. Ma anche con questo, è palese che in generale gli attori fossero piuttosto entrari nei loro personaggi. Come dire: chi ha il pane non ha i denti, chi ha i denti... Resta che sono entrambi doppiaggi che, nel globale, risultano per varie e svariate ragioni del tutto improponibili per l'apprezzamento di quel meraviglioso capolavoro che è Fushigi no Umi no Nadia. :( ------ Non so se Paola Messina sia realmente sarda, ma sicuramente con tale 'inflessione' veniva doppiata Elektra... ^^; Sicuramente Hanson era macchiettisco sia in giapponese che italiano, come anche Sanson, del resto. Solo la caratterizzazione di Hanson originale verteva su una voce 'arratata' che lo dipingeva un po' bambinone otaku, se vogliamo. Una voce italiana perfetta sarebbe stata quella di Marco Bresciani. :) In verità, recitativamente parlando la Elektra di Paola Messina non è affatto male, anzi. La sua dizione è tutt'altra storia, chiaramente. ---- Come dicevo, è un peccato sicuramente per il doppiatore di Gargoyle, Maurizio Scattorin, perfetto sul personaggio. Ed è sicuramente disponibile e attivo, visto che ho avuto il piacere di lavorare con lui sia su Saikano che su Gunslinger Girl, oltre che su Oh Mia Dea! e Nasu (prima). Anche la doppiatrice 'antica' di Grandis era molto azzeccata, oltre che brava. Ripeto: al contrario Nemo non brillava. Quanto a quella che presumo essere la 'nuova' doppiatrice italiana di Elektra, non ho mai sentito questo 'nuovo' doppiaggio, indi non mi esprimo. ---- Se posso permettermi, vi chiedo di smetterla di accanirvi su Nadia. E' vero, è una personalità insopportabile. Ma ciò che rende il suo personaggio perfetto, è che tutta la sua insopportabilità è perfettamente giustificata dalla sua educazione e dalla sua crescita. Solitudine. Latenza affettiva. Chi cresce in un mondo in cui non può che pensare a sé stessa, ed è anche l'unica che può farlo, non può essere capace d'affetto. Non si nasce imparati, tanto meno nei sentimenti. La scena in cui Nadia scaccia anche King per poi rincorrerlo chiedendogli scusa è da lacrime. La scena del suicidio per presa coscienza del sé è da lacrime. La scena in cui alla fine chiama Nemo non 'capitano' ma 'papà' è da lacrime. La maturazione di Nadia ci fa sperare che, nonostante tutto, anche una sensibilità 'rovinata' da un'infanzia negletta possa essere recuperata da un grande amore. Non prendetevela con Nadia. Bisogna amarla in primis per la speranza che rappresenta. Per tutta l'umanità. Soprattutto di questi tempi così avari di affetto familiare... --- Ma Jean è il figlio felice di un padre assai idoltrato, prima di essere perduto. Ed è il nipote otaku di uno zio otaku. Jean è un bambino per cui la vita è gioia e scoperta. Jean non ha la maturità per 'capire' Nadia, ma ha la purezza per amarla in maniera infantile, ovvero incondizionata. Per poter amare 'una Nadia', o si è bambini, oppure si è 'del tutto adulti' (e adulti con parecchio pelo sullo stomaco, nel senso buono). E' come Shinji: molte scioggiste lo trovano 'cosiccarino', ma nessuna di loro lo accetterebbe mai nella vita vera. Questo perché lo scioggismo è una fuga femminile dalla vita vera, e quando le ragazze tornano 'nella realtà' si ricordano di cosa significhi 'essere donne'. :) --- Procedo a salti perché ci sono varie voci interessanti, in questa discussione. Ti faccio in primis notare che "voci perfette come distribuzione ma poco somiglianti all'originale" è una contradizione in termini, un ossimoro. Perché la distribuzione trova nell'aderenza all'originale uno (non l'unico) dei suoi cardini. Dopodiché: Avrei voluto quotare di meno, ma non ce l'ho fatta. Un post MIRABILE, davvero. Brilla per intelligenza, puntualità, e dimensione del sé. Premetti l'effetto abitudine del gusto, cosa che ciascuno dovrebbe sempre tenere a mente nei giudizi di valore. Poi fai un'analisi piena di punti centratissimi, e poi ancora rimarchi la relatività di un giudizio comunque personale. Un post da incorniciare e portare a esempio per tutti, davvero. Complimenti. Il mio parere: 1) Jean. Contrariamente a quel che si crede, lui è sempre stata forse la figura più snaturata dal doppiaggio italiano. Il motivo è semplice. Jean nell'originale è molto, molto più bambino. Ma proprio tanto. Ed è una cosa cruciuale: Jean rappresenta l'otaku prima di essere otaku, ovvero il bambino con un forte 'sense of wonder' verso le scoperte, la scienza, l'invenzione. Il suo candore, la sua semplicità e la sua purezza sono assolutamente cruciali per la sua caratterizzazione, e per la comprensione del suo rapporto con Nadia. 2) Gargoyle. Credo che il signor Moneta sia un valido doppiatore, mi piace la sua voce e le sue capacità interpretative mi sono ben note. Tuttavia, non c'entra nulla con Gargoyle. ^^; Al contrario Maurizio Scattorin ha una voce perfetta per doppiare Kiyokawa Motomu. Oltre ad essere uno dei migliori attori con cui io abbia mai lavorato. Immaginando quanto poco scrupolo filologico sia stato profuso per il doppiaggio vecchio (Mediaset) mi fa solo paura valutare il risultato da lui ottenuto. A tratti Scattorin sembra dare espressione alla maschera di Gargoyle. Con dei dialoghi più precisi e un direttore che avesse potuto intendere la recitazione originale, cosa avrebbe potuto darci? Tremo al pensiero. E' vero che a volte il Gargoyle di Scattorin sembra troppo 'lanciato' nel suo sogno, ma ancor più spesso recupera il suo distacco: quando mostra il giardino a Nadia, quando la guida all'interno del Red Noah, e in molti altri casi. Resta mirabile, una interpretazione che -onestamente- strappa persino una lode se commisurata alle condizioni in cui è stata partorita. 3) Electra: nulla da aggiungere a quanto scritto da Hamlet. 4) Nadia. Una voce difficile, manco a dirlo. Nadia Biondini (tralasciando l'orrida inflessione lombarda) ha reso molto la sua 'insopportabilità', ma non ha fatto trasparire la tristezza dietro al malumore. Questo è male. Debora Magnaghi è -semplicemente- proprio brava. Non dubito che la sua Nadia sia migliore. Ma sicuramente è anche uno spreco. Perché far schiacciare la voce di Debora su una quattordicenne? Non necessario. Oggi come oggi: Nadia: a Milano, sicuramente Benedetta Ponticelli. A Roma, o Veronica Puccio o Letizia Ciampa. Jean: direi Furio Pergolani o Gabriele Patriarca. A Milano non c'è alcuna voce adatta, al momento. Elektra: a Milano Debora Magnaghi. A Roma Barbara DeBortoli, o forse meglio ancora Laura Romano. Nemo: arduo. A Roma o Massimo Corvo o Michele Gammino. A Milano, mmmh... direi solo Raffaele Farina, o al limite Massimiliano Lotti. Gargoyle: solo Maurizio Scattorin. A Roma c'è anche il bravissimo Oliviero Dinelli che rende bene Kiyokawa Motomu (vedi Fuyutsuki), ma credo che Scattorin sarebbe comunque più indicato per Gargoyle. Marie: Iolanda Granato. Non vedo nessun altro doppiatore italiano, né a Milano né a Roma, in grado di renderla bene come lei. Hanson: A Roma, Marco Bresciani sarebbe perfetto. A Milano ora come ora non mi viene in mente nessuno, ma credo ci si potrebbe lavorare. Sanson: il suo doppiatore Diego Sabre ha sempre fatto un buon lavoro, e lo confermerei a Milano. A Roma, Massimo Bitossi sarebbe PERFETTO. Grandis: la Errigo era ottima, semplicemente ottima. Vale il discorso fatto per Scattorin. A Milano ricercherei lei, ma chedo che un'altra voce si potrebbe al limite trovare. A Roma, mmh... ce ne sarebbero diverse. :) Spero di aver soddisfatto la tua curiosità, e non preoccuparti per aver 'approfittato'. Parlare 'fuor di passione' è sempre un piacere. Se così non fosse, farei bene a cambiar mestiere, o più probabilmente l'avrei già fatto. C'è un modo di dire giapponese, ed è "oshiri shikareru", letteralmente 'farsi sgridare il sedere'. Indica l'uomo che si fa mettere sotto i piedi dalla sua donna. E' quello, ad esempio, che Shinji dice a Touji nel 'mondo alternativo' degli ultimi minuni dell'ultimo episodio di Eva. Jean non è puramente un'otaku, perché è troppo giovane per esserlo. E' un proto-otaku. Si innamora sinceramente, e dell'amore migliore, di quello che ti porta a vedere l'altra come fine, e non come mezzo. Jean vuole fare il bene di Nadia, e ce la mette tutta. Il fatto che Jean si responsabilizzi per lei (vedi puntate isolane) è mirabile. Il 'assaggio di testimone' tra Nemo e Jean, simboleggiato dal passaggio del cappello del capitano, è pazzesco. Ci fa riflettere su quanto si debba essere responsabili nel puro amore maschile. E' una cosa che adoro, e che non a caso alla fine fa breccia anche nello durissimo ATF di Nadia. Tuttavia, è vero che gli otaku restano sempre un po' "oshiri shikareru type". Perché conservano una parte di psiche infantile, e quindi sono comunque soggetti a farsi sgridare. Alla fine subire una ramanzina significa anche sapere che c'è qualcuno che ci vuole bene abbastanza per prendersi la briga di sbrigarci. Persino Asuka si arrabbia con Shinji perché inconsciamente "lo sprona", e si noti che Shinji non è un otaku, e quindi non si tratta neppure di 'oshiri shikareru', ma di provazione psuedo-misandra. Credo quindi che abbiate proprio ragione entrambi: le vostre istanze non sono opposte, in realtà. La cosa davvero buffa è che la canzone che fa da tema al 'nuovo' Eva sembra, in sostanza, dirci più o meno lo stesso. ^^ --- Sicuramente è vero che quel doppiaggio (quello televisivo) mostrava una notevole partecipazione di direi tutti attori nei loro ruoli, con evidente beneficio della recitazione. Questo lo mette parecchie spanne sopra la media dei doppiaggi televisivi milanesi dell'epoca, e non solo. Credo sia proprio per questo che anche delle voci 'non proprio adatte' o con 'evidenti difetti di inflessione/dizione' si rendessero ben più che tollerabili. Sicuramente la componente emotiva nella recitazione di quel doppiaggio era una spanna sopra molti altri lavori simili e successivi.
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Beh, anche no. Ovvero, dipende dalla storia, dipende da quanto e come la fabula è innervata al significato che vuole esprimere. Esempi: Evangelion: l'ossatura scenica è zero per quanto concerne la compresione del significato/senso dell'opera, tutto è nelle caratterizzazioni psicologiche e interpersonali dei personaggi. Cosa siano gli Apostoli = chissene (dal PDV del senso dell'opera). Nadia: vedi Evangelion, più o meno. Certo capire chi è parente di chi, almeno, serve. E perché Gargoyle si comporta in un modo invece che in un altro pure, ma qui stiamo già andando sui 'motivi interiori' dei personaggi, ovvero la loro psicologia. Come siano arrivati gli Atlantidi sullaa Terra, con quante navi, etc = chissene (dal PDV del senso dell'opera). Beh, tieni però conto che molti non hanno tempo/pazienza/voglia di stare a replicare punto per punto a certe lunghe argomentazioni (ma no per questo le loro opinioni cambieranno..). Benone. Ma allora se tu o coloro cui ti riferisci 'non hanno voglia' di sostenere un dialogo, è vittoria a tavolino. Ovvero non puoi pensare che il tuo dire 'tu Shito sovrainterpreti' possa avere un bencheminimo valore. Quello infatti era Kubrik, ad averlo detto. Mi pare si riferisse più a 2001, comunque. Che poi nel dire cosa NON c'era (ovvero il poco che c'era per certo), dava comunque una logica di lettura non manualistica/contenutistica, ma formale (tipo: la morale di Kant). Come vedi, alla fine siamo sempre al fatto che l'opera è dell'autore. Però allora, proprio perchè non conosco il giapponese, alla fin fine non posso far altro che "prendere per buona sulla carta" QUALSIASI traduzione, comprese le tue.. Il fatto che tu sia qui disposto a spiegarmi parola per parola ogni scelta semantica non significa che non possa saltar fuori qualcuno disposto a fare altrettanto, contestando le TUE scelte di traduzione ed adattamento (e talvolta qualcosa del genere è accaduto..). Ovviamente sì, solo che se io ti traduco parola per parole, credo che dimostri competenza e cognizione e certezza della scelta. Posso farti notare che tutte le critiche mossemi sono sempre state, semmai, di 'stile/gusto', peraltro da taluni assurto a criterio SUPERIORE a quello di correttezza di traduzione? Posso farti notare che, quindi, non è il caso che mi spieghi tu che la traduzione di Yamato su Nadia è buona, perché hai OMG confrontato LE TRADUZIONI REPERIBILI in rete fatte da ANONIMI senza ALCUNA credenziale o prova di valore?
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Ah, cristo santo. Forse la pià significativa di tutte le scene di Nadia. Un apice non solo drammatico ed emotivo, ma anche di significanza. Ci sono i temi cardine di Anno, la scienza, la sua forza e i suoi limiti. Il valore del miracolo che è quello di una volonta umana che travalica la scienza. E questa volontà umana nasce dall'amore. I rimandi sono ovviamente nel finale di GunBuster (IL MIRACOLO LO FARO' ACCADERE CON QUESTE MIE MANI! - Noriko) e nella reprisi di un episodio di Eva che si intitola proprio 'il varole di un miracolo è...' Provo a fare una traduzione/adattamento puntuale. Voi non sapete quanto avrei desiderato farlo, e da quanto. http://www.youtube.com/watch?v=HMKtLwhL06E "Avanti... resta a morire così." ... "Non può essere! / Un simile assurdo scientifico... significa che il potere della sua mente supera la scienza?" [questa frase è proprio così, c'è il termine specifico per 'una cosa contro la scienza', nel senso che Gsargoyle sta proprio parlando da scienziato, tra sé e sé, ponendosi questo dubbio per lui inconcepibile] "Venuuuusis!" [in questo grido c'è tutto l'amore paterno tardamente rivelato, nascosto. Nemo aveva chiesto poco prima a Jean di sparare a Neo e Nadia, eh! Rendiamoci conto.] [prego poi notare lo sguardo di una donna - Elektra ha già risolto il suo conflitto, qui, è già incinta di Nemo - che stizziscise di fronte al sacrificio del figlio dell'uomo che ama, come la madre che sarà] "Nadia... Nadia!" "Chi c'è?" [Nadia apre gli occhi, ma NON sta vedendo con gli occhi. Venunis le sta comunicando da 'kokoro' a 'kokoro' via Blue Water, che è un serbatoio di anime - vi ricordo] "Perdonami, Nadia." [E' tremendo che lo spirito di Neo sia fermo al tempo della sua 'prima morte'] "Fratellone?" [Lei fatica a riconoscerlo, eh! Era in fasce, lei. Ma questa sovversione del maggiore/minore nella fratellanza è davvero tutto.] "Ti affido il resto." [Questa e la precedente sono le tipiche frasi del congedo di chi lascia qualcosa nelle mani di chi resta. Col 'perdonami' fa molto sacrificio estremo. Nadia, lo capisce, da cui la reazione.] "Fratellone!" [Aveva pensato tutta la vita a ritrovarlo, ricordate.] "Avrei voluto vivere anch'io assieme agli uomini..." [Note importanti: 'uomini/persone' e NON 'esseri umani'.] "Fratellone!" [ok, qui si è svegliata] "La fine che vanno a fare gli stolti..." [c'è un senso di consequenzialità meccanicistica, causaeffettuale, da scienziato. Più che di giudizio, c'è distacco.] "Nooooooooo!" ----------- Questa scena è una meraviglia, ma è una meraviglia ancora maggiore con quello che segue. Col confronto di nervi tra Nadia e Neo, ripreso pari pari dal classico confronto rori/cattivo Miyazakiano (Lana/Lepka, Sheeta/Muska), solo che Nadia è -ovviamente- più maestrina. Il fatto che a rimetterci sia poi Jean è perfetto. Il fatto che poi Nadia, da femmina, sacrifichi TUTTE LE ANIME DI ATLANTIDE per salvare il suo solo amato è perfetto. Il fatto che sia sua madre reale, sia la sua madre putativa (Elektra) la incoraggino in questo questo è perfetto. Pensiamoci. Temo che il doppiaggio Yamato sia peggiore, infatti. Un altra cosa molto triste è che giustamente Nania chiama Nemo 'capitano' fino alla sbroccata quando lui si sta congedando prima del suicidio (e sarà Eco a counterarla con una contro-sbroccata, proprio Eco...) quando dice 'io voglio andare con mio padre!'. Invece in italiano prima di questo Nadia dice oh, papà' quando lui le offre la Blue Water pr Jean. Un livello di fail incalcolabile, che ci dimostra come siano le piccole cose a fare grandi le grandi opere, o tristemente a rovinarle nell'intimo.
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Grazie a tutti per gli interventi dei moderatori! :) Se qualcuno vuole fare lo spazzino del topic, puà cominciare da questo post (nel senso che è inutile, non 'da qui in giù')
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Vogliamo partire dalla scena che ho ritradotto? :) Che è topica, direi. Facciamo paragone MediaSet, Yamato, Shito/Giapponese? Sarà divertente, una volta tanto. :)
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Prima in senso temporale = ok. 'Anche solo', ovvero 'prima come importanza' = fallimento OLTRE l'epico. Mi è statto fatto notare a torto, dato che poi nessuno ha mai argomentato seriamente tale illazione, che si è infranta contro le mie invece puntuali esemplificazioni. Sono bene cos'è la sovrainterpretazione. E la detesto. Personalmente non ho bisogno di conoscere il giapponese anche perchè, siccome non sei certo l'unico appassionato di anime a conoscerlo, non è difficile trovare in giro traduzioni e compararle (e non vedo perchè dovrei ritenere le tue più corrette delle altre..). Perché io sono qui e posso spiegarti PAROLA PER PAROLA ogni scelta semantica. Mentre tutte le altre, anche con la 'collatio codicorum', non puoi che prenderle per buone sulla carta. Esattamente quello che negavi. (edit: giuro su Trismegistos che NON avevo ancora letto Bob). Fail^2
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Mestiere™ Credici. Io, conoscendo il mestiere di cui parli, non posso più farlo.