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Shito

Pchan User
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Tutti i contenuti di Shito

  1. Shito

    Neoranga?

    Techno-Ethinic-Thriller
  2. Perché è una concorrenza di negozi sui produttori, non sul pubblico. Ovviamente, in questo caso Apple ha un forte potere contrattuale dato che *di fatto* la hype e i precedenti sul medesimo modello di businness faranno sì che iBook Store attiri molto pubblco verso l'eReading. Quindi la leva concorrenziale doveva esercitarsi sui publishers. E per attirarli, e mettere in crisi il concorrente, era opportuno offrigli dei margini di guadagno maggiori del diretto concorrente, appunto. :)
  3. Shito

    Neoranga?

    "consigliata ai fanatici del genere", si diceva una volta in questi casi...
  4. Shito

    Kimagure Orange Road

    Ti leggo molto impegnato. Spero per ragioni belle e buone e non per problemi di sorta, ma in ogni caso ti ringrazio nel bel dialogo. :) Beh, Kyosuke alla fine è cmq un ragazzino... pecca per inesperienza e a volte fa delle leggerezze. Ma quanto al fatto che permetta a Hikaru di illudersi per paura o che, non mi trovi d'accordo. Guardando all'anime, lui ha scelto Madoka gia' nell'episodio 11. E quando capisce di essere innamorato di lei, vuole dichiararsi. Ma e' lei che sfugge, che non vuole. Che a un certo punto si ritrae a tal punto da non volere nemmeno piu' parlare con Kyosuke. E li' lui capisce, capisce che lei non vuole fare soffrire Hikaru. Quindi e' come se si venisse a patti. "Ok, io la lascio illudere ma tu non scappare". Beh, descritta cosi' forse e' molto peggio di come la immaginavi tu, perche' c'e' addirittura del dolo e non involontarieta'... Ma e' anche per questo che dico che Kyosuke non si tira indietro di fronte alle responsabilita'. Per accettare una cosa del genere bisogna averne di fegato. E' ancora un punto di vista interessante, e ne faccio tesoro. Tuttavia, credo che in questo tipo di 'complicità' un uomo ci si butti -specie se la donna è sua coetanea- con mille appigli di deresponsabilizzazione mentale, tipo "è lei che lo vuole", etc. Inoltre, alla fine Kyosuke non mi pare sicuro dei sentimenti di Madoka dall'episodio11 - altrimenti il triangolo che regge tutta la fabula sarebbe smontato già da lì, mentre le cose procedono a sprazzi. In summa, sebbene trovo la tua idea sensata e di certo ben documentata, mi pare comunque un po' appensantita sul livello di maturità/responsabilità/fegato di Kyosuke. In tutta leggerezza ti dico però anche che non avevo MAI pensato alla questione di 'Madoka = vita stortata ovvero rovinata, Kyosuke = suo redentore'. E' anche vero che non sono il primo fan di Orange Road, ma ora che me lo dici, unendo molti puntini, direi che sì, anche questa cosa c'è... almeno nell'anime. Ovviamente Matsumoto non e' Tomino. Pero' ha messo nel piatto diverse cose, probabilmente involontariamente. Ci sono un sacco di dicorsi interessanti che sono usciti forse solo perche' lui e' giapponese e quella e' la vita di un giapponese che lui conosce. E il manga e' pieno di passi avanti e passi indietro, com'e' normale per un autore giovane. Ma chi ha lavorato all'anime tutto quel materiale l'ha catalogato, ordinato e sviluppato. Nel brainstorming nato fra Kobayashi, Mochizuki e Terada si e' scelto di non raccontare la stessa storia del manga, anche se gli avvenimenti erano piu' o meno gli stessi. Tutto quello che ti ho scritto qui te lo posso dimostrare, citandoti passaggi precisi dell'anime. Concordo anch'io che gli autodi dell'anime fossero più maturi dell'autore del manga, e nel fare planning abbiano probabilmente dato al materiale narrativo una certa compattezza e coerenza (anche di caratterizzazioni) che a una cosa fatta 'settimana per settimana' come un manga, come un manga di un autore giovane, mancavano. Ovviamente nell'anime ci sono anche cambi stilistici a mio dire del tutto gratuiti, tipo "facciamo suonare a Madoka il sax invece del piano, che è più da ribelle e più sexy", che remano contro. Perché in effetti una discotecomane che poi sa suonare il piano fa già contrasto, il sax fa solo gonfiare il petto in scena. Non preoccuparti delle citazioni puntuali, nel senso che la cosa mi piacerebbe per mio arricchimento persoale, ma a livello di comprova sono comunque certo al 101% della documentazione di quel che dici, come in effetti ero già anche prima che tu lo esplicitassi. :) Diciamo che se e quando avrai tempo e voglia, parlare nel dettaglio di qualche scena chiave sarebbe bello, almeno per me. Beh si'... io facevo questo discorso in relazione a Hikaru, che e' ancora troppo piccola forse per pensare a queste cose. E cmq non ce la vedo a sposarsi solo perche' e' venuto il momento di farlo. D'altronde poi si sceglie una strada lontano dal Giappone, un po' outsider... Non sapevo neppure che Hikaru si sposasse. Ovvero, non considero molto ShinKOR, visto l'originale KOR è piuttosto una storia adolescenziale, e come tale vorrei discuterla. Ho sempre trovato il finale della serie animata molto bello, molto finale. Nel senso che, se alla fine i materiali narrativi del manga sono stati riconsiderati per benino dagli autori dell'anime (come dicevano) in effetti nel finale televisivo c'è la 'risoluzione' del 'problema' di Madoka, e tanto basta. Che ne pensi di questo? Forse se Kyosuke fosse rimasto nel 1982, invece di tornare nel 1988. Non che indichi che per lei il destino volesse solo Kyosuke (si puo' fare questo tipo di lettura, ma io non lo condivido). Semplicemente, lui e' colui che la salva, anche se ricompare un filo tardi. Mmh... Capiamoci: quanti anni ha Madoka nbel 1988? Quindici, mi pare. In realtà, per quanto a quell'età qualche firita ce l'hai, e lei sicuramente ne aveva da portarsele appresso a vita (o almeno fino al primo figlio), era intempo per ripigliarsi ancora lì. Nel senso che non è che avesse fatto enjokosai, fosse passata tra i letti di mille, e tante altre cose. Concordo con quel che dicevamo come Madoka 'da recuperare sentimentalmente', ma senza esagerare, senza sovradrammatizzare. Volendo, protremmo dire che in Howl è tutto il contrario, ovvero Sophie nel passato di Howl vede l'hangup di lui che dovrà poi risolvere nel presente. Ma Sophie è già più grande di Madoka, tutto sommato. O, peggio, Misa è più grande di Madoka quando un ragazzino scavezzacollo riesce a salvare la sua sentimentalità. Quanto alla rori Madoka (come la rori Haruhi della rapsodia delle foglie di bambù), si era ampiamente in tempo, direi. :) E sì, non concorderei mai con quella storia del destino. Come dicevamo nel topic di Macross, che dovrò trapiantare su questo lidi, "amore è essere quel che serve al momento giusto nella vita di un'altra persona, soprattutto all'inizio".
  5. Shito

    Aoshima Nautilus!

    Pagato ieri anche io tramite AmiAmi, sempre EMS. Blocco o non blocco doganale, mi aspetteranno salate tasse alla consegna...
  6. Se non erro il difficile suicidio di Borromini, per citare dei precedenti più autorevoli, fu assai drammatico e da lui documentato diaristicamente.
  7. Shito

    Totoro

    Ponyo per un maschietto credo sia molto educativo, ma data la potenza visiva e soptrattutto musicale di alcuni suoi momenti, direi che prima dei cinque/sei anni è meglio evitare, tutto sommato. :) Certo vederlo in casa non fa l'effetto del cinema, però...
  8. Purtroppo il mondo autoingannato ha un debole per la parola 'libertà'. Questo significa che ci si vuole credere liberi di tutto, tranne che di limitare, o cedere, la propria stessa libertà. Anche l'eutanasia è combattuta per questo stesso motivo. Non sono un fan di Pratchett, ma so che nel suo campo è un gotha, e non mi è mai parso che il tipo di uomo che ama fare quello che fa, e quindi lo fa bene e con passione. A lui va anche solo per questo la mia ideale vicinanza. Di certo, l'apprezzamento di tutte le sue opere da parte dei suoi estimatori ne terrà a lungo viva la memoria.
  9. Shito

    Totoro

    Oltre a quella comprensione davvero 'sensibile', mi riferivo anche al poter empatizzare con le difficoltà del padre di Satsuki e Mei, alle prese col lavoro da portare avanti e la casa (con figliolette) da gestire senza l'apporto della madre purtropo ospedalizzata (che è poi anche un bel pensiero, a livello soprattutto emotivo). Con i dovuti sbalzi di tempo e di luogo, credo che certi sentimenti siano universali. D'altro canto, finché non li prova almeno un pochino, almeno come condizione, non li si può empatizzare dalla finzione scenica. Come per ogni cosa. :)
  10. I miei due cents sul cosplay. Credo che il cosplay sia marcito nel passaggio tra la seconda e la terza generazione dell'otakuzoku. Ovvero: finché si era alla prima generazione, il cosplay era una cosa nerd. Nerd davvero. Una cosa da 'otaku' di allora, e ho detto tutto. Ovviamente, era una cosa al 99% maschile. Come del resto tutta la first-gen dell'otakuzoku era al 99% maschile. Com'era giusto che fosse, e come sarebbe giusto che fosse. Il cosplay era giustamente questa cosa nerderrima di fare una mascherata da fumetto/cartoneanimato da adulti. E non solo vestircisi, ma 'sentircisi', wow! Benone, quindi questi otaku first-gen facevano questa cosa nerderrima, e la facevano non certo per essere fighi. Faceva parte del loro essere bambinoni non cresciuti, e loro lo sapevano (fingevano di non saperlo, ma lo sapevano) che era una cosa matta e scema e otaku e nerd e bambinissima e tutto il resto. Ma come si dice: semel in annum licet insavire. Da quando l'otakuzoku è diventato mercato assai ampio, mercato ricco direi, la cosa è marcita. Sono arrivate le femmine, perché se gli otaku sono maschi, benché siano kimoi (<- 'fanno senso') sono maschi, e sono tanti, ed è etologico che la femmina debba sentirsi piacere, debba sentirsi l'attenzione dell'altro sesso addosso, indi l'otakuzoku è diventato un playground di femmine -magari inizialmente fail a livello mainstrem- che avevano scoperto che con pochi accorgimenti (mettidi delle nekomimi) potevano diventare il feticcio di tanti maschi. Wow, big deal! E così anche il cosplay è diventata una vetrina. Perché le femmine si mettono in vetrina. Non fanno cosplay per nerderia, non è una cosa pura. Lo fanno per essere guardate. Quindi il cosplay diventa un mestiere, quasi. C'è il cosplay model, ormai. Fail fail fail. Il cosplay, dentro all'otakuzoku di terza generazione, è diventata una cosa figa. Quindi no more cosplay for me.
  11. Shito

    Neoranga?

    Indubbiamente la buona performance di Miyamuu + il buon sound tribal fanno di Kaze wo Nemuru Shima un ottima op.
  12. Shito

    Saint Cloth Myth

    wow Voglio uno Shiryuu in versione lago di sangue, e uno col tatuaggio sulla schiena che compare/scompare se bagnato con acqua calda (ricordate quei tempi?)
  13. Shito

    Alice In Wonderland - di Tim Burton

    Non esattamente, perchè il film gioca anche sull'ambiguità identitaria della protagonista: è veramente la ragazzina di 10 anni prima o si tratta piuttosto di un'altra persona ergo di un caso di omonomia? Brillantemente risolti in quattro e quattr'otto i mal di pancia sterili e patetici dei puristi che potranno continuare a godere della loro vera e unica Alice con una mano dentro i pantaloni. Ma illazioni e pseudoinsulti random a parte, hai capito cosa ho scritto? ^^; (cmq sei fighissimo quando fai così, continua!)
  14. Shito

    Totoro

    Bel commento. :) Sicuramente un giovane padre come te può ben avvicinarsi al sentimento di un film come questo.
  15. Shito

    Alice In Wonderland - di Tim Burton

    Cos'è più inutile, un discorso inutile o lo one-liner che lo apostrofa inutilmente? (sounds kinda like good ole Alec Guinness, huh?)
  16. Shito

    Saint Cloth Myth

    Scusate l'ignoranza, ma non è un po' tanto? °_° Il mantello incluso è in seta o qualcosa? Inoltre non ho capito cosa sia l'ultima componente del set... immagino che Garion abbia idee chiare in merito. :)
  17. Shito

    Alice In Wonderland - di Tim Burton

    Credo sia la seconda volta che me lo dici in questo thread, ma potrei sbagliare.
  18. Shito

    Neoranga?

    Crazie capo!
  19. Shito

    Neoranga?

    La cosa che mi ha sempre colpito di Neoranga che è che la protagonista è un completo rip-off da Tillis from Burning Rangers. Si noti che hanno anche la stessa doppiatrice, eh! (Miyamuu) Però BR spigne abbestia, adifferenza di Neoranga. http://www.youtube.com/watch?v=iDkLwz0UOB8&feature=related
  20. Shito

    Alice In Wonderland - di Tim Burton

    Perfetto, sublime autogol: hai virtualmente raccontato il plot di Alice di Tim Burton, segno acclarato che la Woolverton si è posta lo stesso problema, scartando le soluzioni narrative più ovvie e scontate. Ti diro di più: è un film che potrebbe svolgersi nell'universo di Carroll ma anche no, tant'è vero che il Paese in cui si ritrova Alice Kingsley (cognome buttato lì) si chiama Underland non Wonderland. Clever, no? Non proprio un autogol. Perché il film si chiama ancora 'Alice in Wonderland', e ha ancora tutte quelle figure che, se leggi Carroll, capisci che possono essere esistite solo per QUELLA Alice. Nel senso che il punto fondamentale è che il 'Wonderland' NON esiste come un luogo alternativo. Underland è -ancora più tristemente- un richiamo al primo libro di Carroll, quello che fu e doveva restare solo della Liddell, ovvero il (da me) già citato "The Adventures of Alice Underground", titolo della prima privata stesura di quel che poi sarebbe diventato "The Adventure of Alice in Wonderland". La mia trama non c'entra nulla con quella del film di cui si parla, dato che nella mia idea buttata lì non ci sarebbe alcun Wonderland/Underland/Whaterverland in cui una ragazza potrebbe 'andare' scenicamente, no. Ripeto: fail. Proprio concettualmente fail. Fail ab initio.
  21. Shito

    Alice In Wonderland - di Tim Burton

    Stai parlando di Mirai Shounen Conan, immagino, visto che non mi hai più risposto... Non ho visto Mirai Shouen Conan intitolarsi 'The Incredible Tide'. Non ti ho risposto perché l'avevo già fatto prima, discernendo tra una ispirazione, un vero 'libero trarre' (esempio di Nadia), e la brutalità di riscrivere un'oper altrui dandole un pretestuoso diretto seguito con titolo identico all'originale. Avevo anche fatto l'esempio della corretta ricontestualizzazione (Eyes Wide Shut da Traumnovelle). Guarda, per ricontestualizzare Alice avrei qui uno straccio di soggetto. Facciamo una Alice Godwin, che so. Cognome buttato lì. E' una ragazza (non una bambina) che, come è d'uopo in questi tempi, fa anche lei fatica a crescere. Rifugiandosi un un finto infantilismo forzoso, risposta a un'ambiente adulto che rifiuta (e se ne può anche capire il perché), si trova in una solitudine fatta di balocchi e fiabe ormai grottesche per lei. In questo stordimento da otaku riaschia anche di fare un sacco di cazzate. Ci vorrà un amore vero (di comprensione reale) per tirarla fuori di questo. Epilogo: anni dopo, con una figlioletta in grambo, legge a lei la favola di Carroll. Ultimo cut sul suo (della madre) sorriso di comprensione e dolcezza allo stupore infantile della figlia alle trovate di Carroll. Almeno questo sarebbe: a) rispettoso del significato dell'opera (<- Wonderland is just for REAL child-girls) b) tentativo di ricontestualizzare, e quindi rendere più leggibile, un'opera classica (ovvero il suo senso) alla nostra epoca c) una risposta alla follia dilagante dei nostri tempi, che nella solitudine individuale reale toglie a ciascuno le prorprie 'vere età'. Che ne dici? :) Ah, il titolo: Alice (can't) go back to Wonderland. E te lo dice uno che a otto anni metteva apposta i piedi nelle pozzanghere per vedere se erano un portale per la Feather Star.
  22. Shito

    Essere Otaku

    Yes. Volevo solo esplicitare il FAIL dell'assunto maschio=bambino femmina=adulta My bad per il fraintendimento. Tuttavia, posto che le femmine sarebbero l'anello forte della vita umana (otaku -> non vita), è implicito che l'otakuizzazione del genere femminile equivale alla fine del mondo.
  23. Shito

    Kimagure Orange Road

    Ti prendo in parola sull'evoluzione della terminologia. Credo tuttavia che il modello originale fosse meno banale, nel senso che se Oscar è tsundere (e lo è), direi che ab inizio non era una questione di 'mascherare le proprie dolcezze in un atteggiamento più o meno insignificante', quando essere dura verso l'esterno realmente, e celare la propria intimia debolezza. Meglio ancora, la tsundere Misa di certo non si atteggia a dura per vergogna. Dietro a questi modi relazionali di durezza c'è, chiaramente, una vita vera. Quindi come hai credo ben capito -a giudicare dalle risposte che mi hai dato- io tendo a riferirmi alle tsudenre non in quello che considererei un deragliamento macchiettistico ad uso del mercato del moe. Quello che dici e' vero e anche comprovato per via dei romanzi di Tomino. Pero' crescendo s'impara, non e' detto che un amore nato in giovane eta' sia destinato a fallire. E' una bella immagina. Tuttavia, ed è un pensiero che mi distrugge, ho questa sensazione che l'educazione sentimentale maschile non possa che venire dall'esperienza, come dire che un uomo, per arrivare a essere un uomo che possa servire a qualcosa a una donna, ne debba 'consumare' nel senso di 'passare attraverso' altre. Lo spirido di Odisseo, in soldoni, non si tempra nel letto muliebre, ma in quello di Circe. Se Odisseo è infine capace di rifiutare Nausicaa e tornare da Penelope, temo sia per quello che c'è stato di mezzo. E' una cosa crudele. Mi tornano in mente i tempi in cui per 'imparare il sesso' i giovani venivano condotti nelle case di tolleranza dai padri, dove c'erano donne ormai del tutto 'rovinate'. Perché, per imparare quello che sarebbe poi servito con la moglie, il futuro marito non avrebbe dovuto/potuto 'rovinare' altre ragazze ancora oneste, no? Insisto sulla crudeltà di questa logica, che mi spaventa. Perché poi anche in Circe ci fu é(e sopravvive un pezzo?) di Nausicaa, e nessuna prostituta sognava la prostituzione, da bambina, ma il principe azzurro. Indi dire 'tanto è una puttana', ovvero assumere di poter usare una donna in quanto 'già rovinata' è la crudeltà dell'autoinganno di deblezza maschile, e significa insistere sul dolore altrui. Mi fa rabbividire. Kyosuke non ha mai avuto comportamenti da bamboccio. Credo che, paradossalmente, il fatto di averlo dotato di poteri ESP per rendere la trama piu' divertente al contempo lo abbia reso piu' responsabile. Perche', e lo dice spesso, lui si autolimita. Potrebbe barare in qualsiasi cosa e diventare un idolo (c'e' pure un episodio in cui cio' avviene, come controprova) ma e' stato educato ad essere responsabile. Quindi non e' nella sua natura fare le cose con leggerezza. Certo, nella vita reale i poteri ESP non esistono e non possiamo quantificare il suo senso di responsabilita', ma possiamo prenderlo cmq come una metafora. E' un punto di vista interessante, tuttavia al tempo stesso Kyosuke è anche abbastanza pavido e irresponsabile da permettere a Hiakru di illudersi tutto il tempo, come del resto Godai con Kozue. Nonostante tutto, però, credo che ci sia meno livello introspettivo e compattezza di caratterizzazione psicologia in Orange Road di quanto non ne stiamo presumendo qui. Ovvero non credo che Matsumoto fosse Tomino, ecco. Ma Kozue e' anche quella che quando riceve la proposta di matrimonio da un suo senpai non riesce a dirgli di no e poi va a piangere da Godai sperando che gliela faccia anche lui. Come dire, voglio accasarmi. Preferirei con te, ma mi va bene anche quell'altro. Il che non contraddice quello che dicevo, ma lo conferma. L'attitudine alla vita è infatti quella di saperla accettare, andare avanti, e non farsene schiacciare. Neppure per ideali romantici. Kozue è una ragazza giapponese giunta all'età da marito. Si sposerà, comunque. Riceve una buona proposta da un uomo che non le dispiace e che ha una buona posizione. Il fatto che, per mero romanticismo adolescenziale, gli provi ad anteporre un amore giovanile squattrinato è già fin troppo, se ci pensi. Infatti Kozue è uno dei personaggi più 'reali' di tutto Maison Ikkoku, e tu dovresti ben capirlo. Vive i riti di passioggio sociali femminili tipici della società giapponese in modo violento. Un giorno sei la figlia di tuo padre e fai la bambina in casa, il giorno dopo sei mogliettina di tuo marito e gli porti il giornale. Così va (andava?) la vita. Davvero leggendo romanzi come Sanshiro (Soseki) si capisce molto dei rapporti sociali interpersonali in Maison Ikkoku. La Madoka coi capelli corti era gia' una bambina sola. Forse troppo piccola per interiorizzare quella solitudine, ma cmq senza via di scampo. Mmmh... dissento. Sicuramente era una bambina sola, e sicuramente questo la rendeva Lolita (nel senso nabokoviano reale del termine). Psicologicamente maturata anzitempo, e quindi forse in modo deforme, perché la maturazione è nella solitudine e nel dolore, mai nella gioia che prolunga la stasi infantile. Tuttavia, essendo ancora così giovane, direi che vie di scampo al tempo ce ne sarebbesto stare ancora. Io credo sempre che tra H.H. e Lo abbia sbagliato tutto lui, ma ancora credo che due 'storti' come quei due avrebbero avuto una chance di 'raddrizzarsi a vicenda'. Solo che lui c'è arrivato troppo tardi. Davvero una storia a là Amuro e Lalah, a pensarci.
  24. Shito

    Alice In Wonderland - di Tim Burton

    Isi Max, alla fine sempre un forum trollonico è, no? Negli effetti non stavo neppure ora trollando su Burton (capitolo chiuso), ma trollavo sul nome girellaro as is. Altrimenti nel topic sui Myth Cloth non si trollerebbe abbestia su tutto Saint Seiya in lungo e in largo, no?
  25. Shito

    Bang & Olufsen

    Il vevo snob trova queste ostentazioni di vicchezza alquanto pacchiane, pvovinciali e dozzinali, da avvicchiti divei. Il vevo snob viesce a esseve minimalista, spendendo pevò il doppio lo stesso.
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